Lunedì 22 Ottobre 2018 - 8:19

«"Signor" crimi, lei mente ed è in mala fede»

Roberto Paolo, vicedirettore del Roma e presidente nazionale della File (Federazione italiana liberi editori), risponde su Facebook al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria, Vito Crimi, in merito all'azzeramento del fondo per l'editoria.

“Signor” crimi, lei ha mentito quando, appena insediato, garantì a sindacato, Ordine dei giornalisti e associazioni di categoria che questo governo non voleva abolire il sostegno alle cooperative no profit e agli enti morali che editano giornali. Oggi dice che entro un anno azzera quei contributi. 
Lei ha mentito di nuovo oggi, quando ha detto che verranno azzerati i contributi all'editoria: in verità lei parla solo dei 60 milioni destinati alla carta stampata, ai giornali editi da cooperative ed enti morali senza scopo di lucro. Perché, dite voi dei 5 Stelle, devono stare sul mercato, se non vendono a sufficienza devono chiudere. Ma lei sa bene che mantiene inalterati altrettanti 60 milioni di euro di contributi a radio e tv locali, che non sono editi da cooperative di giornalisti con divieto di distribuzione di utili, come per i giornali, ma sono di proprietà di imprenditori con fini di lucro, che se a fine anno fanno utili, anche grazie ai contributi pubblici che voi lasciate in piedi, quegli utili se li dividono e se li portano a casa. 
Allo stesso modo, lei mantiene in piedi i contributi ai siti di informazione online. Lei vuole colpire SOLO LA CARTA STAMPATA. Forse perché la torta di pubblicità che oggi finisce alla carta stampata fa gola al suo vero padrone, la Casaleggio Associati, il cui core business è il web. 
Lei mente ancora ed è in malafede quando dice che i contributi pubblici hanno creato giornalisti sottopagati: hanno creato posti di lavoro e lei lo sa bene, perché il suo dipartimento ha tutti i numeri. 
Come può essere onesto quando afferma che togliendo i contributi i giornalisti saranno pagati meglio? Chiuderanno centinaia di piccole testate locali, migliaia di giornalisti saranno disoccupati e affolleranno la già grande schiera di persone che pur di lavoricchiare sono disposti ad essere sottopagati. Proprio il contrario di quello che lei afferma in perfetta malafede.
Lei mente ed è in malafede, “signor” crimi. E chi mente ed è in malafede può essere definito in un solo modo: una persona disonesta. 
Al suo nome sarà associato per sempre, con vergogna, il ricordo di tanti giornali locali che scompariranno e di migliaia di posti di lavoro persi. Non so come possa dormire la notte, a meno di non credere che, oltre ad essere disonesto, lei sia anche privo di una qualsiasi forma di coscienza.

Rimpasto di Giunta, maggioranza in pressing

NAPOLI. Ci avviamo ormai alla fine dell’anno e del rimpasto, annunciato a fine 2018 dal sindaco Luigi de Magistris, non c’è ancora traccia. Sono state svolte consultazioni su consultazioni all’interno della maggioranza del sindaco: tutti chiedono cambiamenti della squadra di Governo, ma troppe le differenze tra le varie richieste. Accontentare tutti, così, è difficile per l’ex pm, che fino ad ora ha temporeggiato. Negli ultimi giorni, però, ha annunciato un’accelerazione e il rimpasto è atteso ormai a giorni. I cambiamenti potrebbero essere tanti. Le ultime voci riferiscono di un possibile cambio nel ruolo di vicesindaco tra Raffaele Del Giudice ed Enrico Panini, magari anche in ottica elezioni Regionali (se de Magistris volesse candidarsi potrebbe lasciare un uomo di DemA per l’ultimo anno di amministrazione, come fece Bassolino con Riccardo Marone. Gli altri nomi caldi in entrata sono quelli di Monica Buonanno  e l’assessorino della terza Municipalità Laura Marmorale. In uscita rischiano Maria D’Ambrosio e Alessandra Sardu. Le conferme arriveranno a breve, anche perché il sindaco farà fatica ad attendere ancora. La sua maggioranza, infatti, preme sempre di più per i cambiamenti. Gli ultimi ad intervenire, in ordine di tempo, sono il consigliere di Agorà Nino Simeone e il capogruppo della sinistra Mario Coppeto. Simeone va giù duro: «C’è il rischio concreto che la situazione possa precipitare.Troppi inciuci a corte e troppi dilettanti allo sbaraglio, che stanno gestendo maldestramente una situazione delicata». Mentre Coppeto scrive su Facebook: «È l’ultima occasione per rilanciare l’azione amministrativa e provare a risolvere le vere questioni della città. I cambiamenti siano all'altezza di questo bisogno». 

