Lunedì 18 Giugno 2018 - 23:03

Referendum, ora Renzi agita lo spauracchio di Monti

ROMA. "Il rischio di un governo tecnico c'è ma non dipende da me, sta a voi scongiurarlo con il sì". Così il premier Matteo Renzi a Torino per un'iniziativa pubblica a sostegno del si al referendum del 4 dicembre.

"Non possiamo avere un Paese che galleggia, non si sta a fare politica per aggiungere una riga al curriculum vitae. Non sto a vivacchiare, non posso essere uno che diventa come gli altri e questo dipende da voi", ha poi aggiunto Renzi sottolineando: " "Non è consentito a nessuno dire che l'Italia non è una democrazia ma una dittatura. Si abbia rispetto per la parola democrazia e si guardi con orrore a parola dittatura". Con queste ultime parole il premier è tornato sulle parole di qualche settimana fa dell'esponente grillino, Luigi di Maio che aveva paragonato l'Italia al Venezuela (non al Cile) di Pinochet.

Comunque "contano i voti non i sondaggi, il 4 dicembre sarà quella la partita", ha affermato ancora Renzi annunciando che "questa settimana faremo il kit anti-bufale, ne hanno dette tante, le abbiamo raccolte e le distribuiremo".

"Il 5 dicembre l'Italia, tutta insieme, dovrà andare avanti". All'indomani del referendum, "se gli italiani decideranno di mantenere questo sistema, andrà comunque avanti. Io spero ci sia la volontà di tutti di fare le leggi insieme e mantenere l'impegno sulle leggi insieme, perché noi queste riforme le abbiamo fatte perché c'era la volontà di tutti di farle", ha detto ancora Renzi ospite di 'Domenica Live' su Canale 5. "Certo poi prevale la voglia e la tentazione di quelli che c'erano prima di tornare a governare - prosegue il premier - c'è anche nel mio partito eh. Io credo che quelli di prima abbiano già dimostrato quel che potevano fare, credo ci sia spazio per una nuova generazione".

Insulti sessisti e offese via social, Boldrini pubblica nomi e cognomi

ROMA. "Secondo voi questa è libertà di espressione?". È quanto scrive la presidente della Camera Laura Boldrini in un tweet in cui allega lo screenshot delle pesanti e volgari offese che riceve sui social network. Tutto accompagnato dall'hashtag 'No alla violenza sulle donne'.

Senato approva il Dl fiscale: è legge

Il Senato ha votato la fiducia sul decreto fiscale, approvandolo con 162 voti a favore, 86 contrari e un astenuto. Il governo aveva posto la questione di fiducia sul testo già approvato dalla Camera, che così diventa legge. Ok a 'norma De Luca' su governatori-commissari della sanità - I presidenti di Regione potranno svolgere il ruolo di commissari straordinari per l'attuazione del piano di rientro sanitari. E' stato approvato l'emendamento alla legge di bilancio, ribattezzato dalle opposizioni norma 'De Luca', suscitando molte polemiche. La commissione della Camera, dopo un dibattito a più riprese, ha dato il via libera alla modifica che cancella la normativa attuale. La legge di stabilità 2015 stabiliva l'incompatibilità del doppio ruolo nelle regioni soggette a commissariamento. La riformulazione dell'emendamento del relatore Mauro Guerra (Pd) prevede una verifica ogni 6 mesi dell'operato dei presidenti di Regione che hanno anche l'incarico di commissario alla Sanità. Esodati - Inoltre, si estende l'ottava salvaguardia degli esodati, comprendendo altri 3.000 soggetti. La modifica alla misura contenuta nella legge di bilancio è stata introdotta con un emendamento approvato dalla commissione bilancio della Camera.

Referendum, voto all'estero: pronto un ricorso del comitato del "No"

ROMA. "Nel voto degli italiani all'estero, non è garantito il requisito della segretezza e se il voto degli italiani all'estero fosse decisivo ai fini del risultato e determinasse la vittoria del Sì al referendum del 4 dicembre, potremmo decidere di impugnare il risultato". Lo ha detto il presidente del comitato del No, Alessandro Pace, parlando ai giornalisti della Stampa estera in Italia. Come stabilisce la Costituzione, l'esercizio del voto, ha ricordato il giurista, deve essere "personale, libero e segreto", requisiti che non sono garantiti dal meccanismo di voto adottato per le circoscrizioni estere.

Renzi al Mav di Ercolano per il “Sì”: «Ora o mai più»

ERCOLANO. "Non è possibile che ci danno in testa in Lombardia e qui no, è proprio al Sud che bisogna voler cambiare, che più che altrove bisogna volere il cambiamento". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, parlando al Mav di Ercolano a una manifestazione a sostegno del sì al referendum. "Il Mezzogiorno deve voler cambiare più di tutti - ha aggiunto - ho bisogno di voi, oggi sono qui per dire che insieme si cambia, il paese si cambia se cambia il Sud". "Ho avuto l'impressione che Landini non abbia letto la riforma", tornando sul confronto con il segretario della Fiom Maurizio Landini a "In mezz'ora" su Raitre. "Lui mi diceva che la riforma è malfatta, e io chiedevo: dove, in che passaggi? Qui si riducono le poltrone, non gli spazi di democrazia". "Non è sì o no, è sì o mai. Se volete votare no fatelo, ma poi il giorno dopo non ti lamentare della casta guardando la tv. La casta te la sei scelta, ora te la tieni" ha detto il presidente del Consiglio. "Quest'anno il mio governo ha messo 3 miliardi sulla sanita'. I tagli si fanno sulla casta. Viviamo in un paese in cui tutti i leader politici hanno sostenuto che bisognava fare una riforma costituzionale. Se vince il Si' pagheremo 650 stipendi per il Parlamento, se vince il no ne pagheremo 930. Se i cittadini votano no si terranno il Parlamento piu' costoso e numeroso della storia".  "Avete visto i Cinque stelle, che sono stati forse i primi a contestare il sistema? Alcune cose non erano mica sbagliate, ma entrano nel palazzo e diventano peggio degli altri. Quando sono fuori urlano 'onestà onestà', poi arrivi e scopri che copiano le firme, falsificano le firme. E' moralismo a giorni alterni - ha aggiunto - se gli altri prendono un avviso garanzia dicono infame, venduto mafioso; se è uno dei tuoi allora 'poverino, ha sbagliato, c'è presunzione di innocenza. E' un atteggiamento incomprensibile".

