Mercoledì 19 Dicembre 2018 - 16:25

Conte: «Deficit al 2,04%»

"Buoni progressi". L'incontro a Bruxelles sulla manovra economica tra il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, registra dei passi avanti. Juncker, riferisce un portavoce della Commissione, "ha ascoltato attentamente il primo ministro Giuseppe Conte e gli argomenti che ha presentato. Sono stati fatti buoni progressi, la Commissione ora valuterà le proposte ricevute questo pomeriggio. Il lavoro continuerà nei prossimi giorni".

Nella manovra così come presentata alla Commissione Europea oggi, dice il premier Giuseppe Conte, annunciando a Bruxelles un rapporto tra deficit e Pil per il 2019 al "2,04%" e non come originariamente previsto al 2,4%. "Dal 2,4%, il saldo finale, siamo potuti scendere al 2,04%: è questo il saldo di cui alla proposta anticipata. E questo ci consente di condurre questo negoziato con la Commissione, che ha giudicato già in questa prima valutazione, l'ha giudicata significativa e molto importante". "Le relazioni tecniche - afferma - ci hanno consentito un margine di negoziazione, perché abbiamo recuperato alcune risorse finanziarie. Eravamo stati molto prudenti. E queste risorse finanziarie le stiamo usando adesso per questa negoziazione in corso con la Commissione". Il premier garantisce comunque il rispetto degli "impegni presi, con particolare riguardo alle misure di riforma che hanno un maggiore impatto sociale: reddito di cittadinanza e quota 100, perché rispettiamo sia la platea dei destinatari che avevamo preannunciato sia gli importi di cui beneficeranno i destinatari". "Qualche ora fa abbiamo anticipato la nostra proposta a Bruxelles e si è svolto appena adesso ed è terminato l'incontro con il presidente Jean-Claude Juncker, il commissario Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis. Abbiamo illustrato la nostra proposta, che mi consente di dire che non tradiamo affatto la fiducia degli italiani", continua. "Nel momento in cui se ne è offerta la possibilità, abbiamo messo sul tavolo della negoziazione una proposta seria, ragionevole e confidiamo che questo negoziato possa concludersi nell'interesse di tutti e in particolare dei cittadini italiani, con una soluzione positiva pienamente condivisa". Sulla manovra economica "la maggioranza è assolutamente compatta", nel negoziato con la Commissione Europea. Stasera a Roma "dovremmo fare una riunione" con i due vicepremier Di Maio e Salvini, "ma per gli emendamenti". "Devo tornare a Roma perché fa un po' freddo" a Bruxelles, aggiunge.

"Non spetta a me prevedere la reazione conclusiva della Commissione Europea. Sicuramente" la proposta "è stata giudicata importante e significativa: nelle prossime ore continueremo a lavorare e confido in una soluzione positiva". Reddito di cittadinanza e quota 100 "entreranno in vigore come è stato preannunciato: gli importi, la platea, non rinunciamo a nulla", ripete Conte, che sta rientrando a Roma. Stasera "dovremmo fare una riunione" con i due vicepremier Di Maio e Salvini, "ma per gli emendamenti". "Devo tornare a Roma perché fa un po' freddo" a Bruxelles, aggiunge. Giovedì tornerà a Bruxelles per il Consiglio Europeo, durante il quale non si parlerà della manovra italiana, né di quella francese. Ma a margine del Consiglio sono sempre possibili incontri bilaterali.

Da parte della Commissione Europea, precisa il ministro dell'Economia Giovanni Tria, "non ci sono" due pesi e due misure nel trattamento riservato all'Italia e alla Francia.

Intanto, il governo ha posto la fiducia alla Camera sul decreto fiscale. L'annuncio è stato dato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro. La votazione per appello nominale del ddl di conversione del decreto fiscale (già approvato dal Senato e in scadenza il prossimo 22 dicembre), avrà inizio domani alle 11.30, con dichiarazioni di voto dei rappresentanti dei gruppi a partire dalle 10. Seguiranno l'esame degli ordini del giorno e il voto finale sul provvedimento entro la serata.

«Da Ue richieste impossibili», infrazione a un passo

«Grande preoccupazione», nonostante da Palazzo Chigi, a Cdm in corso, sia stata fatta trapelare la voce di un clima di grande ottimismo in vista del vertice - decisivo - tra Giuseppe Conte e Jean Claude Juncker. In realtà, spiegano uomini vicini al presidente del Consiglio, «è durissima evitare l'infrazione». I saldi della manovra, in queste ore messi nero su bianco, sono cambiati, ma «non al punto di accontentare le richieste dell'Europa, che vorrebbero scendessimo sull'1,8%». Per il governo gialloverde si tratta di una richiesta «impossibile» da accettare.

