Mercoledì 20 Settembre 2017 - 6:06

Olimpiadi, Renzi: non sono ruffiano e Napoli può candidarsi

«Possono dirmi tutto meno che io sia un ruffiano, non sono davvero il tipo che liscia il pelo, anzi se fossi un po' meno tranchant nei rapporti con gli altri sarebbe molto meglio. Io parto semplicemente da un presupposto: ho fatto il sindaco e so cosa serve per ripartire e rilanciarsi e Napoli ha tutte le condizioni per avere un progetto pluriennale davanti». Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi a Radio Kiss Kiss, spiegando perché a suo avviso Napoli potrebbe essere la città candidata a ospitare una delle prossime edizione dei giochi olimpici. «L'esempio migliore potrebbe essere Barcellona che negli anni '80 era una città ripiegata su se stessa ma con le Olimpiadi del '92 ha avuto una svolta strepitosa. Secondo me questa potrebbe essere un'ipotesi di lavoro, visto la figuraccia che ci hanno fatto fare a Roma, noi eravamo in pole position per organizzare le Olimpiadi del 2024 ma i 5Stelle si sono tirati indietro per paura della corruzione». 

Il governatore De Luca nominato commissario della Sanità in Campania

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha ottenuto l'incarico di commissario alla sanità campana. La conferma ufficiale è arrivata da Palazzo Santa Lucia. La decisione è stata presa a Palazzo Chigi. Il via libera dell'esecutivo Gentiloni arriva dopo l'ok del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Crisi Montefibre Acerra, Cesaro: da De Luca solo nuovi impegni

«Il dato politico sulla grave crisi della Montefibre di Acerra è che, ad un anno dagli impegni assunti, il governo De Luca non ha ancor fatto nulla di concreto, ecco perché è piombato su una vicenda così importante un silenzio assordante». Lo afferma il Presidente del gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale della Campania, Armando Cesaro, che sulla vertenza acerrana ha presentato questa mattina, nel corso della seduta dedicata al Question Time del Consiglio regionale della Campania, un'interrogazione a risposta immediata all'Assessore alle Attività Produttive, Amedeo Lepore. «Su nessuna delle questioni urgenti è stato fatto un solo passo avanti, nessuna soluzione alle problematiche esposte», spiega Cesaro. «Prendiamo atto dei nuovi impegni assunti, sui quali vigileremo costantemente, auspicando tempi davvero rapidi sia in ordine ai promessi Contratti di Sviluppo che rispetto agli annunciati Accordi di Programma, sui quali vigileremo«, prosegue Cesaro, per il quale 1è possibile dare una risposta immediata ai lavoratori, per i quali sono in scadenza le tutele degli ammortizzatori, ricorrendo alle risorse previste dall'articolo 10 del Dl 91/17, così come confermato dall'assessore Amedeo Lepore». «Il cofinanziamento regionale di questa misura - conclude Cesaro - sarà il vero banco di prova della reale volontà della Giunta di intervenire concretamente su questa annosa vertenza». 

Apologia del fascismo, è scontro Pd-M5S

È scontro tra il M5S e il Pd sulla proposta di legge, da oggi in discussione a Montecitorio, che chiede l'introduzione nel codice penale del reato di propaganda fascista. I 5 Stelle hanno dato parere contrario al provvedimento presentato dal Pd, primo firmatario Emanuele Fiano, definendolo "liberticida". “Liberticida era il fascismo- scrive oggi su Twitter il segretario del Pd Matteo Renzi- non la legge sull'apologia di fascismo. Bisogna dirlo al #M5S: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!'".

Critiche che suscitano la reazione del Movimento 5 Stelle che parla di attacchi "strumentali". «L'antifascismo è un valore fondante della nostra Costituzione e del nostro Paese. Un principio che non può mai essere dimenticato né messo in discussione, rispetto al quale non è neppure ipotizzabile un passo indietro», sottolinea il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Simone Valente.

«Gli attacchi odierni nei nostri confronti che provengono dal Pd sono puramente strumentali. Non permettiamo a nessuno di mettere in discussione principi fondanti della nostra storia e della nostra identità», ha rimarcato Valente.

La norma prevede «misure potenzialmente e sostanzialmente arbitrarie o liberticide», dice Vittorio Ferraresi, deputato M5S, durante la discussione in Commissione Giustizia spiegando la contrarietà dei pentastellati alla proposta di legge Fiano.

