Martedì 11 Dicembre 2018 - 4:15

Renzi: «Chi mette in dubbio Schengen tradisce l'Europa»

MANTOVA. "Chi mette in discussione oggi l'idea della libera circolazione in Europa afferma una vita basata sulla paura", così chi mette in discussione Schengen  "tradisce la stessa identità europea". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Mantova.

 

"Il terrorismo ha chiaro che deve minare alla radice il nostro modo di vivere, ma noi non ci rassegniamo a vivere nella paura" ha aggiunto Renzi durante la cerimonia di apertura di 'Mantova capitale italiana della cultura 2016'. "Noi vogliamo guardare alla bellezza come elemento qualificante della nostra identità", ha aggiunto, spiegando che "l'antidoto al terrorismo è la cultura".

 

Per quanto riguarda le riforme, "abbiamo bisogno che questa Italia dopo tutte le riforme di questo mondo abbia la consapevolezza di dire che servono a poco se questo Paese non trova la sua posizione nel mondo. E questo senza cultura è impossibile".

"Se il 2015 è stato l'anno delle riforme, il 2016 sia l'anno dei valori. L'Italia torni a chiedere valori all'Europa" ha proseguito il presidente del Consiglio, auspicando che l'Italia occupi un posto "che sia quello di guida di un'Europa non fatta di numerini ma degli uomini e delle donne".

Parlando poi del botta e risposta tra Italia e Ue, "nessuno di noi fa le bizze ai tavoli europei - ha affermato il premier - non andiamo in Europa per chiedere qualcosa in più, come in una rivendicazione sindacale, ma pensiamo che l'interesse nazionale non sia una parolaccia".

Al suo arrivo, Renzi è stato brevemente contestato. Una volta giunto al teatro Bibiena, da una finestra è stato srotolato uno striscione con scritto 'Renzi ciocapiat' ('ciarlatano') e due ragazzi hanno sventolato bandiere di Rifondazione Comunista. "Stai distruggendo la sanità pubblica", ha detto uno dei contestatori.

Per il presidente del Consiglio, è la seconda volta a Mantova in nove mesi: ad aprile scorso era stato in città per tenere a battesimo la candidatura di Palazzi all'avvio della campagna elettorale. Il premier era stato anche a Moglia, cittadina colpita dal sisma nel 2012.

Ex parlamentari: giù le mani dal vitalizio

ROMA. Giù le mani dai vitalizi. Tra ''vecchi' e 'nuovi' parlamentari si gioca la difficile partita sui diritti acquisiti. La posta nel piatto è il vitalizio, che alcune proposte di legge puntano a ridimensionare, mediante un diverso sistema di calcolo. Alla Camera ne sono state depositate 7 (5 ordinarie e e 2 costituzionali), per estendere il riconteggio dei vitalizi con il metodo contributivo, come stabilito da una legge per i trattamenti in essere dal 2012 in poi. Gerardo Bianco, come presidente dell'Associazione degli ex parlamentari è stato convocato, insieme ad Antonello Falomi, per un'audizione davanti alla commissione Affari Costituzionali della Camera. "Il presidente Mazziotti di Celso - ha raccontato Bianco all'Adnkronos - ha dovuto riconoscere che affrontare il pregresso con la legge ordinaria, sarebbe un intervento ad elevato rischio di incostituzionalità. L'effetto - ha aggiunto l'ex deputato con 9 legislature alle spalle dal 1968 al 2008 - sarebbe come sparare con un cannone a un uccellino. Il sistema retributivo riguarda un numero ristretto di persone, circa 3000 parlamentari, quasi tutti della Prima Repubblica e quasi tutti settantenni". "Io, infatti, scherzando nel corso dell'audizione alla Camera, ho detto che ci penserà la natura a far quadrare i conti e l'anagrafe a ridurre le spese, perché - entro un decennio - saranno pochissimi i parlamentari che ancora usufruiranno di questo tipo di trattamento. Inoltre, come capita in queste situazioni, in certi casi il ricalcolo dei vitalizi è addirittura più vantaggioso per gli ex parlamentari rispetto a quanto percepiscono attualmente". 

