Sabato 23 Giugno 2018 - 19:35

Di Maio: «Voto il prima possibile, ma pronti a collaborare con il Colle»

NAPOLI. «Spero nel voto prima possibile» ma siamo consapevoli che «la situazione è difficile» e «siamo disponibili a collaborare con il presidente della Repubblica per risolvere la crisi». Lo ha detto il capo politico del M5s Luigi Di Maio, a Napoli per un comizio. E sull'impeachment «Prendo atto che Salvini non lo vuole e ne risponderà» ma a questo punto si tratta di un'ipotesi «non più sul tavolo» perché «non c'è la maggioranza». Attivisti e simpatizzanti hanno scandito più volte «onestà, onestà».

LEGA. «Sono un cittadino del Sud e non ho dimenticato quello che ha fatto la Lega e non mi sono seduto a quel tavolo a cuore leggero. Non ho dimenticato quel che fatto la Lega. E non mi sono seduto a quel tavolo a cuore leggero. Poi ci eravamo ritrovati su tante cose. E ci siamo ritrovati anche sui nomi: Conte presidente del consiglio, e io ho fatto un passo indietro». 

COTTARELLI E MAGGIORANZA. E riferendo del dibattito parlamentare di oggi, ha detto: «Cottarelli è andato al Quirinale di nuovo e se ne è tornato, non c'è stato un solo gruppo parlamentare che ha detto che lo sostiene, perché tutti sanno che se fanno partire un altro governo tecnico non prendono zero ma meno dieci, meno venti». «Una maggioranza c'è in Parlamento, fatelo partire quel governo o ridate subito la parola agli italiani, senza mezzucci come governi tecnici o di transizione. Se si vuole risolvere questa crisi si faccia partire un governo votato dal popolo e con un programma chiaro».

EURO. «Voglio dire che questa crisi di certo non l'abbiamo generata noi. E voglio dire anche che se i mercati hanno paura che l'Italia esca dall'euro è perché qualcuno ha fatto girare questa balla che questo governo voleva uscire dall'euro ma la nostra volontà non è mai stata quella. Hanno usato al cosa dell'euro per impaurire le persone».

SOVRANITà. «La sovranità appartiene al popolo italiano, non tedesco. Il M5S non è un movimento irresponsabile, noi abbiamo impedito che la rabbia diventasse odio. Siamo arrabbiati ma non abbiamo mai odiato nessuno, ma se ci dicono che la democrazia è sospesa allora inizia un bel problema. Forse a quello ci vogliono portare ma io non lo permetterò».

M5S, Di Maio ritarda: bandiere tricolore sventolano in via Toledo

NAPOLI. Cambio di programma per la manifestazione del Movimento 5 Stelle prevista oggi pomeriggio a Napoli e alla quale parteciperà Luigi Di Maio. Il capo politico del Movimento era atteso alle ore 19 in piazza Trieste e Trento per poi raggiungere Largo Berlinguer attraversando via Toledo. Gli organizzatori della manifestazione hanno però annunciato un ritardo sulla tabella di marcia di Di Maio, che raggiungerà quindi direttamente largo Berlinguer, dove è stato allestito un palco. Le diverse centinaia di attivisti pentastellati e di simpatizzanti del Movimento 5 Stelle che attendevano Di Maio in piazza Trieste e Trento si sono quindi trasferiti in largo Berlinguer attraversando via Toledo con le bandiere del M5S e tricolori dell'Italia al vento, un serpentone che ha attirato l'attenzione di passanti e dei turisti presenti. L'intervento di Di Maio dal palco è ora atteso per le 20.15. 

Salvini: «Non andremo in piazza»

“Chi insulta e minaccia Mattarella non fa parte del futuro del mio Paese". Lo dice Matteo Salvini in una diretta Facebook. «Io sono arrabbiato con Mattarella - sottolinea - ma non parlo di impeachment e non andremo in piazza, ma ha fatto un errore sostanziale perché aveva una lista di ministri e una maggioranza pronta che oggi poteva affrontare la situazione finanziaria».

Parlando poi di Cottarelli, «il cosiddetto presidente incaricato, mister 18mila euro al mese, non mi ha fatto neanche un colpo di telefono» dice il leader della Lega. «Lo spread sale, la crisi è nera e noi che abbiamo preso milioni di voti stiamo sul tetto».

Sul caso Oettinger, inoltre, sostiene: «Dovrebbe dimettersi, non si può dire che saranno i mercati a decidere come devono votare gli italiani».

Intanto, in mattinata, Salvini ha riunito i suoi parlamentari alla Camera poco dopo le 10, nella Sala della Regina, prima del 'Federale', convocato per la prima volta a Roma.

Il “Capitano" serra i ranghi e spiega tutti passaggi che hanno portato il “governo del cambiamento" a infrangersi sul muro del Colle, confermando l'asse con M5S in vista delle prossime politiche e la politica del 'doppio forno', ovvero con i grillini e Forza Italia. Anche perché, dice Salvini, con i 5 Stelle abbiamo lavorato bene fin qui. Sulle questioni di programma sono affidabili e seri.

M5S, manifestazione con Di Maio a Napoli: Nugnes e Gallo non partecipano

NAPOLI. Paola Nugnes e Luigi Gallo, parlamentari del Movimento 5 Stelle considerati molto vicini al presidente della Camera Roberto Fico, a quanto apprende l'Adnkronos, non parteciperanno all'iniziativa "Il mio voto conta", che si terrà nel tardo pomeriggio a Napoli tra via Toledo e largo Berlinguer, e alla quale prenderà parte il capo politico del M5S Luigi Di Maio. Sia Nugnes che Gallo, entrambi eletti in collegi della provincia di Napoli, si trovano a Roma e non raggiungeranno il capoluogo partenopeo per la manifestazione. Nei giorni scorsi, quando ancora erano in campo le trattative tra Movimento 5 Stelle e Lega per la formazione di un Governo, Nugnes, senatrice del M5S al suo secondo mandato, aveva rilasciato dichiarazioni fortemente scettiche riguardo alcuni punti del contratto di programma, in particolare la flat tax, gli asili gratis solo per le famiglie italiane e i rimpatri degli immigrati irregolari. Nel pomeriggio Gallo ha diffuso una sua dichiarazione nella quale spiega di non fidarsi del leader della Lega Matteo Salvini e che un'eventuale alleanza con la Lega alle prossime elezioni «non può essere possibile senza rinnegare la nostra storia, la nostra identità e i nostri valori». Sarà assente alla manifestazione anche Matteo Brambilla, consigliere comunale e candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Napoli del 2016, anch'egli considerato vicino a Roberto Fico, a sua volta candidato del M5S a sindaco di Napoli nel 2011. L'assenza di Brambilla, riferiscono fonti ben informate, è però dovuta unicamente a impegni personali. 

Cottarelli al Colle, niente lista ministri: ipotesi voto a luglio

Nessuna dichiarazione. Il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, è arrivato e poi ha lasciato il Quirinale dopo mezz'ora di colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, senza rilasciare dichiarazioni.

Il premier incaricato, ha spiegato il portavoce del Colle, Giovanni Grasso, ha riferito al presidente sullo stato della situazione e tornerà a riferire mercoledì mattina.

VOTO LUGLIO - Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, Cottarelli sarebbe a un passo dal rimettere il mandato; le stesse fonti spiegano che, a questo punto, si andrebbe al voto a fine luglio, probabilmente il 29.

LA LISTA - Quello che ci si attendeva, sciogliere la riserva e annunciare la lista dei ministri, non è quindi avvenuto. Dopo aver ricevuto l'incarico, lunedì mattina, l'ex commissario alla spending review ha promesso che ce la metterà tutta: "Mi presenterò in Parlamento con un programma che, in caso di fiducia, includa l'approvazione della legge di Bilancio per il 2019, dopo di che il Parlamento verrebbe sciolto con elezioni ad inizio 2019"

Nel frattempo - mentre dalla Ue sono arrivati i primi segnali di apprezzamento per la tanto contestata scelta di Mattarella ("sono fiduciosa che le istituzioni italiane e il presidente della Repubblica dimostreranno come sempre di servire l'interesse dei cittadini italiani, che coincide con il rafforzamento dell'Unione europea" ha detto l'Alto Rappresentante per gli Affari esteri Federica Mogherini) - il M5S chiama la piazza contro il capo dello Stato per non aver consentito che partisse il governo del cambiamento.

"Un atto ignobile" secondo Luigi Di Maio che ha lanciato l'impeachment, la messa in stato d'accusa di Mattarella. A schierarsi con il Quirinale c'è invece il Pd, perché - ha detto Renzi - "abbiamo il dovere di reagire".

Cottarelli al Quirinale

Il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, è al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e sciogliere probabilmente la riserva e annunciare la lista dei ministri del governo.

