Mercoledì 21 Novembre 2018 - 0:51

Infrastrutture, Renzi un'ora
da Mattarella

ROMA. Appuntamento alle 10 per Matteo Renzi al Quirinale, dal presidente Sergio Mattarella. Al centro del colloquio tra premier e capo dello Stato il nodo del ministero delle Infrastrutture, dopo le dimissioni di Maurizio Lupi. L'incontro tra premier e Presidente è durato circa un'ora. Da qualche minuto al Colle sono giunti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Lupi in aula:
mi dimetto

ROMA. «Lascio il Governo a testa alta guardandovi negli occhi. Non ho commesso nulla di illecito. Sento il dovere di assumermi responsabilità politica ma anche di spiegare in Parlamento». Non si «può cancellare in 3 giorni» il «lavoro» fatto e «rivendico di aver fatto» in «22 mesi» al ministero. Lo ha detto Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, alla Camera. «Le accuse che mi sono state mosse sono immotivate e strumentali». Così il ministro Maurizio Lupi, in aula alla Camera. «So che il tempo sarà galantuomo, spero che lo sarà anche con chi ha speculato sul nulla», assicura Lupi. «In questi giorni, in un confronto leale, franco, serio, il presidente del Consiglio Matteo Renzi "non mi ha mai chiesto di dimettermi, ma ha affidato, come è giusto che fosse, alla mia scelta personale questa decisione». «Sono qui per rivendicare il ruolo decisivo della politica nella guida del nostro Paese - ha esordito Lupi nella sua informativa nell'aula di Montecitorio - Non sono qui per difendermi da accuse che non mi sono state rivolte, non invoco garantismo nei miei confronti, perché non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Ciò che mi chiama qui non è una responsabilità giudiziaria ma giustamente una responsabilità politica».

Ad Ercole Incalza «non è stato affidato alcun ruolo di consulenza - ha riferito ancora Lupi - Occupava il suo ruolo di capo della struttura tecnica di missione a seguito di procedura selettiva pubblica e con scadenza il 31 dicembre 2015 e ho potuto verificare che nei vari procedimenti penali che lo hanno interessato non ha subito alcuna decisione di condanna, nè per i casi in cui questi si sono conclusi per prescrizione del reato, alcun procedimento disciplinare sotto la responsabilità dei ministri che mi avevano preceduto. Incalza ha poi rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico con nota del 17 dicembre 2014», un anno prima della scadenza del suo incarico.

Regionali, Caldoro a Salvini: «Io difendo il Sud»

NAPOLI.«Lega Nord, @matteosalvini ma quale schifo, rispetto per tutti. Tu però difendi il Nord, noi il Sud». Su Twitter il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, replica così ad alcune affermazioni del leader della Lega Nord, Matteo Salvini che aveva detto: «C'è il signor Caldoro che in Campania schifa la Lega». Il tutto mentre il sindaco di Verona, Flavio Tosi, sottolinea che «al di là dei tira e molla, dell'alzare la posta e mettere in mezzo la Campania, e altre alleanze in altre regioni, credo che sia nell'ordine delle cose che Berlusconi si allei con la Lega e con Salvini. È sempre stato così», sottolinea. Del resto, ricorda, «sono 4 anni che non vedo e non sento il Cavaliere» che «sicuramente sente e vede di più Matteo Salvini». Nonostante questo, Tosi ha incontrato Mariarosaria Rossi, senatrice di Forza Italia, molto vicina a Silvio Berlusconi: «Una chiacchierata che non vuol dire nulla - assicura Tosi - se non per capire qual è la situazione in Veneto, probabilmente». 

L'Anm frena:
il tema sono
le riforme

ROMA. «Bisogna andare oltre le polemiche, che rischiano di mettere in ombra il tema fondamentale, che è il tema della corruzione e delle buone riforme». Lo ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, ospite di "Agorà". «Le riforme sbagliate in tema di corruzione come in tema di falsità in bilancio unite alla delegittimazione della magistratura sono un cocktail che produce frutti avvelenati di cui anche oggi vediamo gli effetti. Per questo noi chiediamo un'inversione di tendenza», ha aggiunto Sabelli.

Tornando su quanto denunciato ieri, gli «schiaffi» alla magistratura, il presidente dell'Anm ha ricordato «quando i magistrati sono stati definiti disturbati mentali o metastasi della democrazia», come «è stato fatto da autorevoli rappresentanti delle istituzioni». Sabelli ha poi rivendicato di avere fatto «un'analisi indiscutibile» su quanto fatto negli ultimi anni in tema di giustizia: «Vogliamo tornare sul decreto che vietò la custodia cautelare in carcere per chi era imputato di reati contro la pubblica amministrazione, o sul dimezzamento dei termini di prescrizione o sulla sostanziale depenalizzazione del falso in bilancio? Discutiamone, valutiamo se queste siano buone riforme o riforme sbagliate che hanno prodotto una serie di effetti».

