Domenica 19 Agosto 2018 - 5:35

Caos centrodestra, Salvini: «Colpa di Silvio»

Il centrodestra va in frantumi sulla presidenza Rai. Silvio Berlusconi pagherà a caro prezzo il distacco dalla Lega. Matteo Salvini non farà passi indietro e lo dice a chiare lettere in un'intervista al "Resto del Carlino" nella sottolinea che la Lega non farà passi indietro sul nome di Marcello Foa. "Andare contro il cambiamento - dice Salvini rivolgendosi a Berlusconi - è una scelta, ma a ogni scelta corrispondono delle conseguenze".

Il centrodestra va in pezzi e, avverte Salvini, "non siamo noi a volerlo. Se Forza Italia non è d'accordo su niente, se sceglie il Pd, faccia pure. Scelta sua. Se vuole fare un partitone Pd-Fi, auguri. Dispiaciuti, andiamo avanti, facendo battaglie di centrodestra e per il cambiamento".

L'elettorato, al contrario di ciò che va paventando Berlusconi, ha scelto la Lega e sta abbandonando Forza Italia. "Mi pare stia succedendo l'esatto contrario - osserva infatti Salvini - che la Lega non abbia mai avuto così tanto consenso e Fi così poco. Se la Lega ha quattro volte i voti di Fi forse qualcuno sta sbagliando qualcosa. Mi pare che gli italiani abbiamo già scelto con chi stare".

Ieri Salvini si è recato in clinica a trovare Berlusconi. "Sono andato per affetto, perché la salute viene prima di tutto. Abbiamo dialogato. Poi son venute le sue dichiarazioni di amore al Pd. Ne prendo atto. Ora, un conto è la vicinanza umana, un conto è la scelta politica che ha portato non solo molti elettori ma anche molti eletti di Forza Italia a tutti i livelli ad avvicinarsi alla Lega. Io fino ad oggi ho detto di no, però se Forza Italia sceglie il Pd è giusto che chi si sente di centrodestra possa fare politica con la Lega".

Il ministro e vice premier chiarisce infine che sul nome di Foa non ci sarà nessuna retromarcia. Andrete avanti? "Per me assolutamente sì. E’ persona di spessore e di valore assolutamente riconosciuto e non può essere ostaggio dei capricci del Pd e tantomeno di Forza Italia. Ho sentito Di Maio, con i Cinque Stelle siamo già sostanzialmente d’accordo. Vedremo il come. I Cinquestelle sono persone affidabili con i quali si sta lavorando bene".

Rai, Foa va avanti: «Resto al mio posto»

«Oggi ho informato i miei colleghi del Consiglio di Amministrazione che sono ancora in attesa di indicazioni dell'Azionista e che nel frattempo continuerò, nel pieno rispetto di leggi e regolamenti, a coordinare i lavori del Cda come consigliere anziano, nell'esclusivo interesse del buon funzionamento della Rai». Lo scrive in una nota il consigliere d'amministrazione Marcello Foa, al termine del Cda di oggi in viale Mazzini.

Dopo la bocciatura della commissione di Vigilanza della sua nomina a presidente Rai, arrivata ieri, Foa precisa: «Voglio sottolineare che in queste prime riunioni il clima all'interno del Consiglio è stato ottimo, di confronto franco e leale con colleghi di grandissimo valore e che lo spirito che ci unisce è quello di servizio per la più grande azienda culturale del Paese».

Secondo l'opposizione, però, Foa non può restare al suo posto. «Il diritto e la prassi - scrive su Facebook il deputato del Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai - che in assenza di un presidente e di un vicepresidente un Cda sia presieduto dal consigliere anziano, in questo caso non si applica, poiché la commissione di Vigilanza non ha dato il proprio assenso proprio al fatto che il consigliere Foa sia presidente e quindi possa presiedere il Consiglio».

Intanto, anche il Financial Times dedica un articolo alla vicenda Rai. Secondo il quotidiano della City, la battuta d'arresto del governo sulla vicenda Rai mostra la tensione esistente tra Silvio Berlusconi e la Lega, che ha fatto campagna con Forza Italia su una piattaforma di centrodestra a marzo e poi successivamente ha dato vita a un governo più populista con il partito anti-establishment dei 5 stelle.

