Domenica 16 Dicembre 2018 - 12:28

Ora serve trovare il modo per ridurre il gap con i bianconeri

Opinionista: 

Salvatore Caiazza

Tutto è bene quello che finisce bene. Il secondo ciclo di partite dell’era Ancelotti si è concluso con una vittoria. Si va in pausa con più serenità e con la consapevolezza di poter lottare su tutti i fronti. I tre punti con il Sassuolo erano fondamentali per non far scappare ulteriormente la Juventus e per non farsi aggangiare o superare da chi insegue. All’inizio sembrava tutto facile contro l’amico ed ex De Zerbi ma quando non si è capitalizzato al massimo si è rischiato addirittura il pareggio. Poi a mettere le cose a posto ci ha pensato il solito Insigne che con un tiro a giro dai suoi ha finalmente fatto capitolare di nuovo Consigli che contro il Napoli fa sempre il fenomeno. 2- 0, dunque, e ritorno alla vittoria in campionato dopo la sconfitta precedente in casa della capolista. A proposito di capolista. Se in Champions si è dimostrato di essere grandi con i grandi, vedi il successo netto contro il Liverpool. In Italia il distacco dalla Signora c’è e si vede. Non conoscono soste i bianconeri e nonostante i guai giudiziari, Cristiano Ronaldo sta risultando sempre fondamentale nelle vittorie. Sei, come detto, i punti di distacco. E se la corazzata di Allegri continua in questo modo è difficile raggiungerla. Ecco, quindi, che Ancelotti deve capire come fare per ridurre il gap da Max e i suoi uomini. Per onestà intellettuale, la differenza c’è. L’organico della Juve è nettamente più forte e il tutto è stato dimostrato nel confronto diretto del 29 settembre. Bisogna capire se avrà un calo fisiologico in corso d’opera e solo a quel punto il Napoli ne potrà approfittare. Di sicuro la scelta di Carletto di far giocare tutti sta pagando e può pagare anche in futuro. L’anno passato, a prescindere dai guai di Orsato in Inter- Juventus, gli azzurri di Sarri arrivarono stremati alla meta. Venne un momento dove la davanti Mertens camminava. Anche Callejon non era lo stesso. Solo Insigne contribuiva a tenere il passo scudetto. Adesso le cose sono cambiate. Giocano tutti ma con attenzione. Ci sono maxi turn over ma non per fare harakiri. «Non sono matto, se giocano tutti è perché meritano», ha chiosato Ancelotti. Che diventa sempre più leader dello spogliatoio e della piazza. Lo amano tutti. Ci ha messo davvero poco ad entrare nel cuore dei napoletani. Che erano abituati alle bellezze sarriane e quindi all’inizio avevano qualche titubanza. Carletto si è messo lì a tessere la tela del suo Napoli e ha fatto cambiare opinione nei suoi confronti. Tutti erano convinti che vinceva perché aveva sempre a disposizione dei campioni. Contro il Liverpool, però, ha confermato la sua forza mettendo alle corte i big dell’amico Klopp. È una certezza Ancelotti ma non c’erano dubbi. De Laurentiis sapeva di aver fatto la scelta giusta. D’altronde tranne che per Donadoni, il patron non ha mai sbagliato il nome per la sua panchina. Da Reja a Mazzarri passando per Benitez e Sarri fino ad arrivare a Carletto ha sempre indovinato il nome. Al San Paolo ormai non ci va più, c’è qualche parte del tifo che lo attacca ma quando arrivano i risultati tutto passa in secondo piano. Ora però bisogna trovare il modo per raggiungere la Juve. 

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