Nella relazione di minoranza l'esponente Cinque Stelle aggiunge che «più opportuno sarebbe dunque stato, ove ritenuto necessario e come disposto da alcuni emendamenti a mia firma, aggiornare i contenuti delle citate leggi “Scelba" e “Mancino", invece che affiancarvi, nel codice penale, ulteriori fattispecie di reato che ne duplicano maldestramente i contenuti». Mentre ci troviamo di fronte a una norma che sanziona come reato «anche condotte meramente elogiative, o estemporanee, che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime, o di quello nazionalsocialista tedesco», concludeva Ferraresi.

Su Facebook, Fiano, chiede di sostenere la legge «anche per l'opposizione che riceverà da tutto il centrodestra e dai Cinque Stelle» e «anche - aggiunge dopo il recente caso della spiaggia fascista a Chioggia - per le cose che accadono tutti i giorni».

«I 5S voteranno contro sostenendo che è una legge liberticida», scrive Fiano in un altro post su Facebook in cui pubblica anche una foto con il testo del parere contrario alla legge del M5S. «Li ringrazio per la chiarezza, la differenza tra le nostre idee - conclude - è per me un vanto». ‬

La norma, che punta a punire "chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco", estende la legge Scelba del 1952 e poi la Mancino del '93, portando la legislazione a contemplare anche gesti individuali da punire, come il saluto romano o la diffusione di gadget ("produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli" del fascismo e del nazismo).

Alessandra Mussolini, parlando della legge Fiano, dice all'AdnKronos: «Invece di pensare ai drammi del paese, vogliono introdurre una norma anacronistica, inutile e senza senso, vogliono cancellare la storia, una cose folle, da matti».

Fondi Lega, 2 anni e 3 mesi a Umberto Bossi

MILANO. Il giudice monocratico dell'ottava sezione penale del Tribunale di Milano Maria Luisa Balzarotti ha condannato oggi Umberto Bossi a due anni e tre mesi di reclusione, il secondogenito del senatore, Renzo Bossi, a un anno e sei mesi e l'ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, a due anni e sei mesi di reclusione.

Il giudice li ha ritenuti colpevoli di appropriazione indebita, accusa in alcuni capi d'imputazione cambiata in tentata e per altri episodi prescritta. Il giudice ha poi condannato Umberto Bossi a una sanzione di 800 euro, Renzi Bossi a 500 euro e Francesco Belsito a 900 euro.

Secondo la procura, Bossi avrebbe utilizzato i fondi del partito per spese personali. Come aveva sostenuto il pm in aula, per Bossi sostenere i costi della sua famiglia" con il patrimonio della Lega sarebbe stato "un modo di agire consolidato e concordato" con i tesorieri, cioè con Belsito ma ancor prima con Maurizio Balocchi.

Belsito avrebbe distratto dalla casse della Lega circa mezzo milione di euro tra il 2009 e il 2011, mentre Bossi avrebbe speso 208mila euro di fondi del partito per sue esigenze personali e suo figlio Renzo 145mila euro tra auto, multe da pagare e la presunta 'famosa' laurea in Albania, costata 77mila euro. Ora l'attenzione si sposta a Genova dove per competenza territoriale si è spostata una parte del procedimento milanese nell'ambito del quale Bossi e Belsito, insieme ad altri indagati, sono imputati per truffa aggravata ai danni dello Stato e dove la sentenza è prevista per il 24 luglio.

"Ci aspettavamo questa condanna. E solo il primo grado ma andiamo avanti", dice Renzi Bossi quasi rassegnato. Per il resto il figlio del fondatore della Lega dichiara che il partito "non mi ha mai pagato le multe, tutte rateizzate da me nel 2013, né la laurea in Albania dove non sono mai stato". 

Codice antimafia, arriva il via libera del Senato

ROMA. Il Senato ha approvato il Codice antimafia con 129 voti a favore, 56 contrari e 30 astenuti. Il provvedimento torna alla Camera.

"Vedremo se i rilievi fatti sono fondati, ci sono opinioni moto diverse sia in dottrina che in magistratura, faremo una ricognizione. Vedremo se le modifiche sono necessarie e se sì, dove introdurle". Lo ha afferma il ministro della Giustizia Andrea Orlando, commentando l'approvazione al Senato del Codice.

Il provvedimento tornerà alla Camera per la terza lettura e il Guardasigilli ha escluso il rischio che possa impantanarsi e non essere approvato definitivamente. "Mi pare che la Camera abbia già dato un voto chiaro sul provvedimento, credo che ci siano tutte le condizioni per portarlo fino in fondo".

