Martedì 21 Novembre 2017 - 14:58

Gentiloni: Ius soli entro la legislatura

ROMA. "L'impegno del governo e mio personale, ne parlo il meno possibile ma ci sto lavorando molto, è che i bambini" figli di stranieri e nati in Italia "possano avere diritto alla cittadinanza. Stiamo lavorando per trovare le condizioni per approvare la legge sulla cittadinanza entro questa legislatura. Questa è sinistra di governo". Così il premier Paolo Gentiloni al decennale Pd.

PD - "Teniamocelo stretto questo Pd - ha esortato il presidente del Consiglio - perché non so come sarebbe sopravvissuta la sinistra di governo se non avesse assunto la forma dieci anni fa del Partito democratico". "Questi non sono stati dieci anni facili" ma "il progetto bene o male è riuscito, è vivo, lotta insieme a noi" ha detto Gentiloni. "Il Pd ha scelto dieci anni fa la via di una sinistra di governo - ha aggiunto - e da lì non possiamo tornare indietro".

MANOVRA - Gentiloni ha parlato anche della manovra. "La sfida del lavoro sarà centrale nella legge di Bilancio che approveremo lunedì, in modo particolare verso i giovani" ha assicurato.

GOVERNO- Poi il governo. "La legislatura va portata a una conclusione ordinata, contando sul ruolo di alta garanzia di Mattarella" ha affermato il presidente del Consiglio.

Pd, Renzi: «Senza di noi sinistra irrilevante»

ROMA. "Se non ci fosse stato il Pdla sinistra italiana oggi sarebbe irrilevante, come in Spagna, in Germania, in Francia, in Inghilterra". Così Matteo Renzi al decennale del Pd.

"Il Pd non appartiene" al fondatore Walter Veltroni, al premier Paolo Gentiloni e tanto meno al segretario pro tempore, ha rimarcato Renzi nel corso del suo intervento. Il Pd "appartiene al popolo che lo ha creato e chi se ne va sta tradendo sé stesso".

ROSATELLUM - Il segretario ha parlato anche della legge elettorale. "La legge Rosato, che spero sarà presto approvata al Senato, ci porrà di fronte a un corpo a corpo in tutto i collegi contro il centrodestra. Un centrodestra" di Berlusconi e Salvini "che non è moderato - ha sottolineato - ma populista e soffia sul fuoco della paura".

"Se non diamo precedenza al futuro, finisce come il codice della strada: precedenza a chi sta a destra" ha avvertito Renzi.

"Non mi interessa chi farà il premier - ha detto ancora - ma cosa farà il premier".

Pd Napoli, tre candidati per la segreteria provinciale

Sono Massimo Costa, Nicola Oddati e Tommaso Ederoclite i tre candidati alla segreteria provinciale del Pd di Napoli. Queste le candidature presentate oggi, ultimo giorno utile con la scadenza fissata alle ore 20. Nonostante un tentativo nei giorni scorsi di trovare un nome unitario per il successore di Venanzio Carpentieri, da ottobre 2013 alla guida della federazione provinciale napoletana del Partito democratico, si andrà quindi a una sfida a tre.

Massimo Costa, ex vicepresidente del Consiglio provinciale di Napoli e candidato nella lista del Pd alle elezioni comunali del 2016, senza essere eletto, è il nome individuato da renziani e area Orlando: «Accetto questo impegno - ha dichiarato Costa - consapevole che stiamo attraversando una fase che, come Pd, richiederà umiltà, coraggio, equilibrio e spirito di servizio».

Nicola Oddati è il nome "a sorpresa" del gruppo degli ex Ds, tra i quali diversi membri del gruppo consiliare Pd in Consiglio regionale come Enza Amato, Antonella Ciaramella, Bruna Fiola e Antonio Marciano, Gianluca Daniele dell'area Emiliano, e i parlamentari Leonardo Impegno e Valeria Valente, quest'ultima anche consigliere comunale di Napoli. Per tutti loro «il Pd a Napoli ha bisogno di un segretario e di un gruppo dirigente autorevoli e autonomi, capaci di costruire un nuovo radicamento sociale e un profilo politico riconoscibile a Napoli e nella sua area metropolitana», individuando così in Oddati, ex assessore alla Cultura delle due Giunte comunali guidate da Rosa Russo Iervolino, il nome che «possiede le caratteristiche per dirigere e rilanciare il partito, per storia personale e riconosciuta esperienza politica». 

