Martedì 19 Settembre 2017 - 17:23

Di Maio: «Ho accettato la mia candidatura a premier»

"Siamo ancora qui, più forti di prima. E ora dobbiamo completare l'opera: andiamo a Palazzo Chigi e facciamo risorgere l'italia. Oggi ho accettato la mia candidatura a Premier per il Movimento 5 Stelle". Lo scrive Luigi Di Maio su Facebook.

"Come tanti di voi - scrive Di Maio su Facebook - ho iniziato questo percorso 10 anni fa, l'8 settembre del 2007 con un banchetto. Ed è dal banchetto dei nostri attivisti Siciliani, di Caltanissetta che voglio parlarvi oggi. All'inizio non volevamo neanche entrare nelle istituzioni, pensavamo che bastasse proporre alla politica progetti validi per essere ascoltati. Ma ci hanno ignorati".

"Per questo abbiamo deciso di entrare nelle istituzioni dall'opposizione per far conoscere al Paese il loro indegno modo di gestire la cosa pubblica. E hanno passato il tempo a deriderci. Quando il Movimento 5 Stelle è diventato la prima forza politica del Paese, hanno avuto paura e hanno iniziato a combatterci con tutto il potere mediatico e politico che avevano a disposizione".

"Siamo ancora qui, più forti di prima. E ora dobbiamo completare l'opera: andiamo a Palazzo Chigi e facciamo risorgere l'italia. Oggi ho accettato la mia candidatura a Premier per il Movimento 5 Stelle. 'Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci'. (Gandhi)", conclude.

M5S, scontro su Di Maio

ROMA. "Dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grilo al Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio". Le regole per la scelta del candidato premier del M5S, e le conseguenze sulla 'gestione del potere', infiammano il Movimento e scatenano le polemiche. Ad accendere la miccia, in particolare il deputato Luigi Gallo con un post su Facebook. "Tutti gli iscritti devono sapere quali sono i poteri del capo del Movimento 5 Stelle definiti dal Regolamento Interno", scrive il parlamentare.
"Li sintetizzo: 1 - Il capo politico del MoVimento 5 Stelle indice le votazioni in rete; 2 - Il capo politico sceglie i temi da mettere in votazione in rete; 3 - Il capo politico definisce le regole per le candidature nazionali e locali degli iscritti del M5S, d’intesa con il comitato d’appello; 4 - Il capo politico ha il potere di ripetere una votazione per le modifiche del non statuto e del regolamento interno e ripetere votazioni che in prima istanza erano state limitate agli iscritti di una città o di una regione". E ancora il punto "5 - Il capo politico del MoVimento 5 Stelle sceglie il collegio dei probiviri da mettere in votazione in rete. Il collegio dei probiviri è un organo di garanzia del MoVimento 5 Stelle che ha facoltà di sospendere iscritti e portavoce e decidere in merito alle sanzioni disciplinari e alle espulsioni. Infine, il punto 6: "Il capo politico del MoVimento 5 Stelle può con una votazione in rete di tutti gli iscritti del M5S cancellare la decisione del collegio dei probiviri o del comitato d’appello", scrive ancora Gallo, impegnato poi in un botta e risposta con gli utenti che commentano il messaggio.
E sempre sul social network arriva un altro messaggio che agita le acque. E' quello di Riccardo Nuti, il deputato il deputato grillino sospeso dal M5S perché coinvolto nello scandalo delle firme false di Palermo. "Nuti indagato? Sospeso. Altri parlamentari M5S indagati? Non sospesi. Raggi indagata? Non sospesa. Di Maio indagato? Non sospeso e premier", scrive, ricevendo numerosi i commenti critici in risposta. Come quello di Antoska che scrive: "Con il tuo agire superficiale hai creato un danno a Palermo minando la credibilità del movimento. Ti è stato chiesto di fare un passo indietro, ti sei avvalso della facoltà di non rispondere che ti viene dalla tua carica mettendoti allo stesso livello dei vecchi politici x questo ti è stato chiesto di autosospenderti cosa che non hai fatto. Lo hanno fatto gli altri x te. Da qui nella tua incoerenza prima la guerra al candidato sindaco adesso a Cancellieri. Per favore fai non uno ma 1000 passi indietro e taci". Francesco gli dice: "Vattene.. ma non buttare fango... altrimenti fai come le altre mer... Sai bene anche tu che sono due cose diverse".

