Domenica 19 Agosto 2018 - 5:36

«Via le vipere», contrattacco 5S su decreto dignità

Medita vendetta il M5S. E dopo l'accusa mossa dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio - una 'manina' avrebbe inserito nella notte gli 8.000 posti di lavoro in meno nella relazione tecnica inviata al Quirinale a corredo del dl dignità - dai piani alti del Movimento filtra la volontà di "fare pulizia" in Ragioneria dello Stato e al Ministero dell'Economia. In altre parole spoil system 'chirurgico', "togliendo dai posti chiave chi mira a ledere - spiegano fonti qualificate all'Adnkronos - l'operato del governo e del M5S in particolare".

FONTI MEF - Dopo le dichiarazioni del vicepremier, fonti del ministero dell'Economia riferiscono che le relazioni tecniche sono presentate insieme ai provvedimenti dalle amministrazioni proponenti, così anche nel caso del decreto Dignità, giunto al Mef corredato di relazione con tutti i dati. La Ragioneria generale dello Stato prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture, aggiungono poi le stesse fonti di Via XX Settembre.

M5S: VIPERE IN MEF E RAGIONERIA - In queste ore, nello specifico, si guarda con sospetto a uomini vicini al Pd e alla squadra dell'ex ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan. "Quel che è accaduto è gravissimo - lamentano dal Movimento puntando il dito contro quegli 8.000 posti di lavoro in meno comparsi come una doccia gelata nella relazione al dl dignità - non possiamo ammettere che vengano fatte delle 'porcate' simili. Abbiamo bisogno di persone di fiducia, non di vipere in posti chiave del Mef e della Ragioneria".

DI MAIO - “80mila è un numero che non sta da nessuna parte, mi faccio una risata - dice Di Maio in un video su Fb - C'è un altro numero invece: 8mila. Perché nella relazione c'è scritto che questo dl farà perdere 8mila posti di lavoro in un anno. Ci tengo a dirvi che quel numero è apparso la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dal governo". La verità, osserva, è che "questo dl Dignità ha contro lobby di tutti i tipi".

"Leggo sui giornali di stamattina - dice Di Maio in diretta Fb - che il decreto Dignità farebbe perdere 80mila posti di lavoro. Mi faccio una risata perché 80mila non sta da nessuna parte. Invece c'è un altro numero: 8mila che i giornali riportano perché c'è scritto nella relazione che accompagna questo decreto. Quel numero per me non ha nessuna validità perché nessuno ha spiegato cosa significa quell'8 mila e ci tengo a dirvi che è apparso, nella relazione tecnica al decreto, la notte prima che si inviasse il decreto al presidente della Repubblica".

"Non è una cosa che hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri e soprattutto che hanno chiesto i ministri della Repubblica. Il tema è: c'è un tot di contratti a tempo determinato e la relazione dice che in Italia, su quel tot, per effetto di questo decreto se ne perderanno 8mila. Ma perché nella relazione non c'è scritto invece quanti contratti a tempo indeterminato nasceranno per effetto della stretta sui contratti a tempo determinato, visto che aumenteremo gli incentivi sull'indeterminato?", prosegue Di Maio.

"Perché non c'è scritto? Questo mi lascia perplesso perché questo decreto Dignità ha contro lobby di tutti i tipi tanto che c'è voluto un po' per farlo arrivare in porto e al Quirinale, e ringrazio il presidente della Repubblica per averlo firmato. Il mio sospetto è che questo numero sia stato il modo per iniziare a indebolire questo decreto e per fare caciara. Non mi spaventa, noi siamo stati abituati a cose peggiori contro il Movimento. Ma tutti devono sapere che questo decreto non è stato fatto per aumentare la disoccupazione ma per incentivare il tempo indeterminato. Sono certo che il tempo ci darà ragione".

Ultimatum di Conte a Ue

Il presidente del Consiglio Conte sta lavorando per un accordo con gli altri Paesi Ue per una redistribuzione immediata dei 450 migranti recuperati a largo di Lampedusa. Se non ci saranno risposte dai partner europei, trapela da palazzo Chigi, in queste condizioni ai 450 non sarà consentito di sbarcare.

