Sabato 16 Febbraio 2019 - 0:21

Tav, ultimatum Ue all’Italia

BRUXELLES. Dato che la tempistica per la realizzazione dei lavori relativi alla Tav Torino-Lione "già oggi non è pienamente rispettata, più tempo passa più alto è il rischio che alcuni fondi debbano essere riallocati in futuro. E' per questo che aspettiamo chiarimenti il più presto possibile dalle autorità italiane". Lo sottolinea il portavoce della Commissione Europea per i Trasporti, Enrico Brivio."Oggi il progetto - continua il portavoce - subisce sempre maggiori ritardi per la sospensione degli appalti. La situazione è monitorata attentamente" dalla Commissione e dall'Inea, l'Agenzia per l'Innovazione e le Reti. "A seconda dell'evoluzione nei prossimi giorni e settimane, cambiamenti nel Grant Agreement per modificare la portata, la tempistica e il livello dei finanziamenti Ue potrebbero rendersi necessari".

“Privacy a rischio", rivolta contro Rousseau

Rivolta nel Movimento 5 Stelle contro il 'Grande Occhio' di Rousseau. All'interno del gruppo parlamentare pentastellato cresce sempre di più l'insofferenza nei confronti delle regole per le rendicontazioni. Nel mirino ci sarebbe la procedura che regola il funzionamento di tirendiconto.it (sito su cui deputati e senatori sono tenuti a rendicontare spese e restituzioni di parte del loro 'stipendio') e, in particolare, l'obbligo di caricare fatture e cedolini con dati sensibili, giudicato "lesivo della dignità personale" da non pochi grillini (al momento circa una decina i malpancisti). Polemica che i vertici M5S hanno provato a smorzare specificando che i dati in questione possono essere tranquillamente oscurati.

Il malcontento covato da tempo, ovvero da quando sono state introdotte le nuove regole, sarebbe esploso negli ultimi mesi. Tant'è vero che, apprende l'Adnkronos, alcuni eletti hanno deciso di scrivere allo 'Staff' M5S per mettere nero su bianco le loro lamentele, annunciando l'intenzione di non caricare più sul portale i documenti che attestano l'avvenuta esecuzione del bonifico. Tra questi, la deputata Gloria Vizzini, che ha più volte affrontato la questione in uno scambio epistolare con lo 'Staff' grillino. "I documenti che dovremmo caricare - spiega la pentastellata - contengono informazioni sui nostri familiari: sono dati che non intendo condividere con Davide Casaleggio. Mi dicano quanto devo dare e io restituisco tutto, infatti i bonifici li ho effettuati. Ma non tocchino la mia privacy".

Nella risposta a una mail di sollecito inviatale dallo 'Staff' - e visionata dall'Adnkronos - Vizzini lancia un pesante j'accuse nei confronti del meccanismo di tirendiconto: "Il sito - scrive - è organizzato in modo violento e lesivo della dignità del parlamentare e non si possono caricare i bonifici senza prima aver superato degli step in cui si devono inserire fatture e cedolini contenenti dati sensibili e che diventano immediatamente proprietà dell'Associazione Rousseau, ossia della Casaleggio Associati (aspetto quest'ultimo che farò presente nelle sedi opportune, istituzionali e non)".

"Ribadisco che ho restituito, restituisco e restituirò ciò che mi sono impegnata a versare, ma assolutamente non nelle forme imposte e decise non si sa bene da chi", rimarca Vizzini in un altro passaggio della mail, chiedendo allo 'Staff' di "firmarsi con nome e cognome" in virtù della "trasparenza tanto decantata". "Pretendo - aggiunge ancora - ricevuta dei bonifici effettuati all'Associazione Rousseau se volete che continui a versarli".

In un'altra missiva Vizzini allega i bonifici da 6mila euro per i territori alluvionati relativi ai mesi di luglio, agosto e settembre 2018. Ma avverte: "Non ho intenzione di caricare i miei documenti o le mie spese su tirendiconto.it perché sarebbe violata la mia privacy o quella di persone terze che non hanno la delibera sui propri dati; ci sarebbero dati riferiti a me (o a terze persone) che non voglio siano nella completa disponibilità della Casaleggio Associati".

