Giovedì 19 Aprile 2018 - 13:21

Enav, de Magistris: «Parlamento dia parere chiaro»

NAPOLI. «Il Parlamento deve dare un parere chiaro sulla ristrutturazione dei servizi erogati da Enav, Società Per Azioni detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze». Comincia così una nota del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. «Per un'azienda di proprietà pubblica da considerare strategica in quanto deputata alla sicurezza del traffico aereo nazionale; per un'azienda economicamente sana e in stato ottimale (traffico aereo in crescita del 4% rispetto il 2016 - ricavi consolidati a 881,8 milioni di euro +1.9% rispetto il 2016 - margine operativo lordo consolidato a 283,6 milioni di euro +11.3% rispetto il 2016 - 6,5 milioni di euro come bonus per il riconoscimento di regolatore di puntualità - dividendo per azione aumentato del 6% nell'approvazione dell'ultimo bilancio)», prosegue il primo cittadino, «è difficile capire come la ristrutturazione aziendale debba essere fatta a scapito dei lavoratori tutti e soprattutto per quelli del meridione del paese. Lavoratori che non vedono all'orizzonte un adeguamento salariale che il nuovo contratto nazionale dovrebbe quantificare per il 6% mentre la stessa percentuale è stata aumentata nei dividenti degli azionisti. Ma soprattutto lavoratori che hanno contribuito alla crescita dell'azienda partecipando, come nel caso di Napoli, allo sviluppo del sistema cittadino. Capodichino con l'incremento annuo consolidato del 9.5% di passeggeri e del 5% del traffico commerciale ha trainato la crescita nazionale dell'azienda, e non si capisce perché debba pagare l'emorragia di professionisti qualificati verso altre città. Un'azienda, soprattutto se pubblica, è composta dai propri lavoratori. Un'azienda che si racconta come eccellenza ha il dovere di raccontare il proprio personale come eccellenza e non mortificarlo paventando ripetutamente ristrutturazione che danneggiano la serenità del proprio personale. Se il sistema di monitoraggio del traffico aereo prevede una capacità informatica sempre più remotizzata questa può essere comunque dislocata e non centralizzata salvaguardando le peculiarità territoriali e garantendo una meglio distribuita ricaduta occupazionale e professionale. In questo senso parlamento e governo devono avere le idee chiare, da parte mia posso assicurare la totale amarezza nel vedere le eccellenze professionali della mia città ricattate ad abbandonare Napoli previo licenziamento. In questo senso ho scritto anche una lettera al ministro delle infrastrutture e trasporti On. Graziano Delrio, dichiarando anche la mia contrarietà al trasferimento da Capodichino del centro di ricerca di Enav, reparto questo riconosciuto da tutti come leader nel settore. Non si difende così il lavoro, non si difende così il Mezzogiorno. Da parte mia posso assicurare battaglia in ogni sede istituzionale affinché i professionisti napoletani che ogni giorno collaborano alla crescita della città possano continuare a lavorare a Napoli, da Napoli e per Napoli». 

Governo, incarico alla Casellati: due giorni di tempo

ROMA. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affidato alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, l'incarico di verificare l'esistenza di una maggioranza di governo tra centrodestra e M5S e la possibilità di indicare un presidente del Consiglio. Lo ha spiegato il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, aggiungendo che l'incaricata dovrà riferire al Capo dello Stato entro venerdì prossimo. Un mandato esplorativo con una scadenza precisa, dunque, e mirato, in quanto circoscritto alla possibilità di una alleanza tra centrodestra e M5S.

"Ho ringraziato per la fiducia accordatami il presidente Mattarella, che terrò costantemente aggiornato. Intendo svolgere questo incarico con lo stesso spirito di servizio che ha animato in queste settimane il ruolo di presidente del Senato", ha commentato la presidente del Senato, annunciando che i suoi incontri si svolgeranno "in tempi molto rapidi". Dopo aver ricevuto il mandato, Casellati si è recata a Montecitorio dove ha incontrato il presidente della Camera Roberto Fico, per poi spostarsi a Palazzo Chigi per un colloquio con il Premier Paolo Gentiloni.

