Venerdì 20 Aprile 2018 - 8:26

Esploratore o preincarico?

Un mandato esplorativo o un preincarico. A 40 giorni dalle elezioni, sono queste le formule che il presidente Mattarella potrebbe pronunciare nei prossimi giorni per risolvere l'impasse politica e dare il via alle prime fasi per la formazione del nuovo esecutivo. Ma per risolvere il complicato rebus istituzionale, il capo dello Stato potrebbe anche ricorrere alla soluzione di un governo del Presidente o scegliere di conferire un mandato 'pieno' a una personalità super partes o a un tecnico.

A due settimane dal primo round di consultazioni, e dopo la fumata nera del secondo giro, l'ipotesi più accreditata è quella del mandato esplorativo, con il nome del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati in pole. In seconda istanza, nella veste di esploratore potrebbe essere chiamato il presidente della Camera, Roberto Fico. Ma cosa si intendere per 'esploratore'? E che differenza c'è con il preincarico?

COS'E' IL MANDATO ESPLORATIVO - Il mandato esplorativo, una formula non prevista dalla Costituzione, viene affidato dal capo dello Stato nel caso in cui le consultazioni non abbiano dato indicazioni significative. Durante le procedure per la formazione del governo il Presidente della Repubblica può chiamare una personalità (solitamente una figura istituzionale, come i presidenti delle Camere) a verificare se esistano i presupposti ed eventualmente a dare un impulso per arrivare ad una possibile soluzione della crisi.

Solitamente si tratta di personalità super partes ma anche con una connotazione più politica rispetto a quella del Capo dello Stato, in grado quindi di avere un approccio bipartisan alle questioni, ma anche di inserire nel confronto tra le forze politiche quegli elementi che possono permettere di superare la fase di stallo.

IL PRIMO ESPLORATORE - Il primo 'esploratore' fu Cesare Merzagora nel 1957, durante la crisi apertasi dopo le dimissioni di Antonio Segni il 6 maggio 1957. Nel conferirgli l'incarico, il Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, spiegò che come suo supplente, la Costituzione gli conferiva "il compito di accertare quali concrete possibilità esistessero di costituire un governo in grado, per la composizione e il programma, di riscuotere la fiducia delle Camere e del Paese". Merzagora accettò il mandato, spiegando tuttavia di considerare il suo compito limitato proprio a verificare se fosse possibile far nascere un nuovo esecutivo, rinunciando quindi ad una automatica trasformazione in incarico pieno, essendo opportuno ricorrere al presidente del Senato soltanto come estrema risorsa. Alla fine nacque un nuovo gabinetto guidato dal democristiano Adone Zoli.

IL CASO NILDE IOTTI - La prima volta di un''esploratrice' fu quella dell'allora presidente della Camera, Nilde Iotti, chiamata a questo incarico dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga il 27 marzo del 1987. Un mandato esplorativo che però si concluse senza una soluzione.

CHE DIFFERENZA C'E' CON IL PREINCARICO? - A differenza del mandato esplorativo, il preincarico viene affidato dal capo dello Stato a una figura politica che ha il compito di verificare la possibilità di dare avvio alla formazione dell'esecutivo. Il preincaricato accetta con riserva, ma non è detto che gli venga conferito l'incarico. Solo nel caso in cui l'esplorazione abbia successo, avrà l'incarico di formare il nuovo governo.

IL PRECEDENTE DI BERSANI - Nel 2013, il mandato conferito da Napolitano all'allora segretario del Pd, Pier Luigi Bersani portò a un nulla di fatto. In quel caso, verificata l'impossibilità di formare un governo da parte di Bersani, al termine di un rapido giro di consultazioni, il 30 marzo 2013 Napolitano decise di formare due commissioni di lavoro, chiamate a stabilire contatti con i Gruppi parlamentari, per un confronto su proposte programmatiche in materia istituzionale ed economico-sociale ed europea. Un'iniziativa che avrebbe rappresentato il prodromo per la successiva nascita del governo di larghe intese presieduto da Enrico Letta.

