Domenica 18 Febbraio 2018 - 0:41

Nuova accusa di Galantino: «Politica guidata più da interessi immediati che da progetti»

RIMINI. A guidare la politica, nel senso del governo della cosa pubblica, non sono i grandi progetti per costruire un futuro migliore ma le decisioni del giorno per giorno, spesso condizionate da interessi più particolari che generali. È questo il senso dell'accusa che il segretario generale della Cei monsignor Nunzio Galantino lancia dal palco del Meeting di Rimini, a pochi giorni dall'eco delle sue denunce politiche contenute nell'intervento preparato per l'evento a Trento della fondazione De Gasperi.

«Le scelte, individuali e pubbliche, sono guidate per lo più dal perseguimento di interessi e fini immediati e poco meditati, dettati spesso dalla ricerca dell’utile e meno da un progetto consapevole e a lunga scadenza», sottolinea Galantino.

Osserva il numero due dei vescovi italiani: «Solo apparentemente questo modo di agire è privo di presupposti teoretici e di reali obiettivi. In realtà, presupposti e obiettivi esistono, ma non sono esplicitati; rimangono sotto traccia, quasi non dovessero essere sottoposti a un vaglio attento».

Ricorda infatti l'esponente della Conferenza Episcopale italiana: «A ogni azione o orientamento corrisponde sempre un certo valore che si intende perseguire; sempre vi è alla base dell’agire una certa idea di persona, un ideale di essere umano e di società da raggiungere e verso il quale ci si incammina».

E ancora, analizzando i cambiamenti antropologici che hanno riguardato il singolo individuo e la famiglia negli ultimi decenni, aggiunge: «Il relativismo vuole promuovere a tal punto la libertà individuale, da non tollerare chi la intenda in altro modo, limitando la libertà altrui al fine di difenderla: autentica contraddizione non razionale».

Portici, Olivieri presidente del consiglio comunale

PORTICI. Massimo Olivieri è il nuovo presidente del Consiglio comunale di Portici. L'empasse si è sbloccata nella serata, quando l'ennesima votazione ha fatto registrare stavolta semaforo verde. Olivieri, consigliere comunale dell’Udc, succede così a Ferdinando Farroni, che si era dimesso circa un mese e mezzo fa. Sul nome di Olivieri sono confluiti 14 voti, mentre le schede bianche sono state 3 e una nulla. Adesso tocca al bilancio, che il consiglio comunale porticese sarà chiamato ad approvare entro giovedì. E il patto con l'Udc ora rassicura il sindaco, Nicola Marrone, in vista del voto.

Expo, Renzi accoglie la Merkel Siparietto sullo spread

MILANO. «L'Expo mi piace». Parola di Angela Merkel arrivata, in compagnia del marito Joachim Sauer, in visita all'Esposizione Universale di Milano. A fare gli onori di casa Matteo Renzi, insieme alla moglie Agnese, in un abito rosso vivo, che hanno interrotto per l'occasione le vacanze toscane.

Padiglione Zero, poi il padiglione tedesco, quindi a Palazzo Italia per la cena. Una visita privata - senza appuntamenti con la stampa - di poche ore e anticipata di un giorno per alcuni impegni politici della leader tedesca. Secondo indiscrezioni, martedì la Merkel dovrebbe partecipare a una riunione al Bundestag sul tema Grecia, prima di partire con sei ministri per una missione in Brasile. Giacca blu e pantalone bianco, Merkel sarà uno degli ultimi leader europei e internazionali a visitare l'Expo.

RENZI SULLO SPREAD. «Siamo arrivarti in tempo per la partenza, arriveremo in tempo anche per il futuro» ha detto il premier alla cancelliera che gli chiedeva del futuro del sito espositivo. Poi, davanti a un monitor che simula l'andamento delle contrattazione borsistiche e delle materie prime, il premier non ha perso occasione per una battuta. «Fammi controllare lo spread», ha esclamato.

SPAZIO ALTO ADIGE. Dopo padiglione Zero e il padiglione tedesco, a sorpresa Merkel è entrata nello spazio dell'Alto Adige. Un omaggio a una regione amata dalla cancelliera, affezionata dei paesaggi dolomitici. Alla Merkel è stato offerto speck, pane nero tipico del Sudtirolo, succo di mela e una bottiglia di vino bianco.

QUALCHE FISCHIO A PALAZZO ITALIA. Pochi fischi e qualche applauso per l'arrivo a Palazzo Italia del premier e della cancelliera tedesca. Ad accoglierli c'era Diana Bracco, commissario generale di sezione di Padiglione Italia.

LA CENA. Un antipasto, paccheri ai gamberi, ombrina al vapore di agrumi con terrina di verdure croccanti e un dolce al cioccolato. Quattro portate per la cena, servita dal ristorante di Palazzo Italia Peck Milano a cura dell'executive chef Matteo Vigotti e del pasticciere, o pastry chef, Alessandro Diglio. Da bere, per il brindisi di benvenuto un Ferrari Brut Orgoglio Italia; come bianco, uno Chardonnay 2012 di Planeta, mentre come rosso sarà servito un Recioto Valpolicella Classico 2012 di Allegrini.

LA VISITA A EXPO.  presenti anche il ministro Maurizio Martina, il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca e il commissario unico di Expo Giuseppe Sala - è stata l'occasione per un incontro ravvicinato tra i due leader europei, in un momento in cui tiene banco non solo la crisi ellenica (il Parlamento di Atene ha dato il via libera al terzo piano di salvataggio venerdì scorso) ma anche l'emergenza immigrazione nelle acque del Mediterraneo. "Molto soddisfatto, è andata bene", ha commentato Renzi al termine della serata.

Immigrati, vescovi contro il Governo: è del tutto assente

CITTA' DEL VATICANO. L'accusa alla Cei di «guadagnarci con gli immigrati» è «una banalità spaventosa». «Vengano a dare un'occhiata… noi ci arrangiamo tiriamo fuori soldi di tasca nostra e nessuno ci guadagna». Lo afferma in un'intervista, concessa in esclusiva a Famiglia Cristiana online, monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

 

Una risposta senza mezzi termini al segretario della Lega, Matteo Salvini, al presidente del Veneto, Luca Zaia, e a Beppe Grillo: «Hanno criticato pesantemente il Papa, ma hanno visto che può essere controproducente per il loro consenso perché Papa Francesco è molto popolare».

 

Alla domanda sul perché sia criticato periodicamente risponde che in Italia la percezione dell'accoglienza ai migranti è errata: «La gente crede che abbiamo accolto 18 milioni di stranieri. Invece sono meno del 7%, lavorano, pagano le tasse e contribuiscono quasi al 7% della nostra ricchezza». E riconferma che i «piazzisti da quattro soldi» sono molti: «Piazzisti di fanfaronate da osteria, chiacchiere da bar che rilanciate dai media rischiano di provocare conflitti».

«Facciamo ciò che il Vangelo ci impone di fare e non dobbiamo giustificarci. Piuttosto è il governo che è del tutto assente sul tema dell'immigrazione» afferma Galantino nell'intervista.

«Abbiamo scritto leggi che respingono gli immigrati e non prevedono un'integrazione positiva», la legge «impone la non integrazione», scandisce Galantino, e «nessuna forza politica si applica alla questione» dal momento che si rischiano i voti.

«Smettiamo una volta per tutte con la richiesta al Papa di portare immigrati in Vaticano e ai vescovi di ospitarli nelle chiese e nei seminari - sottolinea - E' un mantra che non si può più ascoltare. In Vaticano Papa Wojtyla ha aperto una delle prime mense ai poveri e vi sono vescovi che ospitano immigrati a casa propria e non si sono mai riempiti le tasche». In conclusione monsignor Galantino si chiede se anche Salvini, Zaia e Grillo agiscano allo stesso modo, "forse se visitassero i campi profughi e le Caritas li aiuterebbe a capire».

LE REAZIONI. Le reazioni non si fanno attendere. A partire dallo stesso Matteo Salvini. «Il signor Galantino, portavoce dei vescovi, pensa che l'Italia debba accogliere tutti gli immigrati, sempre e comunque - replica il segretario della Lega - E i leghisti che non la pensano come lui sono "fanfaroni da osteria". L'immigrazione senza limiti e senza regole è solo caos. Per i 4 milioni di italiani disoccupati e i 9 milioni di poveri, niente alberghi? Ma l'Italia è ancora una Repubblica, o dipende dal Vaticano?». Salvini rivolge quindi una provocatoria domanda agli «amici cattolici»: «Questo Galantino ha rotto le scatole?».

Sulla questione interviene anche Daniela Santanchè, deputata di Forza Italia. «Quale furore ideologico anima monsignor Nunzio Galantino? Cosa c'è dietro al suo essere sempre e comunque dalla parte opposta agli italiani?» scrive in una nota.

Di «parole non consone a un ruolo cui è giunto impreparato e per il quale è giudicato inadeguato dal novanta per cento dei vescovi italiani» parla Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia.

Mentre per Fabrizio Cicchitto, deputato di Ncd, quelle di Salvini e Galantino sono «opposte farneticazioni. Non rimane altro - propone Cicchitto - che organizzare un bel confronto» tra i due.

Ma per il senatore del Pd Vannino Chiti, Galantino «ha ricordato a tutti noi e in particolare a quanti si dicono cristiani, una semplice verità del Vangelo: il dovere dell'accoglienza perché il prossimo, e ancor più il prossimo colpito da ingiustizie, violenze, guerre è nostro fratello». «La Chiesa in Italia - sottolinea - sta dando un contributo generoso nell'ospitalità dei migranti: negarlo è chiudere gli occhi per nascondere le proprie responsabilità».

Sulla questione migranti torna anche Beppe Grillo con un nuovo post sul suo blog: «Nessuno nel governo e nelle varie istituzioni che si alzi in piedi e dica mai più guerre, mai più acquisto di cacciabombardieri, che condanni l'industria delle armi. Meglio la retorica dell'accoglienza senza accollarsi alcuna colpa per l'esodo biblico che è in atto e che nessuno sa dove ci porterà».

Stazione ferroviaria, parte intervento straordinario di bonifica

Il Consigliere regionale della Campania Alfonso Longobardi, componente del Gruppo "De Luca Presidente in Rete", rende noto quanto segue: «Dando seguito ad un mio impegno specifico, assunto dopo esser stato sollecitato dai cittadini sottoscrittori di una petizione popolare, da oggi e per i prossimi giorni, presso la stazione ferroviaria di Gragnano, da tempo abbandonata, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, coadiuvati da quelli del Comune, effettuano un intervento di pulizia, bonifica e messa in sicurezza.
Si tratta di un'azione importante, attesa da tempo da cittadini e residenti, costretti a convivere con incuria e degrado. La vicinanza inoltre di una scuola dell'infanzia rappresentava un ulteriore motivo per agire con celerità massima.
L'intervento di pulizia avviato oggi, direttamente coordinato da Rfi, è iniziato alle 7:30 ed ha carattere urgente e straordinario, ma non è azione "una tantum": bisogna rendere di nuovo fruibile la zona dell'ex stazione e la tratta ferroviaria per collegare Gragnano, i Monti Lattari e Castellammare di Stabia. 
L'idea-forza è realizzare una linea di tram "leggera" così come previsto dal Piano regionale dei trasporti: questo progetto non è in contrasto col Puc di Gragnano del 2013. Possiamo dunque imprimere un'accelerazione decisiva per recuperare la tratta ferroviaria e ridare un collegamento ai cittadini. 
In tal senso ho già attivato la Commissione regionale Trasporti per le verifiche operative del progetto.
La linea di tram "leggera" va concepita in un modello di sviluppo eco-sostenibile, rivolto ai turisti, così da consentire ai visitatori di raggiungere agevolmente il territorio dei Monti Lattari per scoprire i prodotti tipici e apprezzare le eccellenze della zona. 
Ritengo che tale idea debba essere integrata in un unico circuito di sviluppo progettuale che sia alla base di un nuovo rilancio socio-economico di tutti i Monti Lattari. Basta con interventi scoordinati ed estemporanei». 

Renzi in Israele: pace possibile solo con due Stati e due popoli

GERUSALEMME.  Matteo Renzi ha parlato questa mattina alla Knesset, il Parlamento israeliano, nel suo secondo giorno di visita in Medio Oriente, prima di recarsi in Palestina dal presidente Abu Mazen.

E' stato un discorso intenso al quale ha fatto seguito un minuto di applausi soprattutto nella parte in cui il premier italiano ha parlato della lunga amicizia e del legame che intercorre tra l'Italia e Israele. Ma non per questo ha dimenticato la situazione della Palestina: 

"Chi pensa di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. Possiamo avere opinioni diverse, è accaduto e continuerà ad accadere. Ma l'Italia sarà sempre in prima linea nel forum europeo e internazionale contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido" ha affermato il presidente del Consiglio, riprendendo quanto poco prima aveva affermato Netanyahu nel suo discorso in cui aveva detto 'Basta' , pronunciata in italiano per la foga del discorso, "all'antisemitismo, al boicottaggio di Israele e all'ostilità contro lo Stato ebraico".

Il premier, davanti all'Assemblea israeliana, ha voluto parlare anche dei rapporti tra israeliani e palestinesi: "La pace sarà possibile solo con due Stati e due popoli, e solo se sarà garantita la piena sicurezza di tutti: il diritto dello Stato palestinese all'autodeterminazione e quello dello Stato ebraico alla propria sicurezza: lo dico qui e lo ripeterò a Betlemme incontrando il leader dell'Anp (Abu Mazen, ndr)". Renzi ha assicurato che l'Italia "farà di tutto per consentire ai territori palestinesi di uscire dallo stato di difficoltà in cui si trovano a cominciare dalla difficoltà economica". Per il premier è necessario "il ripristino delle condizioni economiche basilari della Palestina".
 

Ercolano, fatta la Giunta: ecco tutti gli assessori

ERCOLANO. Il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, ha nominato la nuova Giunta comunale di Ercolano. Tre le donne. Il vicesindaco è Luigi Fiengo, di Centro Democratico, a cui va la delega alle Attività Sportive. Giuliana Di Fiore, docente di diritto dell'Urbanistica avrà la delega a Interventi pianificatori in materia Urbanistica, Piano Urbano Comunale e Politiche Ambientali. In squadra anche Ivana Di Stasio al Turismo e promozione dei siti archeologici e turistici, Claudia Improta alle Politiche occupazionali e pari opportunità, Pietropaolo Mauro alla programmazione economica e politiche di Bilancio, Lucio Perone ai Lavori Pubblici e Protezione Civile, Giuseppe Tesoriero alla Pubblica Istruzione e Politiche della casa. «Professionalità ed età media di 40 anni: competenze e dinamismo. Di questo ha bisogno Ercolano per rilanciare lo sviluppo economico e sociale cittadino e per valorizzare le eccellenze culturali, artistiche e naturali del territorio», affema il primo cittadino.

Renzi: «Dal prossimo anno via la tassa sulla prima casa»

ROMA. «Via l'imposta sulla prima casa nel 2016, poi taglio alle ulteriori imposte sul lavoro nel 2017 e rimodulazione dello scaglione nel 2018». Lo ha annunciato Matteo Renzi parlando di fisco all'Assemblea del Pd all'Expo. «Quello che abbiamo fatto in un arco di tempo abbastanza limitato, in sette mesi, è degno di onore e orgoglio perché ha consentito al Paese di ripartire». E ancora: «A chi dice che il Pd è in crisi rispondo che l'unica spiegazione è il caldo». «Nostri avversari sono tre: Grillo, sinistra radicale, e Salvini». Infine i migranti, «su cui dobbiamo restare umani, non possiamo per un punto in più alle elezioni, perdere di vista i nostri valori, per una dramma che un dramma umanitario». Il premier fa il punto a 360 gradi, partendo dalla difesa del lavoro fatto dal governo e dalla rivendicazione della forza del Pd («mai così forti dal 1958, siamo il partito più votato d'Europa, con 11 mln di elettori»). In sala, ad ascoltare le parole del segretario, oltre mille delegati provenienti da tutta Italia e gli esponenti del Governo al gran completo. Assenza, annunciata, invece quella del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, al quale sono andati tuttavia i saluti di Renzi.

L'Assemblea democratica è l'occasione in cui il premier affronta tutti i temi di più stretta attualità politica, in primis l'economia, «partendo dal presupposto che i numeri del Paese sono tornati a essere in positivo ma per consolidare la crescita è necessario ancora del lavoro a partire dal consolidamento del percorso di riforme. Questo lavoro è frutto dell'azione del Pd e dei suoi alleati», ha detto facendo l'elenco dei dati economici positivi del Paese.

Con quasi 35 gradi all'ombra, alle 11.30 (un'ora e mezza oltre rispetto a quanto previsto dal programma) Renzi ha dato il via alla assemblea nazionale dem, riunita nell'auditorium 'viola' dell'Expo. Ad aprire i lavori, prima della relazione del segretario, è stato cantato l'inno nazionale. L'appuntamento ha voluto ricordare i 70 anni dalla Liberazione con una maglietta gialla con la scritta 'Bella ciao, Milano', indossata dagli oltre cento giovani volontari, in vendita al prezzo di 10 euro. Offerta libera, invece, per l'acquisto del quotidiano L'Unità.

Di fronte agli ultimi dati sulla disoccupazione, ha ancora detto Renzi, «ai profeti del disfattismo che dicono 'cosa vuoi che sia' vorrei ricordare che questo è il partito che ha lottato per decenni per il lavoro stabile: domandate a un precario se c'è o no differenza», sottolinea tra gli applausi Renzi: «Se noi pensiamo di cedere a una cultura che vuole attribuire il merito di questa lavoro a fattori esterni dobbiamo entrare nel merito e discutere di economia».

Su Salvini poi spiega: «Non è uno spauracchio». E la sua lotta contro il reato di tortura stona con quanto successo in queste ore a Roma, «dove sono stati picchiati i poliziotti da CasaPound, dagli stessi che non vogliono il reato di tortura», mentre sul Cinque Stelle avverte: «Nel movimento di Grillo qualcosa sta cambiando». Ho grande rispetto di chi ha lasciato il Pd e non è giusto prenderli in giro, prendere le distanze. Ma chi oggi immagina di vincere una sfida spostando la sinistra un po' più in là perde ovunque in tutto il mondo", dice passando a parlare della sinistra radicale, e degli oppositori interni della minoranza dem.

Longobardi: massima priorità ai Monti Lattari. Oggi primo incontro istituzionale a Gragnano

Il Consigliere regionale della Campania Alfonso Longobardi, componente del Gruppo “De Luca Presidente in Rete”, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Ho incontrato la Giunta comunale di Gragnano rappresentata dal sindaco Paolo Cimmino, dal vice Alberto Vitale e dagli assessori Michele Bernardo e Antonio Di Martino, oltre che dal responsabile dell’ufficio tecnico: si è trattato di un confronto costruttivo per cercare in maniera concreta di essere utili da subito al nostro territorio ed in particolare alla zona dei Monti Lattari. 

Quest’area infatti ha enormi potenzialità e la Regione deve tutelare le esigenze delle Comunità locali. Nella qualità di Consigliere Regionale ho indicato alcune priorità per intervenire da subito a garanzia dei cittadini. Occorre, ad esempio, completare prima possibile le opere del collettore fognario nel tratto di circa 700 metri che va da Piazza Amendola a Ponte Carmiano. In tal modo si potrà garantire salubrità e bonifica alla città ed in particolare alla storica Valle dei Mulini che, visti tre progetti già pronti, potrà essere protagonista di una significativa azione di ristrutturazione e rilancio socio-economico. Il mio lavoro in Regione è diretto all’effettiva e tempestiva realizzazione delle opere pubbliche di cui il territorio ha bisogno. Sempre nell’incontro abbiamo approfondito la necessità di far partire i lavori di rifacimento di via Vittorio Veneto, strada cruciale per la nostra Città. 

Nei prossimi giorni incontrerò i vertici delle istituzioni regionali preposti alla difesa del suolo e all’utilizzo dei fondi europei per verificare le condizioni di fattibilità dei progetti già pronti e fare in modo che tutti gli interventi necessari vengano avviati quanto prima. Inoltre nelle prossime settimane proseguirò i miei incontri sui territori dei Monti Lattari e Penisola sorrentina per ascoltare cittadini e amministratori locali».   

Frasce choc
sulla figlia
di Borsellino, Crocetta
si autosospende Ma è giallo

PALERMO. È giallo sulle presunte intercettazioni tra il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il suo medico personale Matteo Tutino, che, secondo quanto riporta l'Espresso, in una conversazione telefonica con il governatore avrebbe detto, riferendosi all'allora assessore alla Sanità Lucia Borsellino, «va fermata, fatta fuori. Come suo padre». L'intercettazione non risulta alla Procura di Palermo, L'Espresso conferma quanto pubblicato.

«Cosa devo dire? La Procura non poteva che smentire quella frase perché io quella frase non l'ho mai sentita pronunciare da Tutino. La verità è che oggi sono stato ucciso», ha detto all'AdnKronos, non nascondendo le lacrime Crocetta. «Oggi è stata la giornata più terribile della mia vita - dice ancora visibilmente emozionato - quanta sofferenza per una frase mai sentita, mai ascoltata. Perché se solo l'avessi sentita avrei reagito con forza». Crocetta non dice se per ora resta autosospeso da governatore, come annunciato oggi dopo la notizia dell'intercettazione.

«Io non ho mai sentito quella frase che si sente nelle intercettazioni del dottor Tutino, altrimenti la mia reazione sarebbe stata tremenda - spiega -. Tanto è vero che dalle presenti intercettazioni non si evince un mio commento, proprio perché non ho sentito quella frase. Questo non significa che non l'ha detta, ma se l'avessi sentita avrei avuto una reazione assurda. Sono sbigottito di questa frase».

IL GIALLO DELL'INTERCETTAZIONE. Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta ha annunciato l'autosospensione da governatore dopo lo scandalo per le presunte intercettazioni tra lui e il suo medico Matteo Tutino. A quanto riporta l'Espresso, in una conversazione telefonica con Crocetta, Tutino, suo medico personale arrestato di recente con l'accusa di aver addebitato al sistema sanitario pubblico interventi di natura estetica, avrebbe detto, riferendosi all'allora assessore alla Sanità Lucia Borsellino, «va fermata, fatta fuori. Come suo padre».

Il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, parlando della bufera che si è abbattuta su Crocetta, ha precisato: «Agli atti di questo ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata tra Tutino e Crocetta» in cui il medico avrebbe affermato che Lucia Borsellino 'va fatta fuori, come suo padre'. Il procuratore Lo Voi ha fatto ascoltare, da questa mattina ad ora, tutte le intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta che hanno portato all'arresto di Tutino per truffa. Il primario è finito in manette con l'accusa di aver addebitato al sistema sanitario pubblico interventi di natura estetica.

Nel comunicato stampa, a firma del procuratore Francesco Lo Voi, si legge ancora: «Analogamente, i carabinieri del Nas, che hanno condotto le indagini nel su indicato procedimento, hanno escluso che una conversazione del suddetto tenore tra i predetti sia contenuta tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti del Tutino».

L'Espresso invece ribadisce quanto pubblicato. La conversazione intercettata tra Crocetta e Tutino, scrive in una nota la direzione del settimanale, risale al 2013 e fa parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull'ospedale Villa Sofia di Palermo.

INTERIM ANDRÀ A GUCCIARDI. L'interim andrà al neo assessore alla sanità Baldo Gucciardi, come conferma all'Adnkronos il capogruppo Pd Antonello Cracolici. «Ho sentito Crocetta - spiega - e io stesso dopo avere saputo della sua intenzione di autosospendersi, gli ho suggerito di nominare vice Baldo Gucciardi, in attesa di ulteriori sviluppi».

Gucciardi all'Adnkronos ha detto: «Ho ricevuto l'interim da Crocetta? Ancora non so nulla. E' vero, sono andato a Palazzo d'Orleans, ma solo per ritirare il decreto di nomina ad assessore alla Sanità».

IL COMMENTO DI SALVATORE BORSELLINO. «Quelle intercettazioni sono semplicemente gravissime, incredibili e vergognose» dice all'Adnkronos Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia. «Fare fuori Lucia come suo padre significa solo una cosa - sottolinea - e trovo assurdo che Crocetta non ne abbia tratto le necessarie conseguenze. Gliene chiederò conto".

SOLIDARIETÀ A BORSELLINO - Al termine delle sue udienze del mattino, a quanto apprende l'Adnkronos, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, venuto a conoscenza delle notizie provenienti dalla Sicilia, ha telefonato a Lucia Borsellino per esprimerle «la sua solidarietà».

Da fonti di Palazzo Chigi, si apprende che la prima telefonata del giorno Matteo Renzi l'ha fatta questa mattina presto a Lucia Borsellino alla quale il presidente del Consiglio ha mandato un abbraccio di solidarietà. Anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha chiamato Lucia Borsellino per esprimerle «sdegno, affettuosa vicinanza e solidarietà». Alfano auspica che sia vero quanto affermato dal presidente Crocetta, e cioè che non ha sentito la «irripetibile frase pronunciata dal suo medico».

BUFERA SUL GOVERNATORE - Prima della smentita della Procura da più parti è arrivata la richiesta di dimissioni di Crocetta. A chiedergli di lasciare è stato il Movimento 5 Stelle . Beppe Grillo su Twitter ha lanciato l'hashtag 'Crocetta dimettiti'.

Mentre su Facebook il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, ha scritto: «Milioni di debiti, minacce, autostrade bloccate, ferrovie disastrose, ospedali disastrati, disoccupazione da record. Crocetta togliti dalle scatole e vai a casa. Amici siciliani siete pronti a liberare la vostra bellissima terra?».

Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars, dopo la smentita da parte della procura di Palermo: ha detto: «Stiamo vivendo una giornata che lascia disorientati, sgomenti: a questo punto si pone un tema sul controllo e sulla verifica dell'informazione nel nostro Paese».

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