In costante contatto con i ministri Matteo Salvini, Enzo Moavero e Danilo Toninelli e con i responsabili delle unità di soccorso, per la risoluzione di questa ulteriore emergenza, oggi stesso, proseguono le stesse fonti, verrà inviata al presidente Juncker, a Tusk e agli altri leader europei una lettera volta a sollecitare l'applicazione immediata, anche in questo caso - viene specificato - dei principi europei affermati nel corso dell'ultimo Consiglio europeo di fine giugno. L'Italia, si sottolinea, non è più disposta a farsi carico in modo isolato di una problema che riguarda tutti i Paesi europei.

LE TRE IPOTESI IN CAMPO - A quanto si apprende, sarebbero tre le ipotesi in campo: redistribuzione immediata dei 450 con altri partner europei; contatti con Libia per il loro eventuale rientro sulle coste libiche, da dove sono partiti; permanenza a bordo delle navi dove fare riconoscimenti ed esami richieste.

LA VERSIONE DI PALAZZO CHIGI - Secondo la versione fornita da fonti di palazzo Chigi, una parte dei migranti del barcone si sono gettati volontariamente in mare. Questo spiega come le navi italiane siano intervenute per salvare dall'annegamento diversi occupanti dell'imbarcazione stessa. Nella serata di ieri - si fa presente - un convoglio costituito da 3 motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza ha intercettato il barcone a largo di Linosa. Alla vista delle unità italiane l'imbarcazione si è fermata e dopo alcuni minuti i naufraghi hanno iniziato a lanciarsi in acqua.

Grazie all'intervento di una motovedetta della Guardia Costiera i migranti che si erano tuffati in mare, sono tutti stati recuperati. In nottata è poi giunto il pattugliatore Montesperone della guardia di finanza e una nave inglese di Frontex che hanno accolto 442 migranti. Otto persone bisognose di assistenza, invece, sono state sbarcate dalla Capitaneria di porto a Lampedusa.

LE PAROLE DI SALVINI - In mattinata, sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Salvini che non sembra intenzionato ad arretrare di un passo. Il titolare del Viminale ha informato il premier Conte che "occorre un atto di giustizia, rispetto e coraggio per contrastare i trafficanti di esseri umani e stimolare un intervento europeo". Per questo ha insistito affinché alle due navi di Frontex e Guardia di Finanza venga data indicazione di fare rotta verso Sud. Direzione? Malta o Libia.

''In Italia si arriva solo con mezzi legali'', ha spiegato il ministro dell'Interno. ''Si nutrono e curano tutti a bordo, mettendo in salvo donne incinte e bambini, ma non si arriva in nessun porto. Non possiamo cedere, la nostra fermezza salverà tante vite e garantirà sicurezza a tutti''. A Conte, Salvini ha sottolineato: ''Da quando siamo al governo, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, sono sbarcate 27.000 persone in meno. Se vogliamo mantenere questi risultati positivi, non possiamo mostrare debolezze''.

Di Maio: «Lobby contro decreto dignità»

ROMA. "80mila è un numero che non sta da nessuna parte, mi faccio una risata". Lo dice Luigi Di Maio in un video su Fb a proposito delle critiche al dl Dignità che porterebbe a una contrazione di 80mila posti di lavoro.

"C'è un altro numero invece: 8mila. Perché nella relazione c'è scritto che questo dl farà perdere 8mila posti di lavoro in un anno. Ci tengo a dirvi che quel numero è apparso la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dal governo". La verità, osserva, è che "questo dl Dignità ha contro lobby di tutti i tipi".

PENSIONI D'ORO - Dopo i vitalizi, prosegue poi Di Maio, "stiamo anche per tagliare le pensioni d'oro dai 4000 euro in su. Tutte quelle pensioni d'oro per chi non ha versato i contributi". "Se hai 20mila euro di pensione e non hai contributi, io ti do la pensione per quanti contributi hai versato", spiega il vicepremier.

"I vitalizi - sottolinea - sono anche una questione di volontà politica perché quando una cosa si vuol fare, si può fare. Per questo vi chiedo di promuovere eventi 'bye bye ai vitalizi' in tutta Italia: nei bar, in spiaggia (senza stalkerizzare le persone..), dove volete". Dopo la Camera, "stiamo procedendo in tutte le regioni d'Italia a tagliare i vitalizi ai consiglieri regionali e poi chiedo al Senato di prendere esempio dalla Camera. Non c'è voluto nemmeno un voto in aula, è bastato il voto di una ventina persone nell'ufficio di presidenza della Camera, presieduto da Roberto Fico che abbraccio".

