Domenica 16 Dicembre 2018 - 5:32

Birrificio Sorrento, racconto del territorio

Giuseppe Schisano e Francesco Galano (nella foto), dopo anni di produzioni casalinghe di birra, decidono nel 2009 di partire con il progetto Birrificio Sorrento. Affascinati dalla storia del primo microbirrificio italiano nato proprio a Sorrento, intraprendono questo percorso con piccoli passi. Le prime birre sono prodotte in birrifici campani, nel frattempo che si compia il grande passo con un loro impianto di proprietà aperto a Massalubrense. Senza abbandonare la propria filosofia, Giuseppe e Francesco continuano il lavoro sul territorio, con attività di supporto anche ai ristoratori, trasmettendo loro la cultura della birra artigianale, soprattutto in abbinamento al cibo, vista la forte vocazione ricettiva della Penisola Sorrentina. La voglia di migliorarsi sempre più e il desiderio di rendere il birrificio un luogo dove interagire con gli appassionati, spinge i due soci ad ampliare la sede di produzione con l’apertura della nuova struttura di Sorrento, che si aggiunge a quella di Massalubrense. Questo nuovo birrificio è decisamente più grande, con un laboratorio interno dedicato alla ricerca, oltre agli spazi per accogliere i visitatori, che possono assaggiare le birre e assistere alla fase produttiva. Le birre: Le prime due nate, tra le birre in produzione, sono la Syrentum, birra chiara di 5,5° aromatizzata con le bucce di Limone di Sorrento IGP, e la Minerva, ambrata da 6,0° con l’aggiunta di bucce d’arancia di Sorrento. Nel tempo si è aggiunta la terza sorella, Parthenope, birra scura di 4,7° che prevede l’utilizzo del gheriglio di noce di Sorrento. Ricordando i dolci di Natale della nonna, Giuseppe decide di produrre una birra natalizia di 7,0°, Astrum, aromatizzata con anice stellato, cannella e chiodi di garofano. Ultima nata è l’Armida, una birra chiara di 5,0°, molto fresca e beverina, che utilizza come aromatizzazione la buccia di arancia di Sorrento. Discorso a parte è quello relativo alle Italian Grape Ale, birre che utilizzano il mosto d’uva nella propria ricetta. Questa tipologia di birra, tutta italiana, è molto presente nella ricerca del Birrificio Sorrento, che oggi ha in carta tre prodotti, tutti legati a vitigni campani. Nella Ligia, dal colore giallo dorato e 6,0° di alcool, sono presenti uve Falanghina e Biancolella d’Ischia. L’Elèa, dal colore giallo dorato intenso e 7,5°, viene prodotta con uva di Aglianico. L’ultima IGA nata in casa Birrificio Sorrento è l’Opis, chiara da 4,5°, che utilizza uva Biancolella d’Ischia. www.birrificiosorrento.com

di Alfonso Del Forno

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