Sabato 23 Giugno 2018 - 19:36

Migranti, Salvini vuole meno sbarchi. Nel Mediterraneo altre due stragi

CATANIA. Il progetto è già avviato, almeno a parole. Il neo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dopo le pesanti parole usate contro l’immigrazione clandestina e le Organizzazioni non governative, va in Sicilia, la «nostra frontiera» per dire che mai più sarà «il campo profughi d’Europa» e che «il governo italiano dirà no alla riforma del regolamento di Dublino e a nuove politiche di asilo. Vogliono appesantire ulteriormente i Paesi del Mediterraneo come Italia, Cipro, Malta, Spagna, dandoci migliaia di migranti per dieci anni». 
Intanto si continua a morire nel Mediterraneo. E si aggrava di ora in ora il bilancio dell’ultima tragedia del mare al largo delle coste tunisine: il ministero della Difesa ha fatto sapere che è salito a 35 il numero dei migranti morti, mentre un totale di 68 persone è stato salvato dopo che l’imbarcazione sulla quale si trovavano è affondata nella notte a poco meno di una decina di chilometri dalle Kerkennah Islands e ad una ventina dalle coste della città di Sfax. Nel naufragio di un’altra imbarcazione con a bordo 15 migranti, al largo della costa della provincia turca di Antalya, nove persone sono morte, fra cui sei bambini.

Di Maio: pronta la delibera contro i vitalizi

ROMA. «Una delle prime cose che faremo è abolire i vitalizi agli ex parlamentari, perchè la delibera è già pronta. Roberto Fico, il nostro presidente della Camera, ci ha lavorato mentre si formava il governo». Il ministro Di Maio rilancia un tema caro ai cinquestelle. «Toglieremo le pensioni privilegiate a chi non le meritava», ha sottolineato durante un comizio. Il neo-ministro, però, sa bene che il provvedimento che vorrebbe varare sarebbe quasi certamente osteggiato in sede giudiziaria. Chi vuole mantenere la situazione così com’è sostiene che la pensione è un diritto acquisito che non può essere toccato, altrimenti si rischia una violazione costituzionale. «Facciano pure tutti i ricorsi che vogliono, non ci sono problemi», ha detto Di Maio, sottolineando che lui «non vuole perdere la possibilità di tornare in piazza, così, senza transenne. Questa settimana la Camera sarà impegna con la fiducia e poi inizierà la discussione: siamo di fronte a una delibera storica».

Il ministro Fontana: «Le famiglie gay non esistono»

La prima “grana” del nuovo Governo arriva all’indomani del giuramento. A “scivolare”, per poi essere immediatamente smentito, il neo ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, che ieri in un’intervista ha dichiarato che «le famiglie gay per la legge non esistono in questo momento». Una frase, quella del ministro, cattolico praticante e già criticato nei giorni scorsi dalle associazioni Lgbt per le posizioni in tema di omosessualità e aborto definite “oscurantiste”, che ha sollevato un vespaio di polemiche. «Sono cattolico, non lo nascondo. Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà». Tante le prese di posizione, da quelle della comunità Lgbt al Pd. A cercare di “spegnere” le polemiche ci prova Salvini: «Fontana è libero di avere le sue idee, ma non sono priorità e non sono nel contratto di governo».

Festa della Repubblica, la star è Mattarella

ROMA. La parola chiave di questa Festa della Repubblica, caduta giusto al termine di una delle crisi politiche ed istituzionali più complicate della storia recente del Paese, è coesione. Alla “coesione” si richiama il Capo dello Stato nel suo messaggio di auguri alla Nazione: la parata che ha visto sfilare corpi armati e non armati ha restituito, per Mattarella, «l’immagine di un Paese coeso e affidabile, capace di assumere responsabilità nella comunità internazionale». “Viva il presidente” ha urlato la folla all’arrivo del Capo dello Stato a Piazza Venezia. Un lunghissimo applauso, centinaia di bandierine tricolore e centinaia di cellulari puntati verso l’Altare della Patria, hanno salutato il passaggio di Mattarella, mentre la banda musicale dell’esercito intonava l’Inno d'Italia. 
Per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il 2 Giugno «è la festa di tutti noi», di tutti gli italiani. Espressione particolarmente significativa al termine di una settimana in cui avevano dominato parole come “impeachment” e “tradimento”, prima della soluzione politica alla crisi. 