ddm

Grillo: «Togliere poteri al Capo dello Stato». Alt dei 5S

"Mi hanno accusato di vilipendio per una battutina che ripeto anche qui. Poi c'è stata la storia dell'impeachment. Noi dobbiamo riformare" il ruolo del Presidente della Repubblica, "nomina 5 senatori a vita, è capo delle forze armate e del Csm. Bisogna togliere questi poteri". Così Beppe Grillo dal palco del Circo Massimo e le sue parole sollevano un vespaio.

Immediata la replica del segretario del Partito democratico, Maurizio Martina: “Il comico miliardario prenda in giro chi vuole, non c’è alcun problema a farsi due risate al circo di domenica, ma lasci stare la Costituzione e il ruolo di garanzia del Quirinale. Il Capo dello Stato non si tocca”. A stretto giro anche la reazione di Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “‪Gli attacchi sguaiati di @beppe_grillo alla Presidenza della Repubblica dimostrano ancora una volta la natura primordiale eversiva del @Mov5Stelle - scrive su Twitter - Stanno al governo ma sognano di sovvertire le regole democratiche e costituzionali del nostro Paese. Irresponsabili al potere”.

Dal M5S intanto precisano "che né le forze di maggioranza né il governo intendono riformare i poteri del Presidente della Repubblica. Tale proposito non è infatti presente nel contratto di governo". Si fa inoltre notare che "Grillo non riveste ruoli istituzionali. Dal Movimento ribadiscono piena fiducia nel ruolo di Garante della Costituzione del Presidente Sergio Mattarella".

Grillo è arrivato sul palco sulle note della sua canzone blues 'Show me the way' ed è intervenuto davanti al popolo di Italia 5 Stelle in jeans e camicia nera, stringendo sempre una 'manina' di plastica con l'intento di richiamare la polemica degli ultimi giorni sul dl fiscale. Blindatissimo il suo arrivo al Circo Massimo. Via dell'Ara Massima di Ercole, una stradina limitrofa alla piazza, è stata presidiata da decine di carabinieri e poliziotti che hanno vietato l'accesso a cronisti, fotografi e curiosi chiudendo l'ingresso da entrambi i lati con delle transenne. Il cofondatore del M5S è giunto a bordo di un Suv dai vetri oscurati che lo ha condotto direttamente nel backstage.

Rispetto a Salvini "noi siamo strutturalmente come Dna diversi... - ha detto dal palco - lui è di pancia, anche io lo sono. Il Movimento è nato dalla pancia, che è un secondo cervello. Non ci vuole molto a capire chi hai di fronte". "L'etica della politica è la lealtà... Salvini è uno che dice una parola e la mantiene" e "questo è un miracolo", ha rimarcato il garante del M5S.

Quanto alla sinistra, "per questa sinistra non esiste il presente ma nemmeno il futuro: è morta, è diventata noiosa, senza una narrazione. Vi sfido a dirmi un nome di un candidato alla segreteria, c'è questo qui, il segretario, che sembra il maggiordomo della famiglia Addams".

Poi, a proposito di Di Maio: "Luigi è una macchina da guerra, nessuno riesce a metterlo in difficoltà. Solo io riesco, che so tutte le cose della sua vita...".

