Lunedì 18 Giugno 2018 - 9:37

Ranieri resta fuori dalle primarie, il Pd dice no
al ricorso

NAPOLI. Niente da fare per Umberto Ranieri. L'ex sotosegretario agli Esteri resta fuori dalla competizione per le primarie del centrosnistra a Napoli. La commissione di garanzia del centrosinistra, infatti, ha respinto il ricorso presentato dalla rete civica «Per Napoli» che chiedeva l'ammissione della candidatura di Ranieri che era stata presentataanche con firme di non iscritti al Pd.

Grillo: «Sì alle unioni civili, libertà
di coscienza per
la stepchild»

ROMA. "Sì alle unioni civili, libertà di coscienza per la #stepchildAdoption". Lo scrive Beppe Grillo in un tweet che rinvia al suo blog dove viene postata la dichiarazione firmata Movimento 5 Stelle: "Con una votazione sul blog del 28 ottobre 2014 gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno espresso la loro posizione favorevole sulle unioni civili. Il quesito non conteneva però espliciti e diretti riferimenti alla stepchild adoption, né le spiegazioni necessarie per esprimere un voto consapevole su un tema tanto complesso e delicato".

"L’indicazione di voto uscita da quella consultazione - prosegue il Movimento - è stata già espressa dai portavoce M5S nelle votazioni che si sono svolte in commissione al Senato e ugualmente sarà rispettata nelle votazioni sulle unioni civili che a partire da questa settimana si svolgeranno in aula. Questo a conferma del fatto che la democrazia diretta e il rispetto della volontà degli iscritti, espressa tramite le consultazioni sul Blog, sono i principi cardine su cui si fonda il Movimento 5 Stelle e da cui il Movimento non può prescindere".

"In via del tutto straordinaria - si sottolinea - a fronte di un tema etico che chiama in gioco anche i diritti di bambini, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in qualità di Garanti del Movimento, si sono assunti la responsabilità di rinunciare a un’ulteriore votazione sul blog e di lasciare ai portavoce la libertà di decidere sulla stepchild adoption secondo coscienza, sulla base di principi personali. Così facendo - è la conclusione - si è voluto evitare di mettere i parlamentari nella condizione di votare, eventualmente, per costrizione a maggioranza essendo portavoce e contro la propria coscienza su una materia che riguarda la sfera dei minori e tocca da vicino le convinzioni e i valori più intimi e profondi di ognuno di noi."

Unioni civili, la mossa di Grillo: «Libertà
di coscienza»

ROMA. Libertà di coscienza sulla cosiddetta stepchild adoption e sul disegno di legge nel suo complesso. È questa l'indicazione che arriva in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo in vista dell'inizio delle votazioni sul ddl Cirinnà sulle unioin civili. "Nel disegno di legge è prevista la 'stepchild adoption', letteralmente 'adozione del figliastro', per le coppie omosessuali. Questo è il punto in cui le sensibilità degli elettori, degli iscritti e dei portavoce MoVimento 5 Stelle - ricorda la nota - sono varie per questioni di coscienza. Nella votazione online che si è svolta a ottobre 2014 non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico".

"In seguito alle tante richieste da parte di elettori, iscritti e portavoce M5S su questo tema etico si lascia pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5S al Senato sulle votazioni agli emendamenti della legge Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti. Non si fa ricorso a un'ulteriore votazione online - conclude il post - perché su un tema etico di questa portata i portavoce M5S al Senato possono comunque, in base ai dettami della loro coscienza, votare in maniera difforme dal Gruppo qualunque sia il risultato delle votazioni".

ALFANO - "Su Cirinnà Grillo non assicura più i voti M5S - scrive il leader di Ncd, Angelino Alfano, su Twitter - Si riapre la partita. Potrebbe saltare l'intera legge. Bene, scenario molto interessante".

LA BASE M5S SI SPACCA - Ci sono gli entusiasti ("decisione giustissima"), ci sono i complottisti ("i soliti troll"). Ma ci sono anche quelli che, in tanti, esprimono dubbi, critiche e anche qualcosa in più sul blog di Beppe Grillo dopo l'annuncio sulla libertà di coscienza.