Sergio Costa: «Sono un peones nei salotti buoni»

«Io sono un uomo di frontiera che scende nelle discariche, un "peones" messo nei salotti buoni, anche se il ministero saprò farlo funzionare». Così all’AdnKronos Sergio Costa, il nuovo ministro dell'Ambiente del Governo Lega-5s. Quello che dice di se stesso e del suo nuovo incarico alla guida del dicastero dell’Ambiente si può riassumere in una frase che non si stanca di ripetere: «sono un servitore dello Stato».

«Sono un servitore dello Stato per cui assurgere a ruolo di ministro della Repubblica è per me un onore che non ha confini – dice Costa - perché se dedichi tutta la tua vita all’uniforme e avendo giurato fedeltà allo Stato da giovinetto, come ho fatto io, questo incarico significa avere la consapevolezza del dovere istituzionale di dare di più. Ho dato il massimo finora e adesso devo andare oltre il massimo. Non ho paura, è una sfida che devo vincere».

«Ho dalla mia parte la grinta che deriva dal lavoro che ho fatto in questi anni. Adesso – sottolinea Costa - è arrivato il momento di dimostrare di essere più in gamba ancora per dare una risposta ai cittadini. Sono un servitore dello Stato, da tutti i punti di vista, quindi per me viene sempre prima il cittadino. È quello che sento in questo momento, la mia anima mi dice: il cittadino prima di tutti. Io vengo sempre dopo».

Il fatto che la sua nomina abbia incassato la soddisfazione delle maggiori associazioni ambientaliste («finalmente l’uomo giusto al posto giusto» per la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi; «un nostro grande compagno di viaggio. Ha sempre servito lo Stato, ora siamo sicuri che lo farà in maniera egregia anche da ministro» per il presidente di Legambiente Stefano Ciafani; «un’ottima reputazione» per il direttore di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio) «mi fa piacere e mi carica di responsabilità, vuol dire che abbiamo fatto bene, soprattutto in Campania», dice Costa.

È nato il governo

Governo Conte, ci siamo. Dopo 88 giorni prende il via formalmente la strada del nuovo governo Lega-M5s, con il giuramento del neo presidente del Consiglio e dei suoi ministri 18 ministri al Quirinale. Giuseppe Conte ha pronunciato da presidente del Consiglio il giuramento di fedeltà alla Costituzione al Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Subito dopo di lui, hanno ripetuto la formula i neo vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. A tutti il Presidente della Repubblica ha rivolto, dopo la stretta di mano, gli auguri. 

CONTE. "Lavoreremo intensamente per realizzare gli obiettivi politici anticipati nel contratto di governo, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità della vita di tutti gli italiani" le prime parole del neo premier Conte, che oggi ha tenuto a battesimo il primo governo della Terza Repubblica.

SALVINI. Uscendo dal Quirinale, Matteo Salvini invece si è limitato a dire nel piazzale antistante il Palazzo: "Sono felice ed emozionato, penso ai miei due bambini e spero mi abbiano visto da casa". Ce la farà a fare il vicepremier-ministro dell'Interno e il segretario della Lega? "Basta organizzarsi, tutto si può fare, basta volerlo'', assicura Matteo Salvini arrivando a palazzo Chigi dopo aver giurato al Colle. ''L'ho fatto fino ad ora, perché non posso continuare a farlo...'', insiste Salvini.

Non c'è solo la questione dei migranti sul tavolo del neo ministro dell'Interno Matteo Salvini, c'è anche il dossier sui beni confiscati alla mafia. E' lo stesso neo vicepremier e ministro dell'Interno che lo anticipa rispondendo ai giornalisti all'uscita del Quirinale dove si è appena conclusa la cerimonia di investitura del nuovo governo. Rispondendo ai cronisti che gli chiedevano quale sarà il primo provvedimento del neo ministro e se eventualmente fosse sulla questione dei migranti, Salvini risponde: "Ve lo comunicheremo. C'è anche tutto il dossier sui beni confiscati e sequestrati ai mafiosi".

DI MAIO. "Ora al lavoro per dare lavoro" ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, uscendo dal Quirinale dopo il giuramento del nuovo governo. "Un grazie di cuore a Beppe Grillo, lo incontrerò sabato per goderci insieme questa vittoria". "Mi occuperò dello Sviluppo Economico e del Lavoro perché è ora di far ripartire il Paese, di mettere da parte la Fornero, di istituire il Reddito di Cittadinanza e il salario minimo orario. E lo faremo" aveva sottolineato poco prima postando su Facebook un selfie della squadra. "Siamo la squadra del Movimento 5 Stelle nel governo del cambiamento e siamo al vostro servizio! Ci vediamo sabato alle 19 a Roma - conclude Di Maio - in piazza della Bocca della verità per festeggiare tutti insieme". All'uscita Paolina Esposito, la mamma di Luigi Di Maio, si è detta "emozionata e orgogliosa". "Mio figlio è stato bravo" ha aggiunto.

COSTA. "La terra dei fuochi è sempre nel mio cuore e adesso deve stare nella mia penna" ha detto il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, lasciando il Quirinale. Siamo "una buona squadra" ma, aggiunge, "valutateci per quello che facciamo".

MOAVERO. "Non siamo un governo militare. Uniti e motivati tutti insieme" ha detto il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, lasciando il Quirinale. A chi gli chiede se lavorerà con Paolo Savona, "certo -risponde- lo conosco bene". Poi il riferimento alla sua terza esperienza da ministro: "Non c'è due senza tre".

L'EUROPA. Intanto l'Unione europea ha espresso "piena fiducia nella capacità e nella volontà del nuovo governo" italiano "a impegnarsi in modo costruttivo con i partner europei e con le istituzioni dell'Ue per sostenere il ruolo centrale dell'Italia nel progetto europeo". L'Italia, ha sottolineato Bruxelles "è un membro fondatore dell'Ue, un partner fidato ed indispensabile". "La vostra nomina avviene in un momento cruciale per l'Italia e per l'intera Ue - scrive in una lettera di congratulazioni il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk -. Per superare le sfide comuni che abbiamo davanti, servono più che mai unità e solidarietà. Credo fortemente che la nostra comunità potrà prosperare solamente se si basa su un dialogo rispettoso e sulla collaborazione leale, cose che farò del mio meglio per assicurare". "Non vedo l'ora di lavorare con voi nel Consiglio Europeo e nel G7", aggiunge Tusk.

LE PROSSIME TAPPE. Il giuramento di oggi è solo il primo passo, l'esecutivo diventerà operativo a partire dalla settimana prossima, con il voto di fiducia che sarà votata prima dall'aula di palazzo Madama e che potrebbe tenersi alle 12 di martedì 5 giugno, come si evince dalle comunicazioni che alcuni gruppi hanno inviato ai loro senatori, raccomandando la presenza a Roma già dal giorno prima. Basso il margine di seggi in Parlamento per la maggioranza gialloverde di Lega e M5S: 6 a Palazzo Madama e 31 a Palazzo Chigi.

Si giura

Il governo Conte è pronto a decollare. Dopo 88 giorni prende il via formalmente la strada del nuovo governo Lega-M5s, con il giuramento del neo presidente del Consiglio e dei suoi ministri 18 ministri in programma alle 16 al Quirinale. "Lavoreremo intensamente per realizzare gli obiettivi politici anticipati nel contratto di governo, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità della vita di tutti gli italiani" le prime parole del neo premier Conte, che oggi terrà a battesimo il primo governo della Terza Repubblica.

Dopo il colloquio di ieri con la presidente del Senato Casellati, oggi Conte è stato ricevuto a Montecitorio dal presidente della Camera Roberto Fico. Sceso dal taxi, prima di entrare alla Camera, Conte si è fermato a scambiare qualche battuta con un presidio di lavoratori che lo aspettava davanti alla Camera. "Di Maio è il nuovo ministro dello Sviluppo, abbiamo messo su una bella squadra, vi dovete fidare" ha detto ai lavoratori che gli hanno esposto il loro caso, spiegando che c'è un tavolo aperto al Mise e poi lo hanno sollecitato: "Presidente, lei ha detto che è avvocato di tutti gli italiani, noi ci crediamo. Lei è un grande". Immediata la replica del premier: "Non sono un grande, lo devo dimostrare".

Intanto l'Unione europea ha espresso "piena fiducia nella capacità e nella volontà del nuovo governo" italiano "a impegnarsi in modo costruttivo con i partner europei e con le istituzioni dell'Ue per sostenere il ruolo centrale dell'Italia nel progetto europeo". L'Italia, ha sottolineato Bruxelles "è un membro fondatore dell'Ue, un partner fidato ed indispensabile".

Il giuramento di oggi è solo il primo passo, l'esecutivo diventerà operativo a partire dalla settimana prossima, con il voto di fiducia che sarà votata prima dall'aula di palazzo Madama e che potrebbe tenersi alle 12 di martedì 5 giugno, come si evince dalle comunicazioni che alcuni gruppi hanno inviato ai loro senatori, raccomandando la presenza a Roma già dal giorno prima. Basso il margine di seggi in Parlamento per la maggioranza gialloverde di Lega e M5S: 6 a Palazzo Madama e 31 a Palazzo Chigi.

Ue: «Fiducia nel nuovo governo italiano»

L'Italia? "E' un membro fondatore dell'Ue, un partner fidato ed indispensabile". A sottolinearlo è la vice portavoce capo della Commissione Europea, Mina Andreeva, commentando, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, la nomina del governo guidato da Giuseppe Conte.

"Abbiamo piena fiducia nella capacità e nella volontà del nuovo governo" italiano "a impegnarsi in modo costruttivo con i partner europei e con le istituzioni dell'Ue per sostenere il ruolo centrale dell'Italia nel progetto europeo", ha aggiunto Andreeva.

Le prime 8 mosse del governo

Flat tax e reddito di cittadinanza. Ma anche pensioni e lavoro. Sono questi i primi dossier che il premier in pectore Giuseppe Conte si troverà sulla scrivania a Palazzo Chigi. Misure che si affiancano a quelle già elencate nel programma di governo pentaleghista legate a sicurezza, giustizia e immigrazione. Temi e impegni che andranno affrontati tenendo uno sguardo ai mercati internazionali e all'Europa, senza perdere di vista la bussola rappresentata dal rispetto dei principi costituzionali.

PENSIONI - Tra i primi passi che potrebbe muovere il nuovo governo c'è sicuramente uno dei cavalli di battaglia del programma pentaleghista: il superamento della legge Fornero. Con un eventuale decreto estivo, arriverebbero subito lo stop all'Ape sociale e il via a 'opzione donna'. Per quota 100 (ossia la somma di età e anni di contributi) si dovrebbe attendere la legge di bilancio.

FLAT TAX - La Flat Tax con aliquote al 15 e al 20%, illustrata nel contratto di governo giallo-verde, dovrebbe essere uno dei capisaldi della prossima legge di bilancio, ipotizzando una sua entrata in vigore dal primo gennaio 2019. Al suo fianco dovrebbe arrivare un taglio delle tax expenditures cui verrà chiesto di garantire una buona parte delle coperture per la flat tax.

PACE FISCALE - Si chiama 'pace fiscale' il progetto targato Lega-M5S che consiste in una maxi rottamazione delle cartelle esattoriali. Ora è uno dei pilastri del nuovo governo. Al momento si starebbe valutando attentamente l'impatto che la pace fiscale gialloverde potrebbe avere sulla definizione agevolata dei ruoli attualmente in corso. E che ha visto l'adesione di 950mila debitori da cui l'erario attende 2 miliardi di euro per il 2018-2019.

TAGLIA LEGGI - Uno dei pilastri di un possibile decreto estivo potrebbe essere un intervento taglialeggi e un pacchetto di misure sburocratizzazione già abbozzato dallo stesso Conte che proprio per questo motivo era stato inserito nella lista dei ministri in pectore del M5S presentata da Di Maio.

CENTRI PER L'IMPIEGO - Nel pacchetto di misure urgenti da varare eventualmente già nelle prossime settimane è destinata a rientrare anche la riforma dei centri per l'impiego, cara ai Cinquestelle. Misura che dovrebbe andare di pari passo con il rafforzamento della dote attualmente a disposizione del reddito d'inclusione da far scattare con la prossima manovra.

REDDITO DI CITTADINANZA - Tra le misure in programma c'è poi il reddito di cittadinanza, che prevede 780 euro mensili per chi ha perso il lavoro. Un parametro basato sulla scala Ocse per nuclei familiari più numerosi. "L'erogazione del reddito di cittadinanza - si legge nel contratto di governo - presuppone un impegno attivo del beneficiario che dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego (massimo tre proposte nell’arco temporale di due anni), con decadenza dal beneficio in caso di rifiuto allo svolgimento dell’attività lavorativa richiesta".

In materia lavoro si pensa anche di introdurre per legge un salario minimo orario e una revisione del 'libretto famiglia' che ha sostituito i vecchi voucher. L'obiettivo è introdurre "un apposito strumento, agile ma chiaro e semplice, che non si presti ad abusi, attivabile per via telematica attraverso un'apposita piattaforma digitale, per la gestione dei rapporti di lavoro accessorio".

IMMIGRAZIONE - Una delle prime misure sul tavolo del governo Conte sarà quella legata all'immigrazione. Nel contratto di governo, M5S e Lega puntano alla revisione del regolamento di Dublino, con il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra gli Stati membri dell'Ue. "Nell'ottica di una gestione delle risorse pubbliche efficiente e congruente con le azioni politiche da attuare -si legge nel contratto di governo - occorre, quindi, procedere a una revisione dell'attuale destinazione delle stesse in materia di asilo e immigrazione, in particolare prevedendo l'utilizzo di parte delle risorse stanziate per l'accoglienza per destinarle al Fondo rimpatri".

LOTTA ALLA CORRUZIONE - Tra le mosse del governo Conte c'è inoltre la lotta alla corruzione. Il programma di governo prevede il Daspo per i corrotti e corruttori, il potenziamento della prevenzione, e l'introduzione della figura dell''agente sotto copertura', oltre alla valutazione della figura dell'agente provocatore in presenza di indizi di reità, per favorire l'emersione dei fenomeni corruttivi nella Pubblica Amministrazione.

Conte accetta l'incarico e presenta la lista dei ministri: lavoreremo per migliorare la vita degli italiani

Giuseppe Conte ha accettato l'incarico conferitogli dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di formare il nuovo governo e ha presentato la lista dei ministri. L'esecutivo giurerà al Quirinale domani alle 16. "Lavoreremo intensamente per realizzare gli obbiettivi politici anticipati nel contratto, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani". Così il Presidente del Consiglio ha concluso il suo intervento al Quirinale dopo aver letto la lista dei ministri del suo governo.

LA LISTA DEI MINISTRI. Questa la lista dei ministri letta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte: Lavoro, Politiche Sociali, Sviluppo Economico e vicepremier, Luigi Di Maio; Interno e vicepremier, Matteo Salvini; Rapporti con il Parlamento e Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro; Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno; Affari regionali e Autonomie, Erika Stefani; Sud: Barbara Lezzi; Famiglia e Disabilità, Lorenzo Fontana; Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi; Difesa, Elisabetta Trenta; Economia e Finanze, Giovanni Tria; Affari europei, Paolo Savona; Giustizia, Alfonso Bonafede; Ambiente, Sergio Costa; Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli; Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio; Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti; Beni Culturali e Turismo, Alberto Bonisoli; Salute, Giulia Grillo; sottosegretario alla Presidenza del Consiglio proposto Giancarlo Giorgetti.

LA RINUNCIA DI COTTARELLI. Alla luce degli ultimi sviluppi, Carlo Cottarelli ha rinunciato stasera all'incarico a formare il governo affidatogli lunedì scorso dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "La formazione di un governo politico - ha detto rimettendo l'incarico - è di gran lunga la migliore soluzione per il Paese".

MELONI FUORI. Fratelli d'Italia - pur garantendo il suo sostegno al nascente esecutivo - non entrerà nel team governativo, a causa dello stop arrivato da Di Maio. Giorgia Meloni, leader Fdi, incontrando i giornalisti a Montecitorio, sottolinea: "Non abbiamo mai chiesto poltrone per me o altri di Fratelli d'Italia" e rispetto al governo nascente, "e nella fiducia ci asterremo per aiutarlo a nascere. Non tanto per condivisione ma per necessità".

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