Mercoledì 23 Gennaio 2019 - 23:08

La “mission” del San Carlo ancora ignorata dai privati

Opinionista: 

Franco Bianco

Caro Direttore, tempo fa fui ospitato dal Suo autorevole giornale per un commento sulla rappresentazione dell’opera di Mozart “Così fan tutte”, direttore il prestigioso Riccardo Muti, nostro concittadino. Rilevai Come a me sembrasse eccessivo aver messo in vendita i biglietti per le poltrone “esclusive” della prima serata a 1.200 euro. Rilevai anche come fosse preziosa l’opera intrapresa dalla responsabile relazioni esterne-marketing, Emmanuela Spedaliere per incentivare gli imprenditori locali, gli Istituti di Credito, le Associazioni Camerali e no, ed anche i privati che avessero la fortuna di poterlo fare, di accedere alla buona legge del precedente ministro alla cultura, Dario Franceschini, nota come “Art Bonus”. Si tratta, in sostanza, di una legge che permette ai cosiddetti “mecenati” di poter effettuare erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale, compreso le fondazioni liricosinfoniche. A fronte dell’erogazione, si acquisisce un credito di imposta verso il fisco pari al 65% della somma erogata. In pratica, chi versa mille euro per le tipologie previste dalla legge, in realtà ne esborsa 350, perché i restanti 650 euro vengono in pratica versati dallo Stato, sotto forma di “bonifico” al “mecenate”. Come al solito, però, in Italia siamo ancora nella fase di poca conoscenza della legge, datata 2014; bisogna fare sforzi di propaganda e conoscenza per farla conoscere e, soprattutto spiegarla nei suoi particolari. In Francia, ad esempio, sono avanti di 15 anni e funziona benissimo, come in altri Paesi d’Europa o oltreoceano. Ed ecco perché ho elogiato la “mission” del San Carlo di far conoscere questa legge anche ai singoli cittadini in grado di elargire anche una piccola somma per finanziare un progetto culturale. Emblematica è l’iniziativa presa da due sposi di Perugia, che hanno messo nella loro “lista di nozze” una colletta per il restauro della fontana di via Maestà delle Volte, luogo in cui si sono conosciuti la prima volta: hanno raccolto 25mila euro; a loro rimarrà il 65% per il viaggio di nozze, ma la Fontana avrà tutti i 25mila euro! La fantasia e l’amore per l’arte superano ogni immaginazione! E vengo alla conclusione, Direttore, dopo aver letto che la Camera di Commercio di Napoli ha ritirato il suo contributo al nostro San Carlo, massima espressione della nostra cultura, teatro più antico d’Europa e più bello del mondo! Se paragono le cifre che sono devolute dai privati (ma anche il Mibact fa la sua parte “sparagnina”!) per le opere culturali, mi vergogno di essere stato (ed ancora lo sono, purtroppo”!) un “paladino” del Sud, della nostra storia millenaria, della nostra cultura che affonda radici alle falde del mondo civile, della nostra intelligenza, e tanto altro ancora. Leggendo i dati del Ministero dei Beni Culturali, la Lombardia ha raccolto nel 2017 dai privati 78 milioni di euro; il Veneto 30 milioni; il Piemonte, 28 milioni; l’Emilia Romagna 24 milioni; 24 milioni pure la Toscana. Scendendo, però, più giù, in Italia, il divario diventa insopportabile: il Lazio, ricchissimo di beni culturali ha realizzato 8 milioni di euro; la Campania, che ha 1/3 dei beni culturali d’Italia, appena 1 milione di euro (!) ; per non parlare della Sicilia, dove la civiltà presocratica si sviluppò più dfi tutte le altre civiltà, che ha raccolto la miseria di 270mila euro! È la dimostrazione delle diseguaglianze economiche tra Nord e Sud, si dirà: facile demagogia! Non posso pensare che in Campania siamo indietro 77 volte rispetto alla Lombardia; 29 volte rispetto al Veneto, o 27 volte rispetto al Piemonte! Né posso pensare che la Sicilia, dove i cosiddetti “deputati” della Regione guadagnano oltre 12.mila per la funzione dei privati a favore dell’arte. Salutai con piacere l’iniziativa del San Carlo, che con due donne eccezionali, la Sovrintendente dott.ssa Purchia, e la già citata responsabile del marketing dott.ssa Spedaliere, e un’ottima organizzazione amministrativa, ha messo in atto un progetto previsto dalla legge Franceschini , il cosiddetto “fundraising”, che letteralmente significa “raccolta fondi per un progetto, un’istituzione o un’organizzazione”. Il San Carlo lo ha fatto: molti Istituti privati, non di origine campana, hanno aderito; la Camera di Commercio di Napoli, invece, addirittura cancella il finanziamento che per anni ha devoluto al nostro “Massimo”! Com’è vero che la nostra “condanna” per essere nati e vissuti nella terra più bella del mondo, è il limite di non andare oltre lo sguardo del nostro mare o di non travalicare le nostre verdi montagne.

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