Mercoledì 23 Gennaio 2019 - 23:36

Uno spot che provoca “Conad” di vomito

Prima d’ogni altro è doveroso da parte nostra augurare a voi tutti un radioso 2019. E veniamo al primo “Fattariello” dell’anno nuovo. Guardando l’ultimo spot del Conad, la nostra mente, inevitabilmente è andata indietro nel tempo, quando tra fine ’800 e primi ’900, “grazie” alla mai benedetta unità d’Italia, la gente del Sud, carica di poche e misere cose, s’imbarcava “…pe’ terre assaje luntane”; poi negli anni ’50, sempre i nostri uomini del Sud, muniti di valigia di cartone, legata con spago, ammucchiati dint’o treno d’‘o sole, raggiungevano torino, le cui truppe avevano invaso, conquistato e impoverito il nostro glorioso regno, per andare a lavorare nella fiat. Ed oggi cosa ha pensato di realizzare il Conad? Uno spot pubblicitario diretto nientepopodimeno che dal napoletano premio Oscar 1992, Gabriele Salvatores. E cosa ci propone questo spot? Un’Italia alquanto stereotipata, che evidenzia i peggiori luoghi comuni dell’italianità. Nei giorni in cui, i tanti emigrati meridionali al Nord, rientrano ai propri paesi di origine, un giovanottone, ovviamente del Sud, proprio durante queste festività, riceve una telefonata che gli comunica l’assunzione presso una ditta all’estero, con immediata partenza e tanti saluti a presepe, albero e cenone. Il giovanotto, carico di entusiasmo, si accinge a preparare la valigia, mentre la fidanzata, alla stregua della muta di Portici, con la testa poggiata al collo di lui non dice una parola; la mamma, la cara, dolce e rassegnata mamma chioccia del Sud e socialmente marginale, cosa fa? Mette nella valigia, sopra camicie, pullover, caciocavallo e salumi, mentre il papà gli consegna la tessera conad dicendogli: “perché tu possa comprarti i prodotti della nostra terra”. E qui riportiamo il pensiero dell’amico Angelo Forgione, postato su Fb: “Tutto in nome delle politiche neoliberiste del lavoro, imperniate sugli impieghi precari che sradicano le persone dai loro territori, soprattutto meridionali, da oltre un secolo schiavi”. Signori del Conad, vi rammentiamo la chiosa finale dei vostri precedenti spot pubblicitari: “Conad, persone oltre le cose!”. Già… Persone! E queste Persone, sono i nostri meridionali che, ancora oggi, dopo aver ingrassato il Nord, vanno a cercà furtuna all’estero e infine, grazie per aver fatto uso, nel corso delle riprese, di una valigia moderna e non di cartone legata con spago. Buon Anno a tutti. Alla prossima.

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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