Martedì 21 Novembre 2017 - 14:57

Quarant'anni dopo torna il Campo Hobbit

BENEVENTO. Tutti fuori. C’è bisogno di prendere aria. E per farlo bisogna rimettersi in movimento per tornare alle origini. Quarant’anni dopo per proiettarsi nel futuro. È il senso della tre giorni che si terrà da venerdì 23 giugno a domenica 25 al campo sportivo di Montesarchio, in provincia di Benevento, nello stesso luogo dove l’11 e il 12 giugno del 1977 si svolse il primo Campo Hobbit. Un appuntamento che rappresentò un evento dirompente per il mondo giovanile missino, e che oggi rivive grazie all’impegno di Marina Simeone, figlia di quel Generoso Simeone che fu icona del movimentismo missino degli anni ’70, un animatore culturale e di giornali. Generoso di nome e di fatto, Simeone fu esponente della corrente di Pino Rauti e in primissima fila nell’organizzazione del Campo del 1977. La manifestazione, proprio come quella di 40 anni fa, promette di essere un evento.

Ci saranno innanzitutto i protagonisti di quella “rivoluzione di comunità”, con l’obiettivo di storicizzare quanto avvenne, nella consapevolezza che senza memoria non può esserci alcun futuro. Oltre al ricordo di Pino Rauti, indimenticato leader missino, non mancheranno quelli di Rutilio Sermonti, intellettuale e scrittore di grande spessore, e dell’editore napoletano di Controcorrente, Pietro Golia. Una mostra fotografica e le combattive e trasgressive riviste dell’epoca accompagneranno tutta la tre giorni della manifestazione. Il tutto senza dimenticare la musica alternativa e i grandi temi del presente: immigrazione, Europa dei popoli, tradizione contro mondialismo e molto altro alimenteranno le discussioni che si susseguiranno coordinate dalle case editrici Controcorrente, Settimo Sigillo e Ar.

Sull’esperienza dei Campi Hobbit (ce ne furono altri due dopo quello di Montesarchio) molto si è detto. Il tentativo di andare oltre gli steccati e le sterili contrapposizioni, il superamento della guerra civile permanente che teneva l’Italia in ostaggio, la volontà di uscire da inutili nostalgismi e rivolgersi innanzitutto al futuro e alle nuove generazioni, coinvolgendole su questioni “metapolitiche” - come allora si disse - e poi la celtica (che fece andare su tutte le furie Giorgio Almirante), la letteratura tolkieniana, la musica alternativa, la difesa della terra, la rivoluzione grafica e tanto altro ancora costituirono altrettanti temi che, coniugati a miti e simboli della Tradizione, fecero dei Campi Hobbit un’esperienza originalissima e vitale.

Se anche si trattò di una “rivoluzione impossibile” - per dirla con il titolo di un importante libro di Marco Tarchi, che fu tra i leader di quella Nuova Destra che nelle esperienze dei Campi Hobbit si è sempre riconosciuta - si trattò di un movimento che lasciò una traccia feconda. In cosa consista lo spiega bene Marina Simeone, presidente dell’associazione culturale intitolata al padre: «Non riuscì probabilmente quella rivoluzione culturale chiamata Hobbit, ma ha coinvolto e si è fissata nella storia, come tutte le rivoluzioni che si fanno in nome di idee e non di interessi e di comode poltrone. È da allora - spiega la Simeone - che vogliamo ripartire, è a quei modelli che vogliamo rendere onore e riferirci, per rivendicare la consistenza di una presenza. A Montesarchio abbiamo chiamato tutti coloro che potevano dirsi interessati e desiderosi di voler costruire, finanche sulle rovine attuali, un’oasi di intelligente politica». Ricordando la figura del padre, lo definisce «un rautiano convinto, un energico pazzo, un uomo di cultura e di azione. Finì lì la sua esperienza interna al Msi e al massimo durò qualche anno in più. Poi il messaggio politico preferì farlo passare tramite la testata “Segnali”, l’impegno sportivo e sociale, l’educazione familiare». E conclude: «Non è cambiato lo scenario, rispetto a quarant’anni fa, ma forse cambierà la sorte». Perché mancò la fortuna, non certo il valore.