IL PREINCARICO A SALVINI O A DI MAIO - Per sbloccare l'attuale stallo, Mattarella potrebbe optare per un preincarico a Matteo Salvini, in quanto leader della coalizione di centrodestra che ha raccolto più consensi. In questo caso, il segretario della Lega dovrebbe dimostrare di avere la maggioranza, difficile da trovare senza intese con il Movimento Cinque Stelle. Ma a ricevere il preincarico potrebbe essere anche il leader pentastellato Luigi Di Maio. In questo caso la scelta prevede due scenari: da un lato, la formazione di un governo con la Lega (ma senza Berlusconi); dall'altro, ma più difficile, un esecutivo con il Pd di Martina.

E IL MANDATO PIENO? - Si parla di mandato 'pieno' quando il capo dello Stato affida l'incarico di formare il governo a un esponente politico che ritiene possa ottenere una maggioranza parlamentare. Ma visto l'esito delle elezioni del 4 marzo scorso è difficile che Mattarella abbracci questa ipotesi.

«No ai sottomarini nucleari nel Golfo, vogliamo un Mediterraneo di pace»

IL VIDEO

NAPOLI. «Ci auguriamo che il Governo italiano e i Governi degli altri Paesi si astengano dal far transitare e sostare anche solo in rada sottomarini e navi nucleari nelle acque antistanti la città. Credo che la nostra volonta possa essere rispettata». Con queste parole il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è tornato sulla vicenda relativa alla presenza nella rada di Napoli lo scorso 20 marzo di un sottomarino nucleare della Marina degli Stati Uniti, successivamente impiegato per il bombardamento in Siria. 

«M5S ha cambiato i programmi votati»

“La versione del programma elettorale attualmente disponibile sul sito del movimento è completamente diversa da quella che c’era a febbraio Roma”. E’ quanto scrive oggi Luciano Capone su ‘Il Foglio’ che parla di “truffa”.

“Qualcuno al vertice del partito, probabilmente Di Maio che ne è il capo politico, con il placet di Davide Casaleggio che attraverso l’Associazione Rousseau gestisce il sito, ha sostituito il programma votato dagli iscritti con un altro completamente differente”, si legge nell’articolo. Secondo Capone “i venti pdf che componevano il programma votato online – creati materialmente dall’agenzia di comunicazione Web Side Story – sono stati sostituiti da venti pdf diversi, a cui ne sono stati aggiunti quattro su temi mai proposti né votati su Rousseau (Smart nation, Sport, Editoria, Unione europea)”.

“Una manipolazione della volontà degli iscritti, una presa in giro degli elettori, una violazione delle regole del partito (democrazia diretta e trasparenza), la negazione della retorica sul cittadino vero ‘sovrano’ e il politico semplice ‘portavoce’”, scrive ancora il giornalista sottolineando come “per recuperare il vecchio programma basta andare su ‘Internet Archive’ – la più grande biblioteca della rete e utilizzare la funzione ‘Wayback Machine’, che consente di risalire alle pagine web modificate o cancellate”.

In pratica, “Fino al 2 febbraio sul sito del M5s c’era un programma, il 7 marzo – tre giorni dopo le elezioni – ce n’era un altro. Totalmente diverso e spesso diametralmente opposto. E’ il caso del ‘programma Esteri’, un tema che, viste le vicende che riguardano la Siria, è di fondamentale importanza e stringente attualità. Gli iscritti avevano votato per un’impostazione radicale, terzomondista, filo russa e anti atlantica. Il nuovo ‘programma Esteri’ è stato bonificato: tolte le contestazioni alla Nato e agli Stati Uniti, addolcite le critiche all’euro e all’Ue, smussati gli elogi alla Russia”.

Scatenati i dem. “Mi ha colpito l’articolo di oggi sul Foglio e credo che Luigi Di Maio ci debba delle spiegazioni. Credo le debba a chi ha votato il Movimento 5 Stelle e a tutti gli italiani”, scrive su Facebook Davide Faraone, sottosegretario Pd al ministero della Salute, in un post intitolato ‘Trasformismo 4.0’. “Emerge chiaramente – scrive - che la cantilena ripetuta da Di Maio sui programmi compatibili è una truffa. Così com’è una truffa la storiella che quello dei 5Stelle è il primo e l’unico programma basato sulla partecipazione e sulla democrazia diretta online. Perché quello votato dagli iscritti - recuperato oggi dal Foglio e condiviso da milioni di italiani con il loro voto del 4 marzo - è sparito ed è stato sostituito in segreto con un programma in pdf diverso, non votato da nessuno. Eravamo abituati a partiti che tradivano il programma presentato agli elettori, la Terza Repubblica dei grillini inaugura invece la stagione dei programmi che mutano a mutare delle stagioni”.

