Sabato 23 Giugno 2018 - 19:35

Immigrati, Renzi: «Salvini fa il bullo»

ROMA. "Credo che Salvini abbia fatto il bullo con 629 poveri disgraziati ma non cambia niente". È quanto dice Matteo Renzi a 'In mezz'ora in più'. "Un milione di like, caro Salvini, non vale una vita". L'ex premier parla poi di una "colossale operazione di successo dal punto di vista mediatico: Salvini è stato un bravissima regista che ha fatto uno spot ma domani mattina non cambia assolutamente nulla. Non c'è nessuna proposta concreta. I porti sono aperti, la questione è irrisolta in Ue e l'Italia è più isolata".

"Una parte delle persone può essere convinta da Salvini ma noi siamo un'altra cosa. Posso perdere dei voti, ma non io lascio persone annegare le persone. Questo tipo di scelta di Salvini non ha alcuna conseguenza pratica" ma fa crescere "una deriva culturale, una trumpizzazione. Oggi i migranti, domani saranno le pistole per tutti..." sottolinea Renzi che poi, a Lucia Annunziata, che si stava scusando per aver sbagliato nome tra lui e Salvini, dice: "Sbagliare Matteo? È capitato anche alla sinistra del mio partito che ha attaccato il Matteo sbagliato per anni...".

Inoltre, "vorrei dare un abbraccio affettuoso a quel popolo di intellettuali, attori, cantanti, filosofi, che l'anno scorso dicevano che noi del Pd non eravamo di sinistra, che il M5S era la sinistra. I 5 Stelle ora sono complici di Salvini, sono una corrente a rimorchio della Lega" dice ancora Renzi, per il quale "sinistra e 5 Stelle sono due rette parallele destinate a non incontrarsi". Inoltre, aggiunge, "dopo 105 giorni non sono state fatte le commissioni perché" Lega e 5S "non sono d'accordo sulle presidenze, non è mai successo in 70 anni di storia repubblicana". Infine, una battuta: "Un altro partito? Che ce ne sono pochi? Ma non scherziamo... con 'En Marche' lavoriamo in vista delle europee del 2019".

 

 

Migranti, altre due navi verso l'Italia ma Salvini le “blocca"

ROMA. "Mentre la nave della Ong Aquarius naviga verso la Spagna (arrivo previsto questa mattina) altre due navi di Ong con bandiera dell'Olanda (Mission Lifeline e Seefuchs) sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti. Sappiano questi signori che l'Italia non vuole più essere complice del business dell'immigrazione clandestina, e quindi dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi". E' quanto scrive su Fb il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Da ministro e da papà, possono attaccarmi e minacciarmi quanto vogliono, ma io non mollo e lo faccio per il bene di tutti", rimarca il leader della Lega, che ha poi polemizzato su Twitter con la ong tedesca Mission Lifeline.

Conte domani sarà a Parigi

Il caso con la Francia è "assolutamente chiuso". Lo ha assicurato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte confermando che domani sarà a Parigi per l'incontro con il presidente francese Emmanuel Macron. Il bilaterale era stato congelato dopo una giornata ad alta tensione tra Italia e Francia per le dure critiche dell'Eliseo a Roma riguardo alla gestione del caso Aquarius. La situazione si è sbloccata dopo un colloquio telefonico tra Conte e il presidente francese.

"Ho ricevuto ieri sera tardi una telefonata da Emmanuel Macron - ha spiegato il premier - il quale ci ha tenuto a precisare che le dichiarazioni uscite non sono a lui attribuibili, quindi non ha mai offeso l'Italia e suo popolo, adesso - ha continuato - abbiamo anche concordato una comunicazione congiunta. Quindi una conversazione dai toni molto cordiali".

"Dopo questo chiarimento iniziale - ha detto Conte - abbiamo concordato sulla necessità di cooperare in modo stretto Italia-Francia ma coinvolgendo tutti i paesi europei, perché la questione dell'immigrazione è una questione la cui soluzione non può essere demandata solo all'Italia. Abbiamo quindi concordato - ha confermato - che la mia visita a Parigi resta, lui ci teneva molto a mantenere questo invito e sarà da me raccolto". "Ora - ha sottolineato - bisogna lavorare alla riforma del regolamento di Dublino".