Ecco di seguito il programma:

 

Venerdì 23 Giugno ore 15:30

CAMPO HOBBIT E LA NASCITA DELLE RADIO ALTERNATIVE

  • Alessandro Alberti
  • Marcello Taglialatela
  • Davide Scarinzi,
  • Walter Jeder

 

 

Venerdì 23 Giugno ore 17:00

CAMPO HOBBIT 40 ANNI DOPO

ANALISI CRITICA FATTA DAI PROTAGONISTI DEI TRE CAMPI HOBBIT

  • Adolfo Morganti
  • Ferdinando Parisella
  • Francesco Mancinelli
  • Fabio Torriero
  • Gianni Alemanno
  • Biagio Cacciola
  • Silvano Moffa
  • Adalberto Baldoni
  • Pasquale Viespoli
  • Mario Tuti – il I° Campo Hobbit vissuto nelle carceri

Moderano Ugo Tassinari e Giuseppe Parente

 

 

Venerdì 23 Giugno ore 01:00

INAUGURAZIONE SOLSTIZIALE

Movimento Tradizionale Romano

 

Sabato 24 Giugno ore 11:00

STRADE D’EUROPA

Tavola rotonda coordinata dalla casa editrice Settimo Sigillo.

  • Enzo Cipriano, Editore
  • Jack Marshall, sociologo, Fondatore Ordre Nouveau e Front National
  • Mario Michele Merlino, professore e scrittore
  • Rodolfo Sideri, Professore di storia e filosofia
  • Relazione di Filippo Romeo, Analista di scenari geopolitici

 

 

Sabato 24 Giugno ore 16:00

IMMIGRAZIONE E IDENTITÀ

Tavola rotonda coordinata dalla casa editrice AR.

  • Massimo Pacilio, Professore di storia e filosofia
  • Fabrizio Fiorini, Direttore L’Uomo Libero
  • Relazione di Nicola Cospito sulla identità
  • Daniele Martignetti, Giornalista Ordine Futuro Rivista di studi politici e geopolitici
  • Adriano Tilgher
  • Antonio Mazzella – Presa D’Atto della partecipazione e ringraziamento

 

Sabato 24 Giugno ore 18:00

LA TRADIZIONE COME RISPOSTA AL MONDIALISMO

Tavola rotonda coordinata da Controcorrente Napoli.

 

  • Mauro Finocchito, Giornalista, Editore
  • Emiddio Novi, Giornalista, Scrittore
  • Antonio Pimpini, Avvocato, Economista, Associazione culturale “Auriti”
  • Paolo Borgognone, Giornalista, Scrittore
  • Nazzareno Mollicone, Giornalista, Scrittore.

 

Domenica 25 Giugno ore 11:00

Luciano Schifone ricorda il pensiero, l’azione, l’impegno politico e culturale di Pino Rauti

 

Domenica 25 Giugno ore 11:30

Che fare?

Tavola rotonda tra i rappresentanti delle associazioni coinvolte per iniziare a camminare insieme

 

Tra le associazioni presenti a Campo Hobbit interverranno:

  • Marina Simeone, Associazioni “Generoso Simeone”
  • Isabella Rauti, Centro Studi Pino Rauti
  • Luigi Branchini, Controcorrente
  • Comunità militante Caudina 321
  • Nessuno Resti Indietro
  • Sabino Morano, Testimonianza di un militante di provincia e non solo.
  • Fabio de Maio, La Terra dei Padri
  • Michele De Feudis, Barbadillo.it
  • Bruno Esposito, Iniziativa Meridionale e Volontari per l’Italia
  • Rivista di studi politici e geopolitici Ordine Futuro
  • Comunità Militante Raido
  • Pasquale Morisani, Associazione Stanza 101, Reggio Calabria
  • Presenta e modera Antonio Mazzella (Comitato Organizzato Campo Hobbit 40)

Ius soli, Grillo: «Pastrocchio invotabile». Gentiloni: «Atto di civiltà»

ROMA. "Sullo ius soli il MoVimento 5 Stelle si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà, con coerenza, al Senato. Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile". Lo sottolinea Beppe Grillo in un intervento sul suo blog.

