Lunedì 17 Dicembre 2018 - 8:48

Lega al Colle: Renzi un dittatore

ROMA. «Abbiamo chiesto al presidente Mattarella di farsi promotore presso la presidenza del Consiglio di avere maggiore rispetto dei parlamentari. Faccia capire al piccolo dittatore Renzi che siamo in una democrazia e deve rispettare il Parlamento». La richiesta arriva dalla delegazione della Lega dopo l'incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Della delegazione del Carroccio, dalla quale era assente il leader, Matteo Salvini, fanno parte i presidenti dei gruppi parlamentari del Carroccio di Senato e Camera, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga, accompagnati da Giancarlo Giorgetti. I leghisti hanno chiesto che il Governo limiti il ricorso «alla decretazione», a cominciare dalla Rai.

Mattarella: pm non siano protagonisti

FIRENZE. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, partecipando a Scandicci all'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola Superiore della Magistratura, ha lanciato un monito al mondo della giustizia, spiegando che quello del magistrato deve essere «un compito né di protagonista  assoluto del processo né di burocratico amministratore di giustizia. Si tratta di due atteggiamenti che snaturano la fisionomia della funzione esercitata». Mattarella ha ricordato il monito di Calamandrei: «Il pericolo maggiore che in una democrazia minaccia i giudici è quello dell'assuefazione, dell'indifferenza burocratica, dell'irresponsabilità anonima».

Tosi-Salvini, scontro nella Lega sul Veneto

ROMA. Alla vigilia delle elezioni in Veneto torna a spaccarsi la Lega Nord. E i leader del partito si ritrovano adesso al centro di uno scontro che si fa giorno dopo giorno sempre più acceso. Matteo Salvini e Roberto Maroni hanno infatti deciso di fare squadra contro Flavio Tosi, schierato a sua volta contro Luca Zaia. Le ragioni del braccio di ferro tra il segretario del Carroccio e il sindaco di Verona vanno ricercate nel dubbio di quest’ultimo circa la sua partecipazione alla manifestazione della Lega prevista per sabato a Roma. Ma il nodo principale ancora da sciogliere riguarda le prossime elezioni regionali in Veneto: Salvini sostiene la ricandidatura dell’attuale governatore Zaia, mentre il sindaco Tosi si propone come candidato capace di guardare anche al centro.

Addio ai paradisi fiscali, accordo Italia-Svizzera

ROMA. Addio al paradiso fiscale d’Oltralpe, c’è l’intesa fra Italia e Svizzera. A siglare l’accordo il ministro Pier Carlo Padoan e il consigliere federale Widmer Schulumps. L’accordo, raggiunto dopo tre anni di negoziati, sancisce lo scambio di informazioni tra Italia e federazione elvetica. Prevista anche la road map per risolvere altri nodi aperti da tempo con Berna, a cominciare dalla questione di Campione d’Italia, all’uscita della confederazione dalle blacklist. Il Tesoro non ha dubbi sulla portata di questa svolta, che permetterà «di rafforzare la cooperazione, migliorare e sviluppare in un clima costruttivo le relazioni bilaterali, in particolare quelle economiche».

Torre del Greco, rivolta per le primarie Pd

TORRE DEL GRECO. «Non possiamo tacere il nostro disappunto in merito ad alcune interviste. Qualcuno vorrebbe abolire le primarie, e perpetrare di nuovo l'assurdo logico di candidato "unitario" - quantomeno ironico - deciso in pochi intimi». Scontro totale nel Pd. I Giovani Democratici di Torre del Greco si schierano a favore delle primarie. «Da troppo tempo il partito campano dà il pessimo esempio - affermano -. Procrastinare all'infinito la data della competizione elettorale non ha giovato all'immagine di impegno e dedizione che i molti, buoni militanti hanno dato ai circoli. Non possiamo permettere che a distruggerla sia il solito accordo sottobanco, a vantaggio dei contraenti ma a spregio della base e degli elettori».

