Sabato 16 Febbraio 2019 - 12:56

Tatarella, domani Mattarella alla commemorazione alla Camera

RIMA. - Domani la Camera ricorda Giuseppe Tatarella a 20 anni dalla scomparsa, con un convegno al quale parteciperà anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L'incontro si terrà a partire dalle 11 alla Sala della Lupa e prevede, dopo l'introduzione del presidente della fondazione Alleanza Nazionale Giuseppe Valentino, gli interventi di Gianni Letta, Roberto Maroni e Luciano Violante. Modera l'incontro il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano.  Con Pinuccio il Msi, considerato dagli avversari 'anti-sistema' e certamente fuori dal cosiddetto 'arco costituzionale' della prima Repubblica, ottenne rispetto e riabilitazione. Con lui la Destra italiana «andò oltre». Fu il promotore del nuovo sistema elettorale regionale, detto appunto tatarellum. Amava definirsi il numero uno-bis di AN. Per il suo ruolo di mediazione come Vicepresidente del Consiglio dei Ministri durante il governo Berlusconi I, si autodefinì «ministro dell'Armonia»

“Cav pigliatutto" alle Europee

C'è agitazione a Bruxelles tra le fila degli eurodeputati di Forza Italia. Silvio Berlusconi capolista dappertutto per le elezioni del 26 maggio, raccontano, potrebbe creare più di qualche problema e grattacapo, perché, per effetto della parità di genere, penalizzerebbe i candidati maschi. La legge elettorale che regola le europee in Italia, infatti, risalente al 1979 e modificata nel 2014, impone l'obbligo dell'alternanza di sesso solo per i primi due nomi in lista. Di conseguenza, sarebbero avvantaggiate solo le donne, che, in accoppiata con il Cav, farebbero en plein di voti, togliendo preferenze ai colleghi uomini.

Il 'Berlusconi versione pigliatutto', riferiscono, avrebbe creato malumori tra alcuni europarlamentari uscenti maschi, scoraggiando anche chi (qualcuno dei big) era intenzionato a scendere in campo, specialmente al Sud e nelle Isole. Se il presidente di Fi dovesse correre in tutte e cinque le circoscrizioni, sicuramente tirerebbe la volata alle quote rosa, lasciando a bocca asciutta chi si trova nelle liste dal terzo posto in poi. "Gli italiani a stento voteranno per due candidati, figuriamoci tre", fa notare un esponente azzurro di lungo corso. Non solo, c'è poi un'altra 'variabile', non di poco conto: una volta eletto, per quale circoscrizione Berlusconi opterà tra le cinque? 

A complicare il quadro, il fatto che la 'ridiscesa in campo' di Berlusconi non vede tutti d'accordo. L'unico uscito allo scoperto è stato Giovanni Toti, ma tra gli azzurri c'è chi a mezza bocca lascia trapelare tutte le sue perplessità. Di certo, la candidatura del leader azzurro per lanciare la sfida ai sovranisti anche in Europa ha sicuramente risollevato gli animi nel partito e servirà a blindare i voti dell'elettorato moderato che non si riconosce nella Lega salviniana, ma avrebbe anche fatto arricciare il naso a chi preferiva un Cav defilato, nel ruolo di king maker 'guastafeste' del centrodestra e non esposto in prima persona senza l'appeal dei temi d'oro.

La legge elettorale che regola nel nostro Paese le europee è del 1979, la più datata tra quelle vigenti, tanto che è stata firmata dall’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini: si tratta di un proporzionale puro al quale nel 2009 è stata poi aggiunta una soglia di sbarramento del 4%. Grazie al voto di preferenza, ogni elettore può scrivere fino a tre nomi presenti in una stessa lista, ma sempre rispettando la rappresentanza di genere: secondo una modifica approvata nel 2014, non si possono votare tutti maschi o tutte donne, perché in quel caso il terzo voto verrebbe annullato. L’Italia viene divisa in cinque circoscrizioni, ognuna delle quali elegge un numero prestabilito di europarlamentari.
Sul tavolo di palazzo Grazioli, raccontano, ci sarebbe anche il caso di Antonio Tajani. Sempre per la rappresentanza di genere, il numero due del partito e attuale presidente del Parlamento Ue dovrà correre terzo, (probabilmente al Centro, sua circoscrizione d'elezione) dietro Berlusconi e una forzista, rischiando di uscirne azzoppato. Tant'è che qualcuno scommette che alla fine il leader azzurro non correrà ovunque, lasciando il 'Centro' al suo vice. Da Arcore fanno sapere che ancora non sono stati affrontati questi argomenti, ma le incognite restano.

