Venerdì 25 Maggio 2018 - 16:31

Primarie centrosinistra, Ranieri escluso

NAPOLI. Chiuse le candidature del Partito democratico per le primarie del centrosinistra a Napoli. Dopo Antonio Bassolino e Marco Sarracino, questa mattina sono state depositate le firme per le candidature di Valeria Valente e Umberto Ranieri. Se nel primo caso le sottoscrizioni supereranno senza problemi il controllo della commissione, nel caso di Ranieri invece gran parte delle firme sarebbero di non iscritti al partito, come invece prevede il regolamento. Infatti, non è stata ammessa la candidatura di Umberto Ranieri alle primarie. La decisione è stata comunicata dal presidente della commissione di garanzia al responsabile della rete civica "Per Napoli", che fa riferimento al presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa. I candidati del Partito democratico alle primarie di coalizione saranno quindi Antonio Bassolino, Marco Sarracino e Valeria Valente. Nei giorni scorsi Ranieri ha chiesto più volte la proroga del termine per la presentazione delle candidature e la modifica del regolamento per permettere anche ai non iscritti di sottoscrivere le candidature, come avviene a Roma e Milano. Ieri, con una nota, il segretario provinciale del Pd Napoli Venanzio Carpentieri ha ribadito che il regolamento non sarebbe stato cambiato. Sono 834 le firme presentate da Valeria Valente, referente regionale campano della componente Pd "Rifare l'Italia", 700 quelle presentate dall'ex sindaco di Napoli ed ex governatore campano Antonio Bassolino, e 627 le sottoscrizioni presentate dal segretario provinciale dei Giovani democratici di Napoli Marco Sarracino.

La commissione di garanzia per le primarie del centro sinistra a Napoli, ha escluso la lista "Per Napoli" senza averne i titoli. Lo si legge in un comunicato della rete civica che portava la candidatura di Umberto Ranieri. "Stamattina 'Per Napoli' ha presentato negli orari stabiliti la candidatura di Umberto Ranieri alle primarie del centro-sinistra, accompagnata da oltre 1300 firme". Si è trattato di "uno straordinario segnale di partecipazione e vitalità democratica - conitinua il comunicato - in netta contraddizione con la lontananza dei cittadini dalla vita politica. Nei giorni scorsi 'Per Napoli' aveva chiesto di aderire formalmente al tavolo del centro-sinistra della città metropolitana di Napoli. Erano così giunti nelle ultime ore assensi informali che sarebbero stati risolti formalmente in mattinata. 'Per Napoli' avrebbe in questo modo potuto partecipare al tavolo del centro-sinistra, e nel rispetto del regolamento delle primarie indicato un candidato supportato dalle firme necessarie, esattamente come gli altri partiti parte della coalizione". "La commissione di garanzia, non avendone alcuna titolarità politica, ha escluso invece Per Napoli dal tavolo del centro-sinistra e quindi di conseguenza dalle primarie. Con questo atto privo di lungimiranza politica, non è stata esclusa solo Per Napoli ma migliaia di elettori napoletani del centro-sinistra e realtà civiche che nei prossimi giorni - conclude il comunicato - verificheranno quali percorsi intraprendere, non è pensabile, infatti, disperdere un patrimonio simile di forze e di idee".

Padoan alla Ue: «Risposte rapide sulla flessibilità»

ROMA. Confronto a distanza tra il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker sul nodo della flessibilità sui conti pubblici. "Lo sforzo per le riforme dell'Italia ci porta a chiedere con tutto il diritto una gestione della politica fiscale più flessibile", rivendica Padoan nel corso di un dibattito organizzato dall'Aspen Institute a Roma. Chiedendo però risposte rapide e certe. La Commissione, dice Padoan, dovrebbe "evitare una incertezza che sicuramente non aiuta la crescita".

