Domenica 17 Dicembre 2017 - 16:30

Incidenti stradali, a Napoli una vittima su due è un centauro

Preoccupa lo stato della sicurezza stradale a Napoli dove, secondo i dati Aci-Istat, si registra un significativo incremento dei morti, nonostante la diminuzione degli incidenti. In particolare, nel 2015 hanno perso la vita 28 persone e 2.948 sono rimaste ferite nei 2.169 incidenti rilevati nel solo capoluogo campano. Rispetto all’anno precedente, sono aumentati i decessi (+12%), in proporzione maggiore in confronto all’andamento nazionale (+1,4% in Italia), mentre risultano in calo sia i sinistri (-0,3%) che gli infortunati (-0,8%), in misura, però, inferiore rispetto al trend registrato nel resto del Paese (rispettivamente, 1,4 e -1,7%). In altri termini, benché meno numerosi, gli incidenti nella città di Napoli sono più gravi, facendo registrare una media di 6 sinistri al giorno, 1 ferito ogni tre ore ed un 1 morto ogni due settimane. Meno allarmante, sotto il profilo delle conseguenze mortali, è, invece, la situazione in provincia dove si rileva un andamento diametralmente opposto con i decessi che diminuiscono (-6,5%; 86 in termini assoluti), mentre gli incidenti (4.872) ed i feriti (6.960) aumentano (rispettivamente, +2,4% e +2,2%). In base ai costi generali medi per sinistro stradale, calcolati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si può stimare, sul solo comune di Napoli, un costo sociale annuo per gli incidenti con lesioni a persone pari a 187 milioni di euro che salgono a poco più di un miliardo se si considera l’intera regione Campania. La guida distratta, dovuta soprattutto all’uso del cellulare da parte dei conducenti, è la principale causa degli incidenti (35,8% dei casi) registrati nel comune di Napoli, compresi quelli mortali (31,3%), precedendo, persino, la velocità eccessiva (rispettivamente 17,2 e 25 per cento). Il venerdì è il giorno con il più elevato numero di morti (10), mentre la fascia oraria maggiormente a rischio è quella notturna (dalle 22 alle 6) con 7 decessi. Il 28,6% delle vittime ed il 41,9% dei feriti hanno meno di 30 anni. Riguardo ai veicoli coinvolti, il rischio di mortalità più elevato è appannaggio delle due ruote: il 50% delle vittime è infatti un centauro. Dopo Napoli, i comuni dell’area metropolitana dove si registrano il maggior numero di incidenti e feriti sono Pozzuoli (rispettivamente 173 e 239) e Torre del Greco (144 e 195), mentre quelli con la più alta quantità di morti sono Giugliano (6) ed Acerra (5). Se il 2015, sotto il profillo della sicurezza stradale, è stato un anno complessivamente mesto per l’intero Paese, visto che, per la prima volta, dal 2001, è tornato a crescere il numero delle vittime (+1.4%), non altrettanto si può dire, allo stato, per il 2016. Secondo le prime stime Aci-Istat, infatti, tornano a migliorare gli indicatori della sicurezza stradale in Italia. Nel primo semestre dell’anno appena trascorso, infatti, risultano in calo sia i sinistri (-0,8%), sia i feriti (-0,5%) e, in misura maggiore, i morti (-4,7%). L’andamento è confortante se inquadrato con l’incremento di mobilità sulle strade, misurato dall’aumento del 19% delle prime iscrizioni di veicoli al Pra nel primo semestre 2016 e dalla crescita del 3,7% delle percorrenze autostradali. Proprio in autostrada si registra il calo più consistente delle vittime (-15%), mentre strade urbane ed extraurbane mostrano miglioramenti compresi tra il 2 ed il 5 per cento. L’uso del cellulare e l’eccesso di velocità si confermano i “vizi” più ricorrenti al volante: nei primi sei mesi del 2016 le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per queste infrazioni sono aumentate rispettivamente del 25% e del 22%. Benché, rispetto al passato, l’andamento della sinistrosità stradale e delle sue conseguenze risulti in netto miglioramento (-25,6% e - 55,4% delle vittime in confronto, rispettivamente, al 2010 ed al 2001), l’Italia appare ancora lontana dall’obiettivo fissato dall’Ue del dimezzamento del numero dei morti nel periodo 2010-2020.

di Automobile Club Napoli

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