Europee, de Magistris: non siamo ancora certi di presentare una lista

NAPOLI. «Non siamo ancora certi di presentare una lista»: lo afferma Luigi de Magistris, presidente del movimento demA, in merito alla candidatura alle prossime elezioni Europee che si terranno il 26 maggio. La decisione sarà presa dopo l'incontro del 10 febbraio a cui parteciperà anche il movimento che fa capo all'ex ministro greco delle Finanze, Varoufakis. «Personalmente - spiega de Magistris - sono molto determinato a presentare la lista e a trovare l'unità tra le diverse forze che lavorano con noi da tempo ormai perché credo che questo lavoro si possa fare sul programma e sulle candidature. Credo che ci sia lo spazio politico per presentare la nostra proposta per un'Europa dei diritti, dei popoli, della giustizia sociale e della solidarietà. Nei prossimi giorni - conclude de Magistris - scioglieremo la riserva e subito dopo scioglieremo la riserva anche sulla mia candidatura al Parlamento europeo». 

Ville abusive occupate dai rom a Sant'Arpino, Salvini: risolverò presto

«Seguo la vicenda con attenzione e conto di risolverla al più presto». Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta la vicenda delle ville abusive di Sant'Arpino occupate da anni da alcune famiglie rom. L'obiettivo è di sgomberarle «così da ripristinare la legalità e difendere il diritto dell'imprenditore edile proprietario dell'area che ha rivolto un appello al ministro dell'Interno», riferisce il Viminale. La vicenda risale addirittura al 2007 ma lo scorso 20 novembre, dopo la direttiva ministeriale sugli sgomberi, la questione è stata affrontata nel Comitato provinciale ordine e sicurezza. Le ruspe sarebbero dovute entrare in azione celermente, ma pochi giorni fa il Comune ha fatto sapere che sta preparando una soluzione per accogliere i quattro nuclei familiari che contano otto minori.

Autonomia, «Governo apra trattativa anche con la Campania»

NAPOLI. Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Rosa d'Amelio, ha approvato, con i voti favorevoli della maggioranza di centrosinistra e della opposizione di centrodestra, l'ordine del giorno "Regionalismo differenziato". Il Movimento 5 stelle si è astenuto. «Sono quasi 6 mesi che la Campania ha chiesto al governo di aprire una trattativa anche con la Regione per valutare la possibilità di un federalismo spinto, cioè di un trasferimento di ulteriori competenze alla Regione, e anche di risorse equivalenti». Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che aggiunge: «Abbiamo mandato una lettera non più di un mese fa, per chiedere che la discussione che stanno facendo, Lombardia, Veneto ed Emilia, veda la partecipazione anche della Campania, perché siccome il regionalismo differenziato rischia di portare ad un flusso di risorse orientate al Nord credo sia doveroso parlare anche con le Regioni del Sud che hanno chiesto un analogo provvedimento. Vediamo se il governo risponde. Il giorno 15 - prosegue - credo che ci sarà una decisione da parte del governo in relazione a Lombardia, Veneto ed Emilia, noi siamo pronti a combattere una battaglia per un tutela piena, delle esigenze del Sud. Dispiace che i Cinque stelle non abbiano approvato questo documento, problemi loro, se ne assumeranno le responsabilità» dice De Luca in riferimento all'approvazione oggi in Consiglio regionale. «È evidente che siamo ad un passaggio decisivo della storia d'Italia, oltre della vicenda che riguarda il Sud. Capiamoci bene, se la richiesta che fanno le Regioni del Nord è di avere criteri di efficienza e di produttività nell'uso del denaro pubblico la Campania è pronta, anzi è prontissima ad accettare qualunque sfida. Se l'obiettivo è di mantenere al Nord tutto il gettito fiscale che produce allora la Campania è duramente contraria». «Loro saranno i garanti del Sud? Io credo alle cose concrete e ai fatti - afferma il governatore - e fino ad ora non c'è stato, rispetto al Sud, nulla. Abbiamo registrato nella manovra del governo un taglio del Fondo per la coesione e un taglio per il co-finanziamento per i fondi europei. Quindi - conclude - ad oggi dal punto di vista degli investimenti abbiamo iniziative negative da parte del governo».

Di Maio e Di Battista vedono i gilet gialli

Incontro in una località a sud di Parigi tra Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e una delegazione del movimento francese dei gilet gialli. L'incontro, a quanto apprende l'AdnKronos, si è svolto con il gruppo dei gilets jaunes che fanno capo a Ingrid Levavasseur. I due esponenti del Movimento sono volati in Francia per stringere sulle alleanze in vista delle elezioni europee ormai alle porte. All'incontro anche Christophe Chalencon, uno dei volti mediatici di primo piano dei gilet gialli e tra i primi ad aver lanciato l'idea di una lista per le prossime europee.

"Molte le posizioni e i valori comuni che mettono al centro delle tante battaglie i cittadini, i diritti sociali, la democrazia diretta e l'ambiente" ha poi reso noto l'ufficio stampa del vicepremier e ministro del Lavoro, descrivendo un "clima di grande entusiasmo" durante l'incontro tra Di Maio e Di Battista con Chalençon.

"Tra i presenti all'incontro oltre agli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin e Ignazio Corrao, anche alcuni leader della lista Ric che ha come capolista Ingrid Levavasseur e che si presenterà alle prossime europee". Un nuovo incontro si terrà nelle prossime settimane a Roma. Intanto, dopo il faccia a faccia, su Instagram il vicepremier ha postato una "foto ricordo di questo bell'incontro, il primo di tanti, in cui abbiamo parlato dei nostri Paesi, dei diritti sociali, di ambiente e di democrazia diretta". E ancora: "Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi. Ripeto. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi"

Falchi 5S contro nomina Savona

Le critiche fioccano dal Pd, ma piovono anche all'interno del M5S. I cosiddetti 'falchi' del Movimento criticano duramente la virata sul ministro Paolo Savona a presidente Consob e l'accordo politico che porterebbe Marcello Minenna al ruolo di segretario generale. Da ieri, quando la notizia del ticket Savona-Minenna è iniziata a circolare, sms al vetriolo rimbalzano sui telefonini dei 'duri e puri' del Movimento, l'ala considerata più vicina al presidente della Camera Roberto Fico.

Ci sono stati incontri anche nelle prime ore del mattino. Nel mirino Luigi Di Maio ma anche il premier Giuseppe Conte, 'rei', a detta dei malpancisti, di non aver chiuso l'accordo su Minenna alla presidenza. Ma anche contro la sottosegretaria Laura Castelli e il collega Stefano Buffagni, entrambi vicinissimi a Di Maio, volano stracci, accusati di mal consigliare il capo politico del Movimento. Soprattutto, a detta delle voci critiche del Movimento, su Savona sarebbero state "aggirate le regole, violando quello che è lo spirito dei 5 Stelle".

I falchi puntano il dito contro la "forzatura procedurale": "la legge Madia sulla Pa - illustra un senatore - prevede che non si possano ricoprire incarichi dirigenziali o direttivi per chi è in pensione, se non per un solo anno e a titolo gratuito. La presidenza Consob ha invece durata settennale". Dunque, a detta delle voci critiche, è una "nomina che nasce azzoppata: Savona è incompatibile, in futuro il Tar o il Consiglio di Stato potranno mettere in discussione qualsiasi decisione della Consob, visto che il presidente è stato nominato forzando le regole", ragiona la stessa fonte.

Ma non è tutto. I falchi guardano con fumo agli occhi anche il piano B studiato dai vertici grillini per Minenna, ovvero la designazione a segretario generale dell'Autorità che vigila sulla Borsa italiana. "E' una presa in giro bella e buona - sostengono - perché è una nomina che non compete alla politica ma spetta alla Consob, a garanzia della sua indipendenza. Quindi mettere il nome di Minenna in un accordo politico di questo tipo equivale a prenderlo per il c...".

E c'è un altro elemento che complicherebbe il quadro. L'attuale segretario generale, Giulia Bertolozzo, è stata nominata nel giugno 2018, appena otto mesi fa. Il mandato è di 5 anni. "Sostituirla dopo appena un anno vorrebbe dire mettere in discussione l'autonomia della stessa Consob - si sfoga una deputata - se questo è il governo del cambiamento...". Intanto c'è chi, in queste ore, sta ragionando sulla possibilità di mettere nero su bianco il dissenso sulla nomina di Savona, inviando una lettera ai vertici del M5S, in primis Di Maio.

Il marito di Kyenge si candida con la Lega

"Ho firmato per Salvini ai banchetti della Lega, entrerò in lista alle comunali di Castelfranco Emilia, sono persone perbene quelli della Lega". Così Domenico Grispino, marito dell'eurodeputata del Pd Cecile Kyenge, a La Zanzara su Radio 24. "Ci sono le elezioni comunali - dice - e metto a disposizione della Lega quello che so, e mie competenze". Hai firmato contro il processo a Salvini sul caso Diciotti?: "Sì, finirà nel nulla, se uno prende una linea poi non può cambiare, è evidente che Salvini lo fa per svegliare l’Europa. Sta facendo bene".

"Mia moglie? Io penso per me, ognuno pensa per sé, con mia moglie non parlo mai di queste cose". "Sono a favore dello slogan 'aiutiamoli a casa loro' - dice il marito dell’ex ministro - e bisogna creare dei punti strategici in Africa di attrazione delle persone. Ma mica con cattiveria. Salvini non è disumano, penso che sia una macchina da guerra per avere consensi. Poi ci sono altri personaggi a cui sono più vicino, come Giorgetti. Alle Europee non voterò Pd, per il partito di mia moglie. Le persone che ho conosciuto a Castelfranco sono molto in sintonia con me e tutt’altro che aggressive".

Reddito di cittadinanza, oggi parte il sito

Sarà online da oggi, con tutte le informazioni su come funziona e come richiederlo, il sito dedicato al reddito di cittadinanza. "E' una grande giornata perché nel pomeriggio lanceremo il sito internet sul reddito di cittadinanza e cioè gli italiani il mese di febbraio potranno passarlo a raccogliere i documenti che servono per poi metterli in piedi e fare la domanda del reddito a marzo" ha annunciato da Pomigliano D'Arco, il vicepremier Luigi Di Maio.

Il portale, raggiungibile all'indirizzo www.redditodicittadinanza.gov.it - e che al momento ha uno sfondo blu e riporta la dicitura 'sito in costruzione' - sarà attivato oggi, alle 15, dopo la presentazione ufficiale all'Auditorium Enel di Roma e che avverrà contestualmente a quella della card. "Oggi presento la prima card della storia della Repubblica Italiana del reddito di cittadinanza - ha detto Di Maio - e nei prossimi giorni ci saranno tanti cittadini che aderiranno a quota cento, dobbiamo tagliare 345 parlamentari della Repubblica con una riforma costituzionale e dobbiamo abbassare le tasse ancor di più alle imprese".

"C'è tanto da fare, per cui lavoriamo sulle cose su cui siamo d'accordo e mettiamo un attimo da parte quella su cui non siamo d'accordo - ha spiegato il vicepremier -. Io credo molto nel fatto che poi alla fine si riesca sempre in questo governo perché siamo persone ragionevoli e perché sappiamo che se fallisce questo Governo tornano quelli di prima, quelli della Fornero e del Jobs Act". 

A Pomigliano, dove è stato contestato da operai, studenti e disoccupati, Di Maio, ha chiarito inoltre che "il reddito di cittadinanza è solo un pezzo del percorso per la regione Campania. Certo la regione Campania sarà la prima regione in Italia interessata dal reddito e qui immetteremo nell'economia reale circa 2 miliardi di euro all'anno che potranno utilizzare le famiglie in difficoltà ma il futuro sta nelle aziende di Stato e nella formazione dove dobbiamo migliorare molto di più per il futuro dei ragazzi".

I REQUISITI - Per accedere al Rdc è necessario essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa e avere un Isee inferiore a 9.360 euro annui. Il patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, può ammontare fino ai 30mila euro annui, mentre il patrimonio finanziario non deve essere superiore a 6mila euro che può arrivare fino a 20 mila per le famiglie con persone disabili.

PLATEA - Il reddito di cittadinanza riguarderà circa 5 milioni di persone, cioè persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta. Il 47% dei beneficiari sarà al Centro-Nord e il 53% al Sud e Isole. Circa 1 milione 800mila famiglie avranno diritto alla misura economica. I nuclei famigliari con disabili che riceveranno il reddito di cittadinanza sono invece 255mila.

QUANTO DURA E COME FUNZIONA - Il reddito ha una durata di 18 mesi. Entro i primi 12 la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 km. Se viene rifiutata la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km e se anche questa viene rifiutata la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Dopo il primo anno anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km, mentre la terza potrà arrivare da tutto il territorio nazionale; dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale. Per le famiglie con persone con disabilità le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.

DOVE SI PUO' RICHIEDERE - Il reddito si potrà richiedere alle Poste Italiane sia direttamente all'ufficio postale che in via telematica oppure al Caf. L'Inps verificherà se si è in posso dei requisti. Il reddito verrà erogato attraverso una carta prepagata di Poste Italiane. Dopo l'accettazione, il beneficiario verrà contatto dai Centri per l'impiego per individuare il percorso di formazione o reinserimento lavorativo da attuare. Chi fornisce dati falsi rischia da 2 a 6 anni di carcere e non sarà possibile utilizzare la card per il gioco d'azzardo.

