Mercoledì 20 Settembre 2017 - 6:05

Storace a Napoli: unire il centrodestra

NAPOLI. Tra Berlusconi e Salvini "meno punzecchiature sui giornali, più telefonate". È l'invito che lancia Francesco Storace, presidente del Movimento nazionale per la sovranità, intervenuto a Napoli alla conferenza programmatica del movimento alla presenza dei vertici regionali di partiti e movimenti del centrodestra. "Spero che prevalga l'intelligenza - spiega Storace - parliamo di due personalità forti: uno con una grande esperienza, l'altro con un recente successo considerevole. Io credo che un'intesa non sia complicata da trovare".

Legge elettorale, riforma a settembre in Aula alla Camera

La riforma della legge elettorale tornerà all'esame dell'Aula della Camera a settembre. Lo ha deciso la riunione della Conferenza dei capigruppo, che, in base all'andamento dell'iter in commissione, deciderà alla vigilia della pausa estiva se il provvedimento sarà all'ordine del giorno nella prima settimana dei lavori.

Tensione Pd, Prodi contro Renzi: «Vuole che sposti le tende? Lo farò»

«Leggo che il segretario del Partito democratico mi invita a spostare un po' più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà: la mia tenda è molto leggera. Intanto l'ho messa nello zaino». Lo dichiara l'ex premier Romano Prodi.

GUERINI. «Nessuno ha mai neanche lontanamente pensato di attaccare Prodi o di invitarlo ad andarsene. Prodi è e resta un punto di riferimento» dice Lorenzo Guerini, parlando con i cronisti alla Camera. «Noi vogliamo lavorare con tutti e discutere con tutti a partire dai temi che interessano il Paese perché una discussione tutta sulle formule politicistiche, invece di affascinare chi ascolta, rischia di allontanare i cittadini» aggiunge Guerini.

RICHETTI. Anche Matteo Richetti, su Twitter, sottolinea che «nessuno ha mai invitato Romano Prodi ad allontanarsi dal Pd, la nostra volontà è l'esatto contrario».

FRANCESCHINI. Intanto, a due giorni dai ballottaggi, continuano le valutazioni all'interno del Partito democratico. «Bastano questi numeri per capire che qualcosa non ha funzionato? Il Pd è nato per unire il campo del centrosinistra, non per dividerlo» scrive su Twitter il ministro della Cultura Dario Franceschini, pubblicando i grafici dei risultati ottenuti dal Pd a L'Aquila, Genova, Parma e Verona.

Frasi alle quali segue l'invito alla calma di Lorenzo Guerini: «Inviterei tutti alla calma. Il 10 ci sarà una Direzione e lì discuteremo sulla situazione politica. Servono calma e responsabilità per il ruolo che il Pd ha nei confronti degli elettori. Calma e responsabilità rispetto a esasperazioni che non servono».

RENZI. Nel corso del suo intervento al convegno dell'Ispi, a Milano, interviene anche Matteo Renzi: alle discussioni di questi giorni do «una risposta che capisco può suonare polemica, ma è animata dal desiderio di far bene al nostro schieramento e all'Italia: non possiamo inseguire oggi la discussione artificiale su quale sarà la coalizione alle elezioni. Abbiamo circa un anno di tempo, confrontiamoci sui contenuti» afferma Renzi.

«Non continuiamo con il dibattito quotidiano sul partitino x o y, se no riprendiamo la discussione di antica memoria sul cespuglio e sul cespuglietto e sviliamo la possibilità per la politica di affrontare i temi reali», aggiunge il segretario Pd, sottolineando di non cedere alla «pretesa di pochi addetti ai lavori di capire come tornare in Parlamento la volta successiva, cosa cui è poco interessate il popolo italiano».

ORLANDO. A proposito del fatto che non si stia lavorando a una legge elettorale maggioritaria che favorisca le coalizioni, interviene Andrea Orlando: «Il problema fondamentale è evitare una parola che in questo momento» suona come una «bestemmia ovvero la parola coalizione. Perché la parola coalizione mette in discussione il tema della candidatura alla premiership».