 

LEGA - "Per la Lega è positivo l'incarico alla presidente Casellati perché il perimetro di un governo centrodestra - 5stelle è esattamente quello deciso dal popolo italiano. La Lega è pronta a governare anche oggi, basta che gli altri smettano di litigare". E' quanto si legge in una nota di via Bellerio.

PD - "Con il mandato alla presidente Casellati di verificare le condizioni per una possibile maggioranza di governo tra centrodestra e Cinque Stelle si pone fine alle ambiguità di questi 45 giorni. Altro che aspettare le elezioni regionali, ora è il momento della verità per chi dopo il 4 marzo ha pensato solo a tatticismi e personalismi". Lo ha detto il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina.

M5S - "Alla presidente Casellati esporremo le nostre posizioni e le nostre proposte coerentemente con quanto già affermato negli ultimi giorni. Questo è il primo dei passaggi cruciali per arrivare alla formazione di un governo del cambiamento per l'Italia". Lo afferma, in un video su Facebook, il capo politico del M5S Luigi Di Maio. "Oggi il Presidente della Repubblica - esordisce Di Maio - ha deciso di affidare l'incarico esplorativo alla presidente del Senato Alberti Casellati: prima di tutto voglio augurarle buon lavoro e ringraziare il Presidente per questa decisione".

"Dalle parole del segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti - prosegue dunque Di Maio - abbiamo appreso che il Presidente Mattarella ha affidato alla presidente del Senato il compito di verificare l'esistenza di una maggioranza tra la coalizione di centrodestra e il M5S. Questa per noi è un'occasione preziosa per fare chiarezza, anche perché pensiamo che l'Italia non possa più aspettare, e non credo che la fretta sia legata solo all'escalation internazionale, ma soprattutto allo stato in cui versano le famiglie italiane".

Pd bussa, M5S apre la porta

Il Pd lancia tre proposte che raccolgono il favore di M5S. "In Parlamento e nel Paese facciamo vivere le nostre battaglie e il nostro impegno quotidiano per un’Italia migliore. Ripartiamo dalle nostre proposte concrete, confrontiamoci con i cittadini a partire dai loro bisogni e dalle loro aspettative. Lasciamo ad altri tatticismi, scontri personali e di potere. Noi pensiamo all’Italia" scrive il segretario reggente Pd, Maurizio Martina, su Facebook.

"Ecco le prime tre proposte Pd. Povertà: allargare il Reddito di Inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa", elenca Martina. "Famiglie: introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi".

Infine, "lavoro: introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la Fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi".

Martina puntualizza successivamente che "le prime tre proposte Pd presentate oggi sono per gli italiani, non per questo o quel partito. Noi andiamo oltre i tatticismi degli altri".

Per i capigruppo del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli "la proposta avanzata da Maurizio Martina rappresenta un'iniziativa utile ai fini del lavoro che sta svolgendo il comitato scientifico per l'analisi dei programmi presieduto dal professor Giacinto Della Cananea. Abbiamo sempre detto che ciò che vogliamo fare è partire dai temi che interessano ai cittadini".

Insediamento al Parlamento Europeo per Giosi Ferrandino

ISCHIA. “Ischia, benvenuta Europa. Più Unione, più speranza, più sud!". Con un lungo post su Facebook, Giosi Ferrandino annuncia il suo insediamento al Parlamento Europeo, tracciando le linee del suo programma. 

Amici miei,
da oggi inizia ufficialmente il mio percorso presso il Parlamento Europeo. E’ terminata una lunga attesa e, non vi nascondo, che le emozioni di oggi sono davvero difficili da raccontare.
Un giorno importante per la mia famiglia, per i miei figli e per me. Ma soprattutto è un giorno importante per tutti noi. Per l’intera isola di Ischia! Iniziamo insieme - perché senza di voi diventa tutto più difficile - il viaggio su questa nuova rotta per la nostra comunità. E insieme, scriveremo le tappe di questo percorso che collegherà Ischia con il cuore della Comunità Europa. Porto con me, sui banchi del Parlamento dell'Unione Europea, tutti Voi. I nostri sogni, le nostre speranze di un futuro migliore e la reale possibilità di scrivere un oggi e un domani capaci di affrontare le sfide per la nostra isola.