Beppe Grillo ha chiuso Italia 5 Stelle nel segno della musica e si è cimentato nell'esecuzione di un brano blues dopo il suo intervento alla kermesse. "Se mi arrestano tornerò più forte di prima", ha scherzato il comico a proposito dell'indagine per vilipendio nei confronti dell'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano. Sul palco a far festa con Grillo anche Maio, Davide Casaleggio, ministri e parlamentari 5 Stelle.

Renzi: «Non lasciamo l'Italia ai cialtroni»

"Noi siamo quelli che barcollano ma non mollano. Siamo quelli che restano ma siamo anche quelli che si rimettono in cammino perché non vogliono lasciare l'Italia ai cialtroni che la vogliono distruggere". Matteo Renzi chiude la Leopolda e lancia un nuovo affondo contro il governo: "State prendendo in giro gli italiani".

Renzi dice che "c'era un disegno sostenuto da molte personalità", di "trasformarci in piccoli alleati saggi dei 5 stelle". Ma "noi abbiamo detto no a questo disegno" scandisce, "ho detto no perché avremmo perso la nostra anima. Era un accordo vantaggioso per le poltrone ma la politica non è solo scambio di nomine. Abbiamo detto no a un'operazione di potere".

"FOA BUGIARDO"- Renzi va poi all'attacco del presidente della Rai. "E' un bugiardo, è una fake news che cammina" dice il senatore del Pd dopo le parole di Marcello Foa, secondo il quale il gruppo Pd all'europarlamento sarebbe finanziato da George Soros. "Non invitatemi alle trasmissioni, io non ho paura e lo dico in faccia che il presidente della Rai è bugiardo. Chiedo ai parlamentari del Pd in Ue domani mattina di denunciare il presidente della Rai per calunnia e diffamazione. Vergogna".

Conte: «Avanti fino al 2023»

"Il cammino del governo sarà lungo, molto lungo, se ne facciano una ragione". Il premier Giuseppe Conte lo scandisce dal palco di Italia 5 Stelle. "Ci stiamo mettendo passione, senso di responsabilità e impegno per cambiare il Paese e marciamo compatti verso questa direzione" sottolinea il presidente del Consiglio alla kermesse M5S al Circo Massimo. Il premier snocciola tutto ciò che l'esecutivo giallo verde intende fare "e che richiede un impegno su un arco temporale abbastanza lungo". "L'impegno governativo per fare tutto questo è lungo. Scrivetevelo: 2023" dice a chiare lettere. "Ho preso un impegno - evidenzia ancora - sono il garante del contratto di governo e lo sarò fino all'ultimo giorno. Questo Paese lo cambieremo con voi e attraverso di voi".

Conte rivendica l'azione di governo. "Ai truffati dalle banche ho fatto una promessa: non vi lasceremo soli. Queste persone avranno un miliardo e mezzo. Noi le promesse le manteniamo" rimarca il premier. Poi il reddito di cittadinanza: "Ci sarà perché avere oltre 5 milioni di poveri è un problema di giustizia e stabilità sociale. Un governo che fa politica con la P maiuscola non può disinteressarsi di questo problema".

Nel suo intervento il presidente del Consiglio sottolinea poi che "l'Italia ora si fa rispettare in tutti i consessi internazionali" e rivendica i complimenti incassati dal presidente Donald Trump sui prodotti italiani ("era mai successo?") ma anche al tavolo con gli altri leader europei "tenuti svegli fino alle 5 del mattino per venire a discutere del compromesso che volevamo raggiungere".

Il premier dà poi "una notizia in anteprima: mi sono ridotto lo stipendio del 20%, mi sono ridotto anche la scorta perché era giusto farlo" annuncia Conte.

"Questo è un momento importantissimo per Italia 5 stelle - esordisce Luigi Di Maio presentando il premier al pubblico del Circo Massimo - non era mai accaduto che un presidente del consiglio salisse sul palco" della kermesse grillina. A Conte di Maio rende il merito "di averci messo la faccia non dopo ma prima, quando abbiamo creato una squadra di governo e tutti ci snobbavano, ci ha messo la faccia quando ci dicevano incompetenti e da professore ordinario al massimo della sua carriera decise di metterci la faccia". "Io posso dire che sono orgoglioso del mio, del vostro presidente del consiglio. Giuseppe Conte è il cittadino che si fa Stato" dice Di Maio.