In un comunicato della presidenza francese che riferisce il contenuto del colloquio con Conte, si legge che Macron "ha sottolineato di non aver fatto alcuna osservazione volta ad offendere l'Italia e il popolo italiano". "Il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio - prosegue il comunicato dell'Eliseo - hanno confermato l'impegno della Francia e dell'Italia ad organizzare i soccorsi nel quadro delle regole di protezione umanitaria delle persone in pericolo".

"Il presidente della Repubblica - si legge ancora - ha ricordato di aver sempre sostenuto la necessità di una maggiore solidarietà europea con il popolo italiano. L'Italia e la Francia devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea per svolgere una politica migratoria efficace con i paesi di origine e di transito, attraverso una migliore gestione europea comune delle frontiere e attraverso un meccanismo europeo di solidarietà nella gestione dei rifugiati". "Emmanuel Macron e Giuseppe Conte hanno concordato, in vista del prossimo Consiglio europeo di fine giugno, che nuove iniziative sono necessarie e dovranno essere discusse insieme", conclude.

Macron non si scusa

Roma vuole le scuse ma Parigi non sembra intenzionata a fare un passo indietro sulle accuse all'Italia in merito alla gestione del caso Aquarius. E la tensione con la Francia resta alta.

"Nessun dubbio: senza un chiarimento e le scuse di Macron all'Italia io resto a Roma. Non ho il minimo tentennamento, chi sbaglia - chiunque esso sia - deve chiedere scusa, prima che a me all'Italia. Abbiamo salvato milioni di vite umane, l'Europa tutta deve tenerlo a mente". Giuseppe Conte, raccontano fonti governative all'Adnkronos riportando le parole del premier, è deciso, con il sorriso sulle labbra spiazza i suoi: su Parigi è irremovibile.

TRIA ANNULLA TRASFERTA - Ieri, viene raccontato, avrebbe messo in dubbio il bilaterale con Emmanuel Macron vincendo le resistenze di chi, tra i suoi consiglieri più stretti, temeva l'incidente diplomatico. E anche dietro la decisione del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, di annullare la trasferta in Francia ci sarebbe il suo zampino. I due avrebbero deciso insieme di cancellare il volo, in programma alle 14, del responsabile dell'Economia. Il premier attende le scuse: se non arriveranno nell'arco della giornata, il vertice verrà considerato annullato.

MACRON NON SI SCUSA- L'Eliseo però fa sapere che la Francia "non ha ricevuto nessuna informazione della presidenza del Consiglio" italiana "su una richiesta di scuse o su un possibile annullamento della visita" di Giuseppe Conte, secondo quanto riferiscono i media d'Oltralpe. Macron esorta a "non cedere alle emozioni, che alcuni manipolano" e assicura che la Francia "lavora mano nella mano con l'Italia" per gestire i flussi migratori. "E' un anno che lavoriamo in maniera esemplare con l'Italia", dice il presidente francese, in dichiarazioni durante una sua visita a Mouchamps (Vandea), riportate dai media francesi.

"E' un anno che lavoriamo mano nella mano con l'Italia in maniera esemplare. Abbiamo ridotto di un decimo gli arrivi con un lavoro in Libia e Sahel", evidenzia il capo dello Stato. "Se diamo ragione a chi cerca la provocazione" rifiutando l'approdo di una nave, "aiutiamo forse la democrazia?", si chiede Macron, respingendo "la politica del peggio che sottopone tutti all'emozione". "La vera risposta - sottolinea - è nella politica di sviluppo, di sicurezza, di smantellamento della rete dei trafficanti".

SALVINI: CONTE FA BENE A NON ANDARE - Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, spera che da Parigi "arriveranno le scuse". "Non abbiamo niente da imparare da nessuno in termini di solidarietà" evidenzia parlando al Senato. "Chiedo a Macron - aggiunge Salvini - di passare dalle parole ai fatti e accogliere i 9mila migranti che si era impegnato ad accogliere per dare un segno concreto".