"È vergognoso - insiste il garante M5S - tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica: secondo l'Istat sono l'11,9% del totale, ovvero 7 milioni e 209mila persone che nel 2016 si sono trovate nelle condizioni di 'grave deprivazione materiale'".

"Il MoVimento 5 Stelle non si fa le pippe pensando alle alleanze, alle cadreghe, alle lobby o alle cooperative. Pensiamo ai problemi delle persone, se chi governa facesse altrettanto oggi non saremmo qui", conclude Grillo.

Gentiloni: "Legge di civiltà, spero presto ok Parlamento" - "E' arrivato il tempo di poter considerare a tutti gli effetti questi bambini dei cittadini italiani. Glielo dobbiamo e si tratta di un atto doveroso di civiltà. Mi auguro che il Parlamento lo faccia molto presto nelle prossime settimane", ha detto il premier Paolo Gentiloni a Bologna a 'RepIdee'.

Orfini: il Pd sostiene De Luca? Nessuno se ne accorge

"Suggerisco ai vertici del Pd campano maggiore attenzione. Mi sono limitato a ribadire un concetto pubblicamente espresso in una iniziativa e ascoltato da tante persone, purtroppo mal riportato da un quotidiano. Ovvero che l'azione di governo regionale, guidato da Vincenzo De Luca, non sempre ha trovato adeguato sostegno in un partito molto preso dalla propria discussione interna. Apprendo oggi dalla segreteria del Pd Campania che cosi' non e', che nel Pd campano regna la piena armonia e che lo stato di salute del partito e' eccellente. Ne prendo atto con viva soddisfazione. Certo, mi chiedo come mai i cittadini non se ne accorgano". Cosi' in una nota Matteo Orfini, presidente del Pd, in risposta al comunicato della segreteria regionale del Pd.

"Per rimediare ad una gaffe nei confronti del Governatore della Campania il presidente Orfini lancia, come suo costume da qualche tempo, strali contro il Pd regionale. Abbiamo sostenuto l'azione del presidente De Luca con le dichiarazioni e con i fatti sin dal principio, anche in tempi non sospetti, quando Orfini era alle prese con ben altre faccende e non era ancora affetto dalla sindrome ossessiva per il Pd campano" afferma in una nota la segreteria regionale del Pd Campania.

De Magistris: oggi incontro con Minniti su sicurezza e migranti

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris incontrerà oggi a Roma il ministro dell'Interno Marco Minniti «e altri esponenti del Viminale». Lo ha anticipato oggi a Napoli al termine di una conferenza stampa. «Dobbiamo parlare di diversi argomenti - ha detto de Magistris - perché è importante portare all'attenzione del Ministero questioni che vanno dai temi degli enti locali, quindi della città di Napoli, ai temi della sicurezza, dei migranti. Ci andremo con le nostre idee e le nostre proposte, che sono alternative alle oligarchie, allo strangolamento degli enti locali, alle politiche di Grillo e della Raggi e di chi pensa che il pericolo per la sicurezza siano i poveri». 

Commentando la manifestazione indetta da Noi con Salvini Napoli contro lo ius soli in programma nel pomeriggio in piazza Plebiscito, de Magistris ha risposto: «Noi siamo alternativi a loro, noi siamo per il popolo delle solidarietà, della giustizia sociale e dell'uguaglianza. Loro sono per se stessi, sono quelli per cui “se io sto bene, tu puoi pure morire, puoi pure schiattare". Un futuro migliore non si costruisce così, ma si costruisce con la solidarietà, l'accoglienza, la redistribuzione delle ricchezze e finendola con l'Europa del liberismo e della concentrazione del potere. Se l'Europa avesse pensato di più ai popoli, ai bisogni e ai diritti non saremmo a questo punto. È complicato costruire un'alternativa dal basso, ma almeno parlare un linguaggio diverso e provare a praticarlo - conclude de Magistris - produce energie positive».

Arrivano i tagli Rai, ecco quanto perdono le star

Il consiglio di amministrazione Rai, riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del direttore generale Mario Orfeo, ha approvato la delibera riguardante il “Piano organico di criteri e parametri per l’individuazione e la remunerazione dei contratti con prestazioni di natura artistica". È quanto si legge nella nota di Viale Mazzini. «Costruito a partire dall’applicazione puntuale della legge e recependo le indicazioni contenute nel parere dell’Avvocatura dello Stato e fornite dal ministero per lo sviluppo economico - si sottolinea - il Piano nasce dalla necessità di tutelare il futuro aziendale».

«Nello stesso tempo l’obiettivo - si scandisce - è quello di salvaguardare la necessità di stare sul mercato continuando a svolgere al meglio la missione di servizio pubblico come testimoniano, solo per citare recentissimi esempi, programmi quali il ricordo di Falcone e Borsellino o Notte a Venezia. Il documento, illustrato ai consiglieri dal Dg, individua criteri quanto più possibili oggettivi da adottarsi per la definizione di prestazioni per le quali sia possibile il superamento del limite retributivo dei 240 mila euro. Per ogni deroga al tetto dovrà essere fornita adeguata motivazione resa esplicita in fase contrattuale da parte degli organi responsabili».

In particolare, il documento precisa che «possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale in termini di elaborazione del racconto nelle sue diverse declinazioni, in maniera coerente all’obiettivo generale di servizio pubblico». Per quanto riguarda i parametri per la remunerazione, «il Piano prevede una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10% che andrà ad aumentare progressivamente con il salire degli importi».

«I criteri del Piano hanno lo scopo di esplicitare, strutturare ulteriormente e migliorare le pratiche già in atto per un utilizzo sempre più attento delle risorse economiche con il primo obiettivo della creazione di valore attraverso la produzione di contenuti di qualità. E’ evidente però che la tutela del futuro del servizio pubblico passa necessariamente anche attraverso la possibilità di continuare ad avvalersi di grandi professionalità che contribuiscano a creare prodotti autorevoli e riconoscibili. Il Piano sarà soggetto a verifica annuale».

Batosta 5 Stelle nelle grandi città

ROMA. Batosta 5 Stelle. Un knock-out quello che arriva per Beppe Grillo dalle urne dei 1.004 comuni chiamati al voto per rinnovare le amministrazioni. Secondo i primi dati, infatti, il Movimento è fuori dai ballottaggi dei quattro capoluoghi di Regione: Genova, L'Aquila, Palermo e Catanzaro. E anche a Parma si profila una sonora sconfitta. Questa la situazione - al momento - città per città:

Genova, Marco Bucci (Lega Nord, Fi, Fdi-An, Direzione Italia, Lista civica Vince Genova) è in testa nella sfida a sindaco. In base ai dati del Viminale (657 sezioni scrutinate su 704), il candidato del centrodestra è al 38,67%, seguito da Giovanni Crivello (Pd, Sinistra a sinistra, liste civiche) al 33,44% e Luca Pirondini al 18,16% (M5s).

Verona, sarà ballottaggio tra il candidato del centrodestra Federico Sboarina (centrodestra) e Patrizia Bisinella (Fare! e civiche). Secondo i dati definitivi del Viminale, il primo è in testa per la sfida a sindaco con il 29,26% mentre la compagna di Flavio Tosi è al 23,54%. Resta fuori la candidata Pd Orietta Salemi con il 22,48%.

Palermo, il sindaco di Palermo il sindaco uscente Leoluca Orlando (Democratici e popolari, Sinistra comune, Uniti per Palermo e liste civiche) veleggia verso la vittoria al 45,71%. Al secondo posto il candidato dei 'Coraggiosi' Fabrizio Ferrandelli (al Fi, Udc, Cantiere popolare e liste civiche) 32,3 per cento, seguito da Ugo Forello del M5S al 15,9 per cento. Le sezioni scrutinate sono 204 su 600.

