Sabato 20 Ottobre 2018 - 23:44

Il saloon del Chiatamone

Opinionista: 

Pietro Lignola

Cari amici lettori, oggi sono costretto a dividere in due la mia chiacchierata settimanale, perché due sono gli accadimenti più gravi: uno lontano e l’altro vicino. Quello lontano, ovviamente, non è il trionfo di Orban
in Ungheria, che infastidisce soltanto globalisti e integralisti europei. È ancora una volta la Siria a destare preoccupazione. La guerra siriana ha compiuto da poco (il 15 marzo) il settimo anno: essa, scartando le menzogne della grande stampa asservita alla propaganda padronale, fu scatenata dagli Usa per motivi attinenti ai collegamenti petroliferi. Furono gli americani a ispirare le sollevazioni contro Assad, sfociate in un conflitto armato nel quale quasi tutti i combattenti non sono siriani. La propaganda padronale combatte la sua guerra psicologica prendendo per oro colato quanto divulgato dal c.d. “Osservatorio siriano per i diritti umani”, gestito a Londra dall’esule Rami Abdul Rahman, da sempre ostile a governo di Assad. Così periodicamente il governo siriano è accusato di impiegare armi chimiche contro i ribelli. La verità è, probabilmente, che entrambe le parti belligeranti ne facciano uso. Quel che è certo, però, è che le accuse, che dovrebbero giustificare attacchi al territorio siriano, alcune volte sono risultate prive di fondamento, come le invenzioni di Blair che portarono all’invasione dell’Iraq. Ora un primo attacco alla base siriana T4 di Homs è stato condotto dagli aerei israeliani. Israele non è nuovo agli attacchi in territorio siriano, in passato giustificati con il pericolo di Hezbollah attivo alla frontiera. Poi ci sono le navi Usa in navigazione nel Mediterraneo orientale. Un cacciatorpediniere, dotato di missili a lungo raggio, è stato ripetutamente sorvolato da aerei russi a bassa quota. Molto rumore per nulla, direbbe Shakespeare. Io dico che rischiare la terza guerra mondiale per un ennesimo impiego di armi chimiche, che potrebbe essere un’altra fake new dopo le non provate accuse degli inglesi per l’avvelenamento della spia, è, questo sì, veramente criminale. Ancor più pazzesco appare questo bailamme, mentre nessuno parla di quello che sta avvenendo in Yemen. Torniamo a casa nostra per un’altra guerra, anche questa in corso da tempo. Io credo che il centro di Napoli non abbia visto, nemmeno durante le molte guerre che, fin dall’antichità, sono passate da queste parti, una così prolungata violenza. La sparatoria all’impazzata del Chiatamone, diversa ma omogenea rispetto a quella, abbastanza recente, dei baretti, è l’ultimo episodio che spaventa una città ormai abbandonata e indifesa. Non si tratta più soltanto delle pur inquietanti e inaccettabili “stese” che mettevano sì a rischio l’incolumità degli innocenti passanti, ma restavano faccende interne ai gruppi criminali. Qui confluiscono due fenomeni estremamente negativi, due gravi carenze, una relativa all’educazione e l’altra all’ordine pubblico. Dobbiamo ripetere che l’ineducazione diffusa nasce dalla distruzione delle due istituzioni preposte all’educazione, cioè la famiglia e la scuola? Siamo tutti colpevoli, perché portiamo i cani a passeggio senza rimuoverne gli escrementi, gettiamo i rifiuti per strada, pratichiamo il parcheggio selvaggio e infastidiamo i vicini con rumori molesti. Faccio degli esempi, ovviamente, perché i comportamenti incivili sono innumerevoli e svariatissimi. Colpa del popolo, allora. Non dimentichiamo, tuttavia, che gli antichi, molto più saggi di noi, ritenevano che il popolo avesse bisogno sì, di farine e di feste, ma anche di forca. L’apparato politico-amministrativo, che ci affama con le tasse e ci dà sempre meno in cambio, è del tutto carente sia sul piano educativo sia su quello repressivo. La scuola italiana, cui un tempo accorrevano gli studenti stranieri, è regredita al livello dei più incolti fra i paesi emergenti. Nelle scuole la disciplina è stata abolita e nessuno difende gli insegnanti dalle aggressioni, fisiche e legali, di alunni e genitori. La famiglia, già defedata dal lavoro femminile, sta scomparendo per l’abolizione dei sessi: cosa può insegnare più ai bambini, figli ormai di un utero in affitto e di due padri o due madri? Sempre che questi bimbi non debbano assistere a un uxoricidio o addirittura restarne vittime! E chi difende più le forze dell’ordine, che troppo spesso vengono criminalizzate per aver compiuto il loro dovere? A Napoli abbiamo un record d’incapacità della pubblica amministrazione, che lascia le strade in balia della camorra e dei suoi guardamacchine, abolisce il trasporto pubblico, crea zone pedonali per lasciarle in balia di vu’ cumprà e di bande giovanili e infantili. In questo caos possiamo meravigliarci che un tizio, derubato del veicolo, si metta a sparare all’impazzata? Il guaio è che non siamo tornati al Far West: lì c’erano sceriffi e giudici che non scherzavano e, soprattutto, non c’era un tessuto urbano impazzito. Per piacere, prendetevi De Magistris e ridateci John Wayne!

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