Martedì 21 Agosto 2018 - 8:12

Renzi contro Raggi: i rifiuti a Roma agli uomini di Mafia Capitale

ROMA. Nessuna deriva autoritaria con la riforma della Costituzione e nessun attacco alla democrazia ma, casomai, alla "burocrazia". Il premier Matteo Renzi parla alla scuola di formazione del Pd, Classe Democratica, spaziando dal referendum del 4 dicembre prossimo, della campagna contro il 'sì', fino ad arrivare a Roma e alla giunta Raggi.
"Su referendum solo mistificazione, nessuna deriva autoritaria" - Dopo il dibattito con Gustavo Zagrebelsky "non c'è più un problema di deriva autoritaria, Houston non abbiamo più un problema", ha affermato il presidente del Consiglio. "Era una preoccupazione un tantinello esagerata".
"Il problema dei dibattiti televisivi, drammatico, è che stiamo entrando nella società della post verità", ha poi affermato il presidente del Consiglio. "Il povero Travaglio sbaglia a leggere i foglietti - ha ricordato il premier riferendosi ad un recente confronto sui dati dell'occupazione - e diventa verità una cosa che non è verità. C'è una vecchia intervista di Casaleggio padre, che non condivido, che dice ciò che è virale è vero".

M5S, Pizzarotti verso l'addio: «Basta prese in giro, lunedì sciolgo riserva»

PARMA. "Dall’uno vale uno, siamo arrivati al passaggio dinastico tra padre e figlio; dalla democrazia orizzontale, al capo politico; da regole condivise da tutti, a un pacchetto di regole calate dall’alto, ad personam contro i non allineati e senza rispettare nessuna procedura di discussione e approvazione". Lo scrive Federico Pizzarotti su Facebook annunciando che lunedì scioglierà la riserva sul suo futuro e sul rapporto con M5S.

 

"Ho parlato con la mia maggioranza e con gli attivisti di Parma. Siamo tutti compatti, e lunedì alle 10.30 pubblicamente scioglieremo le riserve sui nostri passi futuri", scrive il sindaco di Parma.

 

Grillo: «Anche io ho avuto la tessera del Pd»

ROMA. "Anche io ho avuto la tessera del Pd. L'ho presa ad Arzachena...". Beppe Grillo risponde così sulle polemiche attorno al neo assessore in Campidoglio, Andrea Marzillo, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. "Chiedete alla Raggi, decide lei", aggiunge Grillo incalzato dai cronisti durante una visita-lampo a Mirandola dove ha visitato una palestra, costruita anche con i fondi M5S devoluti al territorio colpito dal terremoto nel 2012. "Siamo in Emilia, qui le cose si fanno".

Salvini contestato a Padova, lancio di fumogeni e uova da manifestanti dei centri sociali

PADOVA. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini è stato contestato stamattina dai centri sociali a Padova. Una sessantina di manifestanti ha lanciato uova e un paio di fumogeni. Sono intervenute le forze dell'ordine in tenuta antisommossa per sedare la protesta svoltasi in Piazza Insurrezione, di fronte alla libreria Mondadori dove Salvini stava presentando il suo libro.

Roma, Mazzillo al Bilancio. Raggi: «È uno di noi»

ROMA. È Andrea Mazzillo il nuovo assessore al Bilancio del Campidoglio. Sarà invece Massimo Colomban il nuovo assessore alle Partecipate.

''Abbiamo davanti delle sfide importanti e il contributo di Mazzillo sarà prezioso vista la sua esperienza in finanza locale. Un contributo importante anche perché ha coordinato la stesura del programma per Roma del M5S elaborato con attivisti e cittadini", ha detto la Raggi. E su di lui scrive su Facebook: "E' un nostro attivista, uno di noi che si è speso per i programmi del M5S insieme ai cittadini ma, soprattutto, è un esperto di finanza locale e di bilanci".