All’attacco anche il consigliere economico del Nazareno, Luigi Marattin, che su Twitter scrive: “Fatela l’alleanza con questi. Accomodatevi pure”. “Questi ragazzi meritano davvero fiducia”, ironizza Alessia Morani, deputata e vicepresidente del gruppo Pd.

Salvini: «Se vinco le regionali, governo in 15 giorni»

"E' chiaro che se in Molise e Friuli verrà premiata la Lega, nell'arco di 15 giorni chi deve capire capisce e il governo inizia a lavorare". E ancora: "Se il 22 si vince, il governo lo facciamo in un quarto d'ora". Non ha dubbi Matteo Salvini, che parla in diretta Facebook dal Molise, durante il tour per la campagna elettorale.

Replicando a Carlo Calenda che in un'intervista a 'Repubblica' ha lanciato la proposta di un ''governo di transizione'' appoggiato da tutte le forze politiche, il leader della Lega chiarisce: "Governo con il Pd? Mai nella vita vado a governare con il Pd". "Io - aggiunge . voglio fare l'esatto contrario di quello che hanno fatto".

E al capo politico 5 Stelle Luigi Di Maio - che aveva bollato il centrodestra unito come "un danno per il Paese" - Salvini replica chiedendo "rispetto" per il voto espresso dagli elettori il 4 marzo.

"Sento che qualcuno - continua - vorrebbe rimettere in piedi un governo alla mo' di Mario Monti... tutti dentro per tirare a campare e spennare gli italiani, per continuare a essere servi di Bruxelles e delle alleanze dei bombardatori. Noi siamo leali, fieri, coerenti, vogliamo rispettare gli impegni presi ma nel nome dell'interesse degli italiani". "Non esistono unioni, alleanze che possano prevedere il fatto che i vantaggi siano di altri e i problemi siano degli italiani. Voglio guidare un Paese che non pieghi più la testa nei confronti di nessuno", rimarca Salvini.

A replicare al numero uno del Carroccio è il segretario reggente dem, Maurizio Martina . "Trovo veramente assurda l'idea di Salvini - dice - per cui il Paese deve aspettare i suoi tornaconti elettorali. Avvisatelo - sottolinea - che il Paese ha già votato e adesso chiede risposte, non propaganda. Questo uso delle elezioni regionali di Molise e Friuli come fossero cavie da laboratorio è quanto di più irrispettoso possibile verso gli elettori di quelle regioni oltre che di tutti gli italiani".

Debito, de Magistris: attendiamo risposte esaustive e immediate

NAPOLI. «Con Gentiloni ci siamo sentiti telefonicamente qualche giorno fa, almeno su quel fronte ci attendiamo una risposta esaustiva ed immediata, stiamo mettendo a punto il programma di lavoro e questa settimana chiederò una serie di incontri politici e istituzionali a Roma dove porteremo gli argomenti di cui si discute in questi giorni ma anche le soluzioni». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine del consiglio comunale di Napoli, parla della manifestazione di sabato scorso contro il debito "ingiusto" del Comune che riguarda il Cr8 e la stagione dei commissariamenti per l'emergenza rifiuti. «Adesso è assolutamente necessario un intervento dell'Anci, per la parte di sua competenza», prosegue il numero uno di palazzo San Giacomo, «ma credo che la partita fondamentale oggi è nelle mani di Parlamento e Governo». Il primo cittadino insiste sul ruolo fondamentale del Parlamento, che è già nel pieno delle sue funzioni, rispetto a quello di un Governo non ancora formato. «Prima che un Governo entri nella pienezza delle sue funzioni, la città non può attendere», spiega de Magistris, considerando anche che la prossima settimana il consiglio comunale dovrà approvare bilancio previsionale e rendiconto. «Sono momenti decisivi - conclude il leader di demA - siamo davanti a un quadro da bombardamento nucleare istituzionale che stiamo fronteggiando con una grande resistenza popolare e democratica, con solidità e lucidità per cercare di evitare ricadute sulla città, ma senza un intervento immediato potrebbero scatenarsi tensioni sociali ed economiche. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire e ci auguriamo che ci sia la sensibilità politica e istituzionale di intervenire subito e bene».