Per dire la coalizione non funziona si porta l'esempio delle amministrative e Genova, aggiunge, «ma non può reggere una coalizione in una sola città, in un quadro in cui quella coalizione non esiste a livello nazionale».

Guerini: si parla di unità, poi si fa l'opposto

ROMA.  "Ribadisco il concetto che ho già espresso due giorni fa e che mi pare assolutamente innegabile: il Partito democratico ha già svolto non solo le primarie ma anche un congresso dagli esiti nettissimi". Lo dice Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria del Partito democratico. "Stupisce quindi che si cerchi di rimettere in discussione la volontà espressa pochissimo tempo fa dai nostri elettori ed iscritti. E se si invoca, giustamente, la parola unità, non mi pare molto in linea assumere comportamenti che vanno nella direzione opposta", conclude Guerini.

Addio a Stefano Rodotà

ROMA. È morto Stefano Rodotà. Giurista, politico e intellettuale, aveva 84 anni. "Ricordo Stefano Rodotà grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Una vita di battaglie per la libertà", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. 

Rodotà era nato nel 1933 a Cosenza. Giurista, professore universitario, ex parlamentare, già Garante per la protezione dei dati personali, venne eletto deputato per la prima volta nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano.

Nel 1989 è stato nominato ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal Pci di Achille Occhetto e successivamente, dopo il XX Congresso del partito comunista e la svolta della Bolognina, ha aderito al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo presidente del Consiglio nazionale, carica che ricoprirà fino al 1992. Nell'aprile dello stesso anno è tornato alla Camera dei deputati tra le file del Pds ed è stato eletto vicepresidente e ha fatto parte della nuova Commissione Bicamerale.

Dal 1997 al 2005 Rodotà è stato il primo Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell'Unione europea. Nel 2013 è stato candidato non eletto per l'elezione del Presidente della Repubblica.

Quarant'anni dopo torna il Campo Hobbit

BENEVENTO. Tutti fuori. C’è bisogno di prendere aria. E per farlo bisogna rimettersi in movimento per tornare alle origini. Quarant’anni dopo per proiettarsi nel futuro. È il senso della tre giorni che si terrà da venerdì 23 giugno a domenica 25 al campo sportivo di Montesarchio, in provincia di Benevento, nello stesso luogo dove l’11 e il 12 giugno del 1977 si svolse il primo Campo Hobbit. Un appuntamento che rappresentò un evento dirompente per il mondo giovanile missino, e che oggi rivive grazie all’impegno di Marina Simeone, figlia di quel Generoso Simeone che fu icona del movimentismo missino degli anni ’70, un animatore culturale e di giornali. Generoso di nome e di fatto, Simeone fu esponente della corrente di Pino Rauti e in primissima fila nell’organizzazione del Campo del 1977. La manifestazione, proprio come quella di 40 anni fa, promette di essere un evento.

Ci saranno innanzitutto i protagonisti di quella “rivoluzione di comunità”, con l’obiettivo di storicizzare quanto avvenne, nella consapevolezza che senza memoria non può esserci alcun futuro. Oltre al ricordo di Pino Rauti, indimenticato leader missino, non mancheranno quelli di Rutilio Sermonti, intellettuale e scrittore di grande spessore, e dell’editore napoletano di Controcorrente, Pietro Golia. Una mostra fotografica e le combattive e trasgressive riviste dell’epoca accompagneranno tutta la tre giorni della manifestazione. Il tutto senza dimenticare la musica alternativa e i grandi temi del presente: immigrazione, Europa dei popoli, tradizione contro mondialismo e molto altro alimenteranno le discussioni che si susseguiranno coordinate dalle case editrici Controcorrente, Settimo Sigillo e Ar.

