Mercoledì 20 Settembre 2017 - 6:06

Caos Senato, Torrisi: "La mia elezione è regolare, resto in Ap"

ROMA. "Ribadisco resto in Ap. Non mi risulta che questo partito, appena fondato e privo di statuto, abbia regole che prevedano le espulsioni. C'è stata una regolare elezione, occorrono motivi seri per annullarla''. Lo dice il senatore di Ap Salvatore Torrisi, eletto presidente della 'I' Commissione di palazzo Madama in una intervista a 'L'Unità'.

Voto circoli Pd, Renzi: 68% impressionante. Orlando: partita ancora aperta

ROMA. "68 per cento, numeri impressionanti, viva la democrazia e grazie a tutti. Adesso al lavoro, tutti insieme!". Così su Twitter Matteo Renzi, commenta l'esito del voto degli iscritti in vista delle primarie per la segreteria del partito democratico.

"Faccio presente che già nelle scorse primarie c'è stato uno scarto enorme tra il voto degli iscritti e il voto degli elettori che sono stati chiamati poi nella seconda fase. Pensiamo al fatto che oggi il partito è un partito che ha un terzo in meno di iscritti, quindi quello scarto potrà essere ancora maggiore della scorsa volta e quindi la partita è ancora aperta". Così Andrea Orlando, a radio Cusano, a proposito del Congresso Pd. Il candidato alla segreteria ha anche parlato dell'effetto che i fuoriusciti del Pd, ora nel Mdp, sul voto nei circoli: "Sicuramente chi ancora figura come iscritto al partito ma ormai se n'è andato non ha partecipato al voto e quindi questo è un dato che ha sicuramente inciso. E non credo che avrebbe votato per Renzi, non ci vuole molto studio per supporre una cosa del genere".

"In base ai dati raccolti dai coordinamenti regionali l'Organizzazione nazionale del Partito democratico ha registrato come i votanti ai congressi dei circoli del Pd siano stati 266.726, pari al 59,29% dei 449.852 iscritti. Al precedente congresso del Pd aveva partecipato il 55,34% degli iscritti'', si legge in una nota dell'organizzazione nazionale Pd.

Caso Genova, Grillo e Di Battista indagati per diffamazione

GENOVA. Sono formalmente indagati per diffamazione, in due processi diversi, Beppe Grillo e Alessandro Di Battista, rispettivamente leader del Movimento 5 Stelle e deputato pentastellato. Il provvedimento deriva dalla querela presentata da Marika Cassimatis, ex candidata sindaco del M5S a Genova.

Cassimatis aveva sporto querela nei confronti di Grillo per le parole pubblicate sul blog con le quali aveva negato il simbolo del gruppo alla sua lista in vista delle amministrative. Di Battista invece, era stato querelato per le dichiarazioni rilascite in un'intervista. Entrambi sono indagati dalla Procura di Genova.

Blitz anti-vitalizi alla Camera, raffica di sospensioni per i deputati M5S

ROMA. La protesta in Aula anti-vitalizio e il blitz in ufficio di presidenza dello scorso 22 marzo costa caro ai parlamentari 5 Stelle. L'ufficio di presidenza che si è riunito oggi alla Camera ha comminato 10 giorni di sospensione per i deputati M5S che hanno esposto i cartelli #SiTengonoIlVitalizio stando sui propri banchi; 12 giorni per chi ha protestato sotto i banchi della presidenza; 5 giorni per chi ha aspettato fuori l'ufficio e 15 giorni per chi ha tentato di entrare (sanzione, quest'ultima, che riguarderebbe 19 persone).

Le sanzioni saranno suddivise in tre gruppi: le prime sospensioni partiranno il 6 aprile, le seconde il 17 maggio e il terzo blocco partirà il 22 giugno.

Amministrative, si vota l'11 giugno

ROMA. Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha fissato, con proprio decreto, la data per lo svolgimento delle consultazioni per l'elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, nonché per l’elezione dei consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario per domenica 11 giugno 2017. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci avrà luogo domenica 25 giugno.

Minzolini presenta lettera di dimissioni

Augusto Minzolini ha presentato stamane le dimissioni da senatore. Il 16 marzo scorso l'aula di palazzo Madama aveva respinto il parere della Giunta per le Immunità favorevole alla sua decadenza, in seguito alla condanna per peculato in via definitiva per l'utilizzo improprio delle carte di credito aziendali della Rai. "Sono andato stamattina - ha spiegato parlando ai microfoni di La7 - e ho presentato la lettera" alla presidenza di palazzo Madama. "Perché sono una persona seria e non prendo lezioni da altri", ha concluso.

Grillo e il caso Genova: «Chi non è d'accordo si faccia il suo partito»

GENOVA. "Dobbiamo intenderci su che cos'è la democrazia. Una democrazia senza regole non è democrazia. Noi abbiamo le nostre, io sono il garante e le faccio rispettare. Chi non è d'accordo si faccia il suo partito". Lo ha affermato il leader del M5S, Beppe Grillo, rispondendo, a margine di un convegno organizzato dai 5 Stelle sull'acqua pubblica, a una domanda sul caso Genova, dove alla vincitrice delle comunarie Marika Cassimatis, Grillo ha deciso di revocare l'uso del simbolo del movimento.

