Sabato 23 Giugno 2018 - 19:25

Mattarella, monito all'Ue sui rifugiati

"La comunità internazionale deve operare con scelte politiche condivise e lungimiranti per gestire un fenomeno che interessa il globo intero. L'Unione Europea, in particolare, deve saper intervenire nel suo insieme, non delegando solamente ai Paesi di primo ingresso l'onere di affrontare le emergenze. La gestione attuale dei fenomeni migratori deve lasciare il posto a interventi strutturali che rimuovano le cause politiche, climatiche, economiche e sociali che alimentano tante tristi vicende". Questo quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

"Da tempo, l’Italia - afferma il presidente Mattarella -, contribuisce al dovere di solidarietà, assistenza e accoglienza nei confronti di quanti, costretti a fuggire dalle proprie terre, inseguono la speranza di un futuro migliore per sé e per i propri figli. Obbedisce a sentimento di responsabilità l’impegno dei moltissimi concittadini che, sul suolo nazionale, nel mediterraneo e in altre più lontane aree di crisi del pianeta, tengono vivo lo spirito di umanità che - profondamente radicato nella nostra Costituzione - contraddistingue il popolo italiano".

"Per governare i grandi spostamenti di esseri umani - continua il Colle -occorre prevenire i conflitti e mettere fine a quelli in corso, sostenere i Paesi di origine dei flussi aiutandoli a combattere carestie e malnutrizione, fornire adeguato sostegno ai Paesi limitrofi e alle aree soggette a ostilità".

"Consapevole della natura globale di questa sfida, l’Italia - spiega ancora Mattarella - promuove da tempo, nei consessi europei ed internazionali, una politica che si ispira ai principi della responsabilità, della solidarietà e della condivisione dei doveri e dei compiti tra tutti i Paesi interessati. Anche in seno alle Nazioni Unite, l’Italia è fortemente impegnata nei negoziati in vista dell’adozione di un patto mondiale sui rifugiati, che rappresenta lo strumento per offrire risposte concrete e universalmente accettate."

"Nel sollecitare la comunità internazionale e l’Unione Europea a compiere passi crescenti su questo terreno, la Repubblica Italiana si conforma alle norme sancite dal diritto internazionale relative all’accoglienza di coloro che hanno diritto a protezione", conclude Mattarella.

Comunali a Torre del Greco, Gallo (M5s): esposto a Corte d'Appello

TORRE DEL GRECO. Il deputato del Movimento 5 Stelle, Luigi Gallo, ha inviato un esposto al collegio regionale di garanzia elettorale della corte d'appello di Napoli per chiedere un nuovo conteggio delle schede elettorali dopo il voto dello scorso 10 giugno a Torre del Greco. Alla corte d'appello si chiede di intervenire con urgenza, prima dello svolgimento del ballottaggio in programma domenica 24 giugno, convocando i rappresentanti di lista del seggio centrale di Torre del Greco per assistere all'operazione.
«Questo atto - spiega il deputato Gallo - segue le denunce puntuali dei rappresentanti di lista del Movimento 5 Stelle, che sono stati tra i più temerari a segnalare le presunte irregolarità riscontrate nei seggi. Ieri, insieme al gruppo locale del Movimento 5 Stelle di Torre del Greco, abbiamo consegnato una fitta documentazione anche al procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico, denunciando punto per punto ulteriori anomalie come errori materiali nella trascrizione delle preferenze e nell’attribuzione di voti e altri casi in numerosi seggi, come il black out mentre alcuni estranei erano presenti nel seggio. Siamo lieti che la procura abbia deciso di accendere un faro su questa vicenda torbida che ha evidentemente impedito il regolare svolgimento delle elezioni e per cui ci sono indagini in corso relative al reato di voto di scambio. Sosterremo sempre l'operato della magistratura, riportando ai giudici tutte le segnalazioni utili. È stato però opportuno, in questa fase, rivolgersi anche alla Corte d'appello perché si proceda con urgenza alla riconta dei voti. Non ci fermeremo fino a quando questa città non si libererà da pratiche illegali e odiose che minano la libertà democratica di ciascun cittadino, contraddistinguendoci per azioni concrete e perseveranti per ripristinare la legalità in questa città».

99Posse a Meloni: «Se sei fascista devi penzolare»

"Ciao @GiorgiaMeloni: Se sei nomade, devi nomadare. Se sei rom, devi rommare. Se sei slavo, devi slavare. Se sei fascista, devi PENZOLARE!". Lo scrive su Twitter la band '99Posse' dopo che la presidente di Fdi, Giorgi Meloni, ieri a Napoli aveva detto: "La proposta di Fdi è sempre la stessa: bene censirli per capire di cosa stiamo parlando, dopodiché, se sei nomade, devi 'nomadare', non puoi essere stanziale".

Solidarietà a Meloni è stata espressa da Fratelli d'Italia. "Il confronto politico, per quanto aspro, non dovrebbe mai sconfinare in attacchi personali", scrive in una nota Federico Mollicone, deputato di FdI che chiede alla Polizia Postale "la chiusura immediata dell'account twitter" della band.

Salvini: «Su censimento rom non mollo»

"'Censimento' dei Rom e controllo dei soldi pubblici spesi. Se lo propone la sinistra va bene, se lo propongo io è razzismo. Io non mollo e vado dritto!. Prima gli italiani e la loro sicurezza". Lo scrive il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, su Facebook.

Censimento rom, stop dai 5S

Un censimento. Anzi un'"anagrafe". Meglio ancora "una ricognizione". Quindi il dietrofront: "Nessuna schedatura". Non si placa la polemica innescata ieri dal vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini, che ai microfoni di Telelombardia ha detto di aver predisposto "una ricognizione sulla situazione rom in giro per l'Italia per vedere chi come e quanti" sono. "Cerchiamo di capire come intervenire rifacendo quello che all'epoca fu chiamato censimento e 'apriti cielo'; allora chiamiamola 'anagrafe' o 'fotografia' per capire di cosa stiamo parlando" ha detto Salvini.

Il titolare del Viminale spiega che si sta facendo preparare dal ministero dell'Interno "un dossier sulla situazione rom in Italia perché, dopo l'intervento di Maroni che però risale ormai a 5,6,7 anni fa, nessuno ha fatto più nulla e quindi siamo tornati, temo, al caos". Poi l'affondo: "Purtroppo i rom italiani te li devi tenere in Italia".

Parole forti. Tanto che Salvini è costretto ad aggiustare il tiro. "Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno - aggiunge in serata - il nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza. Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei".

Le dichiarazioni di Salvini sollevano un vero polverone nel governo. Con il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio che osserva: "Mi fa piacere che Salvini abbia smentito qualsiasi ipotesi di censimento registrazione o schedatura degli immigrati perché se una cosa non è costituzionale non si può fare".

Anche le reazioni dell'opposizione sono immediate. A partire dal Pd, che non resta alla finestra. "Le parole sono pietre e il 'dossier Rom' di Salvini è agghiacciante, ricorda politiche di stampo nazista" tuona il senatore dem Edoardo Patriarca. Sulla stessa lunghezza d'onda Teresa Bellonova ed Ettore Rosato, che definisce il censimento annunciato da Salvini "volgare e demagogico". Più ironico l'ex premier Paolo Gentiloni, che twitta: "Ieri i rifugiati, oggi i rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo". Dura Laura Boldrini di Leu, che parla di "bestialità quotidiana".

A stigmatizzare le parole del leader della Lega sono anche l'attivista di origine serba Dijana Pavlovic, portavoce dell'Alleanza Romanì, che definisce "illegittima" la proposta di Salvini e quelle dell'Ucei, la Giunta dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, per la quale "l'annuncio di Salvini preoccupa e risveglia ricordi di leggi e misure razziste di appena 80 anni fa e tristemente sempre più dimenticati".

Intesa Conte-Merkel su migranti

"La posta in gioco" per l'Europa "è altissima". "Dobbiamo costruire un'Europa più forte ed equa che possa rispondere ai bisogni primari dei suoi cittadini''. E ancora: ''L'Italia non può continuare a fare da sola'', le ''frontiere italiane sono le frontiere europee''. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Berlino per un colloquio con la Cancelliera Angela Merkel. Il premier italiano ha rimarcato che "l'Europa deve contrastare gli indegni traffici umani'' legati all'immigrazione. "Senza un rafforzamento della gestione europea - ha osservato Conte - il fenomeno migratorio non può essere governato ed è destinato a rimanere senza controllo".

Quindi ha avvertito: ''l'Italia non può restare da sola e senza adeguati meccanismi di solidarietà, che operino una ridistribuzione più equa. Il tema della migrazione e della governance economica europea possono essere l'occasione per costruire un'Europa più forte ed equa'' Poi ha scandito: "Sulla Libia dobbiamo continuare a lavorare per la stabilizzazione del Paese ed è fondamentale sostenere le autorità libiche nel contrasto ai network criminali che sfruttano l'immigrazione''. In ''questo campo l'Europa deve dare prova di solidarietà''. 

Alle parole del premier italiano fanno eco quelle della cancelliera tedesca, che ha sottolineato come quello dell'immigrazione sia "un problema che dobbiamo affrontare di petto". "Bisogna vedere come riusciamo a stabilizzare il governo della Libia - ha sottolineato la cancelliera - come possiamo formare meglio la Guardia costiera libica, far sì che i profughi che si trovano in quel paese possano essere accolti nella maniera migliore e più dignitosa, come l'Oim possa dare loro sostegno, affinché eventualmente si possa avviare già una procedura di asilo" nei Paesi da cui provengono i migranti.

"Sono tutte cose di cui parleremo nei prossimi mesi e collaboreremo molto strettamente", ha assicurato, osservando che "anche la Germania è colpita direttamente dal fenomeno migratorio, per questo è molto interessante per entrambe le parti approfondire questa tematica". "Su richiesta dell'Italia - ha ribadito Merkel - vogliamo proprio aiutare con la nostra solidarietà e la solidarietà in Europa è qualcosa che accogliamo a braccia aperte". Nella gestione dei flussi migratori, ha assicurato la cancelliera tedesca, la Germania intende "collaborare molto strettamente" con l'Italia.

Meloni al Vasto: venga Salvini, stop a zone franche

NAPOLI. «De Magistris ha detto che noi facciamo le passerelle, ma meglio fare le passerelle che i trenini nei centri sociali e nei palazzi occupati con gli amici suoi, come fa lui». Con queste parole Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, risponde al sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha parlato di "passerelle pericolose" in riferimento alla visita di Meloni al quartiere Vasto, nei pressi della stazione centrale di Napoli, e in particolare al dipendente di una farmacia aggredito nei giorni scorsi da un venditore ambulante. «Il Vasto - ha spiegato Meloni nel corso della visita - è uno di quei territori che in Italia si definirebbero zona franca, nei quali le istituzioni non ci sono più e non sono in grado di intervenire. Noi chiediamo al ministro Salvini di venire qui e di dire basta alle zone franche, di consentire ai cittadini italiani di tornare padroni delle proprie città e di non vedere più situazioni di degrado assoluto vicino a una stazione importante di una città straordinaria come Napoli». Secondo Meloni «si possono fare molte cose purché ci sia la volontà politica. Qui finora non c'è stata per colpa del governo nazionale e anche per colpa di un sindaco e sta lì ad occuparsi di dove far attraccare la nave Aquarius e non ha pensato di portare la solidarietà al dipendente della farmacia, suo concittadino che è stato picchiato da immigrati clandestini. Non si è neanche presentato, mentre noi veniamo ad ascoltare la gente e a parlare con le persone che hanno dei problemi. È quello che stiamo facendo anche oggi e porteremo il problema di questo territorio in Parlamento», ha concluso Meloni. 

Salvini: «Faremo censimento dei rom»

"Mi sto facendo preparare dal ministero dell'Interno un dossier sulla situazione rom in Italia perché, dopo l'intervento di Maroni che però risale ormai a 5,6,7 anni fa, nessuno ha fatto più nulla e quindi siamo tornati, temo, al caos". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ai microfoni di Telelombardia.

Salvini ha spiegato di avere predisposto "una ricognizione sulla situazione rom in giro per l'Italia per vedere chi come e quanti". Quindi ha aggiunto: "Cerchiamo di capire come intervenire rifacendo quello che all'epoca fu chiamato censimento e 'apriti cielo'; allora chiamiamola 'anagrafe' o 'fotografia' per capire di cosa stiamo parlando".

"Stiamo lavorando anche sull'espulsione dei detenuti stranieri che sono in Italia, ma serve l'accordo con il paese che se li deve riprendere. Quindi bisogna lavorare con Romania, Albania e Tunisia, che sono ahimè tra i principali paesi per presenze in galera" ha concluso Salvini, evidenziando che "purtroppo i rom italiani te li devi tenere in Italia".

Poi, riferendosi ai commenti di stampa alle sue affermazioni, il ministro dell'Interno chiosa: "Qualcuno parla di 'shock' - scrive su Facebook -. Perché??? Io penso anche a quei poveri bambini educati al furto e all'illegalità".

Scintille Renzi-Salvini

Matteo contro Matteo. Scintille tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e l'ex premier Matteo Renzi. All'origine della querelle le dichiarazioni rilasciate ieri dall'ex segretario dem a 'In mezz'ora in più'. "Credo che Salvini abbia fatto il bullo con 629 poveri disgraziati ma non cambia niente", ha sostenuto Renzi nel salotto di Lucia Annunziata, facendo riferimento al caso della nave Aquarius. "Un milione di like, caro Salvini, non vale una vita", ha aggiunto, lanciando un monito al vicepremier leghista. A stretto giro è arrivata la replica di Salvini. "Oggi Renzi era in trasmissione tv e ha detto che ero un bullo. Mi hanno chiesto cosa gli rispondo - ha spiegato il segretario del Carroccio durante un comizio a Cinisello Balsamo - a Renzi non ho tempo per rispondere - ha sostenuto - gli hanno già risposto gli italiani che l'hanno mandato a casa. Mi interessa lavorare", ha concluso.

Sicurezza, Fico: non servono leggi speciali, ma attenzione costante

NAPOLI. Sul fronte della sicurezza a Napoli «non servono leggi speciali ma serve un'attenzione speciale». Lo ha detto Roberto Fico, presidente della Camera, a Napoli per un convegno sul fenomeno delle baby gang, interpellato dai cronisti sull'esplosione di colpi di arma da fuoco in via Carbonara, nel centro cittadino. «Bisogna creare un'attenzione speciale e costante - ha aggiunto Fico - e risolvere davvero, come Stato, questi problemi. Non c'è una sola soluzione, le forze dell'ordine fanno un lavoro encomiabile e presidiano davvero il territorio, ma è la fase repressiva. Ogni volta che c'è la repressione deve seguire una fase di educazione, di formazione, di scolarizzazione e di presidio culturale sul territorio». Secondo Fico «se non investiamo e non mettiamo soldi nella scuola, nella formazione, negli assistenti sociali, nelle strutture pubbliche, nella formazione, non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo riuscire a occupare, come Stato, i vuoti che sono oggi liberi e terra di nessuno: vuoti anche esistenziali, familiari, vuoti delle periferie che non sono geografiche, sono anche del centro. Da lì - conclude Fico - si deve iniziare». 

IL VIDEO

STESE. «Non voglio parlare di emergenza perché purtroppo è qualcosa che viviamo da sempre». Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, commentando l'esplosione di colpi di arma da fuoco in via Carbonara, nel centro di Napoli. «Ho 43 anni - ha aggiunto Fico - e da 43 anni nei telegiornali sento notizie di sparatorie, arrestati e così via. Dobbiamo riuscire a rompere questa catena». Secondo Fico «è un tema senza dubbio nazionale e deve esserlo, ma deve coinvolgere tutte le associazioni territoriali, le scuole, gli enti locali, gli attori sociali che si muovono per risolvere questa situazione. Devono arrivare fondi, progetti e competenze anche più allargate, insieme con il lavoro con il territorio», ha concluso. 

FORZE DELL'ORDINE. «Non ho un giudizio sui taser in dotazione alle forze dell'ordine, dico però che le forze dell'ordine devono essere messe in condizioni di lavorare nel migliore dei modi». «Le forze dell'ordine - ha aggiunto Fico - devono essere messe in condizione di lavorare con tranquillità, anche facendo un lavoro preventivo molto grande, e serve che ci sia un ottimo lavoro anche con la magistratura». 

COMMISSIONI. «Ho mandato una lettera a tutti i gruppi, entro domani sera ci saranno i nomi dei membri delle commissioni». «Entro mercoledì o giovedì quindi le commissioni saranno operative».

MIGRANTI. «Dobbiamo ridiscutere il regolamento di Dublino con la Francia e con la Germania, mettendo fuori le posizioni estreme di Orban che non vuole le quote. Chi non vuole le quote allora deve avere le multe. Quindi se Orban se non vuole le quote, deve essere multato». 

STADIO ROMA. «Adesso vediamo le indagini, la cosa importante è rispondere con la durezza massima e l'aiuto massimo alla magistratura». Così il presidente della Camera, Roberto Fico, in merito alle indagini sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma. Sulla selezione della classe dirigente all'interno del Movimento 5 Stelle, Fico ha spiegato che «noi sicuramente dobbiamo scegliere nel modo migliore, ma è un problema che il Paese deve riuscire a risolvere sempre di più». Sulla posizione di Lanzalone, Fico ha spiegato che «si è dimesso da presidente dell'Acea ed è quello che doveva fare. Adesso farà il suo percorso giudiziario».

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