Il giornale sottolinea che "il governo ha subito un'umiliante sconfitta dopo che Fi, il partito dell'ex premier Berlusconi ha rifiutato di sostenere il candidato della coalizione per guidare la Rai". Le obiezioni di Silvio Berlusconi a Marcello Foa "non sono personali", scrive il quotidiano, che cita dei 'collaboratori' del leader di Fi e ricorda come il candidato proposto per la guida della Rai, considerato vicino a Matteo Salvini, abbia lavorato fino al 2011 per il Giornale. Secondo gli "osservatori" cui fa riferimento il FT, Berlusconi potrebbe cercare invece "l'occasione di strappare alcune concessioni per il proprio partito, quali il controllo di un canale Rai o di un dipartimento, per completare il suo impero mediatico composto da magazine e network televisivi".

Lega-Forza Italia, scontro totale

"La Lega prende atto che Forza Italia ha scelto il Pd per provare a fermare il cambiamento, per la Rai, per il taglio dei vitalizi e per altro ancora. Dispiaciuti, continuiamo sulla via del cambiamento, sicuri che gli italiani e gli elettori del centrodestra (come dimostrano tutti i sondaggi) abbiano le idee chiare". Così il vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini dopo che, in mattinata, non è passato in Commissione di vigilanza Rai il nome di Marcello Foa, incaricato dal cda di fare il presidente.

Ad esprimere parere favorevole sono stati soltanto 22 parlamentari; ci sono stati poi una scheda bianca e nessun voto contrario poiché i commissari di Pd, Fi e Leu non hanno ritirato la scheda. In sostanza la maggioranza dei due terzi necessaria per il parere favorevole non è stata raggiunta ed è rimasto il no di Forza Italia a Foa.

Dl dignità, bocciato ripristino art. 18

No di governo e maggioranza alla reintroduzione dell'articolo 18 nel caso di licenziamento illegittimo. Il M5S e la Lega hanno votato contro un emendamento, presentato dal deputato di Leu Guglielmo Epifani, che puntava a recepire, nel decreto Dignità all'esame della Camera, le norme cancellate dal Jobs Act approvato dal governo Renzi nella passata legislatura. L'emendamento - sul quale si erano dichiarati contro sia il governo che i relatori di maggioranza - è stato respinto con 317 no, 191 astensioni e i soli 13 voti a favore della pattuglia di deputati di Leu.

Nel presentare la ratio del provvedimento, l'ex segretario della Cgil aveva detto: "Parliamo di un tema delicato e conosciuto che va sotto la denominazione di Articolo 18. In realtà vogliamo presentare una norma per la tutela reale dei lavoratori nei casi di licenziamenti illegittimi, che il Jobs Act ha di fatto cancellato. Non vogliamo fare un atto di mera testimonianza né di propaganda ma risarcire moralmente e concretamente i lavoratori".

Poi, dopo la bocciatura, Epifani ha parlato di "un'occasione persa per ridare veramente dignità ai lavoratori e alle lavoratrici". "Per noi - ha aggiunto - la proposizione della tutela reale nel caso dei licenziamenti illegittimi risponde a un doppio risarcimento intellettuale e morale. Per 20 anni ci è stato detto che l'art. 18 frenava i contratti a tempo indeterminato e gli investimenti. Tolto quel diritto però non sono aumentati né i contratti né gli investimenti. E' bene prendere atto che quella narrazione non era e non è vera. E' necessario tornare a difendere meglio la dignità dei lavoratori che vengono licenziati in modo illegittimo. E sicuramente il cosiddetto dl dignità non lo fa".

Rai, Foa bocciato da Vigilanza

Non passa in Commissione di vigilanza Rai il nome di Marcello Foa, incaricato dal cda Rai di fare il presidente. Ad esprimere parere favorevole sono stati soltanto 22 parlamentari, si contano poi una scheda bianca e nessun voto contrario poiché i commissari di Pd, Fi e Leu non hanno proprio ritirato la scheda. In sostanza la maggioranza dei due terzi necessaria per il parere favorevole non è stata raggiunta, essendo pari a 27 voti favorevoli. Sembra poi che un parlamentare dei Cinque Stelle non abbia votato. E' rimasto quindi il no di Forza Italia a Foa. Fonti della Lega riferiscono che questa mattina Matteo Salvini è andato a trovare Silvio Berlusconi all'ospedale San Raffaele. "Una visita di cortesia, durante la quale - si spiega - si è parlato anche della questione Rai. Dopo le telefonate tra i due di ieri sera, è stato - si aggiunge - un primo confronto di persona franco e pacato".

La questione torna ora sul tavolo del consiglio di amministrazione Rai che si riunirà alle 14.30. "Prendo atto con rispetto della decisione della Commissione di Vigilanza della Rai - commenta Foa -. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel Consiglio che mi è stato proposto dall'azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione - conclude - invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell'interesse della Rai". Su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, sottolinea: "Foa si è rimesso all'azionista. Il ministro Tria che dice?". "In qualità di titolare del Tesoro, Tria rappresenta'azionista della Rai", spiega, invitando il ministro a intervenire per bloccare la riunione del Cda Rai in quanto "ogni decisione, senza che sia prima chiarita la posizione di Foa, è a rischio illegittimità".

Dopo la bocciatura del nome del presidente Rai, 5 Stelle e Lega vanno all'attacco di Pd e Forza Italia. "Oggi si è ricostituito il patto del Nazareno" per bloccare la nomina di Foa, affermano Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli, capigruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera e al Senato. "Forza Italia e Pd - continuano - si sono schierati contro di lui, allievo di Montanelli, giornalista de Il Giornale e forte sostenitore della sovranità nazionale. Dal Pd te lo aspetti, ma da Forza Italia? E' un colpo basso alla Lega", concludono.

Il capogruppo Lega alla Camera Riccardo Molinari e il capogruppo Lega al Senato Massimiliano Romeo si dicono "dispiaciuti dell'asse Pd-Fi che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai. Dal Pd - sottolineano - non ci aspettiamo nulla, con Fi invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova, cambiamento, qualità e meritocrazia. Siamo convinti - osservano -che i fraintendimenti di questi giorni sul metodo, più che sul merito, possano essere superati".

Soddisfazione è stata espressa dal Pd. "Il colpo di mano di Di Maio e Salvini non passa", sottolinea il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. Mentre il segretario del Pd, Maurizio Martina scrive su Twitter: "Volevano una presidenza Rai asservita a Salvini e Casaleggio. Il Parlamento ha detto no. Ora una figura di garanzia nell'interesse generale". Le capogruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, affermano in una dichiarazione congiunta: ''Altro che asse tra Pd e Forza Italia sulla Rai, l'unico asse di cui siamo profondamente rammaricati è quello che si è creato in violazione della volontà popolare - e nello specifico in violazione dello spirito della legge sulla Rai - tra Lega e Cinquestelle".

Salvini: «Un Paese senza figli muore»

ROMA. «Un paese che non fa figli è destinato a morire, noi abbiamo creato il ministero della Famiglia per lavorare su questi temi: fertilità, nidi, aiuti fiscali per le famiglie». A dirlo, in una intervista a Sunday Times dal titolo “Matteo Salvini looks to babies to save Italy's identity”, (“Salvini punta sulle nascite per salvare l’identità italiana”). Per Salvini la sinistra usa questo tema, la bassa natalità italiana come «scusa per far arrivare i migranti nel nostro paese», mentre alla fine del mandato, il Governo sarà «giudicato più sul numero di nuovi nati che non su quelli legati al nostro debito pubblico». Per il ministro dell’Interno «aggredire e picchiare è un reato, a prescindere dal colore della pelle di chi lo compie, e come tale va punito. Ma accusare di razzismo tutti gli italiani ed il governo in seguito ad alcuni limitati episodi è una follia». 

Tav, Salvini: «Si vada avanti». Palazzo Chigi: «Il dossier non è sul tavolo»

ROMA. La questione-Tav divide il Governo e provoca il richiamo dell’Unione europea all’Italia. «Occorre andare avanti e non tornare indietro - dice il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ospite di Mattino24 su Radio 24 -. L’opera serve e se per caso da un’analisi attualizzata del 2018 non serve, costa di più bloccarla che non proseguirla? Questo è il ragionamento che varrà su tutto, analisi costi benefici, la Tav, la Tap, la Pedemontana, Terzo Valico. Questo c’è scritto e questo faremo. C’è l’analisi costi-benefici, non è che faccio pagare agli italiani miliardi». Ma fonti di Palazzo Chigi fanno rilevare che il dossier sulla Tav al momento non è ancora giunto sul tavolo del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Nessuna decisione dunque è stata ancora presa -spiegano le stesse fonti- e soprattutto non ci sono state valutazioni al riguardo. Il dossier è in fase istruttoria presso il ministro competente, quello delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, il quale è impegnato in una valutazione costi-benefici che poi sarà sottoposta e condivisa con il presidente del Consiglio e con l’intero governo. Ad ogni modo la soluzione sarà in linea con quella contenuta nel contratto di governo, che prevede l’impegno a ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell'accordo tra Italia e Francia. Ma dall'Ue arriva il monito: «Opera strategica da completare»

Cda Rai, il Governo indica Salini e Foa

ROMA. Fabrizio Salini amministratore delegato e Marcello Foa consigliere di amministrazione: questi i nomi proposti dal Consiglio dei ministri per il Cda della Rai. «Diamo il via ad una vera e propria rivoluzione culturale per liberarci di parassiti e raccomandati» dice il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio.  «Dalla “rivoluzione” al “tutto come previsto”. Dopo la sceneggiata dei casting, tutto si conclude con l’ad previsto da settimane. La rivoluzione può attendere: per ora in scena solo il vecchio rito di spartizione partitocratica». Esecutivo Usigrai, Fnsi, Ordine dei Giornalisti commentano così i nomi designati dal governo per la Rai. «Un motivo in più - osservano - per dire a uno dei protagonisti, e in particolare al vicepresidente del consiglio Luigi Di Maio, di cominciare con il portare rispetto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della Rai: altro che “parassiti e raccomandati”, in Rai lavorano professionisti che garantiscono ancora oggi al servizio pubblico, nonostante il cappio dei partiti e dei governi, di essere la prima azienda radiotelevisiva italiana». 

Figli di coppie gay, il ministro dice no al riconoscimento

ROMA. Non si possono risconoscere i figli di coppie dello stesso sesso nati all’estero grazie a pratiche vietate in Italia come la maternità surrogata. A dirlo il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, in audizione dalla Commissione Affari Sociali della Camera sulle linee programmatiche del suo dicastero. «Il diritto di famiglia - dice - non può tenere in conto il riconoscimento di genitorialità di bimbi concepiti all’estero da coppie dello stesso sesso, tramite pratiche vietate come la maternità surrogata o l’eterologa, non consentita a coppie omosessuali. Una visione che tradisce un’impostazione adultocentrica, in conflitto con l’interesse superiore del bambino. Va fatto rispettare il divieto, evitando che il ricorso di queste pratiche all’estero si traduca in un aggiramento del divieto in Italia».

Migranti, intesa Anac-Viminale: «Uso delle risorse più attento»

ROMA. Accordo tra l’Autorità nazionale anticorruzione e il ministero dell’Interno in tema di appalti per la fornitura di beni e servizi nei centri di primo soccorso e accoglienza dei migranti. In base all’intesa, l’Anac fornirà supporto tecnico-giuridico per l’elaborazione di bandi-tipo diversificati in base alle varie tipologie di ospitalità previste in Italia, con l’obiettivo di favorire attività gestionali standardizzate e più trasparenti. L’accordo punta ad assicurare uniformità delle procedure, così da assicurare un migliore impiego delle risorse pubbliche e al tempo stesso coadiuvare le Prefetture nella stesura delle gare d’appalto. Non si tratta della prima collaborazione fra l’Autorità e il ministero. Già nel gennaio 2017, su richiesta dell’allora ministro pro tempore, l’Anac ha supportato il Viminale nella predisposizione di uno schema di capitolato per gli appalti dei centri d’accoglienza, poi confluito nel decreto Minniti. «Un uso corretto delle risorse non è interesse solo dei contribuenti ma dei migranti stessi, che sono le prime vittime di una gestione illecita e spregiudicata dei centri, come hanno dimostrato negli ultimi anni molteplici casi di cronaca e numerose inchieste giudiziarie - dice il presidente dell’Anac Raffaele Cantone -. Con questo accordo l’Autorità anticorruzione mette a disposizione il proprio know how per evitare che possano verificarsi nuovi odiosi episodi di malversazione». E Salvini aggiunge: «Le linee di intervento delineate con la direttiva permetteranno di razionalizzare la spesa uniformandoci alla media dei Paesi europei». 

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