Sabato 16 Febbraio 2019 - 14:35

La crisi venezuelana, dalle stelle alle stalle

Opinionista: 

Pietro Lignola

Cari amici lettori, io non sono un esperto di diritto internazionale e tanto meno di politica internazionale, ma oggi v’intratterrò sulla crisi venezuelana. Posso permettermelo, perché al giorno d’oggi solo chi è particolarmente incompetente può permettersi di commentare e giudicare, quando non è chiamato a governare. Mi basterà, quindi, quel gruzzoletto di buon senso che ho accumulato negli anni per condannare i nostri politicanti da strapazzo. Il Venezuela, dunque. Un paese ricco, con riserve di petrolio maggiori di quelle saudite, nel quale oltre un milione di nostri connazionali (ivi compresi i migranti di seconda generazione) vivevano felicemente fino a qualche anno fa. Poi arrivarono i rossi. Prima Hugo Chávez, salito al potere nel 1999 e rimastovi fino alla sua morte, avvenuta nel 2013 per una neoplasia. Lo chavismo (il correttore automatico mi suggerisce schiavismo, ma è solo un'assonanza), commistione di marxismo, socialismo terzomondista d'ispirazione guevarista e castrista, teologia della liberazione, nazionalismo di sinistra e bolivarismo, è l’ideologia da lui introdotta, che portò a una forte conflittualità con gli Stati Uniti e a un principio di crisi economica. Poi Nicolas Maduro, erede designato di Chávez. Come tutti gli eredi, ha provato a imitare il de cuius, senza esserne capace. La crisi è precipitata, l’inflazione ha fatto rimpiangere la repubblica di Weimar, le carenze di generi alimentari, di farmaci e di beni di prima necessità sono state paragonate alla Grande carestia cinese, la repressione è quasi ai livelli della Cambogia sotto Pol Pot, la popolazione è in rivolta da quattro anni, il dieci per cento della popolazione è fuggito all’estero. Contro il regime non c’è soltanto l’America di Trump, che indubbiamente ha interessi economici alla caduta del regime, ma anche la quasi totalità degli altri stati americani ed europei. Io, nella mia ignoranza, sono convinto che per i venezuelani sarebbe un bene che Maduro fosse costretto a lasciare. Putin sostiene Maduro e così la Cina, Erdogan e gli ayatollah: ma questa non è una buona ragione perché i venezuelani debbano soffrire. Soffrire, soffrono. Non ho dati dell’ultimo anno, ma “L'annuale Indagine sulle condizioni di vita del Venezuela (Encovi) di tre università ha rilevato che quasi il 75% della popolazione ha dichiarato di aver perso una media di almeno 8,7 kg di peso a causa di una mancanza di alimentazione corretta nel 2016 e il 64% ha dichiarato di aver perso 11 kg (24 libbre) nel 2017 (Wikipedia). Criminale è stato, ed io l’ho sempre sostenuto, l’intervento statunitense, europeo e sunnita per abbattere il regime legale di Assad in Siria; ma ugualmente criminale mi sembra l’invio di mercenari russi per sostenere il regime non troppo legale di Maduro. Il mio ignorante buonsenso mi suggerisce che il primo bene da tutelare è la sopravvivenza dei popoli. Come ho detto, tutte le potenze occidentali (Usa, UK, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Cile, etc.) sono per il cambio di governo, essendo pronto il ricambio con un altro personaggio sostenuto dalla maggioranza della popolazione. Due sono le rilevanti eccezioni. Alla prima ho già accennato. Papa Francesco, al contrario di tutto il clero venezuelano, sostiene Maduro. Conte e i Cinquestelle anche. L’Italia è stata, nell’Unione Europea, il Paese che ha fatto mancare l’unanimità alla mozione che sosteneva Guaidó. Alla faccia degli italiani del Venezuela e dei venezuelani di seconda generazione. Una volta tanto, Salvini e Mattarella si sono trovati d’accordo nel deplorare l’accaduto. Non basta. La diplomazia italiana va cambiata: quest’ultima trovata, dopo le mozioni contro Israele e altre piacevolezze dei funzionari che parlano a nome nostro all’estero, non si può proprio sopportare. Salvini deve darsi una mossa: se continua così a sopportare le idiozie dei grillini (i quali, dopo l’ultima uscita di Grillo, appaiono più realisti del re), perderà i voti degli italiani, cominciando dal mio. Un governo che rischia di perdere i fondi europei della Tav, se non cadrà in tempo, rischia di avviarsi sulla strada del Venezuela. Cosa han fatto di male i nostri figli e nipoti per meritarlo? Alcuni di loro avranno votato Fico, è vero. Noi, ora che dalle Cinquestelle stanno per arrivare alle cinque stalle, invochiamo però il Signore: perdona loro, perché non sapevano quel che facevano!

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno