Domenica 17 Dicembre 2017 - 5:06

Patologie della cornea, nuovi materiali per nuove prospettive

Le patologie della cornea possono essere molteplici e, alcune di queste, possono condurre irrimediabilmente alla cecità. I fattori che causano tale declino possono essere di varia natura (degenerativa, traumatica ecc.) e, talvolta, l’unica strada percorribile è il trapianto con conseguente attesa di un organo compatibile disponibile. Alla speranzosa attesa, inoltre, va aggiunta la possibilità di rigetto che farebbe iniziare tutto daccapo. Una soluzione alle patologie della cornea, però, arriva dall’Australia. Presso l’Università di Melbourne, infatti, il gruppo di ricerca coordinato da Berkay Ozcelik, ha sviluppato una particolare pellicola in grado di intervenire sulla cornea senza dover percorrere la strada del trapianto. La cornea svolge delle funzioni importantissime: è la parte più esterna dell’occhio e quindi la prima protezione contro agenti esterni quali germi e polvere; grazie alla sua elasticità e trasparenza l’occhio riesce a compiere l’accomodamento grazie al quale avviene la messa a fuoco; viceversa, un indurimento, ispessimento o perdita di trasparenza ne compromettono l’efficienza andando a pregiudicare anche la visione. Oggi, grazie allo studio australiano, è disponibile un’arma più immediata per salvaguardare l’integrità della retina stessa. Come spesso accade nella ricerca finalizzata a terapie personalizzate, la tecnica sfrutta le cellule staminali per realizzare una vera e propria pellicola che si va ad iniettare nella cornea stessa grazie ad un taglio estremamente sottile. Le cellule di cui è composto questo gel provengono dalla stessa cornea che deve essere curata e vengono coltivate su uno strato di idrogel composto dal Dna dello stesso paziente, così da prevenire fenomeni di rigetto. La cornea così, con l’apporto del gel riparatore, in breve tempo riprende in toto la propria funzione di ossigenazione, idratazione e protezione dell’occhio. I test di laboratorio fino ad ora sono stati lusinghieri, pertanto la speranza adesso è riposta nei test su pazienti umani. Nelle parole di Berkay Ozcelik, responsabile del progetto, i passaggi fondamentali e l’efficacia della ricerca: «Abbiamo sviluppato la prima pellicola artificiale al mondo per le cellule endoteliali della cornea, cellule che mantengono la cornea trasparente e sottile, regolando i flussi d’acqua e preservando la vista. Nel momento in cui queste cellule muoiono senza possibilità di rigenerarsi a causa di alcune patologie, di traumi o dell’invecchiamento, il risultato è il progressivo deterioramento della vista fino alla completa cecità. Siamo riusciti a coltivare con successo queste cellule sulle nostre pellicole artificiali. Le nostre pellicole sintetiche in idrogel sono più sottili di un capello umano (50 μm) e sono totalmente trasparenti e biodegradabili in meno di 60 giorni dall’applicazione. Il materiale, biocompatibile, permette la crescita delle cellule endoteliali della cornea che mantengono la loro funzione originale». mi_sa@inwind.it

di Michele Sanvitale

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