"Ma perché non si fa una nuova votazione sul blog?", chiede semplicemente Alessio Santi. Un tema sentito, quello della decisione calata dall'alto, come si intuisce anche dal post di Salvatore, da Palermo: "Si deve votare tutto sulla rete. Si mettono tre o quattro punti e noi decidiamo. Altrimenti che ci stiamo a fare". E Noemi Mandarini incalza: "Siete dei portavoce, la base doveva votare su questo argomento. Sono troppo delusa, davvero. Questo per me forse è troppo".

E se Federico parla di "un autogol pazzesco" e di "pressione delle lobby vaticane" e Fabrizio C. spiega che "ignorare il voto della rete vuol dire minare le fondamenta del M5S", c'è anche chi fa una valutazione più politica: "Con questa decisione avete affossato la legge. Bella schifezza. Al posto di appoggiare Sel avete dato la vittoria ad Alfano & co", è l'opinione di Michele.

Un po' la linea di Salvatore Simioli: "Posizione incoerente e codarda, che fa da sponda alle posizioni di gente come Giovanardi e Alfano". C'è anche chi lancia un appello: "I consiglieri e gli attivisti del Movimento Cinque Stelle di Forlimpopoli ribadiscono l'invito ai parlamentari di ogni schieramento politico a votare il Ddl Cirinná nella sua versione completa ed originaria".

E c'è chi sfoga apertamente la sua rabbia: "Di certo il mio voto lo perderete se votate contro il Ddl Cirinná. Ero presente al primo V-Day, e ho chiuso un occhio, anche due su alcune cialtronate soprattutto scientifiche dei parlamentari e senatori 5 stelle. Ma sui diritti civili no, questo è troppo", assicura Ilaria Simeone.

"‪#‎IOvotoSI‬" è l'hashtag lanciato su Facebook dalla senatrice del M5S Paola Taverna. A corredo della sua decisione, la Taverna aggiunge un passo di Sant'Agostino: "Sia che tu taccia, taci per amore. Sia che tu parli, parla per amore. Sia che tu corregga, correggi per amore. Sia che tu perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene. Ama e fa ciò che vuoi".

ARCIGAY: NON FATE IL GIOCO DI ALFANO - "Questo dietrofront è un'inspiegabile sponda che Beppe Grillo offre ad Alfano" dice Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commentando l'annuncio sulla libertà di coscienza. "Ci rivolgiamo ai senatori e alle senatrici pentastellati - prosegue Piazzoni - perché recuperino la compattezza che serve affinché questo Parlamento approvi una prima moderatissima legge che riconosca le famiglie formate da gay e lesbiche. Ogni tentennamento indebolisce la tenuta del testo e soffia nelle vele di chi, come il ministro Alfano, mira al naufragio di questa iniziativa di legge".

Primarie centrosinistra, Ranieri escluso

NAPOLI. Chiuse le candidature del Partito democratico per le primarie del centrosinistra a Napoli. Dopo Antonio Bassolino e Marco Sarracino, questa mattina sono state depositate le firme per le candidature di Valeria Valente e Umberto Ranieri. Se nel primo caso le sottoscrizioni supereranno senza problemi il controllo della commissione, nel caso di Ranieri invece gran parte delle firme sarebbero di non iscritti al partito, come invece prevede il regolamento. Infatti, non è stata ammessa la candidatura di Umberto Ranieri alle primarie. La decisione è stata comunicata dal presidente della commissione di garanzia al responsabile della rete civica "Per Napoli", che fa riferimento al presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa. I candidati del Partito democratico alle primarie di coalizione saranno quindi Antonio Bassolino, Marco Sarracino e Valeria Valente. Nei giorni scorsi Ranieri ha chiesto più volte la proroga del termine per la presentazione delle candidature e la modifica del regolamento per permettere anche ai non iscritti di sottoscrivere le candidature, come avviene a Roma e Milano. Ieri, con una nota, il segretario provinciale del Pd Napoli Venanzio Carpentieri ha ribadito che il regolamento non sarebbe stato cambiato. Sono 834 le firme presentate da Valeria Valente, referente regionale campano della componente Pd "Rifare l'Italia", 700 quelle presentate dall'ex sindaco di Napoli ed ex governatore campano Antonio Bassolino, e 627 le sottoscrizioni presentate dal segretario provinciale dei Giovani democratici di Napoli Marco Sarracino.