Orlando: se il Pd si allea con Berlusconi, serve referendum

ROMA. "Se ci fosse l'alleanza tra Pd e Berlusconi, chiederei agli iscritti cosa ne pensano, attraverso un referendum". Un'intesa del genere sarebbe ''uno scenario inquietante e improponibile''. Così il Guardasigilli, Andrea Orlando a 'L'intervista' su Skytg24.
Poi l'invito a mettere da parte le lacerazioni personali per provare a ricostruire una coalizione che includa anche pezzi di società che in questo momento sono alla finestra o sono disincantati". Mettiamo da parte" le divisioni personali, "altrimenti vince la destra''. "Dove il centrosinistra si è diviso, è stato sconfitto. E questa è una buona ragione per costruire una coalizione'', ha insistito Orlando.
"Non vedo una contrapposizione tra la parole di Renzi e Pisapia, se stiamo ai contenuti - ha detto poi - Se si riesce ad andare oltre le contrapposizioni personali, credo che ci siano le condizioni per ricomporre il centrosinistra attorno ai problemi reali delle persone''.
Mentre pensa a "un sistema di alleanze"di "tutte le forze politiche" per "decidere "un'iniziativa comune per chiedere coralmente all'Europa uno sforzo" per fronteggiare l'emergenza immigrati sulle nostre coste. ''Serve un'iniziativa comune per dire all'Europa 'guardate che così non reggiamo' - ha sottolineato il ministro - Queste persone che fuggono dalla povertà e dalla guerra vengono in Italia, perché è il lembo d'Europa più vicino all'Africa. Questo è un problema che riguarda assolutamente tutti''.

Pisapia e Bersani lanciano la nuova sinistra «Insieme»

ROMA. Battesimo in piazza in Piazza Santi Apostoli a Roma di "Insieme", il nuovo schieramento, voluta da Giuliano Pisapia, e nato dall'unione di 'Campo Progressista' e 'Mdp-Articolo1'. A parlare, oltre lo stesso ex sindaco di Milano, sarà Pier Luigi Bersani, che chiuderà dal palco la kermesse. "È una piazza di Roma importante, perché fa riferimento agli apostoli..." ha detto Massimo D'Alema arrivando alla manifestazione, a chi gli ricorda l'importanza per il centrosinistra del luogo simbolo dell'Ulivo. "Andremo alle elezioni ognuno con la sua piattaforma - ha detto D'Alema, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse possibile un centrosinistra senza Pd - . Se noi avremo un grande successo, come io spero, sarà possibile riaprire un discorso col Partito democratico per spingerlo a tornare ad essere una forza che vuole fare il centrosinistra, perché il centrosinistra non è una parola, è una politica. E la politica del Pd di questi anni non è stata una politica di centrosinistra, sennò non saremmo qui".

Il palco a metà della piazza, colori arancione e rosso, lo slogan 'Insieme', fatto di palloncini e tanti volti della stagione del centrosinistra che fu, da Cesare Salvi a Vincenzo Vita e Angelo Bonelli .

Renzi: «Ascolto tutti ma non mi ferma nessuno»

ROMA. Un discorso all'attacco. Non cita nessuno (tranne Veltroni), ma Matteo Renzi ne ha per tutti. Per tutti quelli che lo hanno criticato in questi giorni. Sul centrosinistra, la coalizione, la leadership e pure sul 'brutto' carattere. E la risposta è secca. "Noi siamo pronti a ragionare con tutti, ma sui temi del futuro dell'Italia non ci fermiamo davanti a nessuno". Il Pd, insomma, il 'suo' Pd tira dritto su una linea scelta da due milioni di elettori alle primarie del 30 maggio. Senza "nostalgia del passato" né dei "tavoloni dell'Unione" e nella consapevolezza che senza i dem non c'è possibilità alcuna di vittoria. "Fuori del Pd non c'è la vittoria della sinistra di lotta e di governo, c'è la sconfitta" e "chi immagina di fare il centrosinistra senza il Pd vince il premio Nobel della fantasia ma non raggiunge alcun risultato concreto". Un avvertimento chiaro a quello che si muove alla sinistra del Pd e anche alla piazza di Roma, quella di Giuliano Pisapia e gli altri, che si riunirà nelle prossime ore e che è percorsa da un deciso sentimento anti-renziano. "Il leader -puntualizza Renzi- lo scelgono i voti e non i veti".

NOSTALGIA CONTRO FUTURO - Renzi chiude la due giorni dell'assemblea dei Circoli Pd a Milano e introduce il suo intervento disegnando il terreno di gioco: da una parte 'gli altri' che hanno nostalgia del passato e dall'altra 'noi', il Pd, che guarda al futuro. Su questa impostazione si snoda il discorso del segretario dem alla platea milanese. "Noi siamo in un momento in cui la politica italiana sembra improvvisamente in mano alla nostalgia, ci raccontiamo un passato meraviglioso che non è mai esistito. C'è un sacco di gente che riscrive il passato, noi invece vogliamo scrivere il futuro e vi propongo un percorso che superi la nostalgia".

