Domenica 19 Agosto 2018 - 5:36

Di Maio difende Salvini

"Non penso che sia stato chiesto al presidente delle Repubblica di pronunciarsi su una sentenza, un leader politico chiede un incontro al capo dello Stato e poi il capo dello Stato valuta". Lo dice Luigi Di Maio, intervenendo a 'L'Aria che tira' su La7, tornando a parlare della richiesta di Matteo Salvini di incontrare il capo dello Stato, dopo la sentenza della Cassazione sui fondi della Lega.

Per Di Maio "si sta giocando a mettere me contro Salvini, mentre il governo è nato con un atto di sincerità, abbiamo fatto un contratto di governo e non ci siamo messi insieme per spartirci le poltrone". "Noi abbiamo fatto il decreto dignità e loro ce lo appoggiano, loro la politica sui migranti e noi lo appoggiamo, perché sta nel contratto di governo", aggiunge ancora il vicepremier. "Sono d'accordo con il ministro Bonafede, non ho imbarazzo su questa vicenda", ha concluso Di Maio.

Fico domani al Vasto per incontrare i residenti

NAPOLI. Domani sarà a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. Alle ore 17 nell'Ex Lanificio prenderà aprte a un'assemblea pubblica con i residenti del quartiere Vasto e le associazioni che lavorano sul territorio.

Stretta del Viminale sul diritto d'asilo

Dispone controlli più rigorosi sulle richieste di asilo e più celeri procedure di esame delle istanze la circolare inviata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini alle prefetture italiane e ai responsabili delle commissioni per il riconoscimento delle tutele internazionali. In particolare, la direttiva del Viminale invita a esaminare con il necessario rigore il sistema di concessione del permesso di soggiorno umanitario, rilasciato dalle questure per gravi motivi umanitari o in caso di riconoscimento di forme di protezione temporanea.

"Donne incinte, bambini e rifugiati restano in Italia. Si vergognino i disinformati che dicono e scrivono il contrario", ha spiegato Salvini, smentendo alcune anticipazioni della circolare diffuse nelle ultime ore. Per poi chiarire: "Il senso dell'iniziativa è limitare un abuso che va a discapito dei rifugiati veri".

"Su 43mila domande esaminate - ha sottolineato il responsabile del Viminale - i rifugiati sono il 7 per cento mentre la protezione sussidiaria raggiunge il 5. Poi abbiamo la protezione umanitaria che, sulla carta, è riservata a limitati e residuali casi di persone che, pur non essendo in fuga dalle guerra hanno necessità di una tutela. Ma rappresentano il 28 per cento dei casi che poi arriva al 40 con i ricorsi, decine di migliaia di persone. E spesso diventano la legittimazione dell’immigrazione clandestina".

Il titolare del Viminale ha annunciato inoltre che "abbiamo spostato 42 milioni dei fondi per l'immigrazione dall'accoglienza alla voce rimpatri". "Quello che era un business che faceva arricchire pochi sulle spalle di molti ora diventa investimento in sicurezza e rimpatri" ha rimarcato.

Poi, in un post pubblicato su Facebook, Salvini ha aggiunto: "Con una circolare a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale ho personalmente richiesto velocità e attenzione nel dare accoglienza a chi scappa veramente dalla guerra ma anche nel bloccare tutti coloro che non ne hanno diritto".

Jerry Calà sta col governo, Di Maio: «Libidine»

Jerry Calà si schiera con il governo giallo-verde e incassa il plauso di Luigi Di Maio. "Tutti in tv si chiedono dove troverà questo governo i soldi per mantenere le promesse elettorali. Basterebbe che il precedente governo gentilmente svelasse dove ha preso tutti quei miliardi per salvare le banche...", scrive il comico su Twitter. Un post rilanciato stamattina via Facebook dal vicepremier e leader del M5S, che accompagna le parole di Calà con il tormentone che ha reso celebre l'attore: "Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi!".

M5S, nuovo sondaggio: rivince la casta

Nella dura battaglia fra il M5S e la casta, rivince la casta. Nuovo sondaggio e nuova gaffe per il Movimento Cinquestelle, la cui costola siciliana ha ricevuto un altro colpo: la vittoria - a quesito ancora aperto - dei favorevoli ai vitalizi per i parlamentari, finora al 67%. 
"Noi del Movimento 5 Stelle - recita il post pubblicato nella giornata di ieri - vogliamo tagliare questo privilegio ingiusto anche qui alla Regione siciliana. Ma siamo gli unici. Perfino Micicchè ha avuto il coraggio di dichiarare che senza morirebbe di fame. Voi da che parte state?". La risposta, anche stavolta, non si è fatta attendere e la percentuale - complice anche 'l'intrusione' di alcune pagine satiriche che hanno rilanciato il sondaggio, invitando i loro fan a votare - è volata in favore dell'opzione "teniamo i privilegi".
Colpiti nell'orgoglio social per la seconda volta in pochi giorni, i membri del M5S Sicilia sono quindi corsi ai ripari. Poche ore dopo, infatti, un altro post dal tono irrisorio si è affacciato in bacheca, nel tentativo di 'smascherare' quello che per molti era già ovvio: la presenza, fra i votanti, di alcuni buontemponi social. "Ok raga, abbiamo capito: voi il vitalizio non lo volete tagliare", scrivono, stilando quindi un elenco dei nomi di alcuni fra i partecipanti 'sospetti' al sondaggio, utenti, affermano, "per la stragrande maggioranza finti".
"Per carità - aggiungono -, qualcuno che tifa davvero per i vitalizi ci sarà (una perversione che non auguriamo a nessuno), a questi dobbiamo dare una brutta notizia: il vitalizio agli ex parlamentari - promettono - lo tagliamo ugualmente". E, a chiudere, un post scriptum: "Il prossimo sondaggio lo faremo sulla pace del mondo, vediamo quanto riuscite a essere birichini".
Pace fatta con i presunti troll? Nemmeno per sogno: anche questo post è stato infatti invaso da tantissimi commenti critici e ironici. Unanime però il consiglio da supporter e detrattori: "Prima dei vitalizi, date un taglio ai sondaggi".

Fondi Lega, Salvini: «Andrò da Mattarella»

"Sarà Mattarella a decidere se ci sono in ballo la libertà di espressione e la democrazia o se è tutto normale". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a proposito della sua richiesta di incontrare il Capo dello Stato dopo la decisione della Cassazione sui conti della Lega. "Parlerò con Mattarella - ha aggiunto -. Che io non possa parlare con il presidente della Repubblica mi sembra una cosa bizzarra". Il vicepremier, riferendosi alla sentenza, ha poi precisato: "Rispetto il lavoro della stragrande maggioranza dei giudici italiani, che al 99% fanno bene obiettivamente e senza pregiudizi il loro lavoro".

I capigruppo della Lega al Senato e alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, hanno spiegato: "Milioni di italiani perbene si riconoscono nell'azione della Lega, mettere fuorilegge un partito per (eventuali) errori di altri risalenti a dieci anni fa non garantisce quello spirito di democrazia, libertà e partecipazione popolare su cui si fonda la nostra Costituzione e la nostra vita sociale. Ne parleremo col garante di questa Costituzione, col Presidente della Repubblica - hanno spiegato -, nel pieno rispetto dei tanti giudici, la stragrande maggioranza, che svolgono bene e con imparzialità, la loro funzione".

Cassazione: «Sequestrare conti Lega fino a 49 milioni»

'Ovunque venga rinvenutaqualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord - su conti bancari, libretti, depositi - questa deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro. Questo quanto decretato dalla Corte di Cassazione - che ha accolto il ricorso del pm di Genova contro la Lega - nelle motivazioni della sentenza. Via libera, quindi, al blocco dei conti del partito. Da ambienti della Lega, intanto, filtra come siano "in fase di perfezionamento e stesura decine di querele nei confronti di chi parla a proposito di soldi rubati dalla Lega".

"Forse l'efficacia dell'azione di governo della Lega dà fastidio a qualcuno, ma non ci fermeranno certo così". Questo il commento di Giulio Centemero, deputato della Lega e amministratore del partito. "Consci della totale trasparenza e onestà con cui abbiamo gestito il movimento - ha continuato -, con bilanci da anni certificati da società esterne, e non avendo conti segreti all’estero ma solo poche lire in cassa visti i sequestri già effettuati, sarà nostra premura portare in monetine da 10 centesimi al tribunale di Genova tutto quello che abbiamo raccolto come offerte da pensionati, studenti e operai durante il raduno di Pontida". Centemero esprime inoltre lo stupore "di apprendere dalle agenzie, prima ancora che dalla Cassazione, le motivazioni della sentenza per cui dovrebbe proseguire il sequestro relativo a 48 milioni di euro di rimborsi elettorali".