"Noi - ha continuato Bianco - abbiamo presentato una memoria di 7 cartelle nella quale spieghiamo perché l'indennità non va confusa con gli emolumenti che vengono corrisposti per una normale attività professionale o lavorativa, ma che si tratta invece di un riconoscimento di altra natura giuridica, non a caso regolato dall'articolo 69 della Costituzione. I costituenti, come abbiamo spiegato, lo hanno inteso come un elemento di garanzia dell'indipendenza del parlamentare e un principio per permettere la partecipazione alla politica, l'eleggibilità e quindi l'accesso alla Camera e al Senato, senza ostacoli di censo". "Come non ammettere che ci sono state delle storture? Gente finita in pensione avendo fatto poche settimane, ma sono cose cancellate dalla legge da oltre 17 anni. La demolizione di un diritto acquisito è una caccia alle streghe che oggi è meglio chiamare caccia alla casta, in nome del populismo. Così è facile creare il risentimento sociale ma è anche molto miope: sono 3000 i parlamentari che hanno il vitalizio e in media prendono 3500 euro per 12 mensilità, frutto di contributi versati e quindi si tratta di un diritto maturato per l'effettivo lavoro fatto. Meno di tanti dirigenti di banca e dello Stato, magistrati, anche giornalisti". "Purtroppo nessuno mi leva dalla testa un sospetto, ossia che 'tagliando' il vitalizio - cosa che servirebbe tuttalpiù a raggranellare qualche milione di euro - si prepara il terreno a qualche altra operazione di più larga portata sulle pensioni. Alla commissione Affari costituzionali lo abbiamo detto: attenzione, screditando il passato, screditate l'intero Parlamento e screditate voi stessi", ha concluso Bianco.

Sì del Senato alle riforme costituzionali

ROMA. "Grazie, il Paese vi deve gratitudine istituzionale". Sono le parole di Matteo Renzi ai senatori prima che Palazzo Madama approvasse il Ddl Boschi con 180 voti favorevoli, 112 i contrari e un astenuto. Questo è l'ultimo voto sulle riforme istituzionali prima della pronuncia finale della Camera, l'ultima rimasta a norma della procedura di revisione costituzionale. "La storia della politica italiana si occuperà di questa giornata - ha detto Renzi - e sarà gentile con voi perché avete scelto di scrivere la storia e non solo di leggerla ". Ci hanno dato dei dilettanti - ha aggiunto -. Ma a me piace ricordare che i dilettanti hanno fatto l'arca di Noè, mentre i professionisti hanno fatto il Titanic".

Il discorso, prima del voto, è stato accolto con un minuto di applausi dai settori del centrosinistra. In aula, clima relativamente tranquillo, a parte qualche protesta dai banchi di M5S e Lega. Alla fine, i senatori di Sel hanno alzato dei cartelli con la scritta 'No', relativa al referendum confermativo sulle riforme, che sono stati fatti prontamente ritirare dal presidente del Senato Pietro Grasso. Un lungo applauso dell'emiciclo ha salutato l'ingresso in aula del senatore Sergio Zavoli, che ha preso il suo posto malgrado un infortunio, che lo ha costretto a giungere in sedia a rotelle ed è stato aiutato da alcuni assistenti parlamentari. Per questa sua presenza è stato salutato con particolare calore dal banco della presidenza, dallo stesso Pietro Grasso.

Non alterati equilibri costituzionali - "Non noi non tocchiamo il sistema dei pesi e dei contrappesi previsti dalla Costituzione" ha detto il premier. "Questa legge - ha aggiunto - non incide sul ruolo della presidenza della Repubblica e degli organismi di contrappeso, così come sono stati definiti dai costituenti nel '46. Questa legge cerca di rendere meno ingessato un sistema parlamentare che ha prodotto 63 governi in 70 anni, che ha legislatori di grandissimo livello ma che ha procedure così farraginose da essere unanimemente considerato ormai inadeguato", ha concluso il presidente del Consiglio.

Il referendum- "Prendo l'impegno esplicito: in caso di sconfitta ne trarrò le conseguenze, ma dico anche che, proprio per questo motivo, sarà affascinante vedere le stesse facce gaudenti di adesso, il giorno dopo il referendum, quando i cittadini con la riforma avranno detto da che parte stanno - ha detto Renzi -. I cittadini stanno dalla parte di chi ci crede, di chi ci prova, di chi non si limita a lamentarsi". "Come è possibile - ha continuato Renzi - non trarre le dovute conseguenze qualora non ci fosse un voto positivo al referendum costituzionale. E' finita la stagione dell'impegno politico fatto a prescindere dal consenso dei cittadini, Il potere che noi esercitiamo ha un senso se lo mettiamo in campo per cambiare l'Italia".