Il 9 dicembre la deputata scrive ancora allo 'Staff': "In applicazione e rispetto del Regolamento Ue 2016/679" (noto come Gdpr - General Data Protection Regulation), "previa consultazione con i miei legali, vi informo che non è mia intenzione comunicare all'Associazione Rousseau, titolare del trattamento dei dati così come risulta dall'informativa privacy, alcun dato sensibile riguardante la mia persona".

Ma Vizzini non è la sola ad aver sollevato la questione del regolamento Gdpr. "Anche io - si sfoga un'altra deputata, che ha scelto però di rimanere anonima - dopo essermi consultata con il mio legale ho deciso di non caricare i miei dati sensibili. Quello di tirendiconto è un apparato farraginoso e il sistema della giustificazione dei rimborsi coinvolge terzi che non hanno dato assenso al trattamento dei dati sensibili. E io non intendo mettere in piazza informazioni sui miei figli e la mia famiglia".

In totale sarebbero una decina, tra deputati e senatori, i parlamentari M5S che, pur avendo effettuato i bonifici per le restituzioni, si sarebbero rifiutati o sarebbero pronti a rifiutarsi di caricare i propri dati sensibili sulla piattaforma. A queste perplessità lo 'Staff' ha replicato sempre via mail specificando che "tutti i dati ritenuti sensibili, presenti nei documenti che il portale chiede di caricare" possono essere "preventivamente oscurati, così come indicato chiaramente nel portale". Ma questo non sarebbe bastato a fugare i dubbi degli eletti più diffidenti.

Salvini dubbioso: «Analisi Tav non mi ha convinto»

''Non mi ha convinto". Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a margine della presentazione del rapporto sulle Agromafie di Coldiretti, ha risposto a una domanda sull'analisi costi-benefici sulla Tav. "Più veloci viaggiano le merci e le persone e meglio è'', ha ribadito Salvini.

Il vicepremier non aveva nascosto le sue riserve anche nel giorno della pubblicazione dell'analisi. "Chi l'ha già letta - aveva detto - mi dice che ci sono dati un po' strani che ci confermano l'idea di andare avanti". E ancora: "Ho il rispetto del lavoro di tutti, ma io resto della mia idea''. Il ministro si era anche detto favorevole a un referendum nazionale sulla Tav in mancanza di un accordo tra M5S e Lega: "Io sono sempre favorevole ai referendum ma ora mi sto occupando di latte, pastori e Sardegna", aveva rispondo.

Bagarre alla Camera, rivolta Pd contro Fico

Bagarre alla Camera durante l'esame del ddl di riforma costituzionale sul referendum propositivo. Il Pd ha abbandonato l'Aula, dopo che il presidente, Roberto Fico, aveva respinto la richiesta di espellere dall'Aula il deputato M5S Giuseppe D'Ambrosio, per aver mimato il gesto delle manette nei confronti dell'esponente Pd Gennaro Migliore. Mentre uscivano dall'Aula, Fico si è rivolto agli esponenti Dem con un "arrivederci", visto che, ha spiegato, "mi state salutando". A quel punto sono stati lanciati dei fogli contro il presidente dell'Assemblea, colpendo anche la segretaria generale Lucia Pagano, che ha deciso di sospendere la seduta. Fico aveva richiamato D'Ambrosio, aggiungendo che del caso se ne sarebbe occupato comunque il collegio dei Questori. Il presidente della Camera ha poi chiesto "chiedo scusa al Pd per l'arrivederci".

"Apprezzate le circostanze", Fico ha deciso di chiudere la seduta, aggiornando l'esame del ddl di riforma costituzionale sul referendum propositivo a martedì 19 febbraio, alle ore 14.