Poi, lasciando a piedi palazzo Madama dopo l'intervento sul caso Aquarius, il vicepremier dichiara che "Conte è legittimato a non andare al vertice di Parigi, noi lo sosterremo. Ci sono ragioni molto fondate per prendere questa decisione". "Conte senza scuse ufficiali - spiega - fa bene a non andare".

FARNESINA CONVOCA AMBASCIATORE - La Farnesina ha convocato oggi l'ambasciatore francese in Italia definendo "inaccettabili" le dichiarazioni arrivate da Oltralpe e avvertendo che simili accuse "stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia".

Il vertice tra il presidente del Consiglio e il presidente francese è previsto per venerdì prossimo.

Comunali, Gallo (M5S): esposto a prefetto per voti a Torre Greco

NAPOLI. Il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Gallo, ha inviato un esposto alla prefettura di Napoli per chiedere un nuovo conteggio di tutte le schede elettorali a Torre del Greco, dopo la videoinchiesta di Fanpage sulle elezioni amministrative. Gallo ha segnalato alla prefettura i «gravissimi episodi di presunti brogli elettorali» messi in risalto dal video di Fanpage.it e «incongruenze» tra i voti attribuiti al candidato sindaco M5s Luigi Sanguigno e quelli letti durante le operazioni dell'ufficio centrale il giorno dopo le elezioni. «Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro - ha affermato Gallo - e per questo occorre agire subito alla luce di quelle immagini sconcertanti che imbarazzano tutta la nostra comunità». Il deputato ha scritto al prefetto affinché «si faccia garante della correttezza del voto e affinché si intervenga subito per evitare una futura paralisi amministrativa. Purtroppo, ci sono delle ombre sul voto a Torre del Greco e ho già chiesto al ministro dell'Interno Salvini di intervenire per evitare che pratiche del genere possano esserci anche in occasione del ballottaggio». «Al secondo turno - ha proseguito Gallo - non andrò a votare e il Movimento 5 Stelle non fa apparentamenti con nessuno dei due sindaci in campo in quanto espressione della precedente giunta e amministrazione». «Il cambiamento che abbiamo in mente per Torre del Greco - ha concluso Gallo - va avanti, oltre le elezioni: vogliamo che questa città diventi un presidio di legalità in cui ogni cittadino possa esprimere liberamente il proprio voto».

Conte: «Senza scuse Macron resto a Roma»

"Nessun dubbio: senza un chiarimento e le scuse di Macron all'Italia io resto a Roma. Non ho il minimo tentennamento, chi sbaglia - chiunque esso sia - deve chiedere scusa, prima che a me all'Italia. Abbiamo salvato milioni di vite umane, l'Europa tutta deve tenerlo a mente". Giuseppe Conte, raccontano fonti governative all'Adnkronos riportando le parole del premier, è deciso, con il sorriso sulle labbra spiazza i suoi: su Parigi è irremovibile dopo le accuse rivolte dalla Francia all'Italia sulla vicenda della nave Aquarius.

Ieri, viene raccontato, avrebbe messo in dubbio il bilaterale con Emmanuel Macron vincendo le resistenze di chi, tra i suoi consiglieri più stretti, temeva l'incidente diplomatico. E anche dietro la decisione del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, di annullare la trasferta in Francia ci sarebbe il suo zampino. I due avrebbero deciso insieme di cancellare il volo, in programma alle 14, del responsabile dell'Economia. Il premier attende le scuse: se non arriveranno nell'arco della giornata, il vertice verrà considerato annullato.

Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, spera che "arriveranno le scuse della Francia". "Non abbiamo niente da imparare da nessuno in termini di solidarietà. La nostra storia di generosità e di volontariato - ha sottolineato Salvini parlando al Senato - non merita di essere apostrofata in questi termini da esponenti del governo francese che spero diano scuse". "Chiedo a Macron - ha aggiunto - di passare dalle parole ai fatti e accogliere i 9mila migranti che si era impegnato ad accogliere per dare un segno concreto".