Bankitalia ci prova: con il "No" rischio mercati

ROMA. In coincidenza con il referenum costituzionale del prossimo 4 dicembre Bankitalia segnala un "forte aumento della volatilità attesa per il mercato italiano". È quanto emerge dal Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, appena diffuso. Il tutto in uno scenario che già evidenzia un differenziale "elevato fra la volatilità implicita del mercato italiano e quello dell'area dell'euro".

Caso Bindi, De Luca si scusa: «Le mie parole inaccettabili»

NAPOLI. "Credo di aver chiarito la mia posizione mezz'ora dopo, esprimendo il mio rispetto per l'onorevole Bindi. E tuttavia, qui e lì, c'è chi continua l'opera di strumentalizzazione. È del tutto evidente che le mie parole, presentate così come sono state presentate, erano obiettivamente inaccettabili e obbligavano a chiedere scusa. Cosa che ho fatto e che faccio". Così, in una nota, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, al termine di una nuova giornata di polemiche. "Ho chiarito il contesto, credo di non avere più nulla da aggiungere", conclude De Luca. Scuse che sono arrivate dopo che era intervenuto anche il premier, Mattero Renzi, che aveva detto: "De Luca ha detto cose profondamente sbagliate ma non si puo' associare De Luca alla mafia. La frase su Bindi è indifendibile ma lui è campione della lotta alla mafia e alla camorra nel suo territorio". In ogni caso, nel pomeriggio durante il tradizionale appuntamento su Lira tv, il presidente campano aveva conrtrattaccato: "Siamo in un paese in cui ti svegli la mattina per buttare il sangue, in una regione come la Campania, cerchi di fare il tuo dovere da uomo libero e ti devi guardare da farabutti di ogni tipo", aveva detto.

De Luca: «Offese a Bindi? Delinquenza giornalistica»

 "Ci ritroviamo di fronte all'ennesimo atto di delinquenza giornalistica. Chiarisco che nell'intervista che ieri ho rilasciato a 'Matrix' nessuna domanda, e tantomeno alcuna risposta, ha riguardato l'onorevole Bindi". Così, in una nota, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Il governatore ha poi spiegato quanto è avvenuto: "Al termine della stessa intervista, il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l'ospite Vittorio Sgarbi sull'onorevole Bindi. Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo". De Luca ha poi aggiunto: "Verificheremo con l'ufficio legale gli estremi della querela a fronte di una evidente violazione della privacy e violenza privata esercitata. Un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà. Per il resto, la vicenda - grave - di un anno fa è chiusa. Non c'era e non c'è alcun problema con l'onorevole Bindi, nei cui confronti, al di là di ogni differenza politica, riconfermo il mio rispetto oltre ogni volgare strumentalizzazione", ha concluso.

Il Governo va sotto sulla nomina di Spirito al Porto di Napoli

NAPOLI. Clamorosa bocciatura del Governo in commissione Trasporti del Senato sul parere per la nomina di Pietro Spirito al vertice delll'Authority del Porto di Napoli. Determinante è stato il voto negativo del senatore del Pd Stefano Esposito (8 sì, 8 no, 4 astenuti. Essendoci stata parità di voti la proposta non è stata approvata). La nomina di Spirito, caldeggiata dal Governo, ha di fatto spaccato il Pd. Dalla maggioranza si spiega l'accaduto con il fatto che fin da quando Spirito era all'Atac, l'azienda dei trasporti di Roma, i suoi rapporti con Esposito - che a Roma è stato assessore ai tempi della giunta Marino - sono sempre stati tesi. "A questo punto verrebbe da chiedersi se chi deve decidere la nomina del nuovo presidente dell'autorità portuale di Napoli si rende conto del ruolo e dell'importanza dello scalo napoletano per il commercio mondiale e per la terza città d'Italia", commentano i Verdi con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e i consiglieri comunali Stefano Buono e Marco Gaudini. Per i Verdi "siamo di fronte a una sconfitta della politica e a una condanna a morte per il Porto".

Caro "Sì", quanto mi costi: «Sgravio totale per il 2017 a chi assume al Sud»

ROMA. "Gli incentivi del jobs act saranno confermati integralmente per il Sud Italia. Le aziende che assumono al Sud avranno la decontribuzione totale". Continua la campagna referendaria di Matteo Renzi. Il premier ha fatto il suo nuovo annuncio a Caltanissetta, durante un incontro con i sindaci del territorio. La decontribuzione costerà al Governo 730 milioni di euro. "Tra poco Del Conte dell'Anpal firmerà un atto molto importante da 730 milioni di euro, che sono quelli della decontribuzione per il 2017 - ha spiegato Renzi - è una importantissima scelta che abbiamo fatto per il 2017".

 

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