"Grazie Luigi... - le parole di Conte - Di Maio è una persona di grande forza d'animo e integrità morale e intelligenza politica. Il governo del cambiamento... Ma voi siete il popolo del cambiamento, sostenete il cambiamento, siete la forza essenziale di questo governo".

Marano al voto, seggi blindati nella terra dei clan

di Antonio Sabbatino

MARANO. È il giorno del voto. Quest’oggi, dalle 7 alle 23, una platea di oltre 35.000 cittadini aventi diritto potrà recarsi alle urne per scegliere il nuovo sindaco tra i 6 in campo e i rappresentanti del consiglio comunale, formato da 24 membri, tra i 360 aspiranti suddivisi in 15 liste dei vari schieramenti. Le operazioni di voto saranno contrassegnate da seggi oltremodo controllati dalle forze dell’ordine, per evitare ogni possibile tensione. I carabinieri della Compagnia di Marano diretta dal capitano Gabriele Lo Conte predisporranno una serie di accorgimenti a garanzia di un voto regolare in una città che esce dal suo terzo commissariamento straordinario dovuto allo scioglimento nel dicembre 2016 del civico consesso per infiltrazioni camorristiche decretato dal consiglio dei ministri. Le inchieste della magistratura, le operazioni delle forze dell’ordine ed un tessuto socio-economico fortemente influenzato dai clan di camorra che per decenni hanno fatto affari in città, rendono necessaria un’attenzione particolare ai seggi. 

Campania in rivolta: «Governo da commedia, pagherà solo il Sud»

di Mario Pepe

NAPOLI. Dalla Campania arriva un sonora bocciatura per il Governo. «Mi sembra evidente che ci sia un grave momento di crisi istituzionale ed economica nel nostro Paese - dice il sindaco diNapoli, Luigi de Magistris-.Evidentemente si sono fatti molti annunci, molta propaganda e alla prova dei fatti stiamo all’apparente gioco delle tre carte nei luoghi di vertice del Governo.Questa immagine un po’ tragedia, un po’ commedia di cosa è accaduto a Palazzo Chigi sul condono la dice tutta non tanto sulla dialettica politica ma sul crollo dell’immagine istituzionale del nostro Paese». Sarcastico il governatore Vincenzo De Lucache, prima del Consiglio dei ministri, commenta: «Siamo tutti nella trepidante attesa di conoscere fra i due ministri chi è il mentitore e chi lo scemo. Uno lo acchiappiamo». Dure critiche anche da Forza Italia. «Tutta la tensione si scaricherà contro il Mezzogiorno. Basti vedere che i fatti. Su una cosa di buonsenso come la Rc auto uno propone e l’altro stoppa. E così come sulla vicenda del condono. Questo è il peggiore governo per il Mezzogiorno» dice Paolo Russo, responsabile per le Politiche del Mezzogiorno del partito di Berlusconi. Mara Carfagna, parlamentare e consigliere comunale di Napoli, parla di «surreale rissa che paralizza il Paese, ne scredita pesantemente la reputazione e getta nel cestino i sacrifici fatti dagli italiani in questi anni. Sono inadeguati e pericolosi. Uno spettacolo così indecente è inaccettabile». 

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Italia 5 stelle, Fico: «Mai alleanza con Lega»

Sono circa 30mila i presenti oggi al Circo Massimo per la kermesse di Italia 5 Stelle. Lo fanno sapere gli organizzatori della festa M5S. L'obiettivo è chiudere la serata a quota 50mila presenze, viene spiegato. "Abbiamo battuto il record di presenze di sempre a Italia 5 Stelle già da stasera", ha detto Luigi Di Maio dal palco. "Siamo al governo - ha aggiunto - e riempiamo ancora le piazze. Vi voglio bene, grazie per quello che ci avete dato in questi anni".