L'Aquila, si va al ballottaggio. Secondo gli ultimi dati fornite dall’Ufficio elettorale del Comune su 58 sezioni scrutinate su 81 i due sfidanti saranno Americo Di Benedetto ( centrosinistra) che si attestato al 47,8% e Pierluigi Biondi (centrodestra) al 35,54%. Gli altri candidati molto piu’ staccati Carla Cimaroni ( 6,76%), al quarto posto Fabrizio Righetti (M5S) al 4,25%. Gli altri tre candidati sono con percentuali assai basse che vanno dall’1,3% al 2,2%.

Parma si va al ballottaggio tra il sindaco uscente Federico Pizzarotti e il centrosinistra con Paolo Scarpa. Secondo i dati definitivi del Viminale, l'ex Cinquestelle Pizzarotti è in testa con il 34,78%, tallonato da Paolo Scarpa con il 32,73% (Pd e liste civiche) mentre la candidata di centrodestra Laura Cavandoli è al 19,27% e solo al 3,18% Daniele Ghirarduzzi (M5s).

A  Lecce, in testa, quando le sezioni scrutinate sono 39 su 102, è il candidato del centrodestra, Mauro Giliberti, con 8111 voti e il 45,85% davanti a Carlo Maria Salvemini, del centrosinistra, con 2906 e il 28,64%. Terzo Alessandro Delli Noci, dell'Udc che ha riportato il 16,77%. Staccato Fabio Valente, il candidato del Movimento 5 Stelle con il 5,98%.

Taranto sono 50 su 191 i seggi nei quali le operazioni di scrutinio si sono completate. Il quadro presenta ancora margini di incertezza visto anche il numero di candidati alla massima carica cittadina. In testa la candidata Stefania Baldassarri sostenuta da liste civiche di ispirazione centrodestra che ha ottenuto finora 4.842 voti e una percentuale del 22.69%. Segue il candidato di Pd, Psi e altre liste civiche di centrosinistra, Rinaldo Melucci, che finora ha riportato 5067 consensi per una percentuale del 17,08%. Staccati Mario Cito della lista civica At6, con il 12,75%, Francesco Nevoli del Movimento 5 Stelle con il 12,09%, Vincenzo Fornaro, ambientalista, con il 9,92%, Franco Sebastio l'ex procuratore capo con l'8,90%, l'ex Pd Piero Bitetti con l'8,47%.

Catanzaro, si andrebbe al ballottaggio con Sergio Abramo (centrodestra). In base ai dati ancora parziali del Viminale (77 sezioni scrutinate su 133), Abramo è al 39,08% mentre il centrosinistra con Vincenzo Antonio Ciconte è al 31,25%. Fuori al momento il civico Nicola Fiorita (23,99%) e il M5S con Laura Bianca Granato (5,66%).

Padova, in base alla I proiezione, con una copertura del campione del 10% e margine di errore del 3,8%, è in testa l'ex primo cittadino Massimo Bitonci (Fdi-An, Fi, Direzione Italia, Lega Nord, liste civiche) al 37%. Al ballottaggio è sfida tra Sergio Giordani (Pd, La Sinistra, liste civiche) al 27% e Arturo Lorenzoni (Liste civiche) al 27%. Simone Borile (M5S) è al 6%.

Monza è testa a testa tra Dario Allevi e Roberto Scanagatti, con il primo in leggero vantaggio sul competitor. Secondo i dati parziali del Viminale, dopo lo scrutinio di 109 sezioni su 110, Allevi, candidato di centrodestra, è al 39,89% mentre Scanagatti, candidato di centrosinistra, è al 39,79%. I due staccano nettamente il candidato del M5s, Giovanni Danilo Sindoni, al 7,72%.