 
Da Bruxelles risponde indirettamente Juncker. "La Commissione ha introdotto alcuni elementi di flessibilità riguardo all'interpretazione del patto di stabilità e di crescita, che sono sufficienti a permettere agli Stati membri, anche a quelli alle prese oggi con dei problemi, di proporre bilanci che siano in linea con tutte le regole e con tutti i requisiti", ribatte, aggiungendo che "la Commissione svolgerà il suo ruolo senza cadere in una politica rigida e stupida di austerità".

Parole queste che potrebbero suonare come un'apertura a tutta la flessibilità richiesta (circa 16 miliardi pari all'1% del pil) o, più probabilmente, solo a una parte. Ottenuta la clausola sulle riforme, sotto la lente Ue restano quella per gli investimenti e quella per i migranti con cui Roma intende finanziare gli sgravi alle imprese e il piano sicurezza, tra le altre misure.

Padoan, quindi, chiede risposte rapide per evitare di entrare in una spirale di incertezza. "Ci auguriamo semplicemente che la risposta sia sciolta presto da parte della Commissione e quindi di evitare una incertezza che sicuramente non aiuta la crescita", dice. Un auspicio quello del titolare di via XX settembre che arriva alla vigilia della dell'aggiornamento delle previsioni economiche dell'esecutivo Ue su cui si baserà il giudizio definitivo della Ue sulla Legge di Stabilità, e relativa flessibilità, atteso in primavera.

"L'Italia chiede l'uso dei margini previsti dalle norme", "non c'è nulla che non sia compatibile con le regole. Non stiamo chiedendo nulla di nuovo", insiste ancora Padoan, sottolineando che "c'è compatibilità assoluta tra la nostra politica di bilancio e la politica di riforme".

In cima alle priorità del governo c'è anche il sistema bancario, zavorrato da 350 mld di crediti deteriorati, tra sofferenze (200 mld) e incagli (150). In attesa del via libera al nuovo decreto banche (forse venerdì ma non è escluso uno slittamento) sulla riforma per integrare il sistema delle Bcc, le norme sulle bad bank e quelle per accelerare il recupero crediti Padoan sottolinea l'importanza per l'Europa di un sistema forte e integrato.

"La Capital markets union è una grande opportunità per il nostro Paese, per il sistema finanziario e bancario per adeguarsi a una nuova dimensione europea e globale di regole verso un'Europa più forte e integrata. L'Italia ne approfitti" sollecita il titolare del Tesoro. E tra le opportunità che il paese dovrebbe cogliere c'è anche la sfida tecnologica. "La caduta secolare della produttività subita da Paesi avanzati" come l'Italia "si può invertire - conclude - se si utilizzano le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dall'innovazione".

Unioni civili, accordo per ridurre gli emendamenti

ROMA. "Ci sarà un gruppo di lavoro, formato da un senatore per gruppo, che si occuperà di ridurre il numero degli emendamenti". Così Luigi Zanda al termine della riunione informale dei capigruppo al Senato sulle unioni civili. I presidenti dei gruppi hanno infatti concordato una gestione dell'Aula che prevede una riduzione netta degli emendamenti e anche un numero contenuto di richiesta di voto segreto.

Oltre alla Lega anche Fi e Ap hanno dato disponibilità al ritiro di parte degli emendamenti. "Martedì prossimo - ha aggiunto Zanda - finirà la discussione generale e da mercoledì si inizia a votare".

"Il Pd ci ha dato garanzie che verrà ritirato il 'canguro' e noi nelle prossime ore ritireremo il 90% dei nostri emendamenti. Ne resteranno circa 500, anche meno", ha detto il capogruppo leghista Gian Marco Centinaio al termine della riunione.

M5S: VOTEREMO COMPATTI - "Voteremo compatti" il ddl Cirinnà sulle unioni civili, ha ribadito all'Adnkronos Alberto Airola, il senatore M5S impegnato in prima linea sul provvedimento, smentendo voci di spaccature e fronde interne al Movimento sul ddl in questione.

ALFANO - Il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, ospite su La7 a 'L'Aria che tira', ha dichiarato che un sì alla legge sulle unioni civili con i voti di Pd e Movimento 5 stelle "sarebbe un fatto negativo e traumatico. Non credo che minacciare ad otto giorni dal voto la crisi, conoscendo anche le dinamiche parlamentari, sarebbe una mossa intelligente ed astuta".

