Domenica 19 Agosto 2018 - 5:34

Salvini e Di Maio: «Non togliamo gli 80 euro»

Governo al lavoro sulla manovra mentre si infiamma il dibattito sugli 80 euro. Prima fonti di Palazzo Chigi poi gli stessi vicepremier assicurano che non ci sarà l'abolizione del bonus introdotto dal governo Renzi.

"Si smentiscono alcuni titoli di giornali che parlano di 'abolizione 80 euro per finanziare flat tax' o 'via gli 80 euro per gli sgravi fiscali'" hanno fatto sapere fonti del governo. A seguire sono arrivate le dichiarazioni di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. "Il governo non pensa di togliere gli 80 euro e non vuole aumentare l'Iva - ha detto il ministro dell'Interno - Lavoriamo per attuare il programma. Spiace dover rincorrere alcune indiscrezioni dei giornali, palesemente false e che servono solo per riempire le pagine dei quotidiani in agosto".

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. "Non so chi abbia inventato questa cosa degli 80 euro e quella dell'aumento dell'Iva. Il governo è compatto sulla volontà di non mettere le mani in tasca ai cittadini, come è stato fatto in passato. Non vogliamo fare il gioco delle tre carte, non tireremo la coperta, vogliamo essere autentici con una manovra rigorosa e coraggiosa" ha sottolineato Di Maio, incontrando i giornalisti davanti a Palazzo Chigi.

Questa mattina ai microfoni di Giorgio Zanchini a Radio anch’io, Massimo Garavaglia, viceministro dell'Economia, ha detto che “è molto meglio avere una riduzione strutturale delle tasse piuttosto che un bonus che resta sempre appeso. Non si tolgono gli 80 euro, vengono messi come riduzione fiscale anziché come esborso” ha spiegato Garavaglia.

Ieri era stato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in un'intervista a 'Il Sole 24 ore' a osservare che "per com’è stato costruito, il bonus da 80 euro crea complicazioni infinite, a partire dai molti contribuenti che l’anno dopo scoprono di aver perso o acquisito il diritto per cambi anche modesti di reddito. Ma proprio per la delicatezza del tema, è importante ribadire che tutto il sistema va rivisto con la garanzia che nessuno perda nel passaggio dal vecchio al nuovo".

Vaccini, Grillo: «Depositata proposta per obbligo flessibile»

"Abbiamo depositato ieri la proposta di legge della maggioranza, sarà parlamentare, in cui spingeremo per il metodo della raccomandazione che è quello che noi prediligiamo da un punto di vista politico, nel quale prevederemo delle misure flessibili di obbligo sui territori e, quindi, anche nelle regioni e nei comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche". Lo ha detto il ministro della Salute, Giulia Grillo, ospite della trasmissione 'Omnibus' su La7, rispondendo a una domanda sull'intenzione annunciata dalle regioni di voler impugnare davanti alla Consulta l'emendamento sui vaccini inserito nel milleproroghe, una volta approvato definitivamente.

A tal proposito, Grillo ha precisato di "non aver ancora parlato con l'assessore Saitta (assessore alla Sanità della Regione Piemonte e Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni ndr) ma mi sembra chiaro innanzitutto che il decreto deve essere ancora convertito, dopodiché loro hanno tutto il diritto di fare riscorsi ma noi abbia già deposito il nostro disegno di legge della maggioranza".

Cda Rai boccia Laganà presidente

Il Consiglio di Amministrazione della Rai, riunitosi oggi, ha discusso nuovamente la situazione venutasi a creare dopo il voto della Commissione parlamentare di Vigilanza. Nel corso della riunione, su proposta della consigliera Rita Borioni, è stata votata la candidatura a Presidente del Consigliere Riccardo Laganà. Il Consigliere Laganà non ha ottenuto la maggioranza dei voti del Cda e per questo motivo il tema sarà pertanto all’ordine del giorno anche nella prossima riunione del Consiglio. E' quanto si legge in una nota di Viale Mazzini.

Il Cda ha inoltre approvato all’unanimità dei presenti – hanno lasciato l’aula al momento del voto i consiglieri Borioni e Laganà - l’acquisizione del pacchetto di immagini per tre stagioni del campionato di calcio di serie A, al via il prossimo 18 agosto, e il rinnovo del contratto per la produzione della fiction 'Un posto al sole', in onda su Rai3 dal 1996.

"Si tratta di due decisioni urgenti e indifferibili per la Rai - si legge nella nota - Sul versante diritti serie A di calcio, il contratto consentirà di mantenere e rafforzare la programmazione di trasmissioni storiche come '90° Minuto', 'Quelli che…', 'Domenica Sportiva' e 'Tutto il calcio minuto per minuto'. Viene pertanto confermato un importante spazio televisivo che permette a tutti gli spettatori di seguire un campionato appassionante e popolare come quello della Serie A di calcio. Spazio che avrà la sua fruibilità anche attraverso il web Rai".

"L’approvazione del contratto di produzione di 'Un posto al sole' consentirà alla Rai di assicurarsi la prosecuzione della fiction storica di Rai3 - capace di raccontare con semplicità e genuinità il quotidiano con particolare attenzione alle tematiche sociali - che viene interamente realizzata all’interno del Centro di produzione Rai di Napoli", conclude la nota.

Vaccini, il “metodo Taverna" scatena i social

“Quando ero piccola, se avevo un cugino con una malattia esantematica, facevamo la processione a casa sua". Così la senatrice M5S Paola Taverna in un filmato registrato nei mesi scorsi durante un incontro del MoVimento e che sta scatenando la reazione di utenti social ed esponenti dem sul tema dei vaccini.

"Così la zia se sgrugnava tutti e sette i nipoti - dice Taverna -, tutti e sette i nipoti c'avevano la patologia e se l'erano levata". E ancora: "Funzionava così all'età mia. Adesso devi essere immune da tutto, va bene - aggiunge -. Ma lo posso decidere io come mi voglio immunizzare?".

Affermazioni "imbarazzanti e pericolose" scrive su Twitter il senatore Pd Dario Stefàno. Sulla stessa linea Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama: "Imbarazzante. Questa donna è imbarazzante. E pure pericolosa. Non può presiedere l'aula del Senato una che mette a rischio la salute pubblica" si legge in un tweet. 

"La senatrice Taverna dovrebbe o fare lo sforzo di studiare le cose che non conosce o avere l'umiltà di tacere" scrive via social Caterina Biti, esponente dem di Palazzo Madama, che aggiunge: "Sulla salute non è ammessa propaganda".

Il filmato è stato ripostato anche da altri senatori Pd tra cui Davide Faraone, Edoardo Patriarca e Eugenio Comincini, esponente dem in Commissione permanente Finanze, retwittato poi dall'ex segretario del Partito democratico, Matteo Renzi.

Conte: «Manovra sarà rigorosa e coraggiosa»

Manovra, Tav, rapporti con l'Europa. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra i giornalisti prima della pausa estiva e fa il punto sull'azione di governo. L'obiettivo dell'esecutivo, sottolinea il premier, è "mettere a punto una manovra seria, rigorosa e coraggiosa" che sia "accompagnata da riforme strutturali". E il vertice di maggioranza di oggi servirà proprio per mettere a punto la manovra, ma "parleremo anche di flat tax e reddito di cittadinanza. Il nostro sarà un pacchetto integrale, però - precisa il presidente del Consiglio - bisogna essere realisti, non significa che a settembre realizzeremo tutte queste riforme''.

Conte pone l'accento su misure che vanno dalla "semplificazione normativa e burocratica" alle norme anticorruzione e sull'accelerazione dei processi civili perché "è inaccettabile che il sistema giustizia offra risposte che arrivano dopo anni".