La commissione di garanzia per le primarie del centro sinistra a Napoli, ha escluso la lista "Per Napoli" senza averne i titoli. Lo si legge in un comunicato della rete civica che portava la candidatura di Umberto Ranieri. "Stamattina 'Per Napoli' ha presentato negli orari stabiliti la candidatura di Umberto Ranieri alle primarie del centro-sinistra, accompagnata da oltre 1300 firme". Si è trattato di "uno straordinario segnale di partecipazione e vitalità democratica - conitinua il comunicato - in netta contraddizione con la lontananza dei cittadini dalla vita politica. Nei giorni scorsi 'Per Napoli' aveva chiesto di aderire formalmente al tavolo del centro-sinistra della città metropolitana di Napoli. Erano così giunti nelle ultime ore assensi informali che sarebbero stati risolti formalmente in mattinata. 'Per Napoli' avrebbe in questo modo potuto partecipare al tavolo del centro-sinistra, e nel rispetto del regolamento delle primarie indicato un candidato supportato dalle firme necessarie, esattamente come gli altri partiti parte della coalizione". "La commissione di garanzia, non avendone alcuna titolarità politica, ha escluso invece Per Napoli dal tavolo del centro-sinistra e quindi di conseguenza dalle primarie. Con questo atto privo di lungimiranza politica, non è stata esclusa solo Per Napoli ma migliaia di elettori napoletani del centro-sinistra e realtà civiche che nei prossimi giorni - conclude il comunicato - verificheranno quali percorsi intraprendere, non è pensabile, infatti, disperdere un patrimonio simile di forze e di idee".

Padoan alla Ue: «Risposte rapide sulla flessibilità»

ROMA. Confronto a distanza tra il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker sul nodo della flessibilità sui conti pubblici. "Lo sforzo per le riforme dell'Italia ci porta a chiedere con tutto il diritto una gestione della politica fiscale più flessibile", rivendica Padoan nel corso di un dibattito organizzato dall'Aspen Institute a Roma. Chiedendo però risposte rapide e certe. La Commissione, dice Padoan, dovrebbe "evitare una incertezza che sicuramente non aiuta la crescita".

 
Da Bruxelles risponde indirettamente Juncker. "La Commissione ha introdotto alcuni elementi di flessibilità riguardo all'interpretazione del patto di stabilità e di crescita, che sono sufficienti a permettere agli Stati membri, anche a quelli alle prese oggi con dei problemi, di proporre bilanci che siano in linea con tutte le regole e con tutti i requisiti", ribatte, aggiungendo che "la Commissione svolgerà il suo ruolo senza cadere in una politica rigida e stupida di austerità".

Parole queste che potrebbero suonare come un'apertura a tutta la flessibilità richiesta (circa 16 miliardi pari all'1% del pil) o, più probabilmente, solo a una parte. Ottenuta la clausola sulle riforme, sotto la lente Ue restano quella per gli investimenti e quella per i migranti con cui Roma intende finanziare gli sgravi alle imprese e il piano sicurezza, tra le altre misure.

Padoan, quindi, chiede risposte rapide per evitare di entrare in una spirale di incertezza. "Ci auguriamo semplicemente che la risposta sia sciolta presto da parte della Commissione e quindi di evitare una incertezza che sicuramente non aiuta la crescita", dice. Un auspicio quello del titolare di via XX settembre che arriva alla vigilia della dell'aggiornamento delle previsioni economiche dell'esecutivo Ue su cui si baserà il giudizio definitivo della Ue sulla Legge di Stabilità, e relativa flessibilità, atteso in primavera.

"L'Italia chiede l'uso dei margini previsti dalle norme", "non c'è nulla che non sia compatibile con le regole. Non stiamo chiedendo nulla di nuovo", insiste ancora Padoan, sottolineando che "c'è compatibilità assoluta tra la nostra politica di bilancio e la politica di riforme".

In cima alle priorità del governo c'è anche il sistema bancario, zavorrato da 350 mld di crediti deteriorati, tra sofferenze (200 mld) e incagli (150). In attesa del via libera al nuovo decreto banche (forse venerdì ma non è escluso uno slittamento) sulla riforma per integrare il sistema delle Bcc, le norme sulle bad bank e quelle per accelerare il recupero crediti Padoan sottolinea l'importanza per l'Europa di un sistema forte e integrato.