Più Europa.
Da oggi siamo in condizione di conoscere meglio la macchina amministrativa internazionale. Abbiamo gli strumenti per riuscire ad interpretare e cogliere le migliori occasioni di crescita, sviluppo e formazione per la nostra comunità. Entriamo in contatto con una realtà più grande
della nostra che ci può sostenere nel consolidare quello che abbiamo e ci può proiettare in una nuova dimensione di espansione.
Più Europa significa, anche, riappropriarsi dei propri diritti per poter costruire il proprio futuro su basi nuove, solide e condivise.

Più Unione.
Credere nell'unione, nella condivisione dei saperi e delle idee, significa poter puntare sempre più su quel senso di comunità che ci ha sempre contraddistinto e permesso di superare non pochi momenti difficili. Siamo alle prese con un problema serio: i danni del terremoto del 2017. Ognuno per la sua parte deve dare il massimo. La divisione dei compiti istituzionali è chiarissima, ma nessuno può restare a guardare. C’è bisogno di sinergia istituzionale, di certezza del diritto, di una macchina amministrativa snella ed efficiente. Faremo la nostra parte, ma la prima missione da completare, è quella dell’unione tra gli uomini e le donne di Casamicciola, Lacco Ameno e di tutta l’isola di Ischia.

Più speranza.
Spero che questo nuovo giorno per Ischia, il 17 aprile, una data che non dimenticheremo, rappresenti l’inizio di una nuova speranza. Qui a Bruxelles, ho piantato una piccola piantina di basilico. Un profumo ischitano. Ho imparato che la speranza va coltivata e ha di bisogno di attenzione, dedizione e continuità. E così, a 1.348 chilometri, continuo a tenere Ischia davanti agli occhi e nel cuore.

Più Sud.
La prima cosa che impari da sindaco è sentire il peso della responsabilità del numero dei cittadini a cui devi rendere conto. Solo da poco ho sentito, nuovamente, quel brivido gelarmi la schiena: sono seduto qui, su questa poltrona e ho l’onore e la responsabilità di servire il collegio elettorale più bello dell’intera Unione Europea: il SUD Italia.

Iniziamo insieme questo viaggio. Io lo farò con impegno, serietà, trasparenza e sacrificio".

Gentiloni: «Inaccettabile uso armi chimiche»

"Il regime di Assad ha fatto ripetutamente uso di armi chimiche". Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni alla Camera nell'informativa sulla Siria. "Non possiamo accettare che si torni, un secolo dopo la Grande guerra, all'uso delle armi chimiche"; "credo che la risposta di tutti noi unanime sia molto semplice".

"Abbiamo chiarito agli alleati la nostra contrarietà a una escalation e l'impossiblità di giungere alla fine del conflitto solo con l'uso della forza e l'idea di cacciare 'manu militari' il dittatore Assad" ha detto, aggiungendo che, per l'attacco di sabato scorso, "al quale l'Italia non ha partecipato, abbiamo esplicitamente condizionato la nostra disponibilità all'attività di supporto logistico".

NEGOZIATO - "Siamo di fronte alla tragedia di una guerra orribile e di un regime orribile - ha proseguito il premier - eppure con questo regime il negoziato è inevitabile".

MOSCA - "Noi sfidiamo su questo terreno la Russia: contribuire con Stati Uniti, Iran, il mondo arabo, l'Europa, alla soluzione negoziale di questa questione. C'è un percorso da fare con il contributo di tutti - ha detto Gentiloni - e il contributo della Russia è fondamentale".

RAID - Per quanto riguarda l'azione militare di sabato è stata "motivata, mirata e circoscritta" ha detto. "Non ci sono state e non ci sono indicazioni di vittime civili, né di significativi danni collaterali: questo conferma che si è trattato di una risposta circoscritta".

USA - "L'Italia non è un Paese neutrale - ha poi aggiunto il premier -. L'Italia è un coerente alleato degli Stati Uniti da molti decenni ed è un coerente alleato non di quella o questa amministrazione americana ma degli Stati Uniti. L'Italia è sempre stata da questa parte. E' una scelta di campo".

Esploratore o preincarico?