Salvini: «Boeri fenomeno, c'è tanto da cambiare»

Salvini contro Boeri. "L'immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta - dice il ministro dell'Interno in un video, postato su Facebook durante la visita a un'azienda confiscata alla mafia -. Il mio problema sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste 'risorse' che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perché c'è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell'Inps (ci sarà tanto da cambiare in questi apparati...), che dice che senza immigrati è un disastro".

In merito il ministro del Lavoro Di Maio ha detto: "Io non ho letto la dichiarazione, mi riservo di leggere e poi di rispondere". "Non so se Salvini ha attaccato Boeri o se è Boeri che ha attaccato Salvini", ha invece affermato il sottosegretario alla presidenza Consiglio Giancarlo Giorgetti.

Terra dei fuochi, ecco il decreto. Costa: l'ambiente è una priorità

ROMA. Il consiglio dei Ministri ha approvato nella tarda serata di ieri il decreto riguardante la Terra dei Fuochi, che prevede il passaggio di competenze tra il ministero delle Politiche Agricole e il ministero dell’Ambiente. «Sono molto soddisfatto che sia passato il decreto legge che trasferisce la competenza sulla terra dei fuochi al mio ministero: ora ho la penna, il potere di produrre tutti gli atti conseguenziali in materia di messa in sicurezza e bonifica. Avrò anche la competenza della tutela idrogeologica e l’economia circolare», ha spiegato il ministro Sergio Costa.«Adesso si lavora con i gruppi parlamentari ma sono persuaso che non troveremo ostacoli perché l'ambiente non ha colori e cosi il benessere dei cittadini e del nostro Paese sono priorità».

 

Napoli, Valente (Pd) si dimette da consigliere comunale

NAPOLI. La senatrice del Partito democratico Valeria Valente ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale di Napoli. Valente era stata eletta in Consiglio comunale in quanto candidata a sindaco della coalizione di centrosinistra, guidata dal Pd, alle amministrative di giugno 2016; non riuscì però a raggiungere il ballottaggio, che vide poi la vittoria di Luigi de Magistris sul candidato di centrodestra Gianni Lettieri. Alle elezioni politiche del 4 marzo Valente, candidata al Senato nel listino proporzionale del Pd dietro il capolista Matteo Renzi nel collegio corrispondente alla provincia di Napoli, è stata rieletta in Parlamento dopo essere stata deputata nella precedente legislatura. Valente è stata eletta in Consiglio comunale nel 2016 «mentre svolgevo il mandato di deputata​ - ricorda -​ e ho ritenuto doveroso​​, assumendomene la responsabilità​,​ mantenere il doppio incarico (non i doppi emolumenti, a cui ho immediatamente rinunciato). Lo dovevo a quegli elettori (non solo del Pd, lo ricordo) che mi avevano onorato della loro fiducia, sapendo che il rispetto di quella volontà significava, però, non solo conciliare i due incarichi, parlamentare e consiliare, ma metterci per entrambi esattamente la stessa serietà e passione, considerando questo eccezionale frangente come una opportunità per Napoli, non per me stessa.​ Ritengo ​​in tutta coscienza di averlo fatto senza risparmio​». A differenza della scorsa legislatura però, sottolinea Valente, «sono stata eletta vice​c​apogruppo, e qualche giorno fa segretario della Commissione Giustizia, assumendo pertanto un carico di lavoro che​, ​nell'ambito della peculiare organizzazione interna dei senatori del Partito ​d​emocratico​,​ risulta essere estremamente gravoso.​ Proprio per il rispetto che devo ai miei elettori e all'istituzione consiliare, dopo una altrettanto seria riflessione e consultazione che ho doverosamente condotto tra i militanti, sono giunta alla decisione di dover rinunciare, alla carica di consigliera. Rischierei di farlo poco e male, e la città non lo merita​. Mai come adesso, invece​ - conclude -​ occorrono menti e cuori che in Parlamento portino le istanze di Napoli e del Mezzogiorno e ne rappresentino l'elettorato progressista e di sinistra​». ​​

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