''Do il mio benvenuto a Massimo Colomban nella squadra della Giunta. La sua esperienza ci sarà utile per realizzare il nostro programma sul tema delle società partecipate: l'obiettivo è razionalizzare le municipalizzate, ottimizzare i servizi per i cittadini ed eliminare gli sprechi'', ha commentato inoltre la Raggi.

"Auguro un buon lavoro ai due nuovi assessori della giunta di Roma Andrea Mazzillo e Massimo Colomban nominati da Virginia Raggi che ha la fiducia mia e di tutto il Movimento 5 Stelle", scrive Beppe Grillo sul suo blog.

Mazzillo, dal canto suo, afferma: ''Sono a disposizione dell'amministrazione. Quanto prima presenterò un programma per il prossimo trimestre, condiviso con consiglieri comunali, Municipi e commissione capitolina competente. Sono settimane che lavoriamo insieme anche con gli uffici della Ragioneria. Posso anticipare che si sta già provvedendo all'assestamento tecnico di bilancio, rintracciando tutte le necessarie economie. Parallelamente comincerà subito il lavoro che porterà alla redazione del prossimo bilancio di previsione''.

A fare gli auguri al neo assessore anche Paolo Ferrara, che ha voluto smentire via Facebook quanto riportato da fonti M5S all'Adnkronos: "Ho letto un lancio dell'agenzia Adnkronos in base alla quale sarei stato 'protagonista di una vera e propria sfuriata' per la nomina di Andrea Mazzillo all'assessorato al Bilancio. Niente di più falso. E' l'ennesimo tentativo di farci apparire divisi". "Nel caso specifico io e Andrea Mazzillo - prosegue il capogruppo M5S in Aula Giulio Cesare - oltre ad aver condiviso l'esperienza comune all'interno del M5s, siamo in ottimi rapporti e c'è stima reciproca. Lavoriamo insieme in Campidoglio da oltre tre mesi e insieme abbiamo affrontato la sfida vincente della campagna elettorale a sostegno di Virginia. Basta con queste invenzioni. Approfitto per fare pubblicamente i miei più cari auguri ad Andrea per il suo nuovo incarico".

A non piacere sarebbe stato innanzitutto il passato di Mazzillo nel Pd di Ostia, candidato col centrosinistra nella lista civica di Walter Veltroni. Ma anche l'accusa, mossa da molti parlamentari romani compresi i membri dell'ormai ex mini-direttorio, di esser stato, assieme a Salvatore Romeo, l''assessore al Bilancio ombra' di Marcello Minenna, "spinto a rassegnare le dimissioni da una situazione insostenibile", si sarebbe lamentato un altro parlamentare di spicco. Mazzillo, d'altronde, era finito nel mirino degli 'anti-Raggi' già per lo stipendio percepito per il suo ruolo nello staff della sindaca.

La retribuzione di Mazzillo, di poco meno di 90mila euro, aveva visto la sommossa di diversi consiglieri che avevano chiesto a Raggi una sforbiciata degli 'stipendi d'oro', tra questi anche quello di Romeo. Un 'taglio' di fatto mai arrivato, in barba alle polemiche e alle richieste degli eletti nelle file del M5S. Già all'epoca Ferrara, anche lui di Ostia, aveva mosso critiche sul passato di Mazzillo, contestando all'assessore in pectore di essere stato vicino ai dem, 'rei' di aver governato il municipio commissariato per mafia un anno fa. Era stato proprio Ferrara a far saltare, raccontano fonti M5S, la candidatura a consigliere dello stesso Mazzillo, poi divenuto mandatario elettorale durante la campagna vittoriosa della sindaca nonché componente del comitato al Bilancio del M5S per Roma durante le elezioni.

I membri del direttorio che domani, fatta eccezione per Alessandro Di Battista, saranno riuniti a Mirandola dove non è escluso arrivi anche Beppe Grillo, avrebbero appreso della presunta nomina di Mazzillo solo stamani, dai lanci di agenzia. Alcuni restando letteralmente di ghiaccio davanti a una scelta che risulta per molti divisiva. "Speriamo che questa agonia finisca prima possibile - sarebbe sbottata una deputata chiedendo il riserbo, "sa, ce lo ha chiesto Grillo..." - ma Renzi ha capito che gli conviene tenere in piedi la Raggi almeno fino alle politiche: è l'unico modo che ha per vincerle. Altro che bello, bellissimo...".