Piacenza sarà ballottaggio. Secondo i dati definitivi del Viminale, la candidata del centrodestra Patrizia Barbieri è in testa con il 34,78% mentre quello del centrosinistra Paolo Rizzi è al 28,19%. Si ferma al 9,12% Andrea Pugni (M5S).

Oristano, unico capoluogo di Provincia sardo al voto, si andrà al ballottaggio. A contendersi lo scranno più alto di Palazzo degli Scolopi sanno Andrea Lutzu per il centrodestra e Maria Obiniu per il centrosinistra. Seppure non ancora concluse le operazioni di scrutinio con 20 sezioni su 36 (stamani alle 8) le due coalizioni viaggiano su percentuali molto alte rispetto ai concorrenti. Andra Lutzu (FI, Rif. Sardi F.Paris,Civica, Fdi-An) è in vantaggio con il 29,43% su Maria Obinu (Pd, Civica, Or nel Cuore, Upc, Civica Valore comune, Psi, Psd’Az) che ha preso il 22,01%. Terzo risulta il candidato Vincenzo Pecoraro (Udc, Pds, Civica per Or, Civica Idee rinnovabili) con il 16,83%). Frana M5S con il 7,75%.

Sconfitta a Lampedusa Giusi Nicolini, la sindaca vincitrice del Premio Unesco per la Pace, arrivata terza, dopo Salvatore Martello, detto 'Totò' e Filippo Mannino. I dati non sono ancora definitivi perché lo spoglio è lento, ma dai rappresentanti di lista viene confermata la vittoria di Martello, ex sindaco di Lampedusa e vicino a una parte del Pd. Interpellata dall'Adnkronos, al momento Nicolini preferisce non rilasciare dichiarazioni.

AFFLUENZA - E' del 60,07% l'affluenza alle urne definitiva rilevata dal ministero dell'Interno nei comuni oggi al voto. Il dato comprende i Comuni delle Regioni a statuto ordinario e della Sardegna. Sono esclusi i comuni di Sicilia e Friuli Venezia Giulia dove le rilevazioni sono effettuate e rese note dalle regioni. Nelle precedenti consultazioni il dato fu del 66,85%.

Trionfano Figliolia a Pozzuoli e Cuomo a Portici

NAPOLI. Vincenzo Figliolia si conferma per la terza volta sindaco di Pozzuoli. Il primo cittadino uscente è stato eletto al primo turno con il 70% dei voti. A Portici, invece, torna Vincenzo Cuomo. Anche se il risultato non è ancora ufficiale, i dati venuti fuori nel corso della notte non lasciano spazio a dubbi. «La nostra coalizione - ha detto il parlamentare del Pd - è andata a valanga, a dimostrazione della bontà del progetto politico presentato agli elettori. La città ha voluto premiare la politica del fare, cancellando con un deciso colpo di spugna la politica delle bugie e delle polemiche».

Quasi certamente bisognerà attendere il turno di ballottaggio invece a Melito per decidere chi sarà il sindaco. Gli sfidanti saranno Antonio Amente (49,3%) e Pietro D’Angelo (28,3%); poi Raffaele Caiazza ed il segretario Dem ed ex sindaco Venanzio Carpentieri, che raccoglie poco più del 10% dei voti. Si conferma sindaco di Acerra rieletto al primo turno, invece, Raffaele Lettieri, che con oltre il 64% dei consensi batte la rivale Paola Montesarchio sostenuta dal Pd ed altre liste che si ferma poco sopra il 22%. Sul filo invece l'esito di Torre Annunziata, doveal termine di un lunghissimo spoglio Vincenzo Ascione ha vinto con il 50,77%, contro il rivale Ciro Alfieri al 39,4%. Sarà ballottaggio anche ad Arzano, a sfidarsi saranno Fiorella Esposito (41,6%), sostenuta da Dema, la lista che fa riferimento al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e Gennaro De Mare (35,8%), sostenuto da Pd e Moderati. Ballottaggio anche a Sant'Antimo, dove Corrado Chiariello (centrodestra) è in netto vantaggio con il 44,7% dei voti e sfiderà Aurelio Russo (Pd ed altri) che si attesta al 33,1%. Non ci sarà bisogno del ballottaggio invece a Pompei, dove Pietro AMitrano (Pd e liste civiche) è eleto al primo turno con oltre il 60% dei consensi, battendo Andreina Esposito (civiche) che si ferma poco sopra il 29%.

