Domenica 24 Febbraio 2019 - 1:48

Banca Etruria, Boschi: «Mozione di sfiducia? Vedremo chi ha la maggioranza»

ROMA. "La mozione di sfiducia? Ne parlerò in aula a tempo debito". Lo ha detto all'Adnkronos il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi commentando l'annunciata presentazione di tre diverse mozioni di sfiducia per la vicenda della Banca Etruria. "Discuteremo in aula, la voteremo e poi vedremo chi ha la maggioranza". ha aggiunto Boschi.

 
In un post dei gruppi M5S di Camera e Senato, pubblicato oggi sul blog di Beppe Grillo, si legge: "Il conflitto di interessi del ministro Boschi è inaccettabile. Il governo deve fare gli interessi di tutti i cittadini non dei parenti e degli amici di premier e ministri. Il M5S presenterà a breve una mozione di sfiducia. Fai sentire la tua voce: #SfiduciamoLaBoschi!".

"Non c'è stata imparzialità nell'azione di governo. Non c'è stata politica nell'interesse dei cittadini ma solo per parenti e amici. È ora di dire basta. La Boschi deve andare a casa e per questo il M5S presenterà una mozione di sfiducia in Parlamento. Vedremo se gli altri partiti apparentemente scandalizzati ci metteranno la faccia e la voteranno", conclude la nota dei gruppi M5S.

Leopolda, ovazione per la Boschi. Ma i grillini chiedono le dimissioni

FIRENZE. "Purtroppo tutti i problemi che ci sono stati in questi giorni, in queste ore hanno ottenuto un po' l'effetto di non farci più parlare della legge di Stabilità. Invece dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che stiamo facendo". Lo ha affermato la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, parlando alla Leopolda. "Tornare alla Leopolda è tornare a casa, vi voglio bene oggi ancora di più e in modo particolare".

L'esponente dell'esecutivo ha poi voluto replicare a chi ha sottolineato la sua assenza di ieri sera: "Ero semplicemente a fare il mio lavoro, stiamo discutendo la legge di Stabilità che è una bella battaglia in Parlamento e il ministro per i Rapporti con il Parlamento sta lì. Ero lì a Roma fino a due ore fa e ci ritornerò domani, quando finirà la Leopolda, a raggiungere i miei colleghi che anche in queste ore stanno continuando a lavorare".

Parlando della legge elettorale, Boschi ha sottolineato: "L’Italicum è una buona legge, perché dà la certezza del vincitore consegnandola nelle mani dei cittadini e dopo cinque anni saranno i cittadini a decidere” se coloro che hanno governato "meritano ancora fiducia o se bisogna cambiare". "Non vedo pericoli per la nostra democrazia -ha aggiunto- perché sono i cittadini a scegliere, perché c’è una legge che funziona bene, perché c’è una Costituzione che garantisce tutti noi".

Pungente il commento il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che parlando ai militanti in un incontro a Torino ha chiesto: "Pensate se al posto della Boschi ci fosse stato un ministro della Lega: che fine avrebbe fatto? I giornali cosa ne avrebbero scritto?". "Poi c'è l'altro fenomeno del ministro dell'Economia - ha detto Salvini - che parla di 'aiuti umanitari'...a 130mila derubati?! Ci manca che gli diano i 35 euro al giorno. Gli italiani non reagiscono neanche con il badile, ma tanta gente finalmente si sta svegliando".

Il crack delle quattro banche, tra cui l'Etruria ai cui vertici per un periodo sedette anche il padre della ministra Maria Elena Boschi, investe la titolare del dicastero delle Riforme, con le polemiche che si accendono dopo la presa di posizione di Roberto Saviano che ne ha chiesto le dimissioni. Fanno quadrato il Pd in tutte le sue componenti e la maggioranza di governo, mentre il M5S chiede un passo indietro dell'esponente dell'esecutivo.

"Il ragionamento di Saviano e' giusto e condivisibile ma le sue conclusioni sulla Boschi sono esagerate", afferma Pier Luigi Bersani. "Sottoscrivo quanto detto da Bersani", fa eco il vicesegretario Dem Lorenzo Guerini. "Il governo è impegnato a trovare le forme per venire incontro alle difficoltà delle famiglie coinvolte. Non c'è nessuna ombra sulla Boschi, lo trovo un dibattito sbagliato inutile".

