Domenica 22 Luglio 2018 - 13:02

Le Due Sicilie a Eccellenze Campane

È stata presentata mercoledì scorso la nuova attività ristorativa all’interno di Eccellenze Campane: “a Putìa”, ristorante di cucina siciliana affidato al talento eccentrico e dissacrante di Mimmo Alba ed aperto dal primo febbraio. In vendita da asporto, la domenica, cannoli, cassate e altre prelibatezze di Sicilia, preparate con cura, secondo tradizione e con l’impiego di ingredienti di altissima qualità, dallo chef coi baffetti all’insù. Nel 2014, nel pieno del massacro mediatico delle produzioni campane per via della sciagurata identificazione della produzione agroalimentare regionale con le parole e le sequenze più nauseanti defluenti da “Gomorra”, libro e film, Paolo Scudieri, con l’audacia tipica dell’imprenditore di successo, sostiene la nascita di un format in quel momento sovversivo per la sua denominazione, Eccellenze Campane, e per la sua collocazione in un’area degradata della città, in un ex capannone industriale. Da allora Eccellenze Campane, contribuendo senza dubbio, a un recupero di immagine delle produzioni regionali, è cresciuto, aprendo da ultimo a Milano. Lo store di via Brin, sin dall’apertura, è attraversato da un dinamismo vorticoso con continue rinnovazioni, ferma restando l’idea base di concentrare in un unico contesto vendita e somministrazione di prodotti di alta qualità del territorio campano. L’apertura del ristorante di cucina siciliana nell’ambito della raccolta delle produzioni campane evoca suggestioni da Regno delle Due Sicilie e si propone, nelle parole di Paolo Scudieri, presidente di Eccellenze Campane, come occasione di “commistione con altre culture culinarie, elemento fondamentale del nostro progetto di tutela e valorizzazione dei prodotti tipici”. Il professore Matteo Lorito, Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, intervenuto alla presentazione della Putìa, ha spiegato come Campania e Sicilia siano legate da una relazione di supremazia in campo ambientale e agroalimentare, essendo le due regioni con la più ricca biodiversità in Italia. Non abbiamo ancora provato i piatti del nuovo ristorante ma una discreta sazietà dell’intelletto l’hanno prodotta le parole dello chef Alba. Innanzitutto, coerentemente ad un suo modo di stare nel mondo, ha annunciato che in menù saranno inserite preparazioni adatte alle prescrizioni dietetiche per celiaci e che, inoltre, sta provando ad elaborare una cialda dei cannoli altrettanto idonea alle persone affette da questo disturbo. In ordine alla filosofia che perseguirà alla Putìa, dopo essersi definito “scomodo a se stesso”, ha fatto riferimento a tre concetti: pulizia dei sapori, architettura del piatto, emozione. È ancor fervido nei nostri ricordi lo stupore visivo e olfattivo per lo spruzzo a sorpresa di essenza di fico con cui, alla Cantina San Teodoro, lo chef siculo introduceva al tavolo il cannolo siciliano scomposto, per non poter supporre che in questa nuova Putìa, nome delle vecchie osterie siciliane del ’700, riserverà saporiti attonimenti ai suoi ospiti.

di Antonio Medici

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