Giovedì 19 Aprile 2018 - 21:21

Schiaffo della Lega sul Reddito di cittadinanza

"Dopo 5 anni di propaganda ora scoprono che si sono sbagliati". Lo schiaffo della Lega al Movimento Cinquestelle sul Reddito di Cittadinanza arriva via social. A ritwittare un post al vetriolo del deputato Pd Michele Anzaldi sulla proposta dei pentastellati, è infatti il canale ufficiale del Carroccio 'Lega - Salvini premier', che riporta il virgolettato del dem.

"Per anni - si legge - hanno promesso soldi, illudendo le persone e speculando sulla pelle di chi non ce la fa. Passata la festa, gabbato lo santo. Vergogna".

«O lui o niente? Di Maio sbaglia»

"Se di Maio dicesse: o io premier o salta tutto? Non è il modo giusto per partire. Non puoi andare al governo dicendo "o io o niente", altrimenti che discussione è? ". Il leader del Carroccio Matteo Salvini frena la corsa alla leadership del M5S e, ospite di 'Porta a Porta' per la registrazione della puntata, replica duramente alle parole pronunciate stamane da Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia in pectore per i Cinquestelle che aveva indicato Di Maio premier come unica via per un futuro governo.

Con i 'no' del candidato alla guida del Paese per il M5S, sostiene Salvini, non si arriverà a un accordo. Imprescindibile, poi, anche la presenza dell'alleato Forza Italia: "Il M5S dice 'con loro mai, o io o niente, con loro mai', riferendosi a Fi... Mi sembra troppo, arrivederci".

"Se me la sento di fare un governo senza gli alleati? Io - continua Salvini - parto dal centrodestra, e poi si offre una proposta agli altri, spero che da parte dello stesso centrodestra ci sia possibilità di allargare. Con Fi facciamo ragionamenti comuni, ma non è più tempo di preclusioni".

Il leghista rilancia quindi l'unità della coalizione di centrodestra: "Le persone che incontro mi dicono 'adesso passate dalle parole ai fatti', proporremo alle altre forze il nostro programma come centrodestra unito, da soli non si va mai lontano. E' un programma che si può arricchire - sottolinea -. Ma cancellare la legge Fornero è evidente, che i clandestini vanno espulsi lo stesso. Entro il primo anno di governo - assicura - le proposte diventano realtà, entro l'anno aboliremo la legge Fornero. Non è una cosa che si fa dal giorno alla mattina".

I tempi per un nuovo governo? "Per ora Santa Pasqua a tutti, ma entro un mese spero che qualcuno possa giurare al Quirinale. Io - assicura - ce la metterò tutta".

De Magistris: «L'ippodromo di Agnano non è in vendita»

NAPOLI. "L'Ippodromo di Agnano non è in vendita: la situazione è molto seria ma noi non cediamo i gioielli della nostra città. Napoli è sotto usura di Stato, siamo costretti a pagare interessi su debiti che non ci appartengono e siamo vittima di un'ingiustizia clamorosa. Cederemo la parte del patrimonio che comprende quelle proprietà che non è essenziale mantenere in mano pubblica". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di un'intervista rilasciata a Mattina 9, in onda sull'emittente Canale 9 - 7 Gold. "Noi ci stiamo opponendo alle ingiustizie e non privatizzeremo servizi essenziali della nostra città - ha concluso de Magistris - Gli altri invece parlano di beni comuni ma restano chiacchiere: Roma, Torino e Milano non hanno fatto l'acqua pubblica, noi sì". 

Parlamento, eletti i capigruppo

Tandem rosa per Forza Italia e il duo Toninelli-Grillo per il M5S. I partiti eleggono i loro capigruppo alla Camera e al Senato, confermando quasi tutte le previsioni delle ultime ventiquattro ore. A cambiare le carte in tavola è solo il Pd, con l'indicazione del reggente Martina per il voto alla coppia Delrio-Marcucci.

