Venerdì 24 Novembre 2017 - 12:19

Il Nord gioca alle 3 carte e pagano i bimbi del Sud

Opinionista: 

Giovanni Lepre*

Napoli ha perso anche il primato del gioco delle tre carte. Sapete? Quello che, fino a pochi anni fa si praticava “alla Ferrovia”, alias Garibaldi Square. Carta destra, carta sinistra, dove ho messo quella giusta? Il “provincialotto” di turno, spesso l’occasionale visitatore proveniente dalla Padania, finiva per essere fregato e ci rimetteva qualche deca. Niente! Non siamo più bravi neppure in quello! Come? Mi state dicendo che è meglio così, che stiamo diventando più onesti, più civili? Sarei anche d’accordo, ma a patto che non avessimo scambiato i ruoli e non avessimo indossato, noi, i panni del tonto della situazione. La cosa, invece, sembra andare proprio così, con il Nord che, fattosi furbo, distribuisce le carte. Con danni enormi per il Meridione. L’ultima puntata riguarda la distribuzione dei fondi per i nuovi asili. Lo scorso 2 ottobre il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca aveva presentato un progetto per il riparto di 209 milioni di euro a sostegno del nuovo sistema integrato di istruzione da 0 a 6 anni, previsto dalla discussa legge sulla Buona Scuola. Al Mezzogiorno, complessivamente, ne sarebbero toccati più di 66 e mezzo. Il progetto del Miur, posto all’attenzione di Regioni, Comuni e Province, ha sortito il seguente effetto: alla Conferenza unificata di giovedì 2 novembre le risorse per il Sud sono state drasticamente ridotte a meno di 54 milioni. Tredici milioni spariti grazie all’introduzione di un indicatore di calcolo graditissimo ai settentrionali: il 50% del riparto è avvenuto “in proporzione al numero di iscritti ai nidi”. Che, come noto, vista la gravissima carenza di strutture meridionali, sono in larga maggioranza presenti nel Centro-Nord. La figura dei “provincialotti”, nella fattispecie, l’hanno fatta i rappresentanti di Regioni ed enti locali del Mezzogiorno, che hanno consentito che si distribuissero le risorse sulla base degli iscritti ai nidi (0-3 anni), più ancora che sulla effettiva consistenza del target in questione (bimbi da 0 a 6 anni). L’iniquità dell’operazione è attestata da un semplice confronto. Per ogni bambino sono stati assegnati 78 euro al Centro-Nord, 51 al Sud. Il riequilibrio territoriale, con questi sistemi e con questi uomini, è destinato a restare un argomento da salotto. Nella realtà, si procede in direzione opposta, discriminando perfino gli innocenti, già penalizzati da un deficit storico di strutture. Gli amministratori meridionali hanno da obiettare qualcosa, o gli va davvero bene così?  

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