Giovedì 13 Dicembre 2018 - 19:55

Progetto Tav rivisto Il Sud ci guadagna

Opinionista: 

Pasquale Clemente

La decisione di rivedere il progetto della Tav Torino Lione è una ottima notizia per il Mezzogiorno; così come il blocco di una quantità davvero notevole di progetti inutili nella Padania, da venti anni oggetto unico degli investimenti pubblici in Italia. Il tracciato del treno alta velocità Torino Lione sarà oggetto di un rifacimento che consentirà di risparmiare circa due miliardi di euro. Si sono levati subito cori contro la decisione dei 5stelle, non c’è stato nessuno a spiegare che l’opera si farà ma avrà un tracciato meno dispendioso. Decisione saggia. Come saggio sarebbe proibire a città come Milano di affogare di nuovo in mezzo a un mare di denaro pubblico con le olimpiadi invernali, appalti e opere in mezzo alla pianura per la neve, visto che ci siamo mettiamo pure Napoli come candidata (levando di mezzo De Magistris, che ha problemi perfino con le Universiadi, che è quanto dire). La stampa e i tg Rai ovviamente hanno dato addosso ai cinquestelle sulla Tav, scrivendo un mare di fesserie sui risarcimenti eventuali (una cretinata, l’opera va completata ma vanno fatti tagli, quindi nessun risarcimento); oltretutto a suo tempo pur di fare l’opera l’Italia si accollò una percentuale di lavori enormi, la Francia mise sul tavolo una miseria. Insomma, tanti equivoci, tanta polvere per ingannare. L’hanno fatta gli stessi organi di informazione che hanno taciuto le vergogne del Mose, le paratie sulla Laguna veneta, mai andate in funzione, mai utilizzate (l’acqua alta esiste e aumenta) dieci miliardi di euro regalati alla Regione Veneto da spendere in tangenti, opere pubbliche inutili e totale spreco di denaro pubblico. È la politica della Lega: buttare soldi con una unica ratio: basta che ci sia il Nord di mezzo. Meno male che con i 5stelle la pacchia è finita; anche opere inutili come il gasdotto Tap in Puglia, che porta gas da Baku, e che vuole sfregiare il più bel tratto di mare d’Italia si prepara a essere eliminato, o per lo meno a cambiare tracciato (se arrivasse a Brindisi senza violentare Melendugno e Otranto già sarebbe un colpaccio). In ogni modo è salutare parlare di opere pubbliche dopo venti anni di totale assenza di investimenti sotto il Garigliano. Anzitutto per cercare di riequilibrare la direzione degli investimenti, da fare in maniera massiccia anche nel Sud, per lo meno per eliminare o ridurre due questioni di cui si parla tanto, ovvero disoccupazione e povertà, che al 90 per cento sono nel Mezzogiorno (ma nessuno lo accenna). Ci troviamo di fronte a uno snodo fondamentale, c’è una parte di paese priva di infrastrutture che vuole anche lavoro. Di Maio e la classe politica 5stelle hanno una occasione troppo ghiotta. Possono abbassare i tassi di disoccupazione del Mezzogiorno (ormai qui da noi il deserto demografico avanza, vanno tutti al Nord, tutti lasciano le nostre terre, le nostre città, le nostre campagne) e creare un sistema di opere che non faccia più del Mezzogiorno la parte arretrata del paese. Quali sono queste opere? Cosa si può fare per creare lavori che incidano sullo sviluppo? Una per tutte: l’aeroporto intercontinentale di Grazzanise. Una opera progettata 40 anni fa che le lobby di Fiumicino (Roma) e Linate/ Malpensa (Milano) hanno sempre bloccato. Senza questa opera il Mezzogiorno avrà sempre il 13% dei turisti stranieri in Italia (lo stesso tasso di Bolzano per intenderci) e quindi non potrà mai avere flussi di visitatori che facciano la differenza. Finalmente avremo un aeroporto decente, e oggi il traffico aereo macina tassi di crescita esagerati. Dappertutto. Si tratta di creare ventimila posti di lavoro in pochi anni, cinque Pomigliano a pieno regime. Inoltre l’area metropolitana di Napoli, la più grande d’Italia, non avrebbe più una infrastruttura, Capodichino, realizzata nel 1945 dagli americani, e visibilmente inadeguata. Certo, occorre superare l’ignoranza in temi di trasporti di due personaggi come De Luca e De Magistris, ma noi ci auguriamo che gente del genere sia spazzata via quanto prima, considerando i danni gravissimi che continuano a provocare, basti leggere solo le parole del ministro del Mezzogiorno Barbara Lezzi, che ha invitato i due a fare qualcosa in più del nulla.

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