Martedì 16 Ottobre 2018 - 18:25

Il segnale positivo da 51 aziende campane

Opinionista: 

Giovanni Lepre*

Il progetto Elite di Borsa Italiana accompagna le Pmi in un processo di trasformazione che le renda appetibili per l’ingresso di capitali nazionali e internazionali e apra la strada, volendo, anche a una possibile quotazione. Il fatto che siano campane ben 51 delle 530 imprese italiane che hanno aderito a Elite è un segnale importante. Per mettersi in gioco in questi circuiti occorre infatti avere i conti in ordine, rifuggire il sommerso, la tentazione di nascondere magagne aziendali sotto strati di polvere, manipolando i bilanci. La tracciabilità di un’impresa non è funzionale soltanto all’amministrazione finanziaria, che in tal modo se ne assicura la puntualità negli adempimenti fiscali. C’è un risvolto positivo, l’altra faccia della medaglia, che può costituire il presupposto per una strategia di successo. Chi si apre ai mercati, anche a quelli finanziari, determina le condizioni per nuove alleanze e amplia l’orizzonte delle sue negoziazioni. Se sei leggibile, diventi più credibile e quindi puoi allargare il novero dei potenziali contraenti, anche e soprattutto oltre i confini nazionali. Non solo. La trasparenza dei conti consente di utilizzare strumenti agevolativi che altrimenti risultano preclusi, proprio perché accessibili soltanto a chi è in possesso di determinati requisiti. Il segnale che lancia l’impresa campana con Elite è confortante, perché indica la crescita ulteriore di un’economia sana, che, innescando sviluppo, rappresenta il migliore deterrente contro quell’area grigia dove non è facile distinguere tra riciclaggio di capitali derivanti da attività criminose e semplici inadempienze originate o favorite da oneri fiscali esorbitanti e da incagli burocratici. Bisogna sostenere gli operatori economici che fanno parte del secondo gruppo ed emarginare quelli legati alla malavita. E il miglior modo per centrare l’obiettivo è promuovere politiche di sviluppo imprenditoriale che consolidino il tessuto produttivo, aiutandolo indirettamente a cogliere opportunità come Elite. Le 51 aziende campane aderenti al progetto, in tal senso, potrebbero essere le battipista di una rivoluzione economica virtuosa, attraverso la quale la regione, come altre aree del Sud, possa modificare in meglio tratti strutturali della sua economia in direzione della modernizzazione e dell’internazionalizzazione. Che comporta anche apertura delle imprese familiari alla gestione manageriale e al capitale esterno, provenga dalla borsa o da partnership qualificate.

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