Domenica 26 Marzo 2017 - 10:52

Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

La legge di Bilancio 2017 è intervenuta in vari punti sulla disciplina del beneficio fiscale riguardante il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo. Nell’ambito del credito d’imposta R&S possono avere diritto all’agevolazione i seguenti investimenti in ricerca e sviluppo: “Ricerca fondamentale”: Lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l'acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili; “Ricerca industriale” - ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti; “Sviluppo sperimentale”: Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; non si considerano attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti. Le spese ammissibili - Ai fini della determinazione del credito d'imposta sono ammissibili le spese relative a: Personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo; Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio; Spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati; Competenze tecniche e privative industriali relative a un'invenzione industriale o biotecnologica. Le novità della Legge di Bilancio 2017 ha recentemente prorogato di un anno il periodo di tempo nel quale possono essere effettuati gli investimenti ammissibili (fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020) e ha potenziato il beneficio prevedendo, con decorrenza dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016: l’applicazione di un’aliquota unica del credito d’imposta, pari al 50 per cento, a prescindere dalla tipologia di investimenti effettuati; ll bonus ricerca e sviluppo 2017, ossia credito d'imposta, spetta a tutte quelle imprese e società che investono nelle attività di sviluppo e ricerca, e spetta a tutte le imprese di qualsiasi ordine giuridico, a prescindere dal settore economico in cui operano e dal regime contabile fiscale che hanno adottato. Esso può essere fruito solo in compensazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per le attività in ricerca e sviluppo. Il bonus è riconosciuto a ciascun beneficiario, per ogni anno, fino all'importo massimo di 20 milioni di euro, alle seguenti condizioni: 1. a spesa per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, sia per ciascun anno di imposta, di almeno 30 mila euro; 2. la suddetta spesa sia di tipo incrementale, e cioè che ecceda la media degli stessi investimenti effettuati dall'impresa nei tre anni precedenti e a quello in corso; 3. sono agevolate tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale; 4. diventano ammissibili all’incentivo i costi relativi a tutto il personale impiegato in attività di ricerca e sviluppo, sia altamente qualificato che tecnico. Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite il modello F24, del credito d’imposta in argomento, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo “6857” denominato “Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo. Questo incentivo voluto fortemente dal Governo, rappresenta uno stimolo per tutte le imprese a investire nella ricerca al fine di migliorare i propri processi produttivi e di arrivare alla rivoluzione industriale cosi come previsto dal programma Industria 4.0

di Carmine Damiano

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