M5S - Danilo Toninelli eletto capogruppo M5S al Senato per acclamazione nel corso dell'assemblea degli eletti 5 Stelle a Palazzo Madama. Ufficialmente costituto anche il gruppo del M5S alla Camera dei deputati, con l'elezione per acclamazione di Giulia Grillo. Presente alla riunione dei deputati anche il leader 5 Stelle, Luigi Di Maio, che si è complimentato per il lavoro svolto da Grillo e Toninelli per la gestione della delicata partita che ha portato all'elezione di Roberto Fico alla presidenza della Camera. Terminata intanto la riunione dei deputati del M5S per la ratifica delle nomine del direttivo. Vice vicario: Laura Castelli. Vicecapogruppo: Giuseppe Brescia, Maria Edera Spadoni, Francesco Silvestri, Alberto Zolezzi. Segretari: Azzurra Cancelleri, Francesco D'Uva, Daniele Del Grosso. Tesoriere: Sergio Battelli. Gli eletti alla Camera torneranno a riunirsi alle 20 per votare lo statuto e la rosa dei candidati alle cariche dell'Ufficio di presidenza. La riunione dei senatori è invece in programma alle 19.

PD - Graziano Delrio è il nuovo capogruppo del Pd alla Camera. L'assemblea dei deputati lo ha eletto per acclamazione. "Lo faccio con spirito di servizio e di unità per il Partito democratico. Per un'azione forte di opposizione responsabile e seria", le parole di Delrio diffuse dagli account social del Pd. Prima dell'elezione del ministro uscente, il reggente Maurizio Martina, parlando all'assemblea del gruppo Pd alla Camera, ha indicato anche la candidatura del renziano Andrea Marcucci al Senato: "Vogliamo provare tutti insieme - ha detto - a dare un segnale di squadra e l'unità è il presupposto per costruire il rilancio del Pd. Per questo le due proposte che vi presento per i capigruppo sono fatte con questo spirito: Graziano Delrio alla Camera e Andrea Marcucci al Senato".

LEGA - Giancarlo Giorgetti è stato eletto all'unanimità capogruppo della Lega alla Camera.

FORZA ITALIAAnna Maria Bernini è presidente dei senatori di Forza Italia, eletta dalla riunione del gruppo azzurro di palazzo Madama. Nuovo capogruppo alla Camera è invece Mariastella Gelmini: l'ex ministro è stato eletto all'unanimità al posto di Renato Brunetta.

FRATELLI D'ITALIA - Fabio Rampelli è stato confermato capogruppo di Fdi alla Camera dall'assemblea dei deputati del partito guidato da Giorgia Meloni.

GRUPPO MISTO - Federico Fornaro di Leu è stato eletto presidente del gruppo Misto alla Camera. Loredana De Petris è stata invece eletta all'unanimità presidente del Gruppo Misto al Senato. Riccardo Nencini (Psi-Maie-Usei) e Maurizio Buccarella, sempre all'unanimità, sono stati nominati suoi vice.

"Di Maio premier o nessun governo"

"Se noi ai cittadini presentiamo un altro candidato premier, non eletto dai cittadini, determiniamo il definitivo allontanamento dalla politica”. A dirlo a '24Mattino', sulle frequenze di Radio 24, è Alfonso Bonafede, indicato al ministero della Giustizia nel governo M5S definito e presentato all'opinione pubblica prima delle elezioni.

“A queste elezioni i cittadini hanno partecipato con entusiasmo e, quindi, va data una risposta e questa risposta secondo noi non può prescindere dalla presenza di Luigi Di Maio come candidato premier”, ha aggiunto Bonafede. A chi gli chiede 'o lui o non si fa il governo?', "noi riteniamo che debba essere lui il candidato premier, sì - risponde secco - Il premier del governo”.