"La Capital markets union è una grande opportunità per il nostro Paese, per il sistema finanziario e bancario per adeguarsi a una nuova dimensione europea e globale di regole verso un'Europa più forte e integrata. L'Italia ne approfitti" sollecita il titolare del Tesoro. E tra le opportunità che il paese dovrebbe cogliere c'è anche la sfida tecnologica. "La caduta secolare della produttività subita da Paesi avanzati" come l'Italia "si può invertire - conclude - se si utilizzano le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dall'innovazione".

Unioni civili, accordo per ridurre gli emendamenti

ROMA. "Ci sarà un gruppo di lavoro, formato da un senatore per gruppo, che si occuperà di ridurre il numero degli emendamenti". Così Luigi Zanda al termine della riunione informale dei capigruppo al Senato sulle unioni civili. I presidenti dei gruppi hanno infatti concordato una gestione dell'Aula che prevede una riduzione netta degli emendamenti e anche un numero contenuto di richiesta di voto segreto.

Oltre alla Lega anche Fi e Ap hanno dato disponibilità al ritiro di parte degli emendamenti. "Martedì prossimo - ha aggiunto Zanda - finirà la discussione generale e da mercoledì si inizia a votare".

"Il Pd ci ha dato garanzie che verrà ritirato il 'canguro' e noi nelle prossime ore ritireremo il 90% dei nostri emendamenti. Ne resteranno circa 500, anche meno", ha detto il capogruppo leghista Gian Marco Centinaio al termine della riunione.

M5S: VOTEREMO COMPATTI - "Voteremo compatti" il ddl Cirinnà sulle unioni civili, ha ribadito all'Adnkronos Alberto Airola, il senatore M5S impegnato in prima linea sul provvedimento, smentendo voci di spaccature e fronde interne al Movimento sul ddl in questione.

ALFANO - Il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, ospite su La7 a 'L'Aria che tira', ha dichiarato che un sì alla legge sulle unioni civili con i voti di Pd e Movimento 5 stelle "sarebbe un fatto negativo e traumatico. Non credo che minacciare ad otto giorni dal voto la crisi, conoscendo anche le dinamiche parlamentari, sarebbe una mossa intelligente ed astuta".

"Noi - ha ribadito - non minacciamo la crisi, diciamo semplicemente che votare insieme ai Cinquestelle è un fatto traumatico e grave, che se il Partito democratico lo risparmia fa meglio non solo per me o per Renzi, fa meglio per l'Italia".

"Nel momento in cui abbiamo fatto questo governo, guardandoci in faccia, io e Renzi ci siamo detti, 'noi difficilmente troveremo un accordo sulle unioni civili', con grande coerenza lo abbiamo ribadito". Ma "se tu butti in mezzo il governo fai un errore che neanche la grande Democrazia cristiana fece".

"Penso che sette giorni - ha detto ancora Alfano - siano un tempo sufficiente perché un grande partito che governa il Paese si faccia bene i conti e dica: io non voglio dividere il Paese, non sulle unioni civili, sulle quali lo unirebbe, ma sulle adozioni. Allora togliamo questo tema così divisivo, specifichiamo che il matrimonio è una roba e questa è un'altra roba".

Se ciò non dovesse accadere, ha sottolineato il leader del Nuovo centrodestra, "votiamo in modo plateale contro, perché non c'è nessun patto di programma e non c'è nessun vincolo di maggioranza su questo argomento. In quel caso voteremmo contro l'intera legge, sia che sia a scrutinio palese, che sia a scrutinio segreto, dimostrando coerenza".

