Lunedì 17 Dicembre 2018 - 16:07

Il diritto ad armarsi, un grande imbroglio

Opinionista: 

Pasquale Mastrangelo

In modo provocatorio, Vittorio Feltri ha twittato che "il diritto alla difesa" in questa Italia di finti intellettuali e liberisti gratuiti, non ha parità col "diritto all'offesa", scatenando la canèa rabbiosa degli adepti del suo pensiero ormai illuminato solo da lampi aterosclerotici. Anche noi abbiamo spesso criticato pseudointellettuali e liberisti con la tessera di qualche partito scomparso, ma non dimentichiamo mai che questo è un Paese nato e fondato sul diritto costituzionale di ogni suo cittadino e sul dovere dello Stato di proteggere tale inalienabile diritto. Purtroppo, l'ideale dei padri fondatori, col passare del tempo, è stato disatteso, svilito, ribaltato dai loro stessi "discendenti politici" che, in poco più di mezzo secolo sono riusciti, per usare un termine dantesco, a far della "res pubblica" una "cloaca", alimentando con la propria incapacità la sfiducia crescente ed astiosa degli italiani. In effetti, costoro sono divenuti "padri fondatori" dello scompiglio istituzionale e governativo, di una rovinosa decadenza dell'azione e pensiero politico, lasciando campo aperto, negli ultimi 25 anni, agli ignoranti, certificati e garantiti anche da Feltri e compagnia. L'atto finale di tale marcia trionfale del pressapochismo idiota e muscolare si è consumato con l'approvazione del "decreto sicurezza", che tutto garantirà ai cittadini, tranne la giustizia. Nell'eterna battaglia fra garantisti e giustizialisti, ci schieriamo senza tentennamenti, per uno Stato che offra al cittadino la certezza della pena e la piena efficacia derivante dalla sua corretta applicazione, una difesa certa non solo contro ladri, rapinatori e malversatori nel nostro "privato", ma anche nel "pubblico", autentico stagno maleodorante, infestante l'ambiente quotidiano della nostra esistenza. Siamo tutti un po' bastardi dentro, quando non siamo colpiti nei nostri interessi o nella sfera dei nostri sentimenti. Nella falsa convinzione di salvaguardare la nostra ipocrita "privacy", voltiamo lo sguardo altrove, al massimo pronunciamo un commento compiaciuto di rimprovero od un distratto sentimento di solidarietà. Adeguiamo il nostro pensiero all'esigenza di ottenere un governo forte - solo di facciata - un atteggiamento maschio con gli interlocutori esterni e un comportamento rassicurante nei nostri confini, capace di mettere a tacere le spinte "fuorvianti" del pensiero troppo liberistico, del buonismo addirittura immorale, che "sta rovinando l'Italia, in una persecuzione mediatica di questo governo"... di matti ed incompetenti...e di finta legalità! Gli esempi subdoli dell'uomo forte, ad arte, si sprecano. La Jugoslavia di Tito, l'Iraq di Saddam Hussein, la Libia di Gheddafi, l'amarcord del duce da operetta: quale miglior viatico per tenere sotto controllo un popolo di imbroglioni, menefreghisti, di tribù divise da secolari faide etniche e dal rancore mai sopito dei "conquistati" contro i "predatori? Il suono evocato per sollecitare il nostro consenso è monocorde e antico. Distoglie la nostra attenzione da una logica constatazione: lo Stato imbelle e debitore demanda la propria funzione "super partes" all'ondivaga e incontrollabile attuazione della giustizia "fai da te". Di fatto, è la sconfitta della magistratura, imbrigliatasi in legami contorti, in paludi interpretative del diritto, incapace di distinguersi ed "isolarsi" dal contagio mortale del potere politico, per annullarsi nella sua stessa faziosità. Così i sanfedisti alla Salvini e alla Lorenzo Fontana hanno buon gioco. Eppure la malavita organizzata, le "stese" quotidiane, le discariche venefiche, il bullismo scolastico e il femminicidio producono mille volte in più morti di furti e rapine, ma sembrano "normali effetti collaterali" nella nostra totale indifferenza. Accettare per assurdo che la libertà "non è" un diritto di tutti, perciò l'indifeso deve reagire impugnando un'arma, risulta il più grande imbroglio corruttivo. Sarà scontato, sin dai banchi scolastici, rispondere alla prepotenza, con eguale violenza. Poi i delinquenti si "cauteleranno" e per sicurezza i bravi cittadini acquisiranno dimestichezza con le armi, magari già in età scolare... giusto per una piccola strage punitiva, se qualche compagno ti ha dato del "frocio" o ha offeso la tua squadra del cuore! Sarà un Belpaese di sceriffi e vigilantes, con il suo Far West autoctono, un "cappio" per amico e tanti saluti al Diritto.  

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