«A rischio unità nazionale, sembra secessione dei ricchi»

ROMA. «Con questo provvedimento si vuole dissolvere l'unità nazionale e aumentare le disuguaglianze; io sono favorevole all'autonomia, ma il governo deve garantire l'unità nazionale e quindi stare più vicino ai cittadini e concedere forme di opportuna autonomia alle città. Invece quella attuale mi sembra una forma di secessione dei ricchi». Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di una conferenza stampa davanti a Montecitorio per protestare contro il progetto di legge sull'autonomia rafforzata. «In 8 anni ho guidato Napoli senza soldi - ha aggiunto de Magistris - per questo dico che serve una Italia unita e coesa per fare ripartire il Paese. A Napoli nel frattempo stiamo lavorando a una nostra moneta e al progetto “Napoli Autonoma"». «Mi dispiace per M5s, che ha preso voti, anche giustamente, al Sud, e sta per approvare un ddl davvero penalizzante nei confronti del Mezzogiorno. Si stanno prendendo una grave responsabilità, - ha continuato - contribuendo a costruire la comunità del rancore e del nemico del giorno. Prima erano i meridionali, adesso gli africani. Stanno portando avanti la dissoluzione del nostro paese». «Non sarà Roma - ha aggiunto - che deciderà il nostro destino. Respingemmo Renzi sullo sblocca-Italia su Bagnoli, abbiamo vinto le battaglie sul debito, sconfiggeremo anche il governo del rancore».

IL VIDEO

Vito Bardi verso la candidatura in Basilicata

NAPOLI. Per le elezioni regionali della Basilicata nel centrodestra manca poco all’annuncio ufficiale. Vito Bardi, lucano doc ed ex vice comandante generale della Guardia di Finanza, per anni a Napoli alla guida delle fiamme gialle, ha incontrato Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Oggi è in programma un nuovo incontro tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, partito di cui Vito Bardi è espressione, e nelle prossime ore si dovrebbe avere l’annuncio ufficiale della candidatura di Vito Bardi alla carica di Governatore della Basilicata per la coalizione di Centrodestra.

Silvio prepara la battaglia

Il 9% non è sufficiente, dobbiamo fare meglio. Durante il vertice ad Arcore con lo stato maggiore azzurro, Silvio Berlusconi avrebbe fatto una prima riflessione sul voto in Abruzzo e la vittoria del centrodestra a trazione salviniana. Raccontano di un Cav non arrabbiato ma non certo felice della performance del suo partito, che non è riuscito a superare quota 10%, nonostante il suo impegno in prima persona. L'ex premier avrebbe invitato i suoi a scegliere alcuni temi specifici, in particolare il lavoro, su cui concentrarsi in campagna elettorale per dare battaglia a M5S e Lega e sfidare Di Maio e Salvini: dobbiamo restare nel perimetro del centrodestra rivendicando la nostra forte identità, avrebbe detto Berlusconi.

Prima delle tasse, c'è il problema del lavoro, il lavoro deve essere la nostra priorità, sarebbe stato il monito dell'ex premier, che ha invitato tutti a darsi da fare sul territorio e a mobilitarsi per le prossime regionali in Sardegna. Dobbiamo andare tutti in Sardegna, si sarebbe raccomandato. Forte dell'ultimo sondaggio arrivato sul suo tavolo, che, apprende l'Adnkronos, stima Fi all'11 per cento a livello nazionale, Berlusconi avrebbe spiegato che l'unico modo di scardinare l'asse gialloverde è puntare sui temi specifici, per lo più economici, propri di Fi, senza attaccare Salvini, continuando a lanciare affondi ai Cinquestelle come ha fatto in tv a Pomeriggio 5. Niente stoccate all'alleato storico leghista, fanno notare fonti azzurre, perché, in nome della realpolitik, con Salvini bisogna collaborare per tornare a governare il Paese con una nuova maggioranza di centrodestra. Berlusconi, infatti, crede che la coalizione Fi-Fdi-Lega possa tornare a palazzo Chigi, ma deve restare unita come dimostra il voto abruzzese. E in ogni caso, il giorno dopo le europee c'è da costruire l'alleanza tra il Ppe e i sovranisti a Bruxelles.