La Grecia
si arrende: ecco
il piano all'Ue

BRUXELLES. Tanto rumore per nulla. Se non è una resa, poco ci manca. La Grecia presenta oggi a Bruxelles il suo piano di riforme per ottenere il prolungamento di 4 mesi degli aiuti. Il piano, composto da tre pagine, prevede provvedimenti di lotta all'evasione fiscale, misure anticorruzione e anticontrabbando, privatizzazioni e riforma della pubblica amministrazione. In particolare, secondo il quotidiano tedesco Bild, Atene punterebbe a recuperare 7 miliardi attraverso misure contro il contrabbando di sigarette e benzina e con l'imposizione di una patrimoniale. Insomma, si tratta di decisioni che ricalcano i punti principali del vecchio memorandum della tanto odiata Troika, e dove non figurano molte di quelle che erano statate le promesse elettorali di Syriza, il partito di Alexis Tsipras. In sostanza restano i tagli agli statali e l'austerity. Non a caso il piano di riforme che il Governo greco deve presentare entro stasera a Bruxelles è giudicato «ambizioso ma realistico» dal commissario europeo agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, in un'intervista alla tv francese, durante la quale ha ribadito che non esiste «alcun piano B» per la Grecia, vale a dire l'uscita dalla zona euro. «Ho vietato che un piano del genere venga valutato - ha detto - La Commissione europea si augura che la Grecia resti nell'eurozona. Siamo sulla buona strada».

LE RIFORME. La lista delle riforme che il Governo greco si impegna ad attuare è quasi ultimata e sarà inviata oggi, ha confermato il portavoce del governo ellenico Gavriil Sakellarides, intervenendo alla televisione. La lista comprende una serie di misure di lotta all'evasione fiscale e alla corruzione, ma anche provvedimenti destinati ad alleviare il peso sui greci che si trovano in una condizione più difficile. «Stiamo discutendo con i nostri soci perché accettino la lista. Speriamo che non ci siano complicazioni», ha concluso.

Grillo: carte segrete sul gioco d'azzardo

ROMA. «La bozza segreta che favorisce le lobby del gioco d'azzardo». Così Beppe Grillo in un tweet con cui rimanda a un documento pubblicato sul suo blog, opera del gruppo M5S Senato. «Il MoVimento 5 Stelle - si legge nel post che accompagna il documento - smaschera un Governo succube verso le lobby del gioco d'azzardo. Un governo che tiene fuori dalla porta cittadini, lo stesso Parlamento e i comitati e associazioni che lottano contro questa piaga sociale ed economica. Il Parlamento ha conferito al governo la delega per una nuova normativa fiscale sui giochi d'azzardo. La bozza è pronta dall' 11 febbraio e subito il governo si è premurato di darla in anteprima all'industria del gioco d'azzardo. Per i parlamentari il documento è segreto e ci dicono dobbiamo aspettare. Cosa contengono le bozze?».

 
I PUNTI DEL DOCUMENTO. I senatori grillini riassumono: «Il divieto di pubblicità che dovrebbe essere assoluto, come per le sigarette, sarà insignificante e negli intervalli delle partite di calcio i nostri figli saranno ancora assaliti da pubblicità che li invogliano»; «le leggi regionali e le delibere comunali faticosamente approvate in questi anni (anche con il sostegno del Movimento 5 Stelle) per contenere il gioco patologico vengono spazzate via», proseguono i 5 Stelle.

LE ACCUSE SULLE VLT. «Il sottosegretario Baretta annuncia che vuole togliere dal mercato migliaia di slot machines. Ma c'è un trucco - a detta dei 5 Stelle - Verranno sostituite con apparecchi analoghi alle ancor più dannose e pericolose Videolottery-Vlt. Le Vlt sono quelle sulle quali più di tutte puntano le mafie per il riciclaggio di denaro sporco. Ebbene all'articolo 12 della bozza data in mano alle lobby del gioco d'azzardo il governo non si accinge a togliere le slot machines, ma a sostituirle con apparecchi analoghi alle Videolottery. E all'articolo 14 le autorizzazioni per installare slot machines automaticamente si rendono valide anche per le videolottery".