I ringraziamenti - Il premier ha ringraziato il ministro Boschi per "la sua straordinaria determinazione e tenacia in questo lungo iter", il presidente della prima commissione Anna Finocchiaro per il suo decisivo supporto" e il "senatore a vita Giorgio Napolitano" perché "se non ci fosse stato il suo discorso che tutti voi in Parlamento avete vigorosamente applaudito nell'aprile del 2013, non ci sarebbe questa riforma, non sarebbe in piedi questa legislatura".

Il rapporto con l'Europa - L'Europa, ha detto il premier, "è la più grande occasione se smette di parlare di austerità per provare a imboccare la strada della crescita".

Ue, Schulz: «L'Italia non è un problema»

BRUXELLES. "La mia risposta è molto chiara: non penso che l'Italia sia un problema" per l'Europa. Lo afferma il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz, in conferenza stampa a margine dei lavori della seduta plenaria in corso questa settimana a Strasburgo, in Francia. L'Italia, continua Schulz, "è un Paese fantastico e incantevole, con personalità affascinanti. Non vedo alcun problema. Non c'è alcun dubbio che dobbiamo ascoltarci reciprocamente con attenzione, ma siamo in stretto contatto con il primo ministro italiano. Le controversie - conclude - sono normali" in politica.

 

Vertice sulle banche tra Renzi, Padoan e Visco

ROMA. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato questa mattina assieme al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e il Direttore generale Salvatore Rossi. Al centro dell'incontro, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la situazione nel settore bancario italiano.

Le recenti turbolenze finanziarie, si riferisce, sono seguite dalle autorità competenti "con grande collaborazione, sintonia e attenzione, nella consapevolezza della complessità della situazione (anche alla luce degli eventi internazionali), ma nella convinzione che le misure passate e future del legislatore aiuteranno alcune banche italiane nel processo di aggregazione quanto mai necessario e aiuteranno gli intermediari finanziari nella gestione più rapida ed adeguata dei crediti in sofferenza".

Questo tempo favorevole agli investimenti in Italia - grazie alle riforme in corso e al miglioramento della situazione occupazionale e economica certificato da tutte le autorità internazionali - "sarà sfruttato dalle Istituzioni mettendo in campo tutte le iniziative necessarie per completare il processo di consolidamento iniziato con la riforma delle banche popolari".

Scuola, incontro Renzi-Giannini: ok alle nuove classi di concorso

ROMA. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato questa mattina il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. A quanto si apprende, saranno approvate oggi in Cdm le nuove classi di concorso. Il provvedimento verrà illustrato domattina alle 9 dallo stesso presidente del Consiglio, in conferenza stampa a Palazzo Chigi con i ministri Giannini e Marianna Madia.

Grillo: Renzi usa il “caso Quarto" per nascondere i suoi problemi con le banche

ROMA. "Dobbiamo riconoscere che Renzi è abilissimo nelle manovre di 'fumo di guerra': in attesa che si trovi una qualche quadra ai problemi bancari prima che salti in aria tutto, ecco il caso Quarto, il decreto sul licenziamento in 48 ore dei dipendenti pubblici che truffano sul cartellino (vedrete: non se ne farà nulla), la polemica su Schengen eccetera e vedrete che ne tirerà fuori altre dal cilindro". Lo scrive sul blog di Grillo Aldo Giannuli, che profetizza: "però la situazione è decisamente difficile, anche perché le borse cedono e le nubi sul cielo finanziario sono sempre più nere. Altro che Quarto!". Il costituzionalista, ospite abituale del blog del leader M5S, si sofferma sul caso Quarto "ridente cittadina della provincia di Napoli, con 40.000 abitanti. Certo, non un centro piccolissimo, ma insomma, neanche una metropoli come New York o Shanghai e neppure Milano o Roma. Se ne parla ininterrottamente da dieci giorni. Per cosa poi?", chiede. Per Giannuli, in realtà, con Quarto si copre le "tempesta bancaria" che sta per arrivare, dopo Etruria, banca Vicenza ecc., "ci sono infatti le premesse per un'ondata molto più seria e queste premesse si chiamano Bail-in". Il "vero scontro con la Commissione e la Bce è questo - sostiene lo studioso - poi, migranti, Schengen, la flessibilità ecc, sono contorno, ma la bistecca è questa". "Se qui scoppia lo scandalo, viene giù tutto - secondo Giannuli - e questo è stato precisamente il senso della proposta di legge Pd per la commissione di inchiesta parlamentare che tirava in ballo il quindicennio precedente, proposta che non serviva a fare la Commissione (che infatti non verrà fuori) ma a lanciare un avvertimento".

Bagnoli, de Magistris: non ci sono condizioni per partecipare alla cabina di regia

NAPOLI. Il Comune di Napoli non parteciperà alla riunione della cabina di regia su Bagnoli in programma domani a Roma, come già accaduto lo scorso 13 gennaio a Napoli. Lo ribadisce il sindaco Luigi de Magistris, secondo cui "non ci sono le condizioni" per la partecipazione del Comune. "Continuiamo ad assistere a qualcosa che non ci piace - dichiara - oltre alla violazione della legge, della Costituzione e della democrazia anche scorrettezze istituzionali continue. Quindi non sono state ripristinate le condizioni minime per poter interloquire con una cabina di regia illegale".

Affondo Ue: con l'Italia manca un interlocutore

ROMA. "A Roma c'è un governo, si discute. Ci sono problemi e sfide per l'Ue: dobbiamo stare sui problemi ed entrare nel merito". Così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni risponde, in conferenza stampa a Bruxelles dopo il Consiglio Affari Esteri, alle indiscrezioni secondo le quali le istituzioni europee non troverebbero interlocutori italiani con cui affrontare i vari dossier.

"A me - continua Gentiloni - nessuno ha detto una cosa del genere. Io ho un continuo dialogo con le istituzioni sui problemi: penso che abbiamo un governo, un presidente del Consiglio, un ministro degli Esteri, un ministro degli Interni, un ministro dell'Economia...a seconda delle questioni, l'Italia ha un governo nel pieno dei suoi poteri". "Un tempo c'erano i cremlinologi, non mi fate fare il commissionologo", taglia corto Gentiloni, quando gli vengono poste ulteriori domande sull'argomento.

Siria. L'Europa, dice il ministro Gentiloni, può contribuire a far sì che inizino i negoziati tra il governo siriano, presieduto da Bashar al Assad e le forze di opposizione, anche se arrivare all'avvio delle trattative non sarà "facile". "Noi - continua Gentiloni - lavoriamo per dare un segnale europeo di spinta sulla crisi umanitaria e sulla crisi siriana in generale", cosa "fondamentale anche perché oggi a New York si potrebbero decidere le possibilità che lunedì prossimo cominci finalmente il negoziato tra il regime e le forze di opposizione".

Gentiloni, condivido molte posizioni della Mogherini - L'Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini, dice il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, "assolutamente ha posizioni su tutti questi temi, economia, immigrazione eccetera, che io condivido". "Abbiamo davanti - continua Gentiloni - dei problemi molto rilevanti: abbiamo un inizio d'anno, dal punto di vista dell'economia globale, molto difficile e quindi dobbiamo prendere delle decisioni sulle politiche economiche europee assolutamente delicate. Abbiamo il tema del terrorismo, delle migrazioni in Europa, che rischia di diventare ancora più teso. Penso di dovermi concentrare, come ministro degli Esteri, su tutti questi temi".

Renzi alla Reggia di Caserta: che spettacolo

CASERTA. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato nella Reggia di Caserta don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Napoli) e noto per il suo impegno in Terra dei fuochi. Presenti anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e l'oncologo dell'istituto Pascale di Napoli Antonio Marfella. "Gli abbiamo detto che con i 450 milioni dati a De Luca, che lui aveva detto avevano sanato Terra dei fuochi, è stato fatto qualcosa. Ma Terra dei fuochi non sono solo le ecoballe ammassate nei nostri territori, è il risultato dell'evasione fiscale, di tante fabbriche che lavorano in nero, sono tutti i veleni che dal Centro e Nord Italia, anche dalla sua regione, sono arrivati nei nostro luoghi. Ci ha detto che tutto questo lo sa", ha spiegato don Patriciello al termine dell'incontro. "Qui a Caserta ci sono prospettive straordinarie  potremmo organizzare un bilaterale di qualche importanza". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel teatrino di corte della Reggia di Caserta. "Dobbiamo far sì che tutti gli investimenti in cultura siano considerati valore - ha aggiunto- tante aziende fanno grandi cose qui, e, in un territorio con presenza di associazioni camorristiche, è determinante il lavoro delle istituzioni per la legalità".