Dopo aver ricevuto l'incarico, l'ex commissario alla spending review ha promesso che ce la metterà tutta: "Mi presenterò in Parlamento con un programma che, in caso di fiducia, includa l'approvazione della legge di Bilancio per il 2019, dopo di che il Parlamento verrebbe sciolto con elezioni ad inizio 2019".

"In assenza di fiducia il governo si dimetterebbe immediatamente e il suo principale compito sarebbe la gestione dell'ordinaria amministrazione e di accompagnare il Paese ad elezioni dopo il mese di agosto". E il governo, ha assicurato, "manterrebbe una neutralità completa rispetto al dibattito elettorale".

Nel frattempo - mentre dalla Ue sono arrivati i primi segnali di apprezzamento per la tanto contestata scelta di Mattarella ("sono fiduciosa che le istituzioni italiane e il presidente della Repubblica dimostreranno come sempre di servire l'interesse dei cittadini italiani, che coincide con il rafforzamento dell'Unione europea" ha detto l'Alto Rappresentante per gli Affari esteri Federica Mogherini) - il M5S chiama la piazza contro il capo dello Stato per non aver consentito che partisse il governo del cambiamento.

"Un atto ignobile" secondo Luigi Di Maio che ha lanciato l'impeachment, la messa in stato d'accusa di Mattarella. A schierarsi con il Quirinale c'è invece il Pd, perché - ha detto Renzi - "abbiamo il dovere di reagire".

Poliziotto posta video contro Mattarella

Con la divisa della polizia indosso contesta su Facebook il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Mando un messaggio che vorrei arrivasse alle istituzioni - dice l'agente catanese - noi siamo in giro ogni giorno per la gente, ci occupiamo del controllo del territorio, io vesto questa divisa perché mi pagano gli italiani, per difendere i diritti degli italiani. Porto il Tricolore con orgoglio, ma chi dovrebbe dare l'esempio di sovranità italiana non lo sta dando: sta decadendo la sovranità del popolo italiano e io non ci sto. Sono una piccola fetta di una istituzione dello Stato, ma protesto perché mi sento di rappresentare gli italiani".

Il video, rimasto per ore online, è poi stato rimosso. La questura etnea ha dato incarico alla Polizia postale di acquisirlo per valutare eventuali profili penali e disciplinari. Numerosi i commenti di sostegno nella sua pagina che incitavano alla protesta. Intanto la Procura di Palermo ha aperto un proecedimento contro ignoti per le offese e le minacce rivolte via social al capo dello Stato.

Quando voteremo? Le date possibili

Sono giorni decisivi per il governo. Dopo il fallimento di Conte di formare un esecutivo pentaleghista, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l'incarico a Carlo Cottarelli. Ma le elezioni sono tutt'altro che scongiurate. Se l'ex commissario alla spending review riuscirà a ottenere la fiducia in Parlamento entrerà in carica per l'approvazione della legge di Bilancio per il 2019. "Dopo di che - ha detto Cottarelli - il Parlamento verrebbe sciolto con elezioni a inizio 2019".

Senza fiducia, invece, come sembra probabile, "il governo si dimetterebbe immediatamente e il suo principale compito sarebbe la gestione dell'ordinaria amministrazione e di accompagnare il Paese ad elezioni dopo il mese di agosto".

Calendario alla mano, vediamo quali sono le date utili per il voto.

I TEMPI - Il tempo minimo in Italia per indire le elezioni politiche è di un mese e mezzo. Il decreto del presidente della Repubblica con il quale si stabilisce la data del voto deve infatti essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro il 45esimo giorno antecedente quello delle consultazioni. Bisogna poi considerare il voto all'estero per organizzare il quale servono almeno 60 giorni.

9 SETTEMBRE - La prima data utile dopo l'estate potrebbe essere il 9 settembre, considerando la necessità di verificare come arrivare allo scioglimento delle Camere in modo da non superare i 70 giorni tra il game over della legislatura e l'apertura delle urne. Ma si potrebbe tornare alle urne anche il 16 settembre, il 23 settembre e il 30. In quest'ultimo caso le Camere dovrebbero essere sciolte entro il 22 luglio.

VOTO A OTTOBRE - Le elezioni potrebbe slittare anche a inizio ottobre, probabilmente il 7, ultima domenica utile per non mettere a rischio l'eleborazione della manovra che va presentata dal governo in Parlamento entro il 15 ottobre. In questo caso l'ultima data utile per sciogliere le Camere è il 29 luglio.