In merito ai nuovi saldi al 2% della legge di bilancio anticipati da Bloomberg, Palazzo Chigi non conferma. Perché, spiegano le fonti di governo, «deve ancora iniziare una trattativa» con la Ue, «quindi non ha senso anticipare numeri».

Fondi Lega, M5S contro Salvini: «Non minimizzi»

Il caso Centemero scuote il governo gialloverde. "Non replichiamo ai Cinque Stelle, no comment", ha detto Riccardo Molinari, capogruppo della Lega a Montecitorio all'AdnKronos, dopo le prese di posizione del M5S, che per bocca del suo leader Di Maio e poi dei capigruppo D'Uva e Patuanelli, ha chiesto chiarimenti sulla vicenda dei presunti finanziamenti all'associazione 'Più Voci', su cui gli inquirenti indagano per finanziamento illecito dei partiti, con l'ipotesi di contributi finiti nelle casse della Lega, di cui è tesoriere Giulio Centemero.

Il vicepremier Luigi Di Maio si è detto certo che "Salvini non minimizzerà" nel momento in cui gli chiederà chiarimenti. Ne sono sicuri anche Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli, capigruppo M5S di Camera e Senato, i quali però sottolineano: "Una cosa è doverosa dirla: da sempre ci battiamo contro i finanziamenti 'illeciti' ai partiti, perché in un Paese civile non devono esserci interessi esterni a influenzare l'attività delle forze politiche presenti in Parlamento", aggiungono. "E per quanto riguarda le fondazioni legate ai partiti vogliamo quella trasparenza che per troppo tempo è mancata in Italia. Per questo motivo nello Spazzacorrotti, che approveremo nelle prossime settimane, prevediamo norme che garantiranno assoluta trasparenza sui finanziamenti di cui beneficeranno partiti, movimenti e fondazioni collegate'', concludono. "Ognuno faccia il suo lavoro. Non c'è nulla da trovare e da cercare. Spero facciano in fretta", aveva detto ieri Salvini.

Tav, Salvini lancia ipotesi referendum

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini lancia l'ipotesi di un referendum sulla Tav. In occasione di un incontro a porte chiuse con gli industriali lombardi a Milano, "aspettiamo il rapporto costi/benefici, ma visto che riguarda soprattutto torinesi e piemontesi e gran parte della penisola italiana, se non si arrivasse a una decisione, chiedere ai cittadini cosa ne pensano potrebbe essere una strada" chiarisce. A chi chiede se pensa dunque a un referendum? "Perché no?" risponde Salvini.

"L'unica cosa che non può succedere è che si vada avanti ancora per settimane o mesi a discutere. Quindi serve su Tav "una risposta nelle prossime settimane, dei sì o dei no", sottolinea Salvini che per parte sua assicura: "io tifo sì". E "se i tecnici ci dicessero 'no' o 'forse', si possono ascoltare i cittadini" conclude il vicepremier.

«Datemi mandato a trattare con Ue», la sfida di Salvini

"Ho poche certezze, ma abbiamo cominciato una lunga marcia che nessuno può arrestare. Datemi un mandato per trattare con la Ue, non a nome del governo, non come ministro, ma a nome di 60 milioni di italiani". Firmato Matteo Salvini. Destinatari gli 80mila di piazza del Popolo, quelli che lui chiamerà "l'avanguardia del cambiamento". Nel discorso del ministro dell'Interno da piazza del Popolo non sono mancate le citazioni, una sopra tutte: quella di Giovanni Paolo II, il 'visionario' che ha sconfitto il comunismo. Ma quello che resterà della piazza del Valadier, affollata dai leghisti di tutta Italia per questo 8 dicembre 2018 è - soprattutto - l'avvio della nuova sfida all'Europa, in vista del voto di maggio: perché "l'obiettivo è tornare a un'Europa culla delle civiltà". Il giorno dell'Immacolata, infatti è il giorno in cui il vicepremier e ministro dell'Interno, fa sapere di essere pronto a cambiare l'Europa, dopo aver preso atto di essere la prima forza del Paese: "Mai avrei pensato che gli italiani ci chiedessero di guidare la rinascita di questo paese", ha detto quasi commosso il leader del Carroccio.

