Sabato 16 Febbraio 2019 - 15:23

Da Palazzo San Giacomo: illusione del cambiamento

Opinionista: 

Antonio Coppola

Non sono pessimista per natura, ma soltanto realista. Dopo tanti anni di promesse non mantenute, vacui ed infondati annunci, fake news, peraltro ripetitive, da poter riempire libri interi sulle ultime amministrazioni della città, è difficile abboccare spensieratamente ai nuovi proclami dell'Ente locale. Dov'è la novella e tardiva sfida della concretezza: nell'ennesimo forbito intervento preelettorale sulla flotta napoletana battente la bandiera dell'accoglienza da realizzare con il crowdfunding? O forse nella fantomatica riduzione delle cause perse nei confronti di cittadini che non riescono a dimostrare l'impossibilità di accorgersi per tempo delle buche stradali? È questo un tema di grande criticità per la sicurezza della circolazione e l'incolumità dei cittadini: le strade di Napoli sono talmente dissestate da sembrare veri e propri percorsi di Camel Trophy, dove solo raramente è possibile intravedere qualche tratto "immacolato". Le buche si congiungono tra di loro in una uniformità tipica di un tratturo da terzo mondo. Non dimentichiamo che qualcuno ha lasciato la propria vita sul selciato per colpa delle buche (per esempio, nella Galleria Vittoria) e tanti altri sono rimasti feriti nella gruviera urbana. Purtroppo, non sempre gli automobilisti ed i motociclisti riescono a dimostrare le proprie ragioni in tribunale e pertanto non vengono risarciti: in pratica, come si dice in gergo, restano "cornuti e mazziati". Per questi motivi, non ci illudono le nuove promesse, dell'Amministrazione comunale, di miglioramento nel segno della concretezza. Nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni, non potremo vedere, e neanche intravedere, quei servizi che la città non ha mai visto negli ultimi sette anni di amministrazione. Manca, infatti, proprio la cultura dei servizi, non solo i servizi! E con ciò mi riferisco alle tante cronache, ormai diventate "storiche, sulla mancanza di parcheggi a Napoli, soprattutto di quelli per i residenti e di interscambio, per liberare la città dalla morsa della sosta, abusiva e non, che l'attanaglia. Vale la pena qui ricordare che la carreggiata, come prescrive il Codice, è quella parte di strada destinata alla circolazione e non alla sosta dei veicoli. Invece, a Napoli non solo non si provvede a soddisfare il fabbisogno di posti-auto con apposite aree e strutture esterne alle carreggiate, interrate e/o sopraelevate, ma addirittura si lascia proliferare, per decenni, il "mestiere" del parcheggiatore abusivo - autorizzato ad occupare ogni spazio possibile - in mancanza di un servizio di rimozione dei veicoli in sosta irregolare, con intralcio alla circolazione. Ben vengano, quindi, le manifestazioni di protesta spontanea, soprattutto se accompagnate da proposte. Queste, però, si devono poter fare a chi è disponibile ad un confronto serio e ricettivo che non può essere aperto, com'è accaduto sinora, solamente a poche frange di extra parlamentari di ogni tipo e specie, al di fuori delle istituzioni, dei sindacati, di partiti, movimenti ed associazioni con vere rappresentanze elettive e democratiche.

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