E anche i colleghi di governo della ministra si schierano al suo fianco: "Sono convinto che sul tema del salvabanche si stia esagerando. Si vuole individuare Maria Elena Boschi come capro espiatorio di una vicenda drammatica, che ha coinvolto tanti risparmiatori, e nella quale il governo, di cui il ministro Boschi fa parte, si è schierato dalla parte dei risparmiatori", puntualizza il ministro dell'Interno e presidente del Nuovo centrodestra Angelino Alfano. "Non riesco a capire dove sia il conflitto di interessi, perché quello che ha fatto il governo è stato salvare 4 banche. Non le dirigenze, ma coloro che ci lavorano e tutti i correntisti", ricorda la ministra della Difesa Roberta Pinotti. Sulla stessa lunghezza d'onda il titolare del dicastero ai Beni culturali, Dario Franceschini: Boschi è "una persona rigorosa e trasparente. Il conflitto di interessi è una cosa precisa, quindi mi sembra assolutamente fuori luogo associare l'autorevolezza acquisita in altri campi per emettere sentenze senza fondamento. Non c'è nessun conflitto di interessi".

Di parere diametralmente opposto l'opposizione: "Il ministro Boschi deve dimettersi e il Paese ha diritto di sapere se le misure del governo su Banca Etruria abbiano favorito suoi parenti", tuona dal Movimento 5 stelle Alessandro Di Battista. "In queste banche avevano ruoli importanti, anche apicali, persone vicine a esponenti del centrosinistra, addirittura parenti stretti di esponenti del governo, per cui non si può fingere che questo esecutivo non abbia un rapporto particolare con queste quattro banche", aggiunge il leghista Roberto Calderoli. "Al di là dei conflitti di interesse della Boschi, che sono evidenti, Renzi appare inadeguato di fronte alle emergenze", chiosa da Forza Italia Maurizio Gasparri.

Lettieri: i napoletani sanno scempi del sindaco

NAPOLI. "Nichi Vendola viene a Napoli a snocciolare le sue 'perle di saggezza' e beatifica de Magistris, ma non posso fare a meno di chiedermi cosa ne sappia davvero. I napoletani invece sanno, conoscono gli scempi compiuti in questi 5 anni dall'attuale sindaco e sono stanchi di essere stritolati dalle beghe interne di una parte politica, che non ha nulla di nuovo da offrire". Lo dichiara Gianni Lettieri, capo dell'opposizione in Consiglio comunale di Napoli e candidato sindaco. "I cittadini ricordano i 24 assessori cambiati, la giunta dell'illegalità con il record di indagati e condannati compreso il sindaco e il fratello, l'immobilismo di una amministrazione incapace di governare. Il Mezzogiorno soffre, la Campania soffre, Napoli soffre e per riparare a tutti gli errori compiuti da de Magistris serve lavoro, dedizione e abnegazione. Impegno che già sto mettendo in campo con tutte le mie forze. Basta con gli slogan - conclude Lettieri - i cittadini hanno bisogno di fatti e non di promesse a vuoto".

Vendola: rispetto Bassolino, ma sosteniamo Luigi de Magistris

NAPOLI. "Rispetto" per Bassolino ma "noi sosteniamo de Magistris". Così Nichi Vendola, a Napoli per un'iniziativa di Sinistra Italiana. "Bisogna parlare con molto rispetto di Bassolino - ha detto Vendola - quando è diventato sindaco di Napoli è stata un'esperienza straordinaria di una stagione irripetibile. Noi sosteniamo de Magistris perché al Comune è un punto di riferimento di alternativa alla Campania dei cosentiniani, delle camorre, della monnezza". "Con de Magistris - ha aggiunto Vendola - si è posto il problema della risposta alla crisi sociale. Naturalmente Napoli non è solo un problema di Napoli, il Mezzogiorno da 20 anni è occultato, smarrito oggetto perduto della politica".

"Oggi alcuni vogliono proporre per il 2016 un nuovo recinto di centrosinistra. Noi siamo contro i recinti, il filo spinato e le mura, vogliamo aprire partendo sicuramente da sinistra ma guardando molto oltre, parlando a tutto il popolo". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a un'iniziativa organizzata in città da Sinistra Italiana. "Quella del 2011 - ricorda de Magistris - fu un'esperienza che mise assieme diversi sindaci con storie completamente diverse, perché Pisapia, Zedda e altri, con i quali ho un ottimo rapporto, sono stati eletti nell'ambito del centrosinistra. Napoli fu un esperienza completamente autonoma, sicuramente la più a sinistra di tutte queste e con la maggiore capacita di connettersi con una mobilitazione popolare senza precedenti".