Scuola, il Pd: assunzioni solo per concorso

ROMA. Tutte le riforme che abbiamo fatto finora sono fondamentali, ma «il discorso politico è che se si vuole mettere in moto il Paese per i prossimi 30 anni serve una riflessione sul capitale umano, sulla scuola e la ricerca». Sul palco della manifestazione dem "La buona scuola", il premier Matteo Renzi mette l'accento sulla necessità della riforma della scuola, annunciando che subito dopo »a marzo» ci sarà quella della Rai. «La riforma della scuola da sola non basta - ha detto Renzi - è solo l'inizio del percorso: senza la riforma della Rai, che non vuol dire cambiare palinsesti o il vice capo redattore, come straordinario motore identitario del Paese, noi non siamo nelle condizioni di fare alcun investimento sull'aspetto educativo». Prima di renzi è intervenuta il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini: «Assunzioni nella scuola solo per concorso pubblico - ha annunciato -. Via la babele di graduatorie che sembravano accontentare tutti, ma non accontentavano nessuno».

Jobs Act, nel Pd rivolta contro Renzi

ROMA. «Non tenendo in alcun conto il parere delle commissioni Lavoro sul decreto attuativo del Jobs Act relativo al contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e ai licenziamenti collettivi il Governo ha preso in giro il Parlamento, umiliando deputati e senatori che in queste settimane si sono impegnati per migliorare il testo dell'esecutivo e per renderlo coerente con gli indirizzi della originaria legge delega: un atteggiamento ingiustificato e ingiustificabile». Il giorno dopo l'approvazione dei decreti attuativi del Jobs Act nel Pd esplode la  rivolta contro il premier, Matteo Renzi. All'attacco va soprattutto la minoranza Dem: «In una legge delega il Parlamento trasferisce la funzione legislativa al Governo. Il passaggio del parere delle commissioni competenti di Camera e Senato non è, dunque, un atto meramente formale, a maggior ragione se è approvato all'unanimità», attaccano in una nota i senatori Pd, Federico Fornaro, Maria Cecilia Guerra e Carlo Pegorer. Anche Sel attacca pesantemente l'operato del Governo «Questa è una controriforma - tuona il leader, Nichi Vendola - Conferma, nonostante la volontà contraria del Parlamento, i licenziamenti collettivi. Non chiarisce quali siano le risorse utili ad alimentare gli ammortizzatori sociali, conferma la sparizione dell'art. 18, sparisce il diritto al lavoro e avanza il diritto al licenziamento, restano 45 contratti atipici su 47». E Stefano Fassina, della minoranza Pd, accusa: «Si è tornati agli anni Cinquanta - ha detto Fassina parlando a margine dell'assemblea nazionale di Sinistra dem - . La propaganda di Renzi prende in giro i precari e procura un danno ai lavoratori». Durisima anche la presidente della Camera, Laura Boldrini: «L'idea di avere un uomo solo al potere contro tutti e in barba a tutto a me non piace, perché non rispetta l'idea di democrazia».

Da Rc auto a notai mercati più aperti

Via agli sconti sulle assicurazioni, maggiore trasparenza nelle penali previste per recedere da contratti di telefonia e pay tv, ulteriore liberalizzazione nelle professioni, no a discriminazioni per i nuovi entranti nel mercato dei carburanti. Sono queste, in sintesi, alcuni dei principali provvedimenti contenuti nel ddl sulla concorrenza che dà attuazione, per la prima volta, alla segnalazione annuale dell'Autorità Antitrust. Il provvedimento, che passa all'esame delle Camere, è stato approvato oggi dal consiglio dei ministri su proposta del ministro dello Sviluppo Federica Guidi. L'obiettivo e' quello "di stimolare la crescita economica frenata dalla scarsa concorrenza nel settore dei servizi", come spiega una nota diffusa al termine del cdm. Dal provvedimento sono comunque state stralciate le norme sui farmaci.

"Le liberalizzazioni - si legge nel comunicato - fanno crescere del 3,3% il Pil in 5 anni secondo le stime del Fondo monetario internazionale, migliorano la credibilità del Paese ed il suo rating e costituiscono un elemento importante nel giudizio della Commissione europea sulle riforme italiane". Questi, in sintesi, i contenuti del provvedimento.

ASSICURAZIONI. In questo settore viene previsto l’obbligo di sconti significativi nel campo della Rc Auto se l’automobilista accetta clausole finalizzate al contenimento dei costi o al contrasto delle frodi come l’installazione della scatola nera e di rilevatori del tasso alcolemico, ispezioni preventive dei veicoli e il risarcimento presso officine convenzionate. Altre norme riguardano l’obbligo di indicare i testimoni, in caso di incidenti con soli danni alle cose, non oltre il momento della denuncia, la possibilità di recesso dalle polizze accessorie allo scadere della polizza principale, il conferimento all’Ivass dei poteri di controllo e monitoraggio sull'attuazione delle nuove norme.