"Continueremo a inondare le istituzioni di persone oneste", ha promesso il vicepremier. "Nel corso di quest'anno - ha spiegato - ho cercato di tenere sempre alti i valori del M5S. Finché li abbiamo rispettati ci hanno fatto crescere sempre di più. Ogni mattina l'unica cosa che mi passa per la testa è: come devo tenere fede ai valori per cui ci sostiene tanta gente". "Negli ultimi giorni mi avete visto un po' arrabbiato", ha aggiunto, ma l'intento non era "combattere contro qualcuno" ma "tenere alto un principio che gridavamo nelle piazze: l'onestà".

"La commissione di inchiesta sulle banche - ha poi detto intervenendo di nuovo dal palco- sta per partire e tirerà fuori le follie fatte dalle banche in combutta con la politica. Spero che Paragone possa essere il presidente di quella commissione". Insieme al vicepremier e a Paragone, sul palco della kermesse sono salite alcune persone truffate dalle banche, tra cui la signora Giovanna, che contestò Matteo Renzi durante un comizio.

"Non perché siamo al governo abbiamo vinto. Il sistema è vivo e lotta contro di noi e prova a riprendersi lo Stato", ha sottolineato Di Maio. "Qui - ha poi assicurato - nessuno si è montato la testa. Quando torno al mio paese e mi chiedono 'ora che sei due volte ministro e vicepremier, come ti dobbiamo chiamare?' Io dico 'Luigi... se un giorno chiederò di essere chiamato ministro, prendimi a calci nel sedere'". "Dei venti punti" contenuti nel contratto di governo "dieci - ha fatto notare - sono nella manovra del popolo".

Oggi è intervenuto a Italia 5 Stelle anche Roberto Fico . "E' una grande emozione - ha detto - salire su questo palco da Presidente della Camera. Sembrava impossibile fino a qualche anno fa che questo percorso ci portasse ad arrivare fino a qui in questo modo e con questa forza". Il taglio dei vitalizi "sembrava impossibile, un obiettivo irraggiungibile. Abbiamo lavorato fino in fondo e alla fine siamo arrivati al risultato. Non è solo una questione economica, ma di senso. E stata riparata una ferita tra le istituzioni e i cittadini", ha sottolineato. "Non ci dobbiamo mai dimenticare - ha sottolineato Fico - di chi eravamo ieri. Spesso si arriva nei palazzi e ci si dimentica. Io non me lo dimentico mai. Oggi Montecitorio deve essere una istituzione vicina ai cittadini".

Questo governo "nasce su un contratto, non su un'alleanza - ha ricordato -. Perché l'alleanza la fai sui valori, su un patrimonio che condividi. Abbiamo fatto un'operazione che è un contratto, cerchiamo di operare in quel contratto. Ci sono cose che piacciono e altre che non piacciono. Ma si sta lavorando su quel filo". "Non è che alle elezioni ci sarà un'alleanza con la Lega... lavoreremo finché sarà possibile", ha avvertito il Presidente della Camera.

Fico ha poi posto l'accento sulla centralità del Parlamento e auspicato un dialogo tra le forze politiche di maggioranza e opposizione: "Il dialogo porta al miglioramento delle leggi. Dobbiamo riuscire a far diventare il Parlamento centrale". "Siate saldi sui nostri valori, sui nostri principi e su tutto quello che abbiamo costruito dal 2005 ad oggi. Forza e coraggio", ha detto Fico chiudendo il suo intervento.

Alessandro Di Battista, collegato via Skype dal Sud America con la piazza di Italia 5 Stelle, ha detto: "I panni sporchi vanno lavati in famiglia? E dipende, io voglio sapere cosa succede in Cdm, se c'è qualcosa che non va. Mi auguro" che le ultime questioni "siano state risolte in Cdm". "Con genuinità - ha proseguito l'ex deputato - Di Maio ha dimostrato ancora una volta da che parte sta, dalla parte dell'onestà intellettuale". "Viva la faccia", ha sottolineato Di Battista.

