Mercoledì 20 Settembre 2017 - 6:05

Batosta 5 Stelle nelle grandi città

ROMA. Batosta 5 Stelle. Un knock-out quello che arriva per Beppe Grillo dalle urne dei 1.004 comuni chiamati al voto per rinnovare le amministrazioni. Secondo i primi dati, infatti, il Movimento è fuori dai ballottaggi dei quattro capoluoghi di Regione: Genova, L'Aquila, Palermo e Catanzaro. E anche a Parma si profila una sonora sconfitta. Questa la situazione - al momento - città per città:

Genova, Marco Bucci (Lega Nord, Fi, Fdi-An, Direzione Italia, Lista civica Vince Genova) è in testa nella sfida a sindaco. In base ai dati del Viminale (657 sezioni scrutinate su 704), il candidato del centrodestra è al 38,67%, seguito da Giovanni Crivello (Pd, Sinistra a sinistra, liste civiche) al 33,44% e Luca Pirondini al 18,16% (M5s).

Verona, sarà ballottaggio tra il candidato del centrodestra Federico Sboarina (centrodestra) e Patrizia Bisinella (Fare! e civiche). Secondo i dati definitivi del Viminale, il primo è in testa per la sfida a sindaco con il 29,26% mentre la compagna di Flavio Tosi è al 23,54%. Resta fuori la candidata Pd Orietta Salemi con il 22,48%.

Palermo, il sindaco di Palermo il sindaco uscente Leoluca Orlando (Democratici e popolari, Sinistra comune, Uniti per Palermo e liste civiche) veleggia verso la vittoria al 45,71%. Al secondo posto il candidato dei 'Coraggiosi' Fabrizio Ferrandelli (al Fi, Udc, Cantiere popolare e liste civiche) 32,3 per cento, seguito da Ugo Forello del M5S al 15,9 per cento. Le sezioni scrutinate sono 204 su 600.

L'Aquila, si va al ballottaggio. Secondo gli ultimi dati fornite dall’Ufficio elettorale del Comune su 58 sezioni scrutinate su 81 i due sfidanti saranno Americo Di Benedetto ( centrosinistra) che si attestato al 47,8% e Pierluigi Biondi (centrodestra) al 35,54%. Gli altri candidati molto piu’ staccati Carla Cimaroni ( 6,76%), al quarto posto Fabrizio Righetti (M5S) al 4,25%. Gli altri tre candidati sono con percentuali assai basse che vanno dall’1,3% al 2,2%.

Parma si va al ballottaggio tra il sindaco uscente Federico Pizzarotti e il centrosinistra con Paolo Scarpa. Secondo i dati definitivi del Viminale, l'ex Cinquestelle Pizzarotti è in testa con il 34,78%, tallonato da Paolo Scarpa con il 32,73% (Pd e liste civiche) mentre la candidata di centrodestra Laura Cavandoli è al 19,27% e solo al 3,18% Daniele Ghirarduzzi (M5s).

A  Lecce, in testa, quando le sezioni scrutinate sono 39 su 102, è il candidato del centrodestra, Mauro Giliberti, con 8111 voti e il 45,85% davanti a Carlo Maria Salvemini, del centrosinistra, con 2906 e il 28,64%. Terzo Alessandro Delli Noci, dell'Udc che ha riportato il 16,77%. Staccato Fabio Valente, il candidato del Movimento 5 Stelle con il 5,98%.

Taranto sono 50 su 191 i seggi nei quali le operazioni di scrutinio si sono completate. Il quadro presenta ancora margini di incertezza visto anche il numero di candidati alla massima carica cittadina. In testa la candidata Stefania Baldassarri sostenuta da liste civiche di ispirazione centrodestra che ha ottenuto finora 4.842 voti e una percentuale del 22.69%. Segue il candidato di Pd, Psi e altre liste civiche di centrosinistra, Rinaldo Melucci, che finora ha riportato 5067 consensi per una percentuale del 17,08%. Staccati Mario Cito della lista civica At6, con il 12,75%, Francesco Nevoli del Movimento 5 Stelle con il 12,09%, Vincenzo Fornaro, ambientalista, con il 9,92%, Franco Sebastio l'ex procuratore capo con l'8,90%, l'ex Pd Piero Bitetti con l'8,47%.

