Giovedì 20 Settembre 2018 - 8:50

Noi, ragazzi degli anni ’50, al mare

“Voi dove fate le vacanze? Formentera? Non male, ci siamo stati l’anno scorso; quest’anno abbiamo deciso per Sharm”; “Per carità, il cibo è immangiabile; forse andremo ai Caraibi”; questi alcuni dei dialoghi che si sentono da un po’ di giorni. E pensare che questi nomi, noi ragazzi dei lontani anni ’50, non sapevamo né cosa fossero, né dove si trovassero; la nostra meta era molto più “terra terra”: ’o bagno Nuovo a Croce del Lagno; praticamente, in linea d’aria 400 metri da casa nostra, in quel di San Giorgio a Cremano. I benestanti del paese raggiungevano il Lido, con la carrozzella a nolo, che stazionava fuori la vecchia stazione Circum; noi invece ci servivamo del vecchio caro tram 59. E finalmente arrivò il fatidico giorno: lunedì 6 agosto del 1951; avevamo trascorso la notte sognando tuffi, cavalloni e castelli di sabbia; venimmo svegliati da un delizioso profumo proveniente dalla cucina; mamma, Dio l’abbia in gloria, stava preparando delle fumanti frittate di maccheroni, che avremmo divorato subito dopo fatto il bagno. In piazza, nell’attesa del tram, mamma comprò il suo giornale preferito “Confidenze di Liala”; salimmo sul 59 e scendemmo proprio davanti l’ingresso al bagno; dopo aver raggiunto la cabina, mamma dopo aver messo i costumini ai nostri fratellini più piccoli, si diresse alla spiaggia, non prima di sollecitarci a raggiungerla e portare giù le borse. Una volta soli, iniziammo una rapida ispezione alle pareti in legno, alla ricerca di eventuali buchi; sbirciammo dall’altra parte ma… niente; stavamo per uscire, quando sentimmo la chiave girare nella toppa della cabina confinante; trattenemmo il respiro ed aspettammo alcuni minuti nel silenzio totale; poi cautamente, a turno, accostammo gli occhi al buco e vedemmo… vedemmo due giovani ragazze completamente nude che, ridendo, si toglievano la sabbia dal ventre e dal seno; ci spingevamo l’uno contro l’altro, poi d’intesa chiudemmo la cabina e corremmo a tuffarci tra le fresche onde per spegnere i nostri… bollenti ardori. Tornati sotto l’ombrellone, mamma dopo aver tagliato in parti uguali la frittata, ne diede una porzione a ciascuno di noi; Rosa, la più piccola, prese a piangere perché la sua le era caduta sulla sabbia; mamma la raccolse e, dopo averla lavata alla fontanella, la tenne per sé, dando a Rosa la sua. Da lontano giunse la voce “’O cocco… è bello ’o cocco”; guardammo mamma… (sorde nun ce ne stevene), lei ci guardò tutti, poi alzando la voce e, per distoglierci da quella del venditore, disse: “Su, facciamo un bel castello di sabbia”. Alla prossima.

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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