Poi, lasciando a piedi palazzo Madama dopo l'intervento sul caso Aquarius, il vicepremier ha dichiarato: "Conte è legittimato a non andare al vertice di Parigi, noi lo sosterremo. Ci sono ragioni molto fondate per prendere questa decisione". "Conte senza scuse ufficiali - ha spiegato - fa bene a non andare". Il vertice tra il presidente del Consiglio e il presidente francese Emmanuel Macron è previsto per venerdì prossimo.

Governo, nominati 6 viceministri e 39 sottosegretari

ROMA. Il Consiglio dei ministri ha nominato 45 sottosegretari di Stato, tra cui sei viceministri, nei limiti imposti dalla legge.Alla Presidenza del Consiglio dei ministri vanno Guido Guidesi, Vincenzo Santangelo, Simone Valente (Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta); Mattia Fantinati (Pubblica amministrazione); Stefano Buffagni (Affari regionali e autonomie); la napoletana Giuseppina Castiello (Sud); Vincenzo Zoccano (Famiglia e disabilità); Luciano Barra Caracciolo (Affari europei); Vito Claudio Crimi (Editoria); il napoletano Vincenzo Spadafora (Pari opportunità e giovani). Il ministero dell’Interno non avrà viceministri, ma quattro sottosegretari: Stefano Candiani, Luigi Gaetti, Nicola Molteni e l’irpino Carlo Sibilia. All’Ambiente vanno Vannia Gava e il napoletano Salvatore Micillo. Agli Esteri ecco Emanuela Claudia Del Re, Manlio Di Stefano, Ricardo Antonio Merlo e Guglielmo Picchi. Vittorio Ferraresi e Jacopo Morrone vanno alla Giustizia mentre ad Angelo Tofalo, campano, e Raffaele Volpi tocca la Difesa. Per Economia e Finanza ecco Massimo Bitonci, Laura Castelli, Massimo Garavaglia e Alessio Mattia Villarosa. Castelli e Garavaglia saranno viceministri. Allo Sviluppo vanno un altro campano, Andrea Cioffi, Davide Crippa, Dario Galli e Michele Geraci. Alle Politiche agricole e forestali vanno Franco Manzato e Alessandra Pesce. A Michele Rixi, Michele Dell’Orco e Armando Siri. Per Lavoro e Politiche sociale sono stati designati Claudio Cominardi e Claudio Durignon. Istruzione, Università e Ricerca toccheranno a Lorenzo Fioramonti e Salvatore Giuliano. Beni e attività culturali e il Turismo a Lucia Borgonzoni e Gianluca Vacca. Infine, Salute ad Armando Bortolazzi e Maurizio Fugatti. Oggi alle 15 il giuramento. Come effetto domino della chiusura della compagine di governo, oggi verranno eletti dalla Camera anche un questore e un vicepresidente, dopo la nomina di Riccardo Fraccaro e Lorenzo Fontana a ministri. Al posto del primo andrà Federico D’Incà (M5s) 

Ore decisive per le nomine

Ultime trattative M5S-Lega per risolvere il risiko delle poltrone al "sottogoverno". In attesa del Cdm decisivo, che potrebbe essere convocato in giornata, si sta lavorando in queste ore per sciogliere gli ultimi nodi. Molto dipenderà dal vertice Conte-Di Maio-Salvini in corso a palazzo Chigi. Secondo le ultime indiscrezioni, tra i punti fermi, la delega ai servizi segreti che andrà al premier Conte, e quella sulle telecomunicazioni (tema sensibile anche per Silvio Berlusconi per la partita su frequenze tv e pubblicità), che resterà nelle mani di Luigi Di Maio al Mise, come confermato da un post pubblicato nella notte su Facebook dallo stesso vicepremier e rilanciato stamane dal Blog delle stelle: "E' importante la delega alle telecomunicazioni, che ho deciso di tenere", scrive il ministro del Lavoro in merito alla chiusura dell'accordo sulla trattativa Tim. Il Cipe, invece, verrà assegnato come 'contrappeso' al numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, che prenderà in carico pure lo Sport.