Catanzaro, si andrebbe al ballottaggio con Sergio Abramo (centrodestra). In base ai dati ancora parziali del Viminale (77 sezioni scrutinate su 133), Abramo è al 39,08% mentre il centrosinistra con Vincenzo Antonio Ciconte è al 31,25%. Fuori al momento il civico Nicola Fiorita (23,99%) e il M5S con Laura Bianca Granato (5,66%).

Padova, in base alla I proiezione, con una copertura del campione del 10% e margine di errore del 3,8%, è in testa l'ex primo cittadino Massimo Bitonci (Fdi-An, Fi, Direzione Italia, Lega Nord, liste civiche) al 37%. Al ballottaggio è sfida tra Sergio Giordani (Pd, La Sinistra, liste civiche) al 27% e Arturo Lorenzoni (Liste civiche) al 27%. Simone Borile (M5S) è al 6%.

Monza è testa a testa tra Dario Allevi e Roberto Scanagatti, con il primo in leggero vantaggio sul competitor. Secondo i dati parziali del Viminale, dopo lo scrutinio di 109 sezioni su 110, Allevi, candidato di centrodestra, è al 39,89% mentre Scanagatti, candidato di centrosinistra, è al 39,79%. I due staccano nettamente il candidato del M5s, Giovanni Danilo Sindoni, al 7,72%.

Piacenza sarà ballottaggio. Secondo i dati definitivi del Viminale, la candidata del centrodestra Patrizia Barbieri è in testa con il 34,78% mentre quello del centrosinistra Paolo Rizzi è al 28,19%. Si ferma al 9,12% Andrea Pugni (M5S).

Oristano, unico capoluogo di Provincia sardo al voto, si andrà al ballottaggio. A contendersi lo scranno più alto di Palazzo degli Scolopi sanno Andrea Lutzu per il centrodestra e Maria Obiniu per il centrosinistra. Seppure non ancora concluse le operazioni di scrutinio con 20 sezioni su 36 (stamani alle 8) le due coalizioni viaggiano su percentuali molto alte rispetto ai concorrenti. Andra Lutzu (FI, Rif. Sardi F.Paris,Civica, Fdi-An) è in vantaggio con il 29,43% su Maria Obinu (Pd, Civica, Or nel Cuore, Upc, Civica Valore comune, Psi, Psd’Az) che ha preso il 22,01%. Terzo risulta il candidato Vincenzo Pecoraro (Udc, Pds, Civica per Or, Civica Idee rinnovabili) con il 16,83%). Frana M5S con il 7,75%.

Sconfitta a Lampedusa Giusi Nicolini, la sindaca vincitrice del Premio Unesco per la Pace, arrivata terza, dopo Salvatore Martello, detto 'Totò' e Filippo Mannino. I dati non sono ancora definitivi perché lo spoglio è lento, ma dai rappresentanti di lista viene confermata la vittoria di Martello, ex sindaco di Lampedusa e vicino a una parte del Pd. Interpellata dall'Adnkronos, al momento Nicolini preferisce non rilasciare dichiarazioni.

AFFLUENZA - E' del 60,07% l'affluenza alle urne definitiva rilevata dal ministero dell'Interno nei comuni oggi al voto. Il dato comprende i Comuni delle Regioni a statuto ordinario e della Sardegna. Sono esclusi i comuni di Sicilia e Friuli Venezia Giulia dove le rilevazioni sono effettuate e rese note dalle regioni. Nelle precedenti consultazioni il dato fu del 66,85%.

Trionfano Figliolia a Pozzuoli e Cuomo a Portici

NAPOLI. Vincenzo Figliolia si conferma per la terza volta sindaco di Pozzuoli. Il primo cittadino uscente è stato eletto al primo turno con il 70% dei voti. A Portici, invece, torna Vincenzo Cuomo. Anche se il risultato non è ancora ufficiale, i dati venuti fuori nel corso della notte non lasciano spazio a dubbi. «La nostra coalizione - ha detto il parlamentare del Pd - è andata a valanga, a dimostrazione della bontà del progetto politico presentato agli elettori. La città ha voluto premiare la politica del fare, cancellando con un deciso colpo di spugna la politica delle bugie e delle polemiche».