 

 

LA SINISTRA E IL NOBEL ALLA FANTASIA - Matteo Renzi mette in chiaro che un centrosinistra senza il Pd non esiste. "Fuori dal Pd ci sono i 5 stelle e la Lega, o centrodestra europeo. Ma fuori dal Pd non c'è la vittoria della sinistra di lotta e di governo, c'è la sconfitta di tutta la sinistra. Chi vuole fare un centrosinistra senza Pd vince il premio Nobel per la fantasia, ma non raggiunge alcun risultato concreto". Il segretario dem poi stigmatizza le polemiche interne: "C'è un virus dell'autodistruzione della sinistra. Quando le cose vanno bene, come dopo le primarie, è partita immediatamente la polemica interna. Mi attaccano? Ormai siamo abituati... Uno più, uno meno".

I TAVOLONI DELL'UNIONE - A chi chiede di lavorare a un nuovo centrosinistra e una politica di alleanza, Renzi risponde citando il Lingotto di Walter Veltroni, quello della 'vocazione maggioritaria' tra le altre cose. "Non ho nostalgia dei tavoloni con dodici sigle di alleanze che si chiamavano Unione e pensavano a parlarsi male addosso e c'era chi diceva si' e poi andava in piazza contro il governo. Con quel meccanismo li' l'Italia si e' fermata non e' andata avanti. Ho nostalgia dell'intuizione del Veltroni del Lingotto: stare insieme non contro qualcuno ma per qualcosa".

PRIMARIE, VOTI E VETI - "Il leader lo scelgono i voti e non veti", scandisce Renzi che rivendica la vittoria, appena due mesi, alle primarie del Pd. "Io rispondo alle primarie e non ai caminetti dei capocorrente". Le primarie, osserva il segretario dem, "per qualcuno sono con a scadenza perchè' ogni due mesi le mettono in discussione. Le primarie autunno-inverno, le primarie estive...le primarie settimanali. Due milioni di persone al voto non se le aspettava nessuno: mi hanno stupito, sconvolto".

POSTI E CORRENTI - "Mi dicono di essere più inclusivo. Ma essere inclusivo non significa mettere d'accordo" le correnti "per i posti in lista, non vuol dire che devo decidere le candidature dandone una a te e una all'altro, significa stare in mezzo alla gente", dice Renzi e ai parlamentari che temono per la ricandidatura spiega: "A chi si domanda se avrà la garanzia del posto in Parlamento? Io dico: mettetevi in gioco, lavorate. Mi interessa non la garanzia dei posti in Parlamento ma la garanzia dei posti di lavoro".

AMMINISTRATIVE - Del risultato delle amministrative si discuterà nei prossimi giorni in Direzione. "Basta con il discorso per cui se vince, vince il candidato, sennò è colpa del Pd. No a letture superficiali, c'è molto di cui discutere. Lo faremo nella Direzione" e comunque, sottolinea Renzi, "è impossibile fare una analisi nazionale delle amministrative. A Padova ha vinto Giordani, il Pd è stato bravo ma hanno vinto le donne e gli uomini che tre anni prima avevano perso".

IN TRENO DA SETTEMBRE - Campagna elettorale in treno per le politiche del prossimo anno. "Quando il 24 settembre chiuderà la Festa de L'Unita' nazionale di Imola, noi saliamo su un treno per 5 mesi. Andremo in tutte le province d'Italia. Il treno è preparazione, ci sarà una carrozza per i social e una per gli incontri con la realtà del territorio", annuncia Renzi e avverte: quello in treno sarà "un viaggio capace di andare al cuore delle persone. Chi ha voglia di mettersi in gioco, si metta in cammino. Chi ha voglia di polemizzare, sappia che non lo seguiremo".

Mattarella: «Probabile voto a inizio primavera»

ROMA. “Il termine naturale della legislatura è il prossimo febbraio, quindi la data prevedibile" delle elezioni "è tra febbraio e l'inizio della primavera". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervistato da Bloomberg, come si legge sul sito dell'agenzia.

“Naturalmente - ha aggiunto il capo dello Stato - è sempre possibile in ogni democrazia che vi siano le condizioni per elezioni anticipate. Allo stato, non vi sono segnali del genere, così è verosimile che arriveremo al termine naturale".

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