TENSIONI AL SENATO - Paletti all'iniziativa legislativa, con una stretta sulla presentazione di proposte di legge ed emendamenti. Sarebbe stato questo uno dei passaggi più 'controversi', a detta di non pochi eletti M5S, contenuto nella bozza del nuovo statuto del gruppo parlamentare al Senato. Documento che potrebbe essere approvato già nel corso dell'assemblea in programma oggi a Palazzo Madama, poco prima della riunione dei deputati a Montecitorio. A quanto apprende l'Adnkronos, il passaggio sui limiti all'iniziativa legislativa non sarebbe andato giù a molti senatori.

Il malumore montante all'interno della truppa degli eletti al Senato avrebbe poi costretto chi sta lavorando al documento a fare dietrofront eliminando quel vincolo, bollato come incostituzionale da alcuni parlamentari. Ieri sera il limite alla presentazione delle leggi sarebbe infatti saltato. E questo spiegherebbe anche i ritardi nella presentazione della bozza ai parlamentari. Alcuni dei quali sarebbero intenzionati a chiedere il rinvio della votazione in programma oggi proprio per prendere visione dello statuto ed evitare 'sorprese'.

Il paletto alla presentazione di leggi, viene spiegato da una fonte parlamentare, sarebbe stato concepito con l'obiettivo di 'limitare' la proliferazione di proposte di legge, riducendo il rischio di veder presentate pdl inutili o dal contenuto potenzialmente imbarazzante per il M5S che in passato ha generato tensioni e polemiche.

C'è chi ricorda il precedente della senatrice (non rieletta) Enza Blundo. Tra le iniziative della parlamentare abruzzese viene citato, in particolare, l'emendamento con cui chiese di devolvere i fondi destinati alla ricostruzione post sisma in Emilia Romagna ai terremotati de L'Aquila. Per ovviare a questi incidenti di percorso c'è chi propone di sottoporre pdl ed emendamenti al voto assembleare prima dell'approdo nelle commissioni e in Aula.

Abc Napoli in supporto delle donne lavoratrici

NAPOLI. "Napoli è l’unica città italiana che ha rispettato il referendum sull’acqua pubblica. Nel 2011 uno dei primissimi atti della nostra amministrazione è stato quello di eliminare un'azienda Spa e trasformarla in azienda speciale pubblica ABC (Acqua Bene Comune). Con l’acqua non si deve fare profitto e l’ABC è un esempio in tutta Italia di buona gestione delle risorse e del personale. Pochi giorni fa è stata, infatti, approvata una delibera dal commissario straordinario, Sergio D'Angelo, assolutamente innovativa". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. "La delibera permette alle donne lavoratrici in ABC, al fine di conciliare gli impegni lavorativi con quelli personali, di richiedere permessi retribuiti per un massimo di 8 ore mensili da usufruire per un massimo di 2 ore nella medesima giornata, in entrata o in uscita. La delibera consente, inoltre, a lavoratori, uomini o donne, con figli fino a 24 mesi, di usufruire di 2 ore di permesso in entrata o in uscita fino ad un massimo di 8 ore mensili. Si riesce in questo modo a conciliare i diritti per le lavoratrici, l'efficienza dell'azienda ed una nuova modalità di gestione di solidarietà e senso civico nelle nostre aziende partecipate. - continua il sindaco - È una norma che non ha precedenti nelle aziende pubbliche d'Italia e che recepisce però per la prima volta le direttive dell'Unione Europea per favorire la coesistenza tra lavoro e famiglia. Le misure inoltre non comporteranno alcuna riduzione dello stipendio. I benefici saranno estesi, per 12 mesi, anche ai lavoratori, sposati o conviventi, con figli, anche oltre i 2 anni, o genitori con gravi malattie o terapie specialistiche”. 