Un mandato esplorativo o un preincarico. A 40 giorni dalle elezioni, sono queste le formule che il presidente Mattarella potrebbe pronunciare nei prossimi giorni per risolvere l'impasse politica e dare il via alle prime fasi per la formazione del nuovo esecutivo. Ma per risolvere il complicato rebus istituzionale, il capo dello Stato potrebbe anche ricorrere alla soluzione di un governo del Presidente o scegliere di conferire un mandato 'pieno' a una personalità super partes o a un tecnico.

A due settimane dal primo round di consultazioni, e dopo la fumata nera del secondo giro, l'ipotesi più accreditata è quella del mandato esplorativo, con il nome del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati in pole. In seconda istanza, nella veste di esploratore potrebbe essere chiamato il presidente della Camera, Roberto Fico. Ma cosa si intendere per 'esploratore'? E che differenza c'è con il preincarico?

COS'E' IL MANDATO ESPLORATIVO - Il mandato esplorativo, una formula non prevista dalla Costituzione, viene affidato dal capo dello Stato nel caso in cui le consultazioni non abbiano dato indicazioni significative. Durante le procedure per la formazione del governo il Presidente della Repubblica può chiamare una personalità (solitamente una figura istituzionale, come i presidenti delle Camere) a verificare se esistano i presupposti ed eventualmente a dare un impulso per arrivare ad una possibile soluzione della crisi.

Solitamente si tratta di personalità super partes ma anche con una connotazione più politica rispetto a quella del Capo dello Stato, in grado quindi di avere un approccio bipartisan alle questioni, ma anche di inserire nel confronto tra le forze politiche quegli elementi che possono permettere di superare la fase di stallo.

IL PRIMO ESPLORATORE - Il primo 'esploratore' fu Cesare Merzagora nel 1957, durante la crisi apertasi dopo le dimissioni di Antonio Segni il 6 maggio 1957. Nel conferirgli l'incarico, il Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, spiegò che come suo supplente, la Costituzione gli conferiva "il compito di accertare quali concrete possibilità esistessero di costituire un governo in grado, per la composizione e il programma, di riscuotere la fiducia delle Camere e del Paese". Merzagora accettò il mandato, spiegando tuttavia di considerare il suo compito limitato proprio a verificare se fosse possibile far nascere un nuovo esecutivo, rinunciando quindi ad una automatica trasformazione in incarico pieno, essendo opportuno ricorrere al presidente del Senato soltanto come estrema risorsa. Alla fine nacque un nuovo gabinetto guidato dal democristiano Adone Zoli.

IL CASO NILDE IOTTI - La prima volta di un''esploratrice' fu quella dell'allora presidente della Camera, Nilde Iotti, chiamata a questo incarico dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga il 27 marzo del 1987. Un mandato esplorativo che però si concluse senza una soluzione.

CHE DIFFERENZA C'E' CON IL PREINCARICO? - A differenza del mandato esplorativo, il preincarico viene affidato dal capo dello Stato a una figura politica che ha il compito di verificare la possibilità di dare avvio alla formazione dell'esecutivo. Il preincaricato accetta con riserva, ma non è detto che gli venga conferito l'incarico. Solo nel caso in cui l'esplorazione abbia successo, avrà l'incarico di formare il nuovo governo.

IL PRECEDENTE DI BERSANI - Nel 2013, il mandato conferito da Napolitano all'allora segretario del Pd, Pier Luigi Bersani portò a un nulla di fatto. In quel caso, verificata l'impossibilità di formare un governo da parte di Bersani, al termine di un rapido giro di consultazioni, il 30 marzo 2013 Napolitano decise di formare due commissioni di lavoro, chiamate a stabilire contatti con i Gruppi parlamentari, per un confronto su proposte programmatiche in materia istituzionale ed economico-sociale ed europea. Un'iniziativa che avrebbe rappresentato il prodromo per la successiva nascita del governo di larghe intese presieduto da Enrico Letta.

IL PREINCARICO A SALVINI O A DI MAIO - Per sbloccare l'attuale stallo, Mattarella potrebbe optare per un preincarico a Matteo Salvini, in quanto leader della coalizione di centrodestra che ha raccolto più consensi. In questo caso, il segretario della Lega dovrebbe dimostrare di avere la maggioranza, difficile da trovare senza intese con il Movimento Cinque Stelle. Ma a ricevere il preincarico potrebbe essere anche il leader pentastellato Luigi Di Maio. In questo caso la scelta prevede due scenari: da un lato, la formazione di un governo con la Lega (ma senza Berlusconi); dall'altro, ma più difficile, un esecutivo con il Pd di Martina.

