Martedì 18 Settembre 2018 - 16:14

Buche a Roma, monnezza a Napoli e moda a Milano

E ci risiamo! Ancora una volta la gogna mediatica ha colpito la nostra stupenda città. Questa volta a tirarla in ballo, è stato il teleimbonitore Giorgio Mastrota (il maiuscolo non glielo diamo manco si c’accidene), laureato in scienze politiche; titolo che lo abilita a gonfiarci a dismisura, la “cosiddetta”, nel proporci l’acquisto di tielle, caccavelle, matarazzi e quant’altro, e ciò non è di certo denigratorio nei suoi confronti perchè, il lavoro, qualunque esso sia, è sempre dignitoso per l’uomo, non per niente il Luigino Di Maio, pur avendo frequentato le facoltà di ingegneria e legge, non ha esitato ad esercitare il mestiere di bibitaro, allo stadio San Paolo, per tirare a campare. Comunque veniamo al fatto: alcune settimane fa, ci siam dovuti occupare, ahinoi, e grazie allo spirito combattivo del prof. Gennaro De Crescenzo, presidente dei neoborbonici, della guida Feltrinelli “L’Italia del sud e le isole”, dove tra l’altro, il capolavoro vanvitelliano, cioè la reggia di Caserta, veniva definita “...una struttura monotona, qualche mobile in stile impero, moda importata dalla Francia... tra i ritratti quello del tarchiato Francesco I”, col risultato che la casa editrice l’ha ritirata dal commercio. Invece il Mastrota di cui sopra, nel pubblicizzare la nuova serie tv “Romolo+Giuly” che andrà in onda sul canale Fox, con la sua naturale enfasi nel parlarci di acciaio inox, padelle inossidabili e materassi con centinaia di molle, ha tenuto a precisare che Roma è la città delle buche, Napoli quella della spazzatura e Milano quella della moda. Al che, e non poteva essere diversamente, si è scatenata l’ira del web, così feroce che, la casa produttrice, ha tagliato dal promo la parte incriminata. Ma non è che possiamo fare sempre questo: rincorrere i denigratori della nostra terra. Al Mastrota vorremo far presente che Milano è si la capitale della moda ma, della moda del fottere soldi, come quelli dell’Expo, della Lega Nord ed altri “affarucci” del genere.; come? Non ricordi? E allora, travasando i versi del Giusti nella poesia Sant’Ambrogio, ti diciamo “Che fa il nesci giorgetto o non ci ascolti? Ah intendo, il tuo cervel, Dio lo riposi, a pentole e padelle è affaccendato, e all’expo e la lega... è sotterrato!”. Comunque caro (sic) mastrota, di una cosa vogliamo ringraziarti; eh si, perchè grazie alle tue caxxate, siamo certi che, non vedremo mai quella caga... pazzesca che si chiama “Romolo+Giuly”. Alla prossima.

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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