Mercoledì 20 Settembre 2017 - 6:05

Papa Francesco: «Chi toglie il lavoro fa un peccato gravissimo»

ROMA. Chi toglie il lavoro all'uomo "fa un peccato gravissimo". Non usa mezzi termini papa Francesco, nel corso dell'udienza generale in piazza San Pietro, nel denunciare l'atteggiamento di chi "per manovre economiche" o in nome di "negoziati" poco chiari toglie lavoro e dignità alle persone.

"Fare di tutto - esorta il Pontefice a fine udienza parlando a braccio - perché ogni uomo e ogni donna possa lavorare e così guardare in faccia gli altri con dignità". Quindi la denuncia: "Chi per manovre economiche, per fare negoziati non del tutto chiari chiude fabbriche, chiude imprendimenti lavorativi e toglie il lavoro agli uomini, fa un peccato gravissimo".

Papa Francesco rivolge poi un pensiero speciale ai dipendenti di Sky. In piazza San Pietro sono arrivati un centinaio di lavoratori. Il Pontefice lancia anche un appello. "Un pensiero speciale rivolgo ai lavoratori di 'Sky Italia', ed auspico che la loro situazione lavorativa possa trovare una rapida soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente delle famiglie", è il monito di Bergoglio.

Riforma processo penale, sì alla fiducia. Tutte le novità

ROMA. Il Senato ha approvato con 156 voti a favore, 121 contrari e un astenuto il ddl di riforma del processo penale. Il provvedimento torna ora all'esame della Camera.
Con il ddl che riforma il processo penale il Senato licenzia per la Camera un provvedimento con diverse deleghe legate al regime delle prescrizioni, le intercettazioni, l'ordinamento penitenziario. Previsto l'aumento delle pene per furti e rapine. Fra le norme del ddl: l'inasprimento delle sanzioni per il voto di scambio politico-mafioso, che viene punito con il carcere da sei a dodici anni (attualmente è da 4 a 10 anni), l'aumento delle pene per il furto in abitazione, lo scippo e la rapina (da 4 a 10 anni), per l’estorsione aggravata (da 6 a 7 anni).
Quanto alla prescrizione, per alcuni reati in danno dei minori, essa decorre dal compimento della maggiore età della vittima (salvo che la notizia del reato sia precedente al compimento dei 18 anni). Il provvedimento dispone inoltre che l'interruzione della prescrizione non può comportare l'aumento di più della metà del tempo necessario a prescrivere anche per i reati di corruzione, concussione, peculato.
C'è, però, una disposizione, risultata 'indigesta' all'Associazione nazionale magistrati, che dà un massimo di tre mesi alle procure (prorogabili di altri 3) per chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento dell’indagato, al termine delle indagini preliminari. Se tale limite viene ignorato, interviene l’avocazione da parte del procuratore generale (ma per reati di mafia e terrorismo il tempo è dilatato fino a un anno).
Sul fronte delle intercettazioni, la delega riguarda, oltre alle misure per garantire la riservatezza, una fattispecie di reato legata alla diffusione di immagini o conversazioni telefoniche fraudolentemente captate. Viene disciplinato, inoltre, l'uso dei cosiddetti 'trojan', stabilendo che l'attivazione avvenga con comando attivato da remoto e non con il solo inserimento del 'captatore' informatico.

Infine, non possano essere in alcun modo conoscibili, divulgabili e pubblicabili i risultati di intercettazioni che abbiano coinvolto occasionalmente soggetti estranei ai fatti per cui si procede. Il governo, con l'ultimo emendamento presentato, punta alla riduzione del 50% del budget per le intercettazioni con il presupposto che sulla base delle nuove tecnologie disponibili non diminuirà il numero degli ascolti.

Punito fino a 4 anni chi diffonde registrazioni di conversazioni tra privati captate fraudolentemente al solo fine di infangarne la reputazione. Non c'è punibilità è esclusa se le registrazioni integrano una prova in un processo o sono usate per la difesa o per il diritto di cronaca.

Ora Renzi evoca il complotto: hanno cercato di distruggere il Pd

TORINO. "Nelle scorse settimane qualcuno ha cercato di distruggere il Pd perché c'era una debolezza, innanzitutto mia, ma non si sono resi conto che c'è una forza di una comunità, quella del Pd, che nessuno può mettere in discussione". È un passaggio dell'intervento di Matteo Renzi a chiusura della tre giorni del Lingotto. "Tecnicamente questa tre giorni ha visto la presenza di un botto di gente. Dopo tre mesi di polemiche tre giorni straordinari. Grazie a tutti ", aggiunge parlando davanti alla platea, con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in prima fila. "Siamo felici di lavorare insieme a te. E' bello che sarai tu a rappresentare l'Italia al G7", dice Renzi rivolgendosi al premier.

