Giovedì 20 Settembre 2018 - 4:26

Birra dell’Anno, la Campania che vince

La Campania, con particolare riferimento a Napoli, è spesso associata alla scaramanzia, intorno alla quale si narrano aneddoti interessanti. Questo però non vale per la birra. Lo scorso weekend, infatti, è stata messa da parte qualsiasi scaramanzia, vista la contemporanea presenza di due numeri simbolo per gli amanti della superstizione: 13 e 17. 13 è il numero di edizioni di Birra dell’Anno, la cui premiazione è avvenuta il giorno 17 del mese di febbraio. Ed è stata proprio questa edizione a strizzare l’occhio ai birrifici campani. Ma facciamo un passo indietro per capire di cosa stiamo parlando. Birra dell’Anno è il più importante concorso dedicato alle birre artigianali italiane, organizzato da Unionbirrai, l’Associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti. Come ogni anno, sono tantissimi i birrifici partecipanti e le relative etichette. Nell’edizione 2018 sono state ben 1651 le birre in concorso, distribuite tra le 41 categorie presenti. Tra le birre partecipanti, alcune erano di birrifici campani, che anno dopo anno stanno sempre più popolando il podio dei vincitori della varie categorie. Nel 2016 è stata la volta di Birrificio dell’Aspide con la Zarina e Birrificio Sorrento con la Ligia. Nel 2017 ha vinto premi il solo Birrificio dell’Aspide con la Belle Saison e la Nirvana. L’edizione 2018 ha visto aumentare il numero di birrifici campani premiati, segnale di un movimento regionale in forte crescita. In questa edizione ha vinto l’argento nella categoria 26 la Belle Saison di Birrificio dell’Aspide, con il birraio Vincenzo Serra da tre anni ospite fisso del podio di Birra dell’Anno. Debutto sul palco di BdA per il Birrificio Stimalti di Ferdinando Lonardo che, dopo il bronzo al Brussels Beer Challange, vince l’oro nella categoria 15 con la Sta Sciroccata, nata in collaborazione con il noto birraio Luigi Serpe, creatore di Scirocco Brewing, da cui il nome della birra. Infine c’è l’oro nella categoria 8 per la Tramalti di Alberto Mochetti , birraio di Okorei, che riceve anche la menzione d’onore con la blanche Beermana nella categoria 24. La costante presenza, negli ultimi anni, dei birrifici campani tra i premiati di Birra dell’Anno è una notizia che deve stimolare il movimento brassicolo regionale, il quale può dare molto in termini di qualità e presenza, soprattutto se lavora in maniera unita in questo settore sempre più affollato e competitivo. Un’ultima curiosità scaramantica relativa alle 1651 birre partecipanti a Birra dell’Anno 2018: 1+6+5+1=13! Cheers.

di Alfonso Del Forno

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