Giovedì 20 Settembre 2018 - 5:58

Lega, Salvini a Pontida: «Si vince uniti»

ROMA. Un attacco al Tg1, il ricordo di Gianluca Buonanno e un messaggio audio del sindaco di Amatrice. Così Matteo Salvini ha aperto il suo intervento conclusivo del raduno nazionale della Lega Nord, a Pontida.

 

"Si vince uniti, senza portare in piazza le paturnie" ha detto Salvini nel suo intervento conclusivo. "Si vince - ha spiegato - se siamo uniti, se si discute dove si deve discutere, non portando in piazza le paturnie". "Chi va su Facebook a rompere le palle - ha aggiunto - o a fare le pulci al segretario di sezione è fuori".

 

Dal palco il leader della Lega è tornato ad attaccare il premier. "Renzi a Bratislava? Mi fa tenerezza, non conta un c..." ha detto. A Bratislava, ha proseguito, "hanno fatto il vertice e la conferenza stampa l'hanno fatta Merkel e Hollande, senza di lui". A lui "hanno mandato una foto su Twitter".

Dopo il 'no' alla riforma costituzionale di Renzi, "noi cambieremo la Costituzione" ha poi scandito. L'obiettivo è "un presidente della Repubblica eletto dai cittadini, che abbia potere di governare e scegliere i ministri". La riforma sarebbe "in senso federale, con una sola camera con il proporzionale, referendum sui trattati internazionali, vincolo di mandato e giudici eletti dal popolo".

La Boschi a Ercolano: avanti col referendum

ERCOLANO. "Il Pd nei momenti importanti riesce ad essere compatto. Sulla Riforma costituzionale ho visto come ci siano state posizioni diverse e abbiamo fatto lo sforzo di confrontarci di più e in Parlamento il Pd tutto ha votato a favore delle riforme costituzionali. Lo stesso impegno si manterrà al referendum, c'è una grande responsabilità nei confronti di chi ci ha dato fiducia e ha visto che il nostro partito è riuscito a mettere in moto l'Italia che era ferma. Se decidiamo di bloccarci la responsabilità che ci assumiamo tutti è per il futuro dell'Italia e dei nostri figli". Così la ministra per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, nella sala degli specchi di villa Favorita ad Ercolano.

Renzi scopre che l'Ue non fa nulla sugli immigrati

ROMA. "Sull'immigrazione, il punto non è che noi vogliamo accogliere e loro no. Se è giusto salvare tutti in mare, non è giusto accogliere tutti solo in Sicilia e Puglia. Noi siamo italiani, quindi generosi, però non possiamo lasciare che un problema come l'immigrazione esploda per l'incapacità dell'Europa". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo al Wired Next Fest in corso a Firenze, a proposito del vertice europeo di ieri a Bratislava.

Il premier ha ricordato che a Bratislava i paesi dell'Unione europa non hanno discusso della necessità di una nuova cooperazione con i paesi dell'Africa, da dove proviene la maggior parte del flusso dei migranti. "O si interviene come Europa in favore dello sviluppo dei paesi dell'Africa - ha dichiarato Renzi - o si sta perdendo tempo. E se non lo fa l'Europa, lo faremo da soli, ma l'Ue ha perso un'occasione. Ieri è stato portato alla nostra attenzione un documento in cui nemmeno si parlava di Africa".

"Cosa è accaduto dopo la Brexit? - ha sottolineato Renzi - Si è fatto un percorso per arrivare al vertice di Bratislava, dove si è deciso che poi faremo un altro vertice a Roma nel marzo 2017, e alla fine ieri si è detto più o meno le stesse cose. Rispetto all'incontro di Ventotene non si sono fatti passi in avanti, ad esempio su due temi, come l'immigrazione e la crescita".

Secondo il presidente del Consiglio, inoltre, "dobbiamo riconoscere che la ricetta dell'austerità dell'Europa era sbagliata, e quella della crescita degli Usa di Obama era ed è giusta: lo dicono i numeri, la realtà".

Addio a Carlo Azeglio Ciampi

ROMA. È morto Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica dal 1999 al 2006. Governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993, poi presidente del Consiglio tra il '93 e il '94, quindi ministro del Tesoro dal 1996 fino all'elezione al Quirinale. Avrebbe compiuto 96 anni il prossimo 9 dicembre.

"L'abbraccio del governo alla signora Franca. E un pensiero grato all'uomo delle Istituzioni che ha servito con passione l'Italia" scrive su Twitter il premier Matteo Renzi esprimendo il suo cordoglio per la scomparsa del presidente emerito.

"Tutta la sua esistenza è stata percorsa da un profondo amore per il nostro Paese, un amore espresso nel servizio alle istituzioni repubblicane" il ricordo del presidente del Senato, Pietro Grasso. "Carlo Azeglio Ciampi sarà ricordato come un modello di autentica virtù civile, una delle migliori espressioni della cultura democratica italiana".

IL CORDOGLIO DEL MONDO POLITICO - "Il Partito democratico saluta con commozione il Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi. La sua scomparsa addolora noi e gli italiani - scrivono in una nota congiunta Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, vicesegretari del Pd - Carlo Azeglio Ciampi è stato un uomo delle istituzioni che ha servito il Paese nel senso più alto e nobile con competenza, rigore e misura".