Un altro ballottaggio sarà necessario invece a Somma Vesuviana, dove Celestino Allocca (Fi e civiche) prende il 33,6% contro il 25,8% di Salvatore Di Sarno (Verdi-Psi-civiche). A Ischia vince invece Enzo Ferrandino (52,8%) contro il 43% di Gianluca Trani. 

L’affluenza definitiva negli 88 comuni campani al voto è stata del 68,27%. Nella provincia di Napoli l'affluenza definitiva è stata del 67,55 %, nella scorsa tornata elettorale fu del 73,07%.

Rai, Orfeo designato dg: entro oggi la nomina

ROMA. Il Cda della Rai, riunitosi questa mattina a Viale Mazzini, ha designato per la nomina alla direzione generale, il direttore del Tg1, Mario Orfeo. Ora il passaggio successivo è l'assemblea totalitaria per raggiungere l'intesa con l'azionista sul nome del nuovo dg, prevista dallo statuto.

Il Cda ha dunque formulato il proprio intendimento di nominare Orfeo e ha dato mandato al presidente Monica Maggioni di promuovere l'intesa con i soci e di convocare l'assemblea totalitaria. Dopo che verrà deliberata l'intesa (che appare scontata) sul nome di Orfeo da parte dell'assemblea dei soci, tornerà a riunirsi il Cda per la nomina vera e propria. Che difficilmente in questo caso avverrà all'unanimità, avendo nei giorni scorsi il consigliere Carlo Freccero annunciato il suo voto contrario.

Un'intenzione ribadita anche questa mattina. Durante le dichiarazioni di voto sulla designazione di Orfeo, Freccero - a quanto si apprende - ha infatti provocatoriamente proposto se stesso come dg invece di Orfeo, annunciando di voler chiedere "un'audizione pubblica in Vigilanza per sapere chi è più competente". E votando contro.

In frantumi il patto sulla legge elettorale

ROMA. È bagarre in Aula alla Camera sulla legge elettorale quando il tabellone elettronico situato in alto nell'emiciclo mostra per errore l'andamento della votazione a scrutinio segreto sull'emendamento Biancofiore che poi ha mandato momentaneamente in pezzi l'alleanza elettorale tra Fi-Md-M5S-Lega. L'emendamento riguardava l'applicazione della riforma anche nei collegi elettorali del Trentino Alto Adige, i relatori avevano espresso parere contrario, e quindi si attendeva un no compatto.

Il 'problema tecnico' dura pochi secondi ma quei pochi istanti (grazie alle lucine rosse del voto contrario, alle verdi di quello favorevole e bianche per l'astensione) bastano a far vedere come hanno votato i vari deputati. Pochi istanti per 'svelare' voti favorevoli nei banchi M5S, Pd e di Forza Italia. Alla fine sono 59 i franchi tiratori, esclusi i voti dei 5 Stelle, che hanno contribuito ad affossare il patto.

Il 'giallo' del tabellone manda in tilt l'Assemblea di Montecitorio e scatena un polverone di polemiche. Nel mirino anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, accusata da alcuni parlamentari di non aver avvisato per tempo che stava per scattare una votazione segreta.

BOLDRINI - Boldrini chiede di correre ai ripari e le lucine diventano tutte azzurre e sottolinea: ''C'è stato un problema tecnico, avevo già detto che era un voto segreto, colleghi c'è stato un disguido". Ma il clima ormai si è fatto incandescente.

FIANO - E su Twitter il deputato democratico e responsabile riforme e sicurezza segreteria nazionale Pd, Emanuele Fiano, scrive: "I Cinque stelle fanno fallire la legge elettorale. Per pochi secondi il voto è stato palese, loro hanno votato a favore questa è la prova".