Sull’esperienza dei Campi Hobbit (ce ne furono altri due dopo quello di Montesarchio) molto si è detto. Il tentativo di andare oltre gli steccati e le sterili contrapposizioni, il superamento della guerra civile permanente che teneva l’Italia in ostaggio, la volontà di uscire da inutili nostalgismi e rivolgersi innanzitutto al futuro e alle nuove generazioni, coinvolgendole su questioni “metapolitiche” - come allora si disse - e poi la celtica (che fece andare su tutte le furie Giorgio Almirante), la letteratura tolkieniana, la musica alternativa, la difesa della terra, la rivoluzione grafica e tanto altro ancora costituirono altrettanti temi che, coniugati a miti e simboli della Tradizione, fecero dei Campi Hobbit un’esperienza originalissima e vitale.

Se anche si trattò di una “rivoluzione impossibile” - per dirla con il titolo di un importante libro di Marco Tarchi, che fu tra i leader di quella Nuova Destra che nelle esperienze dei Campi Hobbit si è sempre riconosciuta - si trattò di un movimento che lasciò una traccia feconda. In cosa consista lo spiega bene Marina Simeone, presidente dell’associazione culturale intitolata al padre: «Non riuscì probabilmente quella rivoluzione culturale chiamata Hobbit, ma ha coinvolto e si è fissata nella storia, come tutte le rivoluzioni che si fanno in nome di idee e non di interessi e di comode poltrone. È da allora - spiega la Simeone - che vogliamo ripartire, è a quei modelli che vogliamo rendere onore e riferirci, per rivendicare la consistenza di una presenza. A Montesarchio abbiamo chiamato tutti coloro che potevano dirsi interessati e desiderosi di voler costruire, finanche sulle rovine attuali, un’oasi di intelligente politica». Ricordando la figura del padre, lo definisce «un rautiano convinto, un energico pazzo, un uomo di cultura e di azione. Finì lì la sua esperienza interna al Msi e al massimo durò qualche anno in più. Poi il messaggio politico preferì farlo passare tramite la testata “Segnali”, l’impegno sportivo e sociale, l’educazione familiare». E conclude: «Non è cambiato lo scenario, rispetto a quarant’anni fa, ma forse cambierà la sorte». Perché mancò la fortuna, non certo il valore.

Ecco di seguito il programma:

 

Venerdì 23 Giugno ore 15:30

CAMPO HOBBIT E LA NASCITA DELLE RADIO ALTERNATIVE

  • Alessandro Alberti
  • Marcello Taglialatela
  • Davide Scarinzi,
  • Walter Jeder

 

 

Venerdì 23 Giugno ore 17:00

CAMPO HOBBIT 40 ANNI DOPO

ANALISI CRITICA FATTA DAI PROTAGONISTI DEI TRE CAMPI HOBBIT

  • Adolfo Morganti
  • Ferdinando Parisella
  • Francesco Mancinelli
  • Fabio Torriero
  • Gianni Alemanno
  • Biagio Cacciola
  • Silvano Moffa
  • Adalberto Baldoni
  • Pasquale Viespoli
  • Mario Tuti – il I° Campo Hobbit vissuto nelle carceri

Moderano Ugo Tassinari e Giuseppe Parente

 

 

Venerdì 23 Giugno ore 01:00

INAUGURAZIONE SOLSTIZIALE

Movimento Tradizionale Romano

 

Sabato 24 Giugno ore 11:00

STRADE D’EUROPA

Tavola rotonda coordinata dalla casa editrice Settimo Sigillo.

  • Enzo Cipriano, Editore
  • Jack Marshall, sociologo, Fondatore Ordre Nouveau e Front National
  • Mario Michele Merlino, professore e scrittore
  • Rodolfo Sideri, Professore di storia e filosofia
  • Relazione di Filippo Romeo, Analista di scenari geopolitici

 

 

Sabato 24 Giugno ore 16:00

IMMIGRAZIONE E IDENTITÀ

Tavola rotonda coordinata dalla casa editrice AR.

  • Massimo Pacilio, Professore di storia e filosofia
  • Fabrizio Fiorini, Direttore L’Uomo Libero
  • Relazione di Nicola Cospito sulla identità
  • Daniele Martignetti, Giornalista Ordine Futuro Rivista di studi politici e geopolitici
  • Adriano Tilgher
  • Antonio Mazzella – Presa D’Atto della partecipazione e ringraziamento

 

Sabato 24 Giugno ore 18:00

LA TRADIZIONE COME RISPOSTA AL MONDIALISMO

Tavola rotonda coordinata da Controcorrente Napoli.