Tommaso Ederoclite è il nome proposto dal "Comitato 30", laboratorio politico interno al partito che nel nome si richiama alla giovane età dei suoi membri: «Nelle prossime ore - promette Ederoclite - cominceremo la campagna di presentazione della mozione e nelle settimane successive gireremo tutti i 121 circoli di Napoli e provincia, andremo a prenderci i voti uno alla volta, circolo per circolo, iscritto per iscritto e lo faremo con le idee, le proposte e la volontà di rimettere in piedi questo partito».

Il deputato Alberto Losacco è stato individuato dall'organizzazione nazionale del Pd, d'intesa con la segreteria regionale del Pd Campania, quale “figura istituzionale di garanzia" per il congresso. 

Grillo, scivolone sul blog e spunta una bestemmia

Una bestemmia sul blog. In un passaggio dell'ultimo suo post, a Beppe Grillo “scappa" la bestemmia, messa tra parentesi e avulsa dal contesto del suo ragionamento. Pochi minuti, poi l'imprecazione blasfema scompare dal testo contro la legge elettorale approvata ieri alla Camera.

Il post in questione è dedicato alla legge elettorale. "Accantonati inutili rancori, dicotomie ormai desuete quali maggioranza/opposizione: Pd, Lega, Forza Italia, verdiniani et similia, convergono magicamente ed approvano una legge perfetta, inappuntabile, impermeabile a qualsiasi critica, proprio perché frutto di lunghe e condivise intese e prodotto della volontà granitica di donare ai cittadini lo strumento migliore per volare sicuri verso i seggi e scegliere il meglio per il Bel Paese", scrive ironizzando sul Rosatellum bis, la legge elettorale  approvata ieri dalla Camera e che ora attende il vaglio del Senato.

"Questo dimostra, al contrario di quanto capziosamente vorrebbe insinuare qualcuno, che nel momento del bisogno, quando le sirene dell'urgenza e del 'bene' collettivo si fanno sentire, la politica c'è ed è all'altezza. Risponde in modo veloce, efficiente, coraggioso e, unita oltre ogni ostacolo ideologico, strategia e decenza, concretizza l'obiettivo. Noi, oggi, siamo fieri di essere italiani. Grazie a tutti, e forse anche a Dio", aggiunge il garante M5S.

Alitalia, Sud e fisco: arriva il decreto fiscale

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto fiscale con parte delle coperture della prossima manovra. Il Cdm è durato poco più di un'ora e non è stato seguito dalla consueta conferenza stampa.

In Cdm non si è parlato di Golden Power e se ne parlerà a una prossima riunione. Ma nel decreto fiscale, a quanto si apprende da fonti di governo, è stata inserita una norma anti-scalate.

LE MISURE - Dalla misura più attesa, quella della rottamazione bis delle cartelle fiscali, al rifinanziamento delle missioni internazionali, fino alla costituzione del 'Fondo imprese Sud', a sostegno della crescita dimensionale delle piccole e medie imprese, e alla proroga del prestito ponte per Alitalia. Ecco le principali misure inserite nella bozza del dl fiscale che l'Adnkronos ha potuto consultare.

CARTELLE FISCALI: oggetto della misura sono i carichi affidati al 30 settembre 2017. Il pagamento delle somme dovute può essere effettuato in un massimo di cinque rate, da pagare a luglio, settembre, ottobre, novembre 2018 e a febbraio 2019. La richiesta di adesione va presentata entro il 15 maggio 2018. Il termine per regolarizzare il pagamento di rate saltate è fissato al 30 novembre 2017.

MISSIONI. Vengono rifinanziate le missioni internazionali all'estero e individuate di nuove risorse per il piano di assunzioni straordinarie delle forze di polizia.

MIGRANTI: Per attuare gli accordi in materia di immigrazione, è previsto l'invio all'estero di personale appartenente alla carriera prefettizia. Oneri previsti: 1 mln l'anno per il triennio 2018-2020.

FONDO IMPRESE SUD: Al fine di sostenere il tessuto economico-produttivo di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è istituito un Fondo, denominato 'Fondo imprese Sud' a sostegno della crescita dimensionale delle piccole e medie imprese. Dotazione iniziale pari a 150 milioni di euro.

ILVA E ALITALIA. Prevista la proroga della restituzione del finanziamento ad Alitalia e la costituzione del fondo imprese in crisi.

ALLUVIONE LIVORNO: Sono sospesi i termini dei versamenti e adempimenti tributari nei confronti delle persone fisiche residenti e alle imprese che hanno la sede legale a Livorno e negli altri Comuni colpiti dall'alluvione del 9 e 10 settembre. I versamenti vanno effettuati entro il 16 ottobre 2018.

