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È vero: il Napoli ha perso a Genova l’occasione per farsi primo in classifica ma sfrutto un assist di Hamsik per dire che sarà importante esser lassù fra venti giornate e che l’attuale posizione è ottima, in linea con il felice rinnovamento operato da Sarri. Genoa e Napoli sono stretti da commendevole amicizia ma quando giocano mettono in campo tutte le loro forze e sentimenti non permeati di tenerezza ma di sano agonismo. La testimonianza più vivida l’ha data Gasperini quando, afflitto dall’ennesimo infortunio, ha mandato in campo il napoletano Armando Izzo, anni ventitré e una grinta da guastatore, che ha cominciato a distribuire carezze a destra e a manca. Aiutando i gloriosi rossoblù a chiudere senza danni, anzi con un prezioso punto, la partita più “giocata” di una domenica che aveva proposto una goleada “lotitiana” rifilata dalla Fiorentina al Frosinone e una tripletta tanto rabbiosa quanto preziosa del Bologna alla distratta Atalanta di Edi Reja. Il campionato domenicale è ridotto a una comparsata un po’ triste anche per le tivù che hanno preteso spezzatini…di carne rossa effettivamente dannosa per la salute del calcio; che ormai mette in tavola i piatti più gustosi il sabato, tradizionalmente dato alla trippa. E dal sabato sera, spacciato per esotico gran ballo delle streghe, una lezione è venuta: la Roma debordante non ha avuto neanche l’idea di studiarsi le prestazioni di Handanovic, ultimamente non eccelse, mettendolo in condizione di parare tutto per far dire a Garcia «è stato il migliore in campo», una sciocchezza se i tuoi famosi bomber non sono riusciti a trovare come i fiorentini il suo punto debole e a batterlo; l’Inter mi ha letteralmente commosso, esibendo un onorevole catenaccio degno della mia giovinezza vissuta accanto a Rocco e Herrera e al loro più moderno emulo, quel Mourinho che però c’infilava un po’ di urticante fantasia; la Juve, come sempre feroce quando vede granata, ha ritrovato la sua anima guerriera e ha speso tutte le risorse di classe, intelligenza e cinismo per far suoi tre punti che l’aiuteranno a ritrovare la strada perduta. Il Napoli, bontà sua, resta il miglior prodotto di questo incertissimo epperciò godevole torneo, e tuttavia gli raccomanderei di rubare qualche idea e caratteristica ai suoi concorrenti, a due almeno: dall’Inter prenderei una disposizione difensiva più rocciosa e spregiudicata, dalla Juve la capacità di resistere ad ogni avversità, assenze volute o subite, infortuni e cali di forma. Direi dunque a Sarri di ritoccare con un po’ di modestia il bel gioco fascinoso del Napoli aggiungendogli un po’ di spirito combattente e di sana cattiveria. Per questo occorre avere una salute fisica ieri messa a dura prova dai genoani. Tutte le signore di vertice, Fiorentina in testa, hanno il diritto di sognare lo scudetto. Il Napoli guidato da Higuaìn ha il dovere di inseguirlo.