"Non c'è un problema di metodo, è tutto spiegato sul blog. Il metodo è giustissimo. Io sono il garante", aveva detto Grillo fuori dall'hotel Forum.

Alla Camera, poi, Grillo ha incontrato Alessandro Di Battista: un abbraccio e qualche pacca sulla spalla per allontanare polemiche e presunti malumori sul caso Genova. Il deputato romano ha salutato il garante del Movimento poco prima che quest'ultimo lasciasse l'auletta dei gruppi di Montecitorio senza rilasciare dichiarazioni.

Consiglio comunale di Napoli, Moretto subentra a Lettieri

Gianni Lettieri si dimette il Consiglio comunale di Napoli. Con l'uscita dell'imprenditore a San Giacomo arriva Vincenzo Moretto, primo dei non eletti della lista 'Prima Napoli'. Nella seduta di oggi e' stato anche confermato Federico Arienzo come capogruppo del Partito democratico in sostituzione di Valeria Valente, che si e' dimessa il 6 marzo a seguito della sfiducia in aula degli stessi dem dopo lo scandalo 'listopoli'.

Il Senato boccia la mozione contro Lotti

ROMA. Il Senato ha bocciato la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dello Sport, Luca Lotti, con 161 voti. I sì sono stati 52, 2 gli astenuti. I presenti erano 219 e i votanti 215.

"Accetto la vergognosa strumentalizzazione di queste ore a testa alta e a viso aperto e chi ha pesantemente insultato il buon nome della mia famiglia abbia il coraggio di rinunciare all'immunità parlamentare", ha detto il ministro prima del voto sulla mozione di sfiducia in relazione al Caso Consip.

"E' normale che siano in tanti, anche qui, a nutrire dubbi sull'azione di governo che io rivendico con forza. Quello che non può accadere che si cerchi di colpire" quell'azione di governo attraverso la "strumentalizzazione di un'indagine giudiziaria", ha aggiunto. "Mi sembra evidente. Qui oggi -ha dettoLotti- è in atto un tentativo di colpire me non per quello che sono, il ministro dello sport, ma per quello che nel mio piccolo anche io rappresento. Si cerca cioè di mettere in discussione lo sforzo riformista di questi anni al quale anche io ho collaborato partendo da Firenze".

"Vi debbo sincerità profonda: è legittimo e forse persino fisiologico che siano in tanti – anche qui dentro – a nutrire dubbi sull'efficacia dell'azione di Governo degli ultimi anni. Azione che io rivendico con forza ma che può – e deve – trovare in Parlamento una critica solida delle opposizioni di varia natura". "Quello che non può accadere, però, è che si cerchi di liquidare quella esperienza attraverso la strumentalizzazione di una indagine giudiziaria che farà il suo corso e accerterà i fatti. Chi vuole attaccarci per i nostri risultati politici ha il diritto e forse persino il dovere di farlo. Ma chi piega a fini politici una indagine -ha sottolineato Lotti- fa del male a se stesso, non solo a noi".

"Non ho mai avvisato Marroni nè nessun altro di una indagine su Consip, nè mai passato altra informazione. Mai. Sostenere il contrario significa il reato di calunnia", ha detto ancora. "La mozione di sfiducia del M5s mette in discussione quanto di più prezioso posseggo, la mia moralità prima che il mio ruolo politico. Con molta umiltà e con piena consapevolezza di chi crede nella politica come forma alta di servizio civile mi rivolgo a voi per respingere con determinazione questo tentativo".

"Mi sono presentato spontaneamente ai magistrati prima di Natale, perchè solo ora la mozione di sfiducia? Perchè qui oggi è in atto un tentativo di colpire me non per quello che sono ma per quello che nel mio piccolo io rappresento: si vuole mettere in discussione lo sforzo riformista di questi anni", ha proseguito. "A chi ha presentato la mozione dico che non accettiamo lezioni di moralità da un movimento fondato da un pregiudicato, che cambia opinioni in base agli equilibri interni. L'Italia ha bisogno di un confronto civile nel merito, non di demagogia", ha detto il ministro. "Lasciate i processi a chi sa farli, giudici e avvocati, e iniziate a fare politica, se pensate di essere capaci di farla", ha affermato rivolto al M5s.

Lettiera annuncia l’addio al consiglio comunale di Napoli

Il Comune di Napoli e' "ridotto a mero teatrino di favori ad amici e ad amici degli amici, di spartizione di incarichi e di poltrone", per cui "non posso sopportare l'idea di dover condividere anche solo un istante di piu' la sala del Consiglio comunale con chi usa il potere concessogli dai cittadini per fare gli interessi di pochi eletti, con chi presenta bilanci poco chiari e trasparenti, con chi prende in giro i napoletani". Lo scrive Gianni Lettieri, candidato a sindaco di Napoli sconfitto per due volte da Luigi de Magistris  confermando la sua volonta' di volersi dimettere da consigliere comunale. L'imprenditore napoletano, attaccando la giunta de Magistris, rincara la dose, e scrive: "non voglio mischiarmi a chi utilizza ed aizza giovani antagonisti e violenti contro lo Stato e le forze dell'ordine" cosi' come "a chi lascia intere zone in mano a camorristi e spacciatori senza muovere un dito, a chi lascia interi quartieri nel degrado assoluto".

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