Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 4:24

Rimettere in moto l’alternativa vera

Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

No, grazie. Abbiamo già visto. E non è stato un bello spettacolo. Sono sei anni che il Pd governa con il centrodestra o suoi pezzi. Gli esiti sono sotto gli occhi di tutti. Altri 5 anni così voi li reggereste? Dal novembre 2011 la maggioranza degli elettori è alla disperata ricerca di un’alternativa di governo alla sinistra nelle sue più svariate forme, ultima quella renziana. Pensateci: pur non avendogli mai consegnato la maggioranza dei voti, durante gli ultimi 4 Esecutivi gli italiani si sono ritrovati ad essere guidati sempre dal Pd. O come importante azionista di maggioranza (Monti), o come perno decisivo di Governi in cui i dem hanno espresso addirittura il premier (Letta, Renzi e Gentiloni). Il tutto come se al Nazareno avessero sempre vinto elezioni che in realtà non hanno mai vinto. Anzi. La truffa renziana - governare senza avere i consensi necessari - è stata possibile grazie ai cosiddetti transfughi dell’ex centrodestra. Personaggi che, dopo aver chiesto e ottenuto i voti dei loro elettori in nome dell’alternativa alla sinistra, hanno utilizzato quegli stessi consensi per dar vita a coalizioni con la sinistra. È più o meno la stessa cosa che accadrà se davvero avremo una legge elettorale proporzionale. Un sistema che, di fatto, rischia di avere come sbocco naturale la grande coalizione Pd-Fi. In campagna elettorale Renzi e Berlusconi chiederanno i voti in nome l’uno contro l’altro, salvo - un minuto dopo la chiusura delle urne e costatata l’assenza di una maggioranza omogenea in Parlamento - mettersi assieme e dar vita all’ennesimo Governo di larghe intese. «Nell’interesse del Paese», ovviamente. Ora, si dà il caso che sia stato proprio «nell’interesse del Paese» che dal 2011, con le dimissioni di Berlusconi da Palazzo Chigi, il centrodestra si sia progressivamente ritirato dal suo ruolo di alternativa, riducendosi ad essere totalmente subalterno al Pd e ai suoi leader. Gli italiani non di sinistra devono quindi rassegnarsi? Questo dato politico va considerato acquisito ed irreversibile? I gruppi dirigenti - si fa per dire - potranno anche accontentarsi di raccogliere le briciole del sistema di potere che Renzi si appresta a completare con i voti di coloro che a parole continuano a dirsi suoi avversari, ma gli elettori no. Quelli hanno la testa dura. E il cervello fine. Renzi al governo gli italiani l’hanno già visto per 4 anni, essendo quello Gentiloni un Esecutivo eterodiretto, nel quale, com’è noto, non si muove foglia che l’illusionista di Rignano non voglia. La sola idea di altri 5 anni a guida Pd, con Berlusconi nel ruolo che è stato di Alfano e Verdini e che prima ancora fu di Fini, agli elettori di centrodestra fa venire il voltastomaco. Le larghe intese sono state un grande affare per i dem e pessimo per l’Italia che dal 2011 è entrata in un tunnel dal quale tuttora fatica ad uscire. In politica nulla è irreversibile. Ma occorre la volontà. Chi e quando ha stabilito i funerali del centrodestra? Anche con il proporzionale, se le forze alternative alla sinistra si unissero in un listone avrebbero molte possibilità di correre per il governo della Nazione. Si rompano dunque gli indugi, si prenda l'iniziativa per portare il centrodestra unito davanti agli elettori. Si scriva all’articolo 1 dell’ipotetico Statuto di questo listone l’impegno a non governare mai più col Pd, né nella sua versione classica tassa e spendi né nella sua variante renziana del bonus e spendi, che tanti guasti ha provocato all’Italia (vedere la prossima legge di bilancio per credere). Si rilanci l’alternativa. Un’alternativa di governo seria, credibile, pragmatica e concreta attorno ai temi della libertà, dell’autorità, dello sviluppo del Sud, dei valori conservatori, liberali e riformisti, della lotta allo Stato burocratico, tassassino e dell’oppressione giudiziaria. Per l’Europa dei popoli e una grande alleanza euro-mediterranea che faccia da equilibratore della Merkel e dell’Ue germanocentrica. Insomma, si rimetta in moto l’alternativa di centrodestra. Altrimenti l’unica che resterà in piedi sarà quella di Grillo.

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