Domenica 26 Marzo 2017 - 9:31

Grillo e il caso Genova: «Chi non è d'accordo si faccia il suo partito»

GENOVA. "Dobbiamo intenderci su che cos'è la democrazia. Una democrazia senza regole non è democrazia. Noi abbiamo le nostre, io sono il garante e le faccio rispettare. Chi non è d'accordo si faccia il suo partito". Lo ha affermato il leader del M5S, Beppe Grillo, rispondendo, a margine di un convegno organizzato dai 5 Stelle sull'acqua pubblica, a una domanda sul caso Genova, dove alla vincitrice delle comunarie Marika Cassimatis, Grillo ha deciso di revocare l'uso del simbolo del movimento.

"Non c'è un problema di metodo, è tutto spiegato sul blog. Il metodo è giustissimo. Io sono il garante", aveva detto Grillo fuori dall'hotel Forum.

Alla Camera, poi, Grillo ha incontrato Alessandro Di Battista: un abbraccio e qualche pacca sulla spalla per allontanare polemiche e presunti malumori sul caso Genova. Il deputato romano ha salutato il garante del Movimento poco prima che quest'ultimo lasciasse l'auletta dei gruppi di Montecitorio senza rilasciare dichiarazioni.

Consiglio comunale di Napoli, Moretto subentra a Lettieri

Gianni Lettieri si dimette il Consiglio comunale di Napoli. Con l'uscita dell'imprenditore a San Giacomo arriva Vincenzo Moretto, primo dei non eletti della lista 'Prima Napoli'. Nella seduta di oggi e' stato anche confermato Federico Arienzo come capogruppo del Partito democratico in sostituzione di Valeria Valente, che si e' dimessa il 6 marzo a seguito della sfiducia in aula degli stessi dem dopo lo scandalo 'listopoli'.

Il Senato boccia la mozione contro Lotti

ROMA. Il Senato ha bocciato la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dello Sport, Luca Lotti, con 161 voti. I sì sono stati 52, 2 gli astenuti. I presenti erano 219 e i votanti 215.

"Accetto la vergognosa strumentalizzazione di queste ore a testa alta e a viso aperto e chi ha pesantemente insultato il buon nome della mia famiglia abbia il coraggio di rinunciare all'immunità parlamentare", ha detto il ministro prima del voto sulla mozione di sfiducia in relazione al Caso Consip.

"E' normale che siano in tanti, anche qui, a nutrire dubbi sull'azione di governo che io rivendico con forza. Quello che non può accadere che si cerchi di colpire" quell'azione di governo attraverso la "strumentalizzazione di un'indagine giudiziaria", ha aggiunto. "Mi sembra evidente. Qui oggi -ha dettoLotti- è in atto un tentativo di colpire me non per quello che sono, il ministro dello sport, ma per quello che nel mio piccolo anche io rappresento. Si cerca cioè di mettere in discussione lo sforzo riformista di questi anni al quale anche io ho collaborato partendo da Firenze".

"Vi debbo sincerità profonda: è legittimo e forse persino fisiologico che siano in tanti – anche qui dentro – a nutrire dubbi sull'efficacia dell'azione di Governo degli ultimi anni. Azione che io rivendico con forza ma che può – e deve – trovare in Parlamento una critica solida delle opposizioni di varia natura". "Quello che non può accadere, però, è che si cerchi di liquidare quella esperienza attraverso la strumentalizzazione di una indagine giudiziaria che farà il suo corso e accerterà i fatti. Chi vuole attaccarci per i nostri risultati politici ha il diritto e forse persino il dovere di farlo. Ma chi piega a fini politici una indagine -ha sottolineato Lotti- fa del male a se stesso, non solo a noi".

"Non ho mai avvisato Marroni nè nessun altro di una indagine su Consip, nè mai passato altra informazione. Mai. Sostenere il contrario significa il reato di calunnia", ha detto ancora. "La mozione di sfiducia del M5s mette in discussione quanto di più prezioso posseggo, la mia moralità prima che il mio ruolo politico. Con molta umiltà e con piena consapevolezza di chi crede nella politica come forma alta di servizio civile mi rivolgo a voi per respingere con determinazione questo tentativo".

