Martedì 18 Settembre 2018 - 23:56

Amministrative, Alfano firma il decreto: elezioni il 5 giugno

ROMA. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha fissato con decreto la data di svolgimento del turno annuale ordinario di elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario per domenica 5 giugno. L’eventuale turno di ballottaggio avrà luogo domenica 19 giugno. Si legge in una nota del Viminale.

Bagnoli, de Magistris non si placa: da Renzi solo propaganda politica

"Bagnoli la farà la città". Continua ad affermarlo con forza e decisione il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine della conferenza stampa in sala Giunta dedicata al referendum sulle trivellazioni. "Abbiamo già smascherato l'ulteriore bugia che il presidente del Consiglio ci ha detto in conferenza stampa, utilizzando Vezio De Lucia come mantra della sua politica e la rimozione della colmata", dice il primo cittadino, facendo riferimento al piano di riqualificazione di Bagnoli, presentato in Prefettura. "Mentre lui parlava, spiega il numero uno di Palazzo San Giacomo, "e mostrava le slide, ci rendevamo conto che veniva smentito dalle sue stesse slide. Se vediamo quelle fotografie c'è tutt'altro: la cementificazione, l'allargamento fuori dall'area commissariale, l'intervento su Nisida". "Siamo alla propaganda politica pura", asserisce de Magistris e prosegue dicendo: "Deve solo fare la bonifica e non so se lui non conosce la realtà, non gliel'hanno spiegata bene o è totalmente in mala fede. Si sta arrampicando sugli specchi perché ha creato un puzzle di bugie da cui non può più uscire e cerca di ribaltarlo". Il sindaco conclude annunciando: "andremo a denunciare questo nei luoghi preposti, che non è la cabina di regia in cui non entreremo mai". La porta del dialogo, però resta aperta: "Continuiamo a chiedere un incontro al Presidente del Consiglio, può essere che prima o poi gli tornerà utile incontrarci". 
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"Non credo che il sindaco di Napoli abbia bisogno di un pontiere". Risponde così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ai giornalisti che gli chiedono se crede che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, possa fare da pontiere tra il sindaco e il presidente del Consiglio, a margine della conferenza stampa sul tema delle trivellazioni, in previsione del referendum del 17 aprile, a Palazzo San Giacomo. "Sul tema di Bagnoli", prosegue de Magistris, "mi sembra che viaggino a braccetto. In questi giorni il presidente del Consiglio era circondato da tutto il partito Democratico. Si è fatto vedere con De Luca a fianco a lui al Forum de "Il Mattino", con Bassolino in Prefettura e poi con la Valente".

"Renzi in conferenza stampa ha detto che partirà con le bonifiche, bene. Vedremo se lo fa. È come se, pur non avendolo detto, in conferenza stampa abbia fatto un'ammissione di responsabilità sulle bonifiche. È stato assai bugiardo, perché ha dato la colpa al Comune per questo ritardo, ma lui, da Presidente del Consiglio, sa benissimo che le bonifiche spettano allo Stato". Queste le parole del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine della conferenza stampa, in sala Giunta a Palazzo San Giacomo, sul referendum che riguarda le trivellazioni. "Ha cercato di farci infilare in quella cabina di regia, in cui volevano far mettere una veste giuridica ad un'operazione opaca, simile a quella del referendum sulle trivelle".