FONDI PENSIONE. Viene prevista la piena facoltà di portabilità per i lavoratori dei propri contributi pensionistici, eliminando la possibilità per i contratti di lavoro nazionali di inserire vincoli e condizioni anche in relazione alla quota di spettanza del datore di lavoro. Viene rimosso anche il vincolo, per il fondo di trovare sottoscrittori solo all'interno della categoria professionale di riferimento.

COMUNICAZIONI. Per favorire la mobilità della domanda nei mercati della pay-tv, della telefonia fissa e mobile e di Internet, vengono semplificate le procedure di identificazione dei clienti per la migrazione e viene prevista la trasparenza sulle penali in caso di recesso anticipato dal contratto. L’entità della penale, inoltre, dovrà essere legata ai costi effettivamente sostenuti dall’operatore in caso di promozioni. E di questo l'operatore dovrà dare conto all'Autorità per le comunicazioni.

POSTE. Per allargare ulteriormente la concorrenza viene eliminata la riserva di Poste Italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione da parte della Pubblica amministrazione.

ENERGIA ELETTRICA-GAS. Allo scopo di superare le residue regolamentazioni di prezzo, viene previsto: per il gas naturale, la graduale eliminazione del mercato 'tutelato' a decorrere dal 2018 nel mercato domestico (prezzi fissati dall’Autorità per l’Energia per i consumatori che non hanno scelto un fornitore sul libero mercato). Per l’energia elettrica la graduale restrizione dell’attuale perimetro di tutela (pmi e famiglie che non hanno scelto un fornitore sul mercato) è sempre a decorrere dal 2018.

CARBURANTI. Si vieta l’introduzione, in particolare da parte delle Regioni, di norme discriminatorie ad esempio a carico dei nuovi entranti.

BANCHE. Per garantire la piena mobilità della domanda vengono previste norme come: i costi delle chiamate per l’assistenza ai clienti non potranno superare le tariffe per l’ordinaria chiamata urbana; saranno introdotti strumenti di comparabilità delle offerte di servizi; un apposito sito Internet dovrà garantire la trasparenza nella vendita di polizze assicurative accessorie ai contratti di finanziamento e ai mutui.

AVVOCATI. Il disegno di legge elimina il vincolo di appartenenza ad una sola associazione professionale, introduce l’obbligo di presentare un preventivo (oggi solo su richiesta dell’assistito) per i servizi richiesti. Il ddl consente le società multiprofessionali e l’ingresso di soci di capitali.

NOTAI. Il provvedimento elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza (dal distretto di Corte d’appello a tutto il territorio regionale) ed elimina il reddito minimo di 50 mila euro. Vengono ridotti gli atti per i quali è richiesta l’autentica notarile e si individuano i casi nei quali questa può essere concessa anche da altri soggetti come avvocati e commercialisti. A tale riguardo per la compravendita di immobili non abitativi e di valore non superiore a centomila euro ci si potrà rivolgere ad un avvocato purchè dotato di un'assicurazione adeguata. Si eliminerà l’obbligo di atto notarile per la costituzione di società a responsabilità limitata con capitale fino a 20 mila euro; si estenderanno gli atti per i quali il passaggio notarile potrà essere sostituito dalla sottoscrizione digitale.

INGEGNERI. Le società di ingegneri potranno assumere commesse da privati superando una disciplina risalente agli anni ’40.

FARMACIE. Viene eliminato il limite di titolarità di quattro licenze in capo ad un unico soggetto e viene consentito l’ingresso di soci di capitale.

FARMACI. Dal testo del Ddl concorrenza approvato dal Consiglio dei ministri è stato stralciato il capitolo relativo ai farmaci. Nulla di fatto, dunque, sulla liberalizzazione dei medicinali a pagamento con obbligo di ricetta. In pratica è passata la linea del ministro della Salute Beatrice Lorenzin: i farmaci di fascia C continuano ad essere venduti solo in farmacia.

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