«Burattino», Verhofstadt attacca Conte

Dura contestazione per il premier italiano a Strasburgo. Il capogruppo dei Liberaldemocratici nel Parlamento Europeo, Guy Verhofstadt, ha infatti attaccato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della seduta plenaria: "Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Matteo Salvini e Luigi Di Maio?", ha chiesto al premier il politico belga, in un discorso pronunciato interamente in italiano.

"Il governo italiano ha impedito all'Ue di essere unita contro Nicolas Maduro e di riconoscere Juan Guaidò. Lo sa bene perché, perché" siete "sotto la pressione del Cremlino, questa è la verità", ha aggiunto il capogruppo dei Liberaldemocratici. "Per questo bisogna dire basta alla regola dell'unanimità nel Consiglio il più velocemente possibile" nelle materie di politica estera, ha sottolineato.
E ancora: "Ho paura della recessione dell'economia" italiana, "perché il vostro governo" mette in pratica "solo la tattica per farvi rieleggere con regali e debiti. Questa è la verità", ha tuonato Verhofstadt nel discorso più duro tra quelli finora pronunciati dai capigruppo che hanno chiesto la parola. Proprio con l'Alde guidata dal politico belga il Movimento Cinque Stelle provò, a metà legislatura, a trovare un accordo per confluirvi, tentativo che poi non andò a buon fine.

LA RISPOSTA DI CONTE - In serata Conte va al contrattacco e risponde a Verhofstadt: "Addirittura - dice in Aula a Strasburgo - un capogruppo ha detto 'burattino' a chi rappresenta il popolo italiano: non lo sono e non mi sento un burattino. Sono orgoglioso di rappresentare la voglia di cambiamento del popolo italiano e orgoglioso di sintetizzare" le posizioni di questo governo. Un governo che "non è burattino, perché non risponde a lobby, gruppi di potere e comitati d'affari. Forse lo è chi risponde" a lobby e comitati d'affari, conclude.

IRA SALVINI E CINQUESTELLE - "Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del Consiglio, il governo ed il popolo italiano è davvero vergognoso. Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente". Questa la replica del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, alle parole del leader dei liberali dell'Alde.

Duro anche il M5S: "Non basta saper parlare in italiano per essere amici del popolo italiano. L'intervento al Parlamento europeo di Guy Verhofstadt è stato offensivo e privo di contenuti. Non accettiamo nessuna lezione da chi, come dimostra uno studio commissionato da tre ong europee Friends of the earth Europe, Corporate Europe Observatory e LobbyControl, è a libro paga di multinazionali e comitati d'affari. Verhofstadt stesso ha dichiarato di far parte di sette fra Comitati e consigli di amministrazione. Chi è allora il burattino?", chiede in una nota la delegazione al Parlamento europeo del Movimento 5 Stelle.

BOTTA E RISPOSTA CON L'EURODEPUTATO PD - Ma non c'è solo Verhofstadt. Scambio dialettico duro anche con l'eurodeputato del Pd Daniele Viotti, relatore sul bilancio Ue, che ha attaccato il premier Giuseppe Conte. "Le leggo alcuni numeri - ha attaccato Viotti - Moavero, 8 su 19; Toninelli 3 su 4; Salvini 4 su 4. Queste sono le assenze dei ministri alle riunioni del Consiglio. Non siete mai presenti alle riunioni: chiedete scusa ai cittadini italiani. L'Italia ha bisogno di un governo presente in Europa. Questa è la giustificazione che doveva dare oggi, invece non siete mai presenti".

"Mi è stato detto - ha risposto Conte - che il mio governo non sarebbe rappresentato al tavolo del Consiglio. La grammatica dice che un governo è rappresentato anche da un sottosegretario e un delegato". Conte ha poi definito Viotti "esponente di un partito che non ha presidiato adeguatamente per l’Ema e ne paghiamo ancora le conseguenze".