Scatta la pensione per 600 parlamentari

Scatta la pensione per 608 parlamentari. A partire da oggi 417 deputati e 191 senatori di prima nomina, dopo 4 anni sei mesi e un giorno di legislatura, matureranno il diritto a percepire la pensione. Un assegno che dovrebbe aggirarsi sui 1.000 - 1.100 euro netti che potrà essere incassato solo al compimento di 65 anni, così come previsto dalla riforma sui vitalizi del 2012 che ha introdotto il sistema di calcolo contributivo. Per chi invece ha già altre legislature alle spalle, l'età si abbassa. "Per ogni anno di mandato oltre il quinto - si legge sul sito del Senato - il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo inderogabile di 60 anni". Un trattamento previdenziale fortemente ostacolato dai Cinque Stelle che ieri hanno distribuito ai colleghi di Palazzo Madama "la pensione enigmistica", un cruciverba satirico in segno di protesta per la mancata riforma del sistema tuttora oggetto di discussione parlamentare.

Salvini: «Conti bloccati, vogliono imbavagliare Lega»

«Sequestrati alcuni conti correnti della Lega, sulla base di una sentenza di primo grado. È senza precedenti, si vuole imbavagliare il dissenso». È la denuncia del leader del Carroccio Matteo Salvini, che però conferma: «La manifestazione di Pontida in qualche modo si farà».

In una conferenza stampa alla Camera, Salvini ha spiegato che alcune banche, a livello locale (in Emilia, in Liguria, a Bergamo, a Trento) hanno negato l'accesso ai conti correnti di dirigenti locali della Lega chiamati a fronteggiare le spese per l'organizzazione della prossima manifestazione di Pontida e in vista dei referendum in Lombardia e Veneto; «Quindi, non possiamo pagare le spese per palchi, tendoni, pullman, auto. Ma la faremo lo stesso, vedremo come...».

«Il provvedimento di sequestro cautelativo - ha detto - è stato deciso dal tribunale di Genova sulla base di una sentenza di primo grado: in sostanza, saremmo chiamati noi a rispondere degli eventuali errori e mala gestione di fondi pubblici da parte del Carroccio della gestione Belsito con Bossi 9 anni fa, con la richiesta di 48 milioni. È un attacco alla democrazia, una follia».

«È la prima volta nella storia della Repubblica che in assenza di una condanna definitiva si sequestrino i conti di un partito politico. Tutto ciò per un pezzetto di magistratura. Ma se pensano di spaventarmi -ha sottolineato Salvini- si sbagliano di grosso. Stanotte andrò a letto ancora più arrabbiato e combattivo».

RENZI: LA LEGA HA RUBATO E FA LA MORALE. «Tutti i giorni Salvini fa la morale “Roma ladrona". Ma quando sono scesi giù, ci si sono trovati bene. Se c'è un partito che ha rubato i soldi del contribuente è la Lega nord per l'indipendenza della Padania e nessuno mai che lo dica». Lo ha detto Matteo Renzi ad un'iniziativa a Frascati. Il segretario del Pd ha ribattuto a un contestatore che ha accusato le «cooperative del Pd e cattoliche» di lucrare sui migranti che arrivano in Italia. «Se tu dici che il Pd lucra o intasca qualcosa, ne rispondi in tribunale. Se c'è qualcuno che ruba è giusto che paghi, ma finché io faccio il segretario del Pd -ha incalzato Renzi- a chi mette in discussione l'onestà delle donne e uomini del Pd, dico che non accetterò mai questa discussione».

LA REPLICA A RENZI. Non manca la replica a Renzi. «Vedo che il mio omonimo dice “la Lega restituisca 48 milioni di euro che ha rubato..." È preoccupante che il segretario di un partito che si definisce democratico se ne freghi della presunzione di innocenza. Secondo Renzi, siamo colpevoli a prescindere: si vergogni! Al Pd altro che bloccare i conti correnti... Ma non succede perché ha molti amici nei tribunali».

Pd Napoli, area Orlando chiede il commissariamento della federazione provinciale

NAPOLI. «Ad oggi non ci sono le condizioni politiche e organizzative per far svolgere il congresso provinciale». Lo ha detto il portavoce del ministro Andrea Orlando Marco Sarracino a margine della direzione provinciale del Pd di Napoli sciolta per mancanza del numero legale. «C'è una frammentazione nel mondo renziano con componenti che litigano tra di loro, ancora oggi la direzione non ha raggiunto il numero legale - ha aggiunto - Noi eravamo nella condizione di esprimere dei nomi per costituire la costituzione dell'ufficio adesioni e la commissione di garanzia, eravamo presenti anche sul piano del supporto politico, ma è evidente che le discussioni renziane non permettono di far svolgere il congresso a Napoli - ha concluso Sarracino - per questo chiediamo il commissariamento della federazione provinciale».