Lettieri: a Napoli è emergenza sicurezza

NAPOLI.  "Napoli è in emergenza sicurezza. Chiedo al Governo di intervenire subito e far sentire la presenza dello Stato forte in città, visto che sindaco e amministrazione sono totalmente assenti". Lo scrive, in una nota, Gianni Lettieri, imprenditore e candidato sindaco a Napoli. "Da inizio anno - prosegue l'ex leader degli industriali napoletani - in città si vive un clima di paura come poche volte successo in passato: omicidi, attentati a colpi di kalashnikov, raid contro mezzi pubblici, baby gang in azione. Abbiamo interi quartieri dimenticati, divenuti tristi teatri di scene da far west. Non solo in periferia, ma anche al centro. La movida è tornata ad essere violenta e pericolosa. I napoletani hanno paura e l'amministrazione pensa a tutelare l'illegalità e a dare, ad esempio, sostegno economico a strutture occupate abusivamente da collettivi estremisti. La città è senza guida, siamo allo sbando e all'anarchia più totale. Ecco perché, come sto chiedendo da giorni, urge che il comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico si riunisca in maniera permanente e veda la partecipazione anche del Governo. Leggo annunci di De Magistris sulla videosorveglianza, sono gli stessi del 2011, intanto sono passati 5 anni e non ha fatto nulla. Oggi in città funziona solo il 25% delle telecamere, perché non ha è intervenuto prima? Perché ha destinato soldi pubblici a sostegno di centri sociali, spesso fomentatori di disordini e violenza, anziché utilizzarli per la tutela della sicurezza dei napoletani? La verità è che non è credibile neppure su questo tema, e la situazione della città lo dimostra. Tutelare la sicurezza dei napoletani è la prima delle mie priorità". "Da sindaco prenderò 3 provvedimenti immediati: istituzione di un corpo speciale di 300 agenti di polizia municipale appositamente addestrati e guidati da un uomo con grande esperienza in questo campo, abituato a combattere la criminalità. Questa squadra avrà presidi permanenti in ogni quartiere e risponderà direttamente a me; ripristino e potenziamento di un sistema di videosorveglianza integrata controllata da un quartier generale h24 che dia disposizioni immediate di intervento al corpo speciale; rafforzamento dell'operazione strade sicure per un pattugliamento costante specie delle zone a rischio; sgombero di campi rom per questioni di sicurezza e sanitarie. Tutto ciò non è stato fatto da questo sindaco, eppure ne aveva tutti i poteri, dunque è il principale responsabile della paura che vivono i napoletani quotidiani, che non si sentono sicuri né in strada né nelle proprie case. Prendo un ulteriore impegno fin da ora: oltre al pacchetto sicurezza, nel corso della prima riunione della mia giunta, varerò, norme salvalegalità con provvedimenti durissimi per il contrasto alla camorra, alla microcriminalità al racket e alla corruzione. Con me - conclude Lettieri - Napoli sarà una città sicura e libera".

«La cabina di regia è un abuso di potere»

NAPOLI.  "La cabina di regia e' un abuso di potere". Lo ribadisce il sindaco di Napoli Luigi De Magistris all'indomani della sua proposta di presentazione del documento finale e la replica del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti, Presidente della Cabina di Regia per il risanamento e il rilancio dell'area Ex Italsider. "Difendo la citta', le istituzioni - spiega De Magistris - Siamo passati alla fase 2, che e' quella di presentazione del piano a tutta la citta' e Bagnoli riparte grazie all'impegno delle istituzioni, comune, regione e governo centrale. Ho rivolto l'invito a sederci attorno a un tavolo per discutere del piano. Un bel gesto poteva essere discuterne, a Bagnoli, a Napoli, ho cercato di rimettere le cose in una cornice di correttezza istituzionale, visto che era stata violata. Ero certo che sarebbe venuta la disponibilita' da parte del presdiente del consiglio, che dice di essere sempre disponibile al dialogo e della regione. E' arrivata invece la proposta di De Vincenti che respinge il dialogo tra gli organi previsti dalla Costituzione e vuole reiterare un abuso di potere dicendo che la cabina di regia e' il luogo dove discutere. Un luogo chiuso, dove hanno gia' preconfezionato decisioni, un abuso di potere. In quella cabina di regia noi non ci saremo, quando vorranno dialogare siamo sempre pronti. Abbiamo talmente dialogato che il 14 agosto 2014 abbiamo firmato un atto che il presidente del consiglio ha stracciato e disatteso".

Renzi: siamo grande Paese, dobbiamo esserlo ancora di più

ROMA. "Dobbiamo avere dei valori, che sono un grande elemento di forza, e anche la consapevolezza che l'Italia è un grande Paese e dobbiamo essere più forti sullo scacchiere mondiale". Lo ha detto Matteo Renzi lasciando l'università di Dakar.