ELEZIONI NEL 2019 - Se il governo Cottarelli riuscisse invece a incassare la fiducia in Parlamento, ipotesi complicata visto il no annunciato da 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, le elezioni si terrebbero all'inizio del prossimo anno. L'esecutivo Cottarelli restarerebbe in carica fino a fine dicembre per traghettare il Paese a nuove elezioni con la manovra approvata e gli aumenti dell'Iva scongiurati.

La crisi di governo spiegata in 5 punti

Quasi 90 giorni di crisi. E del governo neanche l'ombra. Di divisioni, ostilità, stoccate (e consultazioni andate in fumo), in compenso, ce ne sono state parecchie. Dopo il voto del 4 marzo, nessun partito è riuscito a dare vita a un nuovo esecutivo. E rapidamente siamo passati dai pre-incarichi ai presidenti di Camera e Senato alla coalizione pentaleghista, fino all'incarico fallito a Giuseppe Conte e alla chiamata al Colle di Carlo Cottarelli. Ora, come in un triste gioco dell'oca, siamo tornati al punto di partenza. Ma come siamo arrivati a una delle crisi più gravi della Repubblica? E che succede ora?

COME SIAMO ARRIVATI ALLA CRISI - Il 4 marzo gli italiani sono chiamati alle urne. L'esito delle elezioni, complice la legge elettorale che non consente a nessuna delle forze politiche di avere i numeri per poter formare un governo, decreta la sconfitta del Pd, che ottiene il 18,7% e il trionfo del centrodestra, che incassa il 37%. Il M5S guadagna invece il 32,7% dei consensi. La XVIII legislatura è pronta a decollare. Grazie a un accordo tra M5S e Centrodestra vengono eletti i presidenti di Camera e Senato: sono Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. Mattarella inaugura il primo giro di consultazioni per la formazione del governo, ma è fumata nera. Così come il secondo round e i due pre-incarichi conferiti ai presidenti di Camera e Senato. Di Maio, nel frattempo, si divide tra due forni. Quello della Lega e quello del Pd. Non pone veti, si dice disponibile a un confronto con tutti. Ma dopo una prima apertura al dialogo con i 5Stelle, il Nazareno frena.

Al terzo giro di consultazioni, il Capo dello Stato avanza l'ipotesi di un governo neutrale. Ma lo scenario di un governo "di garanzia" dà una svolta all'impasse politica. Di Maio e Salvini fanno un passo indietro sulla premiership e raggiungono un'intesa. Nasce il contratto giallo-verde, il programma di governo che non manca di sollevare critiche, soprattutto per i capitoli Europa e debito pubblico. Di Maio esulta: "Sta per partire la Terza Repubblica". I due leader propongono la guida dell'esecutivo pentaleghista al professor Giuseppe Conte, ma la partita si blocca sul nome di Paolo Savona, indicato come ministro al Tesoro. Inizia il braccio di ferro con il Colle. Si tratta per giorni. Il 27 maggio l'epilogo: Conte sale al Quirinale per sciogliere negativamente la riserva, rimettendo il mandato nelle mani di Mattarella, che convoca Cottarelli per conferirgli l'incarico.

CHE SUCCEDE ORA - Quelli che seguono ora sono giorni decisivi per il governo. Oggi Cottarelli si presenta al Colle con la lista dei ministri. Poi, dopo il giuramento, si presenterà alle Camere per ottenere la fiducia. Se l'ex commissario alla spending review riuscirà nell'impresa, il governo Cottarelli entrerà in carica per l'approvazione della legge di Bilancio 2019. Raggiunto questo obiettivo, il Parlamento verrebbe sciolto e gli italiani verrebbero chiamati alle urne a inizio 2019. Senza fiducia, invece, come sembra probabile, visto il no annunciato da 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, il governo sarebbe costretto a dimettersi e rimanere in carica per la gestione dell'ordinaria amministrazione. A quel punto le elezioni si terrebbero dopo l'estate.

LE SFIDE DI COTTARELLI - Diverse le sfide che attendono il nuovo esecutivo. Dalle questioni economiche, come la tenuta dei conti pubblici, l'approvazione della legge di Bilancio, la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, al capitolo nomine (tra cui quelle di due aziende di peso come Cassa Depositi e Prestiti e Rai).

NUOVE ELEZIONI, LO SCOGLIO DEL ROSATELLUM - Inoltre, se gli italiani saranno chiamati al voto dopo l'estate, il rischio di replicare gli scenari del 4 marzo appare concreto. A meno di modifiche al Rosatellum bis, la legge elettorale attualmente in vigore, nessuna forza politica godrebbe della governabilità. A quel punto le incognite sarebbero tantissime. Per correggere il Rosatellum bis sono state avanzate diverse proposte, a partire dal centrodestra. Matteo Salvini, nelle ultime ore è tornato a invocare un cambiamento della legge: "Il Parlamento ha il dovere di cambiare legge elettorale - ha detto il leader leghista - chi prende un voto in più ha diritto a governare".