BAGNOLI E MATERA: Nuove risorse per la bonifica e il rilancio di Bagnoli (164 mln per il 2017) e per la rigenerazione urbana di Matera (3 mln).

OSPEDALI: Arrivano 32,5 milioni di risorse: 9 mln al Bambino Gesù; 11 mln alla Fondazione Irccs Santa Lucia; 12,5 mln al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica.

Italia al voto: la data “papabile"

Primavera 2018, salvo colpi di scena. Con l'approvazione di ieri alla Camera della nuova legge elettorale, l'ormai famoso e contestatissimo “Rosatellum", si fa infatti sempre più concreta l'ipotesi di elezioni politiche da svolgere alla scadenza naturale (o quasi) del governo Gentiloni.

L'ITER - Fissato per fine febbraio, il termine della legislatura potrebbe con ogni probabilità avvenire con qualche mese di anticipo. L'unico nodo che ormai resta da sciogliere al Governo - dopo l'approvazione al Senato del Rosatellum, che si crede avverrà in tempi rapidi - è infatti quello della Manovra e del suo via libera definitivo, previsto presumibilmente tra la fine di dicembre e i primi di gennaio. Se, come si pensa, la legge sullo Ius Soli non verrà calendarizzata, l'ultimo atto spetterà quindi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che avrà il compito di sciogliere le Camere dando il via ufficiale all'iter per le nuove elezioni.

UNA DATA PAPABILE - Con lo scioglimento del Parlamento e come sancito dalla Costituzione, il Consiglio dei ministri avrà da quel momento un minimo di 45 giorni fino a un massimo di 70 per fissare un giorno e chiamare gli italiani al voto. Quale data, quindi, potrebbe essere la più 'papabile'? Calendario alla mano, le elezioni potrebbero cadere tra la seconda metà di febbraio o, molto più probabilmente, marzo. Magari alla prima domenica utile.

Volendo restringere il campo delle possibilità, è bene tuttavia ricordare che in Italia - dove non sono previsti periodi prestabiliti per tenere le elezioni - il voto si è comunque sempre svolto tra la fine di marzo e quella di giugnocon l'unica eccezione delle politiche 2013, quando la data è stata insolitamente fissata per il 24 e il 25 febbraio.

Pd Napoli, verso la candidatura di Oddati al congresso

Alle 20 scade il termine per le candidature al congresso provinciale del Pd Napoli. Dopo l'ufficializzazione di Massimo Costa in quota Lotti-Guerini-Pittella-Orlando e quella di Tommaso Ederoclite per il Comitato 30, a quanto apprende l'agenzia Omninapoli il terzo nome sarà quello di Nicola Oddati. I cinque consiglieri regionali di estrazione diessina (Marciano, Daniele, Fiola, Amato e Ciaramella) hanno incontrato stamattina il governatore Vincenzo De Luca ed hanno registrato una convergenza sul profilo dell'ex assessore comunale ora membro del Cda di Scabec. 

Rosatellum, la Camera dice sì ma mancano 66 voti

ROMA. Con 375 sì e 215 no, la Camera ha approvato il Rosatellum col voto segreto. I votanti erano 590. Rispetto al calcolo dei voti di cui poteva disporre la maggioranza, i franchi tiratori sarebbero stati circa 66. "Buffoni", "maledetti", "vergogna". La folla dei simpatizzanti 5 Stelle radunata in piazza Montecitorio ha reagito così, con urla e fischi, al voto favorevole dell'Aula della Camera al Rosatellum. "Loro avranno anche la maggioranza nel Parlamento, ma noi siamo la maggioranza nel Paese. Si sono ricompattati tutti contro di noi. E quando è così tu vinci sempre". Così Luigi Di Maio, candidato premier M5S, uscendo in piazza Montecitorio dopo l'ok dell'Aula della Camera Al Rosatellum.

Ettore Rosato ha citato il precedente di Nilde Iotti, ai tempi della legge sui sindaci del '90, a proposito della possibilità di mettere la fiducia sulla legge elettorale: "Finché il regolamento è questo , anche se posso comprendere ed in una certa misura condividere le preoccupazioni che sono state manifestate da molte parti (...), vale l'antico principio 'dura lex, sed lex', al quale non possono esservi eccezioni", è il passaggio della presidente della Camera citato dal capogruppo Pd.