E IL MANDATO PIENO? - Si parla di mandato 'pieno' quando il capo dello Stato affida l'incarico di formare il governo a un esponente politico che ritiene possa ottenere una maggioranza parlamentare. Ma visto l'esito delle elezioni del 4 marzo scorso è difficile che Mattarella abbracci questa ipotesi.

«No ai sottomarini nucleari nel Golfo, vogliamo un Mediterraneo di pace»

IL VIDEO

NAPOLI. «Ci auguriamo che il Governo italiano e i Governi degli altri Paesi si astengano dal far transitare e sostare anche solo in rada sottomarini e navi nucleari nelle acque antistanti la città. Credo che la nostra volonta possa essere rispettata». Con queste parole il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è tornato sulla vicenda relativa alla presenza nella rada di Napoli lo scorso 20 marzo di un sottomarino nucleare della Marina degli Stati Uniti, successivamente impiegato per il bombardamento in Siria. 

«M5S ha cambiato i programmi votati»

“La versione del programma elettorale attualmente disponibile sul sito del movimento è completamente diversa da quella che c’era a febbraio Roma”. E’ quanto scrive oggi Luciano Capone su ‘Il Foglio’ che parla di “truffa”.

“Qualcuno al vertice del partito, probabilmente Di Maio che ne è il capo politico, con il placet di Davide Casaleggio che attraverso l’Associazione Rousseau gestisce il sito, ha sostituito il programma votato dagli iscritti con un altro completamente differente”, si legge nell’articolo. Secondo Capone “i venti pdf che componevano il programma votato online – creati materialmente dall’agenzia di comunicazione Web Side Story – sono stati sostituiti da venti pdf diversi, a cui ne sono stati aggiunti quattro su temi mai proposti né votati su Rousseau (Smart nation, Sport, Editoria, Unione europea)”.

“Una manipolazione della volontà degli iscritti, una presa in giro degli elettori, una violazione delle regole del partito (democrazia diretta e trasparenza), la negazione della retorica sul cittadino vero ‘sovrano’ e il politico semplice ‘portavoce’”, scrive ancora il giornalista sottolineando come “per recuperare il vecchio programma basta andare su ‘Internet Archive’ – la più grande biblioteca della rete e utilizzare la funzione ‘Wayback Machine’, che consente di risalire alle pagine web modificate o cancellate”.

In pratica, “Fino al 2 febbraio sul sito del M5s c’era un programma, il 7 marzo – tre giorni dopo le elezioni – ce n’era un altro. Totalmente diverso e spesso diametralmente opposto. E’ il caso del ‘programma Esteri’, un tema che, viste le vicende che riguardano la Siria, è di fondamentale importanza e stringente attualità. Gli iscritti avevano votato per un’impostazione radicale, terzomondista, filo russa e anti atlantica. Il nuovo ‘programma Esteri’ è stato bonificato: tolte le contestazioni alla Nato e agli Stati Uniti, addolcite le critiche all’euro e all’Ue, smussati gli elogi alla Russia”.

Scatenati i dem. “Mi ha colpito l’articolo di oggi sul Foglio e credo che Luigi Di Maio ci debba delle spiegazioni. Credo le debba a chi ha votato il Movimento 5 Stelle e a tutti gli italiani”, scrive su Facebook Davide Faraone, sottosegretario Pd al ministero della Salute, in un post intitolato ‘Trasformismo 4.0’. “Emerge chiaramente – scrive - che la cantilena ripetuta da Di Maio sui programmi compatibili è una truffa. Così com’è una truffa la storiella che quello dei 5Stelle è il primo e l’unico programma basato sulla partecipazione e sulla democrazia diretta online. Perché quello votato dagli iscritti - recuperato oggi dal Foglio e condiviso da milioni di italiani con il loro voto del 4 marzo - è sparito ed è stato sostituito in segreto con un programma in pdf diverso, non votato da nessuno. Eravamo abituati a partiti che tradivano il programma presentato agli elettori, la Terza Repubblica dei grillini inaugura invece la stagione dei programmi che mutano a mutare delle stagioni”.

