Sabato 23 Giugno 2018 - 5:58

Go Go Go… Gomorra. Ora basta

Prima di avventurarci nel primo “Fattariello” del 2018, ringraziamo il Padreterno per averci fatto mettere piede in un nuovo anno che, considerata l’età di chi scrive, è “tutto grasso che cola”. Qua tra stese, accoltellamenti, branchi di minorenni, proiettili vaganti (addò coglie coglie) ed altre “amenità” del genere, nun se capisce cchiù niente; c’è un imbarbarimento come non mai e, non vorremmo che, Domineddio, come fece qualche migliaio di anni fa, ci mandasse una bella pioggia di fuoco e chi s’è visto s’è visto. E quando parliamo di tanti e tanti anni fa, logicamente ci riferiamo alle città di Sodoma e Gomorra. Mò, quello che fece nostro Signore, ve lo spieghiamo, come si dice, terra terra. Egli pensò: Azz, vi ho protetto nella fuga dall’Egitto; ho fatto aprire le acque del mare per farvi raggiungere la terra promessa e voi, come ringraziamento che fate? Adorate altri dei, praticate sodomia, incesti e altre fetenzie del genere? E, detto fatto, facette uno fucarazzo e bonanotte ’e sunature. E veniamo a noi; secondo voi, stiamo arrivando allo stesso livello di degrado come Sodoma e Gomorra? Beh, secondo noi… ci siamo quasi; per quanto riguarda la sodomia, ci ha pensato il governo, regalandoci a fine 2017, aumenti di autostrade, gas, luce, e secondo voi questa non è sodomia? Cioè, non ce l’hanno messo in quel posto? Riguardo le fetenzie, non ne parliamo proprio; la camorra che, guarda caso (ma forse non è un caso), fa rima con Gomorra che, oltre ad essere la città biblica innanzi descritta, è anche il titolo del libro di Roberto Saviano, libro che, diciamocela tutta, ha fatto anche da cassa di risonanza quale “sputtanapoli” nazionale e, ove mai non bastasse, la fiction televisiva, “Gomorra”, accoppiata a “Rosa Abate”, ha amplificato ancor più tale “sputtanapoli”… E basta mò!!! Sappiamo bene che essere merdoso è il camorrista; lui si alza alle quattro del mattino, non per andare a raccogliere pomodori o scaricare casse ai mercati generali… No.Lui si alza sì alle quattro del mattino ma, comm’a ’nu scarrafone dint’o scuro, sulo pe’ mettere ’na bomba for’a nu negozio! E vogliamo parlare dei ragazzini di tredici-quattordici anni che accoltellano loro coetanei? Ma sti guagliune so‘ ’na chiaveca, senz’altro appartengono a famiglie ca so’ cchiù chiaveche ’lloro! Però, Padreterno amabilissimo, tieni presente che, la maggior parte di noi napoletani, siamo persone perbene, che raccogliamo i pomodori, che andiamo ai mercati generali, che non accoltelliamo alcuno, che non spariamo addò coglie coglie, insomma... ca ce faticamme ’a jurnata; ecco perché desideriamo concludere con alcuni versi tratti da “Vulesse” la bella canzone scritta dalla nostra compagna di lavoro: Alessandra Murolo e che dà il titolo al suo cd: “Vulesse ca ’nu viento pigliasse a sti fetiente - ca ’o mare s‘’e ppurtasse e po’ l’arravugliasse - vulesse po’ ca ’o sole trasesse dint‘’e viche - pe dà speranza ’a ggente ca vive cu’ fatica vulesse po’ ca Ddio scennesse ’ncopp’a terra - pe’ tegnere d’ammore a chi fa ancora ’a guerra”. Alla prossima.

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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