Lunedì 17 Dicembre 2018 - 15:18

Borghesia & camorra nel silenzio della città

Opinionista: 

Aldo de Francesco

Da una decina di anni a questa parte, da quando Napoli ha accentuato i sintomi di un inesorabile declino per la cronica incapacità di essere governata, abbiamo assistito alla denuncia parallela di una borghesia collusa con il malaffare, di contiguità con l’Antistato. Il primo a dolersene a chiare lettere fu il prefetto di Napoli Pansa. In seguito a ridestare il problema fu Vittorio Pisani, allora capo della Squadra Mobile, che, prima che venisse delegittimato da palate di fango, poi cancellate da una totale assoluzione, denunciò fatti da far tremare i polsi. Disse che la nuova camorra “aveva messo le radici in aree insospettabili in cui comparivano professionisti, politici, medici, avvocati, commercianti” e compagnia “contante”. In seguito, appena messo piede a Napoli, riaprì la ferita l’odierno procuratore capo Giovanni Melillo. Stessa cosa fece, dopo il suo insediamento a capo dell’Antimafia, il Procuratore Nazionale Cafiero de Raho, passando dal monito alla sfida. «Basta – disse - con questa borghesia malata che si nasconde ed è contigua ai clan». Anzi, rincarando la dose, aggiunse: «Molti appalti e lavori della camorra hanno avuto come riferimenti uomini del Parlamento e sindaci: sono loro a farla entrare nei palazzi». Giorni addietro è tornato nuovamente alla carica il Procuratore Melillo con parole di fuoco: «La borghesia napoletana - ha tuonato - è subalterna alla camorra. In casi sempre più frequenti non esita a fare affari con i clan. Il vero male di Napoli non sta più a Scampia», riservando ai giovani di questo quartiere un caloroso messaggio: «Siate orgogliosi, voi non dovete nulla ad alcuno. Sono gli altri a doversi giustificare!». Qual è però l’odierno, maggiore sconcerto di fronte a una “escalation” di denunce di così inaudita gravità? È il tombale, persistente silenzio della città. Attonita o timorosa? Che fine ha fatto il pittoresco arcipelago di sigle di rivoluzione civile e di eticità enfatizzata sempre così attivo e tempestivo in ogni circostanza, da prescriverci anche le diete quotidiane dell’etica esistenziale? Non parliamo poi delle cosiddette istituzioni. Abbiamo trascorso questi anni di invivibilità diffusa ad ascoltare giudizi e ipotesi molto suggestivi sulla fatale spaccatura tra una parte “virtuosa di città”, colta pure sia precisato, e un’altra, costituita da “plebaglia sociale”, alla ricerca di motivazioni storiche su quanto non quadrava, mentre la verità molto amara era altra. Davanti a una mole di denunce di inaudito allarme e soprattutto di sconvolgenti mutazioni in atto, «il male di Napoli non sta più a Scampia ma nella borghesia di questa città», bisogna aggiornare certe letture datate e convenzionali: che fanno aggio sugli argomenti, i temi veri, quasi con un “giocar di muleta”, il solito ingrediente indistinto di letterarietà. Ecco, per non cadere anche noi in questo gioco di ipocrisie, del dire e non dire, è arrivato il momento di riconoscere di fronte a dati e voci insospettabili che la borghesia esiste ancora, eccome! E una sua larga parte è diventata “plebaglia sociale”.  

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)