Lunedì 25 Giugno 2018 - 21:08

Fidiamoci di Carletto Sa come si può vincere

Opinionista: 

Salvatore Caiazza

Il coro della scorsa stagione è stato sempre lo stesso. “Abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna campione”, è stata la colonna sonora di un popolo che fino ad un certo punto ha creduto di poter spodestare la Juventus. Poi sappiamo tutti come è andata. La voglia di riprovarci, però, non è tramontata. De Laurentiis, pur di accontentare la sua gente, ha scelto un allenatore vincente prendendo posizioni nei confronti di quel Sarri arrivato a quota 91 punti. Un record storico che il patron avrebbe fatto volentieri a meno pur di andare avanti in Champions. Sì perché è lì che si cresce a livello di gruppo ma anche con il fatturato. Ecco, quindi, l’ingaggio di Ancelotti. Un allenatore garante di successi. Lo ha fatto ovunque con i campioni ora ci proverà con quelli a disposizione del Napoli e altri rinforzi che arriveranno. Bisogna fidarsi di Carletto. Uno come lui non ha detto sì a don Aurelio solo per lo stipendio. Ha guadagnato così tanto nella sua carriera in panchina che proprio non si sarebbe buttato in un vicolo buio. Sa di poter raggiungere determinati obiettivi altrimenti non sarebbe andato neanche a cena con il presidente. De Laurentiis viene sempre accusato che non vuole vincere e che pensa solo ai bilanci. Ma non è assolutamente così. Quale proprietario di un club gioca a perdere in campo sportivo? Nessuno. Sicuramente il produttore cinematografico vuole tenere i conti a posto. Se non fosse stato così zelante a quest’ora avrebbe avuto gli stessi problemi di Inter e Milan. Ed, invece, è sempre al top da molti anni e continua ad andare in Europa da nove stagioni consecutive. Nell’ultima ci è mancato poco che il suo Napoli si aggiudicasse lo scudetto. Sarri ha fatto una impresa ma poi lo ha fatto arrabbiare e lui si è “vendicato” sostituendolo con uno dei cinque migliori tecnici del mondo: Carlo Ancelotti. Una scelta azzeccatissima che fa pensare al fatto che don Aurelio è stanco di arrivare sempre secondo. Se avesse voluto accontentarsi avrebbe preso un profilo più basso cercando di rimanere sempre nei primi quattro della classe per assicurarsi un posto in Champions. Ed, invece, no. È andato sul pesante dando un chiaro segnale ai suoi competitor. Dunque, il Napoli ad Ancelotti. Un titolone non da poco per gli amanti del calcio. Carletto eredita una squadra che ha perso il titolo solo per un errore di Orsato e il Var in Inter-Juventus. Ci sono elementi molto forti che possono continuare a fare bene. L’allenatore di Reggiolo ha chiamato quasi tutti per dirgli di rimanere per fare le cose in grande. Tutti sono rimasti contenti della telefonata. Dopo il match con il Crotone sembrava dover esserci un fuggi fuggi generale. A partire da Sarri. Nessuno dei big sarebbe voluto rimanere. Ma quando il 23 maggio De Laurentiis ha fatto il fenomeno prendendo sir Carletto è cambiata tutta la scena. Adesso sì che si fa sul serio. Non che prima si scherzasse ma al Napoli è arrivato un allenatore che sa come si vince. Non deve chiedere consigli a nessuno. E se ha accettato questa rosa significa che sa di poter battere la Juventus. E magari fare bene anche in Champions. 

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