La finanziaria varata dal governo "è un'ottima legge - ha osservato -, garantisce diritti sociali a persone che ne erano state private". "Credo che la battaglia del presente e del futuro - ha continuato - è tra chi si vuole riprendere fette di sovranità e chi continua a ritenere che per svilupparsi dobbiamo cedere sovranità a organismi internazionali. Il Movimento lo sostengo ancora di più perché - ha concluso Di Battista - sta conducendo un battaglia contro il capitalismo finanziario, che è il nemico numero uno".

Condono annacquato

Accordo in Consiglio dei ministri sulla querelle sorta sul decreto fiscale. Ora c'è la "stesura definitiva" e "pieno accordo", ha detto il premier Giuseppe Conte al termine del Cdm.

SCUDO PER I CAPITALI ALL'ESTERO E NON PUNIBILITÀ PENALE - Via la non punibilità penale e lo scudo per i capitali all'estero. "A scanso di equivoci abbiamo valutato - ha spiegato - che tutto sommato poteva prestarsi a equivoci qualche causa di non punibilità, che avrebbe consentito di stimolare contribuenti ad aderire ma avrebbe dato un segnale di fraintendimento, quindi non ci sarà nessuna causa di non punibilità".

IL TETTO DI 100MILA EURO - I vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei cronisti a Palazzo Chigi, hanno precisato che la dichiarazione integrativa varrà "solo su base annua, sui 100mila euro di imponibile. Non per singola imposta", dunque non verrà consentito di cumulare lo 'sconto'.

NIENTE SCONTI AGLI EVASORI - Non ci saranno sconti neanche per gli evasori. Delle misure di pax fiscale "beneficeranno solo coloro che hanno fatto dichiarazione dei redditi", ma che "per difficoltà" non sono riusciti a saldare i conti con lo Stato, ha spiegato Salvini. "Finalmente - ha sottolineato - si chiudono due-tre giorni surreali, nessuno aveva voglia di scudare, condonare o regalare a nessuno". "Le polemiche di questi giorni invece di portare a un passo indietro, hanno portato a un passo avanti", ha sottolineato.

SALDO E STRALCIO - "Chiudiamo questa settimana con serenità, fiducia, compattezza con l'impegno, qui ci sono tre uomini di parola, che - ha spiegato - in sede di conversione di decreto troverà spazio il 'saldo e stralcio' per chi si trova in oggettive e certificate difficoltà economiche". "Abbiamo concordato che in sede di conversione del decreto legge - ha confermato Conte - troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di oggettiva difficoltà economia". "In sostanza - ha aggiunto - consentiremo un ravvedimento operoso" per "andare incontro a chi si trova in oggettive e comprovante difficoltà economiche".

"Sono molto contento - ha detto Di Maio - perché potenziamo lo strumento di saldo e stralcio delle cartelle Equitalia per tutte le persone in difficoltà, ribadendo all'unanimità in Cdm che non c'è nessuna volontà di favorire chi ha capitali all'estero". "Grazie a questo decreto - ha sottolineato - nasce oggi uno Stato amico che aiuterà la parte più debole dei contribuenti".

NESSUNA PATRIMONIALE - Di Maio, rispondendo a una domanda in conferenza stampa, ha anche precisato che nel governo non c'è intenzione di varare "nessuna patrimoniale".

IL CASO DELLA 'MANINA' - Tornando su quanto avvenuto nel Cdm di lunedì scorso, Conte ha detto: "Essendo io anche il garante, ci tengo" a fare chiarezza sulla storia dell'ormai famosa 'manina', "anche perché siamo il governo non solo del cambiamento ma anche della trasparenza". "E' stato raggiunto un accordo politico in zona Cesarini, poco prima di entrare in Cdm - ha spiegato -. E' successo spesso in passato che non ci fosse nemmeno un testo scritto. Questa volta sull'articolo 9, che non era presente nell'articolato originale con cui siamo entrati in riunione" il testo non c'era inizialmente. "Mi è stato portato questo foglio con l'articolo 9. Ovviamente se anche faccio leggere una norma di natura fiscale a un commercialista è molto complessa, ho preferito dunque io riassumere i termini dell'accordo politico raggiunto, riservandoci poi di valutare la trascrizione tecnica. Il problema è nato perché, dopo le opportune verifiche, ci siamo resi conto che non rispecchiava l'accordo politico, quindi c'è stato bisogno di questo passaggio che ha portato a un'ulteriore deliberazione del Cdm".