"Noi - ha ribadito - non minacciamo la crisi, diciamo semplicemente che votare insieme ai Cinquestelle è un fatto traumatico e grave, che se il Partito democratico lo risparmia fa meglio non solo per me o per Renzi, fa meglio per l'Italia".

"Nel momento in cui abbiamo fatto questo governo, guardandoci in faccia, io e Renzi ci siamo detti, 'noi difficilmente troveremo un accordo sulle unioni civili', con grande coerenza lo abbiamo ribadito". Ma "se tu butti in mezzo il governo fai un errore che neanche la grande Democrazia cristiana fece".

"Penso che sette giorni - ha detto ancora Alfano - siano un tempo sufficiente perché un grande partito che governa il Paese si faccia bene i conti e dica: io non voglio dividere il Paese, non sulle unioni civili, sulle quali lo unirebbe, ma sulle adozioni. Allora togliamo questo tema così divisivo, specifichiamo che il matrimonio è una roba e questa è un'altra roba".

Se ciò non dovesse accadere, ha sottolineato il leader del Nuovo centrodestra, "votiamo in modo plateale contro, perché non c'è nessun patto di programma e non c'è nessun vincolo di maggioranza su questo argomento. In quel caso voteremmo contro l'intera legge, sia che sia a scrutinio palese, che sia a scrutinio segreto, dimostrando coerenza".

Lettieri: a Napoli è emergenza sicurezza

NAPOLI.  "Napoli è in emergenza sicurezza. Chiedo al Governo di intervenire subito e far sentire la presenza dello Stato forte in città, visto che sindaco e amministrazione sono totalmente assenti". Lo scrive, in una nota, Gianni Lettieri, imprenditore e candidato sindaco a Napoli. "Da inizio anno - prosegue l'ex leader degli industriali napoletani - in città si vive un clima di paura come poche volte successo in passato: omicidi, attentati a colpi di kalashnikov, raid contro mezzi pubblici, baby gang in azione. Abbiamo interi quartieri dimenticati, divenuti tristi teatri di scene da far west. Non solo in periferia, ma anche al centro. La movida è tornata ad essere violenta e pericolosa. I napoletani hanno paura e l'amministrazione pensa a tutelare l'illegalità e a dare, ad esempio, sostegno economico a strutture occupate abusivamente da collettivi estremisti. La città è senza guida, siamo allo sbando e all'anarchia più totale. Ecco perché, come sto chiedendo da giorni, urge che il comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico si riunisca in maniera permanente e veda la partecipazione anche del Governo. Leggo annunci di De Magistris sulla videosorveglianza, sono gli stessi del 2011, intanto sono passati 5 anni e non ha fatto nulla. Oggi in città funziona solo il 25% delle telecamere, perché non ha è intervenuto prima? Perché ha destinato soldi pubblici a sostegno di centri sociali, spesso fomentatori di disordini e violenza, anziché utilizzarli per la tutela della sicurezza dei napoletani? La verità è che non è credibile neppure su questo tema, e la situazione della città lo dimostra. Tutelare la sicurezza dei napoletani è la prima delle mie priorità". "Da sindaco prenderò 3 provvedimenti immediati: istituzione di un corpo speciale di 300 agenti di polizia municipale appositamente addestrati e guidati da un uomo con grande esperienza in questo campo, abituato a combattere la criminalità. Questa squadra avrà presidi permanenti in ogni quartiere e risponderà direttamente a me; ripristino e potenziamento di un sistema di videosorveglianza integrata controllata da un quartier generale h24 che dia disposizioni immediate di intervento al corpo speciale; rafforzamento dell'operazione strade sicure per un pattugliamento costante specie delle zone a rischio; sgombero di campi rom per questioni di sicurezza e sanitarie. Tutto ciò non è stato fatto da questo sindaco, eppure ne aveva tutti i poteri, dunque è il principale responsabile della paura che vivono i napoletani quotidiani, che non si sentono sicuri né in strada né nelle proprie case. Prendo un ulteriore impegno fin da ora: oltre al pacchetto sicurezza, nel corso della prima riunione della mia giunta, varerò, norme salvalegalità con provvedimenti durissimi per il contrasto alla camorra, alla microcriminalità al racket e alla corruzione. Con me - conclude Lettieri - Napoli sarà una città sicura e libera".