LETTIERI.  Su Bagnoli, "quest'amministrazione ha un comportamento pessimo. Bisogna partecipare alla cabina di regia e quello è il luogo deputato a discutere di quello che non va. Ho salutato con grande favore la visita di Renzi a Napoli, è un segnale di attenzione importante per la nostra città. Bagnoli è importante non solo per Napoli e la Campania ma per tutto il Sud perché vuol dire che il Mezzogiorno sta ripartendo e se riparte il Sud riparte tutto il Paese". Lo afferma il candidato sindaco del centrodestra Gianni Lettieri durante una conferenza stampa nel comitato elettorale di piazza Bovio. "Il piano mi convince che dice no alla speculazione e no all'aumento delle cubature. L'investimento a Bagnoli, con me, sarà fatto direttamente dall'amministrazione perché oggi - aggiunge - con De Magistris non siamo in grado di attrarre fondi di investimento. Da sindaco, inoltre, avrò un dialogo constante con tutte le istituzioni, con quelle europee, con il governo e la Regione, al di là del colore politico". Per il candidato sindaco del centrodestra Gianni Lettieri, Cementir e Fintecna "non possono pagare la bonifica di Bagnoli". Lo afferma il consigliere comunale uscente nel corso di una conferenza stampa nel comitato elettorale di piazza Bovio. "Chiedo all'amministrazione - sottolinea Lettieri - di dare conto dei 48 milioni di euro ricevuti nel 2013 dal governo per iniziare la bonifica di Bagnoli e che invece sono stati usati per altri fini. E' inutile che De Magistris si accanisca con Fintecna e Cementir, è la solita propaganda, il solito populismo che serve solo ad alzare la tensione sociale. Ora bisogna inaugurare una stagione del fare che ridia tranquillità, sviluppo e sicurezza ai cittadini di Napoli".  Gli scontri avvenuti in occasione della visita di Matteo Renzi a Napoli, "mi hanno molto preoccupato, bisogna smetterla con l'odio e la violenza. Quello che è accaduto ha una precisa responsabilità, ha un nome e un cognome. Chi utilizza i ragazzi dei centri sociali per fomentare odio e violenza è da cacciare immediatamente, non può rivestire la carica di primo cittadino. Le dichiarazioni dei giorni scorsi vanno nella direzione di esasperare la violenza e la tensione sociale di questi ragazzi, usati a fini elettorali e personali. Per questo a loro sono stati regalati immobili di pregio dell'amministrazione. Chiedo al prefetto e al ministro dell'Interno di alzare l'attenzione sulla prossima campagna elettorale, sono preoccupato da chi fomenta odio e violenza". Così il candidato sindaco del centrodestra, Gianni Lettieri, durante una conferenza stampa su Bagnoli. Per l'imprenditore, Napoli "non ha bisogno di un sindaco estremista che pensa solo alla propria poltrona e al suo futuro politico ergendosi a leader nazionale della sinistra antagonisti ed estremista", conclude.

Ex ministro Guidi tre ore dal Pm

"Dal punto di vista giuridico ho appreso definitivamente di essere persona offesa". A dirlo in una nota l'ex ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, dopo che è stata sentita dai pm a Potenza per circa tre ore nell'ambito dell'inchiesta petrolio. "Vorrei prima di tutti ringraziare i magistrati per avermi dato la possibilità in tempi così brevi di chiarire questa vicenda così spiacevole per me - ha aggiunto -. Ho risposto a tutte le loro domande". Guidi, che non è indagata, è stata interrogata come persona informata sui fatti e verso le 15 ha lasciato il Palazzo di Giustizia lucano. Il suo nome è comparso nel filone di indagine su Tempa Rossa in cui è coinvolto il compagno Gianluca Gemelli, indagato per traffico di influenze illecite.

Il dietrofront di Bassolino: «Continuerò a dare il mio contributo al Pd»

NAPOLI. Nessuna lista autonoma alle Comunali. Antonio Bassolino ci ripensa: «Io continuerò a dare il mio contributo al partito di cui sono stato uno dei fondatori - afferma -. Nelle forme che risulteranno compatibili con gli ideali per me irrinunciabili di coerenza, trasparenza e rigore morale. E di visione nazionale per Napoli e per il Mezzogiorno». Parole che l'ex sindaco di Napoli pronuncia dopo l'incontro avuto ieri con il premier, Matteo Renzi. È le polemiche sulle primarie? Tutto dimenticato.

Renzi: «Piano banda ultralarga, entro il 2020 in tutta Italia»

ROMA. "L'Italia ha come obiettivo entro il 2020 di arrivare ad una copertura al 100% a 30 Mbps e di arrivare al 50% con un abbonamento a 100 Mbps". Lo ha spiegato il premier Matteo Renzi presentando il piano sulla banda larga, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Il piano del governo con il "progetto Enel con importanti realtà private" riguarderà "225città, le prime 5 subito": Bari, Perugia, Cagliari, Venezia e Catania.

