Martedì 12 Dicembre 2017 - 9:15

Tra buone notizie, natalità e gallerie

Opinionista: 

Franco Iacono

Mike Sellery è morto di cancro al pancreas. Ha lasciato la moglie, tre figlie e un figlio. L’ultima, Bailey, la piccola di famiglia, aveva 16 anni quando il padre è morto. Quest’anno ha compiuto 21 anni e vive, da sola, a Johnson City, in Tennessee. Al compimento del 21° anno, così come per gli altri tre anni precedenti, ha ricevuto un fascio di fiori dal padre, con una lettera bellissima: “Questa è la mia ultima lettera d’amore per te, fino a quando non ci incontreremo di nuovo. Non voglio che versi più sola lacrima per me, piccola mia, perché adesso mi trovo in un posto migliore. Sei e sarai sempre il mio gioiello più prezioso che mi sia stato donato”. Nel tempo che gli era rimasto da vivere, aveva preparato dei regali per i suoi figli. Il più bello e tenero per la sua ultima figlia: i fiori per il suo compleanno fino al 21°. Una storia tenerissima, che ci ha raccontato Elvira Serra, su Il Corriere della Sera. Bailey l’ha raccontata sui cosiddetti social, finalmente utilizzati a fin di bene: per raccontare una bella storia d’amore. Ricevendone migliaia di “like”. “Sono felice che la mia storia abbia toccato così tante persone. Spero faccia capire che dobbiamo amare senza condizioni la nostra famiglia e non darla mai per scontata”. Sono le storie da diffondere a fronte delle mille di violenza che ci invadono da ogni dove. E che il Corriere della Sera abbia deciso di pubblicare, ogni settimana, un inserto dedicato alle “buone notizie”, che raccoglie una selezione delle storie positive della settimana, mi sembra un’iniziativa lodevole. NATALITÀ. Non aggiungerò “analisi” alle troppe di questi giorni sulle cause del decrescente tasso di natalità, di cui alla brutale notizia statistica: “L’Italia non fa figli!” e giù le cifre. E le analisi: fra l’ovvio ed il surreale. Ma tutte riferite a questioni economiche e di prospettiva. Ma nessuna, o quasi, riferita ai sentimenti: ma i figli sono “figli” dell’Amore o di queste mille alchimie?! Anche se fondate, per carità! Me la coppie, più o meno stabili, si amano o loro stesse si sentono precarie e quindi aggiungono alle tante un’altra considerazione fondamentale: mettere al mondo dei possibili “orfani”. Dell’amore, del calore di una famiglia che rischia di non esserci nel giro anche di poco tempo. Al netto dei tragici femminicidi, che lasciano sul campo orfani veri. Di entrambi i genitori. Senza contare le esigenze di libertà crescente degli stessi genitori, che fuggono da ogni dove: al lavoro, alle vacanze, ai social. Senza avere alle spalle le antiche famiglie, che ne attutivano l’assenza, con il loro calore. Per fortuna ci sono i migranti che hanno cominciato a proliferare in Italia. Anche con unioni miste, che rinnovano la specie di un popolo, il nostro, stanco e vecchio. Un rinnovamento, con “forze” fresche e giovani, sarà un bene, per la nostra società ripiegata su sé stessa. Temo senza futuro. Con le famiglie che si sgretolano e si vogliono bene di meno. GALLERIE E CAOS. Due gallerie, Varani e Privati, delle Statale Sorrentina chiuse per pioggia. Ripristinate dopo qualche giorno. Su quella arteria, che attraversa tutta la Penisola Sorrentina è stato il caos più totale. Fra inchieste della magistratura e denunce, tardive, sulla mancanza di alternative. Eppure, in data 6 maggio 1986, con delibera di Giunta Regionale 4078, di mia proposta, fu approvato il “Piano dei collegamenti marittimi di interesse regionale”, che comprendeva la istituzione del collegamento, via mare, fra Napoli e Sorrento. Nascevano, in maniera coordinata e pianificata, le “Vie del Mare”. La definizione, il copyright, è dovuta ad una felice intuizione del compianto Franco Mancusi, appassionato giornalista de Il Mattino, e mia: non avemmo la furbizia di brevettarla. Quella delle “Vie del Mare” fu la stella polare che guidò il mio operato di Assessore regionale ai Trasporti. Una strategia che dava lavoro certo ad oltre 700 marittimi ed assicurava una diversa qualità della fruibilità delle coste e di tutto il territorio della Campania. Anche attraverso una, allora, era una novità, intelligente “intermodalità” fra il trasporto via mare, quello su gomma e quello su ferro. Dopo 30 anni quel collegamento con Sorrento e tutta la conseguente strategia, viene ridotta al “rango” di trasporto complementare , così come quello su ferro: trasporti collaterali ma non alternativi a quelli su gomma, di cui anche all’uso smodato delle macchine. Questo quadro, realistico, lo ricaviamo anche da un articolo di Bruno Discepolo sul Il Mattino di venerdì. Ha ragione. Se dopo 30 anni il trasporto via mare e quello su ferro non sono diventati una vera alternativa a quello su gomma, su quella arteria la situazione spesso diventa davvero tragica: basta una interruzione, un poco di pioggia e quella unica via si blocca. La cecità degli amministratori regionali, nel tempo lungo, ma anche di quelli comunali che non si sono fatti sentire, ha fatto ritenere le “Vie del Mare”, solo un fatto turistico e non un modo strutturale per raggiungere le località della Costiera, fino a Sorrento, almeno, con un vero e proprio “Metrò del Mare”, che pure era stato istituito a quel dì. Ricordi e constatazioni: così va il mondo 

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