Salvini apre
al reddito di cittadinanza

ROMA. Reddito di cittadinanza. Cauta apertura del leader della Lega Matteo Salvini che oggi ha fatto tappa al Consiglio comunale di Milano. ''Se significasse pagare la gente per stare a casa -ha sottolineato- direi di no, ma se fosse uno strumento per reintrodurre nel mondo del lavoro chi oggi ne è uscito allora direi di sì''.

Parla poi della vicenda della spia russa avvelenata. "Isolare e boicottare la Russia, rinnovare le sanzioni economiche ed espellerne i diplomatici non risolve i problemi, anzi li aggrava. Arrestare l'ex presidente della Catalogna non risolve i problemi, anzi li aggrava" ha detto Salvini. "Sanzioni e manette? Preferisco il dialogo. Voglio un governo che lavori per un futuro di pace, crescita e sicurezza, chiedo troppo?" si interroga.

 

Quanto alla formazione del prossimo governo e alla premiership dice ai microfoni di Telelombardia: "Non è 'o io o la morte'". Salvini si è detto comunque "pronto a lavorare 24 ore su 24" ma ha anche chiarito che l'obiettivo è e resta "il cambiamento del Paese". "Si parte dal programma, chiunque ci stia al programma - dice a Sky TG24 - . Chi fa il presidente del Consiglio è l'ultimo dei miei problemi. Io sono pronto, non sono come quei bambini che vanno al campetto che se non fanno gol se ne vanno col pallone". "Io sono disponibilissimo a ragionare con tutti".

A chi gli fa notare che Silvio Berlusconi ha paragonato un potenziale asse M5S-Lega al governo a un ircocervo, animale favoloso la cui natura è insieme quella del cervo e del capro, Salvini risponde: "Vediamo chi ci sta, in Parlamento". Quel che è certo, sottolinea, è che la gente ci dice "'Fate le cose'". E io, assicura, "voglio cancellare la Fornero, lo spesometro e controllare l'immigrazione". Quindi, la prova del nove avverrà in Parlamento". I 5Stelle hanno dimostrato di "essere affidabili". "Quello che hanno detto hanno fatto" conclude.

Alla conquista di Palazzo Chigi

Governo ai blocchi di partenza. L'elezione di Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico alle presidenze di Senato e Camera e la consegna delle dimissioni di Paolo Gentiloni al capo dello Stato danno il via libera alla formazione di un nuovo Esecutivo. Un Esecutivo che sarà guidato da "un premier indicato dal centrodestra", garantisce il segretario della Lega Matteo Salvini, cercando di distendere i rapporti con l'alleato Silvio Berlusconi. Eppure l'ipotesi di un accordo Carroccio-M5S, con il conseguente indebolimento di Forza Italia, non sembra così improbabile, soprattutto alla luce dell'apertura mostrata dal garante del Movimento Beppe Grillo, che ieri ha lodato Salvini definendolo "uno che quando dice una cosa la mantiene".

Intanto prosegue, secondo la tabella di marcia istituzionale, la road map per la formazione del nuovo governo con l'elezione, entro domani, dei presidenti dei gruppi parlamentari. Mercoledì è prevista la prima riunione della Conferenza dei Capigruppo cui seguirà la seduta per eleggere il Consiglio di Presidenza, con la nomina di quattro vicepresidenti, tre questori e otto segretari d'Aula. Tutte procedure, quelle per l'insediamento delle Camere e dei Gruppi parlamentari, che dovrebbero concludersi intorno alla domenica di Pasqua, il primo aprile. Poi, dalla settimana successiva, Mattarella definirà l'agenda delle consultazioni.

La formazione del governo prevede, infatti, un complesso ed articolato processo nel quale si può distinguere la fase preparatoria da quella dell'incarico, fino a quella che caratterizza la nomina. Prima di assumere le funzioni, inoltre, il Presidente del Consiglio e i Ministri dovranno prestare giuramento ed ottenere la fiducia dei due rami del Parlamento come prescritto dagli articoli 93 e 94 della Costituzione. Vediamo, di seguito, le principali tappe istituzionali che scandiranno la nuova legislatura e condurranno all'insediamento del nuovo Esecutivo.