Il progetto banda larga prevede una prima fase per "i cluster A e B" con Enel, mentre "la gara per i cluster C e D usciranno il 29 aprile per festeggiare i 30 di Internet: tutti gli operatori faranno una gara e vinca il migliore", ha continuato.

Sulla banda larga "c'è un percorso strategico, per la prima volta. C'è un fondo dello Stato con 4,9mld del Cipe, di cui 3,5 già stanziati di cui 2,2 già andati ad 'aree bianche' o a non interesse di mercato'". Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando anche di "semplificazione burocratica, attenzione alle tecnologie alternative", il tutto "per accelerare".

"L'Italia ha tutto per essere leader in Europa e nel mondo, l'unico problema - ha detto - che può avere è quello di non sbloccare le centinaia di opere pubbliche e private che dobbiamo mettere in moto".

Il progetto di Renzi per vincere le elezioni: bonus di 80 euro alle pensioni minime

ROMA. "In questo momento abbiamo dato la precedenza al ceto medio" ma c'è il progetto di "allargare gli 80 euro" anche alle forze dell'ordine e "vorremmo darli anche a chi prende la pensione minima. Vedremo se saremo in grado di farlo". Lo ha affermato Matteo Renzi durante la diretta sui social #Matteorisponde.

"Se il governo da' 80 euro a 3 milioni e mezzo di pensioni minime a 501 euro, io mi alzo e applaudo". Lo ha detto Gianni Cuperlo a 'Di Martedì'.

Dove si trovano le coperture? "È un tema che il governo immagino affronterà alla luce delle parole del presidente del Consiglio. Anche sulle risorse pubbliche il problema è la scelta di criteri: abbiamo speso 12 miliardi per la decontribuzione, credo si possano trovare soldi anche per i pensionati che non arrivano a fine mese".

Inchiesta Potenza, Boschi: «Sono stata io a chiamare i pm»

ROMA. "È la prima volta che sono stata interrogata come persona informata dei fatti. Ero tranquilla, perché stavo facendo il mio dovere. Sono stata io a chiamare i pm quando è uscita la notizia " sul caso Guidi e "loro sono stati così cortesi da ricevermi a Roma. Io sono a disposizione, se ne avessero ancora bisogno. L'incontro è durato una decina di minuti". Lo ha detto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ospite di 'Porta a Porta'.

Caso Regeni, Gentiloni: «Misure immediate senza piena collaborazione Egitto»

ROMA. Se non ci sarà "un cambio di marcia" nella collaborazione offerta dall'Egitto nelle indagini sull'omicidio di Giulio Regeni, "il governo è pronto a reagire con misure immediate e proporzionali e il Parlamento ne sarà tempestivamente informato". Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni intervendo al Senato, riferendosi all'incontro con gli inquirenti egiziani di giovedì e venerdì prossimo, che è stato confermato in aula dal titolare della Farnesina.

 
Al Senato, Gentiloni ha ripercorso l'andamento delle indagini e della collaborazione offerta dagli egiziani, apparsa "generica e insufficiente" e con "dossier carenti". "Questa è la situazione ad oggi - ha detto il ministro - e a questo punto credo sia legittimo e anzi doveroso chiedersi se la fermezza della reazione del governo, la magistratura, la famiglia e dell'Italia intera potranno riaprire un canale di piena collaborazione". Questo, ha proseguito, "lo capiremo a partire dall'incontro fra inquirenti che è previsto per giovedì e venerdì di questa settimana".