Sulle note di 'nessun dorma' della Turandot, il Capitano prende la parola alle 12.20, sotto il sole romano, dopo una pioggia mattutina, con le mani sul cuore e con il maglioncino che ha preso il posto della felpa rossa della Polizia, tra cori da stadio e trombette dei presenti, attacca a parlare con i ringraziamenti. "Non è facile parlare davanti a una piazza come questa, dal cuore ringraziamo a nome di 60 milioni di italiani, siete l'avanguardia del cambiamento". Premette che la festa però non potrà essere quella prevista, perché ci sono da piangere i morti di Ancona. Un minuto di silenzio, con la promessa di fare giustizia: “Chi sbaglia paga, da Genova ad Ancona". Poi il ministro lancia i suoi messaggi: il primo, quello che dà il segno della giornata, è all'Europa, "chiedo alla piazza di starmi vicino, di essere uniti e avere fiducia sul fatto che abbiamo idee chiare per l'Europa, non perdiamo tempo a fare polemiche". Gli avversari sono noti: quelli come il banchiere "Soros che ci vogliono tutti uguali in un mercato unico mondiale e con una lingua unica mondiale". Loro vogliono "consumatori schiavi che vanno al centro commerciale, da precari, non per comprare qualcosa ma per sognare di comprare qualcosa che è stato prodotto in Cina". Ma ribatte: "Non siamo consumatori e non siamo tutti uguali, il buon Dio per fortuna ci ha fatti tutti diversi. Viva le differenze che non vuole dire essere peggiori o migliori".

Quindi passa a rassicurare i partner di governo: "Dureremo cinque anni". "Quanto fatto in questi sei mesi - scandisce - è figlio dei lavori di tutti, ringrazio Luigi e coloro che credono in progetto ambizioso, rifarei tutto con impegno". "Ultima cosa che serve sono nuove tasse. Non ci saranno nuove tasse", dici a quel punto a scanso di equivoci, con la folla che applaude. Ma poi è di nuovo conciliante: "Non farò mai saltare un governo per un sondaggio". Di Berlusconi, suo alleato nel centrodestra, e ora all'opposizione invece Salvini non fa il nome, ma quando dice di essere uno "con i piedi in terra" e che "ne abbiamo visto troppi di unti dal Signore" in tanti pensano a una stoccata al Cavaliere. C'è spazio anche per rispedire al mittente chi lo critica di sovraesposizione sui social. "Dicono 'il ministro dell'Interno non può pubblicare la foto del piatto di spaghetti che ha mangiato', il ministro è una persona normale, diffidate di quei politici che stanno sempre nei palazzi e di cui non sapete niente".

Quindi "evviva gli spaghetti col ragù", scherza il titolare del Viminale, riferendosi alla foto del suo pranzo postata su Facebook alcuni giorni fa. Tanti applausi arrivano anche a questo punto, da una folla che non smette di scattare selfie e si compiace del suo leader. Leader che alle 13.10, dopo quasi un'ora, saluta tutti, trovando il tempo di tornare a parlare del "santo rosario che io tengo in tasca che nessuno potrà dire che non deve più avere asilo in Italia". E di lanciare l'appello finale: "A voi chiedo il mandato di trattare con la Ue non a nome del governo, non come ministro, ma a nome di 60 milioni di italiani", perché "se c'è vostro mandato, non abbiamo paura di niente e di nessuno". Così scende dal palco e si concede ai suoi fan. In tanti lo abbracciano, anche i bambini, tra le note diffuse dagli altoparlanti: con le canzoni di Vasco Rossi, Rino Gaetano e Edoardo Bennato e Povia a chiudere la kermesse. Poi un ultimo passaggio, per un saluto finale con i disabili, con cui riprendono foto e carezze. Scortato dalle forze dell'ordine, infine lascia la piazza, che sta iniziando a svuotarsi.