Peculato, chiesto rinvio a giudizio per otto consiglieri della Regione Campania

 NAPOLI. Otto richieste di rinvio a giudizio sono state avanzate dalla Procura di Napoli nei confronti di otto tra consiglieri ed ex consiglieri della Regione Campania. La richiesta, firmata dal pm Giancarlo Novelli e dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, è stata trasmessa oggi all'ufficio gip. Per tutti l'accusa contestata è di peculato. I consiglieri sono: Mario Casillo, Angela Cortese, Corrado Gabriele, Enrico Fabozzi, del gruppo Pd, Rosaria Anita Sala e Nicola Marrazzo dell'Idv, Carmine Mocerino e Pasquale De Lucia, dell'Udc

Regionali, Tosi: «Mi candido governatore in Veneto»

VERONA. «Il Veneto è laboratorio politico da qui può partire vera prospettiva di centrodestra che può allargarsi su scala nazionale, una vera alternativa al centrosinistra mettendo insieme il centro e la destra e questo è il modello per il Veneto e per questo Paese». Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato alla presidenza della Regione Veneto dal palco della convention della sua fondazione “Ricostruiamo il Paese" a Verona. «A chi dice che potremmo favorire altri - ha sottolineato Tosi - rispondo che non sono abituato a correre per arrivare a secondo, corriamo per arrivare primi». 

Governo, Padoan: «Il Sud è un tema da riaprire»

CERNOBBIO. Oggi «c'è una finestra di opportunità macroeconomica molto ampia, che può produrre una crescita effimera se il Governo non interviene, oppure avviare il Paese verso un periodo di crescita nel medio termine». Lo afferma il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, a Cernobbio. «Sono convinto che il Sud sia un tema che va riaperto, ma non credo a politiche specifiche, anche perché avrebbero il sapore della residualità. Bisogna continuare con politiche generali, cambiandole all'occorrenza, ma senza risorse aggiuntive destinate al Mezzogiorno d'Italia».

Nasce la coalizione sociale di Landini

ROMA. La Fiom di Maurizio Landini apre ufficialmente il cantiere della "coalizione sociale", il tentativo di accorpare movimenti, reti e mondo dell’associazionismo per quella «domanda di giustizia sociale ora inascolta e senza rappresentanza». Lo fa oggi, al termine di mesi di incontri e dibattiti, accompagnati da critiche e polemiche, nel corso di un'assemblea convocata a Roma, nell'ex palazzo dell'Flm, che vuole essere insieme un momento di riflessione e un atto fondativo, «per dibattere in modo libero e aperto», come si legge nell'invito girato dallo stesso leader Fiom. Un'assemblea che prepara anche la manifestazione del 28 marzo a Roma contro il Jobs Act e la partecipazione del sindacato a quella organizzata da Libera a Bologna, il 21 marzo, contro le mafie.

Una coalizione sociale che nasce, spiega ancora Landini, da una certezza, «che la politica non è proprietà privata» e da due assunti, «la fine del lavoro» e quello secondo cui «la società non esiste, esistono solo gli individui e il potere che li governa» con cui è stato creato «lo spettro di un futuro già presente con cui siamo chiamati a fare i conti in tutta Europa» e che sta scatenando «una guerra tra poveri». Per questo, scrive ancora Landini, «serve superare le divisioni, il frazionamento, le solitudini collettive e individuali e coalizzarsi insieme».

Altro affondo dei vescovi contro Berlusconi

ROMA. «Quello che i singoli decidono sono sempre decisioni personali, certo, ma che si calano in contesti sociali, politici, lavorativi con cui bisogna fare i conti. Non bastano le decisioni personali». E' un nuovo affondo contro Silvio Berlusconi quello che arriva dal mondo ecclesiastico. Stavolta è il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, a sparare a zero contro il leader di Fi durante una visita nello stabilimento Ilva del capoluogo ligure, rispondendo alla domanda di un giornalista sul ritorno in campo dell'ex premier Silvio Berlusconi dopo l'assoluzione al processo Ruby. Ieri era stato il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, a sottolineare come il dato morale fosse diverso dall'assoluzione giudiziaria.

Ravetto: una parte di Fi voterà le riforme al Senato

MILANO. «La riforma è cambiata molto rispetto a come la voleva il governo: al Senato c'erano 100 sindaci e non ci sono più, c'erano 21 senatori nominati dal Capo dello Stato e non ci sono più, lo stesso procedimento legislativo è stato completamente stravolto. Non sono una benaltrista, questa riforma è un netto passo avanti». Intervistata da Repubblica, la parlamentare di Forza Italia Laura Ravetto si dice «d'accordo" con il ministro Maria Elena Boschi, secondo cui al Senato una parte di Fi voterà le riforme. «Finalmente Berlusconi è libero, soprattutto libero di riprendersi il suo ruolo naturale di leader di un centrodestra moderato e riformista», afferma Ravetto. «Salvini può essere un compagno di squadra e se gioca bene sono la prima a esserne contenta. Ma non può fare l'allenatore che decide la strategia per tutti. Questo naturalmente vale anche per Alfano. Il tema che pongo è quello di tornare alla centralità di Forza Italia e, con Berlusconi di nuovo in campo, ce la possiamo fare». «Io non credo nei partiti novecenteschi. Da noi c'è Berlusconi e sotto di lui è bene che resti il "casino virtuoso" che c'è stato finora», dichiara Ravetto. «Personalmente ho difficoltà a riconoscere legittimità alle varie gerarchie, a tutti questi coordinatori e generali».

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