Venerdì 20 Luglio 2018 - 20:07

De Luca: «La Severino non mi tocca. Saviano? S'innamora della propria immagine»

ROMA.  Non ci sarà una modifica della legge Severino, almeno fino alle prossime amministrative. Vincenzo De Luca - alle prese con il rischio di una sospensione per la condanna per abuso d'ufficio, qualora vincesse le Regionali in Campania - è sicuro che non la faranno «parlamentari invigliacchiti e intimiditi». Anche in caso di applicazione della norma, subito dopo sarà il Tar, «senza alcun dubbio», a rimetterlo al suo posto. E nel giorno in cui riconosce «il grande coraggio» di Renzi che ha fatto svolgere comunque le Primarie in Campania «in una situazione oggettivamente difficile» risponde direttamente allo scrittore Roberto Saviano che aveva invitato a non recarsi alle urne. «È uno dei testimoni civili di questo Paese. Lo rispetto, sinceramente, e sono pronto a incontrarlo ma gli dico di stare attento a un pericolo, quello di innamorarsi della propria immagine». Intervistato da Lucia Annunziata su Rai tre, De Luca ha detto senza mezzi termini: la legge Severino «non mi fa né caldo né freddo. Se interviene la Severino, un minuto dopo interviene il Tribunale amministrativo che, come si è visto a Napoli e a Salerno reinsedia nei poteri gli eletti». Peraltro, contesta la sentenza nei suoi confronti: «Io sono l'unico al mondo condannato per reato linguistico: aver utilizzato otto anni fa l'espressione project manager anziché coordinatore di un gruppo di lavoro. Si pensa che di fronte a questa demenzialità giudiziaria, a questa idiozia, mi fermi?".

L'omaggio
di Mattarella
alle donne

ROMA. «Senza le donne, l'Italia sarebbe più povera e più ingiusta. Siete il volto prevalente della solidarietà. Il volto della coesione sociale. A voi, una società non bene organizzata affida il compito, delicato e fondamentale, di provvedere in maniera prevalente all'educazione dei figli e alla cura degli anziani e dei portatori di invalidità. Lo fate silenziosamente, a volte faticosamente». Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando al Quirinale la Giornata internazionale della Donna. «Su di voi - ha detto ancora il Capo dello Stato - grava il peso maggiore della crisi economica». In occasione della cerimonia il Capo dello Stato e il ministro dell'Istruzione hanno premiato i vincitori dell'VIII concorso nazionale "Terra è donna", bandito dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per le scuole di ogni ordine e grado. Per l'occasione l'ingresso del Quirinale è ornato da mimose e la guardia d'onore è costituita da personale femminile del Corpo forestale dello Stato.

Boldrini contro Renzi: difendo le prerogative dell'Aula

ROMA. «Ritenere opportuno vengano tenuti in considerazione i pareri delle Commissioni e si limiti all' essenziale la decretazione d' urgenza «non significa uscire dal mio perimetro istituzionale». Intervistata da Stampa e Secolo XIX, la presidente della Camera Boldrini replica alle critiche del premier Renzi: «Al contrario, difendere l'Aula - dice - è il mio primo dovere di presidente della Camera». Perché, spiega, il Parlamento è il cuore della democrazia. Boldrini rifiuta l'ipotesi che le sue parole possano essere l' affermazione di un ruolo politico di parte: «La mia realtà da presidente della Camera è già molto piena. Non facciamo voli pindarici»

Ed è sempre caos nella Lega. Il segretario Salvini dice che la questione è chiusa: non ci sarà alcun consiglio federale e per quanto riguarda il Veneto ora si parte con Zaia, essendo stato dato fin troppo tempo per pensare e risolvere le cose. Il sindaco di Verona Tosi replica annunciando che se il consiglio non torna indietro lui potrebbe dimettersi e con un 'liberi tutti' potrebbe candidarsi a governatore.

 

Cesare Battisti sarà espulso dal Brasile

BRASILIA. L' 'ex terrorista del gruppo eversivo "Proletari armati per il comunismo", condannato in Italia per omicidi commessi negli anni di piombo, sarà espulso dal Brasile, dove nel 2009 ottenne lo status di rifugiato politico. Lo riferisce il sito brasiliano 'Estadao 'sottolineando che lo ha stabilito un tribunale federale brasiliano, in risposta ad una azione del ministero Pubblico federale, secondo quanto riporta il quotidiano brasiliano 'O Globo', nella sua versione online. Battisti potrebbe essere espulso in Francia o Messico e potrà ricorrere in appello contro la sentenza. Prima di fuggire in Brasile Battisti ha abitato per diversi anni proprio in Messico e poi in Francia. Il pronunciamento della Corte federale brasiliana annulla lo status di rifugiato politico dell'ex terrorista, considerato uno straniero irregolare sul territorio del Brasile. 