Manovra, c'è l'ok della Camera

Via libera della Camera alla manovra: con 312 voti favorevoli e 146 contrari l'Aula ha approvato in prima lettura la Legge di Bilancio, che ieri aveva incassato il voto di fiducia. Il provvedimento passa al Senato dove si gioca la vera partita con le misure-chiave del contratto giallo-verde, reddito e pensioni, grandi assenti a Montecitorio. Si parte lunedì con l'esame in commissione Bilancio a Palazzo Madama. In quella sede dovrebbe arrivare il maxi-emendamento del governo con i correttivi per scongiurare la procedura Ue sui conti. "Entro lunedì si tirano le fila. Sono fiducioso sulla ragionevolezza del governo italiano, spero in quella della Commissione", ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, al termine del voto della Camera rispondendo a una domanda sulla trattativa con l'Ue per evitare la procedura sui conti. "Nel frattempo arriveranno i calcoli di Ragioneria e Inps" sul reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, spiega. Infine alla domanda se ci sarà un vertice di governo prima che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferisca in Parlamento martedì risponde: "Non è ancora in agenda, ma ci sarà per fare il punto". 
Dall'ecotassa sulle vetture più inquinanti alle modifiche per la maternità passando per la stretta anti-furbetti flat tax e la card famiglia che esclude gli extracomunitari, ecco gli interventi di maggiore rilievo approvati alla Camera.
ECOTASSA: Disincentivi in arrivo, sotto forma di imposta, per l'acquisto di autovetture nuove con emissioni di co2 superiori ad una certa soglia (crescenti al crescere del livello di emissioni) e, contestualmente, incentivi sotto forma di sconto sul prezzo, per l'acquisto di autovetture nuove a basse emissioni. 
FURBETTI FLAT TAX: Al via la norma contro i furbetti della flat tax, l'aliquota ridotta al 15% per le partite Iva sotto i 65mila euro. Per evitare licenziamenti e altri interventi che consentano di rientrare nella soglia fissata si fissano dei paletti per poter accedere all'aliquota agevolata. 
CARTA FAMIGLIA: La carta della famiglia sarà limitata ai cittadini italiani ed europei, escludendo dalla platea di destinatari i cittadini extra-Ue. 
CENTRI IMPIEGO: A partire dal 2019 le regioni sono autorizzate ad assumere fino a 4mila persone da destinare ai centri per l'impiego. La spesa ammonta a 120 milioni per il prossimo anno e 160 milioni a partire dal 2020. 
RADIO RADICALE: si proroga di ulteriori sei mesi, fino al 30 giugno 2019, la convenzione stipulata fra il ministero dello Sviluppo economico e Radio radicale, per la trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari. A tal fine, si autorizza la spesa di 5 mln per il 2019. 
CARTA GIOVANI: Taglio di 60 milioni dell'assegnazione della card cultura, cha da 290 milioni passa a 230 milioni. Le risorse andranno a tutti i residenti nel territorio nazionale che compiono 18 anni di età nel 2019. 
ACCADEMIA CRUSCA: L'organico dell'Accademia della Crusca è aumentato di 3unità di personale non dirigenziale, da assumere mediante apposita procedura concorsuale per titoli ed esami. 
MATERNITA': Previa autorizzazione del medico, le future mamme che lo vorranno potranno lavorare fino al nono mese e far slittare i cinque mesi di congedo obbligatorio a dopo la nascita del bebé. Il nuovo schema, ribattezzato maternità 'agile', è in alternativa allo schema tradizionale che impone la sospensione dall'attività lavorativa nei due mesi prima del parto e nei 3 successivi o 1 mese prima e nei 4 successivi (maternità flessibile).

BONUS ASILI NIDO: Sale da 1.000 a 1.500 euro annui e viene esteso fino al 2021 il bonus per l'iscrizione agli asili nido pubblici o privati. A partire dal 2022 il bonus sarà determinato, nel rispetto del limite di spesa programmato e comunque per un importo non inferiore a 1.000 euro su base annua con Dpcm da adottare entro il 30 settembre 2021 alla luce del monitoraggio previsto per la misura. 
CONGEDO PAPA': Nel 2019 i papà avranno diritto a 5 giorni di congedo per la nascita dei figli. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento al ddl bilancio che proroga al prossimo anno la misura e aggiunge un giorno, rispetto al 2018. 
PACCHETTO IMPRESE: Tassazione agevolata degli utili reinvestiti per l'acquisto di beni materiali strumentali e per l'incremento delle assunzioni con il taglio dell'Ires al 15%. In arrivo anche la proroga e rimodulazione della disciplina di maggiorazione dell'ammortamento-iperammortamento. Prorogato per il 2019 il credito d'imposta 4.0 per la formazione in azienda; misure a favore dell'internalizzazione e dell'innovazione delle aziende con le modifiche alla Nuova Sabatini.