CHI VIENE ESCLUSO - Viene escluso dal reddito chi non sottoscrive il Patto per il Lavoro o per l'Inclusione sociale, chi non partecipa alle iniziative formative e non presenta una giustificazione, chi non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni, chi rifiuta la terza offerta congrua, chi non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo e chi fornisce dati falsi. In quest'ultimo caso si rischiano da 2 a 6 anni di carcere.

CHE SUCCEDE SE NON SPENDO I SOLDI? - Se i soldi del reddito di cittadinanza non vengono spesi tutti entro il mese, la cifra non spesa "non la eroghiamo sul mese dopo", i soldi "glieli scaliamo dal mese dopo", ha sottolineato il vicepremier Luigi Di Maio.

Convenzione Pd, parte la corsa a tre

Nicola Zingaretti al 47,38% (88.918 voti), Maurizio Martina al 36,10% (67.749), Roberto Giachetti all'11,13% (20.887). E' finita così la prima fase del Congresso Pd, quella riservata ai Circoli. I risultati sono stati formalizzati dalla Convenzione che ha dato il via ufficiale alla corsa a tre alle primarie del prossimo 3 marzo.

Una Convenzione che ha cercato di voltare pagina, a partire dai dettagli. Come la modifica alla scenografia del palco che ha consentito di inserire le bandiere dell'Europa tra quelle del Pd e l'inno europeo in apertura prima di quello di Mameli. Assente, e non è la prima volta, Matteo Renzi. Non c'erano Maria Elena Boschi, Luca Lotti e nemmeno Paolo Gentiloni, impegnato negli Stati Uniti per incontri e conferenze. Presenti Dario Franceschini e Lorenzo Guerini, a lavori avviati si è presentato Carlo Calenda. Ma la prima fila è stata tutta per i sei candidati alla segreteria.

"Dobbiamo voltare pagina, che significa non pretendere abiure, nessuno le cerca, ma ammettere insieme ai successi i nostri limiti, che ci sono stati", ha spiegato Zingaretti nel suo intervento. Sul governatore del Lazio, primo nella fase dei Circoli, grava la responsabilità di presentarsi ai gazebo da favorito.

Nel suo discorso Zingaretti si è sforzato di parlare a tutto il partito, 'dribblando' le polemiche interne: "Basta con un partito fondato sugli antirenziani, gli antifranceschiniani, gli antiboschiani. L'Italia si aspetta che tornino i democratici, a chi ha bisogno non interessa nulla delle nostre piccolezze, allora muoviamoci, se mi candido mi candido solo per voltare pagina e superare questa fase".

Il governatore del Lazio ha anche respinto due delle principali accuse che gli sono state mosse dalle altre mozioni: il ritorno della 'Ditta' e il feeling con il M5S: "Io i 5 stelle li ho sconfitti due volte, imparassero a sconfiggerli pure loro quelli che mi accusano di questo. Piantiamola con le caricature, io non le faccio sugli altri. Perché altrimenti è come la fine di War Games: fine del gioco". E poi: "Non serve un generico spostamento del Pd più a sinistra, una geometria delle alleanze, serve una collocazione dei democratici italiani che guardi al futuro".

Zingaretti ha 'convinto' Francesco Boccia, che dal palco della Convenzione ha annunciato il suo appoggio per lui. Degli altri candidati esclusi dalla seconda fase, Dario Corallo ha mantenuto la sua linea ("continueremo a lottare dentro e fuori il partito"), mentre Maria Saladino ha confermato il suo 'endorsement' per Martina.

L'ex segretario ha puntato molto sull'unità: "La nostra mozione vuole unire e se tocca a me farò una segreteria unitaria", ha spiegato. "I miei avversari sono Di Maio, Salvini e il governo", ha puntualizzato lanciando la proposta di una mozione di sfiducia al ministro dell'Interno per il ministro dell'Interno. A 'spingere', invece, è stato soprattutto Giachetti, proponendosi come 'competitor' diretto di Zingaretti: "Una mozione che dentro ha tutto e il contrario di tutto, in cui c'è Minniti e chi considera Minniti uno schiavista, è un problema che non riguarda me", ha spiegato alludendo alla mozione del governatore del Lazio. "Dico a Gentiloni, Franceschini, Minniti, Madia e tutti gli altri: noi vogliamo andare avanti nella strada che voi avete tracciato, quella che la mozione che appoggiate vuole cancellare", ha aggiunto.

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