"Mi sono presentato spontaneamente ai magistrati prima di Natale, perchè solo ora la mozione di sfiducia? Perchè qui oggi è in atto un tentativo di colpire me non per quello che sono ma per quello che nel mio piccolo io rappresento: si vuole mettere in discussione lo sforzo riformista di questi anni", ha proseguito. "A chi ha presentato la mozione dico che non accettiamo lezioni di moralità da un movimento fondato da un pregiudicato, che cambia opinioni in base agli equilibri interni. L'Italia ha bisogno di un confronto civile nel merito, non di demagogia", ha detto il ministro. "Lasciate i processi a chi sa farli, giudici e avvocati, e iniziate a fare politica, se pensate di essere capaci di farla", ha affermato rivolto al M5s.

Lettiera annuncia l’addio al consiglio comunale di Napoli

Il Comune di Napoli e' "ridotto a mero teatrino di favori ad amici e ad amici degli amici, di spartizione di incarichi e di poltrone", per cui "non posso sopportare l'idea di dover condividere anche solo un istante di piu' la sala del Consiglio comunale con chi usa il potere concessogli dai cittadini per fare gli interessi di pochi eletti, con chi presenta bilanci poco chiari e trasparenti, con chi prende in giro i napoletani". Lo scrive Gianni Lettieri, candidato a sindaco di Napoli sconfitto per due volte da Luigi de Magistris  confermando la sua volonta' di volersi dimettere da consigliere comunale. L'imprenditore napoletano, attaccando la giunta de Magistris, rincara la dose, e scrive: "non voglio mischiarmi a chi utilizza ed aizza giovani antagonisti e violenti contro lo Stato e le forze dell'ordine" cosi' come "a chi lascia intere zone in mano a camorristi e spacciatori senza muovere un dito, a chi lascia interi quartieri nel degrado assoluto".

Papa Francesco: «Chi toglie il lavoro fa un peccato gravissimo»

ROMA. Chi toglie il lavoro all'uomo "fa un peccato gravissimo". Non usa mezzi termini papa Francesco, nel corso dell'udienza generale in piazza San Pietro, nel denunciare l'atteggiamento di chi "per manovre economiche" o in nome di "negoziati" poco chiari toglie lavoro e dignità alle persone.

"Fare di tutto - esorta il Pontefice a fine udienza parlando a braccio - perché ogni uomo e ogni donna possa lavorare e così guardare in faccia gli altri con dignità". Quindi la denuncia: "Chi per manovre economiche, per fare negoziati non del tutto chiari chiude fabbriche, chiude imprendimenti lavorativi e toglie il lavoro agli uomini, fa un peccato gravissimo".

Papa Francesco rivolge poi un pensiero speciale ai dipendenti di Sky. In piazza San Pietro sono arrivati un centinaio di lavoratori. Il Pontefice lancia anche un appello. "Un pensiero speciale rivolgo ai lavoratori di 'Sky Italia', ed auspico che la loro situazione lavorativa possa trovare una rapida soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente delle famiglie", è il monito di Bergoglio.

Riforma processo penale, sì alla fiducia. Tutte le novità

ROMA. Il Senato ha approvato con 156 voti a favore, 121 contrari e un astenuto il ddl di riforma del processo penale. Il provvedimento torna ora all'esame della Camera.
Con il ddl che riforma il processo penale il Senato licenzia per la Camera un provvedimento con diverse deleghe legate al regime delle prescrizioni, le intercettazioni, l'ordinamento penitenziario. Previsto l'aumento delle pene per furti e rapine. Fra le norme del ddl: l'inasprimento delle sanzioni per il voto di scambio politico-mafioso, che viene punito con il carcere da sei a dodici anni (attualmente è da 4 a 10 anni), l'aumento delle pene per il furto in abitazione, lo scippo e la rapina (da 4 a 10 anni), per l’estorsione aggravata (da 6 a 7 anni).
Quanto alla prescrizione, per alcuni reati in danno dei minori, essa decorre dal compimento della maggiore età della vittima (salvo che la notizia del reato sia precedente al compimento dei 18 anni). Il provvedimento dispone inoltre che l'interruzione della prescrizione non può comportare l'aumento di più della metà del tempo necessario a prescrivere anche per i reati di corruzione, concussione, peculato.
C'è, però, una disposizione, risultata 'indigesta' all'Associazione nazionale magistrati, che dà un massimo di tre mesi alle procure (prorogabili di altri 3) per chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento dell’indagato, al termine delle indagini preliminari. Se tale limite viene ignorato, interviene l’avocazione da parte del procuratore generale (ma per reati di mafia e terrorismo il tempo è dilatato fino a un anno).
Sul fronte delle intercettazioni, la delega riguarda, oltre alle misure per garantire la riservatezza, una fattispecie di reato legata alla diffusione di immagini o conversazioni telefoniche fraudolentemente captate. Viene disciplinato, inoltre, l'uso dei cosiddetti 'trojan', stabilendo che l'attivazione avvenga con comando attivato da remoto e non con il solo inserimento del 'captatore' informatico.