Il sexy-gate infiamma la Camera

Come Montecitorio, anche il suo bagno resiste. Anche libertino oltre che liberty: l'uso 'audace' che ne sarebbe stato fatto da un deputato leghista e un'onorevole pentastellata, resta infatti argomento al top nei conciliaboli delle pause di lavoro, rimbalzando un po' ovunque grazie anche ai social. E chi oggi fa il suo ingresso nelle toilette non può fare a meno di pensare ai sospiri che pare abbiano avuto luogo nei suoi vani tra esponenti della maggioranza nel pieno dei lavori sulla manovra di bilancio. Un po' mistero, un po' giallo: e anche Montecitorio ha il suo 'water'-gate.

La vita, d'altronde, induce ad una certa indulgenza e ironia, se persino un vice presidente della Camera come Ettore Rosato (Pd), l'altro giorno l'ha presa con filosofia via Twitter: un buon modo per la maggioranza di utilizzare il tempo qui, "ce ne fossero tanti così, farebbero meno guai". Le discussioni sulla vicenda si propagano inevitabilmente ovunque e a fatica proteggono la privacy degli interessati (qualcuno è stato costretto ad una smentita). Un po' per la morbosità che sollecita 'a prescindere', un po' perché rafforza i pregiudizi anti-casta che persistono attorno alle Camere.

La legislatura del cambiamento magari non inciampa sui soldi ma il sesso resta un punto debole: decrescita sia ma non del tutto infelice. D'altronde, i precedenti militano a favore della concezione della toilette come zona franca, rispetto alla quale fare o dire cose fuori dall'ortodossia istituzionale. Basti pensare al 'caso' Vladimir Luxuria o alla svastica disegnata su una porta. Risale al 2006 la prima vicenda che fa salire la temperatura nei bagni di Montecitorio: non per una vampata di lussuria ma per un attacco a Luxuria, intesa come Vladimir, deputata Prc e transessuale, da parte di Elisabetta Gardini all'epoca portavoce di Fi.

Vladimir si era recata nella toilette delle donne, e alla deputata forzista la scelta non andò giù: "Questo è il bagno delle donne e tu non ci puoi stare". Luxuria all'inizio pensò ad uno scherzo e invece era tutto reale. Ne scaturirono persino dibattiti sull'opportunità di installare anche i servizi 'transex' e il socialista Lucio Barani presentò persino un'interrogazione.

Nel marzo 2017, invece, al centro della scena finirono le tracce di cocaina ritrovate nei bagni di Montecitorio, secondo le rivelazioni del 'Fatto quotidiano', che riuscì a fare delle rilevazioni sulle mensole, in una giornata di votazioni. In questo, per la verità, i Palazzi non sembrano variare a seconda delle latitudini, se è vero che anche alla Camera dei Comuni e al Bundestag si sono registrati casi analoghi. E' del 2006 l'inchiesta delle 'Iene' che riuscì a fare i rilevamenti sugli onorevoli, usando le tracce lasciate sui tamponi del trucco per le interviste in trasmissione. Ne nacque una scia di polemiche che portò anche agli 'onorevoli' test sui capelli dei parlamentari, a volte esibiti come trofeo nei loro risultati negativi.

La battuta rimasta storica fu quella di Daniele Capezzone: "Se un cane antidroga si presenta a Montecitorio gli va in tilt il naso". E dire che il suo ex leader, Marco Pannella, fu condannato per aver distribuito hashish alla Camera... Ma i tempi cambiano, o tornano, a seconda delle aspirazioni (qui però la droga non c'entra): sempre nel bagno della Camera, appena otto mesi fa, ha destato scalpore la svastica disegnata su una porta. Prontamente rimossa, ma che on line non conosce diritto d'oblio.

Fico: «Linea 6 della metro, attenti a non perdere i finanziamenti»

NAPOLI. «Non conosco la documentazione, però stiamo molto attenti a non perdere i finanziamenti europei rispetto alla linea 6». Così il presidente della Camera, Roberto Fico (Agnfoto), a Napoli per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Istituto di Studi Filosofici. «Qualsiasi soluzione che è nelle prerogative del Comune, del ministro e della soprintendenza deve essere veloce e guidata dal buon senso», ha aggiunto.