CETA - Il ministro del Lavoro torna anche sul Ceta. "E' un cavallo di Troia che va respinto - dice - è un trattato che permette ai falsi prodotti italiani come il Parmesan" di essere venduti all'estero, "è un trattato che svende il nostro made in Italy. Quando arriverà in aula sconfesseremo il vecchio governo".

Gaffe Meloni: «Juncker ubriacone». Ma lui ha la sciatica

"L'ubriacone sorretto da due persone per evitare che stramazzi al suolo, è il presidente della Commissione europea Juncker, dal quale dipendono le sorti delle nostre aziende, di milioni di lavoratori italiani e il futuro della nostra Nazione. Vi sentite tranquilli?". A domandarlo su Facebook, condividendo il video in cui Jean-Claude Juncker viene aiutato a camminare e a scendere dei gradini da due uomini durante il vertice Nato, è Giorgia Meloni. E tra le battute dei commentatori contro il presidente della Commissione Ue, la leader di Fratelli d'Italia raccoglie quasi 14mila condivisioni e altrettanti like. Numeri altissimi per la deputata, che tuttavia sembra essere scivolata in una imbarazzante gaffe.

La strana 'performance' di Jucker durante la cena di gala con i capi di Stato e di governo della Nato, non sarebbe infatti frutto di qualche bicchiere di troppo ma di un serio problema di salute. A spiegarlo, il portavoce capo della Commissione Margaritis Schinas, durante il briefing con la stampa a Bruxelles: Juncker è stato colto da un "attacco di sciatica particolarmente doloroso, accompagnato da crampi, che comprometteva la sua capacità di camminare".

"Il presidente - ha continuato Schinas - vuole ringraziare pubblicamente Mark Rutte (il premier olandese, ndr) e Antonio Costa (portoghese, ndr) per averlo assistito in questo momento doloroso. Sta prendendo delle medicine e si sente meglio. Ieri ha avuto un'agenda molto intensa sia la mattina che nel pomeriggio". La settimana prossima Juncker sarà, tra l'altro, a Pechino e a Tokyo. "Continuerà a lavorare duramente, come ha fatto dall'inizio della sua carriera pubblica".

Il chiarimento è arrivato dopo i numerosi video diffusi in rete e sulle tv, in cui si vede Juncker camminare con passo a tratti assai incerto, sorretto da chi gli stava vicino: Rutte, Costa e dall'ucraino Petro Poroshenko. Le condizioni di Juncker hanno impegnato buona parte del briefing con la stampa oggi a Bruxelles: "Non auguro a nessuno di soffrire un dolore del genere. Ho avuto il privilegio di essere al suo fianco in momenti come questo", ha risposto ancora Schinas.

Che tipo di medicine ha preso? "Penso che abbia preso farmaci standard per casi come questo", ha replicato il portavoce. Il presidente prende antidolorifici prescritti dal medico? "Sono domande mediche per le quali non sono qualificato a rispondere", ha detto ancora Schinas. "Posso confermare", ha aggiunto, che la malattia non gli impedisce di svolgere le sue funzioni di qui alla fine del suo mandato. Alla domanda se il presidente fosse ubriaco mercoledì sera, Schinas ha risposto: "Ho spiegato la situazione: è più che di cattivo gusto che una certa stampa tenti di fare dei titoli insultanti sfruttando la sofferenza di Juncker. Non credo che sia elegante, né che sia corretto".

Gli antidolorifici, ha osservato un altro giornalista, possono avere effetti simili agli alcoolici, quindi sarebbe importante sapere quali farmaci Juncker assume. Il portavoce ha detto che si sarebbe informato. "Il programma di Juncker - ha aggiunto ancora - è pieno e non è cambiato per nulla. Infatti, dopo questo acuto crampo mercoledì ha partecipato regolarmente alla cena, e poi il dolore è scomparso. Il giorno dopo è stato al summit Nato, ha avuto tre incontri bilaterali con capi di Stato e di governo".

Nel pomeriggio di ieri Juncker, ha proseguito Schinas, "è tornato in ufficio, ha avuto altri bilaterali. Oggi è in ufficio a incontrare il nuovo ambasciatore americano e si sta per imbarcare in una settimana molto impegnativa: domenica notte Pechino, martedì Tokyo, mercoledì collegio dei commissari, giovedì e venerdì Madrid e la settimana dopo ancora". Sono attacchi che "vanno e vengono", ha aggiunto Schinas. Mercoledì sera Juncker "non ha" mischiato antidolorifici con alcolici. "O almeno io non sono al corrente che sia successa una cosa del genere", ha detto ancora il portavoce.

"Svolgerà il suo programma come previsto e noi con lui, cosa che ci costringerà a non vedere la finale dei Mondiali" domenica. Juncker ha visto un dottore mercoledì notte? "Non sono al corrente del fatto che abbia ricevuto alcuna cura medica. Non era necessario, era una crisi in quel momento specifico. Poi si è sentito meglio e ha partecipato alla cena", ha spiegato ancora il portavoce capo. Infine, "non è previsto" che un medico lo accompagni nel suo viaggio a Pechino e a Tokyo, ha concluso Schinas.

In arrivo 450 migranti, Salvini: «Qui non sbarcano»

Scoppia un nuovo caso su un barcone di migranti diretto verso l'Italia. Ne dà notizia il ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, che in un post sulla sua pagina Facebook scrive: "Come promesso, io non mollo. Un barcone con 450 clandestini a bordo è da questa mattina in acque di competenza di Malta, che si è fatta carico di intervenire".

"A distanza di ore però - spiega il vicepremier - nessuno si è mosso, e il barcone ha ripreso anavigare in direzione Italia. Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo - conclude Salvini - che questo barcone in un porto italiano non può e non deve arrivare. Abbiamo già dato, ci siamo capiti?".

Tria: «Non ci sarà manovra correttiva»

"Per quanto riguarda il 2018, noi non cambiamo gli obiettivi. Si vedrà a consuntivo se abbiamo rispettato o no l'impegno preso con la Commissione Europea. Riteniamo che non ci sarà alcun allargamento del bilancio e nessuna restrizione, nel senso di manovra correttiva, lo abbiamo già detto. Riteniamo che questo sia sufficiente per raggiungere gli obiettivi". Lo ribadisce il ministro dell'Economia Giovanni Tria, a margine dell'Ecofin a Bruxelles.

Parlando in conferenza stampa, il titolare di via XX Settembre affronta anche il tema del reddito di cittadinanza. "Nessuno dice che non si troveranno i soldi in futuro" spiega Tria, osservando che "non si possono calcolare 45 mld addizionali: sono tre punti percentuali di Pil. Ovviamente, se noi andassimo al 5% di deficit, il giorno dopo l'Italia va in default. E' questo il problema, non le regole europee".

"La questione è che non si pone il problema in questi termini - aggiunge Tria - stiamo studiando il bilancio. Se il governo ha trovato 50 mld per misure di questo tipo, vuol dire che 50 mld dentro già ci sono: basta utilizzarli per fare il reddito di cittadinanza, perché i bisogni sono quelli. Bisogna vedere quali sono gli strumenti ritenuti più adatti per rispondere a certi bisogni, non è che si aggiungono".

"L'implementazione del programma di governo - continua Tria - viene studiata in termini di mutamento interno al bilancio della spesa, cercando di vedere quali sono gli strumenti più adatti a rispondere a certi bisogni. Le differenze politiche sono perché uno pensa che è meglio operare con certi strumenti e altri pensano che sia meglio operare con altri: lì c'è la discontinuità. Non è tra fare l'1 o il 5% di deficit: quella non è discontinuità, è irresponsabilità".

Poi, rispondendo alla domanda se si prepari anche lui a gestire un 'cigno nero', (l'evento improbabile ma non impossibile evocato dal ministro degli Affari Europei Paolo Savona), Tria rimarca: "Non considero i cigni neri, sennò non dovrei più uscire di casa, perché potrebbe cadermi una tegola in testa e potrei morire. Io sono avventuroso ed esco di casa la mattina, comportandomi normalmente".

Quindi difende il collega: "Non mi pare - spiega il ministro dell'Economia, rispondendo a un'altra domanda - che Savona abbia fatto dichiarazioni improprie sull'euro. Ha sempre e solo parlato di quale sarebbe la governance ideale dell'Eurozona, che è una cosa ben diversa".

Caso Diciotti, Salvini tira dritto

"Andrò fino in fondo finché qualcuno non venga assicurato alla giustizia". Matteo Salvini tira dritto. Intervenendo a Rtl 102,5, sulla vicenda della nave Diciotti e dei migranti sbarcati stanotte a Trapani, dopo l'intervento del Presidente Mattarella che ha sbloccato l'impasse, il titolare del Viminale non usa mezzi termini. "Io volevo che le indagini spiegassero cosa era accaduto - ha detto - per il momento ci sono indagati". Quindi ha aggiunto: "Mi farebbe arrabbiare se coloro che sono sbarcati finissero tutti a piede libero, certezza pena deve essere fondamento per italiani e soprattutto per chi è ospite, non voglio che finisca tutto a tarallucci e vino".

Dopo l'intervento di ieri del presidente Mattarella, Salvini ha precisato che non c'è alcuno scontro con il Viminale. "Non mi scontro con nessuno, se il presidente Mattarella vuole capire cosa ho fatto e cosa farò sono a disposizione" ha detto il ministro dell'Interno, sottolineando: "non ho niente da chiarire". "Nessuno mi farà cambiare idea sul fatto che la lotta ai trafficanti di uomini per me è una priorità del Paese" ha osservato ancora Salvini.

Sul caso Diciotti in mattinata è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio, schierandosi con il Presidente della Repubblica. "Rispettiamo la decisione del Presidente Mattarella" ha detto il capo grillino intervistato da 'Agorà, su Rai3, sottolineando che "servono procedure più veloci quando ci sono situazioni del genere". "L'intervento del Presidente è stato d'obbligo per far sbarcare i migranti - ha affermato Di Maio -. Ma una cosa deve essere chiara: l'Italia deve farsi rispettare e perseguire chi si comporta in questo modo. La competenza è della magistratura ma ci deve essere un messaggio chiaro ai cittadini che si aspettano che la giustizia trionfi sempre".

Che Matteo Salvini abbia "esagerato o meno, non me ne frega niente..." ha poi proseguito Di Maio commentando i rapporti tra il Viminale e il Colle. "La cosa importante è che con l'intervento del Presidente Mattarella si è sbloccata la situazione", ha sottolineato Di Maio.

Sul caso Diciotti si è fatta sentire anche l'Associazione Nazionale Magistrati. "Seguiamo con grande attenzione i possibili risvolti giudiziari connessi alla vicenda della nave Diciotti - scrive in una nota il presidente di Anm, Francesco Minisci - e chiediamo che il lavoro dei magistrati della Procura di Trapani venga lasciato proseguire senza interferenze". "Per questo motivo - sottolinea - ogni richiesta di adozione di provvedimenti dell'autorità giudiziaria, da chiunque provenga, risulta ingiustificata e non in linea con i principi di autonomia e indipendenza fissati dalla Costituzione, cui tutti devono attenersi".

Taglio vitalizi, sì della Camera

L’Ufficio di presidenza della Camera ha approvato la delibera del presidente Roberto Fico per il ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari.

"Finalmente è arrivato. Oggi è il giorno che gli Italiani aspettavano da 60 anni, quel momento fatidico che abbiamo regalato ai nostri cittadini in 100 giorni di Governo. #ByeByeVitalizi", aveva scritto in un post su Facebook Luigi Di Maio ancor prima del sì, ribadendo in sostanza ciò che aveva detto ospite di UnoMattina. "È un principio di giustizia", aveva sottolineato, aggiungendo: "Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati". E uscendo in piazza Montecitorio per festeggiare con i parlamentari M5S ha detto: "Oggi è un giorno storico, abbiamo abolito un assurdo privilegio della casta. Adesso il Senato prenda esempio". "Il prossimo passo - ha indicato il vicepremier - è quello di abolire le pensioni d'oro e lo faremo presto, prestissimo. Oggi è un giorno importantissimo - ha aggiunto dopo aver perso la voce - Si afferma il principio che diritti acquisiti per i politici non esistono". "Tagliamo i privilegi della casta per ridare voce ai cittadini, questa vittoria la dedichiamo a tutti coloro che sono stati penalizzati dalla Legge Fornero", ha aggiunto. E a chi gli domandava se la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, procederà col taglio dei vitalizi a Palazzo Madama, "chiedeteglielo...", ha risposto con un sorriso. Quanto ai ricorsi degli ex deputati, come paventato da Forza Italia che si è astenuta, "non mi preoccupano, qui abbiamo l'autarchia", ha detto ancora Di Maio annunciando che "la settimana prossima presenteremo in commissione un ddl per tagliare le pensioni d'oro".

"Sono molto soddisfatto, abbiamo posto fine a una grande ingiustizia di tanti anni della nostra Repubblica, i cittadini sentivano molto forte l'esigenza di porre fine ai vitalizi degli ex parlamentari", ha detto Roberto Fico. "Il punto di principio fondamentale è che oggi ripariamo una ingiustizia sociale, perché i parlamentari avevano un trattamento e i cittadini un altro, ripariamo finalmente a delle ferite - ha aggiunto il presidente della Camera - L'obiettivo è stato raggiunto con tutto l'Ufficio di presidenza che ha fatto un lavoro molto buono per competenza e complessità". Fico ha parlato anche del rischio incostituzionalità: "Non sono preoccupato di una bocciatura della Corte costituzionale. So che la delibera che ho scritto è forte, sostanziale e sostanziosa, ripara una ingiustizia e rispetta la Costituzione". "La delibera, per completare il ricalcolo e rispettare le scadenze fiscali, è valida dal primo gennaio 2019", ha poi chiarito Fico dicendosi fiducioso del fatto che "il Senato seguirà la stessa strada" e si è rivolto agli ex parlamentari: "Non è un provvedimento punitivo è una delibera che ripara i guasti sociali. C'era un solco, un burrone che noi stiamo colmando". "Con questa delibera realizziamo anche un taglio ai costi della politica. Avremo infatti un risparmio di risorse pubbliche di oltre 40 milioni di euro all'anno", scrive poi su Facebook Fico. "Approvato in Parlamento il taglio dei vitalizi a 1.240 ex parlamentari: stop a vecchi e assurdi privilegi. Con la Lega, dalle parole ai fatti!''. Così il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini.

Forza Italia si astiene - ''In ufficio di Presidenza ci siamo astenuti: siamo a favore del taglio ai vitalizi, ma contrari ad imbrogliare gli italiani. Oggi non assistiamo alla fine dei vitalizi come sostengono i Cinque Stelle, ma al futuro arricchimento degli ex parlamentari e dei loro avvocati. Così Mara Carfagna, Gregorio Fontana e Francesco Scoma, vice presidente, questore e segretario d'Aula di Forza Italia alla Camera dei deputati e Mariastella Gelmini, capogruppo, in una nota diffusa al termine dell'Ufficio di presidenza che ha esaminato la proposta di ricalcolo dei vitalizi. "Approvare una delibera che nasce già viziata da incostituzionalità costringerà infatti la Camera dei Deputati ed i suoi organi a doversi difendere in giudizio dalla pioggia di ricorsi che sono già pronti sulle scrivanie degli avvocati. A rimetterci, alla fine, saranno quindi sempre le tasche degli italiani. C'è dunque poco da festeggiare", avvertono gli esponenti azzurri.

Per festeggiare il via libera della Camera i parlamentari del M5S sono usciti in piazza Montecitorio con palloncini gialli. "Oggi è un giorno storico - afferma il capogruppo a Montecitorio Francesco D'Uva, stappando una bottiglia di spumante a pochi passi dal portone di ingresso del palazzo - non solo per il M5S ma per l'Italia tutta. Il M5S è arrivato al governo, ha la maggioranza e ha subito abolito questo assurdo privilegio della casta". 'Bye bye vitalizi' è la scritta apparsa davanti a Montecitorio, riportata su palloncini argento che sventolano tra i palloncini gialli tenuti in aria dei parlamentari M5S.

Asse Italia-Austria-Germania contro gli sbarchi

Italia, Austria e Germania hanno confermato la loro disponibilità a cooperare nella politica dei rifugiati per portare "ordine" all'attuale situazione migratoria dell'Unione europea. Lo hanno assicurato i ministri dell'Interno dei tre paesi al termine di un incontro a margine del vertice di Innsbruck, in Austria."Le cose sono relativamente semplici: noi tre siamo d'accordo sul fatto che vogliamo mettere ordine in una materia dove per molto tempo c'è stato disordine", ha detto il ministro austriaco Herbert Kickl alla stampa, sottolineando che "il chiaro messaggio che vogliamo mandare è che in futuro non sarà possibile arrivare facilmente in Europa, se non si ha diritto alla protezione".

Kickl ha quindi anticipato che, per muoversi rapidamente in "questo progetto e fermare quanto più possibile l'immigrazione fino a portarla a zero", un incontro dei tre paesi sarà organizzato a livello tecnico il 19 luglio a Vienna. La "cooperazione dei volenterosi" dovrebbe ora diventare una "cooperazione attiva", ha affermato ancora il ministro degli Interni austriaco.

Confermando che i colloqui sulla gestione dell'emergenza migranti saranno portati avanti a Vienna, il collega tedesco Horst Seehofer ha ribadito che "la questione di chi riceve asilo in Europa" non dovrebbe essere decisa dai trafficanti di esseri umani, ma da "governi democraticamente eletti". "Su questo siamo completamente uniti e ora attendiamo l'incontro con il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos che ci dirà come la Commissione europea affronterà" la nuova posizione nella politica di immigrazione.

Seehofer ha ricordato che già al Consiglio europeo di fine giugno c'è stato un "cambio di marcia" in questo settore. "Siamo d'accordo sul fatto che occorre creare ordine nella politica migratoriada un lato, ma essere anche umanitari dall'altro", ha messo in chiaro Seehofer.

Dal canto suo, il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, ha precisato che d'ora in poi i tre paesi lavoreranno per ridurre "le partenze verso l'Europa, gli sbarchi e le morti nel Mediterraneo". Con questo, l'Italia, che "non dovrebbe rimanere l'unico punto di arrivo" dei rifugiati, si aspetta una "riduzione dei problemi e dei costi economici e sociali di un'immigrazione che non siamo più in grado di sostenere", ha aggiunto.

L'incontro tra Salvini e i colleghi tedesco e austriaco precede il vertice dei ministri dell'Interno dell'Unione europea che si terrà oggi a Innsbruck e che avrà all'ordine del giorno l'ultimo piano sulle politiche migratorie in Europa approvato alla fine di giugno dai leader dell'Ue. L'accordo include, tra le altre cose, hotspot di sbarco in regioni come il Nord Africa per i migranti che sono stati salvati nel Mediterraneo e la creazione di centri di accoglienza sul suolo europeo.

Di Maio: «Bye bye vitalizi»

"Oggi è una giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no". Così il vice premier e ministro per lo Sviluppo economico e per il Lavoro Luigi Di Maio a Unomattina sul taglio dei vitalizi in programma oggi alla Camera. "È un principio di giustizia", ha sottolineato, aggiungendo: "Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati".

"Oggi è un giorno importantissimo per tutti i cittadini di questo Paese e, lasciatemelo dire con un po' di orgoglio, anche per il MoVimento 5 Stelle - ha poi ribadito Di Maio su Facebook - È un giorno di festa: finalmente vengono aboliti i vitalizi! Bye bye vitalizi!". "Invito tutti a fare una cosa semplice - ha aggiunto il vicepremier -: postate sui social un video o una foto dove fate 'ciao ciao' con la mano per salutare il privilegio che se ne va usando l'hashtag #ByeByeVitalizi. Prendiamoci questa piccola rivincita. La prima di tante che ci aspettano".

PENSIONI D'ORO - Il leader del M5S - sempre a 'Unomattina' - ha anche annunciato una sforbiciata per le pensioni "anche sopra i 4.000 euro, per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza". "L'obiettivo è quello di tagliare le pensioni d'oro per ridare alle minime", ha sostenuto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, spiegando che il provvedimento è già pronto e arriverà dopo il taglio dei vitalizi.

GIOCO D'AZZARDO - Parlando del divieto di pubblicità dei giochi introdotto con il Decreto Dignità, "non faremo un passo indietro e non accetto nessun tipo di confronto - ha detto Di Maio - Quando è a rischio la salute degli italiani, come con il gioco d'azzardo, si va avanti come un treno".

UE - "Chiederemo all'Unione europea di esser trattati come tutti gli altri Paesi - ha spiegato Di Maio - come Spagna e Francia che hanno finanziato per anni riforme per famiglie che fanno figli, avendo concessioni di bilancio. Siamo un Paese fondatore, anche noi vogliamo le stesse concessioni". "La voce dell'Italia in Europa - ha aggiunto il leader di M5S - si sentirà forte e chiara, perché il problema principale in Italia sono lavoro ed economia e questo è il momento in cui si trovano le risorse per fare il reddito di cittadinanza, le modifiche alla legge Fornero e la flat tax".

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