LE CONSULTAZIONI - Dovrebbero partire subito dopo Pasqua le consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per capire se e come sarà possibile dar vita a una maggioranza in grado di esprimere e sostenere un governo. Al Quirinale saliranno i presidenti delle Camere, l'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano e i rappresentati dei gruppi parlamentari. Al termine delle consultazioni Mattarella deciderà il da farsi: se conferire l'incarico esplorativo o l'incarico pieno per formare il nuovo governo. Nel frattempo, l'attuale presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, resterà in carica per gli affari correnti.

L'INCARICO - Il Presidente conferisce l'incarico direttamente alla personalità che, per indicazione dei gruppi di maggioranza, può costituire un governo ed ottenere la fiducia dal Parlamento. Una volta conferito l'incarico, il Presidente della Repubblica non può interferire nelle decisioni dell'incaricato, né può revocargli il mandato per motivi squisitamente politici. L'incaricato, che di norma accetta con riserva, dopo un breve giro di consultazioni, si reca nuovamente dal capo dello Stato per sciogliere, positivamente o negativamente, la riserva.

LA NOMINA - Subito dopo lo scioglimento della riserva si perviene alla firma e alla controfirma dei decreti di nomina del Capo dell'Esecutivo e dei Ministri. Il procedimento, in sintesi, si conclude con l'emanazione di tre tipi di decreti del Presidente della Repubblica: quello di nomina del Presidente del Consiglio; quello di nomina dei singoli ministri; quello di accettazione delle dimissioni del Governo uscente.

IL GIURAMENTO E LA FIDUCIA - Prima di assumere le funzioni, il Presidente del Consiglio e i Ministri devono prestare giuramento. Entro dieci giorni dal decreto di nomina, il Governo è tenuto a presentarsi davanti a ciascuna Camera per ottenere il voto di fiducia, voto che deve essere motivato dai gruppi parlamentari ed avvenire per appello nominale, al fine di impegnare direttamente i parlamentari nella responsabilità di tale concessione di fronte all'elettorato.

Salvini: "Io premier? Non dico o io o la morte"

"Non è 'o io o la morte'". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, rispondendo a una intervista a Telelombardia, a chi gli domandava della formazione del prossimo governo e della premiership. Salvini si è detto comunque "pronto a lavorare 24 ore su 24" ma ha anche chiarito che l'obiettivo è e resta "il cambiamento del Paese".

A chi gli fa notare che Silvio Berlusconi ha paragonato un potenziale asse M5S-Lega al governo a un ircocervo, animale favoloso la cui natura è insieme quella del cervo e del capro, Salvini risponde: "Vediamo chi ci sta, in Parlamento".

Quel che è certo, sottolinea, è che la gente ci dice "'Fate le cose'". E io, assicura, "voglio cancellare la Fornero, lo spesometro e controllare l'immigrazione". Quindi, la prova del nove avverrà in Parlamento". I 5Stelle, aggiunge poi, hanno dimostrato di "essere affidabili. Quello che hanno detto hanno fatto".

Quanto alla leadership del partito alleato, "Berlusconi è e resta il leader di Forza Italia - dice Salvini - Non ne vedo altri in arrivo".

Il Fmi avverte: un fondo anticrisi per l'Eurozona

WASHINGTON. In caso di gravi shock e di irrigidimento della politica monetaria, la creazione di una capacità centralizzata di bilancio della zona euro dal costo "relativamente modesto" pari allo 0,35% del Pil l'anno, "potrebbe ridurre gli effetti negativi" sulla crescita "di oltre il 50%". Lo rileva il direttore generale del Fmi Christine Lagarde in un intervento a Berlino per la presentazione della proposta per la creazione nella zona euro di un fondo per un bilancio unico.

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