Battibecco anche con la capodelegazione Pd Toia sulla citazione di Moro fatta da Conte, che ha suscitando reazioni da parte di alcuni eurodeputati centristi. Lo statista di Maglie, ha ricordato Conte, "sosteneva che 'nessuno è chiamato a scegliere tra essere in Europa e essere nel Mediterraneo, poiché l'Europa intera è nel Mediterraneo'".

Gli ha risposto la dem Patrizia Toia: "Moro leggiamolo tutto. Lui non avrebbe mai fatto quello che abbiamo fatto noi" nel Mediterraneo, ha detto l'eurodeputata lombarda. Per il portoghese del Ppe Paulo Rangel, giurista e uomo politico del Partito Socialdemocratico (in Portogallo è un partito di centrodestra), "è un peccato che il governo non onori la memoria di Aldo Moro con il suo europeismo e la sua dedizione alla causa europea: non basta citare Moro a proposito del Mediterraneo, bisogna citarlo a proposito dell'Europa", ha concluso.

 

 

Berlusconi: «Italiani fuori di testa»

''Il signor Di Maio che cosa ha fatto?'', ''Di Battista chi è?''. Show in tv di Silvio Berlusconi contro i Cinque stelle. Ospite di 'Pomeriggio Cinque', su Canale 5, il Cav va all'attacco di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. L'ex premier esordisce con una serie di domande rivolte al pubblico in sala, agli italiani che lo guardano in diretta: ''Che cosa ha fatto il signor Di Maio? Ditemelo voi... Di Maio dove ha studiato? Quanti esami ha superato con 30 e lode? Quante lauree ha preso? Dove ha lavorato? E gli diamo in mano l'Italia? Siete tutti pazzi...". Il presidente di Forza Italia se la prende con il popolo italiano che ha votato i grillini consentendo a Di Maio di sedersi nella 'stanza dei bottoni', a palazzo Chigi: ''Gli italiani sono usciti di testa, siamo un popolo di matti, chiaro?''. Concetto ribadito anche quando parla di quanti lo votano: "Mi conoscono tutti, mi è difficile andare per strada perché mi chiedono foto, mi fermano... e poi? Sa quanti mi votano? Cinque o sei italiani su cento. Mi sembra che gli italiani sono fuori di testa". Riguardo all'esecutivo, "non voglio entrare nel caos creato da questi qui. Il governo è una macedonia impazzita, stiamo diventando tutti più poveri...'' scandisce il leader azzurro.

Berlusconi lancia un affondo anche nei confronti di Di Battista: ''Devo intervenire, non mi invitate mai nelle vostre tv, mentre ho visto Di Battista, ma scusi Di Battista che cosa è? E' colpa di Confalonieri... Ho incontrato Confalonieri e gli ho detto 'non ti saluto più, perché sei presidente di una tv che non mi invita mai...'''. Barbara D'Urso, che per tutta la durata dell'intervista da del 'tu' all'ex premier, ci resta male per la 'ramanzina': ''Ma sei sempre impegnato, perché dici 'vostre tv'?". Pronta la replica del Cav: ''Le vostre, le vostre di voi che le fate, che invitate Di Battista, questo e quell'altro, scusate ma Di Battista cos'è? Non ho detto che è colpa tua, ma di Confalonieri...". Il botta e risposta continua. Ad un certo punto, D'Urso cerca di interromperlo e Berlusconi la stoppa: ''Lasciami finire, poi parli solo tu...''. La conduttrice ribatte: "Parlo solo io, non ci crede nessuno...''.

Dopo la vittoria in Abruzzo del centrodestra a trazione salviniana, il Cavaliere rivendica il peso politico nella coalizione di Forza Italia. "Il centrodestra unito ha vinto tutte le elezioni dopo il 4 marzo. E' l'unica soluzione per l'Italia - rimarca - E non c'è maggioranza senza Forza Italia, l'unica depositaria di tutti i valori dell'Occidente''.