GUERINI - "Per noi non ci sono le condizioni per andare avanti, i 5 stelle hanno ucciso la legge elettorale " ha detto il deputato Pd Lorenzo Guerini parlando con i cronisti alla Camera. In precedenza, al termine della seduta in aula, aveva detto: "Ora bisogna fare una valutazione, vanno verificate le condizioni minime per andare avanti".

"Due terzi del gruppo M5S esultava nel momento del voto" dell'emendamento Biancofiore che poi ha mandato momentaneamente in pezzi l'alleanza elettorale tra Fi-Md-M5S-Lega, basti dire che si tratta "di un emendamento che lo stesso M5S aveva bocciato in commissione", ha ricordato Guerini. "Se Fico vuole essere conseguente con quanto affermato in aula ritiri gli emendamenti M5S, sennò è complicato andare avanti".

FICO - "Ritirare gli emendamenti? Quindi ci chiedono di non intervenire in Aula su una legge di interesse nazionale. Mi sembra impossibile" ha però replicato il capogruppo M5S, Roberto Fico.

RENZI - La valutazione di Matteo Renzi è che il patto a 4 è finito. Una strada interrotta dai 5 Stelle, una mossa accolta con stupore dai dem. "Sì ci fidavamo - dice un big renziano - le assicurazioni c'erano state. Poi dall'uscita dell'altra sera di Grillo le cose sono cambiate ma non credevamo che le cose potessero naufragare già oggi...".

Per Renzi la questione è chiusa perché se le cose si sono messe così male da subito, con una forza politica che, di fatto, si è tirata fuori dall'accordo, andare avanti nell'iter della legge è impraticabile. Queste almeno le considerazioni in casa Pd prima della segreteria convocata da Renzi alle 15. "Se anche andassimo avanti alla Camera, al Senato la legge arriva morta", si ragiona a Montecitorio.

Dunque che fare, ferma restando l'intenzione (mai confermata pubblicamente da Renzi) di andare al voto? La strada maestra, al momento, resta quella del decreto.

DE PETRIS - Intanto Loredana De Petris, presidente dei senatori del Gruppo Misto, in conferenza stampa alla Camera, riferendosi alle parole del deputato dem Emanuele Fiano, ha detto: "E' sospetto che Fiano dica ora che legge elettorale è già morta" dopo quanto avvenuto su un voto "ad un emendamento". E ancora: "La nostra è una democrazia parlamentare, spetta al parlamento fare le leggi", ha ricordato la senatrice.

Melito, Sodano (demA): assumere personale comunale

“La campagna elettorale è il tempo in cui ogni promessa è possibile, spesso senza considerare che i buoni propositi andranno a scontrarsi con una pianta organica inadeguata, con impiegati comunali notevolmente in sottonumero.”

Così ha dichiarato Stefano Sodano, candidato al consiglio comunale di Melito con la lista “demA - democrazia e Autonomia” in appoggio al candidato sindaco Lello Caiazza.

“E’ a partire da questa evidenza che un adeguamento in senso quantitativo e qualitativo della pianta organica comunale appare indispensabile” ha spiegato. “Occorre venga assunto personale qualificato: penso agli impiegati comunali in senso stretto; a un supporto nella polizia municipale per incrementare la sorveglianza del flusso stradale e migliorare la viabilità; agli ingegneri civili per la manutenzione delle infrastrutture già esistenti e la creazione di nuove. Questo si traduce in una crescita occupazionale, un modo per arginare la piaga della disoccupazione giovanile. Ovviamente non si può eludere l’ambito di un bilancio deficitario e problematico, come quello del Comune di Melito. La questione va perciò estesa alla Regione, all’Associazione Nazionale Comuni Italiani, al governo centrale. In condizioni di carenza e povertà gli enti locali non sono in grado di svolgere le funzioni che la Costituzione Italiana affida loro, ecco perché una soluzione va cercata a livello più ampio”.

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