"La morte di Carlo Azeglio Ciampi mi addolora in modo particolare e profondo. Sono sempre stato colpito dalla sua carica umana e dalla sua autorevolezza - sottolinea Romano Prodi - È infatti per queste sue grandi doti che gli sono stati affidati i compiti più alti proprio nei momenti di maggiore difficoltà del nostro Paese".

"Cordoglio, a nome mio e del gruppo Fi alla Camera, per scomparsa del presidente Carlo Azeglio Ciampi. Economista, politico, servitore dello Stato" scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

"Ho avuto l’onore di collaborare con lui 5 anni, nel periodo della sua presidenza - dice Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato - Penso che l’Italia debba avere verso quest’uomo un debito di riconoscenza e di gratitudine. Ha servito le istituzioni con onestà, rettitudine, intelligenza e profondissima sensibilità istituzionale ed internazionale".

"A nome di tutto l'Udc esprimo le più sentite condoglianze per la scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi: un grande Presidente, un grande servitore dello Stato e delle sue istituzioni - sottolinea il segretario Udc, Lorenzo Cesa - Scompare oggi l'uomo che ha amato l'Italia e in uno dei momenti più difficili della sua storia ha saputo tenerla unita. Il Paese deve al Suo Presidente profonda gratitudine".

"Uomo delle istituzioni dalle larghe vedute", per il senatore Lucio Barani, presidente del gruppo Ala a palazzo Madama, Ciampi "è stato tra i protagonisti della storia repubblicana, contribuendo a rendere grande l'Italia nel più ampio consesso europeo che in quegli anni si andava delineando".

Su Twitter il presidente dei deputati di Sinistra Italiana a Montecitorio Arturo Scotto scrive: "Sinistra Italiana ricorda Carlo Azeglio Ciampi con grande affetto e profonda gratitudine. Uno statista, un antifascista, un grande italiano".

Fuori dal coro il segretario federale della Lega Matteo Salvini, che in diretta da Pontida ai microfoni di SkyTg24 commenta: "Al di là del cordoglio" per la morte di Ciampi, "politicamente è stato uno dei traditori dell'Italia e degli italiani, al pari di Napolitano e Prodi".

"Salvini non conosce vergogna - replica il senatore del Pd Francesco Scalia - Offendere Ciampi nel giorno della sua morte è un atto di una bassezza incommentabile".

BASSOLINO. «La morte di Carlo Azeglio Ciampi è un grave lutto per Napoli, oltre che in primo luogo per tutto il Paese. Ciampi è nostro cittadino onorario ed è sempre stato vicino alla città, nei momenti belli e in quelli difficili». Così, in un post su Facebook, Antonio Bassolino.

«Ciampi traditore dell'Italia e degli italiani», Salvini nella bufera

ROMA. "Al di là del cordoglio" per la morte del Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, "politicamente è stato uno dei traditori dell'Italia e degli italiani, al pari di Napolitano e Prodi". Così il segretario federale della Lega Matteo Salvini, in diretta da Pontida ai microfoni di SkyTg24.

Ciampi è "politicamente uno dei compici della svendita dell'Italia e degli italiani ai poteri forti, ai massoni, ai banchiere e ai vecchi finanzieri, come Napolitano, Prodi e Monti. Politicamente parlando quindi era lontanissimo da quello era l'interesse dei cittadini", afferma ancora Salvini, offrendo il suo "cordoglio alla famiglia per la morte di Ciampi e una preghiera" anche su Facebook con un post che, in ogni caso, ripropone gli stessi giudizi.

Le parole di Salvini hanno scatenato una valanga di reazioni. "Ciampi è stato davvero un grande italiano e un grande europeo: è incredibile leggere persino oggi – dice il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti– parole vergognose nei suoi confronti come quelle di Salvini: lui sì un vero traditore della Patria se non avrà nemmeno il buongusto di chiedere scusa per le sue espressioni indecenti".

"Salvini ci ha abituati da tempo a una demagogia becera e spicciola ma oggi non solo il suo attacco a un servitore dello Stato, onesto e coerente come Carlo Azeglio Ciampi, è la rappresentazione plastica di un individuo che dello sciacallaggio ha fatto uno stile di vita, ma è un gesto vergognoso che dimostra quanto dopo aver toccato il fondo si possa fare di peggio", afferma il senatore del Partito democratico Stefano Esposito.

"Salvini? Un leader non parla così. Non essere ipocriti non significa essere a tutti i costi inopportuni", sottolinea il senatore di Fi, Francesco Giro.

Italiacum, la mozione al voto il 20 settembre

ROMA. L'aula della Camera voterà sulla mozione di Sinistra italiana per la revisione della legge elettorale martedì 20 settembre. Lunedì 19 inizierà invece la discussione generale.