IL MINISTRO FRANCESCHINI. "Abbiamo mantenuto gli impegni e grazie a questo intervento gli spazi espositivi e di servizio al pubblico della Reggia raddoppieranno: +7.580 mq al piano nobile e +7.038 mq al pianterreno per un totale di +15.580 mq, oltre ai 1.550 dell'Archivio". Così il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha spiegato la portata del progetto di ampliamento della Reggia di Caserta, in una nota diffusa oggi nel corso della cerimonia per la riassegnazione degli spazi già utilizzati dalla Scuola Nazionale dell'Amministrazione e dall'Aeronautica Militare. "Dopo i lavori di ristrutturazione - si legge ancora nella nota - queste nuove stanze saranno dedicate alla loro naturale destinazione museale, congressuale ed espositiva, inclusa la ricollocazione della collezione di arte contemporanea Terrae Motus. Prima dei lavori, saranno comunque usati per eventi e allestimenti provvisori".

"Noi stiamo rispettando tutti gli impegni ma diciamo con franchezza che l'Europa deve essere identità e cultura, idealità. Non fare polemiche assurde sul niente". Lo ha detto Matteo Renzi , replicando nuovamente alle dichiarazioni del presidente della commissione europea, Jean-Claude junker, durante la visita alla Reggia di Caserta dove l'Aeronautica ha consegnato al polo museale il piano nobile che occupava da decenni con la Scuola specialisti. L'Europa non è "solo un'accozzaglia di regolamenti", regole che "rispettiamo tutti" ma l'Europa "è un grande ideale o non è" ha rimarcato il presidente del Consiglio, che ha messo in chiaro: "L'Italia deve farsi sentire con determinazione, con la gentilezza e il garbo che le sono propri. E' finito il tempo in cui qualcuno pensa di telecomandarci da fuori". Il presidente del Consiglio è stato accolto dall'inno nazionale, in versione "jazz", eseguito dal coro delle voci bianche del Teatro San Carlo. L'inno di Mameli e l'Inno alla Gioia di Beethoven sono la "risposta alle polemiche che abbiamo letto sui giornali di oggi", ha detto Renzi. "Se volevamo immaginare una risposta alle polemiche - ha aggiunto - l'abbiamo data così da questo luogo così incredibile". "C'è una simbologia meravigliosa nel legame tra difesa e cultura, lo stesso messo in legge di stabilità col principio che per ogni centesimo investito nella difesa ne mettiamo uno sulla cultura. Così si salva l'Europa", ha detto Renzi. "L'Europa si salva con il principio - ha aggiunto - che tutto ciò che serve a difendere un paese e un continente va fatto con i militari e le forze di polizia ma anche con investimenti in bellezza, in cultura. Tenendo insieme questa sfida l'Italia diventa un punto di riferimento nel mondo".

Poi, parlando della Pa, ha detto: "Non capisco le polemiche dei sindacati dopo che abbiamo detto che chi viene sorpreso a timbrare il cartellino e andare via deve essere licenziato in 48 ore". "Dobbiamo essere capaci di mettere a posto le cose in casa nostra per chiedere rispetto fuori di qui. Significa che, finché la pubblica amministrazione non sarà un esempio non saremo mai liberi da attacchi", ha sottolineato. "Dobbiamo investire risorse e valorizzare la stragrande maggioranza di chi ci lavora, ma chi viene beccato a timbrare e andarsene deve essere cacciato. E' un fatto di buon senso e correttezza", ha aggiunto.

IL MINISTRO PINOTTI. "Avevamo promesso che il piano nobile della Reggia sarebbe stato consegnato entro dicembre e il 18 dicembre l'Aeronautica lo ha riconsegnato. E' molto importante che abbiamo deciso e fatto tutto questo in un tempo davvero breve". Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, arrivata alla Reggia di Caserta. La scuola specialisti dell'Aeronautica, ha assicurato Pinotti, "resterà a Caserta. Ora occupa ancora alcuni spazi, poi la trasferiremo tutta in un luogo già individuato". La Reggia "può essere  uno straordinario museo e un monumento meraviglioso che già attira turisti ma che credo possa essere rilanciato", ha concluso.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)