Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 4:22

Camorra più veloce dell’alta velocità

Opinionista: 

Ermanno Corsi

Oggi, 6 giugno, giorno “fatidico voluto dal destino” e lungamente atteso. Salvo imprevisti, il premier Paolo Gentiloni è ad Afragola, alle porte di Napoli, per aprire la “Porta del Sud” e avviare la riorganizzazione della rete campano-meridionale dei trasporti con l’iniezione dell’alta velocità. Non sappiamo il nome del primo, fortunato, viaggiatore ma quello della prima vittima sì: Salvatore Caputo, un imprenditore peraltro abbastanza discusso che, affacciatosi sull’area degli imponenti lavori incominciati oltre 10 anni fa, pensava di poter impiantare un’attività commerciale (ristorazione e accoglienza, alberghi e parcheggi) a ridosso della megagalattica struttura progettata dalla compianta archistar Zaha Hadid (deceduta l’anno scorso). Lui, senza aver prima “patteggiato” adeguatamente con la malavita concorrente, stava compiendo un sopralluogo. La “punta di fuoco” di un clan gli è saltata addosso e lo ha crivellato di colpi. Un delitto “eccellente” dice il procuratore antimafia Giuseppe Borrelli. Un regolamento di conti e un avvertimento per altri “incauti” imprenditori, grandi o piccoli che siano. *** MATTANZA FUORI CONTROLLO. Si pensava che ce n’era abbastanza per schierare in campo grandi forze di contrasto. Invece, a poche ore dall’arrivo del Capo del Governo, il conto diventa agghiacciante: 8 morti in 11 giorni (a Torre Annunziata massacrato un uomo di 32 anni). Si scrive, con freddo realismo, che “sotto il Vesuvio anche il sangue scorre a fiumi e ad alta velocità”. Il groviglio di interessi da difendere, rende i clan feroci e spietati: si ammazza Remigio Sciarra (esattore di tangenti per conto di ‘o malommo), mentre è in auto con moglie, figlio undicenne e un amico. Denaro (i 100 milioni per bonificare il territorio), chiama sangue: ad Afragola come in altre parti del centro e della periferia metropolitana. *** EUFORIA E PREOCCUPAZIONI. Pochi giorni fa il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, si è visto passare davanti agli occhi “il sud che va veloce”. Entro il 2022, assicura, potremo vedere 36 Frecce rosse e d’argento transitare per uno degli snodi fra i più moderni d’Europa. Sì, ma da Salerno al nord senza passare per Napoli? Sarà, di fatto, un declassamento della Stazione centrale? Si scongiurerà il rischio che la “Porta del Sud” diventi una luccicante “cattedrale nel deserto?”. Tutt’intorno la viabilità ordinaria è in condizioni penose, mancano parcheggi per chi usa l’auto, c’è una costellazione di maleodoranti micro discariche. Afragolesi col senso dell’ironia, alludono a una Cenerentola “fra campi di broccoli e cavoli” di dubbia commestibilità, una figura immaginaria che “è bella ma non balla”. *** I CONTI NON TORNANO. Sono quelli di competenza della giustizia contabile. È vero che si tratta di una stazione che vedrà transitare non meno di dieci milioni di viaggiatori all’anno, ma finora sono stati spesi oltre 130 milioni mediante il sistema degli “aggiornamenti” progressivi. Il responsabile Rfi (rete ferroviaria italiana) l’ingegnere Maurizio Gentile, ha fiducia nel completamento dell’opera, mentre Barbara Morgante, responsabile di Trenitalia, fa una precisazione ferma: “Sì, più treni al Sud, ma i conti debbono restare in equilibrio”. A sua volta il procuratore generale della Corte dei Conti, Michele Oricchio, non fa sconti: è un investimento dai costi eccessivi, troppa superficialità nella spesa pubblica a cominciare dalla Campania. Non manca un’accusa, più generale, di insufficiente controllo da parte del Ministero: in 25 anni è stato completato solo il 38 per cento dei progetti. Varianti in corso d’opera hanno fatto crescere i costi fino al 300 per cento. La malavita, per conto suo, vede per sé un futuro incoraggiante e non perde tempo a far sapere come la pensa. Le uccisioni di questi giorni valgono come “dichiarazioni ufficiali”. *** CHI ENTRA E CHI ESCE. Ma da dove, ci chiediamo subito. Dalla storia, è la risposta. La “Porta del Sud” vi entra con Zaha Hadid, regina dell’architettura decostruttivista, nata irakena (Bagdad 1950) e deceduta inglese in Florida a 66anni. Il territorio su cui ha lavorato, doveva accogliere (Antonio Bassolino presidente della Regione Campania) Eurodisneyland, la città dei divertimenti che poi ha preso la via di Parigi. Lei aveva già progettato a Salerno la Stazione marittima sul molo Manfredi. Quando Vincenzo De Luca (non più sindaco della città, ma “governatore” della Campania) presenta l’opera a Matteo Renzi (allora premier) gli luccicano gli occhi per il “ben visibile ed elegante profilo della conchiglia con i riflessi stellati di una bella copertura in ceramica”. Ad Afragola, invece, Zaha Hadid punta su una struttura a ponte che attraversa i binari: una galleria pedonale che raggiunge i treni con tutto un insieme di area commerciale, parco naturalistico e tecnologico, scale e rampe mobili. Una avvincente proiezione nel futuro che, tuttavia, non viene risparmiata dall’ironia del sindaco Domenico Tuccillo quando parla di “un’astronave abbandonata nei campi afragolesi”. *** BORBONI ADDIO. Tre ottobre 1839: Ferdinando II è a Portici, alla stazione del Granatello.Giorno di festa perché si inaugura la prima ferrovia d’Italia (7,25 chilometri, otto vagoni).L’ha costruita il francese Armando Giuseppe Bayard. Una stazione a due piani. Si scrive che il regno di Napoli apre una porta verso il futuro. La costruzione, stile neoclassico rinascimentale, è forte e imponente. Regge alla guerra contro i Borboni, all’unità d’Italia, alle due guerre mondiali (terrificanti, nel ’43, i contraccolpi quando scoppia la nave “Caterina Costa” nel porto di Napoli), ma non all’incuria del secondo Novecento. Ora è un rudere che si sta sbriciolando, “ingoiato” da piante e arbusti selvatici. Da qui transitò Giuseppe Garibaldi atteso a Napoli nel settembre 1860. Il re Francesco II non venne ovviamente “a salutarlo” perché s’era dovuto rifugiare nella fortezza di Gaeta.

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