Si farà la Tav? "E' un argomento all'ordine del giorno di questo governo, è all'attenzione dell'esecutivo - dice il premier - Stiamo valutando tutti gli aspetti, in termini di costi e benefici e trarremo conclusioni. La sintesi la faremo tra un po' a livello risolutivo a livello di Cdm".

Per quanto riguarda poi i rapporti con la Commissione europea, "ci presenteremo" in Europa "a testa alta": finora "non ho mai chiesto alcun atteggiamento di favore, non ho mai chiesto una concessione - evidenzia - ci presenteremo a testa alta con un programma serio, ragionevole ma anche coraggioso che tuteli i nostri interessi e su questo saremo molto seri, duri e rigorosi", ma non saremo "né irragionevoli né scriteriati nelle richieste".

Salvini: a Napoli consigliere ha l'interprete, no comment

NAPOLI. “A Napoli, il “consigliere comunale per gli extracomunitari" voluto da De Magistris ha un interprete perché non parla l'italiano!!! No comment...". Lo ha scritto su Twitter il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che ha pubblicato il video del consigliere Viraj Prasanna Mihindukulasuriya aiutato da un interprete per rispondere alle domande di un giornalista. Non tarda la replica del presidente del Consiglio comunale Alessandro Fucito: «Può capitare che un extracomunitario validamente eletto chieda, a suo ausilio e senza oneri pubblici, un traduttore. Ringrazio il Consiglio comunale che all'unanimità ha approvato tale dispositivo. Del resto si tratta di conoscere e praticare la Costituzione, ovvero la possibilità di poter svolgere liberamente un mandato elettivo». «Dispiace che le istituzioni repubblicane siano abitate anche da chi ignora la Costituzione», ha concluso Fucito. 

Strage braccianti, Salvini a Foggia

"Un'immigrazione fuori controllo aiuta la mafia: se non sbarcassero migliaia di disperati da sfruttare da parte dei delinquenti, sarebbe più complicato per loro fare affari. Aver ridotto gli sbarchi riduce la possibilità di fare affari per la criminalità". Così il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, parlando a Foggia dopo l'incidente in cui hanno perso la vita 12 braccianti stranieri, a bordo di un furgone che si è scontrato con un camion carico di farinacei.

"Questo è un problema di mafia - aggiunge il ministro dell'Interno - non di manodopera in nero, caporalato o furbizia". Per questo motivo, "useremo le armi legalmente permesse per mettere in condizioni di non nuocere questi delinquenti". Inoltre, "vanno aggrediti i patrimoni dei mafiosi che campano di caporalato e di sfruttamento dell'immigrazione clandestina". 

"C'è una legge sul caporalato che, per alcuni versi, può e deve essere migliorata e aggiornata per permettere ad agricoltori perbene di poter lavorare legalmente e regolarmente - continua Salvini -. Non voglio e non permetto che l'agricoltura foggiana e l'agricoltura italiana venga etichettata come fuorilegge perché pochi usano mezzi mafiosi per arricchirsi".

"L'obiettivo a medio termine - dice ancora il vicepremier - è svuotare progressivamente i ghetti. Non è possibile che in una società evoluta come la nostra si parli di ghetti che vivono al di fuori della legge".

Il decreto dignità è legge

Via libera del Senato al decreto dignità. Con 155 sì, 125 no e un astenuto l'assemblea ha licenziato in via definitiva il provvedimento, che nei prossimi giorni sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Soddisfatto il vicepremier Luigi Di Maio: "Dopo decine di anni è stato approvato il primo decreto non scritto da potentati economici e lobby - ha detto dopo l'approvazione -. E' il primo decreto dopo tanti anni che mette al centro il cittadino, gli imprenditori, i precari. Finalmente i cittadini segnano un punto: cittadini 1, sistema zero".

Fisco, lavoro, giochi e sport dilettantistico sono i quattro capitoli che compongono il decreto. Split payment, redditometro e spesometro sono gli adempimenti fiscali che vengono rivisti attraverso le misure contenute nel provvedimento; mentre per le imprese che vantano dei crediti con le pubbliche amministrazioni arriva la proroga al 2018 del regime di compensazione con eventuali debiti iscritti in cartelle esattoriali. Sul fronte del lavoro arrivano diverse novità, tra cui la modifica della disciplina dei contratti di lavoro a termine, di somministrazione di lavoro e in materia di licenziamento illegittimo.

Arriva la procedura concorsuale straordinaria, per i diplomati magistrali, per coprire parte dei posti vacanti nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria; viene anche eliminato il termine massimo complessivo di durata, previsto per i contratti a tempo determinato del personale della scuola, per la copertura di posti vacanti e disponibili.

Infine vengono poste delle condizioni, per le aziende che hanno ricevuto contributi pubblici e intendono delocalizzare gli stabilimenti. Sul fronte dei giochi si vieta la pubblicità e aumenta il prelievo erariale unico sulle vincite (preu) da apparecchi da gioco. Infine si ridefiniscono il regime giuridico e fiscale dello sport dilettantistico.

Rai, Vigilanza al Cda: «Urgente nomina presidente»

La commissione di Vigilanza Rai ha inviato una lettera al Cda per sbloccare l'impasse sulla nomina del presidente, dopo la bocciatura parlamentare di Marcello Foa. Annunciata stamattina dal capogruppo Pd in commissione Davide Faraone, dopo la riunione dell'ufficio di presidenza della Vigilanza, la missiva a invita il Cda a pronunciarsi sulla scelta del nuovo presidente.

LA LETTERA - Nella lettera inviata al Cda Rai, che l'Adnkronos è in grado di anticipare, il presidente della Vigilanza, Alberto Barachini, ricorda "l'urgenza" e "sollecita l'adozione della nuova delibera di nomina del presidente". "Questa rientra nelle competenze del Consiglio di Amministrazione e costituisce il presupposto indispensabile per superare l'anomalia della attuale situazione. La Commissione che presiedo potrà essere immediatamente convocata per procedere - anche durante l'aggiornamento dei lavori parlamentari - all'espressione del parere prescritto". Il Consiglio di amministrazione della Rai in questa fase, senza la nomina di un presidente, può esercitare le proprie funzioni finalizzate "all'esclusivo compimento degli atti di ordinaria amministrazione, strettamente necessari per la funzionalità dell'Azienda, dei quali la Commissione chiede di essere tempestivamente e preventivamente informata".

Scrive ancora la Vigilanza: "l'organo collegiale, nonché l'amministratore delegato, che ne è parte dovrebbero invece valutare di astenersi dal procedere ad altri atti, quali, ad esempio, le nomine dei direttori di rete, di canale e di testata". Nella lettera Barachini spiega per quale ragione il Cda in questa fase può operare solo nell'ambito dell'ordinaria amministrazione. E, citando l'articolo 22.2 dello Statuto della Rai "che assegna poteri e funzioni oggettivamente circoscritti e non dilatabili al consigliere più anziano di età in mancanza di un Presidente e di un Vice Presidente", Barachini sottolinea che "nell'attuale fase non ricorre la fattispecie dell'assenza, impedimento o vacanza di carica del Presidente, contemplata dallo stesso Statuto.

Al contrario si è in presenza di una nomina che non è stata perfezionata in sede parlamentare con la prevista maggioranza, nonché della circostanza che lo stesso consigliere - già individuato per la carica di presidente - si trovi a presiedere il Consiglio di amministrazione nella veste di consigliere più anziano". "Ciò induce ad esigere che da parte del Consiglio di amministrazione - ribadisce il presidente della Vigilanza - vi sia un esercizio delle proprie funzioni finalizzato all'esclusivo compimento degli atti di ordinaria amministrazione, strettamente necessari per la funzionalità dell'Azienda, dei quali la Commissione chiede di essere tempestivamente e preventivamente informata". "Mi riservo in ogni caso di sottoporre alla Commissione - conclude Barachini - l'esigenza di adottare ulteriori iniziative nell'esercizio delle proprie prerogative di vigilanza ed indirizzo, nel rispetto della legge, dei principi riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e nell'interesse del corretto funzionamento del servizio pubblico radiotelevisivo".