Infine, non possano essere in alcun modo conoscibili, divulgabili e pubblicabili i risultati di intercettazioni che abbiano coinvolto occasionalmente soggetti estranei ai fatti per cui si procede. Il governo, con l'ultimo emendamento presentato, punta alla riduzione del 50% del budget per le intercettazioni con il presupposto che sulla base delle nuove tecnologie disponibili non diminuirà il numero degli ascolti.

Punito fino a 4 anni chi diffonde registrazioni di conversazioni tra privati captate fraudolentemente al solo fine di infangarne la reputazione. Non c'è punibilità è esclusa se le registrazioni integrano una prova in un processo o sono usate per la difesa o per il diritto di cronaca.

Ora Renzi evoca il complotto: hanno cercato di distruggere il Pd

TORINO. "Nelle scorse settimane qualcuno ha cercato di distruggere il Pd perché c'era una debolezza, innanzitutto mia, ma non si sono resi conto che c'è una forza di una comunità, quella del Pd, che nessuno può mettere in discussione". È un passaggio dell'intervento di Matteo Renzi a chiusura della tre giorni del Lingotto. "Tecnicamente questa tre giorni ha visto la presenza di un botto di gente. Dopo tre mesi di polemiche tre giorni straordinari. Grazie a tutti ", aggiunge parlando davanti alla platea, con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in prima fila. "Siamo felici di lavorare insieme a te. E' bello che sarai tu a rappresentare l'Italia al G7", dice Renzi rivolgendosi al premier.

Inchiesta Consip, Romeo resta in carcere

ROMA. L'imprenditore napoletano Alfredo Romeo, detenuto per corruzione dal primo marzo scorso, resta in carcere. Il gip Gaspare Sturzo ha infatti respinto la richiesta con la quale i suoi difensori avevano sollecitato la revoca di custodia cautelare o in subordine gli arresti domiciliari. Romeo è accusato di corruzione per aver pagato una tangente di 100mila euro a Mario Gasparri, già dirigente di Consip. All'accoglimento dell'istanza presentata dai difensori avevano dato parere negativo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pubblico ministero Mario Palazzi.

De Luca: «Pd, a Napoli
il gruppo dirigente è una nullità»

NAPOLI. Duro attacco del governatore campano, Vincenzo De Luca, al Pd napoletano: "Se dovessi commentare quello che succede nel partito a Napoli ci sarebbe da chiudere il libro o da indignarci per il livello di nullità del gruppo dirigente del Pd di Napoli, cosa che offende migliaia di militanti e che fanno perdere al Pd non il consenso, ma il rispetto", ha detto De Luca durante il suo intervento a LiraTv.

Consip, Tiziano Renzi si autosospende da segretario Pd a Rignano

FIRENZE. Tiziano Renzi si è autosospeso da segretario del circolo Pd di Rignano sull'Arno, il comune fiorentino dove risiede. L'autosospensione, che è da intendere come la rinuncia alla carica politica, è stata comunicata al segretario metropolitano del Pd fiorentino, Fabio Incatasciato. Nei prossimi giorni, forse già lunedì sera, gli iscritti al circolo di Rignano si riuniranno per decidere a chi affidare la reggenza al posto del segretario. L'autosospensione di Tiziano Renzi è collegata all'inchiesta sul caso Consip, dove risulta indagato per traffico di influenze illecite.

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