Inchiesta Consip, Romeo resta in carcere

ROMA. L'imprenditore napoletano Alfredo Romeo, detenuto per corruzione dal primo marzo scorso, resta in carcere. Il gip Gaspare Sturzo ha infatti respinto la richiesta con la quale i suoi difensori avevano sollecitato la revoca di custodia cautelare o in subordine gli arresti domiciliari. Romeo è accusato di corruzione per aver pagato una tangente di 100mila euro a Mario Gasparri, già dirigente di Consip. All'accoglimento dell'istanza presentata dai difensori avevano dato parere negativo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pubblico ministero Mario Palazzi.

De Luca: «Pd, a Napoli
il gruppo dirigente è una nullità»

NAPOLI. Duro attacco del governatore campano, Vincenzo De Luca, al Pd napoletano: "Se dovessi commentare quello che succede nel partito a Napoli ci sarebbe da chiudere il libro o da indignarci per il livello di nullità del gruppo dirigente del Pd di Napoli, cosa che offende migliaia di militanti e che fanno perdere al Pd non il consenso, ma il rispetto", ha detto De Luca durante il suo intervento a LiraTv.

Consip, Tiziano Renzi si autosospende da segretario Pd a Rignano

FIRENZE. Tiziano Renzi si è autosospeso da segretario del circolo Pd di Rignano sull'Arno, il comune fiorentino dove risiede. L'autosospensione, che è da intendere come la rinuncia alla carica politica, è stata comunicata al segretario metropolitano del Pd fiorentino, Fabio Incatasciato. Nei prossimi giorni, forse già lunedì sera, gli iscritti al circolo di Rignano si riuniranno per decidere a chi affidare la reggenza al posto del segretario. L'autosospensione di Tiziano Renzi è collegata all'inchiesta sul caso Consip, dove risulta indagato per traffico di influenze illecite.

Il Pd nel caos, la Tartaglione accusa Orfini

NAPOLI.  "Diventa difficile comprendere attacchi violenti e personali nei confronti dei vertici territoriali del partito, ancor più se arrivano da chi, in questo momento, ha un ruolo di arbitro e di garante in una fase delicata come quella del congresso". Lo dichiara il segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione, commentando quanto dichiarato da Matteo Orfini secondo cui bisogna "azzerare" il partito a Napoli e in Campania.  "È gravissimo ​che un arbitro non conosca le regole del gioco e dimentichi, per esempio, che l'autonomia dei gruppi consiliari è un requisito fondamentale che non può essere travalicato da alcuna istanza di partito", aggiunge Tartaglione con riferimento alla sfiducia al capogruppo Valeria Valente in consiglio comunale da parte degli altri consiglieri del gruppo Pd.

Emergenza immigrati, Gentiloni: non basterebbe Mago Merlino

ROMA. Nel rapporto e grazie all'intesa con la Libia per fronteggiare l'emergenza migranti "non seminiamo illusioni ma sappiamo che su questa strada, per quanto impervia e arrischiata, possiamo ottenere gli unici risultati che oggi ci consentono non di cancellare il tema immigrazione, perché non lo cancella neanche il Mago Merlino, ma di regolare i flussi e gradualmente sostituire l'immigrazione clandestina irregolare, micidiale per i migranti e per il traffico che gli ruota attorno, con flussi e canali più accettabili, ridotti e regolari". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nelle sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.

"Questo è l'obiettivo - ha aggiunto - che l'Ue dovrebbe proporsi e mi aspetto che, come è stato a Malta, a Bruxelles si faccia un passo in più soprattutto in termini di risorse per aiutare l'Italia nel lavoro di avanguardia che sta facendo sulla rotta centrale del Mediterraneo".
Poi, parlando dell'Italia, "sfido chiunque a indicare un altro governo, un altro Parlamento, impegnato come noi in un complesso di riforme" ha affermato.

"Non siamo i primi della classe - ha detto - ma non accettiamo lezioni e lavoriamo nell'interesse comune" anche per "correggere le politiche dell'Unione e per una politica estera e di difesa comune". Il premier ha specificato che "all'Ue deve essere chiaro che in Italia le riforme non si sono fermate e non hanno rallentato il loro cammino".

