Sabato 16 Febbraio 2019 - 15:00

La nuova strategia di Papa Francesco

Opinionista: 

Pasquale Mastrangelo

Ci sono ancora segreti inconfessabili fra le mura del Vaticano? Resiste un pervicace e iniquo settarismo elitario fra le schiere dei porporati, che tende a preservare il silenzio e l'insabbiamento per quanto di abominevole accade tuttora nelle diocesi di tutto il mondo? Purtroppo sì. Al di là di documentari e inchieste di alcuni commentatori esteri, come "Sex crimes and the Vatican" del 2006 della Bbc, che riprendeva i risultati di una commissione americana, e della netta posizione del cardinale Muller sul ruolo centrale dell'omosessualità nella crisi degli abusi su minori, bisogna riconoscere che la diffusione mediatica non è così eclatante e puntuale in Italia. Abbiamo assistito più ad "un'informazione eco" che frutto di commenti originali. Vari sono i motivi per tale comportamento. Uno certamente è il persistere di un'oscura connessione fra alcuni organi d'informazione ed il potere "temporale" che molti alti prelati ancora rivestono nel nostro Paese. Va letto in tal senso lo spazio dato alle varie posizioni critiche, a volte "complottiste", di influenti porporati, e non sottovalutato lo strisciante compiacimento di molti sulle posizioni "reazionarie" xenofobe e sovraniste dell'attuale governo, nonostante smentite e dichiarazioni di "facciata" da parte di organi ecclesiastici come la Cei. Questo stato di cose ha indotto perfino il "rivoluzionario" Francesco a mutare la rotta frangiflutti dei suoi interventi. Il Papa sembra essersi arroccato nell'abitudine dei suoi predecessori, proseguendo lo "schema pastorale" dei viaggi in realtà difficili e controverse, adottando di fatto una strategia più accorta e "soft", più silenziosa, per portare avanti il proprio ideale di profondo rinnovamento della Chiesa. Siamo convinti, ad esempio, che in altri tempi il suo intervento sulla crisi venezuelana sarebbe stato più tranciante nei confronti di un dittatore che, senza e senza ma, sta affamando il proprio popolo, con un regime militare e antidemocratico. Avevamo scritto che la guerra vaticana non è affatto sopìta e che la posizione di Francesco è sul filo del rasoio ed è sorprendente constatare come le esternazioni dirompenti del Pontefice avvengano quasi sempre dinanzi alla stampa internazionale in aereo sulla via del ritorno. L'ultima riguardante la violenza psicologica e sessuale sulle suore e l'amara ammissione che, come per l'abuso sui minori, questa è ancora presente fra sacerdoti e alti prelati. Ma, a parte la cronaca del momento, non trapela altro, la notizia già sfuma nelle nebbie: un tacito accordo di riduzione alla "normalità" di notizie su quanto avviene in Vaticano. Vengono sminuiti i continui cambi di vertici ecclesiastici, di prepensionamenti autorevoli, di sospensioni dal ministero di alti prelati. Soltanto dalla viva voce di Papa Francesco, appunto, apprendiamo che già Benedetto XVI aveva "sciolto" congregazioni come quella dei Legionari di Cristo e sospeso il suo fondatore Marcial Maciel, pedofilo, abusatore di donne e tossicomane, o della comunità di St. Jean, disciolta nel 2013 per reiterati scandali sessuali. Perfino i richiami alla politica sul tema dei migranti, rivolti ad un'Italia provata dall'emigrazione del primo '900, hanno toni concilianti rispetto a Pantelleria, più "ecumenici". Alla vigilia della conferenza "Abusi sessuali sui minori", che si terrà dal 21 al 24 febbraio 2019, il Papa non emette anatemi e condanne in chiaro, ma detta le linee guida inderogabili per uscire fuori dal pantano melmoso che invischia la Chiesa e lega la vergogna dell'abuso sulle suore al tema esecrando del femminicidio. Nessun passo indietro, ma un invito ad una presa di coscienza, ad un ritorno allo spirito evangelico del Cristianesimo: una diversa strategia, che auspica un confronto per evitare ulteriori traumi dolorosi e la persistente sfiducia nella missione della Chiesa. Ha accettato il guanto di sfida lanciato dai suoi nemici interni, con il suo neofrancescanesimo permeato dal rigore ideologico gesuita risponde pacato ma saldo nei propositi su ogni questione. Rintuzza le accuse di presunte coperture sui misfatti dei prelati, dà un volto alle iniquità degli abusi, in Irlanda, negli Stati Uniti, in India. Ammonisce il mondo sul tema della pedofilia, del femminicidio, dei soprusi derivanti dal potere e falsi concetti prevaricanti e cosi, al contempo introduce le accuse alla Chiesa nel dibattito più ampio della disumanizzazione dei nostri tempi. 

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