 

  • Mauro Finocchito, Giornalista, Editore
  • Emiddio Novi, Giornalista, Scrittore
  • Antonio Pimpini, Avvocato, Economista, Associazione culturale “Auriti”
  • Paolo Borgognone, Giornalista, Scrittore
  • Nazzareno Mollicone, Giornalista, Scrittore.

 

Domenica 25 Giugno ore 11:00

Luciano Schifone ricorda il pensiero, l’azione, l’impegno politico e culturale di Pino Rauti

 

Domenica 25 Giugno ore 11:30

Che fare?

Tavola rotonda tra i rappresentanti delle associazioni coinvolte per iniziare a camminare insieme

 

Tra le associazioni presenti a Campo Hobbit interverranno:

  • Marina Simeone, Associazioni “Generoso Simeone”
  • Isabella Rauti, Centro Studi Pino Rauti
  • Luigi Branchini, Controcorrente
  • Comunità militante Caudina 321
  • Nessuno Resti Indietro
  • Sabino Morano, Testimonianza di un militante di provincia e non solo.
  • Fabio de Maio, La Terra dei Padri
  • Michele De Feudis, Barbadillo.it
  • Bruno Esposito, Iniziativa Meridionale e Volontari per l’Italia
  • Rivista di studi politici e geopolitici Ordine Futuro
  • Comunità Militante Raido
  • Pasquale Morisani, Associazione Stanza 101, Reggio Calabria
  • Presenta e modera Antonio Mazzella (Comitato Organizzato Campo Hobbit 40)

Ius soli, Grillo: «Pastrocchio invotabile». Gentiloni: «Atto di civiltà»

ROMA. "Sullo ius soli il MoVimento 5 Stelle si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà, con coerenza, al Senato. Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile". Lo sottolinea Beppe Grillo in un intervento sul suo blog.

"È vergognoso - insiste il garante M5S - tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica: secondo l'Istat sono l'11,9% del totale, ovvero 7 milioni e 209mila persone che nel 2016 si sono trovate nelle condizioni di 'grave deprivazione materiale'".

"Il MoVimento 5 Stelle non si fa le pippe pensando alle alleanze, alle cadreghe, alle lobby o alle cooperative. Pensiamo ai problemi delle persone, se chi governa facesse altrettanto oggi non saremmo qui", conclude Grillo.

Gentiloni: "Legge di civiltà, spero presto ok Parlamento" - "E' arrivato il tempo di poter considerare a tutti gli effetti questi bambini dei cittadini italiani. Glielo dobbiamo e si tratta di un atto doveroso di civiltà. Mi auguro che il Parlamento lo faccia molto presto nelle prossime settimane", ha detto il premier Paolo Gentiloni a Bologna a 'RepIdee'.

Orfini: il Pd sostiene De Luca? Nessuno se ne accorge

"Suggerisco ai vertici del Pd campano maggiore attenzione. Mi sono limitato a ribadire un concetto pubblicamente espresso in una iniziativa e ascoltato da tante persone, purtroppo mal riportato da un quotidiano. Ovvero che l'azione di governo regionale, guidato da Vincenzo De Luca, non sempre ha trovato adeguato sostegno in un partito molto preso dalla propria discussione interna. Apprendo oggi dalla segreteria del Pd Campania che cosi' non e', che nel Pd campano regna la piena armonia e che lo stato di salute del partito e' eccellente. Ne prendo atto con viva soddisfazione. Certo, mi chiedo come mai i cittadini non se ne accorgano". Cosi' in una nota Matteo Orfini, presidente del Pd, in risposta al comunicato della segreteria regionale del Pd.