Vertice a Versailles, «serve Ue a più velocità»

VERSAILLES. L'Italia nella discussione sul futuro dell'Unione "prenderà posizione per una Ue più integrata, ma che possa consentire diversi livelli di integrazione". Lo sottolinea il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a Versailles a margine dell'incontro con il presidente francese Francois Hollande, il premier spagnolo Mariano Rajoy e la cancelliera tedesca Angela Merkel in vista del Consiglio Europeo del 9 e 10 marzo e del vertice di Roma del 25 marzo. . "Perché - afferma- è giusto e normale che i Paesi possano avere ambizioni diverse e che l'Unione possa dare a queste ambizioni diverse risposte diverse, mantenendo un progetto comune". 

 
"Le scelte che l'Ue deve fare sono anzitutto sul terreno economico e sociale. Abbiamo bisogno di un'Europa sociale, che guardi alla crescita e agli investimenti", aggiunge durante le dichiarazioni alla stampa. "Abbiamo bisogno di un'Europa in cui chi rimane indietro non consideri l'Europa come una fonte delle proprie difficoltà, ma come una possibile risposta alle proprie difficoltà, e non siamo ancora a questo livello".

Merkel, in vista del vertice di Roma, apre ancora ad un uso più esteso nell'Ue dello strumento della cooperazione rafforzata, più conosciuta come 'Europa a due velocità', sottolineando che queste cooperazioni più intense tra alcuni Paesi su determinati temi devono essere inclusive, "aperte", e non "chiuse", esclusive.

"Dobbiamo avere il coraggio di accettare -dice- che alcuni Paesi vadano avanti più rapidamente di altri. Queste cooperazioni rafforzate devono rimanere aperte a coloro che sono un pochettino più indietro, non devono essere una cosa chiusa per coloro che sono un po' indietro. Però dobbiamo poter andare avanti. Serve un'Europa più coerente, più forte, che preservi le diversità regionali e le tradizioni, una diversità - conclude - che può essere una forza".

Hollande evidenzia che "l'unità" dell'Europa "non significa uniformità. Per questo chiedo che ci siano delle nuove forme di cooperazione per dei progetti nuovi, delle cooperazioni differenziate, che facciano in modo che alcuni Paesi possano andare più veloci e più lontano, in campi come la difesa, la zona euro approfondendo l'unione economica e monetaria, come l'armonizzazione fiscale e sociale, come la cultura, come gli scambi a livello della gioventù".

Occorre, continua Hollande, "che alcuni Paesi possano andare più forti e veloci senza che gli altri siano lasciati da parte, ma senza che altri possano opporsi. E' quindi molto importante che mostriamo della solidarietà a 27, ma ugualmente una capacità di avanzare a ritmi differenti tra i Paesi che compongono l'Ue a 27".

Valente si dimette da capogruppo Pd

Valeria Valente si dimette da capogruppo del Pd in Consiglio comunale di Napoli. "Come avevo detto più volte in queste settimane - dichiara Valente - di fronte alla richiesta che mi è stata formalizzata stamattina dai componenti del gruppo consiliare e anticipata dalle dichiarazioni del segretario regionale della Campania rese nel corso dell'assemblea pubblica di venerdì scorso, non posso che lasciare il ruolo da capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Napoli. Fin dai giorni successivi all'apertura dell'inchiesta sui candidati a loro insaputa, inchiesta in cui non sono indagata, e rispetto alla quale continuo con fermezza a ribadire la mia totale e assoluta estraneità, avrei potuto continuare a mantenere la carica di capogruppo soltanto in presenza di una fiducia piena da parte del gruppo. Venuta meno questa fiducia, viene meno anche la mia funzione in Consiglio comunale di capogruppo del Pd". Valente spiega di aver ricoperto il ruolo di capogruppo "su richiesta e d'intesa con il Pd per aiutare il mio partito a ricostruirsi un profilo politico e un radicamento in città dopo il risultato bruciante alle elezioni amministrative a Napoli, dove ha ottenuto un brutto 11%, frutto di anni di assenza e di mancata opposizione in Consiglio comunale a de Magistris, ma frutto anche di tante divisioni, alimentate prima e dopo, durante le primarie e nel corso della campagna elettorale, da chi ha dimostrato di essere mosso più dallo spirito di rivalsa personale, che dalla battaglia in nome di Napoli". La parlamentare del Pd parla di "un momento di grande amarezza, soprattutto per l'uso strumentale che viene fatto dell'intera vicenda. Pago - spiega - l'aver avuto il coraggio di sfidare, con la scelta di candidarmi a sindaco, personalità importanti e i loro sistemi di potere, l'ambizione di aver provato e creduto che fosse possibile costruire un profilo di opposizione non succube alle logiche del consenso personale dei singoli, ma che tornasse ad avere la voglia di parlare a pezzi di opinione pubblica in ragione di battaglie chiare e visibili".

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