Perché ci sia piena collaborazione, ha sottolineato Gentiloni, bisognerà poter "acquisire la documentazione mancante, non accreditare verità distorte e di comodo e accertare chi fossero i responsabili della probabile messa sotto osservazione di Giulio Regeni nel periodo precedente la sua scomparsa". Inoltre piena collaborazione da parte egiziana vuol dire "accettare l'idea che l'attività investigativa possa vedere un ruolo più attivo degli investigatori italiani". "Sarà anzi tutto la Procura della Repubblica a valutare se questo cambio di marcia" si delineerà, ha detto ancora il ministro, "lo capiremo e lo valuteremo assieme nei prossimi giorni".

"L'omicidio di Giulio Regeni ha scosso le nostre coscienze e il Paese intero", ha continuato il ministro, facendo riferimento al modo in cui il giovane ricercatore italiano è stato "torturato ed ucciso" in Egitto

"La ragione di Stato - ha sottolineato - ci impone di difendere fino in fondo e nei confronti di chiunque la memoria di Giulio Regeni nel cui barbaro assassinio la madre di Giulio ha detto di vedere palesarsi tutto il male del mondo". "E dunque è per la ragione di Stato che pretendiamo la verità, è per la ragione di Stato - ha proseguito il titolare della Farnesina - che non accetteremo verità fabbricate ad arte, è per la ragione di Stato che non ci rassegneremo all'oblio di questa vicenda e che non consentiremo che venga calpestata la dignità del nostro paese".

L'ufficio del procuratore generale egiziano Nabil Sadiq ha confermato in una nota che "una delegazione di membri della procura generale e della polizia incaricati dell'inchiesta sul caso dell'omicidio di Giulio Regeni lascerà il Cairo domani" alla volta di Roma.

La delegazione si recherà in Italia "nel quadro della collaborazione positiva tra la procura egiziana e quella italiana e in attuazione di quanto concordato tra il procuratore egiziano Nabil Ahmad Sadiq e quello italiano Giuseppe Pignatone nella sua ultima visita" al Cairo. La delegazione egiziana, che sarà guidata dal "vice procuratore Mustafa Sulayman, presenterà i risultati raggiunti nell'ambito dell'inchiesta svolta dalla procura egiziana sul caso suddetto", afferma ancora la nota.

Lettieri si schiera: voterò sì al referendum anti-trivelle

NAPOLI. «Io voterò sì al referendum sulle trivellazioni nel Mediterraneo del prossimo 17 aprile». Gianni Lettieri si schiera in vista del referendum.  L'imprenditore e candidato sindaco di Napoli per il centrodestra spiega che «per la tutela del nostro mare è importante cancellare l'articolo del codice dell'Ambiente che permette ricerche ed estrazioni di gas e petrolio in mare entro le 12 miglia dalla costa. È una battaglia di civiltà tutelare le splendide coste della nostra penisola ed il patrimonio paesaggistico e naturale che abbiamo. Il governo ha comunque stabilito che, indipendentemente dal risultato del voto, non potranno più essere date nuove concessioni. Ritengo che tutte le politiche e le decisioni volte a salvaguardare le coste italiane siano doverose, troppe volte negli anni passati abbiamo assistito a scempi o a scelte scellerate che vanno assolutamente evitate per il futuro».

Renzi: «Bagnoli è una realtà che grida vendetta». De Magistris: «Il re è nudo»

ROMA. Nuovo botta e risposta tra Matteo Renzi e Luigi de Magistris sulla questione Bagnoli. "Bagnoli è una realtà che grida vendetta al cospetto del mondo intero: mercoledì andiamo alla cabina di regia a Napoli. De Magistris dice che mettiamo le mani nella sua città? Le avesse messe lui le mani, non avremmo avuto bisogno di far niente", ha detto il premier alla direzione del Pd.

Secca la replica del sindaco di Napoli, per il quale Bagnoli e petrolio in Basilicata sono «vicende molto simili, dove c'è stato un intervento molto forte con lo Sblocca Italia, tanto è vero che lo stesso presidente del Consiglio si assume la responsabilità politica di dire: "Quella è una legge che ho voluto io personalmente"». Il sindaco di Napoli, aggiunge che la denuncia del Comune «ha smascherato la commistione che c'era fra l'operazione del Governo attraverso il decreto legge e gli interessi privati determinati. Il re è nudo».

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