Quasi certamente bisognerà attendere il turno di ballottaggio invece a Melito per decidere chi sarà il sindaco. Gli sfidanti saranno Antonio Amente (49,3%) e Pietro D’Angelo (28,3%); poi Raffaele Caiazza ed il segretario Dem ed ex sindaco Venanzio Carpentieri, che raccoglie poco più del 10% dei voti. Si conferma sindaco di Acerra rieletto al primo turno, invece, Raffaele Lettieri, che con oltre il 64% dei consensi batte la rivale Paola Montesarchio sostenuta dal Pd ed altre liste che si ferma poco sopra il 22%. Sul filo invece l'esito di Torre Annunziata, doveal termine di un lunghissimo spoglio Vincenzo Ascione ha vinto con il 50,77%, contro il rivale Ciro Alfieri al 39,4%. Sarà ballottaggio anche ad Arzano, a sfidarsi saranno Fiorella Esposito (41,6%), sostenuta da Dema, la lista che fa riferimento al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e Gennaro De Mare (35,8%), sostenuto da Pd e Moderati. Ballottaggio anche a Sant'Antimo, dove Corrado Chiariello (centrodestra) è in netto vantaggio con il 44,7% dei voti e sfiderà Aurelio Russo (Pd ed altri) che si attesta al 33,1%. Non ci sarà bisogno del ballottaggio invece a Pompei, dove Pietro AMitrano (Pd e liste civiche) è eleto al primo turno con oltre il 60% dei consensi, battendo Andreina Esposito (civiche) che si ferma poco sopra il 29%.

Un altro ballottaggio sarà necessario invece a Somma Vesuviana, dove Celestino Allocca (Fi e civiche) prende il 33,6% contro il 25,8% di Salvatore Di Sarno (Verdi-Psi-civiche). A Ischia vince invece Enzo Ferrandino (52,8%) contro il 43% di Gianluca Trani. 

L’affluenza definitiva negli 88 comuni campani al voto è stata del 68,27%. Nella provincia di Napoli l'affluenza definitiva è stata del 67,55 %, nella scorsa tornata elettorale fu del 73,07%.

Rai, Orfeo designato dg: entro oggi la nomina

ROMA. Il Cda della Rai, riunitosi questa mattina a Viale Mazzini, ha designato per la nomina alla direzione generale, il direttore del Tg1, Mario Orfeo. Ora il passaggio successivo è l'assemblea totalitaria per raggiungere l'intesa con l'azionista sul nome del nuovo dg, prevista dallo statuto.

Il Cda ha dunque formulato il proprio intendimento di nominare Orfeo e ha dato mandato al presidente Monica Maggioni di promuovere l'intesa con i soci e di convocare l'assemblea totalitaria. Dopo che verrà deliberata l'intesa (che appare scontata) sul nome di Orfeo da parte dell'assemblea dei soci, tornerà a riunirsi il Cda per la nomina vera e propria. Che difficilmente in questo caso avverrà all'unanimità, avendo nei giorni scorsi il consigliere Carlo Freccero annunciato il suo voto contrario.

Un'intenzione ribadita anche questa mattina. Durante le dichiarazioni di voto sulla designazione di Orfeo, Freccero - a quanto si apprende - ha infatti provocatoriamente proposto se stesso come dg invece di Orfeo, annunciando di voler chiedere "un'audizione pubblica in Vigilanza per sapere chi è più competente". E votando contro.

In frantumi il patto sulla legge elettorale

ROMA. È bagarre in Aula alla Camera sulla legge elettorale quando il tabellone elettronico situato in alto nell'emiciclo mostra per errore l'andamento della votazione a scrutinio segreto sull'emendamento Biancofiore che poi ha mandato momentaneamente in pezzi l'alleanza elettorale tra Fi-Md-M5S-Lega. L'emendamento riguardava l'applicazione della riforma anche nei collegi elettorali del Trentino Alto Adige, i relatori avevano espresso parere contrario, e quindi si attendeva un no compatto.