«La cabina di regia è un abuso di potere»

NAPOLI.  "La cabina di regia e' un abuso di potere". Lo ribadisce il sindaco di Napoli Luigi De Magistris all'indomani della sua proposta di presentazione del documento finale e la replica del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti, Presidente della Cabina di Regia per il risanamento e il rilancio dell'area Ex Italsider. "Difendo la citta', le istituzioni - spiega De Magistris - Siamo passati alla fase 2, che e' quella di presentazione del piano a tutta la citta' e Bagnoli riparte grazie all'impegno delle istituzioni, comune, regione e governo centrale. Ho rivolto l'invito a sederci attorno a un tavolo per discutere del piano. Un bel gesto poteva essere discuterne, a Bagnoli, a Napoli, ho cercato di rimettere le cose in una cornice di correttezza istituzionale, visto che era stata violata. Ero certo che sarebbe venuta la disponibilita' da parte del presdiente del consiglio, che dice di essere sempre disponibile al dialogo e della regione. E' arrivata invece la proposta di De Vincenti che respinge il dialogo tra gli organi previsti dalla Costituzione e vuole reiterare un abuso di potere dicendo che la cabina di regia e' il luogo dove discutere. Un luogo chiuso, dove hanno gia' preconfezionato decisioni, un abuso di potere. In quella cabina di regia noi non ci saremo, quando vorranno dialogare siamo sempre pronti. Abbiamo talmente dialogato che il 14 agosto 2014 abbiamo firmato un atto che il presidente del consiglio ha stracciato e disatteso".

Renzi: siamo grande Paese, dobbiamo esserlo ancora di più

ROMA. "Dobbiamo avere dei valori, che sono un grande elemento di forza, e anche la consapevolezza che l'Italia è un grande Paese e dobbiamo essere più forti sullo scacchiere mondiale". Lo ha detto Matteo Renzi lasciando l'università di Dakar.

"Dopo tanti anni riteniamo necessario che l'Italia sia presente in Africa, è inutile dire aiutiamoli a casa loro se poi non investiamo nella cooperazione", ha spiegato il premier sottolineando l'importanza dell'intervento all'università.

"La metà della popolazione qui ha meno di 18 anni, c'è bisogno di un investimento sulle nuove generazioni e per questo ho parlato di un nuovo umanesimo e di valori", ha aggiunto Renzi.

All'università di Dakar il presidente del Consiglio ha rimarcato che "l'Europa ha bisogno di dinamismo" e di "una visione per il futuro", "abbiamo bisogno delle idee dei giovani".

Nel corso del suo intervento Renzi ha anche ribadito che "quello delle migrazioni è un problema per tutti, serve una strategia per i prossimi anni. L'Italia farà di tutto per salvare i popoli dalla morte in mare e nel deserto".

"Siamo onorati di essere umani, il nuovo umanesimo significa non permettere più alle persone di morire in mare o nel deserto - ha scandito il premier - Dobbiamo dire no alla demagogia, dobbiamo fare qualcosa insieme per dare possibilità di lavoro ai giovani. Dobbiamo salvare vite e fare di più con la cooperazione".

Renzi si è soffermato anche sull'importanza delle università, che hanno "un ruolo attivo nel contrasto al terrorismo". "Non mi stanco mai di ripetere che per ogni euro destinato alla sicurezza bisogna destinare un euro alla cultura - ha sottolineato il premier - Dobbiamo investire in sicurezza ma contemporaneamente in cultura".

