Martedì 13 Novembre 2018 - 6:07

Nuovi Orizzonti: Lavoro, Giustizia e Immigrazione

Opinionista: 

Salvatore Sannino*

Gentile Direttore, ho letto con attenzione gli interventi e lo spazio che il suo giornale sta concedendo alla discussione che si apre nel centrosinistra. Discussione che non serve alla sinistra contro la destra o alla destra contro i cosiddetti movimenti “populisti”. Serve a tutti, per costruire una società compiuta, più matura, colta e, quindi, meglio attrezzata per affrontare i grandi temi che abbiamo di fronte. Ho letto con particolare attenzione gli interventi di Felice Jossa, presidente di Nuovi Orizzonti, associazione nata di recente, della quale faccio parte insieme a tanti altri, che si prefigge l’alto compito di rappresentare un “luogo neutrale e di tutti, un tavolo aperto con la prospettiva di ricostruire unità, trovando il filo che unisce e non il nodo che divide” come ha scritto Michela Rostan, anche lei membro dell’associazione oltre che Vice Presidente della Commissione Sanità della Camera. Mi pare il tutto assolutamente condivisibile, compreso il giudizio, positivo, espresso dallo stesso Jossa sul lavoro svolto sino ad ora dalla giunta regionale. La Regione Campania ha messo mano ad una serie interminabili di grandi temi, diventando quella con la maggiore crescita in Italia, pur partendo con il gap del Commissariamento della Sanità, delle balle a Giugliano e dei conti che non quadravano. A molto altro è stato dato una risposta ed una soluzione. Perlomeno un avvio. La valorizzazione di tutto ciò può essere un serio punto di partenza per il centro sinistra. Tuttavia per un’area politica che ha fatto la storia di questo Paese ed in modo particolare di questa Regione, presentarsi al vaglio elettorale solo con biglietto di sana amministrazione può essere rischioso! Occorre mettere mano ad una proposta politica che indichi l’orizzonte al quale guardare per ritornare a credere nel futuro come occasione e non come angoscia. Lavoro, Giustizia ed Immigrazione sono i tre temi dai quali non si può sfuggire. Il lavoro prima di ogni cosa. Deve essere chiaro che il detto “dalla culla alla bara” non può più esistere. Lo Stato non dispone più di queste risorse. È bene ricordarlo agli statalisti dell’ultima ora. Le privatizzazioni sono nate per questo. Ciò che non deve mancare è un serio, assiduo e qualificato controllo dello Stato. Ci pensino bene prima di nazionalizzare tutto! Ma se le risorse scarseggiano perché non aprire una forte discussione in Europa per una nuova linea di finanziamento che punti direttamente alla lotta alla povertà? Forse questo sarebbe un modo per cambiare anche l’idea che i cittadini hanno di Europa! A tutte le persone che sopravvivono nel bisogno, occorre offrire una possibilità di scalata sociale e tornare a credere che domani sarà migliore del presente. Per l’immigrazione e con essa è connessa buona parte dell’idea di sicurezza, chi si ispira ai valori del Socialismo europeo e riformista non può esimersi dal guardare agli immigrati con solidarietà. Ma anche con rigore e una seria organizzazione. Evitando narrazioni troppo edulcorate che si scontrano con la realtà che tutti giorni vivono i cittadini. Non si può disconoscere il fatto che se un gruppo di disperati sbarcano nel nostro paese e vengono lasciati a sé stessi, molto probabilmente questi saranno linfa per la delinquenza. Per questo se si vuole cancellare l’idea tutta salviniana, che gli immigrati siano geneticamente delinquenti, come sino a qualche mese fa i meridionali erano strutturalmente sfaticati e puzzolenti, occorre scrivere in che modo si intende integrare queste persone e quale ipotesi di inserimento nella a nuova società si immagina, in modo da farne assorbire valori di convivenza armoniosa ed arricchire la nostra società delle culture che arrivano. In riferimento alla Giustizia lascerei le parola a tutti gli eventi luttuosi, falliti, di invadenza e spettacolarizzazione che si sono avuti negli ultimi 30 anni. Da questo, penso, il centrosinistra potrebbe partire, ed in Campania, mettendo a frutto il già citato lavoro della giunta regionale, rimettendo di nuovo al centro, ciò che ormai manca da decenni: la politica! Partendo dai partiti politici che non svolgono più l’azione a loro deputata, abbandonando i territori, dimenticando le difficoltà dei cittadini e non operando scelte chiare e lungimiranti. Passando per le associazioni culturali e del tempo libero, che devono riprendere ad essere sede di elaborazione e strategia; ed ancora, gli intellettuali, le organizzazioni sindacali, le Università. Ma come in tutte le cose, l’errore, se c’è, non può essere addossato ad una sola parte. Il primo che si deve impegnare maggiormente nella creazione di una politica condivisa deve essere il presidente della giunta regionale, primo esponente di tutto il centro sinistra e, quindi, con maggiori responsabilità rispetto ad altri. Manca, da questo punto di vista una seria organizzazione che possa arrivare a tutti gli attivisti dei territori della Campania, e se manca questo, manca il senso di appartenenza e di condivisione delle scelte, che è elemento indispensabile a chi crede, milita e vota centrosinistra. Se il leader del centrosinistra in Campania ci crede nel ruolo che la sua coalizione può ancora svolgere, deve costruire al più presto una squadra politica che coinvolga i partiti e vada oltre essi, attivando un nuovo percorso tutto politico completamente mancato sino a questo momento. Lo si deve fare presto e bene, perché giunga il messaggio dell’immane lavoro fatto, per far comprendere cosa ancora resta da fare, e, soprattutto, per fare capire che questo lavoro lo può are solo il centro sinistra. “Nuovi Orizzonti” farà la sua parte perché ciò avvenga, ma perché ciò si realizzi non può mancare il leader della coalizione e di una grande dose di buona volontà. Come diceva Pietro Nenni: «Fai tutto quello che puoi, accada ciò che deve accadere».

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