Il 'problema tecnico' dura pochi secondi ma quei pochi istanti (grazie alle lucine rosse del voto contrario, alle verdi di quello favorevole e bianche per l'astensione) bastano a far vedere come hanno votato i vari deputati. Pochi istanti per 'svelare' voti favorevoli nei banchi M5S, Pd e di Forza Italia. Alla fine sono 59 i franchi tiratori, esclusi i voti dei 5 Stelle, che hanno contribuito ad affossare il patto.

Il 'giallo' del tabellone manda in tilt l'Assemblea di Montecitorio e scatena un polverone di polemiche. Nel mirino anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, accusata da alcuni parlamentari di non aver avvisato per tempo che stava per scattare una votazione segreta.

BOLDRINI - Boldrini chiede di correre ai ripari e le lucine diventano tutte azzurre e sottolinea: ''C'è stato un problema tecnico, avevo già detto che era un voto segreto, colleghi c'è stato un disguido". Ma il clima ormai si è fatto incandescente.

FIANO - E su Twitter il deputato democratico e responsabile riforme e sicurezza segreteria nazionale Pd, Emanuele Fiano, scrive: "I Cinque stelle fanno fallire la legge elettorale. Per pochi secondi il voto è stato palese, loro hanno votato a favore questa è la prova".

GUERINI - "Per noi non ci sono le condizioni per andare avanti, i 5 stelle hanno ucciso la legge elettorale " ha detto il deputato Pd Lorenzo Guerini parlando con i cronisti alla Camera. In precedenza, al termine della seduta in aula, aveva detto: "Ora bisogna fare una valutazione, vanno verificate le condizioni minime per andare avanti".

"Due terzi del gruppo M5S esultava nel momento del voto" dell'emendamento Biancofiore che poi ha mandato momentaneamente in pezzi l'alleanza elettorale tra Fi-Md-M5S-Lega, basti dire che si tratta "di un emendamento che lo stesso M5S aveva bocciato in commissione", ha ricordato Guerini. "Se Fico vuole essere conseguente con quanto affermato in aula ritiri gli emendamenti M5S, sennò è complicato andare avanti".

FICO - "Ritirare gli emendamenti? Quindi ci chiedono di non intervenire in Aula su una legge di interesse nazionale. Mi sembra impossibile" ha però replicato il capogruppo M5S, Roberto Fico.

RENZI - La valutazione di Matteo Renzi è che il patto a 4 è finito. Una strada interrotta dai 5 Stelle, una mossa accolta con stupore dai dem. "Sì ci fidavamo - dice un big renziano - le assicurazioni c'erano state. Poi dall'uscita dell'altra sera di Grillo le cose sono cambiate ma non credevamo che le cose potessero naufragare già oggi...".

Per Renzi la questione è chiusa perché se le cose si sono messe così male da subito, con una forza politica che, di fatto, si è tirata fuori dall'accordo, andare avanti nell'iter della legge è impraticabile. Queste almeno le considerazioni in casa Pd prima della segreteria convocata da Renzi alle 15. "Se anche andassimo avanti alla Camera, al Senato la legge arriva morta", si ragiona a Montecitorio.

Dunque che fare, ferma restando l'intenzione (mai confermata pubblicamente da Renzi) di andare al voto? La strada maestra, al momento, resta quella del decreto.

DE PETRIS - Intanto Loredana De Petris, presidente dei senatori del Gruppo Misto, in conferenza stampa alla Camera, riferendosi alle parole del deputato dem Emanuele Fiano, ha detto: "E' sospetto che Fiano dica ora che legge elettorale è già morta" dopo quanto avvenuto su un voto "ad un emendamento". E ancora: "La nostra è una democrazia parlamentare, spetta al parlamento fare le leggi", ha ricordato la senatrice.

Melito, Sodano (demA): assumere personale comunale

“La campagna elettorale è il tempo in cui ogni promessa è possibile, spesso senza considerare che i buoni propositi andranno a scontrarsi con una pianta organica inadeguata, con impiegati comunali notevolmente in sottonumero.”

Così ha dichiarato Stefano Sodano, candidato al consiglio comunale di Melito con la lista “demA - democrazia e Autonomia” in appoggio al candidato sindaco Lello Caiazza.

“E’ a partire da questa evidenza che un adeguamento in senso quantitativo e qualitativo della pianta organica comunale appare indispensabile” ha spiegato. “Occorre venga assunto personale qualificato: penso agli impiegati comunali in senso stretto; a un supporto nella polizia municipale per incrementare la sorveglianza del flusso stradale e migliorare la viabilità; agli ingegneri civili per la manutenzione delle infrastrutture già esistenti e la creazione di nuove. Questo si traduce in una crescita occupazionale, un modo per arginare la piaga della disoccupazione giovanile. Ovviamente non si può eludere l’ambito di un bilancio deficitario e problematico, come quello del Comune di Melito. La questione va perciò estesa alla Regione, all’Associazione Nazionale Comuni Italiani, al governo centrale. In condizioni di carenza e povertà gli enti locali non sono in grado di svolgere le funzioni che la Costituzione Italiana affida loro, ecco perché una soluzione va cercata a livello più ampio”.

Deputato M5S contro la Lorenzin: quanti rolex ha preso per il decreto vaccini?

ROMA. "Il vaccino obbligatorio e immediato deve essere quello contro la follia del ministro della Salute Lorenzin". Il deputato M5S Carlo Sibilia, dalla sua pagina Facebook, attacca il ministro per il decreto sull'obbligo vaccinale a scuola, ormai ufficiale dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"La politica dell'incompetenza ha preso il posto della scienza", tuona Sibilia. E nel post alza i toni: "Chissà se un giorno verremo a sapere quanti rolex ha ricevuto il ministro per scrivere questo decreto irricevibile?" si chiede, prima di definire "senza senso" la "coercizione su 12 vaccini (numero senza precedenti in Europa)".
In Italia, conclude, "non c'è nessuna emergenza epidemiologica in corso per giustificare tutti questi vaccinati obbligati. Ci trattano come incoscienti. Impongono il Tso ai nostri bambini. Questo decreto sarà una delle tante fesserie fatte dal governo Renzi che cancelleremo appena al governo".

LA REAZIONE DEL MINISTRO - Il ministro della Salute ha dato mandato ai suoi legali di "presentare querela nei confronti del deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia per le sue gravissime dichiarazioni prive di fondamento e dal contenuto diffamatorio. Di queste dichiarazioni risponderà di fronte alla magistratura penale e civile competente". Lo annuncia la responsabile del dicastero della Salute.

"Sul piano del merito - dice il ministro nella nota - tutto ciò dimostra come il Movimento 5 Stelle faccia finta di essere a favore dei vaccini ma nella realtà li avversi in tutti i modi, facendo il controcanto ai no vax, dimostrando così la totale inadeguatezza a misurarsi sui temi scientifici e a candidarsi a governare i processi a tutela della salute pubblica".

Legge elettorale, intesa a rischio

L'aula di Montecitorio ha respinto le tre pregiudiziali di costituzionalità sulla legge elettorale. I voti a favore delle pregiudiziali sono stati 182, i contrari 310. Il voto è stato a scrutinio segreto su richiesta di Mdp, Ap e Fdi. Ci sono stati "100 franchi tiratori" nel voto delle pregiudiziali. Lo ha detto il capogruppo Pd, Ettore Rosato, all'assemblea del gruppo specificando che i dem sono stati compatti nella votazione. "I 5 Stelle hanno confermato di voler votare in aula gli emendamenti sulle preferenze e sul voto disgiunto. Noi del Pd voteremo contro" dice poi Rosato.

M5S - "Il testo di legge che uscirà dal voto degli emendamenti di questi giorni sarà ratificato dai nostri iscritti con una consultazione online che si terrà prima del voto finale del provvedimento, che dovrebbe essere previsto lunedì, nei giorni di sabato e domenica". Si legge nel blog di Beppe Grillo.

PD - Intanto l'area Orlando mette le mani avanti sulla durante la riunione del gruppo Pd. "Le regole devono valere per tutti. Lealtà da parte nostra se i 4 contraenti rispettano i patti", il senso degli interventi degli orlandiani. Se M5S non ritira i suoi emendamenti, salta l'accordo e "per noi - si spiega - non c'è più vincolo di maggioranza Pd".

Il Pd sarebbe disponibile ad accogliere la richiesta dei 5 Stelle per il voto finale il prossimo lunedì. E' quanto emerge dalla riunione del gruppo dem.

Melito, Sodano (demA): modificare regolamento sosta a pagamento

“L’attivazione del servizio di sosta a pagamento inizia a dare buoni frutti in termini di viabilità cittadina, ma non basta”

 

Così ha dichiarato Stefano Sodano, candidato al consiglio comunale di Melito con la lista “demA - democrazia e Autonomia” in appoggio al candidato sindaco Lello Caiazza.

 

“E’ un provvedimento a lungo auspicato, in grado senz’altro di ridurre il ricorso indiscriminato all’automobile con tutti i problemi di traffico e di inquinamento che purtroppo conosciamo – ha aggiunto –. Occorre però modificare il regolamento del parcheggio orario per renderlo duraturo nel tempo ed evitare, come accaduto in passato, la sua improvvisa sospensione o, peggio, una sua parziale applicazione. Inoltre, sarebbe importante rivedere il regolamento a favore dei disabili e dei residenti per garantire loro maggiori agevolazioni”.

“E ancora: per evitare che la creazione delle strisce blu possa provocare, direttamente o indirettamente, difficoltà alle attività commerciali sarebbe opportuno integrare il servizio di parking a pagamento con un’area specifica da destinare a luogo di sosta pubblico. Vanno applicate insomma precisione e lungimiranza, affinché questa utilissima iniziativa non naufraghi nel mare della disattenzione e non diventi l'ennesima occasione persa per la nostra città”

Melito, Sodano (demA): no a proposte strumentali su ambiente

“La lista demA ha individuato delle aree pubbliche da destinare fin da adesso alla riconversione, per la creazione di spazi verdi e luoghi da attrezzare per il tempo libero e per l'infanzia”

A dirlo, nella giornata mondiale per l'ambiente, è Stefano Sodano, candidato al consiglio comunale di Melito con la lista “demA - democrazia e Autonomia” in appoggio al candidato sindaco Lello Caiazza.

“Stiamo per ufficializzare dei progetti di riqualifica ambientale che prescindono dai risultati elettorali” ha aggiunto. “L'area antistante la scuola elementare “Tenente Luigi Mauriello” è generalmente impiegata come una sorta di discarica a cielo aperto. Bonificarla e restituirla ai bambini è un gesto opportuno e significativo della fattività che caratterizza la lista demA. Anche nella zona periferica confinante con il Comune di Giugliano, data la massiccia presenza di giovani nuclei familiari, abbiamo identificato zone da valorizzare nelle quali creare parchi gioco e riprodurre ambienti consoni alla crescita dei più piccoli. Ciò attesta il nostro prendere le distanze da una politica demagogica ed è prova di un approccio disinteressato alla questione ambientale, garantito peraltro dalla presenza dei Verdi nella coalizione. Ma soprattutto testimonia una decisa cesura con l'ambientalismo dell'ultim'ora professato dalle altre coalizioni o ampiamente sconfessato dalla passata amministrazione, imbrigliata nelle solite trame riguardanti licenze edilizie, come palesemente emerso in occasione della sfiducia votata in consiglio comunale contro l'esecutivo di Venanzio Carpentieri”.

 

Melito, Sodano (demA): Comune investa nel sociale

«Investire in cooperative sociali per dare lavoro ai giovani e per contrastare le realtà a rischio. La prossima Amministrazione dovrà puntare sul welfare e sulla lotta al disagio in maniera forte e significativa».

Lo ha detto Stefano Sodano, candidato al consiglio comunale di Melito con la lista “demA - democrazia e Autonomia” in appoggio al candidato sindaco Lello Caiazza.

«I settori di intervento sono molteplici – aggiunge –. Penso, ad esempio, alla creazione di centri di recupero e di assistenza a famiglie disagiate, a giovani mamme, a tutte le fasce deboli a vario titolo interessate al fenomeno».

«Servirà il massimo delle energie sul territorio per sradicare una subcultura fatta di violenza e prevaricazione – conclude Sodano –. Ma questo si potrà fare solo con gli strumenti che l'Ente comunale riuscirà a mettere in campo come presidi anti-bullismo, sportelli contro le violenze domestica e femminile e reti di supporto, psicologico e materiale, a chi vive condizioni di precarietà. Il mio personale impegno sarà quello di affiancare ogni iniziativa meritevole».

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