Roma, inchiesta rifiuti: Muraro indagata per abuso d'ufficio con ex dg Ama Fiscon

ROMA. Entrano nel fascicolo dell’inchiesta del pm Alberto Galanti i verbali dell’interrogatorio dell’assessore capitolino Paola Muraro avvenuto il 4 settembre scorso davanti alla Commissione parlamentare Ecomafie.

 

Il dossier, di 1.040 pagine, è arrivato alla Procura e servirà per ulteriori impulsi all’indagine. Insieme con il dossier, il fascicolo contiene anche una trentina di telefonate intervenute tra Muraro e l’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon. L’ipotesi di reato per l’assessore e Fiscon, già implicato nell'inchiesta Mafia Capitale, è quella di abuso di ufficio.

 

Sulla scorta dei documenti acquisiti non si esclude che Fiscon e Muraro, già indagata per violazione delle norme ambientali, possano essere convocati nei prossimi giorni per essere ascoltati dal pm Galanti sui fatti dell’indagine.

Riforma giustizia, Renzi si piega all'Anm

ROMA. "Il governo rischia sempre al Senato, questo Parlamento nasce dal fatto che nessuno ha vinto le elezioni - ha ribadito il premier - La vicenda è molto semplice; mettere la fiducia" dopo che "il capo dei giudici, il dottor Davigo, dice che questi provvedimenti sono dannosi o inutili, ho il dovere di ascoltarlo, è una persona assennata. Ci penso due, tre, quattro, dieci volte. Non possiamo mettere la fiducia" con "una posizione così dura dei nostri amici magistrati". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospite di Rtl 102.5, ha escluso che il governo porrà la fiducia al Senato sulla riforma del processo penale.

A chi gli ha chiesto se con la prossima manovra l'Italia rispetterà le regole europee, il premier ha poi risposto: "Che noia che barba, che barba che noia, sono tre anni che facciamo gli stessi discorsi. Ci sono delle regole che non condivido ma che rispetto, queste regole noi le rispettiamo tutte. Ancora una volta il deficit va giù, cerchiamo di fare le misure rispettose delle regole europee, ma lavoreremo per cambiarle".

È caos a Roma, anche Tutino fa un passo indietro

Il consigliere della Corte dei conti Salvatore Tutino si fa da parte nella corsa a ricoprire il ruolo di assessore al bilancio del comune di Roma . A raffreddare la disponibilità a far parte della squadra della sindaca Virginia Raggi l'accusa di far parte della casta che gli è stata mossa da alcuni esponenti grillini a cominciare da Roberto Fico.

"Non posso accettare - spiega all'Adnkronos Salvatore Tutino -accuse totalmente infondate e prive di ogni elemento di verità. Avevo dato la mia disponibilità consapevole delle difficoltà e dei rischi che l'impegno avrebbe comportato. Ma pensavo a difficoltà legate all’impegnativo lavoro che mi sarei trovato ad affrontare come assessore al bilancio della Capitale".

"Invece da diversi giorni - continua Tutino - sono sulla graticola sottoposto a esami surreali. Sono diventato oggetto di una contesa in cui, più che i curricula, contano le illazioni e dove le falsità e le beghe di una certa politica fanno aggio su professionalità e impegno. Gli attacchi, del tutto ingiustificati, da parte di esponenti della forza politica che dovrà sostenere le scelte della giunta, minano alla base ogni possibilità di un proficuo lavoro. Perciò, nel ringraziare la sindaca per la considerazione, ritiro la mia disponibilità a fare l'assessore al bilancio. Continuerò, con serenità e rinnovato impegno, a dare il mio contributo alla Corte dei conti".

"Era una delle persone che stavamo esaminando, ma il nome arriverà presto" ha detto ai microfoni di SkyTg24 la sindaca di Roma Virginia Raggi, lasciando il Campidoglio per andare in Senato per l'audizione su Roma 2024.

Referendum, si vota il 4 dicembre

"Il Consiglio dei ministri ha indicato la data del 4 dicembre per il referendum, questa la deliberazione di oggi". Lo ha annunciato il sottosegretario Claudio De Vincenti in una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm. "Non c'è un motivo particolare'' per la scelta della data . "In ogni caso, ci sembra che da qui al 4 dicembre ci sia il tempo per sviluppare e approfondire un confronto tra i cittadini sui contenuti della riforma costituzionale'', ha aggiunto.

M5S - "E' grave che Renzi abbia scelto la data del referendum costituzionale senza neanche consultarsi con le opposizioni. Ed è altrettanto grave e vergognoso che abbia negato ai cittadini, per così tanto tempo, la possibilità di esprimersi su un tema così delicato e importante, facendo un’indegna melina", affermano i deputati M5S della commissione Affari costituzionali della Camera. "Inoltre, se avesse potuto - proseguono i 5 Stelle - il presidente del Consiglio ci avrebbe fatto votare a Natale o, magari, a Capodanno, nella speranza di scoraggiare la maggioranza degli italiani, che è a favore del no, a recarsi presso le urne e nel tentativo di arrivare a mangiarsi il panettone". "Renzi sembra uno di quei prestigiatori del gioco delle tre carte che, pur di vincere, sono disposti a tutto, truccando le regole e prendendosi gioco di tutti", concludono.

"La partita è tutta qui. Qui e ora. Chi vuole cambiare, ci dia una mano. Dandoci del tempo, chiamando un po' di amici, facendo il volontario sulla rete o tra la gente. Oppure costituendo un comitato. Come fare è spiegato su www.bastaunsi.it . Dove chi vuole può anche dare un piccolo contributo economico, prezioso per la campagna di comunicazione, che abbiamo iniziato a far girare. Ogni sforzo è importante. Può persino essere decisivo. La partita è adesso e non tornerà. Non ci sarà un'altra occasione. Sono certo che non la sprecheremo". Lo scrive Matteo Renzi su E-news dopo l'annuncio della data del referendum costituzionale in programma il 4 dicembre.

"Vedo l'Italia del 2017. Il G7 a Taormina, decisivo. L'incontro di Roma del 25 marzo per raccontare come vogliamo cambiare davvero l'Europa anziché lasciarla preda di egoismi e burocrazie. E il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, mai così importante anche alla luce di quello che sta avvenendo nel mondo. Questa Italia, per me, ha bisogno di gente che propone, non di gente che urla. E questa Italia deve cambiare, non può rimanere ostaggio dei soliti noti, della solita palude che ha bloccato la crescita dell'ultimo ventennio", aggiunge il premier. "Ecco perché -spiega- il referendum costituzionale (si voterà il 4 dicembre, dalle 7 alle 23) è fondamentale. E il risultato del referendum non dipende tanto da me, ma da tutti voi".

OLIMPIADI - "Dire 'no' alle Olimpiadi perché non si è d'accordo è un atto legittimo. Dire 'no' alle Olimpiadi perché in otto anni si crede di non riuscire a combattere la corruzione a Roma significa rinunciare a fare politica, a cambiare le cose, a dare una speranza alla propria comunità. Non è solo una figuraccia internazionale per l'Italia: è un'ammissione della propria incapacità di cambiare le cose", scrive Renzi riferendosi alla decisione annunciata dal sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Prodi: l'talia fuori dall'euro sarebbe un suicidio

ROMA. "Uscire dall'euro? L'ipotesi del suicidio è sempre possibile, ma uscire dall'euro per l'Italia sarebbe veramente un suicidio. E' possibile che l'euro entri in crisi, ma per l'Italia non sarebbe un vantaggio, con il debito pubblico italiano schizzerebbe verso l'alto". Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, già presidente della Comunità europea, parlando con i giornalisti a Pisa in occasione della prima edizione della nuova laurea magistrale in sicurezza internazionale alla Scuola Superiore Sant'Anna.

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