Mastella: la legge Severino va abolita

BENEVENTO- "La legge Severino va abolita". Lo ha detto il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, incontrando i giornalisti a Benevento dopo l'assoluzione. "La legge Severino - ha aggiunto - e' uno dei guai del governo Monti in quanto sovverte scelte democratiche. Se fossi stato condannato sarei stato sospeso e la mia maggioranza democraticamente eletta avrebbe potuto non tenere. A fine sospensione non avrei trovato piu' il mio consiglio comunale".

"Non occorrono guerre tra schieramenti o tra magistrati e avvocati, o tra giudici e politici: tutti insieme dobbiamo lavorare per rendere la giustizia piu' giusta, soprattutto nei tempi". 

"Continuero' a fare il sindaco di Benevento e a impegnarmi in politica, nonostante le proposte di candidatura che ho ricevuto anche durante la notte"

Domanda per le borse studio fino a lunedì

NAPOLI.  "Dalle ore 15 di oggi e fino alle 17 di lunedi' sara' possibile presentare domanda per le borse di studio. L'Adisurc ( l’Azienda per il diritto allo studio universitario) ha formalizzato la proroga accogliendo la richiesta avanzata dalla Giunta De Luca su sollecitazione degli studenti che non erano riusciti a rispettare il termine dell'undici settembre". Lo ha scritto sulla sua pagina facebook il presidente del Partito democratico della Campania e consigliere regionale Stefano Graziano (nella foto), che ieri aveva firmato una mozione in consiglio regionale, insieme ai colleghi Armando Cesaro e Luigi Cirillo, per sollecitare questo provvedimento. 

Fascismo, "sì" della Camera al reato di propaganda

ROMA. L'aula della Camera ha approvato il progetto di legge, a prima firma del deputato del Pd Emanuele Fiano, che introduce il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista, con 261 sì, 122 no e 15 astenuti. Il provvedimento passa all'esame del Senato. «Rispetto alla normativa penale, questa è davvero la peggiore legislatura che si ricordi. Governo e maggioranza stanno dando vita a una serie di interventi non di sistema, né razionali, ma spot, in cui è la politica, quando non l'ideologia, a dettare la necessità della norma penale». Lo ha detto, intervenendo in aula il deputato e capogruppo di Forza Italia in commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto. «Questo testo, già criticato per l'indeterminatezza dal punto di vista costituzionale e per il mancato coordinamento con le leggi Scelba e Mancino, rischia di diventare una “polpetta avvelenata” sia per i cittadini sia per i giudici». «I primi, infatti, dovranno riuscire a capire nella fumosità della norma cosa sia lecito e cosa no, mentre i secondi si troveranno costretti a risolvere problemi che dovrebbe essere il legislatore a non creare. Si tratta, evidentemente, a prescindere dal merito, di un metodo scellerato che porterà un sistema penale sempre più 'obeso' al definitivo collasso», ha concluso Sisto.

«Il centrosinistra, con il voto di meno della metà dei deputati, ha cercato di nascondere il proprio fallimento sullo Ius Soli, approvando una legge ridicola e liberticida come quella proposta dall'onorevole Fiano. Non è criminalizzando i gadget o mandando in galera ragazzi che fanno il saluto romano, che si difende chi fa crescere la democrazia in Italia. Oggi i veri pericoli per la nostra Repubblica sono il condizionamento dei poteri forti sui mezzi d'informazione, la propaganda del terrorismo islamico e la negazione della Sovranità popolare imposta dalle logiche della Globalizzazione. Problemi veri che la sinistra si guarda dall'affrontare, ma che preferisce nascondere dietro l'attacco isterico ai monumenti e alle opere d'arte edificate durante il ventennio, oppure dietro la criminalizzazione di ogni forma di ricordo di quelle vicende storiche. Chi come noi ha abbracciato fino in fondo i valori della democrazia e della libertà, in nome della difesa della sovranita nazionale e popolare non puó non diffidare di queste manovre più ridicole che liberticide», ha commentato  Gianni Alemanno di Movimento Nazionale.  