"Il dialogo tra culture è il miglior antidoto alle barbarie", ha rimarcato ancora, e "le università sono l'avamposto più efficace per la difesa della libertà di espressione. Le università sono i luoghi per liberare l'immaginazione è la creatività, necessarie per ridare dinamismo a un sistema statico e letargico che richiede con urgenza nuove idee e nuove forze".

Unioni civili, il M5S vota “sì”

ROMA. "Voteremo compatti" il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Lo ribadisce all'Adnkronos Alberto Airola, il senatore M5S impegnato in prima linea sul provvedimento, smentendo voci di spaccature e fronde interne al Movimento sul ddl in questione. A quanto si apprende, oggi pomeriggio si terrà una riunione informale di tutti i capigruppo del Senato, voluta da Luigi Zanda del Pd, per fare il punto sulla gestione dell'aula sul ddl Cirinnà, su come affrontare nel merito il provvedimento e limitare l'ostruzionismo tenendo conto della delicatezza della legge, del fatto che manca il relatore e che tutti i gruppi hanno lasciato libertà di coscienza. Il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, ospite su La7 a 'L'Aria che tira', ha dichiarato che un sì alla legge sulle unioni civili con i voti di Pd e Movimento 5 stelle "sarebbe un fatto negativo e traumatico. Non credo che minacciare ad otto giorni dal voto la crisi, conoscendo anche le dinamiche parlamentari, sarebbe una mossa intelligente ed astuta". "Noi - ha ribadito - non minacciamo la crisi, diciamo semplicemente che votare insieme ai Cinquestelle è un fatto traumatico e grave, che se il Partito democratico lo risparmia fa meglio non solo per me o per Renzi, fa meglio per l'Italia". "Nel momento in cui abbiamo fatto questo governo, guardandoci in faccia, io e Renzi ci siamo detti, 'noi difficilmente troveremo un accordo sulle unioni civili', con grande coerenza lo abbiamo ribadito". Ma "se tu butti in mezzo il governo fai un errore che neanche la grande Democrazia cristiana fece". "Penso che sette giorni - ha detto ancora Alfano - siano un tempo sufficiente perché un grande partito che governa il Paese si faccia bene i conti e dica: io non voglio dividere il Paese, non sulle unioni civili, sulle quali lo unirebbe, ma sulle adozioni. Allora togliamo questo tema così divisivo, specifichiamo che il matrimonio è una roba e questa è un'altra roba". Se ciò non dovesse accadere, ha sottolineato il leader del Nuovo centrodestra, "votiamo in modo plateale contro, perché non c'è nessun patto di programma e non c'è nessun vincolo di maggioranza su questo argomento. In quel caso voteremmo contro l'intera legge, sia che sia a scrutinio palese, che sia a scrutinio segreto, dimostrando coerenza".

Primarie Pd, la Valente annuncia la candidatura

NAPOLI. ''Napoli ha bisogno di una svolta: visione, coraggio, fiducia. Per correre, e uscire dall'immobilismo e dalla marginalità di questi anni. In tanti, qui e a Roma, dentro e fuori il Pd, mi hanno spinto a candidarmi. Con loro, per loro, corro per Napoli. #Napolicorre''. Lo annuncia la deputata del Pd Valeria Valente, sulla sua pagina di Facebook. "A Valeria Valente faccio gli auguri di buone primarie". Così Antonio Bassolino commenta l'annuncio della candidatura di Valeria Valente alle primarie del centrosinistra a Napoli. "Noi andiamo avanti con la testa e con il cuore rivolti alla città e per vincere alle comunali", aggiunge Bassolino.

Incontro Merkel-Renzi: Germania e Italia unite

BERLINO. "Sono molto felice del fatto che grazie agli sforzi del popolo italiano e del governo e alla collaborazione con gli amici tedeschi per la prima volta sono qui non con un elenco di impegni e promesse ma con un elenco di riforme e risultati". Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parla in conferenza stampa a Berlino dopo il bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel e mette in chiaro che "l'Italia non è più come in una fase recente il problema dell'Europa, l'Italia ha voglia di fare la propria parte come la nostra storia ci impone di fare".