Manuela Repetti lascia Forza Italia

ROMA. «Forza Italia sta vivendo una profonda crisi per diversi motivi, l'azzoppamento del nostro leader, il presidente Silvio Berlusconi, con la conseguenza di un centrodestra senza più un punto di riferimento; l'arrivo di Renzi a capo del Pd, ma con una personalità politica ricca di sfumature e difficilmente incasellabile a sinistra, riuscendo dunque ad attirare consenso anche al centrodestra; una vera e propria guerra interna a Forza Italia per la successione". Lo scrive la senatrice Emanuela Repetti in una lettera al Corsera nella quale annuncia di abbandonare Fi e spiega le ragioni di "dissenso politico nei confronti del partito". Repetti sottolinea che quello che sta succedendo "è una vera e propria distruzione, con faide interne il cui unico fine è quello di spartire l'eredità politica di Berlusconi". «La rivoluzione liberale è stata intrapresa solo in parte e per questo abbiamo perso consenso», dice e rintraccia le ragioni del "fallimento", oltre che nell'accanimento giudiziario contro Berlusconi, nei "condizionamenti degli alleati che, tuttavia, continuiamo a inseguire nonostante ci siano evidenti, abissali diversità». «È ormai difficile per me riconoscermi in una classe dirigente che di fatto oggi controlla Forza Italia» e, conclude, «ho deciso di lasciare il gruppo parlamentare di Forza Italia e di iscrivermi al Gruppo misto del Senato».

Il pacchetto scuola in Consiglio dei ministri

Il 'pacchetto scuola' approda oggi in Consiglio dei ministri, dove sarà varato un disegno di legge e non un decreto come annunciato in precedenza dal governo. "E vedremo le opposizioni", sottolinea il premier Matteo Renzi ai suoi collaboratori.

Sulla scuola, ha spiegato sempre il presidente del Consiglio al suo entourage, voglio dare un messaggio al Parlamento, riprendendo lo spirito delle dichiarazioni delle opposizioni e del presidente della Repubblica. Non faremo, dunque, subito un decreto legge. Proporremo un disegno di legge, chiedendo tempi certi al lavoro parlamentare. Se tutti saranno rispettosi e attenti, se non ci sarà ostruzionismo, allora le ragioni di urgenza saranno rispettate dal normale dibattito parlamentare. Una sfida in positivo. Sui contenuti ma anche sul metodo.

Ambienti vicini al premier raccontano anche di un riferimento alle dichiarazioni recenti di alcuni leghisti e di Renato Brunetta: basta con questa storia di noi 'dittatorelli'. Stiamo lavorando a un cambiamento radicale, ma vogliamo coinvolgere maggioranza e opposizioni.

Il fulcro del provvedimento dovrebbe essere il maxipiano assunzioni annunciato nel settembre scorso dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini sulle cui reali cifre regna la confusione. Il piano per stabilizzare i 'precari storici' (circa 140mila precari delle gae, graduatorie ad esaurimento) ha subito, infatti, importanti modifiche. Dovrebbero, e il condizionale è d'obbligo visto il continuo aggiornamento delle cifre, restare dentro le gae (graduatorie ad esaurimento), circa 30mila persone, quelle che "non insegnano più da anni" cui sarà data la possibilità di accedere al nuovo concorso, circa 60mila posti, nel triennio 2016-2018.

Altro nodo da sciogliere la questione paritarie. Nel decreto dovrebbe essere inserita la possibilità di una detrazione fiscale per le famiglie che affidano la formazione dei propri figli alle scuole paritarie. Questione molto delicata che pone su due fronti contrapposti coloro che richiedono l'applicazione, senza se e senza ma, del dettato costituzionale - che all'articolo 33 assegna ai privati il diritto "di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato" - e coloro che, considerando la scuola paritaria facente parte del sistema di istruzione pubblico, rivendicano finanziamenti ad hoc per consentire la libera scelta educativa delle famiglie. Gli studenti sono sul piede di guerra definendola "una vergogna indicibile". "I fondi alle scuole paritarie private - dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli studenti - oltre a essere un vero e proprio spreco, sono uno schiaffo alla dignità alla scuola pubblica e alle migliaia di studenti, insegnanti e famiglie che le frequentano. La scuola pubblica vive una situazione drammatica, massacrata dai tagli degli ultimi sei anni e pensare di equiparare sulla scala delle priorità il finanziamento delle private - tagliano corto gli studenti, che promettono battaglia nelle piazze - è offensivo "chiedendo una legge sul diritto allo studio e sostegno alle famiglie in difficoltà. Lo stesso Pd sul punto si è diviso. Una trentina di parlamentari ha infatti firmato insieme ad altri colleghi quali Rocco Buttiglione e Paola Binetti una lettera a favore.

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, presentando oggi le proposte sulla riforma della scuola, ha assicurato che "non ci sarà alcuna battaglia ideologica" sulla questione delle scuole paritarie, anche se nelle proposte è stata inserita la possibilità della detrazione fiscale della retta.

Berlusconi
a Salvini: divisi
si perde

ROMA. All'indomani della manifestazione tenuta dalla Lega a Roma, i fedelissimi di Berlusconi recapitano un messaggio chioaro a Matteon Salvini: «Solo con un centrodestra unito nel modo più ampio possibile e con una piattaforma politica condivisa, si può contendere alla sinistra renziana il governo delle Regioni», dicono in coro. I toni "duri e puri" degli esordi di Salvini ieri nela Capitale con tanti "vaffa", anche contro Angelino Alfano, vanno bene per la campagna elettorale, ma poi deve prevalere la realpolitik e senza Forza Italia difficilmente il Carroccio può farcela, sarebbe il ragionamento di Berlusconi, che parlando con i suoi in queste ore, a quanto apprende l'Adnkronos, insiste sul timore che così facendo Salvini possa solo fare un grande regalo a Renzi, consegnandogli tutti i voti dei moderati.

Berlusconi, piccola frattura al malleolo

ROMA. «Il presidente ha una piccola frattura composta del malleolo che si è procurato qualche giorno fa mettendo male il piede scendendo dalla macchina». A dirlo è il professor Alberto Zangrillo, medico del San Raffaele e di Silvio Berlusconi. Secondo il medico «Berlusconi può deambulare e semmai accompagnarsi con una stampella e per una ventina di giorni deve prestare attenzione ai movimenti. Nulla di grave, Berlusconi è stato vittima di una “storta”.»

Lega in piazza, Capitale blindata

ROMA. È presidiata dalle forze dell'ordine piazza Vittorio, dove nel primo pomeriggio partirà il corteo dei movimenti antifascisti che manifesteranno contro il leader leghista Matteo Salvini. Una cancellata protetta dai blindati della Polizia divide la piazza da via Napoleone III, dove ha sede Casapound, che oggi pomeriggio sarà in piazza del Popolo con la Lega. I movimenti "Mai con Salvini", a iniziare dai centri sociali dell'estrema sinistra, protagonisti ieri dell'occupazione della basilica di Santa Maria del Popolo e di un sit-in a piazzale Flaminio, si muoveranno dall'Esquilino alle 14.  «Non condivido nulla di ciò che dice Matteo Salvini - ha detto il ministro dell'Interno e leader del Nuovo centrodestra Angelino Alfano - ma il suo diritto a manifestare è sacro perché è un pezzo importante della democrazia italiana e dunque proteggeremo questo suo diritto. Per questo impiegheremo 4.000 uomini delle forze dell'ordine per proteggere la sua manifestazione, i luoghi e per impedire che chi ha voglia di usare la violenza possa interferire contro la manifestazione della Lega».

Lega al Colle: Renzi un dittatore

ROMA. «Abbiamo chiesto al presidente Mattarella di farsi promotore presso la presidenza del Consiglio di avere maggiore rispetto dei parlamentari. Faccia capire al piccolo dittatore Renzi che siamo in una democrazia e deve rispettare il Parlamento». La richiesta arriva dalla delegazione della Lega dopo l'incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Della delegazione del Carroccio, dalla quale era assente il leader, Matteo Salvini, fanno parte i presidenti dei gruppi parlamentari del Carroccio di Senato e Camera, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga, accompagnati da Giancarlo Giorgetti. I leghisti hanno chiesto che il Governo limiti il ricorso «alla decretazione», a cominciare dalla Rai.

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