Il leader di Forza Italia rivela di aver "già preso in affitto un appartamento a Bruxelles, forse lo comprerò. Questo dimostra quali siano le mie intenzioni: lavorerò tantissimo. Voglio andare in Europa per cambiarla''. Berlusconi parla anche della Tav. "L'analisi costi-benefici è piena di sciocchezze", afferma, è "costruita apposta per dare ragione al M5S". "Bloccare la Tav - avverte ancora - significa perdere 50mila posti di lavoro''.

Dall'ex premier arriva infine una stroncatura delle canzoni di Sanremo: ''Tutte boiate...''. Il Cavaliere risponde in maniera tranchant quando Barbara D'Urso gli chiede se gli è piaciuto qualche brano: ''No, sono tutte boiate. Io scrivo canzoni, il confronto con le mie è 100 a 5... Non c'è n'è nessuna che mi è piaciuta".

 

Abruzzo al centrodestra. Lega primo partito, crollo M5S

L'Abruzzo torna al centrodestra. Marco Marsilio 'stravince' le elezioni regionali ed è quindi il nuovo presidente della Regione. In base ai dati definitivi del Viminale, quando sono state scrutinate 1633 sezioni su 1633, Marsilio ha vinto con il 48,03% pari a 299.949 voti. Secondo classificato il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini, che ha ottenuto il 31,28 % pari a 195.394 voti. La candidata M5S Sara Marcozzi ha chiuso al 20,20% (126.165 voti) e il candidato di Casapound Stefano Flajani allo 0,47% (2.974 voti). La Lega si conferma il primo partito con il 27,52 % per 164.154 voti.

"La priorità assoluta è la ricostruzione, rimasta ferma negli ultimi tempi, una vergogna da cancellare", ha detto Marco Marsilio, subito dopo che i primi dati delle urne lo incoronavano neopresidente, parlando di "un successo di tutto il centrodestra". Ricordando l'impegno del centrodestra per la ricostruzione post terremoto dell'Aquila, ha sottolineato che bisogna "replicare quel modello e la priorità è rimettere in condizione le persone di rientrare nelle proprie case". Sull'avanzata della Lega, con cui "c'è un ottimo rapporto, rinsaldato in questo splendido mese di campagna elettorale", Marsilio ha affermato: "E' positivo che un partito che solo qualche anno fa era confinato a una politica addirittura secessionista oggi è un partito autenticamente nazionale. E' un progresso per tutta la nazione". E si è detto sicuro che il Carroccio "sarà architrave fondamentale, è importante per il governo della regione Abruzzo". Con un dato che certifica "l'inconcludenza e l'inconsistenza della proposta politica grillina, e da M5S mi sarei aspettato un'autocritica". "Dopo la prima ventata di protesta - ha aggiunto - è il centrodestra che ha intercettato il desiderio di novità degli abruzzesi".

Di "vittoria clamorosa" parla Matteo Salvini il quale allo stesso tempo sottolinea: "Per me non cambia nulla a livello di governo". "Avanti con il lavoro - avrebbe concluso il leader del Carroccio rispondendo a Enrico Mentana, come lo stesso giornalista ha riferito nel corso della maratona TgLa7 per le elezioni regionali in Abruzzo - abbiamo ancora tanti impegni da mantenere". E su Twitter: "Grazie Abruzzo! Grazie Italia. Più forti degli attacchi, delle bugie e delle polemiche: da domani al lavoro".

Gli fa eco il premier Giuseppe Conte per quale il dato "non cambia nulla per il governo centrale. Continuiamo a lavorare", non c'è "nessun cambiamento all'ordine del giorno".

"E' una giornata storica per Fratelli d'Italia e siamo entusiasti di aver espresso il primo presidente di Fdi per il centrodestra", ha detto Giorgia Meloni aggiungendo: "Una candidatura vincente, convincente e unificante". "Ora proporremo per l'Abruzzo un modello di governo valido anche a livello nazionale", ha sottolineato affermando che "Fratelli d'Italia è impegnato nella costruzione di un centrodestra coeso, fresco, nuovo, la cui unica stella polare è il contratto con i cittadini non quello fatto dai partiti nei palazzi".

 

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