IL SINDACO. Sul caso era già intervenuto il sindaco Luigi de Magistris. «Questa è una vicenda triste su cui faremo ricorso. Mi auguro di poter incontrare prima di Natale il ministro dei Beni Culturali». È l'invito rivolto ad Alberto Bonisoli dopo lo stop del Mibac alle grate in piazza del Plebiscito per il cantiere della linea 6 della Metropolitana di Napoli. «Devo capire dalle sue parole cosa sta accadendo - spiega l'ex Pm - perché questa situazione non riguarda solo un aspetto apparentemente tecnico. È una questione molto seria, può avere conseguenze drammatiche per la nostra città». 

IL VIDEO

Renzi spiazza tutti: in corsa alle primarie?

Matteo Renzi candidato al Congresso del Pd. Un clamoroso tris, dopo le ultime due primarie vinte con percentuali da record e dopo il "non mi occupo del Congresso" assicurato dallo stesso senatore del Pd appena 24 ore fa. Eppure la voce è iniziata a circolare con insistenza tra i parlamentari dem e, tra l'altro, con il passare delle ore non è andata incontro a smentite tra le persone più vicine all'ex premier.

A puntellare il rumors, un sondaggio on line per testare la forza di tre candidati al Congresso: Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e...Matteo Renzi. "Gliel'hanno chiesto e non ha detto no", è la versione che offrono alcuni renziani. Altri assicurano di aver raccolto la confidenza 'choc' del senatore di Firenze: "E se mi ricandidassi?". Comunque sia, la notizia è piombata come un macigno tra i renziani impegnati a trovare una soluzione per le primarie dopo l'addio di Marco Minniti. 

Anche oggi sono andati avanti i contatti di Luca Lotti, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato per trovare un candidato capace di tenere unita l'area. Al momento, le resistenze del presidente del Copasir sarebbero insuperabili. A questo punto, la soluzione potrebbe anche slittare a dopo il week end.

“Adotta un grillino", la caccia di Silvio

Lo scouting di Fi verso i Cinque stelle è iniziato tempo fa, anche se gli 'effetti' si cominciano a vedere solo adesso. Con l'ingresso di uno degli storici esponenti pentastellati come Matteo Dell'Osso, che oggi ha formalizzato la sua adesione al gruppo forzista della Camera, dopo mesi di insofferenza verso la sua 'casa madre' e si è presentato sul palco della manifestazione contro la manovra giallo verde organizzata da Antonio Tajani.

L'operazione 'adotta un grillino' è partita ad Arcore, neanche tanto sottotraccia, già pochi giorni dopo il 4 marzo: presentando le 'matricole azzurre' in Parlamento, Silvio Berlusconi aveva lanciato un appello per scongiurare il voto anticipato nonostante la vittoria di M5S e Lega: ''ognuno di voi deve farsi amico un grillino e convincerlo a non staccare la spina a questa legislatura...''. Da allora il pressing sugli 'scontenti' della linea Di Maio non è mai finito.

Nelle ultime settimane il Cav, non a caso, va ripetendo che bisogna ascoltare il malessere che c'è nella maggioranza, soprattutto tra i grillini, consapevole che le truppe pentastellate siano un mondo tutto da scoprire, non certo un esercito compatto. Basta monitorarlo con attenzione proprio lì dove si annidano i maldipancia più forti.

L'ex premier è convinto che le continue divisioni interne al M5S e lo scontro quotidiano con la Lega su vari temi sensibili del 'contratto di governo' nel pieno della manovra sono terreno favorevole per far cadere il governo Conte. L'obiettivo del leader forzista è raccogliere parlamentari per tornare a palazzo Chigi, perchè i 'numeri' per un ribaltone, soprattutto al Senato ci sono, allontanare Di Maio da Salvini, rafforzare Fi e scacciare lo spettro di un nuovo voto.

Al Congresso nazionale dei giovani di Fi Berlusconi aveva parlato per la prima volta della concreta possibilità di una nuova maggioranza di centrodestra, formata grazie anche al voto di tanti 'parlamentari responsabili', soprattutto tra i Cinque stelle, a cominciare dagli ex.

La caccia allo scontento è partita soprattutto verso il mondo pentastellato, ma non solo. C'è chi tra gli azzurri scommette che ''Silvio alla fine voglia arrivare a dire a Salvini 'la maggioranza c'è ma il candidato non sei tu'', e c'è chi, invece, pensa che ''in corso sia una 'campagna acquisti' a 360 gradi, non limitata solo ai grillini, perchè il Cav conta tornare nella stanza dei bottoni, con o senza la Lega''.

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