"Per rimediare ad una gaffe nei confronti del Governatore della Campania il presidente Orfini lancia, come suo costume da qualche tempo, strali contro il Pd regionale. Abbiamo sostenuto l'azione del presidente De Luca con le dichiarazioni e con i fatti sin dal principio, anche in tempi non sospetti, quando Orfini era alle prese con ben altre faccende e non era ancora affetto dalla sindrome ossessiva per il Pd campano" afferma in una nota la segreteria regionale del Pd Campania.

De Magistris: oggi incontro con Minniti su sicurezza e migranti

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris incontrerà oggi a Roma il ministro dell'Interno Marco Minniti «e altri esponenti del Viminale». Lo ha anticipato oggi a Napoli al termine di una conferenza stampa. «Dobbiamo parlare di diversi argomenti - ha detto de Magistris - perché è importante portare all'attenzione del Ministero questioni che vanno dai temi degli enti locali, quindi della città di Napoli, ai temi della sicurezza, dei migranti. Ci andremo con le nostre idee e le nostre proposte, che sono alternative alle oligarchie, allo strangolamento degli enti locali, alle politiche di Grillo e della Raggi e di chi pensa che il pericolo per la sicurezza siano i poveri». 

Commentando la manifestazione indetta da Noi con Salvini Napoli contro lo ius soli in programma nel pomeriggio in piazza Plebiscito, de Magistris ha risposto: «Noi siamo alternativi a loro, noi siamo per il popolo delle solidarietà, della giustizia sociale e dell'uguaglianza. Loro sono per se stessi, sono quelli per cui “se io sto bene, tu puoi pure morire, puoi pure schiattare". Un futuro migliore non si costruisce così, ma si costruisce con la solidarietà, l'accoglienza, la redistribuzione delle ricchezze e finendola con l'Europa del liberismo e della concentrazione del potere. Se l'Europa avesse pensato di più ai popoli, ai bisogni e ai diritti non saremmo a questo punto. È complicato costruire un'alternativa dal basso, ma almeno parlare un linguaggio diverso e provare a praticarlo - conclude de Magistris - produce energie positive».

Arrivano i tagli Rai, ecco quanto perdono le star

Il consiglio di amministrazione Rai, riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del direttore generale Mario Orfeo, ha approvato la delibera riguardante il “Piano organico di criteri e parametri per l’individuazione e la remunerazione dei contratti con prestazioni di natura artistica". È quanto si legge nella nota di Viale Mazzini. «Costruito a partire dall’applicazione puntuale della legge e recependo le indicazioni contenute nel parere dell’Avvocatura dello Stato e fornite dal ministero per lo sviluppo economico - si sottolinea - il Piano nasce dalla necessità di tutelare il futuro aziendale».

«Nello stesso tempo l’obiettivo - si scandisce - è quello di salvaguardare la necessità di stare sul mercato continuando a svolgere al meglio la missione di servizio pubblico come testimoniano, solo per citare recentissimi esempi, programmi quali il ricordo di Falcone e Borsellino o Notte a Venezia. Il documento, illustrato ai consiglieri dal Dg, individua criteri quanto più possibili oggettivi da adottarsi per la definizione di prestazioni per le quali sia possibile il superamento del limite retributivo dei 240 mila euro. Per ogni deroga al tetto dovrà essere fornita adeguata motivazione resa esplicita in fase contrattuale da parte degli organi responsabili».

In particolare, il documento precisa che «possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale in termini di elaborazione del racconto nelle sue diverse declinazioni, in maniera coerente all’obiettivo generale di servizio pubblico». Per quanto riguarda i parametri per la remunerazione, «il Piano prevede una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10% che andrà ad aumentare progressivamente con il salire degli importi».

«I criteri del Piano hanno lo scopo di esplicitare, strutturare ulteriormente e migliorare le pratiche già in atto per un utilizzo sempre più attento delle risorse economiche con il primo obiettivo della creazione di valore attraverso la produzione di contenuti di qualità. E’ evidente però che la tutela del futuro del servizio pubblico passa necessariamente anche attraverso la possibilità di continuare ad avvalersi di grandi professionalità che contribuiscano a creare prodotti autorevoli e riconoscibili. Il Piano sarà soggetto a verifica annuale».

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