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Keep calm. Manteniamo la calma. Ci può stare un pareggio contro un buon Genoa che ha fatto dell’intensità e della voglia di non perdere le sue armi migliori. L’appuntamento degli azzurri con il primato è solo rimandato. Al Napoli è mancato solo il gol a Marassi. Hai detto niente, verrebbe da dire. Ma una squadra che gioca così tanto come quella partenopea può avere un po’ di freschezza in meno rispetto alle ultime prestazioni. È capitato di segnare cinque gol alla Lazio in sette azioni nitide, purtroppo ieri pomeriggio contro il Grifo si è tirato sei volte nella porta di Perin e non si è riusciti ad esultare. Hamsik e Higuaìn avrebbero potuto fare molto meglio nel finale di partita ma di sicuro non li si può bacchettare più di tanto poiché erano stati fondamentali nei match precedenti. Non va dimenticato, comunque, che il signor Doveri...di Roma si è bendato gli occhi quando Burdisso ha atterrato nettamente in area il Pipita nella prima frazione di gioco. Il fischietto capitolino ha fatto finta di niente. Gli esperti della moviola hanno confermato che c’era fallo netto ma purtroppo neanche l’addizionale se ne è accorto. Chissà, è destino quest’anno che quando c’è Doveri a dirigere non si debba vincere. Infatti, nella sconfitta all’esordio con il Sassuolo la giacchetta nera era proprio il giallorosso. Ops, il romano. A prescindere dal risultato, Sarri può essere soddisfatto dell’ennesima prova dei suoi ragazzi. Il toscano, oltre a puntare il dito sul direttore di gara, si è lamentato delle pessime condizioni del manto erboso. Che naturalmente hanno penalizzato la squadra più tecnica. Nonostante ciò si è prodotto molto in fase offensiva e si è rischiato poco nel reparto arretrato. L’unico fuori programma è stato Diego Perotti sulla sinistra che ha messo molte volte in difficoltà il giovin Hysaj. L’argentino ha fatto un gran lavoro in difesa e sistematicamente è partito palla al piede arrivando fino sul fondo e crossando al centro dove fortunatamente Pavoletti non è stato mai pericoloso di testa. Tutto merito di una difesa che è stata perfetta. Albiol si è confermato il campione dei bei tempi Real. Lo spagnolo non ha perso un confronto con l’attaccante ed è ripartito molte volte diventando un centrocampista aggiunto. La corsa del Napoli, dunque, si è fermata alla sesta. Non si può neanche pretendere di vincerle tutte le partite. Il rammarico c’è ma tutto sommato il ciclo positivo continua. Continua mostrando sempre un bel calcio. Non si è mai mollato un centimetro all’avversario, si è stati padroni del campo evitando qualsiasi pericolo dalle parti di Reina. Pepe è stato impegnato una sola volta in 96 minuti di gioco. È quanto dire. Per il resto si è giocato solo dall’altra parte dove Perin è diventato un vero e proprio eroe. Soprattutto quando ha sventato i pericoli sui tiri di Hamsik, Gabbiadini ed Insigne. «Non sono arrabbiato, ho fatto i complimenti ai miei. C’è mancato un po’ di culo», ha detto Sarri al termine dell’incontro. Certo, l’occasione per godersi un po’ di primato era ghiotta ma Inter e Fiorentina sono ad un tiro di schioppo. Due lunghezze sono davvero niente considerato che si è solo all’undicesima giornata di campionato. Il torneo è molto equilibrato e così come ha ammesso Reina la corsa è aperta a tutti non essendoci un vero padrone assoluto come negli scorsi tornei. Non sempre quando si gioca bene si vince. Sarebbe opportuno che ogni tanto, imitando Mancini, si conquistasse un successo con il minimo sforzo. Magari anche esprimendosi in modo mediocre. Ma il Napoli è abituato a mettere sempre il piede sull’acceleratore e non ha nel suo Dna l’attesa. Deve imporsi dall’inizio alla fine e capita di incappare in un match dove gli avversari sono anche un po’ fortunati. Ma niente è cambiato e guai a deprimersi di nuovo come ad inizio stagione. Si va avanti convinti dei propri mezzi e con un punto che fortifica il cammino di un gruppo che è sempre il più bello della serie A.