"Stanno imponendo al Paese una legge elettorale calpestando le prerogative del Parlamento". Così Di Maio ha aperto il suo intervento in dichiarazioni di voto ringraziando "chi sta seguendo in piazza, in migliaia, tutti hanno a cuore la nostra democrazia: vinceremo questa battaglia e sarà la vittoria di tutti loro". Di Maio ha proseguito: "Nel '23 Mussolini ha messo la fiducia sulla legge Acerbo che aprì la strada al fascismo. Nel '53 De Gasperi mise la fiducia sulla legge truffa, dopo un anno fu cancellata. Nel 2015 Renzi mise la fiducia sull'Italicum, sappiamo come andò a finire. Visti i precedenti, fossi in voi stare in campana". Il candidato premier del M5s ha parlato di "una legge anti costituzionale approvata in modo anti democratico", di "una nuova legge truffa. Ma la storia non vi assolverà". Di Maio se l'è presa con la Lega: "Con che faccia, con che coraggio favorite i partiti che avete fatto finta di contrastare per anni? La vostra credibilità pari a zero". Poi ha proseguito: "Dovete rispettare il consenso popolare che abbiamo: potete vincere sui programmi, non barando sulla legge elettorale". Per questo, "la legislatura finisce come inizia, noi in piazza e voi qui dentro a tentare di salvarvi. Ma finirà come 5 anni fa, avrete un'altra bella sorpresa! Si andrà a votare subito e noi ricorderemo ogni giorno il voto di cui siete responsabili".

La giornata

Con 309 sì, 87 no, e 6 astenuti il governo aveva ottenuto anche la terza fiducia, in particolare sull'articolo 3. Era stato poi stato approvato l'articolo 4 con 381 voti a favore, 152 contrari e un astenuto. Dopo un dibattuto confronto in Aula era arrivato anche il via libera alla contestata norma - ribattezzata salva-Verdini - che consente agli italiani residenti in Italia di potersi candidare in una ripartizione delle circoscrizioni estere. Favorevoli all'emendamento sono stati 337 deputati, contrari 154, astenuti 22.

"Ma quale 'salva-Verdini'... - ha detto oggi Ettore Rosato parlando con i cronisti alla Camera dell'emendamento Lupi - Questa è una norma giusta, una norma di reciprocità per permettere ai cittadini residenti in Italia di candidarsi all'estero. La logica che sta dietro è quella di consentire a partiti che non hanno una rete all'estero, come il Pd che ha circoli e iscritti, di avere candidati. Quando ce l'hanno chiesto, noi abbiamo acconsentito a questa parificazione di diritti". "E poi la parte più importante della norma è quella delle incompatibilità, cosa che fino ad oggi non c'era. Abbiamo reso incompatibili con la candidatura al Parlamento italiano figure che hanno una responsabilità politica nei Paesi esteri in cui sono residenti", ha spiegato Rosato.

A seguire è stato dato semaforo verde all'articolo 5 (l'ultimo del testo del Rosatellum), che ha ottenuto il via libera della Camera con 372 sì, 149 no e 6 astenuti.

Esaurito il voto sugli articoli, l'Aula è passata all'illustrazione e al voto degli ordini del giorno. Dopo si passerà al voto finale.

Mdp ha presentato la richiesta di voto segreto. Richiesta che avrà risposta positiva perché avanzata da un gruppo parlamentare.

Prosegue intanto in piazza a Montecitorio la protesta M5S contro il Rosatellum bis.

Pd: Costa candidato alla segreteria, i renziani si spaccano

NAPOLI. Accordo tra l'area del ministro Andrea Orlando e quella dei renziani, rappresentata da Lorenzo Guerini: il candidato della maggioranza dei renziani alla segreteria del Pd napoletano sarà il medico partenopeo Massimo Costa. Ma la decisione emersa a Roma di puntare sull'ex consigliere provinciale ha diviso l'area che fa capo all'ex premier. Il gruppo degli ex Ds con Valeria Valente, Leonardo Impegno, Antonio Marciano e gli altri consiglieri regionali Enza Amato, Bruna Fiola, Antonella Ciaramella, oltre a Gianluca Daniele, che è a capo dell'area Emiliano in Campania, proporrà infatti un proprio candidato. 

Rosatellum, passa anche la terza fiducia

ROMA. Passa alla Camera anche la terza fiducia posta dal governo sulla legge elettorale, in particolare sull'articolo 3. I sì sono stati 309 contro 87 no.
Nel pomeriggio l'esame dei restanti articoli 4 e 5 del provvedimento, quindi la discussione degli ordini del giorno, poi il voto finale a scrutinio segreto, sul quale pesa l'incognita franchi tiratori.

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