Giovedì 13 Dicembre 2018 - 18:34

Ma l’immigrazione è anche business

Opinionista: 

Carmine Ippolito

Famiglia cristiana ha dedicato una singolare copertina al ministro Salvini, campeggiata dall’imprecazione antisatanica “Vade Retro”. L'azione del ministro dell'interno, leader della Lega, viene considerata dal settimanale cattolico come ispirata addirittura dall'antiCristo. L'attacco di Famiglia Cristiana alle politiche di contenimento dell'invasione migratorie, assunte di recente dal Governo Legastellato, è forte, ma l'informazione non è completa. Il settimanale dovrebbe meglio chiarire di essere, sulla questione tutt'altro, che osservatore imparziale. I suoi non copiosi lettori dovrebbero disporre anche di altri dati per comprendere da che pulpito viene l'accorata predica. La Chiesa, come preconizzava il Cardinale Biffi, ha ormai ridotto la militanza di fede ad azione culturale ed impegno umanitario. Le diocesi tengono tanto all’accoglienza anche perché buona parte dei disperati che approdano in Italia vengono presi in carico dalla Caritas. Sarebbe stato corretto se Famiglia Cristiana avesse bene informato i suoi lettori che la caritatevole attività umanitaria non è dovuta esclusivamente allo slancio missionario, e neppure affidata unicamente ai benefici della divina Provvidenza. Vero è che l’entità dei contributi statali, percepiti dalla Caritas ogni anno per la gestione delle strutture di accoglienza, è considerevole. L'immigrazione non è soltanto anelito missionario, ma anche business. E gli affari sono affari anche per coloro che vestono l’abito talare. Pecunia non olet, anche a Santa Marta. In tali attività giammai, infatti, vengono "evangelicamente" impiegati, o riconvertiti, beni di cui la Chiesa copiosamente dispone nel suo immenso patrimonio. E sebbene si tratti di spese improduttive, che andrebbero drasticamente tagliate in tempi di crisi dei debiti sovrani, non si lesina l’elargizione di fondi pubblici a tali voci di spesa, di cui è sempre onerato il cittadino contribuente. I tagli vengono invece, progressivamente, praticati in bilancio al funzionamento di altri servizi pubblici essenziali come Previdenza, Sanità, sicurezza, giustizia e trasporti. E tanto è noto anche a Famiglia Cristiana. Il settimanale delle Edizioni Paoline si è guardato bene però dal lanciare anatemi all’indirizzo dei Governi che hanno tagliato la spesa pubblica, succubi ai diktat di tutti gli organismi sovranazionali. La copertina con la quale Famiglia Cristiana pratica la reductio a Satana di Salvini assume il significato di un ammonimento ad orologeria. A settembre si metterà mano al Def propedeutico all’elaborazione della legge finanziaria: visti gli orientamenti dell’attuale esecutivo populista, che sembra volere tenere fede al mandato ricevuto dagli elettori, sono concrete le aspettative non solo di tagli all'accoglienza, ma anche ai contributi per l'editoria che stanno particolarmente a cuore alla componente pentastellata. Non conosco affezionati lettori di Avvenire, Famiglia Cristiana e Civiltà Cattolica. In mancanza delle generose elargizioni pubbliche, chi manterrà in piedi questi carrozzoni? Chi sentirà la mancanza di tali pubblicazioni qualora dovessero sparire dal panorama editoriale? Dalle loro colonne continuano a mistificare la realtà. Ripetono ossessivamente, come un mantra, solo che dobbiamo spalancare le frontiere e distruggere i muri, citando allo sfinimento il messaggio evangelico: “Ero straniero e mi avete accolto”. Ma in Italia non vi è il pericolo di instaurazione di regimi segregazionisti. Ed è una palese falsificazione della realtà ridurre al concetto di accoglienza dello straniero le ondate migratorie che si susseguono nel nostro paese da oltre venti anni. Si tratta infatti di meccanismi fondati sul saccheggio dei paesi africani che vengono svuotati di giovani, costretti ad emigrare in quanto mantenuti nella povertà più assoluta da classi dominanti corrotte ed asservite alle umanitarissime e democratiche superpotenze occidentali. Ma questo Famiglia Cristiana non lo racconta. Attendiamo adesso un'altra copertina antisatanica che il settimanale cattolico, più opportunamente, vorrà finalmente dedicare a quei non rari pederasti in abito talare che, sempre e solo per slancio umanitario, alzano le loro immonde mani sui più piccoli. Sull’argomento potrebbero utilizzare, come sequel, sempre il medesimo titolo “Vade Retro”. L’anticristo, stavolta, non si sentirebbe inopportunamente chiamato in causa. Il sottotitolo di tale interessante edizione sarebbe d’obbligo “l’abito non fa il monaco”.

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