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Tempi di remuntade in Europa. La Juve ribalta l’Atletico Madrid (tre huevos di Ronaldo). Il Manchester United ribalta il Paris Saint Germain. Il Porto ribalta la Roma. L’Ajax ribalta il Rea Madrid. Si gioca il ritorno di Salisburgo- Napoli (0-3), ottavi di Europa League, sciò sciò ciucciuè. Dall’Austria arriva la vignetta dei Red Bull che infornano il Napoli come una pizza nel ventre del Vesuvio (lavali col cuoco?). Si prevede una grande foga offensiva del Salisburgo, la sua qualità migliore, contro la difesa azzurra senza Koulibaly e Maksimovic squalificati. Ma vogliamo scherzare? Al contrario dell’arrendevole Atletico a Torino, non siamo capaci di fare un golletto alla Red Bull Arena per scongiurare qualsiasi rimonta? Gli austriaci sono gasati. Al San Paolo hanno offerto una difesa di burro e zucchero, un’autentica sacher torta, ma hanno punto in attacco (tre parate di Meret). Si giocheranno tutto portando all’assalto i terzini Lainer e Ulmer, scatenando le punte Daka e Dabbur piuttosto in ombra al San Paolo, avanzando con i mediani Szoboszlai e Mwepu, il tutto sotto la regia di Wolf, uno che ci sa fare. Vogliono spaventarci. Sul loro campo non perdono da tre anni, 47 vittorie e 11 pareggi. Ma non gli basterà vincere. Devono stravincere per passare il turno. E il Napoli non starà a guardare. Portati a scoprirsi, gli austriaci possono essere infilati in contropiede. Ma il Napoli non dovrà aspettarli. Guai a puntare sul 3-0 dell’andata. Il Napoli, che si ricompone in una formazione che non sarà la squadra bislacca di Reggio Emilia, deve scendere in campo senza fare calcoli, come dice Ancelotti. Vuol dire che il Napoli scenderà alla Red Bull Arena da squadra superiore, cioè tesa a imporre il suo gioco per vincere. Abbassarsi troppo per giocare in contropiede potrebbe essere pericoloso. È possibile che Allan giocherà a protezione della difesa priva dei due centrali titolari in una sorta di 4-1-4-1 però senza farsi intimidire dall’energetica formazione austriaca. Ci sarà bisogno di un Napoli vigoroso, veloce, concreto sotto la porta di Walke. Non è pensabile che il Salisburgo possa fare tre gol in allegria. E dovrà farne quattro se ne prende uno. Non scherziamo. Ramalho e Onguéné, i centrali austriaci, sono vulnerabili, come s’è visto al San Paolo. C’è stato un solo caso di follia azzurra in Europa, quarant’anni fa, in Coppa delle Fiere: eliminati clamorosamente dagli scozzesi dell’Hibernian: 4-1 al San Paolo, 0-5 ad Edimburgo. C’era Zoff in porta. Non giocarono Altafini e Sivori. Pesaola se la cavò con una delle sue battute: “Si vede che il campo era in discesa, quelli venivano avanti con facilità”. Roba d’altri tempi, fra gloria e baldoria. L’Europa League è l’obiettivo di questa stagione nel trentennale della vittoria del Napoli di Maradona in Coppa Uefa. Gli azzurri hanno abbandonato il campionato, come s’è visto contro il Sassuolo, schiacciati dal predominio della Magna Juve. In Europa non sono ammessi cedimenti. Siamo uomini o caporali, direbbe Totò. Dunque, a Salisburgo senza fare le belle statuine.