Domenica 19 Agosto 2018 - 5:36

Quirinale, Mattarella compie 77 anni

ROMA. Il Presidente della Repubblica compie ha compiuto ieri 77 anni. Sergio Mattarella  è nato a Palermo il 23 luglio 1941. Il Capo dello Stato festeggia il suo compleanno quasi al centro del suo settennato: è stato infatti eletto presidente il 31 gennaio 2015 e ha giurato il successivo 3 febbraio. È arrivato quindi a metà mandato. Auguri sono giunti a Mattarella da tutte le forze politiche e dai presidenti delle Camere. il tutto mentre 39 persone, titolari di altrettanti profili Facebook, rischiano di finire a giudizio con l’accusa di avere offeso il Presidente della Repubblica: il sostituto procuratore di Palermo Gery Ferrara ha ricevuto dalla Digos le identificazioni degli autori delle minacce e degli insulti rivolti a Sergio Mattarella il mese scorso, dopo che il Capo dello Stato aveva affidato l’incarico per la formazione del Governo a Carlo Cottarelli. La Procura, con il coordinamento dell'aggiunto Marzia Sabella, sta procedendo all'iscrizione di tutti gli identificati nel registro degli indagati e potrebbe chiedere anche il giudizio immediato, per l’evidenza della prova. 

Marchionne, Di Maio: «Attacchi della sinistra miserevoli»

ROMA. «Forse con Marchionne non siamo andati d'accordo in questi anni quasi su nulla, ma vedere una certa sinistra che quando era potente gli ha permesso di fare ciò che voleva, mentre adesso che è su un letto di ospedale lo attacca, è veramente miserabile. Bisogna rispettare chi sta male». A dirlo il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi di Maio, al termine di un incontro con gli ambasciatori del G20. Il tutto mentre sono stazionarie le condizioni dell'ex ad di Fca, ricoverato in terapia intensiva in condizioni irreversibili all'ospedale universitario di Zurigo. Non ci sono conferme da parte dell'azienda né sono previsti bollettini medici. Il

Decreto Dignità, Di Maio: «Il Pd vuole affondare i lavoratori»

ROMA. È sempre più scontro sul decreto Dignità. «Il Pd ha presentato un emendamento per sopprimere l’articolo del decreto che aumenta i risarcimenti per i lavoratori che vengono licenziati ingiustamente. Nel dettaglio il provvedimento porta le mensilità minime di risarcimento da 4 a 6 e quelle massime da 24 a 36. Come si può essere contrari a una norma che dà un giusto indennizzo ai lavoratori che subiscono degli abusi?». A lanciare l’accusa, via Facebook. è il vicepremier e ministro dello sviluppo e del lavoro Luigi Di Maio. «Per me - commenta - è incomprensibile. Il loro emendamento non servirà a nulla perché finalmente ormai sono minoranza, ma il segretario del Pd potrebbe spiegare a tutti perché un partito di “sinistra” si schiera contro il riconoscimento di maggiori diritti a chi lavora?». Di Maio assicura che «da parte nostra continueremo a difendere ed estendere i diritti sociali dei lavoratori e delle lavoratrici, esattamente quello che il Pd non ha fatto in tutti questi anni. Andremo avanti col massimo delle energie perché so che siete con noi, con un governo che finalmente pensa ai cittadini e non alle lobby. Insieme stiamo cambiando l’Italia». La replica democrat no nsi fa attendere. «È comico che abbia la faccia tosta di impartire lezioncine al Pd sul lavoro uno come Di Maio, autore di un decreto antisociale che ridurrà occupazione e investimenti, sfavorirà il lavoro stabile e aumenterà i licenziamenti. Di Maio: ministro non del lavoro, ma contro il lavoro» scrive su Twitter il senatore Dario Parrini.

Cdp, c'è l'intesa

Fumata Bianca a Palazzo Chigi per le nomine di Cassa depositi e prestiti, dopo lo stallo degli ultimi giorni. A quanto si apprende da fonti del governo, l'intesa è arrivata dopo un vertice a cui hanno preso parte il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio, il ministro per l'Economia Giovanni Tria e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, considerato l'uomo delle trattative della Lega. Assente Matteo Salvini. Il vicepremier leghista ha infatti preso un volo per Milano, dove lo attende il Consiglio federale del Carroccio in via Bellerio.

PALERMO - L'intesa, a quanto apprende l'AdnKronos da fonti governative, sarebbe stata raggiunta a Palazzo Chigi sul nome di Fabrizio Palermo, nuovo ad di Cassa depositi e prestiti. Dario Scannapieco sarebbe invece fuori da Cdp.

La riunione convocata ieri da Conte era stata ''rinviata per impegni"; convocazione arrivata dopo il nulla di fatto di mercoledì per le nomine alla Cassa depositi e prestiti, società per azioni controllata per circa l'86% dal ministero dell'Economia e delle Finanze e per il 14% circa da diverse fondazioni bancarie.