Crac banche, Boschi: «Mio padre persona perbene, dal Governo nessun favoritismo»

ROMA. "Conosco mio padre, è una persona perbene. Avverto un senso di colpa perché l'attenzione su di lui c'è perchè è mio padre. Ma siamo una famiglia molto solida e affronteremo questo momento". Così Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme, durante la presentazione del libro di Bruno Vespa 'Donne d'Italia'. Il padre del ministro infatti, Pier Luigi Boschi, vicepresidente di Banca Etruria, è stato più volte citato sulle cronache dei giornali in questi giorni, perché la metà dei risparmiatori che nell'operazione salva Banche hanno perso tutto, viene proprio da quell'istituto.

 

L'esecutivo "ha fatto quello che riteneva giusto e che poteva fare", ha aggiunto il ministro, ricordando che il governo "ha commissariato la banca in cui per otto mesi e' stato vicepresidente mio padre, quindi il governo non ha fatto favoritismi ne' leggi personali".

 

Intanto il ministro ha annunciato che il governo sta studiando "un intervento alternativo" nelle prossime ore da inserire "nella legge di stabilità per venire incontro a chi non è stato tutelato" a proposito delle misure per tutelare risparmiatori e correntisti delle banche a rischio.

Infine il ministro ha richiamato tutte le forze politiche, anche di opposizione, a evitare strumentalizzazioni sulla vicenda: "Credo che ci voglia la capacità, anche di chi ci rappresenta in Europa, di starci davvero: sento polemiche di alcuni esponenti dell'opposizione che magari in passato non erano in Parlamento ma in qualche trasmissione televisiva... ci vuole collaborazione da parte di tutti", ha affermato.

Pd, muore segretario lucano Luongo

POTENZA. Il segretario regionale lucano del Pd, Antonio Luongo, è morto la notte scorsa, a Potenza: era alla guida della sua vecchia Nissan Micra con cui, sigaretta alla mano, macinava chilometri nel capoluogo. Ha avuto un malore, quasi sicuramente fatale, e l'auto è andata a sbattere contro una ringhiera. Aveva 57 anni, ed era stato deputato dal 1999 al 2013. Luongo è stato uno degli uomini politici lucani più influenti degli ultimi 25 anni, tra i protagonisti (quasi sempre dietro le quinte, con rare ma significative esternazioni pubbliche) del passaggio in Basilicata dalla Prima alla Seconda Repubblica, della fondazione del centrosinistra, dell'Ulivo e del Pd. 

Marfella primo vero sfidante di de Magistris

NAPOLI. Sarà l'oncologo Antonio Marfella il candidato del Partito socialista italiano alle primarie del centrosinistra a Napoli. Mercoledì 9 dicembre alle 11, al Caffè Gambrinus di piazza Trieste e Trento, si terrà la presentazione ufficiale della candidatura di Marfella, medico della Fondazione Pascale di Napoli ed esponente del direttivo campano di Isde Medici per l'Ambiente, oltre che difensore civico delle Assise di Palazzo Marigliano. Il Psi, guidato dal segretario e viceministro dei Trasporti Riccardo Nencini, ha quindi individuato in un esponente della "società civile" il proprio candidato per le primarie. "Napoli - si legge in un comunicato - non è soddisfatta dell'isolamento politico-istituzionale dell'attuale amministrazione comunale, con la conseguente inefficienza-eccessiva lentezza amministrativa e quindi i modesti risultati ottenuti dall'uomo solo al comando, figura incarnata dall'attuale sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Occorre proseguire il sogno di rinnovamento etico espresso dall'attuale amministrazione anche nell'intero centrosinistra e far uscire l'attuale amministrazione dall'evidente isolamento e conseguente paralisi politico-amministrativa in cui versa la Città metropolitana di Napoli". E' inoltre "indispensabile - prosegue la nota - perseguire il sogno politico di riunire tutte le forze di centrosinistra nel rinnovamento etico, in grado di offrire quella efficacia amministrativa che solo una trasparente alleanza di governo tra tutte le forze che si richiamano agli ideali di solidarietà e giustizia sociale può assicurare a Napoli".

Renzi: no a una Libia bis

ROMA. No a una Libia bis. Lo sottolinea il premier Matteo Renzi che spiega: ''La posizione dell'Italia è chiara. Dobbiamo annientare i terroristi, non accontentare i commentatori. Tutto possiamo permetterci tranne che una Libia bis. Se protagonismo significa giocare a rincorrere i bombardamenti altrui, no grazie. Abbiamo già dato". Rispondendo, poi, a una domanda sulla possibilità che aumentino i rischi di attentato in occasione dell'Anno Santo, il premier ha detto che "i rischi ci sono sempre. Non facciamo allarmismi e non sottovalutiamo niente. Speriamo di replicare il successo di Expo".

Lettieri: partiti senza ruolo, io candidato della società civile

NAPOLI. "Perché sono candidato della società civile e non di Forza Italia? Ho avuto sempre un'attenzione particolare per chi fa politica, perché se la fa bene decide le sorti del paese presente e futuro. Ma il ruolo dei partiti in questo momento è perso". Lo ha detto Gianni Lettieri, candidato a sindaco di Napoli, partecipando alla presentazione del libro di Giuseppe Gargani nella sede dell'Università Pegaso a Napoli. "Se i partiti riacquistassero il proprio ruolo, cioè formare la classe dirigente - ha aggiunto Lettieri - non ci sarebbe la necessità di presentarsi alle elezioni come società civile o con liste civiche. Se non si forma una classe politica, continueremo ad avere il voto di protesta e i Cinque Stelle che, senza alcuna base, corrono il rischio di andare al governo". Per Lettieri "si è pensato a demolire il paese senza costruire qualcosa accanto e questo ci ha portato alla mancanza di politica che guardi al futuro, piuttosto che a beghe giornaliere".

"La candidatura di Lettieri? E' un elemento di partenza, ma bisogna lavorare sia in termini di programma che di immagine". Lo ha detto Gaetano Quagliariello, a Napoli per la presentazione del libro di Giuseppe Gargani. "A Napoli serve anche l'indicazione di una squadra e andare oltre il nome del candidato - ha aggiunto - perché la città ha già scontato, anche in un passato recente, la soluzione miracolistica, Sarebbe il caso di avere oggi un approccio più pragmatico".  Il movimento Idea fondato da Quagliariello "prova a coniugare impegno civile e passione politica perché senza questa ricetta non si vince. Ci sono due campi strutturati - ha spiegato - uno è quello renziano, l'altro dell'antipolitica. "Il terzo, quello dell'alternativa a Renzi, bisogna ancora strutturarlo in modo che riesca a tenere insieme le due cose. L'impegno civile senza la politica non ce la fa, ma neanche la politica, almeno nel campo alternativo alla sinistra, può pensare di vincere se non riesce a sfruttare la spinta che viene dall'impegno civile", hqa concluso Quagliariello.

Boschi sulle primarie: le regole non cambieranno

ERCOLANO. "Noi, se non ci sono esigenze particolari che ci arriveranno dalle città, siamo dell'idea di tenere le regole che ci sono sempre state. Ci sono tante persone pronte a darci una mano, a mettersi in gioco per il Pd nelle città più importanti che andranno al voto nel prossimo anno". Lo ha detto il ministro per le Riforme e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, a Ercolano per l'iniziativa "Italia Coraggio", organizzata oggi e domani dal Pd nelle città italiane. "Lo abbiamo detto: la questione delle primarie - ha aggiunto Boschi - la affronteremo a marzo. Adesso vogliamo concentrarci sui cittadini, il Pd mette al primo posto le persone, non i candidati, non è fondamentale pensare a chi si candida ma cosa vuole fare, quali sono le idee e i progetti che vogliamo realizzare nella città. Questo viene prima delle persone che poi si possono mettere a servizio del progetto. Cosa dobbiamo fare - ha concluso il ministro - ci piace sentircelo dire dai nostri elettori e dai cittadini che sono venuti in piazza a impegnarsi per il Pd". "Le primarie sono uno strumento di democrazia del nostro partito. Se a Napoli ci saranno con più di un candidato le faremo, altrimenti sceglieremo un candidato condiviso come è sempre successo in tutte le città. A Napoli come altrove" ha detto il ministro.

Chi ha già fatto il sindaco non dovrebbe ricandidarsi. Non c'è ancora una regola scritta ma Deborah Serracchiani, vice segretaria del Pd, non esclude che presto il partito possa adottarla nel proprio statuto, per fare chiarezza in vista delle prossime amministrative di primavera. "Questa regola - precisa in un'intervista a 'La Stampa' - non serve a proibire la candidatura di qualcuno, ma a trovare un nuovo modo di fare le primarie". Tuttavia non chiarisce se e quando verrà adottata. "Ne parleremo negli organismi di partito: per quanto mi riguarda, la sento come una opportunità, per cui farò il possibile perché sia condivisa. Non per escludere, ma per includere". Parole che 'gelano' quindi le aspirazioni di Antonio Bassolino a Napoli. "Quando sei stato sindaco - osserva Serracchiani - presidente di Regione, ministro, forse puoi anche dare una mano a costruire una nuova classe dirigente". Parola che concordano con quelle dell'altro vice segretario Pd. "Su Bassolino - dice Lorenzo Guerini in un'intervista al 'Corriere della Sera ' - ho espresso solo una valutazione politica, che ribadisco: ho detto che chi ha due esperienze da sindaco, sarebbe bene che si mettesse da parte. E che ci si dedicasse a investire su energie nuove".

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