REBUS COALIZIONI - Anche se è presto per fare pronostici, c'è da scommettere che il rebus coalizioni sarà uno dei tormentoni dei prossimi mesi. Chi si alleerà con chi? Alla luce dei recenti sviluppi politici non è escluso che 5S e Lega si presentino uniti alle urne. Dal canto suo, Salvini non si sbilancia, glissando sull'ipotesi di un'alleanza col M5S. "Vedremo" ha detto ieri a Barbara D'Urso, spiegando di essere "partito con diffidenza" con i grillini ma di essersi poi ricreduto.

"Ho visto persone serie, disposte ad ascoltare e cambiare idea - ha ammesso Salvini -. Se poi questa diventerà un'alleanza di governo lo vedremo nelle prossime settimane, sicuramente siamo persone libere e senza ricatti". Berlusconi, invece non ha dubbi. Per il Cav, l'alleanza Fi-Lega-Fdi deve rimanere salda.''Alle prossime elezioni'' ha fatto sapere in una nota, non c'è ''altra soluzione che quella di una coalizione di centrodestra unita''.

«Mercati vi insegneranno a votare», bufera su commissario Ue

E' bufera sul commissario europeo al Bilancio Guenther Oettinger. "I mercati insegneranno agli italiani a votare la cosa giusta" ha detto in un'intervista al corrispondente di DwNews a Strasburgo, secondo quanto si legge sull'account Twitter dello stesso Bernd Thomas Riegert. L'intervista sarà trasmessa questa sera alle 21.

"Abbiamo fiducia nel presidente italiano, che indica ai membri della coalizione di possibili governi i diritti e i doveri che derivano dal fatto di far parte dell'Unione Europea e dell'Eurozona", le parole di Oettinger nella versione testuale dell'intervista. Riegert, sul proprio profilo Twitter, riassume un passaggio citando il commissario: "'I mercati e un outlook 'pessimista' insegneranno agli italiani a non votare per i partiti populisti alle prossime elezioni', mi ha detto il commissario Oettinger".

Quindi, nel post, vengono riportate in inglese dichiarazioni virgolettate: "Posso solo sperare che questo giochi un ruolo nella campagna elettorale". In un successivo tweet, in tedesco, viene riportata un'altra frase del commissario: "Abbiamo fiducia nel nuovo governo italiano".

Immediate le reazioni. “Juncker faccia tacere il commissario Oettinger e gli altri commissari che regolarmente intervengono a sproposito nel dibattito politico italiano causando danni all’Unione Europea e a chi in Italia è impegnato a difendere la nostra appartenenza all’Europa - dichiara il ministro dello Sviluppo uscente, Carlo Calenda - Queste intrusioni sono intollerabili. Oettinger si scusi con i cittadini italiani o si dimetta".

"Pazzesco, a Bruxelles sono senza vergogna. Il commissario europeo al Bilancio, il tedesco Oettinger, dichiara 'i mercati insegneranno agli italiani a votare per la cosa giusta'. Se non è una minaccia questa... Io non ho paura, #primagliitaliani!" scrive su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini.

I Cinquestelle, con la capodelegazione al Parlamento europeo, Laura Agea, chiedono al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker di "smentire immediatamente il commissario Oettinger. Le sue parole - prosegue - sono di una gravità inaudita e sono la prova delle evidenti manipolazioni che la democrazia italiana ha subito negli ultimi giorni. Juncker deve intervenire e difendere la volontà popolare, la democrazia e il voto libero di tutti i cittadini europei. Non deve essere un Commissario tedesco a dire come gli italiani devono votare, né qualche speculatore finanziario. Oettinger ha gettato la maschera e deve dimettersi!".

"Nessuno può dire agli italiani come votare. Meno che mai i mercati. Ci vuole rispetto per l'Italia" twitta il reggente del Pd Maurizio Martina.

"Assurde e inaccettabili" le parole di Oettinger per Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. "I nostri cittadini sono in grado di decidere autonomamente come scegliere i propri rappresentanti, senza bisogno di suggerimenti. Le affermazioni del commissario Ue rischiano di alimentare ulteriormente l'anti-europeismo. Non ne avevamo proprio bisogno", chiosa l'esponente azzurra.

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