Domenica 30 Aprile 2017 - 1:18

Terremoti e normativa: causa ed effetti di disastri continui

Iterremoti che stanno interessando il centro Italia oramai si susseguono ininterrottamente con i disagi più o meno gravi che purtroppo sono noti a tutti. Per fare il punto sulla questione terremoti, anche se sarebbe più corretto riferirsi all’evoluzione del territorio in senso lato (quindi anche vulcanismo, frane, valanghe…), abbiamo chiesto il parere del nostro abituale ospite, il prof. De Vivo, geochimico e professore ordinario della Federico II. «Nel ricordo della scomparsa dell’avv. Gerardo Marotta, con il quale negli ultimi 13 anni ho avuto il piacere e l’onore di collaborare, intervengo sulla tragedia degli eventi sismici passati e recentissimi che hanno seminato morte e distruzione nell’Italia centrale. Ho sempre auspicato che la comunità scientifica dimenticasse le polemiche sul falso problema della “previsione” dei terremoti, operando per portare un contributo nella direzione della salvaguardia di vite umane. I terremoti non sono prevedibili con precisione! Sappiamo però bene dove si possono verificare e anche qual è stata la magnitudo massima registrata storicamente nelle aree a rischio. La soluzione è molto semplice: costruire bene, approntando regolamenti sismici considerando una magnitudo superiore all’evento storico massimo. Abbiamo assistito inermi alla inutilità della normativa sismica italiana basata su un approccio probabilistico (PSHA) che ha sottostimato anche in altre parti del mondo la pericolosità sismica. Il punto più ingannevole è senza dubbio la definizione del periodo di ritorno di un evento sismico. Se nel centro Italia, per esempio a Norcia, hanno costruito secondo la normativa vigente considerando un periodo di ritorno di 475 anni per un valore di accelerazione massima al suolo di circa 0,3g (dove g è l’accelerazione di gravità e vale circa 9.8 m/s2), il 30/10/2016 è stato registrato circa 0,4g, cioè valori almeno 30% maggiori di quelli previsti. Chi deve pagare i danni a persone e edifici per la erroneità della normativa sismica utilizzata? Chi ha fatto la Legge: lo Stato! Si poteva fare diversamente? Certo che si: da diversi anni alcuni sismologi (in particolare, il gruppo del prof. Giuliano Panza) lavorano alla stima deterministica (NDSHA) del moto al suolo in Italia, cioè della pericolosità. La mappa NDSHA predice a Norcia valori di accelerazione massima comparabili con quelli registrati. Gli interventi strutturali fatti a Norcia in seguito al terremoto di Colfiorito del 1997, basati sulla carta PSHA, che è alla base della normativa, si sono rivelati del tutto inadeguati in occasione dell’evento del 30/10/2016. La carta NDSHA, invece, indica a Norcia una pericolosità non superata dal terremoto. Subito dopo l’evento del 24/8/2016 a Norcia si è osannato alla bontà della ricostruzione seguita all’evento di Colfiorito, effettuata in base alla normativa. Se la ricostruzione e l’adeguamento dopo il 1997 fossero stati fatti tenendo conto di NDSHA i danni sarebbero stati di gran lunga inferiori, se non trascurabili, rispetto a quelli attuali registrati con l’evento del 30/10/2016. Per un principio di base della scienza, un metodo utilizzato va rigettato quando esso viene contraddetto dalla verifica sperimentale. La normativa sismica italiana continua ad essere utilizzata nonostante sia contraddetta dalla verifica sperimentale (che nel caso in essere determina centinaia di vittime e distruzione di interi paesi). Allora, perché si continuano ad utilizzare le mappe PSHA che hanno fallito e vengono ignorate le mappe NDSHA che invece sono verificate sperimentalmente? Giocano un ruolo nefasto in queste decisioni le lobbie di professori universitari chiamati a comporre le sezioni della Commissione Grandi Rischi. Da scienziati, non dovremmo forse lavorare avendo la capacità di immergerci nel sociale, comunicando correttamente (con i limiti delle conoscenze scientifiche) i nostri saperi alla gente (e quindi alla politica)? E la Commissione non dovrebbe indirizzare la politica a fare le scelte giuste per la sicurezza dei cittadini e del territorio, rispetto ai terremoti e a tante altre fenomenologie naturali, etichettate impropriamente come “disastri naturali”? Ma si può ottenere questo con una scienza non autonoma rispetto alla politica, che sceglie per appartenenza e non per competenza? Con la selezione di tecnici-scienziati autonomi, la politica non avrebbe più l’alibi di nascondersi dietro pareri accomodanti di tanti che sono prontissimi a servire il gruppo politico al potere di turno. Nelle varie Sezioni della Protezione Civile e della CGR c’è il meglio che il Paese Italia possa esprimere? Personalmente penso che spesso non sia affatto così: in alcuni settori sono elevati al rango di esperti dei carneadi scientifici. Le competenze vere nel Paese ci sono, evitiamo che nei posti di rilievo vengano selezionati solo yes-men e portaborse, per la salvaguardia di vite umane e del territorio». mi_sa@inwind.it

di Michele Sanvitale

Commenta

Rubriche

I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici