Giovedì 19 Aprile 2018 - 21:22

La ricetta Di Maio per abolire Equitalia

Abolire il sistema Equitalia di nome e di fatto attraverso il fisco digitale. Lo spiega il leader M5S, Luigi Di Maio, in un post sul Blog delle Stelle. "Insieme alla riduzione della pressione fiscale, attraverso il dimezzamento dell’Irap e la riforma degli scaglioni Irpef, una delle nostre priorità -sottolinea- sarà semplificare il quadro fiscale investendo nella digitalizzazione e nell’accorpamento delle banche dati della Pa e tramite l'abolizione di meccanismi inefficienti come lo spesometro".

"Le risorse sono in gran parte già state stanziate, come dimostrano i 5,7 miliardi di Agenda Digitale, ma vengono spese poco e male. La soluzione di sistema è il fisco digitale, con la fatturazione elettronica che andrà estesa, seppur progressivamente e con una adeguata sperimentazione, anche tra privati senza digitalizzare la burocrazia e garantendo la semplicità di utilizzo dello strumento non arrivando in ritardo come sempre negli ultimi anni".

"I benefici -insiste il leader M5S- sarebbero immensi. Basti ricordare che decadrebbe l'obbligo della redazione e stampa cartacea dei registri IVA e anche l'odioso limite a 5.000 euro della compensazione tra crediti IVA e altri imposte e contributi, oggi legato al costoso intervento del 'visto' da parte di un professionista".

"Il meccanismo di compensazione tra crediti e debiti delle imprese verso la Pa -conclude Di Maio- sarebbe reso molto più lineare e la facilità di comunicazione tra fisco e contribuente consentirebbe all’Agenzia delle Entrate di sollecitare rapidamente il contribuente al pagamento prima di irrogare sanzioni e procedere al recupero coattivo delle somme. È l’unica via per abolire non solo di nome ma anche di fatto il folle sistema Equitalia".

Berlusconi chiede la riabilitazione

Continua la battaglia di Silvio Berlusconi per ottenere la piena agibilità politica e istituzionale. In attesa di un pronunciamento della Corte di Strasburgo, il Cav ha fatto la prima mossa: il 12 marzo, attraverso i suoi legali, avrebbe presentato la domanda di riabilitazione al Tribunale di sorveglianza competente, quello di Milano. L'istanza poteva essere depositata a partire dall'8 marzo, giorno di scadenza del termine di tre anni (fissato dall'articolo 179 del codice penale) dall'espiazione ai servizi sociali della sua condanna. Se dovesse essere accolta, il leader forzista potrebbe correre a nuove elezioni già dopo l'estate.

La 'risposta' dei giudici dovrebbe arrivare nei prossimi mesi: l'udienza in Camera di consiglio, riferiscono fonti azzurre, ancora non è stata fissata ma dovrebbe tenersi entro luglio. Dal giorno dell'udienza parte l'istruttoria. Servono "prove effettive e costanti di buona condotta". E la buona condotta dipende non tanto dallo stile di vita del condannato ma va legata innanzitutto al suo comportamento nello sconto della pena per frode fiscale. I magistrati dovranno prendere in considerazione anche i processi pendenti a carico dell'ex premier.

La riabilitazione è una misura che consente ai condannati che hanno espiato l'intera pena e nel frattempo abbiano mantenuto buona condotta di vedere cancellata la sentenza emessa nei loro confronti. L'effetto, dunque, è la cancellazione di 'ogni traccia' anche dalla fedina penale. Questa mossa, però, potrebbe rivelarsi un'arma spuntata, visto che incombe l'incognita di alcuni processi ancora aperti, come alcuni 'residui' del Ruby ter, che potrebbero 'sporcare' la fedina penale.

Amministrative, il 10 giugno si vota in 96 comuni campani

Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha fissato, con proprio decreto, la data per lo svolgimento delle consultazioni per l'elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, nonché per l'elezione dei consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario per domenica 10 giugno 2018. L'eventuale turno di ballottaggio per l'elezione diretta dei sindaci avrà luogo domenica 24 giugno. 

In Campania torneranno alle urne i cittadini di 96 Comuni. In provincia di Napoli, Torre del Greco, con i suoi 85mila cittadini e 72mila elettori, è la città più popolosa al voto. Elezioni amministrative anche ad Afragola. Si vota anche a Castellammare di Stabia e a Quarto. In provincia di Napoli, andranno al voto anche i Comuni di Boscoreale, Brusciano, Caivano, Cercola, Forio, Marano, Ottaviano, Qualiano, San Giuseppe Vesuviano e Volla, sopra i 15mila abitanti, e di Calvizzano, Casandrino, Cicciano, Cimitile, Palma Campania, Pollena Trocchia, Sant'Agnello, San Vitaliano e Scisciano, sotto i 15mila. 

De Magistris: «Debiti, è usura di Stato». Striscione a Palazzo San Giacomo

NAPOLI. «Usura di Stato, meteoriti istituzionali con il chiaro obiettivo di fermare la rinascita di Napoli». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, tornando in un video sull'argomento dei debiti legati al commissariamento Cr8 post terremoto del 1980 e dell'emergenza rifiuti di 10 anni fa. «Su una città già martoriata in questi anni da tagli, sforbiciate, discriminazioni e gabbie normative, si sono abbattuti due meteoriti, due debiti dello Stato. La città subisce le nefandezze di quel periodo. Lo Stato non paga il debito, ci dicono che dobbiamo pagarlo noi, che dobbiamo pagare una sanzione per equivalente di 100 milioni per non averlo pagato, ci hanno pignorato la cassa. Sull'emergenza rifiuti: la città rompe le cricche e il sistema camorra-politica e affari, paghiamo le tasse più alte per colpa di quel periodo e dobbiamo anche pagare la multa perché lo Stato non paga. E' usura di Stato, è attacco alla città». De Magistris spiega che «da sindaco e da ex magistrato faccio fatica a mantenere quel senso delle istituzioni che dobbiamo sempre mantenere. Stiamo provando a non far pesare sulla città la certezza che questi macigni possono provocare una macelleria sociale senza precedenti». Secondo il primo cittadino «questi meteoriti istituzionali hanno un chiaro obiettivo: fermare la rinascita di Napoli, interrompere questa grande esperienza napoletana, politica, cittadina, popolare, amministrativa, fatta di coraggio e mani pulite. Vinceremo anche questa battaglia, non solo per Napoli ma per i diritti e i bisogni delle persone, per i tanti Comuni d'Italia che verranno a lottare insieme a noi». De Magistris dà quindi appuntamento a «sabato 14 aprile, alle ore 10 in piazza Municipio davanti Palazzo San Giacomo, il palazzo della città e del popolo napoletano» quando si terrà «un'importante iniziativa di lotta, di assemblea popolare, di unità della città e dei suoi abitanti». In previsione della manifestazione indetta, in Piazza Municipio, per il prossimo 14 aprile, alle ore 10, è stato esposto, a Palazzo San Giacomo, una striscione con la scritta “No al debito ingiusto, Napoli Libera”. 

Il tesoriere M5S con la terza media

Ligure, nemmeno 36 anni, dieci dei quali passati come commesso in un negozio di articoli per animali e cinque in Parlamento come portavoce dei cittadini M5S. Sergio Battelli, classe 1982 e al secondo mandato alla Camera è il nuovo 'caso' salito all'onore delle cronache nazionali, dopo una legislatura passata più o meno sotto silenzio. Il motivo? Un diploma di terza media e un curriculum che, almeno per alcuni, sembra essere non esattamente in linea con il ruolo che lo vede fresco di nomina, e cioè quello di tesoriere del primo partito italiano, che si troverà a gestire oltre 13 milioni di euro di fondi pubblici messi a disposizione ogni anno alla Camera. Una cifra notevole - più di 65 milioni di euro in 5 anni - per gestire la quale, ha assicurato Battelli in una recente intervista al Corriere della Sera, c'è già "un gruppo di funzionari che mi aiuterà a garantire la massima trasparenza e in più sto assumendo nello staff amministrativo una persona molto qualificata".

Nel curriculum del deputato, la Commissione cultura della Camera come membro dal maggio 2013 al settembre 2014, e quella per le Politiche dell'Unione Europea dal settembre 2014 al marzo 2018. Nel mezzo, la battaglia portata in Parlamento contro il bagarinaggio e il monopolio Siae. Un argomento particolarmente caro a Battelli, che nelle esperienze pre-politiche annovera non a caso anche il ruolo di chitarrista e frontman dei Red Lips, gruppo rock le cui session è possibile ascoltare ancora oggi su Soundcloud e Youtube.

Destino diverso, invece, per i video goliardici che il tesoriere ha postato nel corso degli anni sulla piattaforma e su Facebook, cancellati poco dopo l'elezione e dei quali rimane traccia solo in alcuni screenshot catturati dal blog Nonleggerlo nel 2013: i temi spaziano da "Esperimento della saponetta nel microonde", passando per "Santa Messa in onore del Dio Diana" fino ad approdare alla "Guida all'eiaculazione indotta". Tutto scomparso, in nome dell'Istituzione.

Comune, de Magistris: ci vogliono far cadere, il 14 mobilitazione mai vista

NAPOLI. «Ci vogliono far cadere, vogliono provocare lo scioglimento del Comune di Napoli ma noi questa soddisfazione non gliela daremo. Ritengo che non ci sia sindaco d'Italia che a 24 ore dal bilancio possa riuscire ad approvare il bilancio quando gli piomba addosso un simile macigno, ma noi lo "chiuderemo" perché prevediamo tutto anche gli attacchi alla città». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in riferimento all'approvazione del bilancio di previsione, da parte della giunta, da varare entro oggi proprio mentre dalla Corte dei Conti è arrivata la richiesta di pagare 85 milioni di un debito con un consorzio per i lavori post terremoto. «Da questa città partirà una mobilitazione giuridica, istituzionale, politica e popolare che non è mai stato vista nella storia del Paese e della Repubblica perché questo debito non lo sopporto. Una decisione, quella della Corte dei Conti, che influenzerà la stesura del bilancio di previsione che la Giunta discute e deve approvare entro oggi. Cercherò di non fare nemmeno un grammo di macelleria sociale nonostante un ordine costituito che vuol far pagare alla città colpe che non hanno né questa amministrazione né questa maggioranza che l'emergenza rifiuti e le cricche le hanno buttate via», ha aggiunto.

Salvini a Casamicciola con i sindaci: qui qualcuno non ha agito

ISCHIA. Il leader della Lega Matteo Salvini ha visitato la zona rossa di Casamicciola, a Ischia, interdetta dallo scorso 21 agosto a causa di una violenta scossa di terremoto. Salvini è accompagnato dai sindaci di Casamicciola e Lacco Ameno, e dal coordinatore di Forza Italia in Campania, Domenico De Siano. Salvini si è soffermato davanti alla chiesetta dove perse la vita la 52enne Lina Balestrieri, colpita dalle macerie mentre scendeva dall'auto insieme con il marito rimasto illeso. «Posso dire quello che ho detto visitando le zone colpite dal terremoto nelle Marche, nell'Umbria e nell'Abruzzo: spesso e volentieri il nemico dei cittadini e dei sindaci è la burocrazia» ha detto Salvini. «Nell'Italia che ho intesta ci sono pieni poteri agli amministratori locali in caso di gestione delle emergenze e in casi di gestione dell'ordine e della sicurezza. Anche in questo caso - ha concluso - non è possibile che dopo sette mesi sia tutto fermo all'agosto scorso. C'è qualcuno che a Roma o a Napoli non fatto quello che doveva fare, evidentemente».

IL SINDACO DI CASAMICCIOLA. «Ho accompagnato Salvini a visitare i luoghi del disastro del 21 agosto dello scorso anno o ho spiegato quali sono i problemi ancora da risolvere e mi è sembrata una persona molto pratica e concreta». Così Giovan Battista Castagna, sindaco di Casamicciola Terme, che ha accompagnato il leader della Lega durante la visita nella zona rossa di Casamicciola, a Ischia, interdetta dallo scorso 21 agosto a causa di una violenta scossa di terremoto che ha provocato due vittime e 42 feriti. «Abbiamo avuto uno scambio di opinioni - aggiunge Castagna - ed è stato molto positivo. Salvini ha chiesto chiarimenti, fatto domande perché vuole capire il da farsi. Ho spiegato che le difficoltà sono di ordine burocratico. Si è poi messo a disposizione per cercare una soluzione veloce e concreta di una situazione bloccata». «È una persona concreta, pratica che utilizza un linguaggio comprensibile e cerca di capire a fondo quali sono i problemi della comunità per cercare la giusta soluzione - conclude Castagna - e far partire al più presto possibile la ricostruzione, considerato che da sette mesi è tutto fermo». 

Consultazioni al via il 4 aprile

Due giorni di consultazioni per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si inizierà mercoledì prossimo, 4 aprile, alle 10,30 con la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per concludere giovedì alle 16.30 con il Movimento 5 stelle.

Dopo la presidente del Senato, sempre nella mattinata di mercoledì verranno ricevuti alle 11,30 il presidente della Camera, Roberto Fico, e alle 12,30 il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Nel pomeriggio alle 16,00 e alle 16.45 sarà la volta, rispettivamente, del Gruppo Svp per le Autonomie del Senato e del Gruppo Misto sempre di palazzo Madama, seguito dall'omologo della Camera alle 17.30. La prima giornata si concluderà con il colloquio alle 18.30 con Fratelli d'Italia.

Si riprenderà giovedì 5 aprile alle 10 con il Pd, seguito alle 11 da Forza Italia e alle 12 dalla Lega. Chiusura il pomeriggio, alle 16,30, con il Movimento 5 stelle.

Mara Carfagna vicepresidente della Camera, Pd senza questori

La Camera ha eletto i vicepresidenti e i tre questori. Mara Carfagna (Forza Italia), Lorenzo Fontana (Lega), Maria Elena Spadoni (M5S) ed Ettore Rosato (Pd) sono stati scelti come vicepresidenti a Montecitorio. Hanno ottenuto, rispettivamente 259, 222, 213 e 145 voti. Le schede bianche sono state 20, le nulle 4, le disperse 15. Presenti e votanti 616.

Riccardo Fraccaro (M5S) con 269 voti, Gregorio Fontana (Fi) con 232, Edmondo Cirielli (Fdi) con 213 sono stati invece eletti questori. L'esponente pentastellato sarà il membro anziano del collegio. Alla candidata del Pd, Rosa Maria Di Giorgi, sono andate 112 preferenze. Le schede bianche sono state 12, le nulle 14, le disperse 15.

Questi invece gli otto segretari di presidenza: Francesco Scoma (Fi), che ha ottenuto 250 voti; Silvana Andreina Comaroli (Lega), 246; Marzio Liuni (Lega), 243; Raffaele Volpi (Lega), 228; Azzurra Cancelleri, 217; Mirella Liuzzi; 213; Vincenzo Spadafora, 207; Carlo Sibilia, 199; tutti e quattro del Movimento 5 stelle. Alla candidata del Pd, Alessia Morani, sono andati 104 voti. Le schede bianche sono state 23, le nulle 2, le disperse 24.

Renzi: "L'opposizione ci farà bene"

"La situazione politica è chiara: il Pd starà all'opposizione. E stando all'opposizione potrà dare un aiuto al Paese portando un clima di civiltà e rispetto del governo che nei nostri confronti purtroppo non c'è stato. L'opposizione si può fare bene, come spiega splendidamente Pierluigi Castagnetti, e può farci bene, molto bene". Lo scrive Matteo Renzi nella sua ultima enews.

"Chi ha vinto le elezioni si metterà d'accordo, prima o poi: del resto Cinque stelle e centrodestra stanno facendo accordi in tutti i passaggi istituzionali", scrive ancora l'ex premier. "Quando eravamo al governo noi, questa fase delicata della democrazia parlamentare si chiamava 'accaparramento di poltrone'. Ora che c'è un accordo che va da Berlusconi a Di Maio, passando per Salvini, per i centristi, per la Meloni (cinque forze, un nuovo pentapartito) si chiama 'rappresentanza istituzionale' - prosegue -. Quelli che quando c'eravamo noi gridavano nei talk contro gli inciuci, oggi vanno in tv a spiegare la necessità degli accordi che smentivano con forza prima delle elezioni. Guardiamo il positivo, amici. Il vocabolario della politica migliora: si passa dagli insulti ai toni istituzionali. E nelle aule del Parlamento il clima è molto più tranquillo".

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