M5S in pressing sul Pd

Per il Movimento 5 Stelle il 'forno' del Partito democratico resta caldo. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti parlamentari pentastellate, nelle ultime ore i contatti con i dem si starebbero intensificando, alla luce dello stallo registrato con la Lega di Matteo Salvini che oggi, dal Molise, replica a muso duro al candidato premier del M5S Luigi Di Maio chiedendo "rispetto" per il voto espresso dagli elettori il 4 marzo. Una risposta alla bordata scagliata dal capo politico grillino contro l'unità del centrodestra ("un danno per il Paese") durante la visita al Vinitaly di Verona, luogo del 'non-incontro' tra i due leader.

Salvini lancia apertamente la sfida al M5S per la conquista della presidenza di Molise e Friuli Venezia Giulia. "E' chiaro che se in Molise e Friuli verrà premiata la Lega, nell'arco di 15 giorni chi deve capire capisce e il governo inizia a lavorare", avverte il segretario leghista, che fa leva sull'esperienza di governo della Lega contro un Movimento 5 Stelle "che campa solo di 'no'".

Preso atto dell'indisponibilità del 'Capitano' a smarcarsi da Silvio Berlusconi - almeno per ora - i vertici 5 Stelle riprendono a tessere la tela del dialogo con i dem, lasciando comunque aperto uno spiraglio per l'accordo con la Lega, a patto che si consumi il divorzio con Forza Italia. "Il Pd si deve muovere": sarebbe questo il senso del ragionamento espresso da Di Maio a chi ha avuto modo di parlare con lui nelle ultime ore. Al momento però si registra freddezza in casa dem.

Rivolgendosi a M5S e Lega, il segretario reggente del Pd Maurizio Martina osserva: "Il Paese aspetta da settimane, da 43 giorni ormai, che le forze che hanno prevalso il 4 marzo dicano con serietà cosa intendono fare. Ci vuole più rispetto dei cittadini, la smettano con questo spettacolo desolante fatto solo di tatticismi e personalismi".

Per l'ex capogruppo dem al Senato, Luigi Zanda, il Pd dovrebbe "sfidare il Movimento 5 Stelle affinché mostri in modo chiaro il suo profilo politico" e "dovrebbe farlo sul grande tema del sistema di governo", anche se "discutere non vuole dire fare un esecutivo insieme".

Intanto Forza Italia preme affinché cada il niet grillino nei confronti degli azzurri: "Il veto su Berlusconi" da parte del M5S "è inaccettabile in democrazia" ed è anche "strumentale, quasi elettorale, perché non è consentito 'scegliere' in casa altrui", rimarca il governatore della Liguria Giovanni Toti, aggiungendo che "nel centrodestra c'è la consapevolezza di essere un'entità unica" e "seguire una strada diversa sarebbe uno schiaffo agli elettori".

Svastica sulla porta di un bagno a Montecitorio

"Es braust unser panzer", ovvero "il nostro carro armato sta ruggendo". E' la scritta, incisa nel legno con tanto di svastica, che appare sullo stipite della porta di uno dei bagni di Montecitorio.

Il verso è tratto dal 'Panzerlied', uno dei più conosciuti canti della 'Wehrmacht', il nome assunto dalle forze armate della Germania nazista. Alla trovata (di cattivo gusto) ha voluto replicare sullo stesso stipite un altro incisore ignoto, il quale, sotto il verso in tedesco ha aggiunto un italianissimo "ma vai a c...".

Governo, le quattro ipotesi

Due round di consultazioni e ancora nulla di fatto. A 40 giorni dalle elezioni dello scorso 4 marzo e a 20 giorni dalla seduta inaugurale del nuovo Parlamento, l'Italia non ha ancora risolto il rebus per l'insediamento del prossimo esecutivo.

Non è stata infatti ancora individuata una soluzione per trovare una maggioranza che sostenga un governo.

Cosa accade ora? Quattro le strade percorribili dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

FICO - Mandato esplorativo al presidente della Camera, Roberto Fico. Una delle ipotesi in campo prevede infatti che il Capo dello Stato dia un mandato esplorativo alla terza carica del Paese. Questa scelta istituzionale, secondo alcuni osservatori, potrebbe far rientrare il Pd nei giochi. 

CASELLATI - Un'altra ipotesi - la preferita da Silvio Berlusconi (secondo alcuni retroscena) - è che il mandato esplorativo sia affidato alla presidente del Senato, la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati. In questo modo l'ex Cav punterebbe a tornare protagonista.

SALVINI - C'è poi l'ipotesi di un pre-incarico a Matteo Salvini, in quanto leader della coalizione di centrodestra che ha raccolto più consensi. Il segretario della Lega dovrebbe ad ogni modo dimostrare di avere la maggioranza, difficile però da trovare senza intese con il M5S.

DI MAIO - Infine, l'ipotesi del pre-incarico a Luigi Di Maio, capo pentastellato. Scelta che prevede due scenari: da un lato, la formazione di un governo con la Lega (ma senza Berlusconi); dall'altro, ma più difficile, un esecutivo con il Pd di Martina.

Mastella: «Silvio attento, Salvini tenta di fotterti»

"Che consiglio ho dato a Berlusconi? Gli ho detto molto chiaramente che secondo me Salvini tenta di fotterlo. Di stare attento". Così Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ospite di Agorà questa mattina, condotto da Serena Bortone, in diretta su Rai Tre.

Sottomarino nucleare Usa a Napoli, de Magistris: non è gradito. Il mezzo impegnato in Siria

NAPOLI. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha inviato al contrammiraglio Arturo Faraone, comandante della Capitaneria di Porto di Napoli, una nota relativa alla presenza in rada, nelle scorse settimane, di un sottomarino nucleare statunitense. «Ho appreso - scrive il primo cittadino - che lo scorso 20 marzo il sottomarino nucleare statunitense Usa John Warner è approdato nella rada della nostra città. Ho letto anche l'ordinanza che lei ha emesso per le necessarie e correlate disposizioni  di sicurezza e di navigazione. Desidero, a tal proposito, ribadire che il 23 settembre 2015 è stata approvata, su mia iniziativa, la delibera n. 609 con la quale il porto di Napoli è stato dichiarato “area denuclearizzata"». L'atto, prosegue il sindaco, «pone in evidenza la volontà di interdire l'attracco e la sosta di qualsiasi natante a propulsione nucleare o che contenga armamenti nucleari. Non solo, ma esprime e riafferma il ruolo di Napoli “Città di Pace", rispettosa dei diritti fondamentali di ciascuno, convinta del disarmo e della cooperazione internazionale». La nota del sindaco de Magistris si chiude con la richiesta all'ammiraglio Faraone «di considerare, per analoghe situazioni future, che la determinazione e la volontà menzionate nella delibera 609 sono dirette al non gradimento che navi di tale caratteristiche sostino o transitino nelle acque della nostra città». 

Il sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner, di cui il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha lamentato la presenza in rada lo scorso 20 marzo, risulta essere uno degli assetti americani che ha partecipato all'attacco missilistico in Siria. 

«Siamo al fianco del sindaco de Magistris nel chiedere che il golfo di Napoli non sia attraversato, in alcun modo, da mezzi militari diretti verso zone di guerra per attacchi di qualsiasi tipo». Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e i consiglieri comunali Stefano Buono e Marco Gaudini, per i quali «non è più accettabile che potenze straniere possano comportarsi come padroni in casa nostra, soprattutto perché Napoli s’è più volte dichiarata, anche con atti ufficiali, una città che, come sancito dalla Costituzione, ripugna la guerra come mezzo per risolvere le questioni internazionali».

 

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