All’attacco anche il consigliere economico del Nazareno, Luigi Marattin, che su Twitter scrive: “Fatela l’alleanza con questi. Accomodatevi pure”. “Questi ragazzi meritano davvero fiducia”, ironizza Alessia Morani, deputata e vicepresidente del gruppo Pd.

Salvini: «Se vinco le regionali, governo in 15 giorni»

"E' chiaro che se in Molise e Friuli verrà premiata la Lega, nell'arco di 15 giorni chi deve capire capisce e il governo inizia a lavorare". E ancora: "Se il 22 si vince, il governo lo facciamo in un quarto d'ora". Non ha dubbi Matteo Salvini, che parla in diretta Facebook dal Molise, durante il tour per la campagna elettorale.

Replicando a Carlo Calenda che in un'intervista a 'Repubblica' ha lanciato la proposta di un ''governo di transizione'' appoggiato da tutte le forze politiche, il leader della Lega chiarisce: "Governo con il Pd? Mai nella vita vado a governare con il Pd". "Io - aggiunge . voglio fare l'esatto contrario di quello che hanno fatto".

E al capo politico 5 Stelle Luigi Di Maio - che aveva bollato il centrodestra unito come "un danno per il Paese" - Salvini replica chiedendo "rispetto" per il voto espresso dagli elettori il 4 marzo.

"Sento che qualcuno - continua - vorrebbe rimettere in piedi un governo alla mo' di Mario Monti... tutti dentro per tirare a campare e spennare gli italiani, per continuare a essere servi di Bruxelles e delle alleanze dei bombardatori. Noi siamo leali, fieri, coerenti, vogliamo rispettare gli impegni presi ma nel nome dell'interesse degli italiani". "Non esistono unioni, alleanze che possano prevedere il fatto che i vantaggi siano di altri e i problemi siano degli italiani. Voglio guidare un Paese che non pieghi più la testa nei confronti di nessuno", rimarca Salvini.

A replicare al numero uno del Carroccio è il segretario reggente dem, Maurizio Martina . "Trovo veramente assurda l'idea di Salvini - dice - per cui il Paese deve aspettare i suoi tornaconti elettorali. Avvisatelo - sottolinea - che il Paese ha già votato e adesso chiede risposte, non propaganda. Questo uso delle elezioni regionali di Molise e Friuli come fossero cavie da laboratorio è quanto di più irrispettoso possibile verso gli elettori di quelle regioni oltre che di tutti gli italiani".

Debito, de Magistris: attendiamo risposte esaustive e immediate

NAPOLI. «Con Gentiloni ci siamo sentiti telefonicamente qualche giorno fa, almeno su quel fronte ci attendiamo una risposta esaustiva ed immediata, stiamo mettendo a punto il programma di lavoro e questa settimana chiederò una serie di incontri politici e istituzionali a Roma dove porteremo gli argomenti di cui si discute in questi giorni ma anche le soluzioni». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine del consiglio comunale di Napoli, parla della manifestazione di sabato scorso contro il debito "ingiusto" del Comune che riguarda il Cr8 e la stagione dei commissariamenti per l'emergenza rifiuti. «Adesso è assolutamente necessario un intervento dell'Anci, per la parte di sua competenza», prosegue il numero uno di palazzo San Giacomo, «ma credo che la partita fondamentale oggi è nelle mani di Parlamento e Governo». Il primo cittadino insiste sul ruolo fondamentale del Parlamento, che è già nel pieno delle sue funzioni, rispetto a quello di un Governo non ancora formato. «Prima che un Governo entri nella pienezza delle sue funzioni, la città non può attendere», spiega de Magistris, considerando anche che la prossima settimana il consiglio comunale dovrà approvare bilancio previsionale e rendiconto. «Sono momenti decisivi - conclude il leader di demA - siamo davanti a un quadro da bombardamento nucleare istituzionale che stiamo fronteggiando con una grande resistenza popolare e democratica, con solidità e lucidità per cercare di evitare ricadute sulla città, ma senza un intervento immediato potrebbero scatenarsi tensioni sociali ed economiche. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire e ci auguriamo che ci sia la sensibilità politica e istituzionale di intervenire subito e bene».

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