DI MAIO - In mattinata il vicepremier Luigi Di Maio aveva ribadito ai microfoni di Radio 24 che non ci sarebbe stato nessun presidente se prima non si fosse trovata un'intesa sulla Rai. "Il tema è che per eleggere il presidente della Rai ci vogliono due terzi delle forze politiche della commissione di Vigilanza - ha detto Di Maio dopo la bocciatura della nomina di Marcello Foa al settimo piano di Viale Mazzini -. Per me, finché non si troverà un'intesa tra i gruppi è inutile rimandare un nome alla commissione di Vigilanza"."Si troverà un'intesa, come si è trovata in passato - ha scandito il vicepremier -. La dobbiamo trovare su valori e principi legati alla persona e non alla lottizzazione politica e allora arriveremo all'obiettivo di eleggere un presidente". Quanto a Foa, ha sottolineato il vicepremier "nessuno può dire che è una persona di partito, è un giornalista che si è distinto con la sua indipendenza. Fabrizio Salini? Non lo conoscevamo fino a 15 giorni prima di nominarlo, quindi non si può dire che l'Ad della Rai sia una persona legata alla politica". "La verità - ha concluso Di Maio - è che non si riesce a eleggere un presidente perché noi non stiamo cedendo alle dinamiche della lottizzazione politica, che qualcun altro evidentemente vorrebbe".

LEGA - Dal canto suo, la Lega si è detta "a disposizione anche ad agosto per arrivare alla soluzione più consona per la principale azienda culturale del Paese. All'interno dell'attuale Cda Marcello Foa rimane il professionista migliore per il ruolo di presidente". "Se il Pd vuole nei fatti il bene della Rai abbassi i toni e rispetti i ruoli - hanno spiegato i deputati Massimiliano Capitanio e Paolo Tiramani, segretario e capogruppo in Commissione Vigilanza - aiutandoci a voltare pagina dopo la disastrosa gestione renziana", concludono gli esponenti leghisti.

Tap, Lezzi a Salvini: "Al Sud servono infrastrutture"

"Caro Matteo Salvini, in Italia servono le infrastrutture e in particolar modo ne hanno estremo bisogno il Sud e le aree interne del Centronord. È la carenza di questo genere di investimenti che ha provocato una perdita ulteriore di posti di lavoro al Sud di 300.000 unità durante gli anni della crisi". Lo scrive su Facebook il ministro per il Sud, Barbara Lezzi.

"Non si è mai osservato - aggiunge - il riparto della quota ordinaria degli investimenti per popolazione. Al Sud spetterebbe almeno il 34% e siamo a poco meno del 29%. Strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche, dissesto idrogeologico, energia pulita. Questi sono gli investimenti che l'Italia aspetta".

TAP - Qualche ora prima, sempre sulla sua pagina Facebook, il ministro per il Sud ha ripostato il video di Alessandro Di Battista, che da Puerto Escondido ha sostenuto come Tap e Tav non si debbano fare. 

Un video al quale il vicepremier ha risposto: "Auguri a Dibba con un po’ di invidia - ha detto Salvini dalle colonne di un'intervista a 'La Stampa' - Io più modestamente mi accontento di Milano Marittima. Ci sono fior di tecnici e di docenti che stanno valutando il rapporto costi-benefici" nel caso delle pedemontane, del terzo valico e del Tap "che ridurrebbe del 10% il costo dell’energia per tutti gli italiani".

TAV - E la Tav? "Lì - precisa - il discorso è più lungo. Bisogna calcolare fino all’ultimo centesimo. Aspetto i risultati degli studi. In linea di massima, culturalmente sono più per fare che per disfare. Se non fare la Tav ci costasse due, tre o quattro miliardi, è chiaro che andrebbe fatta".

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