"Italia e Germania sono unite nel chiedere un'Europa più forte, più Europa - scandisce il premier - Abbiamo bisogno di un'Europa che torni a essere se stessa, che sia degna del suo passato". "Non su tutto possiamo pensarla allo stesso modo - premette - ma rispetto alle sfide che abbiamo davanti c'è la consapevolezza del fatto che due grandi Paesi europei ora esprimono parole forti per un'Europa che viaggi in modo diverso rispetto all'ultimo periodo".

Avverte Renzi: "Se l'Europa perde Schenghen perde se stessa. Serve ogni sforzo per mantenere vivo l'ideale europeo ma deve essere uno sforzo da fare insieme, non un singolo Paese deve essere lasciato solo".

A ribadire la necessità di "più Europa" è anche Merkel: "Ci troviamo di fronte a una grande sfida" e per questo "in un buono spirito europeo abbiamo parlato del fatto che abbiamo bisogno di più Europa". E assicura: "Faremo tutto ciò che è in nostro potere perché la Gran Bretagna resti nell'Unione Europea", riferendo di aver affrontato nel suo colloquio con Renzi anche il tema del referendum in Gran Bretagna e del rischio Brexit.

MIGRANTI- "Sui rifugiati siamo dalla stessa parte, ci vogliono regole chiare, rispettate e verificate giorno dopo giorno" dice Renzi parlando della crisi migratoria. "L'Italia è pronta a fare la propria parte, conosciamo il dramma degli esseri umani comprati e venduti dagli scafisti, in Italia noi diciamo schiavisti - rimarca - Siamo pronti a fare ogni tipo di sforzo e anche a superare le incomprensioni registrate".

Riguardo alla questione delle spese per i migranti per i Paesi Ue, "noi siamo disposti a fare la nostra parte - ribadisce -non abbiamo alcun problema sui 3 miliardi per la Turchia, l'Italia è da sempre disponibile. Stiamo solo aspettando che dalle istituzioni europee diano alcune risposte su dei quesiti che abbiamo formulato sul modo di intendere questo e altri contributi". Sui fondi alla Turchia per i flussi migratori "mi piacerebbe una risposta europea prima della conferenza di Londra. La Commissione ha molti impegni ma ha sempre tempo per fare una conferenza stampa o una conversazione con i giornalisti".

FLESSIBILITA' - Riguardo alla flessibilità, Renzi spiega che "c'è una discussione legittima tra di noi, abbiamo sulla politica economica non sempre la stessa posizione" ma "ci diciamo le cose con il sorriso e gli ideali sono comuni". "La cosa - dice Merkel - è che una comunicazione da parte della Commissione europea sulla flessibilità viene interpretata in maniera diversa".

"La Commissione Ue ha adottato una comunicazione sulla flessibilità, questo è il punto di riferimento per noi. Non stiamo chiedendo di cambiare le regole ma che le regole siano applicate senza equivoci" chiarisce Renzi. "Sulla flessibilità c'è stato un accordo come partiti politici che ha portato all'elezione di Juncker. Io non ho cambiato idea e spero non lo abbia fatto Juncker - dice il premier - Ma deve essere chiaro che in due anni l'Italia ha messo mano a riforme attese da 20 anni".

Renzi sottolinea ancora: "La flessibilità era una condizione dell'elezione di Juncker, io non credo abbia cambiato idea ma quello che è importante è che l'Italia non crede si possa tornare a politiche allegre di bilancio ma tuttavia le politiche di austerità da sole non funzionano, portano alla sconfitta dei governi, non aiutano l'Europa a ripartire".

Quanto al "nostro debito è sostenibile, non crea preoccupazioni ma siamo i primi a dire che deve scendere, nessuno ha dubbi. Ma questo - precisa Renzi - non lo dico per far piacere a Angela ma per far piacere ai miei figli e ai miei nipoti".

RIFORME E LAVORO- Durante il bilaterale, si è parlato anche "dei posti di lavoro, Renzi ha iniziato con un'agenda di riforme molto ambiziosa" che "credo stia andando nella giusta direzione" afferma Merkel. Oltre a ritenere che il Jobs act stia andando nella giusta direzione, la cancelliera tedesca augura al premier che "questa riforma possa avere le migliori ripercussioni per il futuro sia dell'Italia che dell'Europa".