Allo stato, fino a quando i Cinque Stelle non avranno individuato un sottosegretario ad hoc, le tlc rimarranno al ministro Di Maio. La delega al Turismo sarà attribuita a Gian Marco Centinaio, ministro dell'Agricoltura. Quanto all'Economia, Giovanni Tria si dovrebbe ritrovare come viceministro la grillina Laura Castelli, e come sottosegretario al Tesoro con delega alle partecipate e alle banche (snodo strategico per la politica economica nazionale) un altro pentastellato, Stefano Buffagni, fedelissimo di Davide Casaleggio, che ha in mano il dossier nomine sulle società partecipate, appunto.

In queste ore, però, è forte il pressing per affidare a Buffagni la pratica telecomunicazioni al Mise, ma raccontano che il diretto interessato abbia fatto presente la sua preferenza per il ruolo di 'vice' di Tria. Sembrava chiusa, a favore dei Cinque Stelle (con in pole Primo Di Nicola rispetto a Emilio Carelli) la partita sull'Editoria, ma in queste ore si sarebbero riaperti i giochi con Salvini pronto a rivendicare per sé questa casella strategica.

Elezioni in Campania, il ritorno del centrodestra: M5S in calo, Tuccillo sconfitto ad Afragola

NAPOLI. In Campania generale affermazione del centrodestra, calo dei votanti e ballottaggio ad Avellino. Sono i dati principali emersi dal primo turno delle amministrative. Il dato ell'affluenza è del 66,16% contro il 72,53% del precedente turno. Nella città irpina il candidato del centrosinistra Nello Pizza è al 42,9 per cento dovrà vedersela con l'avversario del M5S Vincenzo Ciampi al 20,2. In provincia di Napoli si registra la bocciatura da parte degli elettori di Domenico Tuccillo, sindaco di Afragola, che cede la fascia tricolore a Claudio Grillo, candidato sindaco del centrodestra appoggiato da tre partiti (Fi, Lega e Fratelli d'Italia) e sette liste civiche. Luca Capasso, sindaco uscente di Ottaviano è rieletto ancora una volta al primo turno. A Boscoreale è sindaco Antonio Diplomatico. A Palma Campania, eletto Nello Donnarumma, ex assessore del sindaco uscente Carbone, nel frattempo eletto senatore di Forza Italia. A Quarto si registra il crollo di Rosa Capuozzo, eletta sindaco con i cinquestelle tre anni fa. Al ballottaggio andranno Antonio Sabino, leader di civiche di ispirazione moderata, e Davide Secone, sostenuto da liste civiche di sinistra. A Torre del Greco festeggia Giovanni Palomba, candidato centrista al primo posto con il suo 35%, al ballottaggio con Luigi Mele, candidato di Forza Italia. A Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino va al ballottaggio con Andrea Di Martino, sostenuto da liste civiche. A Qualiano, a contendersi la fascia tricolore saranno il sindaco uscente Ludovico De Luca, candidato del centrosinistra, e il candidato del centrodestra Raffaele De Leonardis. Vanno al ballottaggio anche Cercola, dove Giorgio Esposito sfiderà il sindaco uscente Vincenzo Fiengo, e Volla, che ritorna al voto dopo appena due anni e tra due settimane eleggerà il nuovo sindaco tra Pasquale Di Marzo e l'ex Andrea Viscovo. Sindaci eletti: Salvatore Volpe (Casandrino), Nunzio Provvisiero (Cimitile), Giovanni Corrado (Cicciano), Carlo Esposito (Pollena Trocchia), Nello Donnarumma (Palma Campania), Pasquale Raimo (San Vitaliano), Edoardo Serpico (Scisciano), Piergiorgio Sagristani (Sant'Agnello).

Migranti, de Magistris sfida Salvini: Porto di Napoli pronto ad accogliere

NAPOLI. «Se un Ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli. Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane». Lo scrive su Twitter il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in risposta alla decisione del vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini di non far attraccare nei porti italiani la nave Aquarius con oltre 600 migranti a bordo. «Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane» cinguetta de Magistris.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
SCATTI DI BIRRA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)