Difende la legge il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato. «Senza introdurre un reato di opinione, con questo provvedimento -prosegue- intendiamo colpire la propaganda d'odio, a difesa dei principi democratici e di libertà che non posso essere oggetto di revisionismo storico. Grazie ad Emanuele Fiano per il suo impegno in prima linea nel portare avanti questa battaglia».

Rincarca la dose Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda. «Al netto della premessa che il ventennio fascista è stata una dittatura, con tutti gli annessi errori, al netto della premessa che nessuno vuole 'rivalutare' quel ventennio, sconcerta la crociata avviata dall'onorevole Fiano e ovviamente dalla Boldrini contro alcuni simboli di quel periodo. Al netto di queste premesse resta il fatto che il Fascismo, piaccia o no, è stato un pezzo della peraltro ancora breve storia dell'Italia e ha lasciato tracce quotidiane che sono sotto gli occhi di tutti, pensiamo a grandi costruzioni architettoniche a Milano, penso alla Stazione Centrale, al palazzo della Borsa e tanto altro, o a Roma, come l'Eur. Vogliamo demolire questi edifici? E molte tracce indelebili di quel ventennio sono nella cultura, nella cinematografia, in tanti altri settori. Vogliamo distruggere tutto?»

Sistema Udeur, Clemente Mastella assolto dopo 9 anni

Clemente Mastella (nela foto) è stato assolto nel processo sul presunto "sistema Udeur", l'inchiesta che nel gennaio 2008 lo spinse alle dimissioni da ministro della Giustizia nel Governo Prodi II e all'uscita del suo partito dalla maggioranza, avvenimento che causò di fatto la caduta del governo. La sentenza è stata pronunciata oggi dalla quarta sezione penale del Tribunale di Napoli. Nei suoi confronti il pm aveva chiesto 2 anni e 8 mesi. Nell'inchiesta fu coinvolta anche la moglie di Mastella, Sandra Lonardo, all'epoca dei fatti presidente del Consiglio regionale della Campania, carica dalla quale decadde dopo essere stata sottoposta agli arresti domiciliari. Nel suo caso il pm ha chiesto il riconoscimento della prescrizione. Assolti anche Luigi Nocera e Andrea Abbamonte, ex assessori in quota Udeur della Giunta regionale della Campania guidata da Antonio Bassolino. Oggi Mastella è sindaco di Benevento. «Si è commosso, ho sentito lui e la moglie, che piangeva, hanno sofferto», ha commentato il legale di Mastella. L'ex guardasigilli incontrerà  i giornalisti domani (ore 15,30) nell'hotel President di Benevento per commentere l'assoluzione avvenuta dopo nove anni nel processo per presunti illeciti nelle nomine alle Asl e in altri settori pubblici.  «Sto pensando che 10 anni di sofferenza sono stati davvero tanti, oggi ho pianto per la prima volta da quel fatidico mese di gennaio 2008, per l'assoluzione con formula piena, ho rivissuto tutto quanto, certo oggi sono felice, ma vorrei una giustizia più veloce ...», ha detto a caldo la moglie di Mastella, Sandra Lonardo. 

Palermo, il Tribunale sospende le Regionarie del M5s

Le regionarie M5S che hanno incoronato Giancarlo Cancelleri sono state "sospese" con provvedimento cautelare interlocutorio dal giudice del tribunale di Palermo Claudia Spiga dopo il ricorso presentato dall'attivista Mauro Giulivi, che era stato escluso dalla consultazione. La causa è rinviata al 18 settembre per l'integrazione del contraddittorio nei confronti dei candidati che si sono classificati in posizione utile per entrare in lista.

"Il giudice - spiega all'AdnKronos l'avvocato di Giulivi, Lorenzo Borrè - nell'ordinanza ha detto che sussiste il fumus boni iuris per la sospensione dei provvedimenti di esclusione della partecipazione di Mauro Giulivi dalle procedure di scelta di candidati dell'M5S alle elezioni regionali del 2017" e di conseguenza "per la sospensione dell'efficacia esecutiva delle votazioni con cui sono stati scelti detti candidati".

Il giudice "ha ritenuto però di dover estendere il contradditorio ai candidati votati alle primarie e ha quindi disposto una nuova udienza per il 18 settembre in occasione della quale il provvedimento verrà o confermato o revocato", aggiunge il legale.

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