Di Maio: «A Palazzo Chigi solo con i voti degli italiani»

"La linea del M5S non è cambiata, io e gli altri miei colleghi pensiamo che se dovessero vincere i no" al referendum sulla riforma costituzionale "e Renzi dovesse mantenere fede alle promesse fatte e dimettersi, allora il Presidente della Repubblica traccerà la strada. Ma noi abbiamo dei punti fermi: andiamo al governo con i voti degli italiani". Lo dice il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, ritornando sul tema aperto ieri da Alessandro Di Battista, che non ha escluso l'ipotesi di sostenere un governo di scopo.

"Ho sentito anche Alessandro stamani, ci siamo visti - chiarisce - siamo tutti d'accordo. Se vincono i no, noi abbiamo la nostra proposta di legge elettorale. Ma i punti fermi noi non li mettiamo in discussione. Sono però convinto che non ci sarà l'apocalisse dopo la vittoria dei no. Tutto ciò che c'è da fare sarà fatto. Ma per noi sono i cittadini sovrani a dover decidere".

"E' chiaro - aggiunge - che non ci mettiamo a condividere idee di leggi elettorali come l'Italicum, che poi è uguale al Porcellum, né tantomeno ci mettiamo a discutere di governi fabbricati qui in Parlamento dall'unione di partiti: sono i cittadini sovrani che devono decidere".

Referendum, l'invasione di campo Usa è troppo anche per Mattarella

ROMA. "L'Italia è un Paese importante, è seguito con attenzione anche all'estero. Naturalmente questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia esclusivamente demandata agli elettori". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Sofia, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento dopo le polemiche suscitate dalle affermazioni sul referendum dell'ambasciatore statunitense in Italia, John Phillips, e dei vertici europei della società di rating Fitch. Mattarella ha innanzitutto invitato a vivere il referendum "serenamente, come ogni passaggio democratico". Certo, "il mondo è diventato non dico piccolo ma molto più connesso. Ogni cosa che avviene in un Paese si riverbera negli altri, non dimentichiamo l'attenzione che vi è stata per il referendum britannico, ma questo vale per ogni avvenimento importante che avviene in un Paese. Il mondo si è molto interconnesso, quindi ogni avvenimento in un Paese importante, e l'Italia è un Paese importante, è seguito con attenzione anche all'estero. Naturalmente - ha concluso il capo dello Stato - questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia esclusivamente demandata agli elettori".

Referendum,
gli Usa in soccorso
di Renzi: «No sarebbe passo indietro»

ROMA. La vittoria dei 'no' nel referendum sulle riforme costituzionali sarebbe un "passo indietro" per attrarre gli investimenti stranieri in Italia. Questo il giudizio dell'ambasciatore Usa in Italia, John Phillips, intervenuto a Roma ad un convegno al Centro studi americani.

Dagli Stati Uniti, dice Phillips, si osserva il dibattito in corso nel nostro paese e il referendum è considerato una "decisione italiana". Ma, aggiunge l'ambasciatore, "l'Italia deve garantire di avere una stabilità di governo" per attrarre investimenti stranieri. Perché, prosegue Phillips, "63 governi in 63 anni non danno garanzie". Per Phillips, "il referendum offre una speranza e una opportunità per la stabilità di governo". Gli amministratori delegati delle grandi aziende, sottolinea Phillips, "stanno osservando" quanto avviene in Italia. Quanto al premier italiano, Matteo Renzi, Phillips rimarca che 'Con la sua leadership l'Italia ha svolto un ruolo importante'' nel mondo.

Renzi, ricorda Phillips, sarà a Washington il 18 ottobre per partecipare ad una cena ufficiale alla Casa Bianca, l'ultima offerta dal presidente Barack Obama prima che la sua presidenza si concluda. Il premier italiano, afferma ancora Phillips, ''è considerato con grandissima stima da Obama che apprezza la sua leadership''.

"Il signor ambasciatore Usa si faccia gli affari suoi e non interferisca, come troppe volte è già accaduto in passato, nelle vicende interne italiane - ha detto il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini - Spero che a novembre vinca Trump che ha già garantito che si occuperà delle questioni di casa sua. Se a votare sì al referendum sono i massoni, i banchieri e i poteri forti allora ancora più convintamente ci schieriamo per il no, ovvero per la libertà e il bene degli italiani".

Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso il senatore di Forza Italia, Altero Matteoli : "Quella dell'ambasciatore Usa in Italia, più che un auspicio, è un' entrata a gamba tesa ingiustificata negli affari interni dell'Italia - ha evidenziato il senatore - eseguita su delega di un presidente alla fine del suo mandato. Peraltro, è fondata su una valutazione errata della riforma costituzionale, che in realtà non produrrebbe, se approvata, gli effetti sperati dal diplomatico".

"Il bicameralismo - aggiunge Matteoli - non si supera, e i tempi legislativi rischiano addirittura di allungarsi, mentre si privilegia una presunta stabilità offendendo uno dei principi basilari della democrazia: la rappresentanza".

Padoan ammette: il Pil sarà rivisto al ribasso

MILANo. "L'economia italiana sta crescendo, non così velocemente come vorrei, le previsioni di crescita saranno riviste al ribasso anche nei dati che il Governo sta per rilasciare", in occasione dell'aggiornamento al Def a ottobre. Lo afferma il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, all'Euromoney Conference a Milano.

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