E aggiunge: "Abbiamo come scopo, quest'anno in Germania, l'anno prossimo in Italia, di portare avanti una conferenza economica che si occupi del tema della digitalizzazione delle infrastrutture dal punto di vista industriale. Ci saranno delle sinergie italo-tedesche che dovranno essere molto sviluppate su questo settore".

La cancelliera si è detta "entusiasta" della visita a Berlino del presidente del Consiglio. "Abbiamo parlato in maniera molto intensa di come potere sviluppare la nostra cooperazione bilaterale che è già buona, ma noi - rimarca - vogliamo rafforzarla e darle un nuovo slancio".

Governo, via libera a rimpasto

ROMA. Enrico Costa si avvia a diventare ministro degli Affari regionali. E' l'indicazione emersa nel corso del Cdm di oggi che ha avviato il rimpasto nominando i nuovi sottosegretari, come si apprende da fonti di governo. Costa, però, dovrà giurare al Quirinale essendo del capo dello Stato la prerogativa di nominare i ministri.

 
A quanto si apprende da fonti di governo Enrico Zanetti ha invece avuto l''upgrade' a vice ministro dell'Economia. Per l'ex sottosegretario, però, non ci sarà l'attesa delega al fisco e le sue competenze verrano definite più in avanti.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti ha poi annunciato il via libera a tre disegni di legge delega al governo: su contrasto povertà, riordino delle prestazioni e interventi dei servizi sociali con le risorse della Legge di Stabilità; misure per la tutela del lavoro autonomo che estendono "le tutele del jobs act al lavoro autonomo" e sul cinema.

LAVORO AUTONOMO - Le nuove norme del Ddl delega su lavoro autonomo e smartworking rappresentano "un primo significativo sforzo di collegare al jobs act il lavoro autonomo e il lavoro agile" ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del Cdm.

CONTRASTO ALLA POVERTA' - "Ragioniamo sulle risorse disponibili nella Legge di stabilità: 280mila famiglie, 550mila bambini, in tutto quasi 1 milione 150mila persone". Questa, secondo il ministro Poletti, la platea e le risorse del piano povertà. "Stiamo scrivendo il decreto per l'uso delle risorse e lì diremo quali sono tutti i soggetti interessati, tenendo conto che in questa materia si rispettano norme Ue per evitare discriminazioni e non dobbiamo andare contro norme generali che definiscono la natura degli interventi in ambito comunitario", ha aggiunto.

CINEMA - Il disegno di legge delega sul cinema approvato dal Consiglio dei ministri "interviene in modo organico sul settore, aumentandone le risorse e innovando profondamente le regole, avvicinando l'Italia ad un modello più evoluto di quello francese e dandole principi importanti che cambiano profondamente il sistema" ha detto il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Un ddl che, come sottolinea il ministro, introduce un nuovo meccanismo di attribuzione degli incentivi e crea un fondo unico che viene alimentato da una percentuale del 12% delle entrate del gettito Ires e Iva di società televisive, produttori cinematografici e provider telefonici".

"Non è un prelievo di scopo o una tassa aggiuntiva - evidenzia il ministro - e consente di uscire dalla discrezionalità dei governi che stabilivano le risorse anno dopo anno, rendendo difficile la programmazione per gli operatori". "Il fondo non potrà comunque scendere sotto i 400 milioni all'anno - assicura Franceschini - Si tratta, quindi, di un cambiamento nel senso di risorse aggiuntive, visto che siamo passati dai 200 milioni di due anni fa, ai 250 milioni successivi ed ora a 400 milioni con un aumento, quindi, pari a ben 150 milioni in più. Non solo. Nel fondo unico scompare ogni scelta discrezionale perché non sarà più una commissione a valutare se sussista o meno l'interesse culturale del film. Il meccanismo diventa automatico e prevede sei tipi di tax credit".

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