Mercoledì 21 Novembre 2018 - 20:52

Carletto sceglie i titolarissimi per le grandi sfide

Opinionista: 

Mimmo Carratelli

Ed eccoci ai titolarissimi di Ancelotti, ecco il Napoli che ha spezzato le reti al Liverpool e al Paris Saint Germain, gli eroi azzurri d’Europa, la formazione fissa per sopravvivere e domare il gruppo più ostico della Champions, i fieri oppositori del bieco sorteggio di Montecarlo quando le mani di Kakà e Diego Forlan pescarono nelle urne Uefa gli avversari più pericolosi, danarosi e ambiziosi. La delega europea di Ancelotti agli stessi undici che hanno battuto il Liverpool e sfiorato l’impresa a Parigi è chiara e suggestiva. Siete il cuore di una “rosa” competitiva, la punta di diamante di un gruppo affidabile, i paladini di un Napoli cangiante in Italia per essere sempre più sorprendente, i predestinati alla sorpresa europea. Siete tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. L’impresa è alta e avvincente, stasera, in un San Paolo traboccante di folla. La partitissima con i francesi non vive solo della suggestione dei campionissimi del ricco emiro del Qatar Nasser Al-Khelaifi, che compra tutto e di più, un miliardo di euro investiti nel Psg in sette anni, ma è il match che vale il passaggio agli ottavi della Champions, chi vince va avanti. Al Napoli sinora il “salto” è riuscito due volte, con Mazzarri nel 2012 e con Sarri nel 2017. Ci prova Ancelotti che di Champions se ne intende e parte avvantaggiato nel confronto col più giovane (45 anni) e inesperto Thomas Tuchel, il gigantesco tedesco (1,92) che guida il Psg. Lo ha già messo nel sacco a Parigi. Ma stasera c’è da aspettarsi un’altra squadra perché Al-Khelaifi avrà urlato ai suoi giocatori milionari di ridurli a pane e acqua se continuano a far cilecca in Europa dopo avere vinto a mani basse cinque campionati di Francia, ma incapaci di superare gli ottavi di Champions, una sola volta approdati ai quarti, tre anni fa, dissolti dal Barcellona quand’era il Barcellona. E, allora, Mbappé (costato 180 milioni) e Neymar (222) dovranno darsi una mossa e uscire dall’ombra profonda della partita di andata. Intanto, la difesa parigina riguadagna la presenza di Thiago Silva. In porta ci sarà Buffon che è come avere di fronte una scheggia della vecchia Juve. Il piano di Tuchel sembra chiaro. Una squadra più forte a centrocampo, dove al Parco dei Principi il Psg fu fatto a fetta dal Napoli, passando da tre a quattro presenze dove si fa filtro e nasce il gioco (3-4-3). Tagliando oltretutto corto a tutto il gossip che perseguita la squadra dell’emiro, da Verratti automobilista un po’ brillo alle quattro del mattino per le strade di Parigi, alla “guerra” di Neymar a Cavani e altre amenità sfuggite alla guida poco tedesca del tedesco Tuchel. Il Napoli, pur nella formazione azzardata contro l’Empoli, rimessa in piedi con l’ingresso di Callejon e Allan, venerdì ha fatto un po’ di prove generali per il match di stasera arretrando e schizzando in contropiede. Ancelotti si è molto divertito sinora col turn-over più esagerato della storia del calcio e ora non può più scherzare. Iin campo i solidi noti. Se le gambe girano, la partita è apertissima. Il Napoli non parte battuto. Da Parigi avanzando troneggia la corazzata qatariota, ma gli azzurri non si sentono e non sono inferiori. Il Napoli è più squadra del Psg. La massima raccomandazione è la concretezza offensiva, aumentata contro l’Empoli. Più tiri nello specchio della porta sui tiri totali. Non sarà un bene abbassarsi troppo perché Verratti (che fu rifiutato da Mazzarri) e Rabiot, il capellone svettante, sanno come venire avanti per servire i solisti dell’attacco. Sarà una partita di iniziativa e coraggio in cui è vietato lasciare ai francesi il pallino del gioco speculando sul contropiede. Bisogna dare battaglia a centrocampo, più tecnici che fisici gli azzurri, e assillare il Psg sulle corsie esterne per aprirne la difesa. Insigne e Mertens sapranno rivaleggiare con i reclamizzati Mbappé e Neymar. Non ne hanno la stessa classe, e neanche i milioni, ma sono scugnizzi capaci di reggere il confronto. Forse giocherà Cavani, a riposo nell’ultimo partita di Ligue 1, condizione fisica non perfetta. Non è Higuain e sarà accolto con simpatia, almeno all’inizio, poi il Matador rientrerà nei ranghi di avversario da battere e Ancelotti muoverà i “matadorini” per riuscirci. Cavallo selvaggio torna per la seconda volta al San Paolo dopo l’amichevole d’agosto di quattro anni fa che sancì il suo passaggio a Parigi. Un’amichevole e segnò un gol. Non gli sarà consentito ripetersi. Quel giorno, la difesa azzurra era composta da Maggio, Albiol, Koulibaly, Britos e, in porta, giocò Rafael. La sfida è servita, il risultato è incerto. Di certo c’è che il Psg non farà una passeggiata a Fuorigrotta. Non conteranno i petrodollari di Nasser Al-Khelaifi. Allan il guerriero sarà una frontiera invalicabile. I tre “cicinin”, come li chiamerebbero a Milano, promettono sorprese. Callejon, Mertens, Insigne, il trio delle meraviglie non deluderà. Il Napoli non deluderà, guidato dalla forza serena di Ancelotti. È il big-match dell’anno. Il cuore è uno zingaro e va, il cuore azzurro nella notte delle stelle.

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