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L’esultanza di Carlo Ancelotti al triplice fischio finale dell’arbitro spagnolo la dice lunga su come sia stata sofferta la qualificazione ai quarti nella gara di ritorno degli ottavi in casa del Salisburgo. Le parate di Meret della scorsa settimana e il gol dopo 14 minuti di Milik nella sfida di ieri hanno fatto la differenza per il passaggio del turno. Sì perché gli austriaci si sono confermati forti alla Red Bull Arena arrivando ad un passo dalla possibilità di ribaltare il 3-0 del San Paolo è arrivare addirittura ai tempi supplementari. La buona volontà degli azzurri è durata solo un tempo, poi nella ripresa si è mollato perdendo troppi palloni e facendo lusingare i padroni di casa. Milik è stato categorico nel post gara: «È stata una brutta partita, dobbiamo migliorare », ha ammesso il polacco. Ancelotti, invece, ha guardato solo al risultato finale. E cioè alla qualificazione. Per il resto non gli interessa niente. Almeno davanti ai giornalisti. Poi naturalmente una volta rientrati alla base si dovranno vedere alcune cose. Con i se e con i ma non si va avanti ma sicuramente se ci fossero stati Koulibaly e Makismovic il Salisburgo non avrebbe segnato tre gol e colpito un palo. Questo non vuol dire che si deve buttare la croce su Chiriches e Luperto, ma i primi due sono ad un livello altissimo. Soprattutto il senegalese che al suo fianco fa giocare bene pure il serbo. Purtroppo iersera non c’era per squalifica. Albiol era fermo dopo la pulizia al ginocchio e per non farsi mancare proprio niente alla mezzora si è fermato pure Chiriches. Praticamente Ancelotti si è ritrovato sulla via dei quarti di finale senza i quattro centrali. È entrato Malcuit, Hysaj si è spostato al centro con Luperto e dall’altra parte Mario Rui ha provato a stringere i denti. Purtroppo non si è fatto proprio bene ma contava qualificarsi ed è accaduto. Nel computo dei problemi non va dimenticato lo stop iniziale di Insigne. Lorenzo avrebbe potuto portare la sua qualità in attacco riuscendo anche a segnare. Ma durante il riscaldamento ha accusato un fastidio all’adduttore. Avrebbe anche potuto giocare secondo Ancelotti ma si è preferito non rischiarlo per precauzione. Una scelta saggia anche in virtù del fatto che domenica c’è la sfida con l’Udinese al San Paolo e bisogna assolutamente vincere. Anche perché si deve blindare il secondo posto. Intanto oggi c’è il sorteggio dei quarti di finale. Il Chelsea di Sarri è un cliente molto difficile da evitare eventualmente. I Blues hanno segnato cinque gol in casa della Dinamo Kiev. È naturale che arrivato a questo punto le avversarie sono tutte di un certo livello. «L’importante è esserci», ha chiosato Ancelotti. Che però dovrà pretendere di più dai suoi ragazzi nei prossimi due incontri di Europa League. Altrimenti il cammino verso la finale a Baku del 29 maggio potrebbe fermarsi. Si deve ritrovare il vero spirito Champions altrimenti si esce fuori anche da questa competizione e sarebbe un peccato. Di sicuro con i rientri di Koulibaly e Maksimovic cambieranno molte cose davanti a Meret. Più attento dovrà essere Allan che in uscita ha regalato il pallone agli avversari facendoli pareggiare. Pure Fabian e Zielinski devono riprendersi la scena. La davanti, invece, va alla grande Milik. Che continua a macinare gol: adesso sono 17 in stagione. Non male per uno che è stato fermo praticamente due anni. Aspettiamo, invece, i gol di Mertens. È diventato un incubo per il belga andare in rete. È dal 29 gennaio che non esulta personalmente. E non va bene. Ogni gara, comunque, fa storia a sè. Vediamo oggi chi prende il Napoli per le sfide dell’11 e 18 aprile. Poi testa all’Udinese per tornare a sorridere in serie A.