LA LETTERA DELL'UE - Riguardo all'altro punto all'ordine del giorno del Cdm, ovvero la lettera dei commissari europei, Conte ha sottolineato: "In Europa c'è un clima di disponibilità al dialogo". Da una previsione di deficit dello 0,8% "ci trovavamo già all'1,2% e se aggiungiamo le clausole di salvaguardia che valgono lo 0,7% finiamo vicini al 2%. Sembra che - ha osservato - siamo balzati al 2,4% con una manovra arrischiata, ma la verità è che puntiamo sugli investimenti che non stiamo auspicando in modo fideistico ma che sono supportati da riforme strutturali".

"In questo momento la cosa più importante è spiegare come e perché è stata impostata questa manovra" e per questo "raggiungerò Juncker nelle prossime settimane". C'è stata comunque, per il premier, "molta attenzione da parte dei leader europei, abbiamo delineato una prospettiva ambiziosa, perché stiamo varando il piano riforme strutturali più ambizioso" di sempre. Con l'Europa - spiega - "dobbiamo confrontarci e spiegare perché siamo convinti di non avere gonfiato" il deficit: se la nostra manovra "non fosse stata meditata avremmo dovuto dire 'avete ragione' ma qui si tratta di comprendere i contenuti della manovra e interloquire". "La nostra posizione è che siamo in Europa, ci siamo molto comodi, vogliamo esercitare le nostre prerogative di stato per l'indirizzo economico ma riconosciamo gli interlocutori europei, e ci siederemo al tavolo per un dialogo leale e un confronto costruttivo e sereno".

EURO - Salvini da parte sua ha ribadito: "Non c'è e non ci sarà nessun proposito di uscire dall'Unione europea o dal sistema della moneta unica. Stiamo bene in un continente, tranne - ha aggiunto richiamando lo scontro con la Francia sul respingimento dei migranti - ai confini della Francia". Anche Di Maio ha sottolineato: "Non c'è nessuna volontà di lasciare" l'Unione europea, "i prossimi 6-7 mesi sono importanti perché arriveranno dalle istanze di cambiamento" per "cambiare l'Europa". Su questo, "decideranno i cittadini con le prossime elezioni". "Riconosciamo le istituzioni europee e ci sederemo al tavolo per discutere le istanze di questa manovra", ha concluso.

Salvini contro la Francia: «Da oggi polizia al confine»

Scontro Roma-Parigi sui migranti. Dopo gli episodi di sconfinamento di migranti a Claviere denunciati dall'Italia, il ministro dell’Interno Matteo Salvini annuncia l'invio da oggi di pattuglie di polizia per presidiare il confine. “La Francia - riferisce il vicepremier - ha comunicato di voler consegnare un gruppo di immigrati alle 9,49 di ieri, peccato - sottolinea - li avesse già abbandonati in territorio italiano".

"Non solo - continua -. Non c’è alcun accordo bilaterale Italia-Francia, scritto e ufficiale, che consenta questo tipo di operazioni. Se Parigi parla di 'prassi' ne deve rispondere il governo precedente: ora l’aria è cambiata e non accettiamo che vengano portati in Italia degli extracomunitari fermati in territorio francese, senza che le nostre forze dell’ordine possano verificarne l’identità".

"L'ennesimo abuso transalpino, che ha approfittato anche della buonafede della nostra polizia, avrà conseguenze: per nostra iniziativa a Claviere sono già state inviate delle auto di pattuglia per controllare e presidiare il confine. Dalle parole ai fatti”, conclude Salvini.

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