"Dopo tanti anni riteniamo necessario che l'Italia sia presente in Africa, è inutile dire aiutiamoli a casa loro se poi non investiamo nella cooperazione", ha spiegato il premier sottolineando l'importanza dell'intervento all'università.

"La metà della popolazione qui ha meno di 18 anni, c'è bisogno di un investimento sulle nuove generazioni e per questo ho parlato di un nuovo umanesimo e di valori", ha aggiunto Renzi.

All'università di Dakar il presidente del Consiglio ha rimarcato che "l'Europa ha bisogno di dinamismo" e di "una visione per il futuro", "abbiamo bisogno delle idee dei giovani".

Nel corso del suo intervento Renzi ha anche ribadito che "quello delle migrazioni è un problema per tutti, serve una strategia per i prossimi anni. L'Italia farà di tutto per salvare i popoli dalla morte in mare e nel deserto".

"Siamo onorati di essere umani, il nuovo umanesimo significa non permettere più alle persone di morire in mare o nel deserto - ha scandito il premier - Dobbiamo dire no alla demagogia, dobbiamo fare qualcosa insieme per dare possibilità di lavoro ai giovani. Dobbiamo salvare vite e fare di più con la cooperazione".

Renzi si è soffermato anche sull'importanza delle università, che hanno "un ruolo attivo nel contrasto al terrorismo". "Non mi stanco mai di ripetere che per ogni euro destinato alla sicurezza bisogna destinare un euro alla cultura - ha sottolineato il premier - Dobbiamo investire in sicurezza ma contemporaneamente in cultura".

"Il dialogo tra culture è il miglior antidoto alle barbarie", ha rimarcato ancora, e "le università sono l'avamposto più efficace per la difesa della libertà di espressione. Le università sono i luoghi per liberare l'immaginazione è la creatività, necessarie per ridare dinamismo a un sistema statico e letargico che richiede con urgenza nuove idee e nuove forze".

Unioni civili, il M5S vota “sì”

ROMA. "Voteremo compatti" il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Lo ribadisce all'Adnkronos Alberto Airola, il senatore M5S impegnato in prima linea sul provvedimento, smentendo voci di spaccature e fronde interne al Movimento sul ddl in questione. A quanto si apprende, oggi pomeriggio si terrà una riunione informale di tutti i capigruppo del Senato, voluta da Luigi Zanda del Pd, per fare il punto sulla gestione dell'aula sul ddl Cirinnà, su come affrontare nel merito il provvedimento e limitare l'ostruzionismo tenendo conto della delicatezza della legge, del fatto che manca il relatore e che tutti i gruppi hanno lasciato libertà di coscienza. Il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, ospite su La7 a 'L'Aria che tira', ha dichiarato che un sì alla legge sulle unioni civili con i voti di Pd e Movimento 5 stelle "sarebbe un fatto negativo e traumatico. Non credo che minacciare ad otto giorni dal voto la crisi, conoscendo anche le dinamiche parlamentari, sarebbe una mossa intelligente ed astuta". "Noi - ha ribadito - non minacciamo la crisi, diciamo semplicemente che votare insieme ai Cinquestelle è un fatto traumatico e grave, che se il Partito democratico lo risparmia fa meglio non solo per me o per Renzi, fa meglio per l'Italia". "Nel momento in cui abbiamo fatto questo governo, guardandoci in faccia, io e Renzi ci siamo detti, 'noi difficilmente troveremo un accordo sulle unioni civili', con grande coerenza lo abbiamo ribadito". Ma "se tu butti in mezzo il governo fai un errore che neanche la grande Democrazia cristiana fece". "Penso che sette giorni - ha detto ancora Alfano - siano un tempo sufficiente perché un grande partito che governa il Paese si faccia bene i conti e dica: io non voglio dividere il Paese, non sulle unioni civili, sulle quali lo unirebbe, ma sulle adozioni. Allora togliamo questo tema così divisivo, specifichiamo che il matrimonio è una roba e questa è un'altra roba". Se ciò non dovesse accadere, ha sottolineato il leader del Nuovo centrodestra, "votiamo in modo plateale contro, perché non c'è nessun patto di programma e non c'è nessun vincolo di maggioranza su questo argomento. In quel caso voteremmo contro l'intera legge, sia che sia a scrutinio palese, che sia a scrutinio segreto, dimostrando coerenza".

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