Sulla vicenda Luigi Di Maio ha spiegato che nel governo "non ci sono contrasti". Semplicemente, ha chiarito il vicepremier, "stiamo cercando di trovare i migliori su Cdp, il nostro obiettivo è trovare i migliori. Se per trovarli c'è una discussione nel governo, ben venga la discussione. L'importante è che tutto quello che facciamo sia un compromesso al rialzo e non al ribasso". Poi, commentando le indiscrezioni della stampa sui disaccordi con il ministro Tria, Di Maio ha sottolineato: "Non abbiamo mai assolutamente chiesto le dimissioni del ministro dell'Economia".

Di Maio: «Procedura gara Ilva un pasticcio»

"La procedura di gara è stata un pasticcio con regole cambiate in corsa". Ad affermarlo il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, rispondendo a un'interpellanza urgente sulla vicenda Ilva in Aula alla Camera. "C'era chi ci prendeva in giro perché stavamo perdendo tempo a studiare 23mila pagine - ha aggiunto -. Invece, abbiamo fatto bene e l'Anac ha confermato tutte le criticità e che le nostre preoccupazioni erano fondate".

Tra le criticità della procedura c'è anche quello dei rilanci, tema "scritto malissimo e in maniera confusa", che ha consentito l'aggiudicazione ad ArcelorMittal rispetto ad AcciaItalia, la cui offerta era "migliore" sul piano ambientale e occupazionale, ha sottolineato Di Maio. Il primo "pasticcio", ha poi evidenziato il ministro, riguarda la tempistica dell'attuazione del piano ambientale e, come ha concluso l'Anac, "ha leso il principio di concorrenza". 

"Quando è stata bandita la gara, il 5 gennaio del 2016, chi voleva partecipare alla procedura di gara doveva fare un'offerta che prevedeva di attuare il piano ambientale entro il 31 dicembre dello stesso anno. Capirete bene che questa sarebbe stata un'impresa titanica e poche imprese hanno potuto partecipare" ha sottolineato il vicepremier, spiegando che, successivamente, il termine è stato posticipato di due anni e poi di ulteriori cinque.

"Si è arrivati al 2023, sette anni in più" e questo avrebbe significato "che avrebbero potuto partecipare molte più imprese" e "avremmo potuto avere molte più offerte e miglio, compresa quella di ArcelorMittal" ha detto Di Maio. "Non solo: l'azienda non ha poi neanche rispettato i termini intermedi del piano ambientale e questo di per sé, se confermato, sarebbe bastato ad escluderla".

"E meno male - ha affermato ancora - che quelli prima di noi erano i competenti". Ora, ha proseguito Di Maio, chi ha fatto questa procedura di gara "politicamente ne dovrà rispondere". Il ministro ha poi riferito che chiederà "subito chiarimenti ai commissari" e avvierà "un'indagine all'interno del ministero". Inoltre, "chiederò subito un parere all'Avvocatura dello Stato", ha annunciato. "Non possiamo continuare a fare finta di niente" e "intendiamo andare fino in fondo per fare chiarezza".

Salvini querela Saviano su carta intestata Viminale

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini formalizza la querela nei confronti di Roberto Saviano che aveva già annunciato. Lo fa su carta intestata del Viminale ritenendo che i contenuti di alcuni post su Facebook, scritti dall'autore di 'Gomorra', siano "inveritieri" e ledono "l'onore e la reputazione del sottoscritto e del Ministero dell'Interno stesso".

Vertice nomine, Salvini: «Non ne sapevo nulla»

Il vertice per le nomine? «Non sapevo che fosse stato convocato e non sapevo neanche che fosse stato sconvocato». Matteo Salvini liquida così chi gli chiede di commentare la notizia della riunione su Cassa depositi e prestiti e Rai prevista a palazzo Chigi con Conte, Di Maio, Tria e lo stesso vicepremier leghista, prima convocata e poi rinviata per impegni. «Sto andando al ministero. Per me la giornata resta lineare, non mi cambia niente» ha aggiunto il titolare del Viminale e vicepremier, osservando: «Il 24 si risolve su Cdp? Sì, anche se confesso che non sono le partite che seguo direttamente». Poi, commentando i rumors legati al no sul nome di Scannapieco, Salvini taglia corto: «Chiedetelo agli altri». A intervenire sulla vicenda è anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Rispondendo a chi gli chiedeva le ragioni del rinvio, Giorgetti ha detto: «C'è un'intervista al “Fatto". Esiste una procedura... chiedete a chi gestisce la procedura». Nell'intervista al quotidiano diretto da Marco Travaglio, il presidente del Consiglio ha spiegato che «il ministro competente» (quindi, Tria) le propone al premier che ne parla con i due vicepremier e «poi decidiamo insieme - si legge nell'intervista -. Se non c'è accordo sulla persona più competente, rinviamo per trovarne una migliore».

Corte dei conti, il napoletano Fimmanò consigliere nazionale

NAPOLI. Francesco Fimmanò, 50 anni, docente universitario napoletano, è stato nominato consigliere nazionale della Corte dei conti in quota Cinquestelle. Il Consiglio di presidenza è l'organo di autogoverno dei magistrati della Corte dei conti ed ha funzioni analoghe al Consiglio Superiore della Magistratura. Quattro dei suoi membri vengono eletti, due dalla Camera e due dal Senato a maggioranza assoluta, tra i professori ordinari in materie giuridiche o gli avvocati con venti anni di esercizio professionale. Gli altri membri eletti sono: Luigi Balestra (M5S), Gabriele Fava (Lega) e Francesco Saverio Marini (Forza Italia). Fimmanò è ordinario di Diritto commerciale all'Università del Molise e direttore scientifico dell'Università Telematica Pegaso. Già componente del Comitato scientifico del Seminario Formazione Permanente della Corte dei Conti, è avvocato cassazionista e revisore dei conti, e componente della Corte d'Appello Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio. È direttore della Collana “Ricerche di Law and Economics" di Giuffrè editore e componente dei comitati di referaggio e redazione di molte riviste giuridiche e di settore.

Erri De Luca attacca il governo

"Chi al governo da noi" spalleggia la guardia costiera libica "è un annegatore". Lo scrive sul proprio profilo Twitter lo scrittore Erri De Luca a proposito di quello che sta accadendo ai migranti nel Mediterraneo. "La guardia costiera libica - sottolinea - fa servizio carcerario in acque internazionali, riportando in schiavitù gli sfuggiti alle torture e alle estorsioni. Non salva e lascia annegare".

Il riferimento è alla denuncia della ong Proactiva Open Arms secondo cui la Guardia costiera libica avrebbe lasciato morire una donna e un bambino che si trovavano a bordo di una nave con 158 persone. Un'altra donna, Josefa, è invece riuscita a salvarsi dopo aver passato due giorni e due notti in mare aggrappata a un pezzo di legno. La versione della Ong è stata smentita dal vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Nei giorni scorsi, in riferimento alla vicenda, già Roberto Saviano aveva attaccato duramente su Facebook il governo e in particolare il leader della Lega scrivendo: "Quanta eccitazione prova a vedere morire bimbi innocenti in mare?".

Borsellino, Mattarella: «Non smettere di cercare la verità»

"Onorare la memoria del giudice Borsellino e delle persone che lo scortavano significa anche non smettere di cercare la verità su quella strage". Così in una dichiarazione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "A ventisei anni di distanza - sottolinea il capo dello Stato - sono vivi il ricordo e la commozione per il vile attentato di via d’Amelio, in cui hanno perso la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina. Borsellino era un giudice esemplare: probo, riservato, coraggioso e determinato".

"Le sue inchieste - conclude Mattarella - hanno costituito delle pietre miliari nella lotta contro la mafia in Sicilia. Insieme al collega e amico Giovanni Falcone, Borsellino è diventato, a pieno titolo, il simbolo dell’Italia che combatte e non si arrende di fronte alla criminalità organizzata".

La messa nella chiesa di San Francesco Saverio nel quartiere Albergheria a Palermo ha aperto la lunga giornata di iniziative in ricordo del giudice Paolo Borsellino, ucciso 26 anni fa nella strage di via D'Amelio insieme agli agenti di scorta. In chiesa le due figlie del magistrato assassinato da Cosa nostra, Lucia e Fiammetta, alla presenza, tra gli altri, del prefetto, Antonella De Miro, e del sottosegretario all'Interno, Stefano Candiani. "Un momento di preghiera e di condivisione" spiega la famiglia Borsellino. A celebrare la messa don Cosimo Scordato, parroco di frontiera da sempre in prima linea nella difesa degli ultimi.

"Il dono del Signore passa attraverso la testimonianza dei nostri martiri della giustizia, beati i perseguitati per causa della giustizia. Oggi chiediamo - ha detto don Scordato - che venga soddisfatto il desiderio di verità, che tutti noi condividiamo. La verità possa risplendere nella sua pienezza e farsi luce fino in fondo, non per desiderio di vendetta, ma per liberarci di quelle ombre e tenebre che ancora dopo tutti questi anni, accompagnano la nostra vita". "Si senta ugualmente responsabile chi ha commesso delle omissioni - ha aggiunto il prete di frontiera - non solo le azioni implicano una responsabilità, ci sono anche le omissioni, per le quali si è ugualmente responsabili".

Al termine della messa, don Scordato ha letto un biglietto scritto da Fiammetta Borsellino, nipote di Paolo e figlia di Manfredi Borsellino, secondogenito del giudice antimafia: "Caro nonno, mi dispiace per il 19 luglio 1992. Certo se tu fossi vivo, avresti capito quanto ti coccolerei. Ti voglio bene. La tua nipotina Fiammetta Borsellino". Ad accompagnare le parole il disegno di un grande cuore.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
SCATTI DI BIRRA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli